italiano  español  

Giovanni Bosco

Tasti navigazione

Siti da visitare

 

Vita: San Giovanni Bosco 1815 - 1888


Tutte le informazioni relative a San Giovanni Bosco sono state tratte da: "Vita di San Giovanni Bosco, Vol. I, II, Autore G.B. Lemoyne, Editrice SEI".
Per rendere più agevole la lettura, il linguaggio originale del XIX secolo è stato rivisto.

Nato a Castelnuovo d'Asti il 16 agosto 1815 e deceduto a Torino il 31 gennaio 1888, Don Bosco fu un Santo prete plasmato secondo il cuore di Dio. Sin da fanciullo si senti chiamato dal Signore, attraverso sogni divini, ad essere l'apostolo della gioventù. In questo secolo già è tramontato il mito di Napoleone, ma sarà il tempo di moti risorgimentali, di rivoluzioni, di grandi turbamenti e d'industrializzazione, dove la Chiesa è considerata una nemica da opprimere.

Ha solo due anni quando muore suo padre e su sua madre cade il peso del sostentamento, Ella dovrà lottare con tutte le sue forze contro la carestia per tenere unita la famiglia ed dovrà trasmettere una solida fede a suo figlio. Fedele alla voce interiore che aveva udito: "Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità devi guadagnare questi piccoli amici. Mettiti dunque a far loro un'istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità delle virtù", il giovane Giovanni Bosco inizia ad istruire i compagni alla religione.

Gli stratagemmi come i racconti di storielle divertenti a sfondo morale, spettacoli di destrezza, giochi di prestigio erano particolarmente adatti per attirare i giovani accanto a sé. Terminato il divertimento, era solito dire: "Adesso vi sono ancora molte belle cose da vedere, ma prima recitiamo tutti insieme una preghiera!" e, dopo la preghiera, seguiva un piccolo commento al Vangelo domenicale. I giovani erano affascinati non solo dalla sua abilità, ma dalle buone maniere, dalla purezza d'animo e del suo carisma.

A sedici anni cominciò a frequentare la scuola del paese per completare l'istruzione elementare e un corso di lingua latina, successivamente proseguì gli studi sino alle classi ginnasiali. Possedeva un grande talento ed una memoria prodigiosa. Sfruttando le sue capacità, superò in un anno tre classi di studio per terminare questo ciclo all'età di diciotto anni con il massimo dei voti.

Dotato di una buona voce, imparò il canto, il violino e l'organo. Imparò il mestiere del sarto, del falegname e del fabbro. Sapeva recitare a memoria parte dei classici; quali: Dante, Petrarca, Tasso, Parini, Monti, e classici latini Cicerone, Sallustio, Quinto Curzio, Tito Livio, Cornelio Tacito, Ovidio, Virgilio, Orazio Flacco e molti altri.

All'età di venti anni Giovanni Bosco entra in seminario nel convento a Chieri e ci rimarrà per sei anni. I compagni conoscendo la sua sorprendente erudizione si facevano ripetere le lezioni, divenne l'amico, il consigliere, il servo, l'infermiere. In seminario lo chiamavano il "Padre" per la sua santità di vita. Nel mese di giugno del 1841 fu ordinato Sacerdote.

Terminati gli studi esce dal Seminario per entrare nel Convitto Ecclesiastico ubicato presso la Chiesa di San Francesco in Torino per studiare morale pratica, predicazione, francese, spagnolo, in parte l'inglese, e in questo luogo rimarrà per due anni. Inizia, in questo periodo, con un semplice catechismo l'opera degli Oratori, che nel tempo prosperò oltre ogni rosea aspettativa.

Ultimata la preparazione al Sacerdozio, coltiva intimamente il progetto di entrare nello stato religioso. Il suo Direttore Spirituale, Don Cafasso, lo blocca con queste parole: "Mio caro Don Bosco abbandonate ogni idea di vocazione religiosa ... continuate la vostra opera a favore dei giovani. Questa e non altra è la volontà di Dio" Don Cafasso, illuminato da Dio, conosce la missione riservata da Dio per Don Bosco, chiamato a divenire l'apostolo della gioventù.

Inviato a Valdocco nella Pia Opera del Rifugio sposta, in questa sede, l'Oratorio. Passano due mesi e al Santo sono concesse due camere e una piccola Cappella presso l'Ospedaletto che lui dedicherà a San Francesco di Sales, questa fu la prima Chiesa dell'Oratorio.

