CRITICA  LOCALE

LA  LETTERA  DI  RALPH  NADER

( nostra esclusiva la versione italiana )

 [16 ottobre 2009]

Distribuitela, grazie.

Barney Frank e il Pianeta delle Banche

Di Ralph Nader

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Su quale pianeta vive il Congressista Barney Frank, di fatto?

E' il pianeta delle banche e delle altre imprese finanziarie che continuano a riempire i forzieri della sua campagna come loro presidente della House Financial Services Committee.

Dal suo piedistallo extraterrestre, protetto dalle sue osservazioni irriverenti e spiritose, vede la crisi di consumatori e proprietari di case rovinati e indebitati, ma le sue azioni non sono all'altezza.

Vedi le ultime audizioni fatte prima di questo scritto: Mr. Frank ha affossato i punti chiave della proposta di creare un Consumer Financial protection Agency (CFPA) indipendente.

Le banche non volevano un diritto del consumatore alla causa contro le imprese che violavano le regole per le loro ipoteche, carte di debito e credito, o prestiti a termine e a rate.

Barney disse certo!

Le banche vogliono un comitato di controllo debole dei loro regolatori adulanti, che fallirono sempre e miseramente nel decennio passato nell'evitare il collasso di Wall Street e le sue conseguenze economiche letali per lavoratori e consumatori.

Barney disse certo!

Le banche vogliono che i Congressisti amici rinuncino alla norma di ragionevolezza con la quale la nuova agenzia di tutela del consumatore arriverebbe alle tasse evase e alle pratiche ingannevoli, vedi il controllo della truffa dello scoperto che porta alle banche $40 miliardi.

Barney disse, certo, certo!

La "American Bankers Association" esulta come un migliaio di roosters.

Le 5 banche più grandi - ora anche più grandi dopo il collasso, il loro salvataggio pubblico e le loro acquisizioni - esultano con più forza.

E perché no?

Essi specularono con la pensione e gli altri risparmi della gente americana.

Trilioni di dollari furono drenati dai conti e saccheggiati a questi innocenti.

Inoltre, le banche si aspettano che la Legge Glass-Stegall - abolita da Clinton, Citigroup e dal Congresso nel 1999 - non sia ripristinata per separare le banche al dettaglio da quelle di investimento e bloccare i conflitti di interesse che devastano gli investitori.

Le Banche avranno ancora la loro Federal Reserve protettiva che, sebbene rafforzata dalla legge del 1994 per limitare il prestito predatorio, non farà nulla per fermare la truffa dell'ipoteca subprime che sommerse l'economia edile.

Fiutando un Barney Frank disponibile: altri affaristi vogliono le esenzioni dalla nuova autorità dell'agenzia del consumatore, inclusi i venditori d'auto, gli agenti immobiliari, i mercanti, i dettaglianti e altri giocatori vari nel gioco scritto piccolo dei servizi finanziari.

Possedute in massa dalla arroganza ghignante dello stato aziendalista, tali grandi banche garantiscono ancora alti compensi ai loro amministratori e ai grandi capi, mentre i contribuenti dell'America li stanno sussidiando e salvando ancora..

Il Ministro del tesoro scelto da loro, Timothy Geithner concesse che il governo USA assicuri oggi, non i depositi nelle grandi banche, ma il loro capitale come buono.

Più sbalorditivo per gli americani (di destra e di sinistra) che seguono i ragazzi della finanza è che loro sviluppano altri pacchetti di derivati speculativi, emessi con tassi attraenti, come le scommesse garantite sulle polizze vita.

Questo vi ricorda il tipo di giro finanziario e affare che affondò Wall Street e l'economia lo scorso anno?

Naturalmente i gruppi dei consumatori come il National Community Reinvestment Coalition (http://fairlending.com) e il U.S. Public Interest Research Groups (USPIRG) (http://www.uspirg.org) che hanno fornito la testimonianza eccellente nei mesi scorsi su quello che i consumatori sfruttati e i salvatori necessitano a lunga scadenza, sono delusi.

Ma loro, e la Consumer Federation of America (http://www.consumerfed.org) fronteggiano una disparità di risorse opprimente con gli affaristi finanziari.

Questi affaristi dispiegano eserciti di lobbisti a Capitol Hill e ospitano centinaia di campagne di finanziamento dei partiti.

