Vergine Maria

Maria

Parla al tuo cuore

Sommario

Mamma Celeste

La Madonna chiama. Chiama perché è madre, madre di Gesù e madre nostra, e vuole bene a Gesù portando a Lui le anime nostre e vuole bene a noi dandoci Gesù.
Se ti affidi nella preghiera sperimenterai il trionfo dell'amore materno di Maria. Ansie e delicatezze, gaudi e sofferenze, fioriscono in lei dal medesimo stelo: un amore che non ha limiti e che offre al cuore riposo per ogni ora stanca, che è luce di ogni ora buia e rifugio di ogni ora minacciata.

"Venite!" Non si deve resistere all'invito della Mamma. È il più sincero, è il più santo, è il più efficace di tutti. Forse, chissà, è tanto che chiama: la voce sembra quasi affievolita dalla stanchezza, sembra rotta dal pianto… "Venite! Ci sono tante cose che io sola so dirvi, ci son tanti tesori che io sola so darvi. Venite! Vi chiamo dalla vostra casa: la casa della madre è la casa dei figli; la casa di Gesù è la mia, è la vostra casa. Perché temete? Anche il figliuol prodigo non osava tornare alla casa paterna, ma poi, quanta gioia! Venite, riposatevi sul cuore della Madre vostra!"

"Ascoltate!" Ancora una volta Maria ci racconterà la sua novella, la buona novella Ci dirà una storia tanto cara, la storia di Gesù: ci dirà tutto il suo dolore, ci ripeterà tutto il suo amore.
E ci darà un consiglio, aureo consiglio: "Fate tutto quello che Gesù vi dirà". E Gesù ha detto con il suo esempio quel che dobbiamo fare: amare Dio che è Padre, amare gli uomini che sono fratelli. Ecco la via.

O Madre mia dolcissima, vedi, io vengo, io voglio ascoltarti. Ho tanto bisogno di una mamma per l'anima mia. Come mi giunge soave la tua voce, che è così piena di cielo! Son tanto stanco della terra, la quale non mi ha dato che triboli e spine. Parlami di Gesù, dimmi i suoi segreti di misericordia. Portami a Lui, stringimi a Lui e insegnami a far tutta la sua volontà.

La Madre

Maria è madre. Ogni cuore di madre racchiude tesori, tanti tesori che nessun figliuolo giunge mai a esaurire e neppure a enumerare. Ma il Cuore di Maria distanzia fuor misura ogni cuore di altra madre.
Maria è bella d'una bellezza che è più di cielo che di terra; Maria è santa di una santità che la ricolma di grazia; Maria è buona di una bontà che un giorno le farà sacrificare per amore il suo Figlio; Maria è pura di una purezza che vince il candore della neve; Maria è forte di una forza che accetta ogni martirio.

Tutto questo perché Maria è Madre di Dio. Per salvare gli uomini dagli orrori della morte e dal peccato, il Figlio di Dio doveva incarnarsi, diventare un povero pellegrino sulla terra. Aveva dunque bisogno di una madre: oh, la perfezione di questa donna privilegiata! Dio l'aveva preparata da tutta l'eternità nella sapienza dei suoi arcani consigli. E fu Maria: colei che all'annunzio dell'Angelo si smarrisce e si umilia, e grida al cielo: "Ecco l'ancella del Signore! Fiat!". E il mistero dolce e tremendo si compie: il Figlio di Dio è il Figlio di Maria.

Maria è madre nostra. Avendo accettato di essere Madre di Gesù, vero Dio e vero Uomo, Maria consente a seguire maternamente Gesù nella sua missione dolorosa. Missione di salvezza, quindi missione di rinunzia e di martirio. Gesù diventa, per volere del Padre, il primogenito tra molti fratelli e Maria la madre di questi fratelli di Gesù. E sono i fratelli che un giorno le avrebbero ucciso, che avrebbero crocifisso il Figlio di Dio. Ma Maria, ai piedi della Croce, guardando con cuore sanguinante di dolore il corpo straziato del più bello, del più buono di tutti i figliuoli del mondo, riceve e ancora una volta accetta, da quel Figlio del Cielo, l'eterna eredità: "Donna, ecco il tuo figlio!", questi fratelli che sono ora miei carnefici e ancor più lo saranno nei secoli futuri hanno bisogno di una madre piena di amore infinito e perfetto per poter tornare al Padre. Fu il testamento di Gesù.