L'attività di Don Bosco è instancabile; predica, confessa, pubblica opuscoli in difesa della religione. Va ricordato "Corona dei sette dolori di Maria", "Il devoto dell'Angelo Custode", "Cenni storici sulla vita di Luigi Comollo" suo grande amico poi portato agli onori degli altari, infine un compendio di "Storia Ecclesiastica e di Storia Sacra".

Nel 1845 molti soldati Austriaci militano sotto la bandiera del Piemonte e per poterli assistere negli ospedali e confessarli, impara rapidamente tempo il tedesco. Frequenta le carceri e lì opera molte conversioni che ottiene con molte preghiere e sacrifici personali. Arriva inaspettata la notizia di chiudere l'Oratorio poiché i locali servono per dare alloggio ai Sacerdoti.

La Vergine Maria solleva dall'angoscia Don Bosco e attraverso una visione lo guida ad una nuova seppur transitoria sede. Chiede ed ottiene l'utilizzo della Cappella dei Molini per fare catechismo ai ragazzi. Nello stesso anno allestisce e pubblica: "Storia Ecclesiastica" che è una testimonianza della fede per la salvezza delle anime e del suo amore per il Papato.

Arriva ancora uno sfratto e la Vergine Maria, attraverso una visione, lo guida alla ricerca di una nuova sede. Così affitta tre camere e lì inizia il catechismo, forma scuole serali per i suoi duecento giovani, ma non c'è ancora pace. Per un presunto disturbo recato agli altri inquilini dello stabile viene cacciato.

Non trova altre case, così affitta un prato e lì raduna i giovani che nel frattempo erano cresciuti a quattrocento unità, confessa, recita il rosario, fornisce piccole colazioni e merende, li educa in canti religiosi, li porta a Messa nelle varie parrocchie. Questo assembramento attira l'attenzione della Questura che iniziò a sorvegliare Don Bosco, ma poi, con l'intervento delle pubbliche autorità, lo si sfratta nuovamente, tuttavia la meta definitiva si avvicina.

Come previsto da una ulteriore visione, gli venne offerto in affitto una casupola di un solo piano, una tettoia e una striscia di terreno, tutto in pessimo stato, ma ugualmente lo accettò. Qui si trasferisce nel mese di aprile nella solennità di Pasqua. In seguito costruisce una cappella dove, tra l'altro, teneva lezioni di catechismo.

In questa nuova località la salute di Don Bosco, già fragile, si aggrava ed i medici lo consigliano a prendersi un periodo di assoluto riposo, ma lui trova il tempo di comporre e pubblicare: "L'Enologo italiano", il "Sistema metrico decimale", e "Le sei domeniche e la novena in onore a S. Luigi Gonzaga". Riprende l'attività dopo un paio di mesi ma, nel mese di luglio si ammala di bronchite con grave infiammazione e in breve tempo si trova in fin di vita.

I rimedi umani non lasciano nessuna speranza, allora i suoi giovani ricorrono a quelli del cielo. Divisi in squadre si alternano dal mattino alla sera nel Santuario della Consolata a pregare la Madonna affinché conservi in vita il loro amico e padre. Altri vegliavano in preghiera tutta la notte. Tanta mobilitazione ottiene dal Cielo la grazia della guarigione.

Dopo il periodo di convalescenza ritorna nel mese di novembre del 1846 all'Oratorio insieme a sua madre Margherita, con lei si stabilisce nella casa affittata a Valdocco. Nell'estrema povertà organizza catechismi, scuole serali per i ragazzi. Insegna musica e canto corale. Il comune di Torino è così meravigliato che assegna a Don Bosco un premio per l'incremento dato alla musica.

Nel 1847 istituisce la "Compagnia di San Luigi". I giovani che desiderano aderire devono osservare i doveri del buon cristiano e accostarsi con frequenza ai Santi Sacramenti. Per combattere l'eresia, il Santo scrisse "Il Giovane provveduto" per promuovere il fondamento della religione e conservare la fede. Nella sua stanza da letto un fragore continuo non lo lasciava dormire, il fenomeno fu eliminato solo quando il Santo attaccò al muro della soffitta un quadro della Santissima Vergine.

Nello stesso anno, nel mese di aprile offre ai giovani orfani privi di tutto, un fienile da dormire e da mangiare. Da questo primo dormitorio prende sviluppo un'opera che darà assistenza a più di mille persone. Don Bosco elargisce pasti, esegue insieme alla sua mamma, lavori di riassetto, spacca la legna, pela patate e cucina.

