¤  MONDO PICCINO  ¤

Vecchi e nuovi continenti

Torna tra noi M. Moore e ci ricorda l'inizio delle guerre del decennio, dall'Iraq all'Afganistan.

Scrive a Obama e a tutti noi

Mai dimenticare: Le guerre cattive non sono possibili a meno che la buona gente le sostenga

L’apertura di oggi del blog di Mike

15 settembre 2010

Di Michael Moore

Io so che ora siamo “liberi” dalla Guerra all’Iraq da 2 settimane e le nostre menti guardano alla nuova stagione di football e al Fashion Week a New York. E come è eccitante che la nuova stagione autunnale della TV s’avvicina!

Ma prima che ci allontaniamo da qualcosa che tutti preferiremmo dimenticare, per favore mi permetterete proprio di dire qualcosa di chiaro, brusco e necessario: Noi invademmo l’Iraq perché la maggioranza degli americani – inclusi i buoni liberali come Al Franken, N. Kristof & Bill Keller del New York Times, D. Remnick del New Yorker, gli editori dell’Atlantic e della New Republic, H. Weinstein, Hillary Clinton, Chuck Schumer e J. Kerry – lo vollero.

Certamente la responsabilità attuale per la guerra va a Bush/Cheney/Rumsfeld/Wolfowitz perché ordinarono il bombardamento “di precisione”, l’invasione, l’occupazione, e il furto del nostro tesoro nazionale.

Io non ho dubbio che la storia registrerà che loro commisero il Crimine indiscusso del Secolo (giovane).

M come scapparono con esso considerando che loro avevano perso l’elezione presidenziale per 543.895 voti?

Sapevano pure che la maggioranza del paese con probabilità non li avrebbe seguiti in tale guerra (un sondaggio di Newsweek dell’Ottobre 2002 disse che il 61% riteneva “molto importante” per Bush l’ottenimento del SI formale delle Nazioni Unite per la guerra – ma quella non ci fu mai).

Perciò come riuscirono a farla?

Essi la fecero ottenendo le voci liberali a sostegno della loro guerra.

Essi la fecero creando l’immagine della scelta bipartisan.

Ed essi convincere i capi degli altri paesi come Tony Blair a salire a bordo per mostrare che non fossero solo i nostri servizi segreti a manipolare l’evidenza.

Ma più importante, Fecero accadere tale guerra (e il suo sostegno pubblico) perché Bush & Co. si unirono brillantemente al New York Times in una gara di serie di storie telefoniche da prima pagina su come Saddam Hussein avesse tutte queste “armi di distruzione di massa”.

L’amministrazione allegramente non nutrì con questa informazione falsa Fox News o il Washington Times.

Essi dettero questa al principale giornale liberal dell’America.

Devono aver fatto una baldoria di risate ogni mattina quando raccoglievano il New York Times e leggevano degli scenari più vicini ogni parola che parlava dei punti che avevano tramato nell’ufficio del Vice Presidente.

Io biasimo il New York Times per questa guerra più di Bush. Mi attendevo che Bush e Cheney cercassero e se la cavassero con quello che fecero.

Ma il Times – e il resto della stampa – era pensato per FERMARE loro e fare il suo lavoro: Essere una cane da guardia inflessibile con governo e affari – e poi informare il pubblico in modo che noi si possa entrare in azione.

Invece, il New York Times dette alla presidenza Bush la copertura che serviva. Essi poterono – e lo fecero – dire: “Hey, guarda, persino il Times dice che Saddam ha WMD!”

Con questo lavoro di base fatto, la cricca Bush finì convincendo un enorme 70% del pubblico a sostenere la guerra – un pubblico che gli aveva dato meno del 48% dei suoi voti nel 2000.

Presto il supporto liberal a questa guerra fu l’ingrediente chiave da vendere alla maggioranza del pubblico.

Io realizzo che questo è un qualcosa che nessuno nei media -- nemmeno i più tra noi -- vuole realmente discutere.

Chi fra noi vuole sentire la pena di dover ricordare che i liberal, in unione con Bush, fece accadere questa guerra?

