SENTO L AURA MIA ANTICA EI DOLCI COLLI

































index801 - Petrarca - Canzoniere - 301-335
Valle che de' lamenti miei se' piena .
Mente mia, che presaga de' tuoi danni .
Sento l'aura mia antica, e i dolci colli .
L'aura e l'odore e 'l refrigerio e l'ombra .

petrarc8 - Petrarca: Il Canzoniere - CCCI-CCCXXXV
Valle che de’ lamenti miei se’ piena .
Valle che de’ lamenti miei se’ piena, .
aria de’ miei sospir calda e serena, .
i’ so’ colei che ti die’ tanta guerra, .
Ch’al suon dei detti sí pietosi e casti.
d’Amor, di lei che sí dura m’apparse:.
pon dal ciel mente a la mia vita oscura, .
volgi a me gli occhi, e i miei sospiri ascolta..
Lei non trov’io, ma suoi santi vestigi.
che ’n lei fûr come stelle in cielo sparte, .
Amor, che ’n prima la mia lingua sciolse, .
Que’ duo bei lumi assai più che ’l sol chiari.
che sola a gli occhi miei fu lume e speglio..
ma, passando, i dolci occhi al cor m’ha fissi, .
lei ch’avolto l’avea nel suo bel manto..
Mente mia, che presaga de’ tuoi danni .
Mente mia, che presaga de’ tuoi danni, .
- Questo è l’ultimo dí de’ miei dolci anni.
i miei cari penseri e ’l cor lasciai!.
in quelle caste orecchie avrei, parlando, .
li alti penseri e i miei sospiri ardenti, .
che de’ bei rami mai non mossen fronda, .

Francesco Petrarca. Canzoniere
Era la mia virtute al cor ristretta per far ivi et ne gli occhi sue difese, quando 'l colpo mortal la giu discese ove solea spuntarsi ogni saetta.
Tempo non mi parea da far riparo contra colpi d'Amor: pero m'andai secur, senza sospetto; onde i miei guai nel commune dolor s'incominciaro.
5 Quando io movo i sospiri a chiamar voi, e 'l nome che nel cor mi scrisse Amore, LAUdando s'incomincia udir di fore il suon de' primi dolci accenti suoi.
6 Si traviato e 'l folle mi' desio a seguitar costei che 'n fuga e volta, et de' lacci d'Amor leggiera et sciolta vola dinanzi al lento correr mio, che quanto richiamando piu l'envio per la secura strada, men m'ascolta: ne mi vale spronarlo, o dargli volta, ch'Amor per sua natura il fa restio.
8 A pie' de' colli ove la bella vesta prese de le terrene membra pria la donna che colui ch'a te ne 'nvia spesso dal somno lagrimando desta, libere in pace passavam per questa vita mortal, ch'ogni animal desia, senza sospetto di trovar fra via cosa ch'al nostr'andar fosse molesta.
9 Quando 'l pianeta che distingue l'ore ad albergar col Tauro si ritorna, cade vertu da l'infiammate corna che veste il mondo di novel colore; et non pur quel che s'apre a noi di fore, le rive e i colli, di fioretti adorna, ma dentro dove gia mai non s'aggiorna gravido fa di se il terrestro humore, onde tal fructo et simile si colga: cosi costei, ch'e tra le donne un sole, in me movendo de' begli occhi i rai cria d'amor penseri, atti et parole; ma come ch'ella gli governi o volga, primavera per me pur non e mai.

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Il Canzoniere di Petrarca - Sezione 01 (001-099)
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core.
il suon de' primi dolci accenti suoi..
così costei, ch'è tra le donne un sole, .
che per mia morte, et al caldo et al gielo, .
12 Se la mia vita da l'aspro tormento.
e 'l viso scolorir che ne' miei danni.
quanto ciascuna è men bella di lei.
che sí alto miraron gli occhi mei, .
Da lei ti vèn l'amoroso pensero, .
14 Occhi miei lassi, mentre ch'io vi giro.
Ma gli spiriti miei s'aghiaccian poi.
né ovra da polir colla mia lima:.
come costei ch'i 'piango a l'ombra e al sole;.
vedess'io in lei pietà, che 'n un sol giorno.
Con lei foss'io da che si parte il sole, .
rimbombi il suon de' miei gravi sospiri, .
et già mai poi la mia lingua non tacque.
né mai in sí dolci o in sí soavi tempre.
ch'a quei preghi il mio lume era sparito..
ombra di lei, né pur de' suoi piedi orma, .
et anchor de' miei can' fuggo lo stormo..
alzando lei che ne' miei detti honoro:.

