:: i due condotti

i due condotti

E' noto come una della particolarità che offre la piramide di Cheope sia la presenza di misteriosi condotti, posti nel cuore dell'immensa struttura. Si tratta di quattro strettissimi corridoi, due per ciascuna delle Camere, al centro della piramide, che sembrano puntare, secondo gli studiosi,rispettivamente a nord (stella polare) e a sud (Sirio e le tre stelle della cintura d'Orione)dell'orizzonte celeste.Da tempo ci si è interrogati sulla loro reale funzione, se avessero una valenza particolare durante la cerimonia in cui il faraone defunto raggiungeva il Duat celeste o se si trattasse di semplici condotti di aerazione, in realtà sarebbe difficile dare una risposta, senza prove concrete. Da tempo gli studiosi hanno tentato di addentrarsi all'interno di questi cunicoli, utilizzando robot telecomandati con la speranza di ritrovare qualcosa, un oggetto o una porta. Negli ultimi anni si sono riprese le perlustrazioni all'interno della Camera della Regina, e le sorprese non sono mancate quando si è riusciti a perforare una porta che bloccava il passaggio all'interno del condotto nord.
E’ stata scoperta l'esistenza di una terza porta,, si tratta di un blocco di pietra. La porta è simile a quella perforata davanti alle telecamere , nel condotto sud; è situata a 65 metri dalla camera,come l’altra e sembra che sia anche lei provvista delle due maniglie di rame identiche a quelle rinvenute nell'altro condotto.
Erano già state fatte delle perlustrazioni in precedenza ma la porta non era stata raggiunta a causa della presenza di curve del condotto create dal costruttore probabilmente per evitare l'intersezione con la grande galleria.
Nel 1872 Dixon esplorò in parte il condotto e vi trovò una palla di granito e uno strumento uncinato di bronzo, mentre nel 1920 Morton Edgar, con un lungo oggetto flessibile riuscì ad addentrarsi più in profondità ma dovette fermarsi a causa delle rottura dello strumento per la presenza di una deviazione.
Questa volta il robot invece è riuscito ad aggirare i resti rimasti ancora all'interno del condotto e a raggiungere il blocco di pietra che occlude il canale.

Non si conosce ancora la loro reale
funzione. La realizzazione sembra sia legata già al progetto iniziale della piramide.
Alcuni hanno pensato a dei condotti per l’aria , per liberarsi della polvere accumulata durante i lavori di costruzione.
E’ più probabile che abbiano un significato legato al rito di assunzione in cielo dell’anima del faraone defunto

La camera segreta

LA GRANDE PIRAMIDE POTREBBE RACCHIUDERE UNA CAMERA SEGRETA

Due francesi appassionati di egittologia sulle tracce della tomba “perduta” di Cheope.

E’ una delle sette meraviglie del mondo, ma i preziosi reperti che la Grande Piramide doveva custodire per l’eternità – i resti mummificati del Re Cheope o Khufu – non sono mai stati trovati, e si presume siano stati sottratti dai saccheggiatori di tombe. Ora, 4,500 anni dopo il suo completamento, questa strutture semi-mitica potrebbe essere prossima a rivelare il suo più grande segreto: il vero luogo dell’ultimo riposo del faraone.

Usando l’analisi architettonica ed un radar a penetrazione sotterranea, due egittologi dilettanti sostengono di avere scoperto un corridoio precedentemente sconosciuto, all’interno della piramide. Ritengono che esso conduca direttamente alla camera funebre di Cheope, una sala che – se esistente – è improbabile sia mai stata violata, e probabilmente contiene ancora le spoglie mortali del re.

Ma Gilles Dormion, architetto, e Jean-Yves Verd’hurt, agente immobiliare in pensione, si sono fino ad ora visti rifiutare il permesso del Supremo Consiglio delle Antichità Egiziano per proseguire le loro ricerche e, come sperano, provare l’esistenza della sala.

“Basterebbe semplicemente far passare un cavo di fibra ottica lungo i fori esistenti nella pietra, per vedere se vi sono blocchi a saracinesca nei canali sottostanti,” ha spiegato Verd’hurt. “Quindi si potrebbe entrare nella parte anteriore del canale e penetrare nella sala, prendendo tutte le precauzioni per assicurarsi che non venga contaminata.”

I blocchi a saracinesca sono spessi lastroni di granito che gli antichi egiziani calavano nei canali che conducevano alla camera funeraria del faraone, mediante un sistema di corde discendenti, per sigillarla dopo il suo seppellimento.

“Fino a che queste procedure non saranno portate avanti sostengono”, spiegano i due ricercatori “non vi sarà modo di scoprire la camera segreta.” Entrambe hanno studiato la piramide per 20 anni, e le loro analisi radar in un’altra piramide, a Meidum, ha condotto nel 2000 alla scoperta di due sale non rilevate in precedenza.

