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Scuole cattoliche in centrafica: Vescovi all'attacco
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Bangui (Fides) – La Commissione Episcopale per l'Insegnamento
Cattolico Associato del Centrafrica (ECAC) ha chiesto la revisione
della convenzione che regola i rapporti tra le scuole cattoliche e lo
Stato. Le principali richieste della Commissione sono: riconoscimento
dell'utilità pubblica delle scuole cattoliche; esenzione dalle
tasse per il permesso di soggiorno per professori dall'estero;
esenzione delle tasse per le donazioni alle scuole da parte di
organismi non governativi; autonomia educativa e pedagogica delle
scuole cattoliche; garanzie per sussidi dallo Stato.

Nella Repubblica Centrafricana le scuole private furono soppresse nel
1962, al momento dell'introduzione della legge
sull'unificazione dell'insegnamento. Il 12 gennaio 1997 tra
Conferenza Episcopale e Ministero dell'Educazione venne firmata
una Convenzione di partenariato.

Le difficoltà economiche e di personale che affliggono le scuole
cattoliche spingono i vescovi a chiedere un aggiornamento della
Convenzione.

Attualmente sono almeno 18mila i giovani che frequentano scuole
gestite dall'ECAC, mentre sono ancora in costruzione strutture
per scuole materne e primarie. Il bisogno di educazione è tra
quelli più urgenti nel paese: secondo gli ultimi dati disponibili,
relativi al 1991/92, i bambini tra i 6 e gli 11 anni erano 469.437
(16,37% della popolazione di circa 3 milioni). Secondo statistiche
recenti solo un bambino su due riesce ad andare a scuola.

Al bisogno d'educazione sono chiamate a rispondere anche le
congregazioni missionarie: "La scolarizzazione è indispensabile
allo sviluppo della personalità di ogni giovane – dice Daniel
Marchand, Segretario Generale dell'ECAC – qui c'è una
condizione di miseria identica a quella in cui sono nate tante
congregazioni in Europa agli inizi della prima industrializzazione".

L'ECAC ritiene che dovrebbero essere ingaggiati insegnanti
stranieri per 2 o 3 anni, al fine di formare educatori locali
destinati in futuro a sostituirli. A tale proposito il presidente
della Conferenza Episcopale ha richiesto un maggiore impegno delle
congregazioni religiose. Nel corso della Conferenza dei Superiori
Maggiori tenutasi a Bangui lo scorso marzo, mons. Paulin Pomodino ha
rivolto un "vibrante appello ai religiosi ed alle religiose
affinché si concentrino di più sull'opera
dell'educazione
cattolica".

(c) Fides

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