Maria Valtorta - Gesù sulla via incontra la Madre

Maria Valtorta

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Gesù incontra la Madre

Maria cerca passare fra i soldati appiedati. Ma questi, che hanno caldo e fretta, cercano respingerla con le aste, molto più che dalla via selciata volano sassi per protesta contro tante pietà.

Secondo le rivelazioni di Maria Valtorta

Sono i giudei che ancora imprecano per la sosta causata dalle pie donne e dicono: "Presto! Domani è Pasqua. Bisogna finire tutto entro sera! Complici! Derisori della nostra Legge! Oppressori! A morte gli invasori e il loro Cristo! Lo amano! Vedi! come lo amano! Ma prendetelo! Mettetelo nella vostra maledetta Urbe! Ve lo cediamo! Non lo vogliamo! Le carogne alle carogne! Le lebbre ai lebbrosi!".

Longino si stanca e sprona il cavallo, seguito dai dieci lancieri, contro la canea insultante che fugge una seconda volta. Ed è nel fare questo che vede fermo un carretto, certo salito lì dalle ortaglie che sono ai piedi del monte e che attende col suo carico di insalate che la turba sia passata per scendere verso la città. Penso che un poco di curiosità nel Cireneo e nei suoi figli lo abbia fatto salire fin lì, perché non era proprio necessario per lui di farlo.

I due figli, sdraiati sull'alto del mucchio verdolino delle verdure, guardano e ridono dietro i giudei fuggenti. L'uomo invece, un robustissimo uomo sui quaranta-cinquant'anni, ritto presso il ciuchino che spaventato cerca di rinculare, guarda attentamente verso il corteo.

Longino lo squadra. Pensa gli possa far comodo e ordina: "Uomo: vieni qui." Il Cireneo finge di non sentire. Ma con Longino non si scherza. Ripete l'ordine in un modo tale che l'uomo getta la redine ad un figlio e viene vicino al centurione.

"Vedi quell'uomo?" chiede. E nel dire così si volge per indicare Gesù e vede a sua volta Maria che supplica i soldati di farla passare. Ne ha pietà e urla: "Fate passare la Donna." Poi torna a parlare al Cireneo: "Non può più procedere così carico. Tu sei forte. Prendi la sua croce e portala per Lui sino alla cima".
"Non posso... Ho l'asino... è riottoso... i ragazzi non sanno tenerlo... " Ma Longino dice: "Vai, se non vuoi perdere l'asino e acquistare venti colpi di castigo". II Cireneo non osa più reagire. Urla ai ragazzi: "Andate a casa e presto. E dite che vengo subito" e poi va da Gesù.

LA MADRE
Lo raggiunge proprio mentre Gesù si volge verso la Madre che solo ora vede venire verso di Lui, perché procede così curvo e ad occhi quasi chiusi che è come fosse cieco, e grida: "Mamma!"
È la prima parola da quando è torturato che esprima il suo soffrire. Perché in quel grido c'è la confessione di tutto e ogni suo tremendo dolore di spirito, di morale e di carne.
È il grido straziato e straziante di un bambino che muore solo, fra aguzzini fra le peggiori torture... e che giunge ad avere paura anche del suo proprio respiro.
È il lamento di un fanciullo delirante che è straziato da visioni d'incubo... E vuole la mamma, la mamma, perché solo il suo bacio fresco calma l'ardore della febbre, la sua voce fuga i fantasmi, il suo abbraccio fa meno paurosa la morte...

Maria si porta la mano al cuore come ne avesse una pugnalata e ha un lieve vacillamento. Ma si riprende, affretta il passo e mentre va a braccia tese verso la sua Creatura straziata grida: "Figlio!" Ma lo dice in maniera tale che chi non ha cuore di iena se lo sente fendere per quel dolore.

Vedo che anche fra i romani vi è un moto di pietà... eppure sono uomini d'arme, non nuovi alle uccisioni, segnati da cicatrici... Ma la parola: "Mamma!" e "Figlio!" sono sempre quelle e per tutti coloro che, ripeto, non sono peggio delle iene, e sono dette e comprese dovunque, e dovunque sollevano onde di pietà...

Il Cireneo ha questa pietà... E poiché vede che Maria non può abbracciare il suo Figlio per via della croce e dopo avere teso le braccia le lascia ricadere persuasa di non poterlo fare si affretta a levare la croce e lo fa con delicatezza di padre, per non urtare la corona o strofinare sulle piaghe.

Ma Maria non può baciare la sua Creatura... Anche il tocco più lieve sarebbe tortura sulle carni lacerate e Maria se ne astiene e poi... i sentimenti più santi hanno un pudore profondo. E vogliono rispetto o almeno compassione. Qui e curiosità e sopratutto scherno. Si baciano solo le due anime angosciate.

Il corteo che si rimette in moto sotto la spinta delle ondate di popolo furente che preme dal fondo li divide, respingendo la Madre contro il monte, allo scherno di tutto un popolo... Ora dietro a Gesù è il Cireneo con la croce. E Gesù, libero di quel peso, procede meglio. Ansa fortemente, si porta sovente la mano al cuore, come avesse un grande dolore, una ferita lì, alla regione sterno-cardiaca, e, ora che può, non avendo più le mani legate, si respinge i capelli caduti in avanti, tutti collosi di sangue e sudore, fin dietro le orecchie, per sentire aria sul volto cianotico, si slaccia il cordone del collo, per la sofferenza del respiro... Ma può camminare meglio.

Maria si è ritirata con le donne. Si accoda al corteo quando è passato, e poi, per una scorciatoia, si dirige alla vetta del monte, sfidando gli improperi della plebe cannibalesca. Ora che Gesù è libero si compie abbastanza presto l'ultimo anello del monte e già si è prossimi alla cima tutta piena di popolo urlante.

Tratto da "Il poema dell'Uomo-Dio" di Maria Valtorta Volume nono, - Centro Editoriale Valtortiano..

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