Per favore, prima che la nostra memoria collettiva svanisca, ivoglio proprio che si sia onesti con noi stessi e presento una versione squilibrata di come essi vinsero questa guerra. Io posso garantirvi che i revisionisti si accerteranno che la verità reale non entri nei libri di storia.

I bambini nati quando la guerra cominciò hanno iniziato il secondo grado questo mese. I ragazzi che avevano 11 anni nel 2003 sono ora grandi abbastanza per arruolarsi e venire uccisi in Iraq in una “capacità di non combattere”.

Essi non capiranno mai come noi arrivammo qui se noi non lo spieghiamo.

Così permettetemi di dire chiaramente: Questa guerra fu aiutata e favorita da

a) liberal che ebbero paura di esporsi e quindi restarono silenti; e

b) liberal che attualmente dicono che credettero alla presentazione cartoon di Colin Powell all’ONU e poi andarono contro il loro miglior giudizio offrendo pubblicamente il loro supporto per l’invasione dell’Iraq.

Primo, ci furono quei 29 (voltagabbana) senatori democratici che votarono per la guerra.

Poi ci fu la scena imbarazzante dei reporter che non potevano aspettare di essere “inclusi” e andarono a fare un giretto su un tank Bradley.

Ma la mia vera disperazione si lega alla gente sulla quale contavo per una dura opposizione a tale follia – ma che ci lasciò soli, in un limbo, mentre cercavamo di fermare la guerra.

Nel Marzo del 2003, essere una figura pubblica che parlava contro la guerra era considerato un suicidio della carriera istantaneo.

Prendete i Dixie Chicks come la Prova A.

Il loro cantante guida, Natalie Maines, espresse solo una frase di critica - e la loro carriera fu in effetti estinta e sepolta in quel momento.

Bruce Springsteen parlò in loro difesa, e un DJ del Colorado fu criticato per aver continuato a mettere le loro canzoni.

Questo fu per quel motivo.

Delle slealtà ovunque.

Poi MSNBC criticò il solo contrario alla guerra della notte – la leggenda TV Phil Donahue.

Nessuno al network -- o in qualche network – parlò in sua difesa. Non potrebbe esserci più un Phil Donahue show.

(Poco fecero i GE sapendo ciò, quando si saziarono presto con quello delle ore 8pm con uno sportivo come Keith Olbermann, avrebbero finito con il critico più fiero e brillante della guerra, notte dopo notte dopo notte.)

Ci furono pochi altri -- Bill Maher, Janeane Garofalo, Tim Robbins e Seymour Hersh – che non ebbero paura di dire la verità.

Ma dove erano tutti gli altri?

Dove erano tutte quelle supposte voci liberal sui media?

Al contrario, questo è quello che ci fu detto nel 2003 e nel 2004.

** Al Franken, che disse che “con riluttanza” era “un sostenitore della guerra contro Saddam”. E dopo 6 mesi di guerra Al diceva ancora: “C’erano ragioni per fare la guerra all’Iraq … io ero incerto su questo ma ancora non so se fosse necessariamente sbagliato (andare in guerra)”.

** Nicholas Kristof, editorialista del New York Times, che mi attaccò e scrisse un editoriale comparando me ai pazzi di destra che pretesero l’esecuzione di Hillary e Vince Foster. Egli disse che la gente come me stava “polarizzando la fogna politica”, e lui castigò tutti quelli che osavano chiamare le ragioni di Bush per fare la guerra all’Iraq “bugie”.

** Howell Raines, attuale direttore del “liberal” New York Times, che era, secondo l’ex direttore del Times Doug Frantz: “desideroso di avere articoli che sostenevano il guerrafondaio fuori da Washington … Egli scoraggiò i pezzi che erano blandi con la posizione del governo sulle supposte armi di distruzione di massa dell’Iraq e sui legami dichiarati di al-Qaeda”. Il libro “Hard News” riferì che “secondo mezza dozzina di fonti dentro il Times, Raines voleva dimostrare una volta e a chiunque che lui non dirigeva il giornale in un modo che tradiva le sue credenze liberal …”.

