Martino de Porres

Martino

Segni di San Martin

Gli sono attribuiti i doni:
  • Umiltà
  • Bilocazione
  • Amore alla Vergine Maria
  • Chiaroveggenza
  • Lievitazione
  • Cura dei malati
  • Comunicava con gli animali

Umiltà

Quando alcuni confratelli lo insultavano, lui, con estrema uniltà si sdraiava al suolo e gli baciava i piedi. Il suo letto era composto da una stuoia per materasso e un pezzo di legno per poggiare il capo, l'ha usato solo un paio di volte perché passava la notte presso gli ammalti. Testimonia Padre Cristóbal de San Juan di aver visto San Martino servire i malati in ginocchio, assisterli al capezzale in orari notturni per molti giorni, pulirli anche se erano portatori di malattie disgustose sempre con cuore ardente d'amore simile ad un angelo.

San Martino sollevava quasi mai gli occhi da terra. Se entrava nelle celle dei confratelli non accettava sedia o panca per sedersi, ma preferiva sedersi per terra ai loro piedi. Anche se riceveva insulti il suo volto rimaneva allegro e con un semplice sorriso trasmetteva amore e pace.

Bilocazione

Fra Martino è stato visto più volte in luoghi come Messico, Cina, Giappone, Africa, Filippine e Francia, nonostante lui fosse sempre nel monastero a Lima. Aveva coltivato il sogno di essere missionario che mai realizzò, ma ciò non gli impedì di apparire misteriosamente a quei missionari che erano in difficoltà nelle missioni in terre lontane.

Nonostante non avesse le chiavi per aprire le serrature del convento, quindi non poteva uscire da quel luogo a suo piacimento, lui visitava i malati gravi direttamente nei loro letti per curarli e dare conforto. La gente di Lima gli chiedeva in che modo attraversava le porte chiuse e lui rispondeva gentilmente: "Ho i miei metodi per entrare e uscire".

Francisco de Vega Montoya ha testimoniato sotto giuramento, di aver visto Fra Martino quando lui era prigioniero di guerra nella zona dell'Africa Settentrionale denominata Al-Maghrib, curare i malati, dare loro sostegno, vestire gli ignudi, sostenere i prigionieri a non decadere dalla loro fede.

Riconquistato la libertà Francisco si recò dapprima in Spagna e poi Lima nel monastero dei domenicani per ringraziare Fra Martino, il Frate lo pregò di non menzionare a nessuno la sua presenza in Africa.

I confratelli di Martino informarono Francisco delle doti soprannaturali del Frate inerenti alla bilocazione, così comprese che le visite fatte in africa da Fra Martino erano visite soprannaturali, e cominciò a raccontare alla gente il fatto di cui era stato testimone.

Amore alla Vergine Maria

Era devotissimo alla Beata Vergine Maria che amava e venerava con singolare riverenza. Trascorreva notti intere in preghiera davanti alla Regina del Cielo che consultava in tutto quello che doveva fare, sotto la guida di questa potente intercessora portava a termine tutte le sue attività con buone azioni. Portava un rosario al collo e un altro tra le mani per esercitare una preghiera continua, che tralasciata solo nell'esercitare qualche ufficio. Adornava l'altare della Vergine con fiori e candele.

Chiaroveggenza

Fra Martino usava questo dono per le guarigioni miracolose. Lui che conosceva la medicina trovava sempre, attraverso questo dono, quale trattamento efficace da usare per debellare la malattia. Lo si vedeva avvicinarsi alle persone sofferenti per consigliare cosa fare, quali medicine prendere, con quali sostenze nutrirsi per migliorare la salute.

Le medicine mancanti ma necessarie per assistere il bisognoso, il Frate riusciva a farli giungere in modo misterioso al paziente. Con lo stesso uso della bilocazione prescriveva esattamente al malato ciò che era necessario per guarire, poi scompariva. Conosceva l'ora della sua morte e andò incontro al trapasso in pace e serenità.

Lievitazione

I frati testimoniano che Fra Martino, quando pregava con grande devozione, lievitava in uno stato in cui né vedeva, nè sentiva. Lo stesso viceré lo vide sollevato da terra mentre era in preghiera davanti al tabernacolo e dovette aspettare che uscisse dalla trance per ottenere un consulto. La sua devozione permanente all'Eucaristia, dove si trova il vero Cristo, era permanente come la sua frequenza alla messa celebrata all'alba.

Cura dei malati

La sua fama di chirurgo nel curare i malati era ben nota. Separare quali guarigioni erano frutto dell'opera di un medico esperto, oppure da miracoli ottenuti asttraverso la sua intercessione, è stato difficile. Molte volte, con la sua sola presenza, faceva scompariva la sofferenza di un malato. Innumerevoli sono state le guarigioni, ne riportiamo solo alcune a titiolo di esempio:

  • Ha curato un prete che stava per morire per una gamba gravemente infetta.

  • Ha curato un giovane studente dell'ordine che si era fatto male alle dita, la guarigione ha permesso a questo giovane di continuare la sua carriera fino al sacerdozio. San Martino guariva anche imponendo le mani, difatti quando il Vescovo di la Paz era affetto da una grave e mortale malattia, il Santo gli mise le mani sul petto e lo guarì.

Comunicava con gli animali

Una volta ha fatto mangiare dallo stesso piatto un cane, un gatto e un topo senza che si aggredissero a vicenda.

Dei novizi portarono un paio di tori al monastero e quando questi iniziarono a litigare, il frate riuscì a calmarli e a farli pranzare insieme. Ha chiesto al toro dominante di permettere al più giovane di mangiare per primo come era consuetudine all'interno dell'ordine.

Dei topi stavano rovinando il cibo immagazzinato nel convento, Fra Martino parlò a uno di questi che era caduto in trappola e gli disse che lo avrebbe lasciato libero se avesse convocato tutti i topi della colonia in giardino. I topi obbedirono e aspettarono che in quel luogo che Fra Martino gli portasse del cibo.

Il padre procuratore che provvedeva al cibo, aveva un cane vecchio e rognoso con un cattivo odore, e per questo fu giustiziato e gettato nel letamaio, il servo di Dio lo trovò e rimproverò la mancanza di carità poi si rinchiuse nella sua cella e resuscitò il cane. Il giorno dopo, lo portò fuori sano e buono per nutrirlo nella cucina dell'infermeria. Gli ordinò di non andare in dispensa dove si trovava il padre curatore che era il suo padrone, il cane comprese e non lo videro più recarsi alla dispensa.

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