Speranza

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Desiderio e Felicità

La felicità non può essere in alcun modo conseguita facendo leva sulla sola ragione umana, ma essa è in Dio, in quanto l'anelito verso Dio è connaturato all'uomo.
San Agostino

La felicità è legata al rapporto con Dio e questa convinzione faceva dire ad un monaco ortodosso: "Chi non ha fede, non ha felicità".

GESÙ BAMBINO

Gesù Bambino prega. Il figliuolo di Dio, fatto umile bambino, è arcobaleno di pace, tra gli uomini e Dio. Egli prega e sembra dire al Padre, con la sua tenera voce di bimbo: "Padre, perdona! Il mondo non ti poteva pregare: la sua voce non giungeva gradita al tuo cuore, perché nasceva da cuori in peccato; io sono il tuo Figlio, l'innocente, l'offeso; ma come te anch'io amo gli uomini, creature del nostro amore, e io ti supplico: perdona, dimentica! La mia voce copre tutte le voci cattive e distratte delle anime peccatrici". Gesù Bambino prega così e noi non ci pensiamo. Perché non unire la nostra voce alla sua, affinché il Padre l'ascolti e si plachi?

Gesù Bambino soffre. Non prega soltanto: Egli dà tutto se stesso. Dà agli uomini il suo Cuore e quindi tutto il suo dolore. Dà tutto se stesso al Padre, olocausto santo, pensando alla croce che vuole. Ma la croce è già cominciata. Ai suoi discepoli, prima di salire il Calvario, la darà come norma di vita: "Chi vuol essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua". Egli l'ha voluta al suo primo incontro con la vita terrena. Non c'è posto per lui nel mondo e nelle case del mondo. Povertà, abbandono, disprezzo. Per ogni figlio dell'uomo che nasce c'è pur qualche gioia e dolcezza; per il Figlio di Dio che viene a visitare la terra, l'umiltà d'una stalla, la privazione di tutto. Viene e soffre per noi. Noi abbiamo paura delle sofferenze e pur di evitare il dolore siamo pronti a offendere Dio.

Gesù Bambino insegna. Insegna a pregare e a soffrire, insegna a vivere. Senza preghiera e senza martirio non s'impara la vita. Siamo deboli e la preghiera, ch'è aiuto potente e soave di Dio, ci fortifica. Siamo peccatori e il dolore, ch'è sorriso della misericordia di Dio, ci purifica. Allora viviamo! E viviamo nell'umiltà, nella carità, nell'obbedienza, nella povertà, nella purezza, come Gesù Bambino. Egli soltanto è modello di vita: o si fa come Lui, o non si è salvi. Com'è grande Gesù nel presepio! E noi potremo essere altrettanto grandi se, accogliendo il Suo esempio e i Suoi insegnamenti, ci umilieremo con Lui.

ADOLESCENZA DI GESÙ

Adolescenza umile! L'umiltà è in Gesù come la lampada che racchiude e al tempo stesso rivela la luce. Egli è il figlio di Dio, ma vive come il più povero dei figli dell'uomo. La sua è la casa del povero; il suo cibo è quello di chi lavora con il sudore della fronte; il suo vestito il vestito di un operaio; i suoi parenti, per quanto discendano da famiglia regale, sono semplici figli del popolo; anche egli non è che il figlio di un falegname. E le sue infinite ricchezze di mente e di cuore? Anche quelle sono nascoste, velate, mai ostentate o abusate. Non c'è che la Madonna a scoprirle e custodirle in cuor suo. Che cosa troviamo nella nostra vita che rassomigli alla vita umilissima di Gesù Cristo?

Adolescenza obbediente. "Ecco, io vengo per far la tua volontà, o Padre!" disse il Figlio nei secoli eterni. E dell'ubbidienza fa lieto cibo dell'anima sua. Egli cresce in sapienza, in età, in grazia: nonostante la sua fanciullezza, Egli è tutta sapienza, tutta grazia. Egli può creare e governare i mondi. E intanto qui sulla terra si studia di essere obbediente al minimo cenno di una donna, per quanto perfetta, di un uomo, per quanto giusto: Maria e Giuseppe comandano al Figlio di Dio, e il Figlio di Dio ubbidisce! Egli dimostra agli uomini una verità essenziale: la disubbidienza porta l'uomo alla perdizione, l'ubbidienza dell'Uomo-Dio lo salva. E anche noi non ci salveremo senza l'ubbidienza.

Adolescenza operosa! "Chi non lavora, non mangi", proclamerà un giorno l'Apostolo delle genti. Anche Gesù ha guadagnato il suo pane. Egli, pane vivo disceso dai cieli, cibo di vita eterna, difesa sicura da morte, è il docile aiuto del padre putativo: lavora e suda con lui, e Giuseppe, affannandosi con Gesù, per Gesù, sente tutta la santità, tutta la gioia del lavoro. L'uomo non è creato per l'ozio: ha ricevuto da Dio alcuni talenti e bisogna che non ne sciupi neppure uno. Gesù insegna in maniera sublime. Quando intenderemo e inizieremo a mettere in pratica la soave lezione?