** Bill Keller, all’epoca editorialista del New York Times, scrisse: “Noi falchi riluttanti potremmo dissentire tra noi sulla logica più forte per la guerra -- proteggere l’America, soccorrere gli iracheni oppressi o riformare il Medio Oriente – ma noi di solito concordiamo che la logica del preferire il buffetto non influisce … siamo pressati duro per vedere un’alternativa che non sia costruita sul pensiero illusorio”.

(Il New York Times è così a sinistra che quando Raines se ne andò, lo cambiò con … Keller.)

** The New Yorker, la rivista per liberal realmente svegli, vide il suo direttore in carica, David Remnick, sostenere la guerra sulle sue pagine: “La storia non ci scuserebbe facilmente se, decidendo di non decidere, tardassimo a considerare un capo totalitario aggressivo che vuole sviluppare armi di distruzione di massa ma anche usarle. … un ritorno a un lavoro vuoto di contenimento sarebbe l’opzione più pericolosa di tutte”.

(Per coprire il suo culo, il New Yorker aveva un altro direttore, R. Hertzberg, scrisse un editoriale anti-guerra come confutazione.)

Alcuni di questi hanno ripudiato il loro pronto sostegno della guerra.

Il Times criticò il suo WMD corrispondente e chiese scusa ai suoi lettori.

Al Franken è stato un grande Senatore.

Kristof scrive ora buoni editoriali (controllate quello di Domenica scorsa).

Ma il supporto della guerra di questi liberal preminenti e della maggioranza dei Democratici al Senato rese sicuro per la Destra il poter lanciare un’invettiva immorale e incontrollata di avversione e minacce su quelli (incluso io stesso) che osavano attraversare la linea.

Non fu insolito il sentire i media descrivermi come “non americano”, “anti-americano”, “aiutante dei terroristi”, e essendo un “traditore”.

Ecco proprio una coppia di esempi di quello che fu detto su di me sopra le onde aeree da due dei principali commentatori conservatori del paese:

“Fatemi dire proprio ciò che penso. Penso di uccidere Michael Moore, e mi sto chiedendo se potrei ucciderlo io stesso, o se ovrei assumere qualcuno per farlo. No, penso che potrei. Penso che lui potrebbe guardarmi negli occhi, voi sapete, e potrei proprio essere pieno di vita fuori -- è sbagliato ciò? Smisi di logorarmi con il mio motto ‘What Would Jesus Do’ e avevo perso tutto il senso del giusto e dello sbagliato allora. Fui capace di dire: “Yeah, ucciderei M. Moore’, e poi di vedere il piccolo motto: ‘What Would Jesus Do?’ E allora avrei realizzato, ‘O voi non uccidereste Michael Moore. O almeno voi non lo soffochereste fino alla morte’. E voi sapete, bene, io non sono sicuro”. (Glenn Beck)

E: “Bene, voglio uccidere M. Moore. E’ giusto ciò? Tutto giusto. E io non credo nella pena capitale. Quello è proprio una burla su Moore”. (Bill O’Reilly)

(Con ironia, O’Reilly fece la sua minaccia/burla la notte dopo che il seno di Janet Jackson fu visto al Super Bowl -- costò alla CBS una multa da oltre1/2 milione di $ perché, si sa, i capezzoli sono molto più spaventosi delle minacce di morte.)

Così ciò è come ricorderò io i primi anni di guerra: vivendo con un reale e presente pericolo causato dall’odio montato dalle radio e dalle TV della destra.

(Io sono stato avvisato a non raccontare alcuni incidenti specifici che mi accaddero, poiché esso avrebbe solo incoraggiato altra gente pazza.)

Così io mi occupai di esso. E son ancora qui.

E io so che molti di voi attraversarono le loro balle, per manifestare contro la guerra a scuola, al lavoro, o alla cena di Thanksgiving, portando il loro fiato per dire semplicemente la verità.

Ma quanto sarebbe stato più facile per tutti noi se i potenti e autorevoli liberali fossero stati con noi?

Noi non possedevamo un giornale quotidiano o una rivista con una tiratura di milioni di copie. Non avevamo il nostro show TV o il sistema.

Noi non eravamo invitati agli show come “Meet the Press”, perché semplicemente non potevano permettere che la nostra voce fosse udita.