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S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento?.

Parte Prima - Ultime lettere di Jacopo Ortis - Ugo Foscolo.
Il sacrificio della patria non è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia.
Il mio nome è nella lista di proscrizione, lo so: ma vuoi tu ch'io per salvarmi da chi m'opprime mi commetta a chi mi ha tradito? Consola mia madre: vinto dalle sue lagrime le ho obbedito, e ho lasciato Venezia per evitare le prime persecuzioni, e le più feroci.
Or dovrò io abbandonare anche questa mia solitudine antica, dove, senza perdere dagli occhi il mio sciagurato paese, posso ancora sperare qualche giorno di pace? Tu mi fai raccapricciare, Lorenzo; quanti sono dunque gli sventurati? E noi, purtroppo, noi stessi italiani ci laviamo le mani nel sangue degl'italiani.
Poiché ho disperato e della mia patria e di me, aspetto tranquillamente la prigione e la morte.
Il mio cadavere almeno non cadrà fra le braccia straniere; il mio nome sarà sommessamente compianto da' pochi uomini, compagni delle nostre miserie; e le mie ossa poseranno su la terra de' miei padri.
Ho deliberato di non allontanarmi da questi colli.
È vero ch'io aveva promesso a mia madre di rifuggirmi in qualche altro paese; ma non mi è bastato il cuore: e mi perdonerà, spero.

Giacomo Leopardi
Nella mia prima età, quando s'aspetta.
D'in su la vetta della torre antica, .
Che di quest'anni miei? che di me stesso?.
Lo strinse la sciaura, e in ghiaccio è volto.
Quand'ei m'offriva al guardo umano, e quando.

Benefits

Poesie di Ossian: testo - IntraText CT
Nel cor gli si destò 243 ; ma de' miei passi .
Scontrare il mio furor ? miei di Fingallo .
De' padri suoi 255 , che la natia dei cervi .
Tornò su i colli : i suoi cerulei flutti .
L'amico dei stranieri 263 ; il vento ergea .
Il più possente ed il maggior tu sei..
Chiamami i duci miei 264 , chiama Cormiro .
Disse ; né quei tardar : curvi e protesi .
Là su quei colli ; io sonnacchiosa o desta .
Troppo sei truce , ancor ch'entro le pugne .
Che l'aura per la notte increspa e lambe ..
Tutto si strinse : ei de' nemici al corso .
Sospirando ai lor colli , e giù dai colli .
Come d'autunno il Sol qualora ei move .
Sugli occhi di Catmòr ; vid' ei lo spirto .
Il nemico s'avanza ; io sento il picchio .
Dei spirti degli eroi , degg 'io fra l'ombre .
Ove l'ombre dei morti hanno soggiorno , .
Agli occhi dei cantori ; ma intanto in Ata .
Tale all'anima mia scende il tuo canto , .

Adone/Canto IX - Wikisource
e vo' che'l guiderdon de' miei sudori.
con l'arco istesso onde gli strali ei scocca, .
con cui scrivo talor quant'ei m'accenna..
io spererei non pur de' vostri onori.
s'avien ch'arte cultrice in lei confonda.
sdrucciolaste nel'acque, o dei silvani;.
la tua bocca ridente e i miei trist'occhi..
e son de' miei colombi esca e pastura..
la coppia a lei congiunta oppressa giacque, .
fu grazia mia che signoreggio l'onde..
che per costui, non più sentiti, io sento;.

