Sommario
- Perché è stato fondato il Monastero Invisibile...?
- Perché pregare...?
- Per chi pregare...?
- Cosa sono le intenzioni di preghiera...?
- Il gruppo può pregare per le mie intenzioni...?
- Perché si deve pregare con il libretto...?
- Se la preghiera non viene esaudita, esiste un perché?
Perché è stato fondato il Monastero Invisibile...?
È una esigenza nata da quelle persone che hanno il desiderio di pregare e vogliono sentirsi partecipi di un gruppo di preghiera, anche da casa loro. Risuona nel loro cuore le parole di Gesù: «In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà» (Matteo 18, 19).
Perché pregare ...?
La preghiera è una delle reali occupazioni della nostra vita. Siamo santi in ragione della nostra orazione; ed è indice della nostra perfezione. Pregare è forse la cosa più facile di questo mondo. Il Signore dice degli Apostoli che essi devono pregare sempre; perciò deve essere una cosa facile, per lo meno in alcune forme di preghiera. Nonostante alcuni non riescono a pregare e nell'amara constatazione sentono con vivo dolore e rimpianto di aver perduto una cosa preziosa.
- Non so più pregare. Per moltissimi con il crescere degli anni la preghiera diminuisce, perché la vita religiosa non si è sviluppata armonicamente con tutte le altre parti che formano la nostra personalità.
A quindici anni non si è più bambini, tutta la vita si è sviluppata, mentre la pietà è rimasta infantile; incapaci di sostenersi ne nasce una crisi; e la preghiera dirada sin quasi a cessare.
Da diciassette ai venti anni la crisi si aggrava; la personalità si è quasi completata. Sempre nuovi problemi urgono, nuovi sentimenti si impongono, nuovi interessi ci trascinano. Ma la pietà, quando pure ha resistito, non si è maturata; non è entrata nella nostra personalità.
Istruzione religiosa pochissima, pratica ridotta a qualche segno di croce, od a qualche formula di orazione, all'assistenza "passiva" della Messa e, nel migliore dei casi, a "ricevere" talvolta i Sacramenti senza collaborazione attiva e personale.
Adulti in tutto, bambini nella vita spirituale.
Probabilmente da piccolo ti hanno portato alla Messa ed ai Sacramenti; ma quanti hanno insistito per farti comprendere che queste cose non sono solo riti; ma atti di vita che vogliono la tua collaborazione? Hai imparato bellissime formule di preghiera, incomprese ed incomprensibili, per lo più, alla mente del bambino. Le hai recitate per qualche anno, poi ti parvero una cosa inutile ed infantile, senza alcuna seria importanza per la vita pratica. E, poiché confondevi preghiera con la recitazione di formule, lasciate le formule, hai lasciato la preghiera.
In parte, almeno, si è scusati. Forse nessuno ti ha mai spiegato e fatto capire quelle belle e noiose parole. Tutti erano contenti che tu li dicessi; ed anche tu eri soddisfatto perché ti pareva di aver compiuto il dovere della preghiera.
Sono molti, anche adulti, i quali non si sentono a posto in coscienza se non dicono le tradizionali formule di orazione: pare loro di aver trascurato la preghiera: sono convinti che pregare significa dire quelle parole mattino e sera, dirle meccanicamente, ritornando a ripeterle se si sbaglia, cercando di arrivare in fondo e non importa come, senza metterci l'anima propria e le proprie necessità, la propria vita.
- Non prego mai si dice. Tu non dici le "parole prescritte"; ma sappi che pregare è lo sforzo di tendere al Bene e di non cedere al male più che "recitare meccanicamente delle formule".
Se lotti contro il male e ti sforzi verso il bene tu hai l'animo della preghiera: manifestalo al Signore e pregherai come Dio vuole da te e di quello che hai bisogno.
San Giovanni Damasceno definisce la preghiera come una ascensione dell'anima a Dio: cioè lo sforzo di non restare a terra da soli. Dal profondo della nostra miseria tentiamo di risalire; vogliamo scalare il monte di Dio lasciando l'oscura valle della nostra imperfezione: a Lui guardiamo, Lui desideriamo, Lui invochiamo, nostra Vita e Sommo Bene.