PASSA IL SIGNORE

La visita di Gesù! Quale dono grande alla povera umanità che aspettava sospirando la salvezza di Dio! Egli è venuto. E dopo tanta attesa la terra ha respirato: il popolo dei morti ha ricevuto la visita del Re dei viventi e la redenzione si è compiuta. In un piccolo fortunato angolo di mondo, gli uomini lo videro, lo accolsero, lo ascoltarono, e gli dettero morte.
Egli era venuto per tutti. La visita ad un'anima, è visita per tutte le anime; il Cuore di Gesù è patrimonio di tutti. Egli volle essere pellegrino in cerca di cibo e di casa: e allora non ebbe né cibo né casa, neppure una pietra. Gli bastava di andare alle anime, nel nome dei Padre, e di portar loro la vita. Fu la sua missione.

Ritornerà? Si, Egli l'ha detto. Ritornerà trionfatore onnipotente nel giorno estremo, circondato da legioni di angeli. Ma egli, buon per noi, non ha più interrotto le sue visite, dal primo giorno che Egli sbocciò, fiore del cielo, su questa arida terra. Egli continua la sua via, la via dei secoli. Ogni anima ha il suo posto su quella via; ad ogni anima Egli passa accanto e invita. È un sussulto, un ricordo, un dolore, un'umiliazione, un nulla: è Gesù che passa e vuole toccare un'anima, perché la vuole sua, più sua. Felice l'anima che sa rispondere al Signore! Egli non si accontenta di passarle accanto: è tanta la comprensione dei loro cuori, che Egli diviene con quell'anima una cosa sola. E la Comunione compie il miracolo.

Aspettiamo il Signore. Se domandaste a un cristiano che si affanna quaggiù nel lavoro: "Che cosa fai?", egli dovrebbe rispondere: "Aspetto il Signore, sto attento se passa Gesù". Chi pensa così ha la salutare preoccupazione della sua anima: sa che tanto affanno di cuore e di mente a nulla giova, se non ha il sigillo di Cristo Signore. E non permetterà che l'invito di Dio passi inascoltato, né sia vana la visita del Signore. Benedetto questo cristiano! Anche nell'anima sua, come nella casa del pubblicano Zaccheo, scenderà la salvezza.

IL SIGNORE PARLA

Il Signore parla! Oh, come parla il Signore! Esclamarono un giorno le turbe: "Nessuno ha mai parlato come quest'uomo!", e diceva parole ch'erano tutte una rivelazione. Gesù era dolce come lo zeffiro delle sere di primavera, ma sapeva di essere altrettanto forte come un aquilone. Egli era il Verbo di Dio, e la sua parola, parola di Dio. La sua potenza era nella verità. In un mondo impastato di finzioni, di falsità, di ipocrisia, la sua parola risuonava strana e tremenda. C'era chi non voleva sentirlo: quelli che erano una razza di vipere; mentre gli uomini semplici, i sinceri, sia che fossero buoni o cattivi, ascoltavano e si convertivano: lasciavano il male o facevano con più amore il bene. Alla voce di Gesù non si poteva resistere.

L'anima ascolti! Gesù non ha finito di parlare. Il suo Vangelo non è parola morta, ma viva ancora oggi, come quando Egli apriva la bocca sul monte delle beatitudini. E ancora la parola di Dio corre nel mondo: i suoi apostoli, i suoi missionari la portano lontano sulle ali del vento, il loro cuore è più veloce d'ogni vento. Dove c'è un'anima essi giungono, e ripetono la parola, sempre quella, sempre antica e sempre nuova, parola di salvezza: divina parola che si adatta ad ogni intelligenza e ad ognuno dà quello che cerca. Ma guai a disprezzarla, guai a giudicare la parola di Dio come la parola dell'uomo. "Se vi dico la verità, perché non mi credete?". Si rischia pericolosamente di morire nel proprio peccato.

Beato chi ascolta! L'ha detto il Signore, facendo intendere nei secoli che la beatitudine di Maria, sua Madre, non è soltanto frutto della divina maternità, ma anche della perfezione di Lei nell'ascoltare la parola di Dio. La parola di Dio è feconda! Beata l'anima che la nasconde nel cuore e la fa crescere perché produca frutti e realizzi divinamente il centuplo promesso.

PANE DI VITA

Pane! E l'alimento provvidenziale della vita terrena. Quando uno ha fame, fame vera e sincera, non chiede nient'altro che un pezzo di pane; se Si ha un po' di cuore, non si nega a nessuno; è giusto che a nessuno manchi il pane. E come si posa con riconoscenza, l'occhio, sulla distesa dorata delle spighe che domani daranno pane! L'umanità lavora, combatte la sua battaglia per il pane. E però Gesù ci ha insegnato, nella sua preghiera, a chiedere al Padre del cielo il pane quotidiano per noi figli della terra. E il miracolo si compie magnifico: seminato dalla fatica dell'uomo, il piccolo seme marcisce e domani germoglia e diventa spiga al provvido soffio di Dio.