Subisce un attentato; un farabutto gli spara per colpirlo a morte, ma il proiettile passando tra il braccio sinistro e le costole lo lascia illeso. Seguono altri attentati preparati dai suoi avversari che vogliono sopprimerlo per avvelenamento, coltello, aggressioni, ma invano.

Nell'anno successivo nascono violente sommosse politiche, Papa Pio IX fugge da Roma e si rifugia a Gaeta. Don Bosco per confutare gli errori dei nemici confeziona la seconda edizione della "Storia Ecclesiastica". Il seminario di Torino viene chiuso e Don Bosco ospita alcuni Sacerdoti nel suo Oratorio. Nel 1849 per controbattere chi vilipendia la religione, pubblica un periodico religioso "L'amico della gioventù". In questi tempi difficili molti Sacerdoti si recano da Lui per frequentare lezioni di Teologia Morale e prepararsi all'esame di confessione.

Tra il 1848 e il 1849 tutti i seminari sono chiusi per la guerra ed i seminaristi trovano ospitalità nell'Oratorio di Valdocco che rimane l'unico seminario attivo del Piemonte per venti anni. Tutte le spese sono a carico di Don Bosco. Nello stesso anno fonda l'opera "Obolo di San Pietro" per lenire la povertà di Pio IX esule a Gaeta.

Nel 1850 fonda la "Società di mutuo soccorso" nella quale i soci pagano ogni domenica un soldo e in caso di malattia ricevono in soccorso cinquanta centesimi al giorno fino al ristabilimento della salute. Nell'anno successivo confidando nella divina misericordia inizia ad erigere una chiesa, per ottenere l'aiuto materno della Vergine Maria si reca al Santuario della Madonna d'Oropa.

Nel 1852 esplode la Polveriera, ma la chiesa che lui sta costruendo, pur essendo vicina al tremendo scoppio, non subisce danni, La Madonna ha protetto questa importante opera che sarà terminata e benedetta due mesi dopo. Terminato questa attività, inizia i lavori per ampliare il Convitto. A lavoro quasi ultimato una parte del muro e una grossa colonna del fabbricato in costruzione crollano, commenta Don bosco: "Il diavolo non vuole che allarghi l'istituto e raccolga nuovi giovani, ma noi lo faremo a suo dispetto", nonostante gli intoppi porta a termine i lavori l'anno successivo.

Passa un anno ed inizia una campagna contro la propaganda protestante con le "letture cattoliche", sei in tutto che saranno raggruppati e ristampati nel 1882 sotto il nome: "Il cattolico nel secolo".
Nel Convitto apre una scuola di cui Lui è il Maestro di calzolai, sarti, di legatori, e negli anni successivi, di legatori, falegnami, tipografi e cappellai.

Arriva a Torino, nell'anno 1854 il morbo del colera. Don Bosco si attiva assieme ai suoi giovani ad assistere gli infettati anche nei Lazzaretti, nonostante i molti morti, Lui ed i suoi collaboratori sono immuni al contagio.

Mentre il Governo prepara una legge per confiscare i beni della Chiesa, Don Bosco ha un sogno premonitore che annuncia grandi funerali a Corte e, attraverso uno scritto, avverte il Re. Il Re, mal consigliato, elude questi consigli e perde la madre Regina Maria Teresa, la moglie Regina Maria Adelaide, il figlio Principe Ferdinando di Savoia e il figlio Vittorio Emanuele, ma nonostante i lutti approva la legge. Nello stesso anno propone ai suoi aiutanti di fare il voto di carità e gli pone il nome: "Salesiani".

Nel 1885 Don Bosco pubblica: "Storia d'Italia raccontata alla gioventù" che avrà in seguito trentuno edizioni. Il testo è talmente efficace che il Ministro della Pubblica Istruzione lo adotta come libro di testo nelle scuole pubbliche. Ampia l'Oratorio e in questi nuovi locali dà inizio alle prime tre classi ginnasiali sia per i giovani del Convitto sia per gli esterni, in seguito aprire anche una scuola elementare cattolica quotidiana diurna.

Si reca a Roma nel 1858, il Papa Pio IX lo esorta a fondare una "Pia Società" con il compito di portare avanti la sua preziosissima opera, gli concede pure, l'indulgenza plenaria da far fruttare solo nel momento in cui l'anima si separerà dal corpo.