Il gruppo di controllo dei media FAIR riferì che nelle tre settimane dopo l’inizio della guerra, il CBS Evening News permise solo una voce anti-guerra sul loro show -- e quello fu in una notte in un momento (e quello fu di 4 secondi di me in una linea dal mio discorso all’Oscar) -- anche se nel Marzo del 2003 i nostri numeri anti-guerra erano di milioni (ricordate le enormi dimostrazioni in centinaia di città?).

Eravamo circa il 30% del paese secondo i maggiori sondaggi (quello è quasi 100 milioni di Americani!) e ancora noi non avevamo modo di comunicare con ogni altro salvo che attraverso la Nation e pochi siti web come CommonDreams.org e Truth-Out.org.

Ma quello fu un non modo di costruire un enorme movimento di massa di Middle Americans per opporsi alla guerra.

Salvo che voi non siate stati fortunati e abbiate ricevuto un Oscar in diretta tivù davanti a gente in tripudio dove tu avevi 45 secondi per dire qualcosa prima che ti taglino e ti disapprovino fuori dello stadio (hahahaha), tu non hai un pubblico programmato.

(Jeez, certo fui molto criticato quell’anno: semplicemente camminando in aeroporto, o al ristorante, a una partita dei Laker dove a un tratto mi misero sul Jumbotron e il posto divenne così irritato-pazzo che Larry David, seduto vicino a me, sentì che per la sua sicurezza doveva scivolare giù di qualche sedia o andare a comprare una coppia di viennesi. Invece, si incollò al mio fianco – e le sue mosse abili e da ninja ci fecero uscire di là vivi dopo la partita.)

So che è duro ricordare, ma quando tale guerra iniziò, non c’era YouTube, Facebook, Twitter, nessun modo per voi di bypassare i signori dei media così da avere la tua parola del fottuto.

Troppo cattivo per i bastardi, i giorni sono passati. Al prossimo giro, non sarà facile far tacere una banda di ragazze country o silenziare qualcuno mentre accetta la sua piccola statua d’oro -- o ignorare i milioni di cittadini nelle strade.

Così ora noi possiamo sperare che una delle nostre guerre sia finita.

Perdemmo troppo male. Odio perdere, e voi?

Ma il fatto è, noi perdemmo quando invademmo un paese sovrano che certamente non ci minacciava e non aveva a che fare con l’11/9.

Perdemmo vite (oltre 4.400 dei nostri, centinaia di migliaia dei loro), noi perdemmo arti (un totale di 35.000 soldati tornarono con varie ferite e disabilità e Dio sa quanti di più con problemi mentali).

Noi perdemmo il denaro che i nostri nipoti avrebbero potuto usare per vivere. E noi perdemmo la nostra anima, chi l’aveva, quella per un paese una volta-grande -- persa del tutto. Ora possiamo chiedere la redenzione -- per clemenza?

Possiamo essere noi … “l’America ancora?

Credo che vedremo.

La grande maggioranza del paese eventualmente gira intorno alla posizione dei Dixie Chicks. E noi eleggemmo un tizio anti guerra all’Iraq dal nome di Barack Hussein Obama.

Ma, per favore promettete a voi stessi di non dimenticare come il nostro paese divenne folle 7 anni e mezzo fa -- anche se, a tanta gente al momento, sembrò completamente normale.

E sono qui per dirvi: non importa quanto meglio è accaduto, non importa quanto voi potreste pensare che le cose siano normali ora, siamo ancora mezzi pazzi.

Ascoltate proprio la nuova infornata di “esperti sensibili” come iniziano a battere i tamburi su quello che dovremmo fare all’Iran.

Una guerra va, una (o due o tre) arriva.

Andiamo, Mr President, nessun ragazzo in più ha bisogno di morire oltremare indossando un’uniforme con la nostra bandiera sopra.

Noi non possiamo vincere con questo.

Facciamo scavare poche migliaia di pozzi in Afganistan, costruire poche moschee libere, lasciamo là del cibo e vestiario, fissiamo la loro rete elettrica, pubblichiamo una scusa e avviamo una pagina su Facebook così essi potranno stare in contatto con noi -- e poi usciamo dall’inferno.

