|
La Battaglia di Midway fu indubbiamente lo scontro
navale più importante e decisivo della Seconda Guerra Mondiale e forse
dell’intera storia navale. Non fu lo scontro navale con più mezzi
impegnati, Jutland Leyte e soprattutto Barfleur - La Hogue la superarono abbondantemente. Allo
stesso modo non fu lo scontro navale che vide di fronte il
maggior numero di portaerei (qui se ne scontrarono nove, mentre
alle Marianne furono una ventina). Limportanza
della Battaglia di Midway non sta quindi nei numeri meramente
statistici delle navi e degli aerei che vi parteciparono, ma
risiede nella svolta tattica e strategica che da essa ne derivò. Prima
di questo scontro navale la Marina Imperiale giapponese era
considerata praticamente imbattibile e si avviava verso unespansione
di conquiste nel Pacifico che appariva quasi inarrestabile,
malgrado lo scacco strategico subito durante la Battaglia del Mar
dei Coralli (questa battaglia navale fu vinta tatticamente dai giapponesi ma
persa strategicamente visto che non riuscirono a sbarcare, come
previsto, a Port Hartur in Nuova Guinea, indispensabile punto di
partenza per il preventivato piano di conquista dellAustralia). Allo
stesso tempo la U.S. Navy appariva, dopo la batosta di Pearl
Harbur e gli affondamenti della Langley e della Lexington,
fortemente provata e quindi sullorlo del precipizio. Dopo
questo scontro navale la Marina Imperiale Giapponese si trovò
improvvisamente privata della sua arma offensiva più potente,
cioè la squadra di portaerei di attacco di Nagumo e quindi si limitò a
cercare di controbattere le successive offensive americane, senza
più poter prendere liniziativa. Al
contrario, dopo lo scontro navale di Midway, la U.S. Navy prese coscienza della
propria grande forza, capì che i giapponesi erano tutt’altro che
invincibili e cominciò a prendere quell’iniziativa che la portò nel giro
di tre anni ad arrivare a Tokyo. Come ricordò lo storico britannico John
Keegan "la battaglia di Midway, pur rappresentando una sconfitta
di proporzioni catastrofiche, non fece perdere un metro di territorio al
Giappone e non modificò minimamente i confini del suo Impero".
La perdita del nocciolo della Kido Butai era grave ma non decisiva
nell'immediato in quanto Yamamoto poteva contare ancora sulle potenti
Shokaku e Zuikaku e sulle recentissime Hiyo e Junyo, oltre che su sei
portaerei leggere. Gli americani invece, perdendo la Yorktown, avevano a
disposizione solo tre portaerei, Di queste la successiva campagna di
Guadalcanal fu letale per la Wasp e per la Hornet, per cui per mesi a
sorreggere la Pacific Fleet rimase la sola e gloriosa Enterprise (Shinano).
Infine, come correttamente ricorda Giuliano da Frè il disastro
della battaglia di Midway stava invece in quei 3057 morti della flotta
nipponica, tra questi vi erano infatti ben 110 piloti, il 25 % di quelli
imbarcati sulla Kido Butai, che rappresentavano l'elite della marina
giapponese, senza contare quelli feriti così gravemente che non
avrebbero più volato come Fuchida. Inoltre si tende a trascurare il
fatto importantissimo che 2.000 caduti andavano registrati tra il
personale delle portaerei, compreso il 40% dei tecnici di volo,
espertissimi e formatisi (oltre che affiatati con i piloti. legati agli
specialisti con quello spirito di squadra che caratterizza la società
giapponese) in anni di operazioni belliche ed esercitazioni e che, al
pari dei piloti, non potevano essere sostituiti in tempi brevi.
MIDWAY VISTA DAGLI OCCIDENTALI / NAVAL BATTLE OF
MIDWAY SEEN BY AMERICANS
MIDWAY
VISTA DAI GIAPPONESI / NAVAL BATTLE OF MIDWAY SEEN BY JAPANESE
MIDWAY: CARTINA DELLA
BATTAGLIA / MAP OF THE BATTLE

MIDWAY: LE FORZE IMPEGNATE NELLA
BATTAGLIA / THE FORCES
|
FORZE IMPEGNATE |
|
Navi |
U.S. Navy |
Marina Imperiale |
|
portaerei pesanti |
3 |
6 |
|
portaerei leggere |
0 |
2 |
|
corazzate |
0 |
11 |
|
incrociatori |
8 |
18 |
|
cacciatorpediniere |
17 |
58 |
|
sommergibili |
19 |
19 |
|
sommergibili tascabili |
10 |
12 |
|
petroliere |
2 |
11 |
|
navi trasporto |
0 |
5 |
|
dragamine |
0 |
7 |
|
aerei imbarcati |
233 |
410 |
|
aerei con base a terra |
121 |
0 |
|
navi affondate |
2 |
5 |
|
aerei distrutti |
147 |
248 |
|
morti |
307 |
3.500 |
|
comandanti |
Frank Fletcher |
Isoroku Yamamoto |
BATTAGLIA
DI MIDWAY: GIUDIZIO FINALE DELLO SHINANO / FINAL SENTENCE OF THE SHINANO
Affermare
che il Giappone perse la guerra con la Battaglia di Midway può
forse sembrare troppo esagerato, ma sicuramente con questa epica
battaglia navale abbandonò per sempre ogni speranza di vincerla. In
questa battaglia il Giappone non perse solo le sue portaerei più
gloriose (Akagi e Kaga in testa), creando un vuoto difficilmente
colmabile dallindustria bellica, ma soprattutto perse per
sempre 110 dei suoi migliori piloti! Questi
piloti avevano raggiunto nel primo anno di guerra unefficienza
del 90 % dei colpi (bombe e siluri) messi a segno e quindi una
precisione impressionante. Se
si aggiunge il fatto che laddestramento per un pilota della
marina doveva essere almeno di tre o quattro anni, si capisce
come mai il Giappone, dopo Midway, non sia riuscito più a
forgiare in tempo un numero sufficientemente alto di piloti
esperti.
Lindustria
bellica riuscì infatti a ricostruire gli aerei e le navi ma non fu in grado di
forgiare in tempi ristretti nuovi ed esperti piloti. Mandando
sugli aerei i pivellini voleva per forza dire di
aspettarsi grandissime perdite di aerei (pensiamo ad esempio al
tiro al piccione delle Marianne) e scarsa precisione
negli attacchi, quindi perdere la guerra!

