:Intro:

Texts

Libro IV: vv. 1-30 Didone
Libro IV: vv. 160-197 Il temporale fatale
Libro IV: vv. 296-392 L'ultimo colloquio
Libro IV: vv. 584-705 Morte di Didone

Images

Italiano
Didone, Mantegna
La morte di Didone, Guercino
La morte di Didone, Rubens
Didone ed Enea, Reni
Incontro di Venere ed Enea, Cortona
Didone abbandonata tra le ancelle e Africa, pittura pompeiana
Mercurio appare ad Enea, Romanelli
Enea e Didone durante la caccia, stoffa copta
Enea e Venere, Tiepolo
Villa di Low Ham
Didone mostra Cartagine ad Enea, Lorrain
I codici Vaticani latini
Didone ed Enea al mattino della caccia, Turner

English
Dido, Mantegna
Dido's Death, Guercino
Dido's Death, Rubens
Dido and Aeneas, Reni
Venus meets Aeneas, Cortona
Dido between her handmaids and Africa, Pompeian painting
Mercury appears to Aeneas, Romanelli
Aeneas and Dido during the hunting, coptic fabric
Aeneas and Venus, Tiepolo
Low Ham's Villa
Dido shows Cartage to Aeneas, Lorrain
The Latin Vatican Codes
Dido and Aeneas during hunting in the morning, Turner

:Nostre creazioni:
Our creations

Epistolario/Letters 1
Epistolario/Letters 2
Epistolario/Letters 3

  

Le argonautiche 

 

GIASONE: Maria Galeazzi  MEDEA: Nadia  Pegoraro 

 

EETA: Gianluca Bertagna  CALCIOPE:Silvia Domenichini

 

ERA: EleonoraPinardi  AFRODITE: Selene Avanzi

 

 

COORDINATORE:   Professor Marco Pescetelli

  

CLASSE V GINNASIO A - LICEO CLASSICO BAGATTA

AS 2000/2001

 

PREFACE

 This epistolary story has been inspired by Apollonio Rodio's well-known epic poem, the Argonautiche. It starts when the valorous hero Iason arrives in Colchide to take possession of the golden Fleece and king Eeta refuses to give it to him. But Goddess Hera, Zeus's wife, decides to help him and asks Aphrodite to fill Eeta's daughter, Medea, with love for Iason.

Six boys and girls of our class interpreting the chief characters of the ellenistic poem, have written letters to one another and through their words they have re-created the characters as true people, they themselves have become these characters: Iason and Medea, Eeta- against their love- Calciope- Medea's sister- Hera and Aphrodite- the helpers of the sweethearts.

The letters have dealt mainly with Medea and Iason's love, hopeful love which has become the main subject of the story: the conquest of the golden Fleece has been left behind.




 GIASONE: Figlio di Esone sovrano della terra di Iolco. Lo zio Pelia si è impadronito del suo regno e per recuperarlo il giovane deve conquistare il vello d’oro che appartiene ad Eeta re della Colchide. Giasone è un giovane valoroso e determinato, ma anche molto astuto. Si innamora di Medea che lo appoggerà nella sua impresa.

 

MEDEA: Figlia di Eeta re della Colchide, maga e sacerdotessa di Ecate. Quando Giasone giunge in Colchide si innamora di lui e tradisce il padre aiutando il giovane a conquistare il vello d’oro.  L’amore di Medea è tale che perde ogni volontà ed è disposta a tutto pur di seguire l’uomo amato.

 

EETA: Re della Colchide, padre di Medea e Calciope. Non vuole cedere il vello d’oro a Giasone poichè è preziosissimo e rappresenta i segreto della lavorazione dei metalli. E’ un uomo potente e crudele che stima più importante il vello   rispetto all’amore delle figlie.

 

CALCIOPE: Figlia di Eeta e madre di alcuni compagni di Giasone. Convince Medea ad aiutarlo per salvare anche i figli destinati in caso contrario a morte certa. I suoi sentimenti sono sinceri e ogni sua azione è dettata dall’amore per i figli e la sorella.