Il vostro National Security Advisor e il vostro CIA Director vi hanno detto che ci sono meno di 100 combattenti di al-Qaeda nell’intero paese. 100???

100.000 soldati USA contro 100 di al-Qaeda?

E’ questa una presentazione di Looney Tunes?

“A-ba-dee-a-ba-dee-a-ba-dee – That’s All Folks!”

Bisogna essere realisti.

Io sono compiaciuto che una guerra sia “finita”.

Ma io so come noi arrivammo là – e voglio lottare ora con durezza per fermare queste altre guerre se voi non vorrete, Mr. Obama.

A vostra disposizione.

Il vostro, Michael Moore

MichaelMoore.com

P. S. Solo un pensiero: Mr. President: Posso chiederle di andare a guardare questo film che feci – “Fahrenhheit 9/11”.

Ci potrebbe essere qualche risposta là.

Le do il mio permesso di scaricarlo gratis andando a questo sito: TorrentHound.com. Non dica allo studio che ho detto che ciò va bene!

Essi hanno fatto solo mezzo miliardo di $$ con esso finora.

P.P.S. A tutti quelli sulla mia lista: Grazie alle vostre migliaia di donazioni generose, abbiamo raccolto oltre $60.000 per il centro della comunità musulmana vicino a Ground Zero. Questo ha fatto notizia nel mondo, che ci sono Americani che credono nei nostri principi statali americani.

Never Forget: Bad Wars Aren't Possible Unless Good People Back Them

Today's Open Mike blog

September 15, 2010

by Michael Moore

I know we've been “free” of the Iraq War for two weeks now and our minds have turned to the new football season and Fashion Week in New York. And how exciting that the new fall TV season is just days away!

But before we get too far away from something we would all just like to forget, will you please allow me to just say something plain and blunt and necessary: We invaded Iraq because most Americans - including good liberals like Al Franken, Nicholas Kristof & Bill Keller of the New York Times, David Remnick of the New Yorker, the editors of the Atlantic and the New Republic, Harvey Weinstein, Hillary Clinton, Chuck Schumer and John Kerry - wanted to.

Of course the actual blame for the war goes to Bush/Cheney/Rumsfeld/Wolfowitz because they ordered the “precision” bombing, the invasion, the occupation, and the theft of our national treasury.

I have no doubt that history will record that they committed the undisputed Crime of the (young) Century.

But how did they get away with it, considering they'd lost the presidential election by 543,895 votes?

They also knew that the majority of the country probably wouldn't back them in such a war (a Newsweek poll in October 2002 showed 61% thought it was “very important” for Bush to get formal approval from the United Nations for war - but that never happened).

So how did they pull it off?

They did it by getting liberal voices to support their war.

They did it by creating the look of bipartisanship.

And they convinced other countries' leaders like Tony Blair to get on board and make it look like it wasn't just our intelligence agencies cooking the evidence.

But most importantly, they made this war (and its public support) happen because Bush & Co. had brilliantly conned the New York Times into running a bunch of phony front-page stories about how Saddam Hussein had all these “weapons of mass destruction”.

The administration gleefully fed this false information not to Fox News or the Washington Times.

They gave it to America's leading liberal newspaper.

They must have had a laugh riot each morning when they'd pick up the New York Times and read the nearly word-for-word scenarios and talking points that they had concocted in the Vice President's office.

I blame the New York Times more for this war than Bush. I expected Bush and Cheney to try and get away with what they did.

But the Times - and the rest of the press - was supposed to STOP them by doing their job: Be a relentless watchdog of government and business -- and then inform the public so we can take action.

Instead, the New York Times gave the Bush administration the cover they needed. They could - and did - say, 'Hey, look, even the Times says Saddam has WMD!'

With this groundwork laid, the Bush crowd ended up convincing a whopping 70% of the public to support the war - a public that had given him less than 48% of its vote in 2000.

Early liberal support for this war was the key ingredient in selling it to a majority of the public.

I realize this is something that no one in the media -- nor most of us -- really wants to discuss.

Who among us wants to feel the pain of having to remember that liberals, by joining with Bush, made this war happen?