Pane di vita! Non basta il pane del corpo. Anche l'anima ha la sua fame. Il corpo non è la parte migliore di noi: se il corpo vive, vive per l'anima. E come il corpo ha il suo nutrimento, anche l'anima deve trovare un pane per la sua fame. Quanto lo avevano cercato quel pane, le anime, e si abbatterono stanche e disperate. Il mondo moriva davvero di fame quando venne il Figlio di Dio e disse alle anime: "lo sono il pane vivo disceso dal cielo; se uno mangia di Me, non avrà più fame in eterno, né gusterà in eterno la morte". Le anime riconquistarono così la vita: il pane vivo, che vive e dà vita, dall'ora in poi è rimasto miracolosamente moltiplicato, a disposizione degli uomini "Venite e mangiate - grida Gesù - chi mangia di questo pane non morrà in eterno".

Pane d'eternità! Quel pane assicura la vita: non questa vita mortale, ma la vita senza tramonto nel senso di Dio. È triste mangiare per morire, ed è la condizione di ogni uomo sulla terra. Ma quando l'anima mangia il suo pane, l'anima sa che mangia per vivere, per vivere sempre. E qui si concentra tutto il senso della vita. Se gli uomini lo capissero, come sarebbe affollata la mensa del Padre: gli uomini farebbero ressa intorno ai tabernacoli del Signore e griderebbero a una sola voce: "Dacci il tuo pane perché diventi il nostro pane quotidiano, o moriamo!

IN CROCE

Le spine di Gesù! Sulla croce Gesù era coronato di spine. Come se la croce fosse la somma di tutte le spine che le anime hanno seminato e raccolto, triste frutto del peccato, sulla via di Gesù. Non ci sarebbe stata la croce, se non ci fosse stato il peccato. Le spine erano tante, ma sembrava che non bastassero a farlo morire. Trafiggevano e si imbevevano di sangue, facevano stillare e grondare di sangue, ma il condannato respirava ancora. Fino a quando? Gli uomini purtroppo non si sarebbero arrestati mai nei loro peccati. Tutte le spine hanno ferito la fronte purissima di Gesù. Ed Egli le ha prese tutte per amor nostro, come per amor nostro ha aperto le mani ai chiodi, chiodi lunghi e acuminati, che appesero alla Croce il Figlio di Dio.

La croce di Gesù! Si è quasi tentati di benedirla questa croce pesante e dura che ha oppresso l'Agnello di Dio, presentandolo al mondo come lo schiavo di ogni peccato. Benedirla, perché ha finalmente arrestato il martirio del Signore! Ma dopo quanto strazio, ma dopo quanto sangue!

La croce ha dato al sepolcro bianco e nuovo il corpo del Cristo di Dio: ha dato a noi la salvezza, donando luce agli occhi, donando vita al cuore. Intanto la croce, mentre racchiude il più bel capitolo della storia dell'amore di Dio per l'uomo, resta la pagina più orrenda nel racconto dell'ingratitudine dell'uomo verso Dio! E forse, anche oggi, pur pensando alla croce non ci convertiamo. Il Cuore di Gesù! Ebbene, pensiamo al suo Cuore divino, ai piedi della croce. È come la grande aurora della più soave delle nostre devozioni. Basta un cuore ed una croce per raccontare tutta la storia di Gesù Cristo. Oh! quel Cuore e quella Croce dovrebbero essere patrimonio geloso di ogni anima cristiana. Tanto più che quel Cuore è vivo oggi nel sacramento del Pane santissimo del Signore e lì, come sul Tabor, Egli ama parlare e parlare di croce. Quante anime sanno accostarsi e sanno ascoltare? Non ci sono preferenze: è lì per tutti, e attende tutti, e arricchisce tutti quelli che lo desiderano. Ma ci ricordiamo, noi, che non si va al suo Cuore se non per la via della croce?

Rinnoviamo l'invito

Se il tuo cuore è ansioso di fare qualcosa per i fratelli che sono attanagliati dalla sofferenza o dalla solitudine, puoi suppplicare con ardore il Signore. La preghiera è una delle più alte forme di carità.

Se poi cerchi altri meravigliosi fratelli che possono unirsi a te nella preghiera in un cuor solo, allora visita il sito del Monastero invisibile di carità e fratellanza. Lì troverai una famiglia disposta ad accoglierti a braccia aperte.

Se desideri accettare l'invito di Gesù, o semplicemente vuoi provare a pregare dalla tua abitazione, clicca qui e troverai tanti meravigliosi fratelli disposti ad unirsi spiritualmente in una grande a accorata preghiera di intercessione.

Se desideri ricevere il libretto di preghiera compila il modulo e lo riceverai al tuo recapito senza sostenere né spesa, né obbligo di nessun tipo se non quello della preghiera. I dati inviati sono tutelati per legge e considerati riservatissimi.

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