PERCHE
LA BATTAGLIA DI MIDWAY FU VINTA DAGLI AMERICANI
La
Battaglia di Midway fu vinta dagli americani non certo per lincompetenza
palese di Nagumo o di Yamamoto, unita alla scarsa resistenza alle bombe
delle portaerei giapponesi, come abbiamo visto nel brano che racconta la cronaca
della battaglia.
I
motivi furono a nostro giudizio ben altri:
- gli americani conoscevano con precisione il
codice segreto giapponese e quindi sapevano esattamente
dove quando avrebbero colpito. Senza la segretezza ed
il fattore sorpresa qualunque piano, anche il più
approfondito, parte enormemente svantaggiato. Infatti gli
americani prepararono con cura il comitato di
accoglienza ai giapponesi e sfruttarono
sapientemente questo vantaggio iniziale.
- gli americani avevano il radar ed i
giapponesi no. Questo è nostro giudizio un vantaggio
tattico e pratico enorme. Innanzitutto la mancanza del
radar obbligò le portaerei giapponesi a navigare in
formazione strettissima (per poter così evitare di
rompere il silenzio radio), con la conseguenza che se un
ricognitore americano ne scopriva una ne scopriva
automaticamente anche le altre tre. Poi il radar permise
alle portaerei americane di far decollare tutti gli aerei
sul ponte di volo (vedi lattacco alla Yorktown)
prima che arrivassero i bombardieri ed aerosiluranti
giapponesi, evitando esplosioni disastrose. Le portaerei
giapponesi, invece, furono tutte sorprese con il ponte di
volo pieno di aerei in partenza e carico di bombe e
siluri, una miscela altamente esplosiva e dannosa (pensate
alla fine della portaerei Kaga).
- gli americani dosarono sapientemente le
proprie forze ed i giapponesi no. Pur avendo un
numero di navi enormemente inferiore gli americani le
dosarono in due potenti Task Force che erano in grado di
difendersi a vicenda. I giapponesi invece dispersero in
maniera cervellotica il loro enorme potenziale bellico,
lasciando le portaerei di Nagumo praticamente senza
difesa. Perché la poderosa squadra di Yamamoto non navigò
a stretta distanza dalle quattro portaerei, pronta a
difenderle, ma se ne rimase a grandissima distanza, senza
partecipare alla Battaglia di Midway?
- gli americani individuarono subito i
giapponesi, mentre questultimi riuscirono a
scoprire e con ritardo solo una delle tre portaerei
americane (la Yorktown). La chiave della vittoria
americana sta tutta nellessere riuscita ad
individuare il nemico con precisione ben prima di essere
scoperti. In questo i giapponesi ebbero una sfortuna
incredibile e tragica! Lunico ricognitore che partì
in ritardo (a causa di problemi meccanici) era proprio
quello che si sarebbe trovato in rotta di intercettazione
con la Yorktown!
- la battaglia fu persa per cinque fatidici
minuti! Se fossero trascorsi altri cinque minuti lintera
ondata di assalto giapponese sarebbe decollata dalle
quattro portaerei e avrebbe potuto facilmente
intercettare e abbattere i bombardieri della Hornet e
della Enterprise, invece fu sorpresa mentre decollava e
fu facilmente abbattuta quando era ancora sul ponte di
volo.
- la presunzione gioca brutti scherzi. Per
presunzione i serventi delle portaerei ammucchiarono sui
ponti di volo i siluri e le bombe, senza trasportarli
negli appositi depositi corazzati nei ponti inferiori.
Questo fece diventare le portaerei delle bombe ad
orologeria galleggianti che infatti puntualmente
esplosero al primo attacco!
- gli americani non avevano Halsey ed i
giapponesi avevano invece Nagumo. Visto quello che
Halsey fece a Leyte (comportamento da corte marziale che
quasi non costò una rovinosa carneficina agli americani),
lorticaria che impedì allAmmiraglio
americano di comandare la Task Force a Midway, fu
alquanto provvidenziale e salvatrice. Al contrario era
purtroppo sano come un pesce il prudente e
tradizionalista Ammiraglio Nagumo, il quale nutriva ben
poca fiducia sul potere della forza aerea rispetto alle
tradizionali corazzate. La critica più grande che si può
fare a Nagumo è quella di essere stato troppo indeciso
sul da farsi e di aver ascoltato fin troppo i consigli
dei propri aiutanti (Genda in testa) che gli proponevano
ora di usare i siluri e pochi attimi dopo di usare le
bombe, da imbarcare sugli aerei. Non riuscì quindi ad
avere una condotta tattica lineare e precisa, cercando
invece di rimediare continuamente agli errori tattici e
di valutazione che commise in rapida e drammatica
successione.