 

ERA: Moglie di Zeus e regina delle dee. Protettrice di Giasone e degli Argonauti, insieme ad Atena, convince Afrodite a far innamorare Medea di Giasone, perchè lo aiuti a superare la difficile prova impostagli da Eeta.

 

AFRODITE: Dea dell’amore e della bellezza. Per esortazione di Era fa immamorare Medea di Giasone e la convince poi a seguire il suo cuore e ad aiutare il giovane.

 

 

 GIASONE AD EETA

Divino re della Colchide, non dovete temere nulla da me, Giasone figlio di Esone, legittimo sovrano della terra di Iolco. Non voglio il vostro regno, le vostre ricchezze, ma solo riottenere ciò che è mio. Pelia regna sulle mie terre e sul mio popolo, e solo quando avrò conquistato per lui il vello d’oro potrò tentare di riprendere il mio posto,  che lui occupa. Mio zio spera che io non riesca a tornare dalla ricca terra dei Colchi e che la mia fine giunga dolorosa lontana da Iolco; io non posso permettere che ciò avvenga. Giustamente non volete rinunciare al vostro prezioso vello e lo custodisce per voi un drago; per me sarebbe impossibile prenderlo senza il vostro consenso. Mi date la possibilità di conquistarlo, ma voi già sapete che mi proponete delle prove impossibili da superare, se non per un dio. Se voi foste saggio non mandereste a morte me e i più grandi eroi della Grecia, ma cerchereste in noi validi compagni e alleati per ogni impresa futura, amici che accorrerebbero in vostro aiuto in ogni occasione. I nostri popoli diverrebbero fratelli, legati da un patto divino, Medea potrebbe essere regina di Iolco. Ma voi non mi volete ascoltare e so che non mi aiuterete, sappiate però che io cercherò in tutti i modi di conquistare il vello d’oro e dopo aver superato tante prove per giungere in Colchide, ora che devo affrontare l’ultima, anche se la più difficile, non mi tirerò certo indietro e con l’aiuto degli dei riuscirò ad ottenere ciò che voglio.

                                                                          Giasone

 

 

EETA A GIASONE

 

Giasone, tu dici che riuscirai a superare l’impresa, ma io te l’ho imposta proprio perche tu non possa riuscirvi senza l’aiuto degli dei. Non sono uno stolto, sono il re della Colchide e non lascerò così facilmente il mio vello ad un uomo infido quale tu sei. Se però il volere degli dei e il destino stabiliranno che il mio tesoro cada in mano tua, te lo concederò senza esitazioni. Se al contrario fallirai questa prova, come tu ben sai non ti sarà concessa un’altra possibilità: perirai oppresso dalla forza dei tori. Mai vorrei che tu fossi mio alleato e non esiterei ad affrontare interi eserciti nemici ma sicuramente senza di te. E neppure se fossimo legati da un patto divino io ti concederei il mio prezioso vello senza lottare, e mia figlia così pura e innocente allo sbocciare della sua giovinezza. State attento, non osate  tentarla con i vostri infidi sguardi, se sarete capace di una così bassa azione non dovrete combattere solo con i tori ma anche contro  me e l’intero esercito. 

                                                                  Eeta

 

 

GIASONE A CALCIOPE

 

Dolce Calciope, quando tuo padre ha stabilito l’immane prova ho visto i tuoi occhi di madre disperata, ma anche quelli di una donna che ama la patria ed è fedele a suo padre. Hai pensato che i tuoi figli tradissero la loro patria seguendo un uomo astuto e crudele, ma io non sono tale. Hanno affrontato tanti pericoli insieme a me, perchè sanno che sono un giusto alla ricerca della verità e del bene per il suo popolo. Non devi credere che voglia il regno di tuo padre, io devo solo avere il vello, non posso farne a meno; mi serve per riconquistare il mio trono. Ora che conosci il motivo della nostra impresa salva i tuoi figli, salva tutti noi. Il nostro filo sta per essere troncato, a meno che tu non blocchi la mano di Artopo. Intervieni in nostro aiuto e con le tue dolci parole placa l’animo del padre crudele o convinci qualche immortale a offrirci il suo aiuto. Se saremo soli affronteremo coraggiosamente la morte e lotteremo fino alla fine, ma io so che il tuo animo è giusto e ci aiuterai.

