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...è davvero un magna magna...

Il libero informatore tra Cattivi telegiornali & cattivi telegiornali

13/01/2011

Di F. Allegri

Riparto dal mio ultimo scritto sui quotidiani ed allargo il discorso ai telegiornali televisivi approfittando dell’occasione di un articolo di Travaglio pubblicato su Il Fatto Quotidiano in data 8 settembre e titolato: “Minzolingua e il Kamasutra”.

Questa nuova stagione politica iniziò con la riedizione della periodica polemica sul come fare giornalismo a RAI 1.

Quel telegiornale è da sempre il più seguito e apprezzato, ma nonostante questo (anzi forse per questo) è sempre più nel mirino di avversari e critici.

Questa volta gli oppositori hanno segnato un punto perché in effetti pare che tale notiziario stia perdendo pubblico (non molto) a favore dell’ultimo arrivato, il TG La7 diretto da Enrico Mentana.

Io stesso mi sono trasferito dal TG 1 a quello di Mentana!

Non sono entusiasta del nuovo TG in assoluto, è sicuramente migliore dei precedenti sul canale, ma si potrebbe fare qualcosa di diverso e forse di migliore.

In ogni caso la prima cosa da dire è che il TG di Minzolini non è diverso dai precedenti anche essi governativi e come quelli concorrenti è sicuramente legato a doppio filo con la politica.

Perché accade questo?

I TG pubblici sono legati alla politica proprio perché sono pubblici!

Quelli delle televisioni private sono legati alla politica proprio perché privati!

No, non è qui che bisogna guardare se si vuol capire il problema: bisogna arrivare alla base del concetto della lotta per detenere il monopolio del potere e concludere che in società dove c’è questa lotta i sistemi di controllo e limitazione dell’informazione fanno parte di questa lotta, pubblici o privati che siano!

Ora vado a rileggermi lo scritto di Travaglio che inizia con il mito dell’indipendenza della Bbc inserito nei suoi commenti alla visita di Mark Thompson, direttore generale della Bbc, al numero 10 di Downing Street dove incontrò il portavoce del premier Cameron.

Questo incontro suscitò le critiche della stampa inglese e Travaglio critica la piccolezza londinese per sottolineare la gravità di quello che accade a Roma. Fa bene, benino diciamo!

IN VERITÀ A LONDRA NON C’È UN MODO DIVERSO DI FARE INFORMAZIONE, C’È UN DIVERSO SISTEMA POLITICO!

Detto le critiche alla nostra stampa vanno fatte e le rifaremo spesso in futuro.

Va anche ricordato che non c’è relazione tra le poche copie vendute dai nostri giornali e la poca indipendenza.

La scarsa indipendenza non dipende dal fatto che tanta gente legge solo la cronaca sportiva.

Ci sono due legami da tenere presente e ricordare: informazione ed affari e anche informazione e politica!

Nel secolo scorso vi avrei proposto l’editore puro, ma di sicuro non avrei sciolto il nodo che lega informazione e politica e forse avrei solo allentato l’altro.

C’è da stabilire se l’informazione è un bene economico o no, se pensate che lo sia vi saluto, se invece ritenete che essa sia un bene sociale allora proseguite a leggere.

Chi può sciogliere il nodo tra informazione e politica?

Io penso al libero informatore ovvero a colui che è presente sul posto o vi si reca, conosce l’ambiente dove si svolgono i fatti e a voglia di diffondere in realtà più ampie la notizia.

Io faccio questo da qualche anno e sto raggiungendo i miei vicini e il mondo.

Torniamo al TG 1 e simili per alcuni raffronti e per avvicinarsi alla chiusura.

Il libero informatore ha una sua idea di indipendenza editoriale, l’Italia o l’Inghilterra dell’informazione non possono averla, hanno due modi e tutti loro di disinformare.

Da noi il capo del governo è sacro, lo è Berlusconi lo furono Berlinguer e Moro, lo fu Fanfani, solo Andreotti è un demone, Belzebù se ricordo bene.

Travaglio si scandalizza per i libri di Bruno Vespa, io non li ho mai letti quindi non so di cosa parla, so che sono venduti con le tecniche di vendita pubblicitarie e so che se si fa così è perché manca un vero dibattito liberale nel paese e che questo è uno dei problemi che non tocca a me affrontare e credo che non saranno affrontati tanto presto!

Per ora diciamo con Travaglio un viva Mentana e proseguiamo a fare il nostro volontariato perché dove non arriverà l’ex direttore del TG 5 arriveremo noi e niente Kamasutra, per favore.


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SOMMARIO DEGLI ULTIMI ARTICOLI:

184 - Profezia di morte del giornalismo

183 - Il mito di Berlinguer visto da Travaglio e non solo

182 - In memoria di Mani Pulite

181 - Gianfranco Fini e la corsa delle chiocciole

180 - Beppe Grillo odia la sinistra, come minimo, da agosto

179 - De Reditu Suo - 3° Libro - Il mondo dei ricchissimi & felicissimi (di I. Nappini)

178 - SCRITTI DI POLITICA RELIGIOSA - SAGGIO BREVE - Moralità vado cercando

177 - Natale a Palazzo Grazioli  4: Politica e morale in una partita a Monopoli.

176 - Natale a Palazzo Grazioli 2: il trionfo del Berlusconismo

175 - Le sette segrete e la P2 spiegate ai giovani d’oggi

174 - Natale a Palazzo Grazioli in un’Italia senza politica

173 - Fuori i politici dal Csm: Prima di Gratteri lo disse anche Travaglio

172 - La riforma della giustizia secondo Nicola Gratteri

171 - De Reditu Suo - 3° Libro - La natura seconda e la civiltà industriale (di I. Nappini)

170 - Travaglio tra le società segrete e la crisi della politica italiana.

169 - Travaglio e la Lega Nord, intorno a Castelli.

168 - 500 miliardi di dollari, un partito assurdo e un politico apparente

167 - FAVOLE DAL MONDO DELLA POLITICA - La flotta di Doppio Meridione e i suoi ammiragli

166 - Travaglio, Berlusconi e il fiasco italiano …. non solo ai mondiali di calcio

165  - La crisi di un modello economico e di un impero (che non cadrà)!

164 - La crisi della giustizia e del Berlusconismo secondo Marco Travaglio

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