E
SE AVESSERO VINTO I GIAPPONESI?
Se
avessero vinto i giapponesi, ipotesi molto probabile prima dello
scontro, lo scenario bellico nel Pacifico avrebbe sicuramente
preso una direzione ben diversa da quella che invece seguì nella
realtà. Se
i giapponesi fossero riusciti ad affondare la Enterprise, la
Hornet e la Yorktown, riducendo al minimo le proprie perdite, gli
Stati Uniti avrebbero avuto una sola portaerei ancora operativa
nel Pacifico, cioè la vecchia Saratoga e due utilizzabili,
ancora nellAtlantico, la Ranger e la Wasp. Queste
tre portaerei si sarebbero trovate di fronte, oltre alle quattro
di Nagumo, anche le appena riparate Zuikaku e Shokaku, oltre che
ad altre cinque portaerei leggere. Oltretutto
gli americani non sarebbero stati in grado di fornire per almeno
altri otto mesi le nuove portaerei di classe Essex. Questa
grandissima disparità di forze navali avrebbe impedito qualsiasi
iniziativa agli americani e garantito ai giapponesi il controllo
assoluto sul Pacifico. Se
aggiungiamo il fatto che prima della Battaglia di Midway la Gran
Bretagna aveva già iniziato trattative segrete coi giapponesi
per sganciarsi dal conflitto, si può facilmente pensare che gli
USA si sarebbero trovati da soli e altro non avrebbero potuto
fare se non giungere ad una pace non disonorevole lasciando
libertà di azione allImpero del Sol Levante. Queste
sono naturalmente solo ipotesi da fantastoriao da ucronia, però
alquanto plausibili se gli eventi si fossero sviluppati in
maniera diversa.

CHI FU IL VERO COLPEVOLE DEL DISASTRO
DELLA KIDO BUTAI A MIDWAY?
Contrariamente all'opinione comune penso che il vero
colpevole della disfatta della flotta giapponese a Midway non fu il tanto
accusato e bistrattato Nagumo ma l'adorato ed osannato Ammiraglio Yamamoto. Il più grande errore fu concepire l'attacco all'isola di
Midway. La battaglia di Midway fu infatti un errore strategico ed un errore
tattico. Fu un errore strategico perchè l'invasione delle isole Midway
non aveva alcun senso dal punto di vista della strategia di guerra. Se anche le
isole fossero state conquistate sarebbe stato assai oneroso e quasi impossibile,
dato l'enorme distanza dal Giappone, mantenere costanti rifornimenti ed impedire
una probabile contro invasione da parte degli americani. Fu un errore tattico perchè se il fine ultimo della battaglia
non era la conquista di due isolotti sperduti nel Pacifico ma la distruzione
della flotta americana non aveva alcun senso lasciare completamente isolata dal
resto della flotta e quindi indifesa la Prima Flotta Mobile (Kido Butai). Quando questa fu attaccata non ci alcuna nave che riuscì a
correre in soccorso ed a difenderla adeguatamente, il gruppo di corazzate di
Yamamoto rimase infatti completamente inattivo e non diede alcun contributo
pratico alla battaglia. Come il povero Nagumo ben sapeva la Kido Butai, formidabile
arma offensiva, era relativamente fragile se attaccata e quindi avrebbe dovuto
essere adeguatamente difesa dal resto della flotta. Questo non avvenne e
l'orgoglio della Marina Imperiale andò a fondo nel giro di dieci ore. Si aggiunga il fatto che la battaglia, malgrado i numerosi
errori tattici giapponesi fu persa per soli cinque minuti. Nel dopo guerra gli
americani fecero numerose simulazioni tattiche dello scontro e in nessuna di
esse riuscirono a far ottenere alla U.S. Navy un successo paragonabile a quello
che avvenne in realtà. Il caso e la fortuna giocarono a favore degli americani ma
furono aiutati dagli errori strategici e tacci di Yamamoto.