                                                                                 Giasone

 CALCIOPE A GIASONE

 

Caro Giasone, mai ho sospettato che tu non fossi tale, anzi! Sono felice e orgogliosa del fatto che i miei figli abbiano seguito un uomo tanto valoroso e anche del fatto che Medea provi un certo interesse nei tuoi confronti. Inutile sarebbe adesso chiederti di abbandonare l’impresa, dopo che tanto avete viaggiato e faticato, per cosa poi? Un vecchio testardo orgoglioso ed egoista, al quale non interessa neppura la sorte di suoi nipoti! Pertanto non temere, ti prometto che farò il possibile per aiutarvi, anche se poco dipenderà da me. Forse con l’aiuto degli dei che tutto sanno e tutto possono qualcosa cambierà. Non arrenderti! 

                                                    Calciope

 

 

CALCIOPE AD EETA

 

Padre, tralascio i convenevoli, dato che non sono un’ipocrita. Ben sai perchè ti scrivo, e quello che voglio. Passano i giorni e la mia disperazione cresce. Non riesco più a chiudere occhio che i miei figli mi appaiono uno dopo l’altro, come per un presagio funesto, quasi a dirmi: “ Guardami quest’ultima volta...” e orrende immagini di morte devastano il sonno. Di giorno impotente li seguo da lontano, mentre operosi lavorano nella piana sotto i comandi del valoroso Giasone; e non sanno di andare incontro alla morte. Ma perchè ti dico queste cose, cuore di ghiaccio? Come scioglierti, vuoi che ti insulti o ti preghi, che ti minacci o ti implori? Qualsiasi cosa, qualsiasi, purchè... ma basta, basta, basta. Se sei mio padre, comportati da padre!

      

                                    Calciope

 

 

EETA A CALCIOPE

 

Cara Calciope, è tuo padre Eeta che ti parla, mi duole che i tuoi figli siano compagni di Giasone e partecipino al suo viaggio. I miei nipoti, una volta speranza per il futuro del regno, ora sono in balia di questo straniero che forse li ha convinti a seguirlo con qualche arte magica. Oh figlia mia non mi vedrai cedere il prezioso vello a Giasone, dovrà superare la prova e se poi non fosse abbastanza scontrarsi con me. Mi dispiace Calciope, ma mi vedo costretto a combattere contro i tuoi figli, che ieri vedevo correre bambini per il palazzo e ora sono alleati con un nemico della patria. D’altronde se il Fato ha prescritto ciò non mi rifiuterò di scontrarmi contro il mio stesso sangue. Non odiarmi per questo figlia mia, non posso comportarmi diversamente, cerca piuttosto  di farli ragionare, se vuoi salvarli!         

                                                      Eeta

 

 

CALCIOPE AD ERA

 

Chiedo aiuto a te, oh Argiva Era, dato che come ben saprai i miei figli fanno parte della spedizione degli Argonauti. Quel disgraziato di mio padre (per non dir di peggio) crede che tutti vogliano usurpare il suo trono. Arrivano dei forti eroi, tra cui alcuni suoi nipoti, stremati ma decisi a conquistare il vello d’oro, e lui? Invece di aiutarli impone loro un’altra prova, ancora più ardua e pericolosa. Sai cosa ha ordinato loro? Tanto tu già lo saprai, ma più ci penso... Vuole che Giasone aggioghi due tori che hanno zoccoli di bronzo e spirano fuoco; poi che semini un campo con denti di drago e dopo averlo arato uccida i guerrieri che da esso nasceranno. Non so come possa pensare ciò, per me queste cose se le sogna di notte! Sono disperata, oh Saturnia non riuscirò mai a dissuadere mio padre dalla sua decisione e nemmeno gli Argonauti, intrepidi e determinati come sono loro; ma non posso e non voglio vedere morire i miei figli. Confido nell’aiuto tuo e di Atena, voi che proteggete Giasone e i suoi compagni. Che i cinque montoni e il grosso bue a voi immolati possano giovarvi!

