Guarigioni

Segni

Guarigione di un lebbroso

La guarigione di lebbroso assume un significato ancora più profondo, perché la lebbra è una malattia orribile causata dalla moltiplicazione di un bacillo nei tessuti organici: dopo aver assalito la pelle, penetra a poco a poco nelle carni, e le corrode in modo che i poveri malati ne rimangono completamente sfigurati.

Vangelo - Matteo [8,1-4]

Quando egli scese dal monte, una gran folla lo seguì. Ed ecco un lebbroso, avvicinatosi, gli si prostrò davanti, dicendo: "Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi". Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii purificato". E in quell'istante egli fu purificato dalla lebbra. Gesù gli disse: "Guarda di non dirlo a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto, e ciò serva loro di testimonianza".

Esegesi - Matteo [8,1-4]

Con i precedenti insegnamenti sul monte, predicati alla folla, Gesù aveva voluto formare anche i suoi discepoli, per prepararli alla loro missione. Ora l'Evangelista ci presenta Gesù, cui sono soggette tutte le forze della natura, come Guaritore, colui che è venuto nel mondo per sanare tutte le nostre infermità. A tal fine egli raggruppa nei due Capitoli 8 e 9 dieci miracoli avvenuti in diverti tempi, che seguono un ordine logico. Questo Capitolo 8 è improntato all'attuazione della missione di Gesù, basata su tre segni messianici: insegnamento, guarigione delle malattie, liberazione del demone.

"Quando Gesù scese dal monte, una gran folla lo seguì. Ed ecco un lebbroso, avvicinatosi, gli si prostrò davanti [...]"; ma perché un lebbroso e non un cieco, un sordo, un paralitico? Questa è anche la sua prima guarigione, quindi l'intervento del lebbroso assume un significato ancora più profondo, perché la lebbra è una malattia orribile causata dalla moltiplicazione di un bacillo speciale (Bacillus leprae) nei tessuti organici: dopo aver assalito la pelle, penetra a poco a poco nelle carni, e le corrode in modo che i poveri malati ne rimangono completamente sfigurati.

Da sempre è riconosciuta come contagiosa, e l'antica legge aveva per questo previsto tutta una serie di precauzioni per evitare il contatto del popolo con i lebbrosi: difficilmente si guariva, era irreversibile e portava nella maggioranza dei casi alla morte. Malattia che nessun uomo poteva guarire, la lebbra era anche ritenuta il segno del castigo di Dio; basta ricordare l'esempio di Giobbe che, colpito dalla lebbra, viene consolato da alcuni suoi amici con argomentazioni circa le sue prove che gravano ancora più le sue sofferenze, tanto che egli li definisce "consolatori molesti" (Gb 16,2); inizia così una discussione tra Giobbe e i suoi tre amici, convinti che la sofferenza sia sempre e necessariamente conseguenza del peccato; Giobbe non afferma di essere un uomo perfetto, ma rifiuta con decisione il loro giudizio e non riesce a capire l'apparente durezza di Dio nei suoi confronti.

In questo racconto del Vangelo di Matteo, il lebbroso va da Gesù e chiede di essere purificato, perché la lebbra costituiva un'immondezza legale (Ed ecco un lebbroso, avvicinatosi, gli si prostrò davanti, dicendo: "Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi"). Chi lo avesse toccato sarebbe diventato impuro! Tuttavia quel lebbroso ha molto coraggio: trasgredisce le norme della religione per poter avvicinare ed entrare in contatto con Gesù: "Se vuoi, tu puoi sanarmi!" ossia "non c'è bisogno di toccarmi, basta la tua volontà a guarirmi!". E incredibilmente Gesù, "tesa la mano, lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii purificato". E in quell'istante egli fu purificato dalla lebbra!".

È molto interessante la richiesta del lebbroso a Gesù, che non dice "guariscimi", ma "Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi"; è l'atteggiamento interiore di un uomo che manifesta il timore di Dio ed ha dentro di sé la certezza assoluta che Gesù ha la potenza di Dio e a Lui nulla è impossibile. Cosa gli ha permesso di riconoscere Gesù? La fede, che lo spinge a superare anche la paura di essere punito in quanto la legge gli imponeva l'isolamento totale per non contagiare le altre persone.

E nonostante Gesù ordini all'uomo: "Guarda di non dirlo a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto, e ciò serva loro di testimonianza", il vangelo di Marco aggiunge che l'uomo non si presentò, anzi cominciò a divulgare la notizia, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in città, perché aveva toccato il lebbroso ed era pertanto diventato impuro dinanzi alle autorità religiose, interpreti rigorose della legge dell'epoca.

In quel tempo, infatti, per poter essere riammesso in comunità un lebbroso aveva bisogno di un "certificato di guarigione" e la legge ordinava che fosse rilasciato da un sacerdote a fronte di un compenso da parte del guarito che, se ricco, consisteva in due agnelli, una pecora, due tortore o due colombi senza macchia, e una data quantità di farina e di olio; se invece era povero, avrebbe offerto un agnello e due tortore o due colombi, e una minor quantità di farina e di olio.

Il fatto che Gesù aveva sanato il lebbroso, sarebbe stato per i Sacerdoti testimonianza e prova che Egli era il Messia inviato da Dio; invece essi, dopo aver appreso della guarigione dalle folle e non dal lebbroso sanato che - secondo quanto riferito da Marco - non si presentò da loro, colsero questo come pretesto per considerare Gesù stesso immondo e trasgressore di quella legge che la tradizione aveva costituito a difesa del potere di giudizio dei Sacerdoti e non del rispetto della volontà del Padre.

Quello che, invece, conta è la testimonianza di come avviene la guarigione del lebbroso, senza bisogno di ulteriori spiegazioni e giustificazioni: "Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi". Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii purificato".

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