PERCHE IL
GIAPPONE PERSE LA GUERRA A MIDWAY
Affermare
che il Giappone perse la guerra con la Battaglia di Midway può
forse sembrare troppo esagerato, ma sicuramente con questa epica
battaglia navale abbandonò per sempre ogni speranza di vincerla. In
questa battaglia il Giappone non perse solo le sue portaerei più
gloriose (Akagi e Kaga in testa), creando un vuoto difficilmente
colmabile dallindustria bellica, ma soprattutto perse per
sempre 300 dei suoi migliori piloti! Questi
piloti avevano raggiunto nel primo anno di guerra unefficienza
del 90 % dei colpi (bombe e siluri) messi a segno e quindi una
precisione impressionante. Se
si aggiunge il fatto che laddestramento per un pilota della
marina doveva essere almeno di tre o quattro anni, si capisce
come mai il Giappone, dopo Midway, non sia riuscito più a
forgiare in tempo un numero sufficientemente alto di piloti
esperti. Lindustria
bellica riuscì infatti a ricostruire gli aerei e le navi ma non fu in grado di
forgiare in tempi ristretti nuovi ed esperti piloti. Mandando
sugli aerei i pivellini voleva per forza dire di
aspettarsi grandissime perdite di aerei (pensiamo ad esempio al
tiro al piccione delle Marianne) e scarsa precisione
negli attacchi, quindi perdere la guerra!
IL MOMENTO TOPICO DELLA BATTAGLIA
Erano
ormai le 9 e finalmente, con l'acqua alla gola, Nagumo decise di attaccare, con
un messaggio dal solito stile enfatico che diceva: " Distruggeremo il
nemico fino all'ultima nave e all'ultimo uomo".
Poi
inviò un dispaccio a Yamamoto dicendo che era stata avvistata alle 5.30 una
squadra nemica composta di una portaerei, cinque incrociatori e cinque
cacciatorpediniere, e che egli si disponeva ad attaccarla.
Come sappiamo, invece, l'avvistamento era in realtà avvenuto ed
era dubbio e confuso.
Alle
9.20 precise sulle portaerei di Nagumo apparvero i primi aerei partiti dalle
portaerei di Spruance: gli aerosiluranti della Hornet, agli ordini del
comandante John C. Waldron (un discendente dei capi pellirosse del Dakota,
famoso per sue pittoresche uniformi, per il suo colorito linguaggio e per il suo
impetuoso coraggio); gli aerosiluranti dell'Enterprise, al comando di
Eugene E. Lindsey; i caccia dell'Enterprise del tenente Gray, e i
bombardieri del comandante Clarence W. Mc Clusky.
Come
si è detto, erano decollati alle 7, ma le operazioni di lancio si erano
prolungate fin quasi alle 9 e non tutti poterono trovare Nagumo, che nel
frattempo aveva virato verso nord. Stanhope C. Ring, per esempio, dovette
tornare coi suoi bombardieri sulla Hornet, e in un primo tempo anche M c
Clusky rischiò di non giungere sull'obiettivo.
Ma
Waldron, Lindsey e Gray vi arrivarono puntualmente. Waldron attaccò per primo
con temeraria decisione: mori egli stesso, colpito dai caccia giapponesi, e
caddero tutti i piloti della sua squadriglia senza riuscire a colpire le
portaerei. Dopo Waldron (che per questa azione ebbe, alla memoria, la medaglia
del Congresso, la più alta onorificenza americana: fu la volta degli
aerosiluranti di Lindsey: anche Lindsey non tornò più indietro e i suoi aerei
vennero quasi tutti distrutti.
Erano
le dieci, e 25 su 29 aerosiluranti americani non esistevano più, mentre le
quattro portaerei giapponesi erano ancora intatte, sebbene tutte
scompigliate.
Nel
frattempo, alle 8.30, l'ammiraglio Fletcher aveva fatto partire dalla Yorktown
12 aerosiluranti del capitano Massey, 17 bombardieri del tenente Max Leslie
e 6 caccia del tenente Jimmy Thach: 35 aerei in tutto. Pochi minuti dopo le lo,
non appena terminata la strage dei velivoli del la Hornet e dell'Enterprise,
una nuova ondata si gettò sulle scompaginate navi di Nagumo.
Adesso
i caccia giapponesi erano quasi a secco di carburante e senza munizioni, ma
difendevano ancora accanitamente le preziose portaerei
Anche
Massey, che attaccò per primo, perse la vita, e suoi aerei vennero decimati; ma
ormai si avvicinava l; svolta decisiva. Il sacrificio di 35 aerosiluranti
americani aveva sgombrato il campo all'azione dei bombardieri in picchiata, che
stavano arrivando come falchi, guidati d: Leslie e da M c Clusky, il quale aveva
finalmente trovato la strada giusta.
Alle
10.24 Leslie era sulle portaerei e si lanciò sulla più grossa, la Kaga,
da 27.000 tonnellate.

Dietro,
di lui, da 700 metri, il secondo dei suoi bombardieri colpì in pieno la Kaga
con una bomba da 500 chili, che fece un strage: mori il comandante della
nave, Okada, morirono sul colpo 248 uomini, il ponte di volo si squarciò e,
Subito dopo, altre tre bombe fracassarono la grande portaerei, incendiandola,
mutilandola, bruciando vivi molti piloti e gran parte dell'equipaggio.
Gli
Americani non avevano mai visto una cosa simile: l'immensa nave era un rogo so-
lo, mentre i depositi di bombe saltavano in aria e più nulla di vivente
rimaneva sulla portaerei in agonia.
Quasi
contemporaneamente Mc Clusky attaccava I'Akagi, ammiraglia di Nagumo, e
la Soryu.

In
26 secondi I'Akagi venne letteralmente sbriciolata e il comandante Aoki
corse da Nagumo gridandogli che bisognava abbandonare subito la nave.
Nagumo
ebbe un attacco isterico, dovette essere afferrato con la forza, legato e
trascinato via, mentre le fiamme salivano da tutte le parti. A gran fatica
l'ammiraglio trasbordò sull'incrociatore Nagara e di lì vide l'Akagi,
scossa da una serie di boati, andare alla deriva.
La
sorte della Soryu non fu migliore: parte dell'equipaggio, investito dal
fuoco, si gettò in acqua dove perì in gran numero; il comandante, invece,
rimase carbonizzato. Per
tutto il giorno e parte della notte le tre navi andarono alla deriva come pire
immani: alle 19.13 affondò la Soryu, trascinando con se altri 700 uomini
intrappolati a bordo; alle 19.25 la Kaga saltò in aria e scomparve; l'Akagi
resistette di più e affondò con 1.000 uomini alle 3.25 del 5 giugno.
La
battaglia delle Midway era stata risolta da Leslie e Mc Clusky in due minuti
esatti, dalle 10.24 alle 10.26 del mattino: soltanto la Hiryu per il
momento era loro sfuggita, e su di essa era il valoroso contrammiraglio
Yamaguchi.....