Ultime lettere di Jacopo Ortis
E tu, o Lettore, se uno non sei di coloro che esigono dagli altri quell'eroismo di cui non sono eglino stessi capaci, darai, spero, la tua compassione al giovine infelice dal quale potrai forse trarre esempio e conforto.
Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia.
Il mio nome è nella lista di proscrizione, lo so: ma vuoi tu ch'io per salvarmi da chi m'opprime mi commetta a chi mi ha tradito? Consola mia madre: vinto dalle sue lagrime le ho obbedito, e ho lasciato Venezia per evitare le prime persecuzioni, e le più feroci.
Or dovrò io abbandonare anche questa mia solitudine antica, dove, senza perdere dagli occhi il mio sciagurato paese, posso ancora sperare qualche giorno di pace? Tu mi fai raccapricciare, Lorenzo; quanti sono dunque gli sventurati? E noi, purtroppo, noi stessi italiani ci laviamo le mani nel sangue degl'italiani.
Poiché ho disperato e della mia patria e di me, aspetto tranquillamente la prigione e la morte.
Il mio cadavere almeno non cadrà fra le braccia straniere; il mio nome sarà sommessamente compianto da' pochi uomini, compagni delle nostre miserie; e le mie ossa poseranno su la terra de' miei padri.

Letteratura italiana by Luigi De Bellis
Questa edizione comprendeva trentanove canti, non essendovi inclusi “ La ginestra ” e “ Il tramonto della luna ”, che furono aggiunti nella prima edizione apparsa dopo la morte del Poeta, a cura di Antonio Ranieri, per i tipi dell’editore Felice Le Monnier di Firenze, nel 1844 (con questa edizione dei Canti leopardiani il Le Monnier inaugurò la sua “ Biblioteca Nazionale ”).
Tanto l’edizione del '35 che quella del '44 non seguono scrupolosamente la cronologia di composizione dei Canti, ma piuttosto un itinerario ideale voluto dal Leopardi.
Tanto per fare qualche esempio, ci piace riferire gli opposti pareri di due valorosi studiosi leopardiani, a metà fra il Leopardi e noi: Giuseppe Piergili si rammarica di dover assai spesso “ vedere stravolto l’ordine dei Canti, stabilito dall’Autore, e quel frammento di poesia all'apertura del libro, nel posto della canzone All’Italia, alla quale egli diede sempre il primo luogo, offende il senso da noi acquisito ”; e di rimando Giovanni Tambara osserva che “ quando l’opera, come nel caso nostro, è una raccolta di componimenti lirici che rispecchiano via via lo svolgersi di un sentimento o, se così piace, la storia di un’anima, la loro disposizione cronologica, oltre a rendersi necessaria per i fini didattici, costituisce essa stessa una parte integrante del commento ”.

SENTO L AURA MIA ANTICA EI DOLCI COLLI ?

Odi Barbare di Giosuè Carducci
Le ville e il verde piano d'argentei.
14 te giovinetta antica, te giovinetta eterna.
50 tra le nozze de i fiori, tra gl'imenei de' rivi..
e vegga la mia donna davanti al sole che leva.
salve! a te i canti de l'antica lode.
2 accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce..
Ei benedice al fosco Vaticano, al bel Quirinale, .
e tu da i sette colli protendi, o Roma, le braccia.
parea che l'anime de' consanguinei.
Poemi italici di Giovanni Pascoli
e mi consoli nella mia vecchiaia"..
Come il santo intese che il desìo di Paulo era di poco ed ei gli mostrò che era di tanto..
A' miei frati minori il mio retaggio.
"Sei come uccello ch'uomini crudeli.
E mi spaura, chiusa in fondo anch'ella.
Di tutte io sento il dolce flutto occulto, .
E si scopriva, il mondo, a lei! Ma quanto.
nato con lei; perciò le piace, e l'ama;.
essa, dei fiori, ancor tremanti il cuore..
Buona anche lei, la nera ombra senz'orme, .
se tu sei come un morto, e non m'ascolti?.
canti
D'in su la vetta della torre antica, .
che di quest'anni miei? che di me stesso? .
la speranza mia dolce: agli anni miei 50 .
Che dolci sogni mi spirò la vista 20 .
Di quel lontano mar, quei monti azzurri, .
Quei figurati armenti, e il Sol che nasce .
Della mia prima età! sempre, parlando, .
Sento serrarmi il cor, sento ch'al tutto .
Dè miei poveri dì, che sì per tempo .
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede 140 .
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga .
Che sì pensosa sei, tu forse intendi, .
O greggia mia che posi, oh te beata, 105 .
Non so già dir; ma fortunata sei.
O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
Costei chiama inimica; e incontro a questa .


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