In un articolo eccellente sul New York Times, l'editorialista onesto Joe Nocera pone la domanda - "Le Banche Non Hanno Vergogna?"

Egli inizia la sua risposta citando Simon Johnson, un ex economista del Fondo Monetario Internazionale: "Essi non possono pagare quello che devono!" iniziò con rabbia.

Allora si fermò, raccolse i suoi pensieri e andò oltre: "Tim Geithner le salvò con condizioni estremamente favorevoli per le banche ... Ciò che mi interessa è che le banche continuano ad opporsi alla protezione del consumatore. Come possono opporsi alla tutela del consumatore proposta dall'uomo che è il Ministro del Tesoro più favorevole che abbiamo avuto in una generazione ... è irragionevole".

Ben detto, ma non è abbastanza.

Finché i grandi capi delle banche avranno i loro alti premi e le loro banche corrotte e mal gestite avranno i loro salvataggi del contribuente, perché troppo grandi per fallire, continueranno a spingere l'avarizia devastante con impunità.

Il tema non è solo la vergogna.

Il tema è la colpa e per quella, il processo, la condanna e la carcerazione sono i rimedi.

Quella è la sola possibilità per smaltire la sbornia dei truffatori aziendalisti. Un processo adeguato previene leggi criminali aziendaliste più dure e un governo per la legge e l'ordine - nulla di simile si trova nelle proposte di legge o nelle teste e nei cuori dei nostri rappresentanti a Washington.

Perciò, cittadini sovrani ovunque siate, se non vi organizzate per poter parlare, continuerete a pagare, pagare e pagare.

Il momento di essere apatici è superato!

Tradotto da F. Allegri il 06/12/2009

[October 16 2009]

Please share with others.

Barney Frank and the Planet of the Banks

By Ralph Nader

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What planet is Congressman Barney Frank on, anyway?

It is the planet of the banks and other financial firms that keep his campaign coffers humming, as their chairman of the House Financial Services Committee.

On his extraterrestrial perch, camouflaged by his witty and irreverent observations, he sees the agony of gouged, debt-ridden consumers and homeowners, but his actions do not measure up.

As of this writing before the final set of hearings, Mr. Frank has dropped key provisions from a proposal to establish an independent Consumer Financial Protection Agency (CFPA).

The banks did not want a consumer right of action against companies violating standards for their mortgages, credit and debit cards, or payday and installment loans.

Barney said sure!

The banks want a weak oversight panel consisting of their toady regulators, who failed repeatedly and miserably in the past decade to stave off the collapse of Wall Street and its economically lethal consequences for workers and consumers.

Barney said sure!

The banks want their buddies in Congress to drop the standard of reasonableness by which the new consumer protection agency can go after wildly gouging fees and deceptive practices, such as the check overdraft racket that rakes in $40 billion for the banks.

Barney said, sure, sure!

The American Bankers Association is crowing like a thousand roosters.

The five biggest banks - now even bigger after the collapse, their taxpayer bailout and their acquisitions - are crowing the loudest.

And why not?

They speculated with retirement and other savings of the American people.

Trillions of dollars were drained from the accounts and looted from these innocents.

Yet, the banks have every expectation that the Glass-Stegall Act - repealed by Clinton, Citigroup and the Congress in 1999 - will not be reinstated to separate retail banking from investment banking and block the conflicts of interest that ravage investors.

The Banks will still have their protective Federal Reserve which, though empowered by a 1994 law to crack down on predatory lending, did nothing to stop the subprime mortgage rackets that submarined the housing economy.

Smelling a concessionary Barney Frank, other businesses want exemptions from the new consumer agency's authority, including auto dealers, realtors, merchants, retailers and assorted other players in the fine print game of financial services.

Massively possessed by the sneering arrogance of the corporate state, these big banks are still granting huge bonuses to their management and top bosses, while the taxpayers of America are subsidizing them and bailing them out.

Their chosen Secretary of the Treasury, Timothy Geithner conceded that the U.S. government is now insuring, not just the deposits of big banks, but their capital as well.

Most stunning to Americans, right or left, who follow these big money boys is that they are developing more speculative derivative packages, loaded with luscious fees, such as securitized bets on life insurance policies.

Does this remind you of the kind of financial wheeling and dealing that sank Wall Street and the economy last year?