LE RAGIONI DELLA SCONFITTA
Tratto dal libro:
MIDWAY: The Battle That Doomed Japan di Mitsuo Fuchida Masatake Okumiya.
pubblicato da U.S. Naval Institute. Annapolis. Maryland. U.S.A.
Ecco, dunque, come fu concepita, messa in atto e perduta la
battaglia di Midway. Ora vorremmo analizzare le cause di questa sconfitta e
tornare su certi punti.
Midway fu una « vittoria del servizio informazioni », ha
scritto Samuel E. Morison, il famoso storico americano della guerra navale. Condividiamo in pieno la sua opinione: senza dubbio, la scoperta del piano
giapponese molto prima che venisse messo in esecuzione, fu la causa principale
della nostra sconfitta. Il successo dei servizi segreti americani implica una colpa da parte nostra: avremmo dovuto
proteggere meglio il segreto dei nostri
piani.
Inoltre, al successo americano corrisponde una insufficienza dei
nostri servizi d'informazione.
All'inizio delle ostilità, i Giapponesi erano in
ritardo anche tecnicamente, rispetto agli Americani, e non riuscirono mai a
mettersi alla pari.
Per esempio, non possedevano il radar. Due giorni prima di
salpare per Midway, venne installato il radar su due corazzate, che furono
cosi le prime navi nipponiche a esserne munite. Le autorità navali reclamavano
i radar da mesi, per le portaerei, ma la nostra industria elettronica era cosi
poco sviluppata, che quei due primi radar erano solo modelli sperimentali.
Dall'inizio dell'incidente della Manciuria
fino ai primi di dicembre del 1941, il Giappone aveva riportato solo facili
vittorie su un nemico poco agguerrito.
Fu dunque con apprensione che
s'imbarcò nell'impresa della guerra del Pacifico. Le grandi vittorie dei primi
mesi sbalordirono lo stesso Giappone ne più ne meno che gli altri Paesi. A
poco a poco, i timori dei Nipponici si dissiparono.
La popolazione civile e i
militari cominciarono addirittura a nutrire una sorta di disprezzo per i
nemici e manifestavano un'arroganza, che al momento di Midway condizionava
ancora il pensiero egli atti degli ufficiali e dei soldati delle grandi unità
combattenti.
Questo eccesso di sicurezza è stato giustamente definito «
malattia della. vittoria ».
Era andato tutto cosi bene, fino a quel momento, che i
nostri strateghi navali concepirono l'attacco contro Midway tenendo conto più
del loro intuito che dei mezzi e della tattica del nemico.
Eravamo alla
ricerca di una battaglia tra flotte, e il modo più sicuro per ottenerla consisteva nell'attaccare la posizione nemica
più vitale. Se gli Americani si
fossero rifiutati di uscire per difendere Midway, tanto meglio avremmo
occupato l'isola e creato un posto avanzato, cosi come avevamo fatto con le basi delle Aleutine. Nello stesso tempo, avremmo ampliato il nostro
perimetro difensivo, mettendoci in condizione di agire lungo la catena delle
Hawaii: ogni avanzata sarebbe servita da trampolino di lancio per la seguente. Il nemico sarebbe pur stato costretto ad accettare la battaglia.
Davamo per
scontato il fatto che non potesse agire altrimenti, e questa cecità non era di
stretta pertinenza della flotta. Durante una conferenza preliminare, uno dei
rappresentanti dello Stato maggiore dichiarò: « L 'unica cosa che potrebbe crearci dei fastidi, nel corso
di questa operazione, è che il nemico non osi affrontare la nostra flotta e si
rifiuti di uscire dalle basi. » .
I giovani ufficiali e i marinai erano afflitti quanto i loro
capi da questa « malattia della vittoria ».
Il 3 giugno, la maggior parte
delle nostre perdite fu causata non dallo scoppio delle bombe, ma dalle ustioni.
Ustioni che avrebbero potuto essere evitate, almeno in parte, se gli uomini
fossero stati convenientemente vestiti.
I nostri marinai portavano camicie
dalle maniche corte e calzoncini. E perché no? Fa caldo, ai tropici, e, quando
non si ha niente da temere da parte del nemico, perché indossare le pesanti e
ingombranti tute antincendio?
La sostituzione delle bombe con i siluri fu messa
in atto partendo dallo stesso concetto: perché mettere le bombe al riparo, nei
luoghi più protetti ? Perché non ammassarle semplicemente sul lato sinistro del
ponte? Tanto, il nemico non avrebbe mai colpito le nostre navi.
Durante le esercitazioni teoriche che precedettero
l'operazione, quest'arroganza arrivò a rasentare la stupidità. Secondo il
calcolo delle probabilità, erano necessari nove colpi a segno, per affondare
due portaerei. Questo calcolo fu ridotto arbitrariamente a tre colpi a segno per
affondare una portaerei. E, in seguito, fu ridotto ancor più. Lo stesso si
fece per quanto riguardava le perdite degli aerei.
In ultima analisi, le profonde ragioni non solo della
sconfitta di Midway, ma del fatto di aver perso la guerra, vanno ricercate nel
carattere nazionale giapponese. Un carattere impulsivo, che spesso rende le azioni del nostro
popolo imprevedibili e contraddittorie.
La tradizione del
provincialismo causa ristrettezza di vedute e dogmatismo,
rifiuto di abbandonare i pregiudizi, lentezza nell'adottare i
mutamenti più necessari che le nuove concezioni di vita impongono.
Indecisi, esitanti, noi Giapponesi soccombiamo facilmente alla
vanità. Adattabili, ma sprovvisti d'audacia e d'iniziativa,
siamo inclini a fidarci molto degli altri e siamo troppo pronti a
inchinarci davanti ai superiori.
La nostra irrazionalità ci porta spesso a confondere il sogno con la
realtà. Solo quando un atto precipitoso ci conduce alla
sconfitta, cominciamo a ragionare logicamente, in genere per
trovare attenuanti al nostro comportamento.
Per farla breve, come Nazione manchiamo di maturità
e non sappiamo mai quando e come dobbiamo sacrificarci per
raggiungere lo scopo.
Queste le debolezze del carattere nazionale
giapponese, che si rifletterono sulla sconfitta di Midway,
rendendo inutili gli eroismi e l'abnegazione degli uomini che là
combatterono.
NAVI IMPEGNATE

