Achillea Sanità Notizie
N. 55  - Maggio 2003

Editoriale

Prima pagina

Quando i simboli sono sbagliati

Sulle pensioni inevitabile lo scontro

Attività professionale dei medici

Iraq: si spengono i riflettori ma il dramma continua

Figli trascurati di un dio minore

Salute e società

Uno studio per tentare di risolvere la situazione del personale precario

Naturalmente

Sirchia contro i tagli alla sanità

Sars: nuove conoscenze sul virus

Le funzioni di coordinamento infermieristico

 

©1998
EnzoAbramo

 

Sars: nuove conoscenze sul virus

Per monitorare la situazione a livello mondiale, l’OMS ha convocato a Ginevra, il 5 maggio, un confronto internazionaleÊdi tutti gli esperti, che stanno studiando il virus della SARS.

Dall’Istituto Superiore di Sanità le attuali conoscenze:

"La maggior parte del genoma del nuovo coronavirus, ritenuto causa della SARS, sequenziato dai ricercatori canadesi, fornisce importanti informazioni utili a una rapida diagnosi, ad un eventuale trattamento ed alla prevenzione della SARS. Quest’ultima scoperta completa il lavoro svolto dai ricercatori di Hong Kong e dimostra che questo nuovo coronavirus è causa necessaria di SARS.

Utilizzando, infatti, metodi quali la PCR per la ricerca delle sequenze virali nell’aspirato naso-faringeo e metodi sierologici per la ricerca di anticorpi diretti contro il virus, è stato possibile rilevare che l’infezione è presente nella stragrande maggioranza dei pazienti affetti da SARS, mentre è assente nei donatori di sangue usati come gruppo di controllo o in persone con affezioni delle vie respiratorie diverse dalla SARS. La forte associazione epidemiologica riscontrata indica che il virus è essenziale per lo sviluppo di questa grave malattia.

Rimane ora da stabilire se il coronavirus è in grado da solo di provocare il grave quadro clinico della SARS o se invece agisce in combinazione con altri agenti patogeni quali ad esempio il metapneumovirus (appartenente alla famiglia dei Paramyxovirus) o le Chlamydie. Lo studio della sequenza di questo nuovo coronavirus suggerisce che esso è più simile ad altri virus animali (bovini e murini), appartenenti alla stessa famiglia, di quanto non lo sia rispetto agli altri coronavirus umani (il coronavirus 229E e l’OC43), che, come è noto, sono estremamente diffusi, interessano le vie respiratorie alte, e provocano nell’uomo banali raffreddori.

L’identificazione di questo nuovo Coronavirus ha portato alla messa a punto di test diagnostici di tipo molecolare e sierologici. Il riscontro di sequenze dell’RNA di questo coronavirus nelle secrezioni naso-faringee, con metodiche PCR, può essere usato per la valutazione dello stato d’infezione del malato in caso di sospetta SARS. Si tratta di metodi già disponibili ed estremamente utili, ma che necessitano di ulteriore approfondimento e standardizzazione. Per valutare, inoltre, l’avvenuta infezione utilizzando tecniche di immunofluorescenza (IFA) o immunoenzimatiche (ELISA), è possibile rinvenire anticorpi diretti contro questo nuovo Coronavirus.

È però doveroso sottolineare che tali test permettono soltanto una conferma retrospettiva dell’infezione solo dopo un certo numero di giorni (10 per l’IFA e 20 per l’ELISA), quelli necessari alla comparsa degli anticorpi dopo l’inizio della malattia".

(Fonte: Istituto Superiore di Sanità)