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World gay pride": Regione Lazio e Provincia di Roma si appellano al Governo
e al Sindaco

a cura di David Botti

Chiesto il rinvio di un anno per il raduno che vuole colpire il Papa e la
Chiesa.
Durante il Giubileo evidenziati anche rilevanti problemi di ordine pubblico..


ROMA, 19.
Il "world gay pride", il raduno mondiale degli omosessuali in programma a Roma nella prima settimana di luglio, va rinviato a dopo il Giubileo.
È quanto hanno chiesto ieri durante una conferenza stampa congiunta a
Palazzo Valentini i presidenti della Regione Lazio, Francesco Storace,
e della Provincia di Roma, Silvano Moffa.
A motivare la richiesta, diretta in primo luogo al ministro dell'Interno,
Enzo Bianco, e agli organizzatori della manifestazione, ci sono prevedibili
problemi di ordine pubblico e più ancora il rispetto dovuto alla Chiesa e
al Papa soprattutto in questo anno giubilare.

Riguardo al primo aspetto, al raduno è prevista la partecipazione di circa
300.000 persone che andrebbero ad aggiungersi alle centinaia di migliaia
di pellegrini che negli stessi giorni parteciperanno alle celebrazioni
dell'Anno Santo.
È previsto anche il pellegrinaggio giubilare di 200.000 polacchi.

Riguardo al secondo punto, per Storace e Moffa il "world pride" va rinviato
perché già nelle intenzioni nasce come una manifestazione dichiaratamente
bellicosa verso la Chiesa e il Papa, blasfema ed oltraggiosa.

Non a caso sono stati presentati alcuni documenti apparsi su Internet, in
siti "gay", nei quali si legge, tra l'altro, come si è giunti alla scelta
di Roma e di quest'anno:
"Perché nel millennio l'imperativo è opporsi alla politica del Giubileo e
al potere della Chiesa".
Per questo, hanno sottolineato Moffa e Storace - appoggiati nella loro
richiesta dalla presidente della I Circoscrizione, Giulia Pasquazi - non
si può autorizzare una manifestazione che costituirebbe un oltraggio al
Santo Padre e un'offesa alla sensibilità di tutti i credenti.

La strumentalizzazione del Giubileo è palese.
Il Duemila, con gli occhi dei media puntati su Roma, è un'occasione
irripetibile di pubblicità, per rilanciare ed amplificare messaggi,
ostentando un "orgoglio gay" in chiave esclusivamente antipapista..
Non a caso la stessa organizzazione del "world pride" - è stato fatto
notare - è stata condotta come fosse un piano di battaglia contro la
Chiesa, il nemico dichiarato, che verrebbe affrontata nel suo "cuore"
e in un anno di particolare rilevanza.
Lo stesso fatto che questo sarebbe il primo raduno a livello mondiale
rende evidente l'importanza che gli organizzatori danno all'evento
romano.
Ma che figura farebbe di fronte al mondo - ci si è chiesti durante la
conferenza stampa - una città come Roma invasa da decine di migliaia di
omosessuali pronti a scendere in strada usando un linguaggio osceno,
mascherati con abiti blasfemi (è ciò che accade puntualmente alla marcia
di San Francisco, in California), magari immortalati da foto e filmati
davanti ai luoghi sacri, simbolo della cristianità?

"Forse tutto questo era sfuggito all'amministrazione capitolina quando,
all'inizio, deliberò un contributo di 350 milioni appoggiando
l'iniziativa - ha affermato il presidente della Regione -. Un errore
di valutazione può anche starci. Ora però spero che Rutelli cambi idea.
L'appello è rivolto anche a lui, perché non è un delitto rivedere le
proprie posizioni, valutando nuovi aspetti della vicenda".

"Personalmente - ha aggiunto - ritengo che ci siano ragionevoli
possibilità che si giunga ad un rinvio. E anche il ventilato possibile
danno agli albergatori, l'ultima arma di chi appoggia il raduno, mi sembra
poco credibile.
Comunque, ritengo di poter anche valutare l'ipotesi di una forma di rimborso
qualora fosse effettivamente accertato un danno.
Tuttavia, voglio ricordare che da questa stessa città fu lanciato un appello
ai pellegrini, in occasione della beatificazione di Padre Pio, affinché non
venissero a Roma, per motivi di traffico. Qui c'è qualcosa di più:  si parla
di ordine pubblico e del rispetto del senso religioso di una città".

Moffa, da parte sua, ribadendo la posizione contraria dell'amministrazione
provinciale ad una manifestazione che in questo anno sarebbe "una vergogna
per la città", ha sottolineato come rispetto al problema dell'ordine pubblico
ci siano già stati autorevoli pronunciamenti contrari da parte sia del
Questore che del Prefetto.
Il Prefetto in particolare già il 25 febbraio aveva affermato l'"assoluta
incompatibilità" del raduno nell'anno giubilare per motivi di sicurezza.
"Noi speriamo - ha affermato Moffa - che il ministro dell'Interno e il
Governo
tengano conto delle opinioni dei responsabili istituzionali. Oggi noi abbiamo
dimostrato tutta la nostra sensibilità e responsabilità nel dire che siamo
pronti a venire incontro e a sostenere questa manifestazione qualora si abbia
il buon senso di rinviarla di un anno. È su questo che si può aprire un
confronto serio e rispettoso delle idee di tutti".

"Spero che non prevalgano nella decisione del ministro dell'Interno ragioni
di solidarietà politica con chi a livello locale finora ha appoggiato
l'iniziativa - gli ha fatto eco Storace -. Come responsabile della Regione,
qualora si giungesse al rinvio, sarei disponibile ad iniziative di sostegno
e ad un più generale confronto sui temi dei diritti civili".

Chiamato in causa, il sindaco Rutelli da New York ha fatto sapere - riferisce
l'Ansa - che nei prossimi giorni sarà individuata la soluzione, "tenendo conto
che la richiesta ufficiale di svolgimento della manifestazione è stata
avanzata
appena una settimana fa".
"La decisione - ha concluso - sarà presa dai responsabili del Governo nelle
loro diverse articolazioni e dai responsabili della città".

(Gaetano Vallini)
(©L'Osservatore Romano)

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