Please, before our collective memory fades, I just want us to be honest with ourselves and present an unsanitized version of how they pulled off this war. I can guarantee you the revisionists will make sure the real truth will not enter the history books.

Children born when the war began started second grade this month. Kids who were eleven in 2003 are now old enough to join up and get killed in Iraq in a “non-combat capacity”.

They'll never understand how we got here if we don't.

So let me state this clearly: This war was aided and abetted by

a) liberals who were afraid to stick their necks out and thus remained silent; and

b) liberals who actually said they believed Colin Powell's cartoon presentation at the U.N. and then went against their better judgment by publicly offering their support for the invasion of Iraq.

First, there were those 29 (turncoat) Democratic senators who voted for the war.

Then there was the embarrassing display of reporters who couldn't wait to be “embedded” and go for a joy ride on a Bradley tank.

But my real despair lies with the people I counted on for strong opposition to this madness - but who left the rest of us alone, out on a limb, as we tried to stop the war.

In March of 2003, to be a public figure speaking out against the war was considered instant career suicide.

Take the Dixie Chicks as Exhibit A.

Their lead singer, Natalie Maines, uttered just one sentence of criticism - and their career was effectively dead and buried at that moment.

Bruce Springsteen spoke out in their defense, and a Colorado DJ was fired for refusing to not play their songs.

That was about it.

Crickets everywhere else.

Then MSNBC fired the only nightly critic of the war - the television legend, Phil Donahue.

No one at the network -- or any network -- spoke up on his behalf. There would never again be a Phil Donahue show.

(Little did GE know that, when they soon filled that 8pm hour with a sports guy by the name of Keith Olbermann, they would end up with the war's most brilliant and fiercest critic, night after night after night.)

There were a few others -- Bill Maher, Janeane Garofalo, Tim Robbins and Seymour Hersh -- who weren't afraid to speak the truth.

But where was everyone else?

Where were all those supposed liberal voices in the media?

Instead, this is what we were treated to back in 2003 and 2004:

** Al Franken, who said he “reluctantly” was “a supporter of the war against Saddam”. And six months into the war Al was still saying, “There were reasons to go to war against Iraq ... I was very ambivalent about it but I still don't know if it was necessarily wrong (to go to war)”.

** Nicholas Kristof, columnist for the New York Times, who attacked me and wrote a column comparing me to the nutty right-wingers who claimed Hillary had Vince Foster killed. He said people like me were “polarizing the political cesspool”, and he chastised anyone who dared call Bush’s reasons for going to war in Iraq “lies”.

** Howell Raines, editor-in-chief of the “liberal” New York Times, who was, according to former Times editor Doug Frantz, “eager to have articles that supported the war-mongering out of Washington ... He discouraged pieces that were at odds with the administration's position on Iraq's supposed weapons of mass destruction and alleged links of al-Qaeda”. The book “Hard News” reported that “according to half a dozen sources within the Times, Raines wanted to prove once and for all that he wasn't editing the paper in a way that betrayed his liberal beliefs...”

** Bill Keller, at the time a New York Times columnist, who wrote: “We reluctant hawks may disagree among ourselves about the most compelling logic for war -- protecting America, relieving oppressed Iraqis or reforming the Middle East -- but we generally agree that the logic for standing pat does not hold. ... we are hard pressed to see an alternative that is not built on wishful thinking”.

(The New York Times is so left-wing that when Raines retired, they replaced him with... Keller.)

** The New Yorker, the magazine for really smart liberals, found its editor-in-chief, David Remnick, supporting the war on its pages: “History will not easily excuse us if, by deciding not to decide, we defer a reckoning with an aggressive totalitarian leader who intends not only to develop weapons of mass destruction but also to use them. ... a return to a hollow pursuit of containment will be the most dangerous option of all”.

(To cover its ass, the New Yorker had another editor, Rick Hertzberg, write an anti-war editorial as a rebuttal.)

Some of the above have recanted their early support of the war.

The Times fired its WMD correspondent and apologized to its readers.

Al Franken has been a great Senator.

Kristof now writes nice columns (check out last Sunday’s).

