MONDO PICCINO

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08/10/2008 Dai mancati aiuti allo sviluppo alla recessione e alla crisi agricola futura

Di Futuroieri

Di questi tempi si parla tanto di nuova povertà in arrivo e si trascura quella che già c'è: i poveri da sempre! La crisi riguarda anche loro e a ben vedere soprattutto loro.

Tra aprile e maggio furono pubblicate due statistiche internazionali.

Una riguardava gli aiuti pubblici allo sviluppo distribuiti nel 2007 che furono 103,7 miliardi di dollari ovvero lo 0,28% del PIL dei paesi occidentali. Nel 2007 tali aiuti sono diminuiti quasi di un dieci per cento. I paesi ricchi sono in recessione e tagliano su tutto e fanno passare per aiuti fondi che non andrebbero definiti come tali: vedi le rimesse del debito o gli aiuti alle dittature amiche!

La seconda statistica riguardava i costi della crisi internazionale: ad aprile il Fondo Monetario Internazionale pubblicò numeri precisi (all'apparenza). Secondo il FMI le perdite derivanti dai prestiti ipotecari a rischio erano di 565 miliardi di dollari. Le altre perdite portavano il dato a 945 miliardi. Oggi si parla di 1700 e in realtà sono molti di più. Dei debiti futuri che ammontano ad altre migliaia di miliardi si parlerà nei prossimi cinque anni.

Questi 2 dati dicono una cosa semplice: i governi non vogliono aiutare i bisognosi, a loro daranno briciole ancora più piccole; vorrebbero invece soccorrere le banche ma la voragine è troppo grande e bisogna fingere di non vedere la parte preponderante. Anche fra le grandi banche ci saranno i salvati e i sommersi, ma questi cadranno per loro colpe.

Per garantire l'acqua e i diritti elementari a tutti i bambini della terra e alle loro madri occorrerebbero 80 miliardi di dollari l'anno (800 per il periodo 2000 - 2010). Non li hanno mai raccolti: questi soldi ci sono solo per certe banche e per la borsa.

Purtroppo a questa ne serviranno molti più e di poveri si parlerà solo per dire che sono aumentati.

Come ho scritto altre volte negli ultimi due anni i raccolti di grano sono stati immensi, hanno battuto tutti i record, ma non sarà sempre così. In marzo l'Iran segnalò alla FAO che molti suoi campi erano stati infettati da una patologia del grano (la ruggine) che dal 1999 devasta molte coltivazioni del terzo mondo. Questo fungo è in grado di distruggere il 70% del raccolto che infesta e dall'Iran si sposterà verso est. Può arrivare in Pakistan, India e nel Caucaso.

L'idea che in futuro i raccolti caleranno non è allarmista se queste sono le premesse.

Per la Monsanto questo sarebbe un affare: cercano grani OGM resistenti al fungo, ma per ora non li hanno trovati, in natura solo il 10% delle varietà di grano resiste. Sono troppo poche per produrre sementi per tutti. Non saprei se gioire o preoccuparmi. Se non altro si cerca di prevenire la catastrofe.

Il problema maggiore è però un altro, quello della distribuzione: sei multinazionali controllano il mercato e hanno creato questa globalizzazione agricola. Controllano una percentuale vicina al 85% del mercato. Controllano anche il mercato di cacao e banane. Esse non sono nemmeno quotate in borsa, non vogliono correre il rischio di scalate. Sono ditte controllate da poche e selezionate famiglie spesso imparentate fra loro.

Anche queste famiglie, come i petrolieri, hanno fatto affari d'oro negli ultimi due anni, i profitti sono aumentati per tutti e qualcuno li ha raddoppiati. La piccola Monsanto stessa (tanto amata da Clinton) e che molti agricoltori evitano, se possono, ha avuto un incremento dei profitti del 54%. Non è poco, ma meno delle multinazionali tradizionali.

I prezzi sono sempre stati una loro prerogativa, ora hanno fatto posto agli speculatori e diviso con loro i guadagni. Anche le decisioni sui volumi produttivi gli appartengono. Decidono tutto e non parliamo di merci che si può evitare di acquistare. Si chiama monopolio!

Sono loro che hanno distrutto l'autoconsumo nel terzo mondo, con la complicità del Fondo Monetario Internazionale. Hanno fatto produrre arachidi, cacao o soia (conoscete la "carne" di soia) a paesi che non potevano permetterselo.

E' il colonialismo moderno che dura da molto tempo.

Questi stati non praticano più l'auto consumo, ma comprano alimenti stranieri che arrivano dall'America a prezzi bassi perché sovvenzionati dal governo a stelle e strisce. In Africa si mangia riso e da noi si beve Coca Cola, ma ditemi voi.

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