Nel biennio 1859-1860 nell'Oratorio completa le cinque classi ginnasiali. Don Bosco, al diciottesimo anniversario della fondazione degli Oratori, invita i suoi collaboratori a iscriversi alla "Pia Società" alla quale pone il nome di "San Francesco di Sales". così costituita l'assemblea prega Don Bosco di accettare e gradire la carica di "Superiore Maggiore".

È sospettato di cospirazione politica. Un sogno lo avverte di una imminente perquisizione, così il Santo riesce a trasportare altrove quegli scritti che avrebbero potuto generare anche il minimo sospetto. La perquisizione minuziosa ebbe luogo ma nulla di compromettente fu trovato.

Nell'anno 1862 ben ventidue membri della nuova "Pia Società" fecero voti di povertà, carità e obbedienza. In quest'anno l'Oratorio dispone di una Chiesa, cinque classi ginnasiali, la scuola del calzolaio, del legatore, del fabbro ferraio, del tipografo, di musica vocale e strumentale. Mantiene le scuole aperte di domenica anche di sera. Gli allievi del Convitto sono circa seicento.

Nell'anno 1863 Don Bosco scrive al papa Pio IX di prepararsi a fare il sacrificio di Roma perché sarà in preda alla rivoluzione. Apre un istituto a Mirabello Monferrato intitolato: "Piccolo Seminario di San Carlo" Prima di scegliere il personale si reca al Santuario di Oropa per ricevere illuminazioni dalla Vergine Maria.

Nel 1864 Don Bosco ha una salute cagionevole, emette sangue dalla bocca e stenta a digerire il poco cibo giornaliero, tuttavia è gioioso e non smette di lavorare alacremente. Gestisce due istituti educativi, uno dei quali conta settecento alunni. Nel mese di ottobre apre un terzo istituto a Lanzo Torinese intitolato: "Collegio S. Filippo Neri".

Nel 1865 posa la prima pietra per costruire un nuovo Santuario da dedicare a "Maria Ausiliatrice dei Cristiani" in Torino. Poi inizia un viaggio a Milano, Brescia, Padova, Venezia, Firenze, dove è accolto solennemente.

Nel 1866 si ripresenta il flagello della peste. Terminata la guerra contro l'Austria, inizia una tremenda persecuzione contro i vescovi. Don Bosco è interpellato dal Santo Padre per svolgere ufficiosamente le trattative tra lo Stato e la Chiesa. La Madonna non smette di moltiplicare le grazie di guarigione operate tramite Don Bosco per far ottenere al Santo il denaro per proseguire l'opera di edificazione del Santuario in costruzione.

Si reca nel 1867 nuovamente a Roma ed è accolto come un principe dalle facoltose famiglie romane. Narra Pietro Angelini: Da mattina a sera è assediato da una quantità immensa di persone di ogni grado, sesso e condizione, che desiderano vederlo e parlargli, per cui non ha mai un'ora fissa per pranzare, dormire, per riposarsi; La fama della sua santità è penetrata in tutte le case. Ormai la sua salute incomincia a soffrirne ... credo che gli sarà necessario adottare un qualche serio provvedimento per non cadere ammalato.

Durante l'udienza, Papa Pio IX lo esorta a scrivere minuziosamente qualsiasi fatto soprannaturale che abbia come relazione l'Opera degli Oratori. Richiede il suo aiuto per comporre il conflitto con lo Stato determinato dalla grave situazione dei Vescovi in Italia, gli fa stilare una lista di candidati per la carica di Vescovo, infine lo invita ad aprire una Casa Salesiana a Roma.

Don Bosco avverte più volte il Santo Padre delle congiure segrete della massoneria che trama contro di Lui nella stessa Roma. Ad esempio lo avverte che alcuni cospiratori stanno scavando un cunicolo per porre una bomba sotto il Collegio Romano ... subito non si crede ma dopo una attenta indagine si trova realmente il cunicolo.

Nel 1868 Don Bosco pubblica una voluminosa opera con il titolo: "Il cattolico provveduto". Nel mese di giugno, ultima e consacra il tempio dedicato a "Maria Ausiliatrice", una meravigliosa Chiesa costruita in solo tre anni. Fu un vero miracolo per la sua estrema povertà.

Nell'anno successivo il Santo Padre approva la "Pia Società". Non si ferma l'opera letteraria di Don Bosco, pubblica e diffonde in tutta Italia i volumi "Biblioteca della Gioventù Italiana" che hanno lo scopo di divulgare la conoscenza dei classici italiani antichi e moderni. Per diffondere la devozione alla Beata Vergine, fonda nel Santuario di Voldocco: "L'Associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice".