But the support of the war by these leading liberals and the majority of the Democrats in the Senate made it safe for the Right to let loose a vicious and unchecked tirade of hate and threats on anyone (including myself) who dared to step out of line.

It was not uncommon to hear the media describe me as “un-American”, “anti-American”, “aiding the terrorists”, and being a “traitor”.

Here are just a couple of examples of what was said about me over the airwaves by two of the nation’s leading conservative commentators:

“Let me just tell you what I'm thinking. I'm thinking about killing Michael Moore, and I'm wondering if I could kill him myself, or if I would need to hire somebody to do it. No, I think I could. I think he could be looking me in the eye, you know, and I could just be choking the life out -- is this wrong? I stopped wearing my ‘What Would Jesus Do’ band, and I've lost all sense of right and wrong now. I used to be able to say, ‘Yeah, I'd kill Michael Moore,’ and then I'd see the little band: ‘What Would Jesus Do?’ And then I’d realize, ‘Oh, you wouldn’t kill Michael Moore. Or at least you wouldn't choke him to death.’ And you know, well, I'm not sure.” (Glenn Beck)

And: “Well, I want to kill Michael Moore. Is that all right? All right. And I don't believe in capital punishment. That’s just a joke on Moore.” (Bill O’Reilly)

 (Ironically, O’Reilly made his threat/joke the night after Janet Jackson’s breast was bared at the Super Bowl -- which got CBS fined over half a million dollars because, you know, nipples are far more frightening than death threats.)

So that’s how I'll personally remember the early war years: living with a real and present danger caused by the hate whipped up by right-wing radio and TV.

(I’ve been advised not to recount certain specific incidents that happened to me, as it would only encourage other crazy people.)

So I dealt with it. And I'm still here.

And I know many of you went through your own crap, standing up against the war at school, or work, or at Thanksgiving dinner, taking your own blows for simply saying what was the truth.

But how much easier it would have been for all of us if the liberal establishment had stood with us?

We didn’t own a daily newspaper, or a magazine with a circulation in the millions. We didn’t have our own TV show or network.

We weren't invited on shows like “Meet the Press,” because they simply could not allow our voice to be heard.

The media watchdog group FAIR reported that in the three weeks after the war started, the CBS Evening News allowed only one anti-war voice on their show -- and that was on one night in one soundbite (and that was four seconds of me in a line from my Oscar speech) -- even though in March of 2003 our anti-war numbers were in the millions (remember the huge demonstrations in hundreds of cities?).

We were around 30% of the country according to most polls (that’s nearly 100 million Americans!) and yet we had no way to communicate with each other aside from through the Nation and a few websites like CommonDreams.org and Truth-Out.org.

But that was no way to build a huge mass movement of Middle Americans to oppose the war.

Unless you had just lucked out and been handed an Oscar on live television in front of a gazillion people where you had 45 seconds to say something before they cut you off and booed you off the stage (hahahaha), you had no public platform.

(Jeez, I sure did get booed a lot that year: simply walking through an airport, or eating dinner in a restaurant, or sitting at a Laker game where they suddenly put me up on the Jumbotron and the place went so angry-crazy that Larry David, who was sitting next to me, felt that maybe for his own safety he should perhaps slide a few seats down or go get us a couple of wieners. Instead, he stuck by my side -- and his skillful ninja moves got us out of there alive after the game.)

I know it’s hard to remember, but when this war started, there was no YouTube, no Facebook, no Twitter, no way for you to bypass the media lords so you could have your own friggin’ say.

Too bad for the bastards, those days are over. The next time around, it won't be so easy to shut up a country girl band or try to silence someone while he accepts his little gold statue -- or completely ignore the millions of citizens in the streets.

So now we can hope that one of our wars is over.

Too bad we lost. I hate to lose, don't you?

But the fact is, we lost the very day we invaded a sovereign nation that posed absolutely no threat to us and had nothing to do with 9/11.

We lost lives (over 4,400 of ours, hundreds of thousands of theirs), we lost limbs (a total of 35,000 troops came back with various wounds and disabilities and God knows how many more with mental problems).

We lost the money our grandchildren were supposed to live on. And we lost our soul, who we were, what we stood for as a once-great country -- lost it all. Can we now ask for redemption -- for forgiveness?