                                                               Calciope, una madre disperata.

 

 

 

ERA A CALCIOPE

 

Cara Calciope, leggendo la tua lettera sono rimasta molto colpita. Non preoccuparti, ti aiuterò. Ho chiesto di intervenire anche ad Afrodite e credo  proprio che accetterà la mia richiesta, anche se in passato abbiamo avuto qualche motivo di contrasto. Comprendo i sentimenti che una madre nutre nei confronti di un figlio in grave pericolo e non ti abbandonerò. Stai tranquilla: tutto andrà per il meglio! Atena ed io abbiamo già in mente un piano; se Afrodite non ci abbandonerà questa vicenda presto sarà conclusa.    In fede. 

                                                             Era

 

 

ERA AD AFRODITE

 

Cara Afrodite, so che in passato mi sono scontrata con te soprattutto riguardo mio marito, Zeus, “quel mandrillone”... Lo perseguito ovunque e ogni volta lo trovo tra le braccia di una donna diversa. Sai penso che chiunque al posto mio perderebbe il controllo. Non credi? Bè comunque adesso parliamo di cose serie... in poche parole dovresti aiutarmi a fare innamorare Medea di Giasone. Ho appena ricevuto una lettera della disperata Calciope che implorante mi ha chiesto aiuto. Dobbiamo proteggere Giasone e i suoi compagni che fanno parte della spedizione degli Argonauti. Confido nel fatto che tu risponderai presto alla mia richiesta e ti ringrazio già ora per la tua disponidilità.  In fede.

                                        Era

 

 

AFRODITE AD ERA

 

Divina Era e cara compagna, la richiesta che mi fai è per me facile da realizzare. Subito infatti manderò mio figlio Eros da Medea affinchè con la sua freccia d’oro faccia scoccare l’amore tra la principessa e l’eroe Giasone. Capisco infatti quanto la sua impresa sia importante e quanto la riuscita di questa. Inoltre scriverò a Calciope invitandola a recarsi dalla sorella Medea e a convincerla di aiutare Giasone nell’impresa con i suoi filtri magici.

             Sperando che tutto vada come previsto, per ora ti saluto.

                                                                                                  Afrodite

 

 

AFRODITE A CALCIOPE

 

Oh Calciope figlia di Eeta e sorella di Medea, ti scrivo questa lettera per informarti del fatto che, convinta da Atena ed Era, ho chiesto a mio figlio Eros di far innamorare Medea di Giasone, in modo che lo aiuti a portare a termine la sua impresa. Nel frattempo quindi ti chiedo di recarti dalla tua amata sorella e convincerla con le tue parole a seguire il cuore e a non frenare i suoi sentimenti.

                Spero che ascolterai i miei consigli. 

                                                                                   Afrodite

 

 

CALCIOPE AD AFRODITE

 

Tanto ho aspettato, intere notti insonni, a pensare, a disperare su quel che sarebbe accaduto. Ma ora mi giunge lieta la lettera tanto attesa. So che gli dei non gioiscono nell’abbandonare i mortali, ma anche che sono il loro passatempo preferito. Come le pedine di una dama li muovono, ad ogni mossa avanzano, per un istante si fermano nascosti tra i compagni o sicuri in un angolo; ma l’attimo dopo con il peggior nemico in fronte non è permesso loro tornare indieto. Ma perdonami Afrodite, proprio tu che mi porti aiuto non ascoltare le mie stolte parole. Farò come mi hai detto e pregherò Medea di aiutare Giasone nel conquistare il vello d’oro, seguendo il suo cuore. Grazie, e che i sei montoni e il grosso bue immolati per te possano giovarti!