Torna nel 1870 a Roma mentre si inaugura il Concilio Ecumenico Vaticano. Don Bosco conferma al Pontefice che è giunto il momento voluto dal Signore per dichiarare il dogma di fede sulla "Infallibilità Pontificia".

Come previsto da Don Bosco con largo anticipo, Roma è conquistata, e mentre tutti della Corte Pontificia consigliano al Papa di abbandonare la città e cercare rifugio altrove Pio IX chiede consiglio a Don Bosco il quale risponde: "La sentinella, l'Angelo di Israele si fermi al suo posto, e stia a guardia della rocca di Dio e dell'arca santa".

Nel 1872 fonda "Le Figlie di Maria Ausiliatrice", il ramo femminile dei Salesiani con lo scopo di istruire ed educare le fanciulle. In quest'anno e in quello successivo torna a Roma per negoziare tra il Regno d'Italia e la Chiesa dopo l'intervento di Bismarch che in nome dell'imperatore della Prussia era intervenuto per sospenderli.

Nel 1874 dopo varie vicissitudini la "Pia Società di San Francesco di Sales" e le sue costituzioni sono approvate in via definita. Alla fine di quest'anno l'Opera si espande con più di cinquanta nuove fondazioni Salesiane in Italia, Asia, Africa e America.

Nel 1876 i ragazzi dell'Oratorio superano le ottocento unità. Si aprono nuove Case in Francia e America. Don Bosco fonda: "L'Opera di Maria Ausiliatrice" una istituzione utile a quegli adulti che desiderano abbracciare lo stato ecclesiastico; la "Pia Unione dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane"; infine, "L'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrici" che si espande rapidamente, infatti, dopo soli cinque anni conta duecento suore e dodici Case in Italia e Francia.

Nel 1878 pone la prima pietra in Corso Vittorio Emanuele in Torino per creare uno splendido tempio dedicato a "San Giovanni Evangelista".

Nel 1880 Papa Leone XIII affida a Don Bosco la costruzione di un Tempio a Roma da dedicare al "S. Cuore di Gesù", ma lo avverte di non avere denari. Don Bosco risponde: "Non chiedo denari ma solo la sua benedizione ... edificherò, accanto alla Chiesa, un Oratorio festivo con un grande Ospizio, dove insieme possano essere accolti in convitto e avviati alle scuole e alle arti e mestieri tanti poveri giovani ... ". Non solo Don Bosco accetta di costruire questa Chiesa in Roma ma accetta di costruirne una a La Spezia dedicata a "San Paolo", un Ospizio a Marsiglia, una Casa del Noviziato a Nizza Monferrato. Naturalmente tutte le spese di costruzione sono a suo carico.

Nel 1882 si reca in Francia. Don Ronchail narra: "È impossibile descrivere l'entusiasmo che desta la sua presenza. Dal mattino alla sera è un accorrere di persone che vogliono vederlo". Gli stessi giornali francesi scrivono: "Don Bosco è il taumaturgo del XIX secolo. Parigi è attonita per la commozione manifestatasi ... è l'attrazione irresistibile che agita le folle ... le chiese sono troppo strette per contenere i fedeli che vogliono ascoltare la Messa di Don Bosco. L'entusiasmo che desta Don Bosco a Parigi s'incontra nella vita di pochi Santi". Nello stesso anno Don Bosco porta a termine i lavori della Chiesa "San Giovanni Evangelista" in Torino.

Nel 1884, comincia a scrivere il libro "Memorie" per terminarlo due anni dopo. Nei suoi numerosi viaggi si reca soprattutto in Francia per raccogliere fondi per l'Oratorio, ovunque si ringrazia la Vergine Maria per le grazie ricevute.
Ritorna il morbo del colera e Don Bosco, insieme ai Salesiani, apre le sue strutture per accogliere e curare gli ammalati. Scrivono i giornali dell'epoca: "Il popolo pronuncia il nome di Don Bosco con venerazione e bacia il lembo delle sue vesti".

Nel 1886 si reca in Spagna e in questa nazione è accolto con tripudio. In questa terra Don Bosco opera grandi prodigi. Nell'anno successivo si reca a Roma per consacrare la Chiesa dedicata al "Sacro Cuore di Gesù" che ha ultimato.

Muore nel 1888 ammalato ed esausto dopo per aver profuso tutte le sue energie.


Per informazioni:  monastery@tiscali.it
Numero accessi: visite  
San Giovanni Bosco Tutti i diritti riservati