AKAGI
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la portaerei Akagi era (insieme alla Kaga) quando di più potente e
formidabile il Giappone potesse mettere in campo. Con ben 92 aerei pronti per l'uso
costituiva una forza d'urto nettamente superiore alle classi
Enterprise e Lexington americane. Si aggiunga il fatto che allo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale, grazie all'esperienza di cinque anni di combattimenti
in Cina, il gruppo aereo dell'Akagi era il migliore del mondo, come dimostrò
brillantemente durante l'attacco di Pearl Harbor e nelle altre azioni in cui fu
impegnato. L'ammiraglio Yamamoto aveva coniato per lei il
motto "Akagi l'inaffondabile" ed i giapponesi credevano
veramente che ciò fosse vero. In realtà al primo vero
bombardamento subito (battaglia di Midway) bastarono due bombe
sganciate dai Dauntless per farla incendiare e affondare. Cerchiamo di capire ora perchè ciò
avvenne. Certamente l'effetto letale delle
bombe fu favorito dalla corazzatura nulla del ponte (l'unica
corazzatura di cui l'Akagi disponeva era una corazzatura di
murata risalente alla sua origine di corazzata, ricordiamo che la
prima portaerei giapponese ad avere un ponte di volo corazzato fu
la Taiho, nel 1944) che esplose e si sollevò come fosse fatto di
cartapesta. Se l'Akagi fosse stata attaccata dai siluri,
come avvenne per le rimanenti battaglie navali della Seconda Guerra Mondiale,
avendo una poderosa corazzatura di murata, sarebbe probabilmente stata in grado
di resistere ad almeno una decina di siluri senza affondare, come fece ad
esempio la Musashi nel Mar di Sibuyan durante la battaglia navale di Leyte. Ebbe
quindi la sfortuna di subire l'unico attacco navale con bombe, anziché
con siluri, della guerra del Pacifico. Però non si può addebitare solo a
questo la prematura ed ingloriosa scomparsa della nave.

CV6 ENTERPRISE
La gloriosa storia di questa unità
non meriterebbe ulteriori commenti. La portaerei Enterprise (CV6),
denominata "Big E" è e rimarrà senza dubbio la più
grande e gloriosa portaerei della storia! Per rendere un'idea della sua vita
bellica basta il dato dei successi che fu esposto durante la visita a New York
nell'ottobre del 1945, quindi a guerra finita: 20 battaglie, 911 aerei distrutti, 71
navi affondate
Costituì con le due gemelle
Hornet e Yorktown il nucleo centrale del Pacifico allo scoppio
delle ostilità coi giapponesi. Si dimostrò alla prova del fuoco
una portaerei solida, difficilmente affondabile,duttile e potente,
al contrario delle ben più grosse Akagi e Kaga giapponesi che
furono miseramente affondate alle Midway. Dal punto di vista storico può essere
paragonata alle gemelle terribili giapponesi Zuikaku e Shokaku, con la
differenza che riuscì ad uscire indenne da tante battaglie dolorose ed eroiche,
basti pensare alle tre bombe incassate a Santa Cruz....., per entrare
nell'Olimpo delle grandi navi della storia, paragonabile solo alla Victory di
Nelson e forse superiore, per fama, alla leggendaria Bismarck. Come ben si vede la sua storia sconfina nella
leggenda! Non dimentichiamoci, però, che al contrario di
una corazzata, una portaerei non dipendeva solo dal proprio equipaggio e dalla
sua contraerea, ma per sopravvivere doveva fare affidamento soprattutto sulla
propria squadriglia aerea (caccia e bombardieri) che ospitava. L'Enterprise seppe, tramite i propri
comandanti, forgiare i migliori gruppi aerei della Seconda Guerra Mondiale ed
utilizzarli al meglio in maniera letale e terribile, diventando l'incubo degli
ammiragli giapponesi. Dalla fine della Battaglia di Santa Cruz all'avvento della
classe Essex resse quasi da sola lo sforzo bellico americano, rimanendo l'ultimo
bastione difensivo. Dopo l'avvento delle nuove grandi portaerei della
classe Essex continuò a forgiare, tramite l'aiuto dei propri veterani, i
migliori piloti della U.S. Navy e combattè come portaerei notturna fino alla battaglia di Okinawa
ed allo schianto del kamikaze Tomi Zai con
onore e ferocia. Leggendaria. (Shinano).