Naturally, consumer groups like the National Community Reinvestment Coalition (http://www.fairlending.com) and the U.S. Public In terest Research Groups (USPIRG) (http://www.uspirg.org) who have provided excellent testimony in recent months about what the exploited consumers and savers need at long last, are disappointed.

But they, and the Consumer Federation of America (http://www.consumerfed.org) are facing an overwhelming resource mismatch with the financial businesses.

These businesses are deploying armies of lobbyists on Capitol Hill and hosting hundreds of campaign cash parties.

In an excellent article in the New York Times, regular columnist Joe Nocera, asks the question - "Have the Banks No Shame?"

He starts his reply by quoting Simon Johnson, a former economist with the International Monetary Fund: "They can't pay what they owe!" he began angrily.

Then he paused, collected his thoughts and started over: "Tim Geithner saved them on terms extremely favorable to the banks ... What gets me is that the banks have continued to oppose consumer protection. How can they be opposed to consumer protection as defined by a man who is the most favorable Treasury secretary they have had in a generation ... It is unconscionable".

Well said, but not enough.

As long as the top banking bosses get their huge bonuses and their mismanaged, corrupted banks get their taxpayer bailouts, because they are too big to fail, they will continue pushing their devastating greed with impunity.

The issue is not only shame.

The issue is guilt and for that, prosecution, conviction and incarceration are the remedies.

That is the only prospect that sobers up the corporate crooks. Adequate prosecution budgets, tougher corporate criminal laws and a government going for law and order - none of these are in any legislative proposals or in the hearts and minds of our Washington representatives.

So, sovereign citizens everywhere, if you don't organize to have the say, you'll continue to pay, pay and pay.

Time to make apathy boring!

La nostra associazione ha ripreso a far parte della redazione allargata della trasmissione "Anno Zero" e fa parte dei 100 siti resistenti selezionati dal movimento contro il conformismo televisivo.

Le lettere di Nader sono pubblicate anche su Empolitica e spedite alle agenzie di stampa e culturali che possono richiedercele, a titolo gratuito, con una semplice email.

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Sommario delle ultime lettere

116 - Rapporto CBO sull'errore sanitario illecito

115 - Tutto sulle carte di credito in USA

114 - E' ora che i cittadini si riuniscano

113 - Un'idea nuova (sul nuovo libro di Nader)

112 - Tirare ancora i dadi (tassare le transazioni di borsa)

111 - Il significato delle parole (fra stampa e libri)

110 - Lotte per il single payer e alle frodi

109 - Tra la retorica e la realtà (su Obama, i democratici e la riforma sanitaria)

108 - Affarismi sanitari in USA

107 - I premi di analisti e operatori di borsa

106 - Le privatizzazioni in USA (dalle autostrade alle sedi dei parlamenti statali)

105 - La riforma sanitaria in USA

104 - Ritorno in USA (contro la globalizzazione e la Cina)

103 - Praticamente è in discussione (le battaglie politiche estive di Nader)

102 - Le profezie di Ross Perot

101 - La sindrome del tradimento di Obama

100 - Riforma finanziaria, parole e fatti

99 - Una grande illusione (la riforma sanitaria democratica)

98 - Contro la TV digitale e non solo

97 - lavorare con le proprie mani

96 - Andare alla cieca verso la bancarotta (su GM e Chrysler)

95 - Storia del dominio multinazionale

94 - Il tempo dell'energia rinnovabile (e del risparmio)

93 - Per la riforma sanitaria in USA

92 - Lo scompiglio del congresso (sull'iter della riforma sanitaria)

91 - Il virus dell'apatia (origini del rischio di pandemia)

90 - Obama e i 100 giorni di luci e ombre

89 - Test sul barometro dell'ingiustizia

88 - Gli incapaci delle valutazioni (le agenzie di rating e i contabili)

87 - Quelli che l'avevano capito bene (la crisi)

86 - Pagare il deficit

85 - Cosa può insegnarci Bush?

84 - Sette linee guida contro la crisi (Se fallisse AIG)

83 - Bottomless bailout (il salvataggio senza fondo)

82 - Un Oscar per "l'attivismo"

81 - L'attività bancaria delle "Credit Unions"

80 - Dare la scossa al Congresso (sul primo mese della presidenza Obama)

79 - Tassate gli speculatori

78 - Inaridire Wall Street

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