Can we be... “America” again?

I guess we’ll see.

The vast majority of the country eventually came around to the Dixie Chicks’ position. And we elected an anti-Iraq-war guy by the name of Barack Hussein Obama.

But, please, promise yourselves never to forget how our country went crazy 7 1/2 years ago -- even though, to many people at the time, it seemed completely normal.

And I’m here to tell you, no matter how much better it’s gotten, no matter how normal you may think things are now, we’re still halfway nuts.

Just listen to the new batch of “sensible pundits” as they start to beat the drums about what we should do to Iran.

One war down, one (or two or three) to go.

C’mon, Mr. President, not one more kid needs to die overseas wearing a uniform with our flag on it.

We can’t win like this.

Let’s dig a few thousand wells in Afghanistan, build a few free mosques, leave behind some food and clothing, fix their electrical grid, issue an apology and set up a Facebook page so they can stay in touch with us -- and then let's get the hell out.

Your own National Security Advisor and your CIA Director have told you there are less than 100 al-Qaeda fighters in the entire country. 100???

100,000 U.S. troops going after 100 al-Qaeda?

Is this a Looney Tunes presentation?

“A-ba-dee-a-ba-dee-a-ba-dee – That’s All Folks!”

Let’s get real.

I’m glad one war is “over”.

But I know how we got there -- and I'm willing now to fight just as hard to stop these other wars if you won’t, Mr. Obama.

Your call.

Yours, Michael Moore

MichaelMoore.com

P.S. Just a thought, Mr. President. Can I ask that you go back and watch this movie I made – “Fahrenheit 9/11”.

There might be some answers there.

I give you my permission to download it for free by going to this site: TorrentHound.com. Don't tell the studio I said it was ok!

They’ve only made a half a billion $$ on it so far.

P.P.S. To everyone on my list: Thanks to your thousands of generous donations, we've raised over $60,000 for the Muslim community center near Ground Zero. This has made news around the world, that there are Americans who believe in our stated American principles.

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139 - Il geotermico: ottenere energia dalla Terra di Lester R. Brown

138 - De Reditu Suo - Terzo Libro - Seconde note di sopravvivenza (del Prof. I. Nappini)

137 - De Reditu Suo - Terzo Libro - Prime note di sopravvivenza (del Prof. I. Nappini)

136 - Aumentare i Macchinari Efficienti: Una Grande Vittoria per Consumatori e Clima di lester r. brown

135 - De Reditu Suo - Terzo Libro - L’Italiano educato dagli stranieri invasori- settimo discorso (del Prof. I. Nappini)

134 - De Reditu Suo - Terzo Libro - L’Italiano educato dagli stranieri invasori- sesto discorso (del Prof. I. Nappini)

133 - LE EMISSIONI GLOBALI DI BIOSSIDO DI CARBONIO CADONO NEL 2009 di Lester R. Brown

132 - Dennis Kucinich: Afganistan, L’Ambiente e il Controllo Societario del Processo Politico

131 - LESTER R. BROWN E La connessione fra povertà e popolazione

130 - Note sul tempo altro e sui giovani (del Prof. I. Nappini)

129 - Reclamare le strade: Lester R. Brown tra byke sharing e centri urbani da disinquinare

128 - L'italiano educato dallo straniero invasore (del Prof. I. Nappini)

127 - L'Italia non ricorda più Salvador Allende (del Prof. I. Nappini)

126 - Il Giappone sarà salvato dall'invincibile capitano? (del Prof. I. Nappini)

125 - L'articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana (del Prof. I. Nappini)

124 - Questo anti-comunismo tutto nostrano (del Prof. I. Nappini)

123 - Verso la civiltà del vento: Lester R. Brown e l'energia eolica nel mondo

122 - La chiesa tra protestantesimo e pedofilia

121 - La grande novità nella legge di tutela sanitaria che è stata approvata? Salverà anche le vite dei repubblicani

120 - La battaglia di Michael Moore (che non conosciamo) per la riforma sanitaria

119 - Quel che il presidente non disse di Dennis Kucinich

118 - COSTRUZIONI AD EMISSIONE ZERO di Lester R. Brown

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