Addolorata

Maria è addolorata nel tempio. Ella sa che il suo tenero Figlio, tutta bontà e bellezza, è una povera vittima. Con che mani tremanti ella lo presenta al Padre! Ma il suo cuore non vacilla. È una missione anche la sua, più terribile di quella di ogni altra madre. Le madri non sanno l'avvenire dei loro figli e questo avvenire lo ricamano in oro... Ella lo sa chiaramente, e se non lo sapesse, il profeta di Dio gli squarcia l'avvenire: "Una spada ti trapasserà il cuore". E la croce si leva lugubre e sulla croce il corpo disfatto del suo dolce Figlio. La parola di Simeone è la parola di Dio. E la Madre va, più stretta che mai al suo tesoro, portando con sé la condanna. E gli uomini non si accorgono che passa la Madre di Gesù Crocifisso, l'Addolorata. Anche oggi gli uomini le passano accanto e non sanno, né vogliono sapere.

Maria è addolorata nella passione. Da che Gesù ha lasciato la casa e la madre, Maria prevede il martiro. Sente che la parola del vecchio di Gerusalemme si avvia al compimento. Sarà oggi, domani? quando? Il suo strazio non ha nome. A differenza delle altre madri, ella tesse l'avvenire del Figlio di lacrime e lacrime. Che il Figlio non veda... Nel cuore di Lui è lo stesso supplizio! Ma un giorno, forse Giovanni, il prediletto, viene e le dice con la voce spezzata dal pianto: " Hanno preso Gesù !..." E Maria va con lui e si mescola alla folla che gli grida morte, e lo vede flagellato, coronato di spine, deriso, calunniato: Ecco l'uomo! Ecco tuo Figlio... E i fratelli, allora come oggi, non riconoscono la Madre, l'Addolorata.

Maria è addolorata sul Calvario. Sembra un sogno, tristissimo sogno. È proprio tuo Figlio, o Donna! E il Figlio muore, della morte degli schiavi, abbandonato da Dio e dagli uomini, abbeverato di fiele, soffocato dall'odio. Egli la riconosce a fatica: ella lo fissa negli occhi che si velano. Non hanno più lacrime. Una voce ancora: " O Donna, sono tuoi figli questi che mi uccidono. Io voglio loro tutto il bene, vorrei abbracciarli tutti, fallo tu per me; amali, o Madre!" E la Mamma perdona e la Mamma ama. Suo Figlio scende morto dalla croce e glielo depongono in grembo. I figli di adozione guardano, ma non sanno confortare la Madre, l'Addolorata. E oggi?

Amore di Dio

Amiamo Dio Creatore. La Madonna è la via sicura al perfetto amore di Dio. Nessuna creatura ha tanto degnamente adorato e benedetto il Signore come lei, che della creazione era il mirabile capolavoro. Il bene della vita lo apprezziamo troppo poco e lo avviliamo con troppa grande facilità.
Noi siamo per la bontà creatrice di Dio, che ha acceso in noi una scintilla di vita. Ci vuole felici con Lui. E per darci una pallida prova di questo amore paterno, ecco, dal nulla sono nate per noi mirabili cose. È bello il creato per chi lo guarda con occhio limpido e tranquillo. E noi? Come abbiamo risposto alle tenerezze di Dio? Ci Siamo ribellati e lo abbiamo offeso. E Dio? Ha mandato nel mondo suo Figlio.

Amiamo Dio Redentore. Dio Redentore si chiama Gesù. Gesù è la tenerezza di Dio incarnata. Poveri e cattivi come siamo, potevamo forse, nel dolore e nel pianto, dubitare dell'amore di Dio. Ma da quando è apparsa vivente la carità di Dio, abbiamo toccato con mano la bontà martirizzata per la nostra salute, anche ad essere poveri e cattivi, non si può, non si deve dubitare più. Come non desiderare di avere un cuore di fiamma e non ardere che per rendere grazie al Signore Gesù, e promettergli con giuramento che gli saremo fedeli contro tutto e contro tutti? E invece, la malignità nostra, l'accecamento nostro non disarmano e i peccati si aggiungono ai peccati. Siamo tanto deboli.. Ci fortifichi lo Spirito Santo.

Amiamo Dio Santificatore. Lo Spirito Santo è stato la consolante promessa di Gesù, per venire incontro a una debolezza sempre nuova. Egli è Spirito di forza. Umiliante constatazione sono per noi le quotidiane promesse e le quotidiane infedeltà. Ci disprezziamo tante volte da noi, e ci viene voglia di abbatterci, abbandonando ogni proposito di ripresa. Ma allora? La disperazione conduce alla morte e non alla vita. E noi abbiamo sete di vita. Ricordiamo che Gesù ci ha messo vicino il Consolatore, l'avvocato, la Forza, la Sapienza! È amore di fuoco lo Spirito Santo, è potenza di tuono: perché temere? Amiamo, invochiamo lo Spirito Santo.

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