PECUNIA POWER

(diario della crisi: 2009 - Ventiduesimo mese di SESSANTA minimo)

P.S. qualcuno vocifera di un ventennio critico

La recessione: dilagherà nel 2009 alla faccia delle ripresine e il 2010 sarà un anno difficile, speriamo meno duro

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Crisi e diritto al lavoro di una vita

07/12/2009

Di F. Allegri

Dopo tre settimane torno a scrivere sulla crisi economica. Sento dire in giro che la crisi sia finita e invece io comincio a rendermi conto che non è ancora arrivata. Qui si scambia il preambolo per il romanzo.

Se avete letto l'ultimo scritto di Nader (se non l'avete fatto sapete come fare) avrete capito che gli speculatori in USA sono tornati al lavoro di sempre come se nulla fosse successo!

A quello scritto aggiungo che i vari scudi fiscali internazionali possono bastare per 3/4 mesi quindi non si può sperare in bene oltre marzo. Che inventeranno dopo? Le pecette ci sono in tanti tipi e colori!

Se la finanza ha i suoi 4 mesi di libertà e di sostegno per fare i suoi affari (un'eternità per loro che lavorano nell'ottica di 1 minuto, 1 ora, 1 giorno) bisogna andare a vedere che succede nell'industria, soprattutto quella italiana.

Ieri ho saputo che la Fiat vende il suo vecchio Fiorino a metano a 4000 euro, grazie agli incentivi. Credo di non avere "diritto" all'acquisto, ma se l'avessi lo comprerei!

ECCO QUESTO SALDO E' PER ME IL SIMBOLO DI QUESTA CRISI!

Questa crisi ha il suo film: "Capitalismo. Ha il capro espiatorio: "Bernie Madoff". Ha due grandi colpevoli al 50% cadauno: Clinton e Bush figlio. Non ha ancora trovato l'uomo che la contrasti!

La parola crisi in Italia avrà un suo sinonimo particolare: DISOCCUPAZIONE.

I potenti sanno che c'è e ci sarà la crisi, solo non vogliono dircelo perché non conoscono o non vogliono usare i pochi rimedi possibili: meglio il tirare a campare e i vari teatrini quotidiani a base di sesso e informazioni manipolate o deviate.

Io voglio andare al cuore della crisi attuale che è di produzione e riguarda gli uomini che perdono il loro lavoro. Questa FASE della crisi è da considerare il cuore del problema perché essa arriva fra la gente, fra gli ignari e gli umili. Non so dire ancora quale sarà l'anno che citeranno nei libri di storia come emblematico, ma penso che possa essere o il 2009 o il 2010 e propendo per quest'ultimo. Siete tutti avvisati!

Abbiamo i produttori del terzo mondo e non ci sono più tutti gli acquirenti in USA che c'erano e tutti si deve fare economia o possibilmente comprare il "prodotto in Italia". Solo tra 3 anni lo potremo fare con certezza, fino ad allora stringete la cinghia se siete lavoratori che producete qualcosa di "voluttuario". Io so che eravate in tanti.

Su questo tema tornerò spesso ora mi soffermo su Tremonti. Beppe Grillo paragona i politici romani ai mostri, Tremonti è Tremorti ma per me è l'uomo che diveniva invisibile dopo aver parlato! Questo politico è un personaggio mitologico. Fa un intervento interessante poi sparisce per mesi. La scorsa estate aveva parlato di tasse sulla finanza poi era sparito e ogni tanto si vedeva uno che era la controfigura.

Il 19 ottobre è tornato per fare un'altra proposta interessante: la difesa del posto fisso. Parlò di ridurre la mobilità. Tremonti disse: "Il posto fisso è la base della società e della stabilità sociale". Sì proprio il posto fisso il nemico numero uno della globalizzazione e di un certo americanismo di provincia perduta. Quel principio che considerava gli operai come i loro veicolo: da spostare ovunque e di continuo. Questa volta il nostro Tremonti sarà irreperibile per tanto tempo. Non so se questo è il suo modo per rubare la scena politica ad attori più forti, più abili e più popolari di lui; so che dopo questa proposta Tremonti è scomparso di nuovo!

Al tempo si disse che Tremonti rivaleggiava con Draghi, ma poi tutto è sfumato come se tale dibattito fosse stato un intermezzo buffo mostrato nell'intervallo della commedia sessuale principale. Stupefacente e paradossale!

A chi parlava Tremonti? Alla base della Lega o ai potenti? Credo che siano questi i soggetti di riferimento e questo mi permette di ribadire che la crisi è la stessa in Veneto e in Toscana. Può sembrare un paradosso politico, ma dietro si cela un sistema economico regionale simile.

Sappiamo tutti che il lavoro precario porta con se povertà e indebitamento. In USA i lavori precari si miscelarono con le ipoteche sulla casa: senza dimenticare il contesto consumistico fatto di Suv e sprechi! Precariato + ipoteche vuol dire mutui a rischio insolvenza e questi si verificarono a migliaia.

Bisogna capire che se la Cina produce per esportare e non per ricomprare c'è un effetto certo: un'eccedenza di merci senza qualità! Non possiamo dare al terzo mondo il nostro lavoro fisso in cambio delle loro merci.

QUESTA E' LA GLOBALIZZAZIONE CHE HA SPOSTATO CAPITALI E TECNOLOGIE E LA SOLUZIONE E' NEL ROVESCIO. Il primo a capire il disastro fu Ross Perot quasi 30 anni fa poi venne Nader quindi la signora Naomi Klein, ma questo è un altro tema.

Questo è un concetto elementare, ma non entra nel nostro teatrino. Ora sono in programmazione commedie sui minareti, si processi secondari e brevi e chi più ne ha ne metta!

Il mercato voluttuario è morto e quello dei generi di uso quotidiano è assediato dai soliti squali.

Buon 2010 in anticipo, forse così dimenticherete che ve l'ho detto.

Tutto questo non colpisce solo i lavoratori, ma anche il ceto medio, gli artigiani e gli imprenditori con pochi operai e fabbrichette. Il consumatore europeo o americano è in via di estinzione e quello cinese deve ancora nascere. Può nascere sotto una dittatura? Io non lo credo!

Le banche e la Confindustria devono capire un concetto elementare: senza ceti medi non c'è futuro e se si assottigliano i ceti medi non c'è progresso e questa non è solo una questione di divisione della ricchezza. Tornate al posto fisso e lasciate la Cina alle sue carabattole e alle sue caste.

 

 

 

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