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...è davvero un magna magna...

Massimo Fini, la Lega e la politica

02/02/2010

Di F. Allegri

Dopo molti mesi di pausa torno a commentare uno scritto di Massimo Fini fondatore del mensile “Il Ribelle” e riferimento per l’associazione Movimento Zero. Si tratta di un pezzo del 26 settembre 2010 apparso su il quotidiano Il Fatto Quotidiano e titolato: “LEGA, TUTTO DA BUTTARE?

Fini rivisitò in quello scritto la festa del quotidiano “Il Fatto Quotidiano” che si era tenuta alla Versiliana due settimane prima e i dibattiti ai quali aveva assistito.

Il fatto che lo colpì si può riassumere con l’equazione PDL = Lega e la parificazione delle critiche a queste due forze politiche ispirò lo scritto che commento.

In premessa rimando al mio scritto sui 3 Berlusconismi e sui 3 anti - Berlusconismi poi entro anche io nel rapporto tra sinistre e leghe.

Io parto con il dire che la causa prima del litigio è nella natura organizzativa e in quella ideologica delle due forze e affermerò una cosa paradossale: LITIGANO PERCHE’ SI VEDONO ALLO SPECCHIO.

Hanno la stessa organizzazione e la stessa essenza filosofica – retorica, ma non se ne rendono conto. Si spaventano mentre si guardano allo specchio!

Se si accorgessero delle loro somiglianze temo che si vergognerebbero e nemmeno quella sarebbe un’occasione di aggiornamento all’attualità del pensiero democratico.

Con tali premesse e principi entro nell’articolo.

Nello scritto Fini dona un consiglio non richiesto alle sinistre e non ricevuto da esse in questi mesi se penso alle varie mozioni di sfiducia al governicchio prima del voto sul federalismo.

Fini consiglia di “… CERCARE DI INSERIRE UN CUNEO FRA LEGA E PDL. ED È POSSIBILE”.

Fini ha ragione quando dice che la Lega non nacque di destra, aggiungo che in certi momenti è una grande DC ed in altri qualcosa di liberale, ma in concreto io la vedo fagocitata dalla casta dei poteri forti (casta gemella di quella romana).

C’è un dato che accomuna Fini e buona parte della Lega: l’odio per il mondo politico romano!

Ad oggi è più forte in lui che nella Lega la quale con quella Roma ha fatto accordi da basso impero e ne farà altri.

A me pare che Fini abbia una nostalgia della vecchia Lega quando pensa alle tre macro regioni, del suo vecchissimo no alla globalizzazione e anche quando racconta che - UNA SERA, DAVANTI ALLA CLASSICA PIZZA, ERO A CENA CON LUI, ANCORA SANO, OLTRE CHE AFFETTIVO E SIMPATICO COME SEMPRE, GLI CHIESI: “DIMMI LA VERITÀ, UMBERTO, PISTOLA ALLA TEMPIA, TU SEI PIÙ DI DESTRA O DI SINISTRA?”. “DI SINISTRA” RISPOSE “MA SE LO SCRIVI TI FACCIO UN CULO COSÌ” -.

Subito dopo Fini mi stupisce dicendo: “UMBERTO BOSSI È L'UNICO, VERO, UOMO POLITICO COMPARSO SULLA SCENA ITALIANA NEGLI ULTIMI VENT’ANNI”.

Eh no! Questo è troppo!

A parte che per essere uomini politici basterebbe poco, qui si scambiano le lucciole per le lanterne. Qui Fini incarna l’impotenza dell’uomo di cultura italiano che preferisce disprezzare i suoi connazionali invece di andare a vedere come si fa la lotta politica innovativa negli altri paesi europei o in America.

Qualcuno crede anche di vivere in una nuova magna Grecia rinnovata.

Io non credo che tale partito berlusconiano abbia ancora una natura federalista, a prescindere che il federalismo non è la soluzione per l’Italia!

Io non credo che il mondo sia atteso da anni di sviluppo per questo figuriamoci quali potrebbero essere le possibilità di un’Italia divisa in tre.

Cosa piace a Fini della Lega?

In primis Bossi, l’ho detto, ma aggiungo che lui pare attratto dalla figura del militante tipo e di base di quel partito.

Fini non si rende conto che tale militante sarebbe normale e oscuro in ogni partito dei paesi stranieri e d’altro lato non ha capito che l’attuale versione federalista si basa su un baratto tra il mondo milanese berlusconiano e quello provinciale leghista. E’ un progetto nato per fallire e solo il fallimento potrà avere qualche rilevanza storica futura.

Concordo solo con la chiusura di Fini quando dice che la Lega potrebbe fare un accordo con le sinistre basato sulla legalità!

Qui bisognerebbe intenderci però perché ultimamente la lega ha sempre contrastato le inchieste in parlamento e poi non si deve pensare a preventivo che qualche forza politica non abbia scheletri nell’armadio. Io non metterei la mano sul fuoco per il mio sindaco, il mio presidente di provincia, quello della regione e neanche per il capo del governo: meno male che ho votato persone valide alle europee.

Concludendo.

Il bipolarismo non prevede il dialogo, solo trattative sotto banco e queste sono il vero motore della politica da venti anni e queste vanno oltre a vecchie idee come destra e sinistra.

Demonizzare la Lega si può, ma sappiate che non serve, come non servì mai quando fu fatto con il PCI. Figuriamoci, non serve nemmeno demonizzare il Partito del …. predellino!

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