                               Calciope, una madre rinfrancata

 

 

CALCIOPE A MEDEA

 

Cara Medea, con te son sempre stata franca e lo voglio essere anche in questa occasione. Capisco bene come tu stia soffrendo e perciò non ti voglio solo dire:”Segui il tuo cuore, la scelta che farai sarà quella giusta...”. Voglio anche che tu sappia che nella spedizione degli Argonauti ci sono i miei figli, forse turbata come sei non hai pensato a questo. Tu sei completamente presa dal pensiero di Giasone, ma io sono tormentata da quello dei miei figli. Non voglio importi una decisione, ma solo darti un motivo in più per fare una scelta difficile, prima che sia troppo tardi. Perciò ti prego di aiutare Giasone, e aiuterai anche te stessa e indirettamente me.

                    Tua sorella Calciope                                    

 

 

ERA A GIASONE

 

Carissimo Giasone, so che ultimamente stai incontrando numerosi ostacoli, sembra che tutti vogliano metterti alla prova. Ora, poi, con l’impresa impostati da Eeta le cose non si stanno certo volgendo al meglio. Non è facile lo so , ma non devi scoraggiarti! Sono certa che ce la farai, vedrai che Medea ti aiuterà, la figlia di Eeta ti ama. Grazie a lei supererai questa prova, e anche tu la amerai. Ora ti devo lasciare, non è facile essere una dea, e se devo essere sincera questa situazione mi ha impegnato molto. Comportati valorosamente e sappi che gli dei ti sono vicini.

                                                                                                       Era

 

GIASONE AD ERA

 

Ora che ho avuto i segni della tua benevolenza, regina delle dee, non ho più motivi per temere l’ardua impresa. L’appoggio degli dei e l’amore di Medea mi guiderammo. La vista della dolce principessa mi ha subito inebriato il cuore e ho sperato che la freccia di Eros trafiggesse anche il suo seno. Ho cercato poi di non pensare a lei, sangue del re nemico, ma ora so che ella m’ama. Tradirà il padre per  amore? Quanto il mio batterà il cuore di Medea? Oh ma ella m’ama e ora ho il coraggio di combattere, svanisce ogni timore. Come gli dei possono cambiare il destino di un mortale, quanta speranza possono infondergli nel cuore... In quale modo posso ringraziarti, regina delle dee, in quale mostrarti, la mia infinita riconoscenza? Compiuta l’impresa ogni giorno per sempre sacrificherò a te un montone. Mi hai donato l’amore e il potere e  sarò per sempre tuo debitore.  

                                                                                                               Giasone

 

AFRODITE A GIASONE

 

Caro Giasone, forse già Era ti avrà informato della situazione, comunque volevo dirti che per sua richiesta, ho inviato mio figlio Eros da Medea, per farla innamorare di te. In questo modo lei ti aiuterà a portare a termine l’impresa donandoti i suoi filtri magici; per convincerla definitivamente a seguire il suo cuore ho anche esortato la sorella Calciope a recarsi da lei.  Medea quindi non solo ti ama, ma ti permetterà anche di superare la prova che suo padre Eeta ti ha imposto e di conquistare il vello d’oro. Ti auguro dunque di riuscire con successo  nell’impresa e di tornare a Iolco vincitore accompagnato dalla divina Medea. Ti esorto solo ad avere coraggio e a non arrenderti, ma a lottare per le cose che ami.

                                                                    Afrodite

 

 

GIASONE AD AFRODITE

 

Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, tu dunque hai fatto nascere l’amore nel mio cuore e in quello della principessa Medea? Anche tu sostieni l’impresa  e vuoi la mia felicità? Ora mi sento in colpa di aver dubitato anche solo un momento, tu mi dai delle certezze e come Era ti preoccupi per il mio futuro. Anche te devo ringraziare e nessun sacrificio sarà mai abbastanza grande per compensare il sentimento di turbamento e gioia che l’amore ha portato nel mio cuore. Ho sempre saputo che son gli dei a governare il destino del mondo e degli uomini, ma ora so che li amano e che non sono solo insignificanti pedine nelle loro mani. Posso affrontare ogni impresa senza timore, ora infatti so che, grazie a voi numi immortali, domani vedrò ancora la luce del sole.  Immolerò a te un montone e una vacca bianca e sarò per sempre tuo devoto servitore.