KAGA
La portaerei Kaga costituiva all'inizio
della seconda guerra mondiale, assieme all'Akagi, la massima arma
bellica navale che il Giappone e il mondo potevano avere. Per stazza era paragonabile alla
classe Lexington americana, mentre per numero di aerei, 91 contro
gli 80 delle Lexington, aveva una potenza offensiva mai vista
prima. Il suo gruppo aereo era secondo al mondo, per perizia, precisione e
capacità offensiva, soltanto a quello della portaerei Akagi, con la quale
costituiva la prima divisione di portaerei della Kido Butai. Questa grandissima capacità di
offendere fu ben sfruttata nell'attacco di Pearl Harbour. La portaerei Kaga
aveva inoltre una grandissima autonomia e questo gli permise, al pari delle
nuovissime portaerei gemelle Zuikaku e Shokau di andare e tornare dalle Hawaii
senza fare rifornimento. L'Akagi, la Soryu e la Hiryu furono invece costrette a
fare un difficoltoso rifornimento in mare.

CV5 YORKTOWN
La Yoktown può considerarsi una
tra le portaerei più famose e gloriose della marina americana. Nata come portaerei di seconda generazione, dopo la Langley e
la classe Saratoga, fu tra le prime portaerei americane ad essere costruita come
tale. Veloce, potente, in grado di ospitare ben 100 aerei,
rappresentò il prototipo sulla quale si basò la successiva classe Essex.
Notevole era l'autonomia, con una velocità di 15 nodi poteva infatti
raggiungere i 22.5000 Km. Affrontò lo scontro coi giapponesi quando il numero delle forze
in campo era ancora in favore dei nipponici e quindi in
situazione di inferiorità numerica e di esperienza bellica. Si
dimostrò una portaerei quasi inaffondabile. Dopo essere stata
gravemente danneggiata al Mar dei Coralli, in quella che fu la prima battaglia
tra portaerei della storia ed "essere stata
riattaccata col filo di ferro" (come disse Spruance) combatté
magnificamente alle Midway. Riuscì non si sa come a rimanere a
galla dopo i disperati e suicidi attacchi degli areosiluranti della Hiryu,
per poi essere finita definitivamente da un sommergibile
giapponese, quando ormai si pensava di poterla salvare.. Magnifica. (Shinano)

HIRYU
La Hiryu, assieme alla Soryu, può
considerarsi la prima portaerei "moderna" costruita dal
Giappone.Dotata di una eccellente velocità
e di una buona capacità offensiva si inserisce nella stessa
classe di tonnellaggio delle americane della classe "Enterprise"
(Enterprise, Hornet e Yorktown.
Insieme all'Akagi fu l'unica portaerei al mondo ad avere
l'isola sul lato sinistro e questa la rende unica ed eccezionale. Il fatto che
dopo questi esperimenti il Giappone smise di progettare portaerei appaiate (Akagi
- Kaga e Hiryu - Soryu) è indice che l'esperimento non funzionò egregiamente e
non diede i risultati positivi sperati. L'unico grave difetto riscontrabile consistette nella scarsa
corazzatura presente e nella poca autonomia operativa. Proprio la scarsa corazzatura la
fece facilmente affondare durante la battaglia delle Midway (non
bisogna però dimenticare che fu attaccata quando aveva il ponte
pieno di bombardieri pronti a partire). Durante la battaglia delle Midway
la Hiryu fu l'unica che riuscì a sferrare un attacco alle
portaerei americane, ricordiamo che non fu colpita dai
bombardieri americani assieme alla Kaga, alla Akagi e alla Soryu
perchè navigava più distante dal resto della squadra di Nagumo. Questo attacco si concentrò
contro la Yorktown e portò in breve alla distruzione della
gloriosa portaerei americana che dovette essere abbandonata dal
suo equipaggio a causa degli incendi incontrollabili. Quando i pochi aerei (12 dei 63 in
dotazione) rientrati stavano per ripartire per un disperato
attacco alla Enterprise la Hiryu fu scoperta dai bombardieri
della Yorktown e della Enterprise e centrata da una miriade di
bombe. A quel punto il valoroso
contrammiraglio Yamaguchi visto che la sorte della sua nave era
segnata si fece legare al ponte e cantando l'inno nazionale, con
la spada da samurai rivolta al cielo, affondò con 500 uomini di
equipaggio. Con la sua morte il Giappone perdeva l'unico ammiraglio che avrebbe
potuto sostituire degnamente Yamamoto. Alla fin fine la Hiryu, grazie
soprattutto all'eroismo del proprio comandante, fu l'unica
portaerei giapponese a tenere alto l'onore della Marina Imperiale durante
la fatale battaglia delle Midway. Gloriosa.

