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Giovanni Bosco

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Miracoli operati da San Giovanni Bosco


Tutte le informazioni relative a San Giovanni Bosco sono state tratte da: "Vita di San Giovanni Bosco, Vol. I, II, Autore G.B. Lemoyne, Editrice SEI".
Per rendere più agevole la lettura, il linguaggio originale del XIX secolo è stato rivisto.

Quelli riportati sono solo un piccolo esempio dell'opera straordinaria che questo Santo operò non solo in Italia, ma in vari paesi d'Europa in favore della gente bisognosa. Segni mirabolanti che hanno condotto alla fede una moltitudine di gente.

Don Bosco moltiplica le castagne.

Don Bosco cominciò a distribuire castagne cotte, ma ben presto ne rimasero poche per soddisfare i seicentocinquanta giovani presenti. Tuttavia il Santo calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva pieno e la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non cessasse mai, esaurita la distribuzione ne rimase ancora una porzione.


Don Bosco moltiplica il pane.

Non c'era pane in casa per i suoi figlioli, e il fornaio non voleva mandarne se prima non gli era saldato il credito. Don Bosco prese il cesto, che conteneva una ventina di pagnottelle e incominciò a distribuire il pane, e con grande meraviglia riuscì a distribuire le pagnottelle a tutti i presenti. Quando ebbe terminato, nel cesto vi erano ancora le venti pagnottelle, senza che fosse stato messo altro pane nel cesto.


Don Bosco moltiplica le Ostie consacrate.

Il Santo incomincia a distribuire la comunione ma le ostie sono troppe poche, ma lui comincia a distribuire e allora vede moltiplicarsi le Sacre Particole in modo da poter comunicare tutti i presenti.
Con questo miracolo, commenta Don Bosco, Nostro Signore Gesù Cristo dimostra quanto gradisce le Comunioni ben fatte e frequenti.


Don Bosco rimane sospeso in aria.

Attesta Don Garrone, mentre Don Bosco celebra la Messa, giunta all'elevazione, vedo e con me tutti i presenti, Don Bosco con un'aria di paradiso sul volto, che sembra rischiarare tutta la camera. A poco a poco i suoi piedi si staccano dalla predella e rimase sospeso in aria per ben dieci minuti. Per tre volte fui testimonio di questa sua ascensione durante la Santa Messa.


Don Bosco resuscita un morto.

Carlo, un giovane che frequentava l'oratorio, cadde gravemente ammalato e in poco tempo morì. Appena Don Bosco fece ritorno, si avviò frettolosamente verso quella casa, e quando vi giunse, le dissero che era morto da molte ore. Rispose Don Bosco: "Egli dorme a voi credete che sia morto!" Quindi fu condotto nella camera, dove il cadavere era già rivestito per la sepoltura. Disse: "Lasciatemi solo!" Recitò una preghiera, lo benedisse e chiamò il giovane due volte: "Carlo alzati!".

Il giovane scuci il lenzuolo con le mani e apri gli occhi. Subito il giovane chiese di confessarsi e si pentì di tutti i peccati. Poi disse alla madre, che era nel frattempo entrata nella camera: "Don Bosco mi salva dall'inferno". Rimase due ore a parlare con il Santo, mentre il suo corpo rimaneva freddo. Alla domanda: "Vuoi andare lassù o rimanere con noi?" Rispose il ragazzo: "Desidero andare il Paradiso". Dunque, rispose Don Bosco: "Arrivederci in paradiso". Chiuse gli occhi e si riaddormentò nel Signore.


Don Bosco resuscita un morto,

La Marchesa Gerolama Uguccioni Gherardi si recò da Don Bosco piangendo e gridando che il suo figlioccio era morto e che il Santo doveva accorrere con lei per farlo rivivere. Don Bosco acconsentì e avvicinatosi al letto, trovò il bimbo, di ancor tenera età, immobile, pallidissimo, con gli occhi vitrei, con il viso contratto, che non dava più segni di vita. A detta di tutti era spirato.

Il Santo subito invitò quanti si trovavano nella stanza ad innalzare una preghiera a Maria Ausiliatrice, poi diede la benedizione a quel corpicino. Non aveva ancora terminato la formula che il morto diede come uno sbadiglio, incominciò a respirare, a muoversi, riacquisto l'uso dei sensi, si volse alla madre sorridendo, e in breve si riebbe.

Per questa ragione la Marchesa quando Don Bosco passava per Firenze lo voleva sempre ospite in casa sua dandogli mille segni di stima e di rispetto. La Marchesa divenne inoltre benefattrice delle opere di Don Bosco, da meritare d'essere chiamata dai Salesiani: "La nostra buona mamma di Firenze".


Don Bosco guarisce un paralitico.

Nel paese di Caramagna, si presenta a Don Bosco una povera donna che si trascinava su due grucce. ... Dice Don Bosco: "Che cosa volete mia buona donna?". Risponde la poveretta: "Oh Don Bosco! Abbia compassione di me! Mi dia una sua benedizione!" ... "Di tutto cuore, ma avete fede nella Madonna?" "Sì, tanta" ... "Dunque, inginocchiatevi!"

È da tanto tempo che non posso inginocchiarmi; ho le gambe quasi morte. "Non importa inginocchiatevi!" E quella donna, per obbedire, si appoggiava alle due grucce per tentare di strisciare su quelle fino a terra; ma Don Bosco, togliendole di sotto le braccia e dalle mani risolutamente dice: "Così no, inginocchiatevi bene". Nella folla regnava un silenzio universale; non si udiva un respiro; ed erano presenti seicento e più persone.

La donna si trovò in ginocchio a terra, come per incanto ... "Adesso dite con me", dice Don Bosco: "Tre Ave Maria alla Vergine Ausiliatrice". E dopo aver recitato le tre Ave Maria, senza che nessuno la aiutasse, quella donna si levò su, senza più sentire i dolori che da diversi anni la opprimevano. Don Bosco le mise, sorridendo, le due grucce sulle spalle e le disse: Andate, mia buona donna, e amate sempre Maria Ausiliatrice.

Quella fortunata si incamminò fra la folla verso casa, magnificando e ringraziando la Madonna e il suo benefattore.



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