Un rispettato egittologo, Jean-Pierre Corteggiani, dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale del Cairo, ha seguito con attenzione il loro lavoro fin dall’inizio. Quel che lo ha colpito, ha spiegato, è che le immagini radar sono state raccolte ed interpretate da un non-egittologo, Jean Pierre Baron, della Safege, una compagnia francese specializzata in georadar.

“Questo specialista lavora per una compagnia, i cui progetti futuri prevedono, tra l’altro, la rotta del TGV (treno espresso) da Parigi a Strasburgo” ha dichiarato Corteggiani, manifestando piena fiducia nelle sue capacità e nella sua esperienza.

SIMBOLISMO
Corteggiani è stato molto incuriosito dalla posizione ipotizzata per la sala segreta – sotto la cosiddetta “camera della regina”, ma in direzione ovest – che la porrebbe “alla sezione incrociata delle diagonali, e nel vero cuore della piramide” come sito altamente simbolico per Khufu. Corteggiani ha proposto le teorie di Dormion e Verd’hurt all’attenzione di Nicholas Grimal, che detiene la cattedra di Egittologia al College di Francia. Grimal è stato coinvolto nella nuova ricerca al punto di scrivere, nella prefazione al libro di Dormion, (“La Chambre de Cheops”, che sarà pubblicato nei prossimi giorni in Francia), che se le scoperte fossero confermate, rappresenterebbero senza dubbio “una delle più grandi scoperte della storia dell’Egittologia”.

Ma non tutti gli egittologi sono dello stesso avviso. “L’idea che la camera funebre di Khufu debba ancora essere trovata all’interno della piramide è del tutto inverosimile” ha dichiarato Aidan Dodson, esperto di archeologia funeraria egizia, all’Università di Bristol. “Dal punto di vista architettonico non vi è ragione per cui vi dovrebbe essere un canale sotto la camera della regina. La camera funebre è già stata scoperta”.

I due francesi hanno formulato un’ipotesi che sfida una delle più popolari teorie circa la Grande Piramide, ovvero che la sua struttura interna sia stata concepita e progettata prima dell’inizio dei lavori di costruzione.

La piramide contiene tre camere note: una cavità sotterranea, che chiaramente non è mai stata usata, la camera impropriamente definita “della regina”, ma probabilmente usata per custodire i doni funerari del re, e ancora più in alto, la camera del re, che contiene un sarcofago di granito vuoto. Si ritiene convenzionalmente che questo sarcofago abbia contenuto la mummia di Cheope.

Ma Dormion e Verd’hurt sostengono che la piramide sia stata sviluppata come la conosciamo non sulla base di un progetto preesistente, bensì per tentativi ed errori; solo quando gli architetti compresero che la sala originariamente concepita come funeraria non avrebbe retto il peso, posta nella parte superiore, tornarono ai loro “tavoli da disegno” e decisero di spostarla. Sopra la camera del re, il cui soffitto è rinforzato con travi di granito del peso di 50 tonnellate ciascuna, costruirono un ingegnoso sistema di camere scavate o cavità.

“L’idea era quella di distribuire l’immane peso della struttura sul nucleo centrale della piramide mediante queste travi sul soffitto ad entrambe i lati” ha dichiarato Jeffrey Spencer, vice curatore del dipartimento di antico Egitto e Sudan del British Museum.

Ma le travi di granito sono crepate – fatto che Spencer attribuisce ad un’attività sismica, verificatasi molto tempo dopo la costruzione della piramide.

Dormion sostiene invece che “questo incidente si verificò nel corso della costruzione della piramide, sotto gli occhi dei suoi costruttori”.

Egli sottolinea che vi sono tracce di stucco di 4,500 anni or sono nelle crepe, a riprova - egli ritiene - dei tentativi di porre rimedio.

“A fin dei conti” scrive Dormion “l’intero problema della Grande Piramide può essere riassunto come segue: Khufu aveva tre camere funerarie costruite per sé. La prima rimase incompiuta; la seconda era disponibile e la terza si crepò. Khufu pertanto fu sepolto nella seconda.”

O piuttosto sotto la seconda, perché la stessa camera della regina non era equipaggiata per ricevere un re morto – mancando – ciò che più è evidente – di un’entrata abbastanza ampia da ospitare il sarcofago di pietra che Khufu aveva ordinato per sé.

Se Dormion abbia ragione o meno, è ancora materia di discussione. Verd’hurt descrive la sua “assoluta frustrazione” al rifiuto del Supremo Consiglio di Antichità di autorizzare ulteriori ricerche.

Riporta con autentico stupore che nessun rappresentante del Consiglio si è degnato di offrire una spiegazione.

Ma è risaputo che le piramidi sono un argomento molto sentito in Egitto, e che richieste simili sono già state respinte in passato.

Fonte La Porta del Tempo

 

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