IL PIANETA AZZURRO HA SETE

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La Terra può essere definita il “pianeta azzurro”, poiché oltre il 70% della sua superficie è costituito da oceani, mari, laghi, lagune e fiumi: l’acqua costituisce il “segreto” dell’unicità e della bellezza del nostro pianeta e la vita stessa su di esso è indissolubilmente legata all’elemento liquido.

Eppure, l’uomo sta mettendo in pericolo questo bene prezioso e abbondante: si sta modificando il rapporto fra acque dolci e salate; si stanno estendendo zone aride e semiaride; i cicli climatici sembrano più irregolari rispetto al passato; cominciano a diminuire le riserve d’acqua dolce; le foreste pluviali sono in diminuzione; le terre coltivabili, stressate da una produzione agricola intensiva, s’impoveriscono e degradano; a causa, infine, dell’aumento della popolazione mondiale, i consumatori d’acqua dolce si raddoppiano ogni vent’anni.

La Terra, dunque sta divenendo il “pianeta della sete”; infatti, la desertificazione avanza in Africa, in Asia e in America Latina: Città Del Messico sta sprofondando perché i suoi 20milioni d’abitanti stanno prosciugando le falde dell’antico lago azteco su cui è costruita. In America del Nord il fiume Colorado non arriva più all’oceano perché deve rifornire d’acqua le metropoli americane del West Coast; nei paesi del sud del mondo l’irrigazione ha avvelenato 60 milioni d’ettari; tra il 1970 e il 1990 sono stai eliminati 200 milioni d’ettari di foreste tropicali che costituiscono il “polmone verde” del pianeta nonché l’organo di ricambio e purificazione d’atmosfera; infine in Europa il processo di cementificazione delle campagne minaccia le falde idriche, che rischiano di essere “munte” più di quanto riescano ad accumulare acqua grazie alle piogge. Per fronteggiare questa situazione e allontanare l’incubo della sete, le Nazioni Unite prevedono una spesa di almeno 800 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra enorme difficile da reperire. È pertanto urgente adottare alcune misure immediate:

1-Occorre un’attenta politica demografica.

2- Si potrebbero desanilizzare i mari. Ma tale processo ha costi altissimi e può essere praticato per piccole quantità.

3- Sono urgenti anche progetti di risparmio e                             razionalizzazione dei consumi.