                                                                                                          Giasone

 

 

EETA AD ERA

 

Oh regina delle dee, ti imploro di proteggere mia figlia Medea da quell’uomo infido, Giasone.  Tu moglie di Zeus e protettrice dei figli, scaccia lo straniero dal mio regno e impediscigli di superare la prova impossibile che gli ho imposto. Medea è poco più di una bambina ed ha un animo puro e innocente. Ho notato il suo sguardo perso in quel giovane e ho visto l’amore; ti prego allontanalo da lei e da tutti noi. Ti chiedo di proteggere anche mia figlia Calciope; questi ultimi tempi sono stati molto dolorosi per lei, poichè ha visto i suoi figli ed io i miei nipoti ai comandi dello straniero. Sebbene questa sia una loro decisione fa in modo che capiscano il loro sbaglio e tornino dalla loro madre. Ti offrirò dodici capre e altrettanti montoni. Mi affido completamente a te.

                                                                                                                      Eeta

 

 

ERA AD EETA

 

Eeta sovrano della Colchide, ti preoccupi per il destino di Medea, di Calciope, dei tuoi nipoti, perchè temi gli Argonauti, soprattutto Giasone. Ma la cosa che ti turba di più è la paura di perdere il vello. Sei solo e io non ti posso aiutare , la vita è nelle mani del Fato e tutto è già stato deciso ormai! Nessuno può opporsi, nemmeno gli dei. I tuoi figli non esiteranno ad abbandonarti, di fronte ad una scelta Medea preferirà seguire Giasone; perquesto ti conviene trovare un accordo con l’eroe, dargli qualche reale possibilità di conquistare il vello. Rifletti sulle mie parole. Ora ti devo lasciare, ho tantissimi impegni, ma scriverti era la prima cosa che dovevo fare. Con la speranza che tu prenda la decisione migliore, ti sono vicino.

                                                             Era

 

 

EETA A MEDEA

 

Cara Medea, essendo tuo padre mi preoccupo per il tuo futuro. Ormai sei una donna  e spero che prenderai la decisione più saggia. Ho visto il tuo sguardo perso in quell’uomo dalle mille astuzie, il quale porterà sicuramente il nostro regno in rovina se gli concederai ciò che vuole. Non muterò la prova imposta a Giasone, e so così di agire in bene, per amore tuo e della patria. Figlia mia, ti dico di stare attenta, di non concedergli neppure uno sguardo, ignoralo e nel tuo cuore cerca di provare disprezzo per lui. Capisco che ti sarà difficile; sebbene tu sia ormai grande, sei ancora una creatura innocente, che non è in grado di difendersi da un uomo così malvagio. Io avevo per te già progettato un grande futuro, di divenir regina al fianco di un eroe astuto quanto Odisseo e valoroso come il divino Achille. Questo è il destino che io vorrei per mia figlia, cerca di ascoltare le parole di tuo padre che ti vuole bene.  Con affetto.

                                                                                                  Eeta

 

 

 

ERA A MEDEA

 

Carissima Medea, sei combattuta, divisa tra l’affetto e la fedeltà per il padre e l’amore che provi per l’eroico Giasone. Non puoi continuare a crucciarti, devi prendere una decisione. Tu sai ciò che gli dei vogliono; e poi il tuo amore per Giasone è immenso, grande l’affetto per i nipoti, suoi compagni! Vuoi la loro morte? Ora sta a te decidere, anche se so che prenderai la decisione giusta. Devo andare perchè infiniti sono gli impegni di una giornata da dea. Ti abbraccio e spero che le mie parole ti siano di conforto e ti aiutino a trovare la via d’uscita.