CV 8 HORNET
La settima USS Hornet (CV-8) della United States Navy fu una
portaerei classe Enterprise della seconda guerra mondiale, famosa per aver
trasportato i bombardieri dell'incursione aerea su Tokyo, come partecipante alla
battaglia delle Midway e per azioni nelle Salomone prima di essere affondata
nella battaglia delle isole di Santa Cruz. Venne varata il 14 dicembre 1940 dal
cantiere di Newport News Shipbuilding di Newport News, Virginia, battezzata da
Annie Reid Knox (moglie del Segretario alla Marina Frank M. Knox) ed entrò in
servizio a Norfolk il 20 ottobre 1941, al comando del capitano Marc A. Mitscher.
Alle 1:35 della notte del 27 ottobre 1942 la Hornet affondò al largo delle Isole
Santa Cruz durante l'omonima battaglia. Non ebbe la gloriosa storia delle
altre due "gemelle" della stesa classe (Enterprise e Yorktown) ma entrò
comunque nella storia per il "Doolittle Raid", il quale
dimostrò per la prima volta ai giapponesi che potevano essere
attaccati anche sul proprio territorio.(Shinano)

SORYU
La Soryu, assieme alla Hiryu, può
considerarsi la prima portaerei "moderna" costruita dal
Giappone. Dotata di una eccellente velocità
e di una buona capacità offensiva si inserisce nella stessa
classe di tonnellaggio delle americane della classe "Enterprise"
(Enterprise CV6, Hornet CV8 e Yorktown CV5). Il suo gruppo aereo per esperienza
ed abilità era secondo solo a quello dell'Akagi e della Kaga. Il punto debole della nave era l'autonomia, nettamente
inferiore rispetto alla Kaga, ed alle gemelle Zuikaku e Shokaku. Per questo
motivo durante l'attacco a Pearl Harbour fu costretta insieme alla Akagi ed alla
Hiryu a fare rifornimento durante il tragitto. Durante le operazioni (Pearl Harbour e Midway) navali aveva
praticamente lo stesso numero di aerei a bordo (63) delle più grandi Akagi e
Kaga, quindi con un tonnellaggio di circa la metà rispetto alle sorelle più
grandi le eguagliava dal punto di vista offensivo. L'unico grave difetto
riscontrabile consisteva nella scarsa corazzatura presente, d'altronde la Soryu
è classificata come portaerei leggera. Proprio la scarsa corazzatura la
fece facilmente affondare durante la battaglia delle Midway (non
bisogna però dimenticare che fu attaccata quando aveva il ponte
pieno di bombardieri pronti a partire per sferrare l'attacco decisivo alla
Yorktown che avrebbe potuto cambiare le sorti della guerra). Sfortunata. (Shinano)

YAMATO
La Yamato (大和),
fu una nave da battaglia della Marina Imperiale Giapponese. Insieme alla
gemella Musashi fu la più grande nave da battaglia mai costruita, con un
dislocamento di 72.810 tonnellate ed armamento principale costituito da 9
cannoni da 460 mm. Le dimensioni eccessive, il peso enorme e la grande
corazzatura la resero un gigante lento inferiore alle corazzate americane di
classe Iowa. I suoi giganteschi cannoni si dimostrarono poco efficaci nell'unica
battaglia in cui furono impegnati, quella di Samar, la sua fine fu però gloriosa
immolandosi in una crociera suicida verso Okinawa. Rappresenta il limite estremo dello sviluppo
della nave corazzata in grandezza ed in potenza di fuoco. Con la sua enorme stazza di 73.000 tonnellate a
pieno carico, con i suoi 9 cannoni da 460 mm., con i suoi giganteschi motori a
turbina da 150.000 cavalli vapore rappresenta il non plus ultra dello sviluppo
bellico della corazzata. La sua potenza doveva metterla in grado di
affondare qualsiasi nave e di resistere a qualunque attacco aereo. Entrò in servizio appena dopo l'attacco di Pearl
Harbor e combattè da nave ammiraglia della Marina Imperiale in tutte le
battaglie navali più significative della Seconda Guerra Mondiale (dalla
battaglia navale delle Midway, passando per la battaglia navale di Santa Cruz,
per la battaglia navale delle Marianne, per la battaglia navale di Leyte, fino
ad arrivare al suo "canto del cigno" con la battaglia navale di
Okinawa). La nave da battaglia Yamato fu impegnata in un scontro navale
un'unica volta, durante la battaglia del Mar di Samar, nel Golfo di Lyte, nella
quale diede prova di scarsa precisione e cadenze di tiro eccessivamente lente. Mi riferisco allo scontro con le portaerei di
scorta americane, durante la battaglia navale del Golfo di Leyte. In questo frangente il gruppo di Kurita riuscì a
fare pochissimi danni alle numerose portaerei leggere americane difese da
valorosissimi cacciatorpediniere. La Yamato sparò sì a lungo, ma con scarsissima
precisione e coordinazione, quindi "alla prova del fuoco" fallì
clamorosamente. (Shinano). La Yamato entrò nella leggenda per il modo con cui,
durante la campagna di Okinawa, fu mandata ad immolarsi, senza alcuna protezione
aerea, ma con il carburante con cui tornare (al contrario della convinzione di
molti storici). Il perchè la corazzata Yamato fu mandata al "sacrificio" lo
troviamo nello splendido libro "Per un milione di morti" del comandante di
torpediniere Tameichi Hara "... quindi si è rivolto a Moroshita e gli ha
spiegato che l'alto comando e in special modo i membri dell'esercito, erano
rimasti sgomenti per la ritirata della Yamato a Leyte.... inoltre ha detto che a
Tokio sono malcontenti perché la Yamato è tornata da Leyte senza aver sparato un
colpo dei suoi cannoni da 457 mm..... Kusaka ha detto che l'intera nazione
odierebbe la marina se la guerra dovesse finire e la potente Yamato fosse
rimasta inattiva.... la Yamato era rimasta inattiva per tre anni prima di Leyte
e si parlava di essa come un albergo galleggiante per ammiragli inetti."
BATTAGLIA NAVALE DELLE ISOLE
MIDWAY
LE PIU' GRANDI
BATTAGLIE NAVALI / NAVAL BATTLE
NAVI DA GUERRA /
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