Parabole di Gesù

Gruppo di preghiera

Parabole di sapienza

Nome consueti della parabola:

- Lo schiavo fedele e saggio.
- Il servo fedele o infedele.
- I due servi.

Sommario

Lo schiavo fedele e saggio - Matteo

Dal Vangelo di Matteo Capitolo 24, Versetti 45-51

"Qual è dunque quel servo fedele e avveduto, che il suo padrone ha preposto ai suoi domestici, per dar loro il cibo a suo tempo? Beato quel servo che il suo padrone, quando egli tornerà, troverà facendo così. In verità vi dico che gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma, se quel malvagio servo dice in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e a bere con gli ubriaconi; il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui meno se l'aspetta e nell'ora che egli non sa; lo punirà duramente e gli riserverà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti".

Esegesi parabola Matteo

Questo passo rientra nel grande discorso escatologico fatto da Gesù sulla fine dei tempi, caratterizzato dal monito ai suoi discepoli affinché stiano attenti e veglino, perché non si sa quando giungerà quel momento: "voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!"
(Mc 13,35-37). In questa parabola, il discorso è diretto in modo speciale agli Apostoli e ai loro successori posti a governo della Chiesa. Essi sono stati invitati e inviati a diffondere e spiegare i misteri di Dio; devono pertanto compiere fedelmente la loro missione: il Signore, da un momento all'altro, verrà a chiedere ragione del loro operato: al "servo avveduto", il Signore concederà di essere grande nel cielo; ma per quel servo malvagio e negligente, che avrà dissipato le sostanze affidategli nell’illusione di aver tempo a sufficienza per godere e poi rimediare prima della resa dei conti, "il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui meno se lo aspetta e nell'ora che egli non sa; lo punirà duramente e gli riserverà la sorte degli ipocriti".

Qui si allude senza mezzi termini al supplizio che certi padroni infliggevano ai loro servi infedeli, facendoli tagliare in due: gli antichi padroni avevano il diritto di vita e di morte sui loro servi, ed era frequentissimo il caso in cui facevano giustizia sommaria di quelli che erano stati trovati infedeli.

Ma chi rappresenta simbolicamente il servo malvagio? I pastori dei popoli di Dio che, sotto il manto di un uffizio santo, cercano i propri interessi e non quelli di Dio, ossia gli ipocriti, che avranno perciò il castigo descritto nella parabola: "Lì sarà il pianto e lo stridor di denti", ovvero la dannazione eterna.

Se è incerto il giorno e il momento del giudizio universale, è pure incerto il giorno e il momento della morte, cui segue il giudizio particolare che fissa irrevocabilmente la sorte degli uomini nell'eternità. Perciò l'esortazione alla vigilanza non deve solo riferirsi all'ultimo giudizio, ma a quello che avverrà al momento della morte: è necessario stare sempre preparati, perché in ogni istante della vita si può essere sorpresi dalla morte.

Il vero problema è dunque interrogarsi su come comportarsi in quest’attesa! Il Vangelo è pieno degli insegnamenti di Gesù a tal proposito, è una continua esortazione a una vita edificante per la salvezza delle nostre anime: non ci resta che seguire i Suoi insegnamenti. L’Apostolo Paolo, così ammonisce i cristiani di Tessalonica: "Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti, siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e vigilanti"
(1Ts 5,4-6).

La vigilanza è il sale di tutto il nostro l’agire, è la luce del pensare, ascoltare e parlare di ogni umano. Non abbiamo bisogno d’altro che di uno spirito vigilante, dobbiamo essere pronti ogni giorno e ogni ora, compiendo pienamente la volontà di Dio, ben sapendo che nell’ora che non pensiamo il Signore, viene.

Preghiamo il Signore che accresca la nostra carità nella conoscenza e in ogni genere di discernimento, affinché possiamo distinguere sempre il bene ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quei frutti di giustizia che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Lo schiavo fedele e saggio - Luca

Dal Vangelo di Luca Capitolo 12, Versetti 42-46

Il Signore rispose: "Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.

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