                                                                            Era

 

 

AFRODITE A MEDEA

 

Cara Medea, figlia dell’illustre re Eeta, non tormentarti inutilmente, divisa tra l’affetto per il padre e l’amore nei confronti di Giasone. Eros ti ha colpito con la sua freccia dorata per volere degli dei, e anche il cuore di Giasone è ferito dall’amore. Non cercare di opporti  al volere degli dei, segui il tuo cuore. Capisco quanto la scelta sia dolorosa, tradire il padre significa anche rinunciare a tutta la tua vita, ma non devi avere timore ti sarò sempre vicina. Aiuta Giasone a superare la prova e a conquistare il vello d’oro con i tuoi filtri magici e poi con lui avrai una nuva vita.

Con la certezza che tutto si concluderà per il meglio.

                                               Afrodite

 

 

 

MEDEA A CALCIOPE

 

Cara Calciope, ti ringrazio per essermi stata vicina in questo periodo così difficile. Non puoi immaginare quanto la mia scelta sia stata dolorosa e sono molto contenta di avere il tuo appoggio, sapere che seguendo il mio cuore non agirò solo egoisticamente, ma salverò anche i tuoi figli. Mi sei stata di grande aiuto, e non mi dimenticherò mai di ciò. Ti voglio bene.

                                                                                   Medea

 

 

 

MEDEA AD ERA

 

Divina Era, ti ringrazio molto dell’interessamento e dei tuoi preziosi consigli, sapendo che gli dei appoggiano la mia scelta questa diviene meno dolorosa e confidando nel loro aiuto svaniscono tutti i miei dubbi. Finalmente ho fatto la mia scelta, aiuterò Giasone a superare la prova e lo segurò ovunque vorrà.

                                                                   Grazie di tutto, Medea

 

 

MEDEA AD AFRODITE

 

Carissima Afrodite, se prima avevo molti dubbi sul da farsi, grazie alla tua affettuosa lettera ho trovato la forza di seguire il mio cuore. Ho capito che il solo modo di trovare la felicità è quello di stare con l’unico uomo che ho mai amato nella mia vita, Giasone; provo per lui un nuovo, dolce sentimento e so che se rinunciassi a lui non potrei più vivere.  Il dolore che provo per aver tradito il padre e comunque immenso, ma senza il tuo appoggio non sarei forse riuscita a prendere questa difficile decisione e dunque ti devo ringraziare immensamente. Spero che riuscirai a placare l’animo del padre, quando saprà del mio comportamento e mi affido completamente a te.

                                                                    Con affetto, Medea

 

 

MEDEA AD EETA

 

Mio adorato padre, so che ciò che ti sto per dire ti procurerà un grande dolore, ma a lungo mi sono tormentata prima di prendere questa decisione e non ho trovato altrà soluzione. Aiuterò Giasone a superare la prova inumana che gli hai imposto e tu non potrai opporti, perchè io lo amo e non potrei più fare a meno di lui. Tutto il mio futuro è riposto nelle sue mani e ormai non posso più tornare indietro. Il dolore è grande, ma ormai ho preso la mia decisione, spero che un giorno potrai capire il mio comportanmento e forse perdonarmi.

                                                                  Tua figlia Medea

 

 

MEDEA A GIASONE

 

Giasone, dal primo istante in cui ti ho visto il mio cuore si è acceso di un nuovo fuoco e da allora non posso più immaginare la mia vita senza di te. Ho trovato nei tuoi occhi tutti i miei desideri, ho sognato di poter sfiorare il tuo viso. Anche se il rimorso mi tormenta e il rimpianto non mi lascia dimenticare ormai ho fatto la mia scelta e deciso di aiutarti con la mia magia a vincere i tori e ad addormentare il drago invincibile. Ho rinunciato a tutto per te, lasciato ogni affetto e ogni ricordo, mi concederai di seguirti  nel tuo viaggio verso nuovi lidi, dove trascorrerò la mia vita solo nella gioia di averti accanto? Se un po’ mi vuoi bene non puoi rifiutarmelo.