Pregare, quindi, implica un profondo desiderio di perfezione, esige lo sforzo del bene e la lotta al peccato, Se ti acquieti alla vita comoda e piena di miserie amate ed accarezzate, la preghiera cessa. Solo l'ansia del divino tiene accesa la lampada dell'orazione. E, d'altra parte, solo la preghiera accende in te e ti aiuta ad effettuare il desiderio del Cielo e del Signore dei Cieli. La preghiera, quando è un atto vitale, ti fa conoscere a te stesso e ti porta a conoscere Dio, con il quale ti metti in comunicazione cosciente. Allora ti ritrovi tanto miserabile e bisognoso, vedi Lui tanto buono e potente, tanto interessato a te, che subito la tua preghiera si muta in implorazione fiduciosa.
I Santi hanno appunto definito la preghiera anche come "una domanda a Dio di tutto quanto è necessario e conveniente alla tua ascesa sul monte del Signore": doni spirituali, morali e materiali, atti a sostenerti nel ritorno a Dio. Con questa domanda filiale ti rivolgi alla misericordiosa Provvidenza divina, che non può non ascoltarti; cerchi, con il suo aiuto, di toglierti dalla tua impotenza e di colmare l'infinita distanza che ti separa da Lui, dal quale sei partito ed al quale ritorni.
Ed Egli scende a te nella preghiera e ti risponde: "Conversa con te". Conversazione tra l'uomo e Dio: ecco un'altra stupenda definizione della preghiera. Nell'antico "conversazione" significava "vivere e lavorare in comunione e, quindi, parlarsi affettuosamente", poiché la parole è il mezzo più semplice e naturale di una vita in comune.
La preghiera ti dà conoscenza di te e di Dio: Te lo fa presente teso al tuo bene supremo e ti fa sgorgare spontanee parole che ti uniscono a Lui.
Prova a vivere veramente bene, a tendere coscientemente a Dio ed a parlare con Lui e vedrai come spontanee ti usciranno dal labbro e dal cuore quelle grandi e belle parole che fin da piccolo hai imparato quasi le inventassi te stesso.
Per chi pregare...?Per tutti quelli che hanno perso la speranza o la voglia di vivere e soli, abbandonati nelle tenebre, ricercano la luce. Angosciati e attanagliati dalla disperazione o dalla malattia aspettano con ansia un soccorso che colmi il vuoto del loro cuore abbandonato. Questo è un atto di carità. Ogni atto di generosità è una piuma che spinge le ali della preghiera e ne accresce la potenza. Dio dona a chi dona, nella misura stessa nella quale ha donato «Date e vi sarà dato» (Lc 6, 36).
Cosa sono le intenzioni di preghiera...?Il Monastero dà agli aderenti un elenco di intenzioni sulle quali tutto il gruppo prega. La nostra preghiera non è quindi una supplica generica, ma permane finalizzata su chi bisogno e ha fatto richiesta.
Il gruppo può pregare per le mie intenzioni..?
Certamente, puoi segnalare le tue necessità personali tramite e-mail e tutto il gruppo di preghiera pregherà con te e per te. Forse potrai sperimentare anche tu la Misericordia di Dio e ne sarai meravigliato.
Perché si deve pregare con il libretto...?Per elevare la supplica a Dio per le tue miserie e quelle dei fratelli, dobbiamo meditare sul sacrificio di Gesù, sull'essenza del suo Cuore. Poi, dobbiamo aprire il cuore, lodarlo con Salmi, ringraziarlo per le grazie ricevute. Nel libretto c'è tutto questo.
Se la preghiera non viene esaudita, esiste un perché?
Quando una preghiera non è esaudita, il vizio è nella richiesta oppure nella fede. Se è nella richiesta, è giusto che non sia esaudita, altrimenti potrebbe verificarsi una felicità transitoria per un dolore che potrebbe succedere per tutto il resto della vita terrena, e forse anche nell’altra per aver utilizzato in modo scorretto il dono ricevuto. Se invece il vizio è nella fede, allora è giusto che la preghiera non sia ascoltata.
|