Speranza in San Tommaso d'Aquino
 

Speranza

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San Tommaso d'Aquino

Il sapiente onora l’intelletto perché, tra le realtà umane, è quella a cui Dio riserva l’amore più intenso. Dobbiamo, tuttavia, invocare Dio perché "penetri le tenebre del nostro intelletto con un raggio della sua luce, allontanando da noi le doppie tenebre in mezzo alle quali siamo nati, quelle del peccato e dell’ignoranza". E di ogni nostro pensare e agire Dio "ispiri l’inizio, guidi il progresso e coroni la fine".

Che cos'è la speranza

La speranza come la passione si distingue dal desiderio, poiché quest'ultimo ha come oggetto semplicemente il bene e l'appetito dei sensi, mentre la speranza ha come oggetto un bene futuro, arduo e possibile e poiché si riferisce al bene, essa appartiene alla facoltà di chi desidera vivamente anziché a quella dell'apprendere.

Oggetto della speranza è un bene futuro, arduo e possibile. La speranza dall'amore e dal bene che si spera. La speranza gioiva all'opera, poiché favorisce la naturale inclinazione.

La speranza è una virtù. Virtù, perché ha come oggetto Dio e da Lui, desidera l'aiuto necessario per camminare sicuri per gli impervi sentieri del mondo e anche per raggiungere un futuro di gloria. Virtù, perché conforma agli atti umani la regola superiore e perfetta di Dio.

L'oggetto della speranza poiché è Dio sul quale si appoggia e spera un bene infinito, è la beatitudine eterna. La beatitudine eterna, ciascuno la spera per se stesso, ma per atto di carità è bene sperarla anche per gli altri.

La speranza, avendo direttamente per oggetto Dio, sommo bene, è virtù teologale. Alcuni sperano solo negli uomini, ma da essi potranno solo ottenere aiuti secondari.

La speranza, poiché ha come oggetto Dio quale principio di conoscenza e verità, si distingue dalla fede e carità che hanno per oggetto Dio quale termine di unione per l'anima, mediante l'amore.

La speranza conferma la fede, ma non esiste prima, della fede, perché questa ci fa conoscere quel Dio in cui si spera.

La carità viene dopo la speranza, ma da parte sua la perfeziona.

La speranza e il suo soggetto

La speranza risiede nella volontà che è un appetito razionale, essa ha come oggetto il bene e quindi riguarda, come abbiamo visto, la facoltà di chi desidera vivamente una cosa, ossia il bene divino.

La speranza non c'è più nei beati poiché per loro Dio non è più un bene futuro ma presente. Non la possono avere i dannati poiché ora che conoscono il Sommo Bene, non possono raggiungerlo. La speranza, viceversa, è nelle anime purganti che non hanno ancora raggiunto Dio, ma sanno che sarà il loro futuro.

Nella Chiesa militante la speranza assurge a certezza, poiché procede dalla fede e da una perfetta carità.

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