                                                                          Tua Medea

 

 

 

GIASONE A MEDEA

 

Dolce Medea, anch’io ho capito subito di amarti, al tuo primo sguardo mi sono perso nei tuoi occhi, neri come la notte, e non ho ancora ritrovato la strada. La tua bellezza ha offuscato i miei pensieri ed ora ovunque e sempre ci sei tu. Il vento che soffia, scomponendo i tuoi lunghi capelli e le pieghe delle vesti leggere, mi porta il tuo delizioso profumo, che mi inebria. Non devi sentirti in colpa verso tuo padre; egli voleva la mia morte e il tuo amore mi ha salvato. Proprio grazie al tuo aiuto riuscirò a prendere il vello, che credevo la cosa più preziosa e per il quale ho affrontato tante difficoltà, e solo ora mi rendo conto che l’unica cosa importante sei tu. Il dolore recato a tuo padre è certamente molto minore della gioia che hai procurato a me, dimostrandomi così la grandezza del tuo amore. Solo consigliandoti di rimanere, posso mostrarti io la grandezza della mia passione. Se vieni con me e abbandoni la tua terra devi sapere che io non posso darti certezze per il domani, tranne quella del mio amore. Con me potresti distruggere la tua vita ed io, proprio perchè ti amo, non lo voglio. Rifletti ancora prima di prendere questa decisione, la più difficile di tutte, e comunque sappi che io non ti potrei mai dimenticare. Troviamoci all’alba nel tempio di Ecate, se avrai scelto di rimanere sarà il nostro dolce e triste addio, se no partiremo insieme.

                                    Al mio unico amore,

                                                               Giasone

 

 

EETA AD AFRODITE

 

Oh dea della bellezza, cosa ti ha indotto ad andare contro il mio popolo? Forse non ti sono state immolate abbastanza vittime sacrificali, o qualcuno ti ha offeso danneggiando una tua bronzea effige?Chi avesse agito in modo così empio sarebbe subito impiccato e lasciato insepolto sotto il tuo tempio. Se invece nessuno ha compiuto codesti atti indegni contro di te, perchè? Perchè hai inviato tuo figlio Eros da Medea, per colpirla con la sua freccia d’oro? Perchè l’hai fatta innamorare dello straniero prepotente che pretende il vello, mio vanto di fronte agli uomini e agli dei? Oh Afrodite, che nessuna delle Nereidi o delle Ninfe dei boschi supera in bellezza, scaccia questo sconosciuto e fa si che Eros colpisca con la sua freccia bronzea Medea e così l’odio per Giasone scaturisca dal suo cuore. Questo è certo ciò che il Fato vuole e se mi aiuterai ogni giorno ci sarà un sacrificio solenne in tuo onore e sarò tuo debitore per sempre per aver salvato la mia famiglia e il mio regno dalla distruzione.

                                                                               Eeta                                                                                                                                  

 

 

 

AFRODITE AD EETA

 

Eeta, illustre sovrano della Colchide, darò una giusta risposta ad ogni tua domanda. Ciò che dici è vero, Eros ha fatto innamorare Medea per un mio ordine, io l’ho mandato a lei, ma non ho agito in questo modo per un mio desiderio, Atena ed Era mi hanno convinto e non ho potuto rifiutarmi. Non ho nessun motivo di odiare te e il tuo popolo, i tuoi sudditi mi sono fedeli e mi offrono grandi sacrifici, ma neppure io mi posso sottrarre al Destino e non sono libera  in tutte le mie scelte. Ormai sei solo e non hai più nessuno che ti aiuti a proteggere il vello,  perchè non muti la tua decisione e non cerchi di trovare un accordo con Giasone, riacquisterai così anche l’amore delle tue figlie che ancora ti vogliono bene. Ti voglio anche spiegare il tormento di Medea, che non da sola ha preso l’ardua decisione di seguire Giasone, ma con l’approvazione degli dei: grande è il rimorso e non riesce a trovare la felicità neppure tra le braccia dell’amato. L’eroe non vuole giocare con lei, ma la ama e, anche se tu non vorrai mai crederlo è un uomo giusto è valoroso. Abbi fiducia nelle mie parole, non lasciarti accecare dall’egoismo e dal desiderio di potere, se non vuoi ritrovarti solo, per sempre.