MONDO PICCINO

 

Appunti sul Triste Palazzo

 

Dalle ultime notizie, riportate dal "Manifesto" di Domenica 21/10, sembra che il ministro Gentiloni alla luce delle critiche mosse da Grillo e dal popolo del web abbia rimesso in discussione la contestata legge per l’obbligo di registrazione dei siti web e dei blog.

Una legge curiosa che prevedeva la registrazione, con tassa par di capire, per i siti e i blog e l’obbligo di iscriversi ad un registro tenuto dall’autorità della Tlc. Così chi finisce nel registro poteva dover rispondere del reato di diffamazione a mezzo stampa anche se tiene un blog, che spesso è un diario personale in rete.

Buffo: son tutti per la liberal-democrazia e la costituzione e ipergarantisti e poi si scordano di punto in bianco che esiste la segretezza della corrispondenza e la libertà di parola, di pensiero e d’espressione.

Inoltre par di capire da "La Repubblica" del 20/10 che sarebbe stata l’autorità garante per le comunicazioni a indicare quali siti o blog siano tenuti all’iscrizione. Quindi questa legge prevedeva pure la discrezionalità.

Nel momento che il governo è contestato e le proteste di Grillo via web, e non solo, hanno scoperchiato il malcontento generale, anche quello truce, ecco che si concretizza uno strumento di controllo e di possibile repressione.

Male che vada i siti web politicamente scomodi faranno come gli antifascisti al tempo del DVCE o i patrioti sotto i borboni, emigreranno per mare o oltralpe in cerca di più libere e nobili patrie. Non uno dei problemi della sicurezza in rete pare scosso da questa trovata, che peraltro non sembra per fortuna destinata a concretizzarsi.

Comunque sia un risultato è arrivato: sono cadute le maschere liberali, democratiche, socialisteggianti, riformiste della sedicente classe dirigente. Le maschere cadendo si sono portate via la carne ed è rimasto lo scarnificato teschio della solita italietta Crispina.

Una triste consorteria chiusa in un triste Palazzo: autoritaria ma non autorevole, colonialista ma sconfitta nelle colonie, arrogante e superba ma disprezzata da tutti, creatrice di quella disperazione che porta le migliori generazioni di questi popoli della penisola a cercare con l’emigrazione un futuro presso altre genti.

 

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