Achillea Sanità Notizie
N. 55  - Maggio 2003

Editoriale

Prima pagina

Quando i simboli sono sbagliati

Sulle pensioni inevitabile lo scontro

Attività professionale dei medici

Iraq: si spengono i riflettori ma il dramma continua

Figli trascurati di un dio minore

Salute e società

Uno studio per tentare di risolvere la situazione del personale precario

Naturalmente

Sirchia contro i tagli alla sanità

Sars: nuove conoscenze sul virus

Le funzioni di coordinamento infermieristico

 

©1998
EnzoAbramo

 

Naturalmente

Rubrica di Fitoterapia e alimentazione
 

BORNEOLO (DESTRO) O CANFORA DEL BORNEO

Prodotto fornito da un albero che germoglia spontaneamente nel Borneo e a Sumatra: il dryobalanops camphora. E il «Capour barros» dei Malesi.

Soltanto l’albero vecchio dà il borneolo che trasuda naturalmente sotto la corteccia ove lo si trova in masse cristallinizzate più o meno grosse. L’albero giovane dà solo un liquido giallo chiaro: la « canfora liquida ».

PRINCIPALI COSTITUENTI CONOSCIUTI:

è un alcool. Differisce, quindi, dalla canfora del Giappone (la canfora utilizzata abitualmente), che è un cetone e come tutti i cetoni - presenta una certa tossicità (la ben nota tossicità delle essenze di assenzio. di ruta, di sabina deriva dai loro cetoni).

Il borneolo, noto ben prima della canfora, è stato, da sempre, considerato una panacea.

Per molti secoli, il borneolo fu considerato un potente antidoto contro la peste e la sua fama terapeutica era tale che Chrosroes II, re di Persia, lo conservava preziosamente nel suo palazzo di Babilonia. Da allora diversi studiosi, durante i secoli passati, vantarono le virtù del borneolo. In Italia, una scoperta archeologica relativamente recente permise l’identificazione di materie organiche perfettamente conservate da più di 2000 anni in un vaso contenente borneolo.

La canfora del Borneo gode, inoltre, sempre in India e in Cina, di una considerazione tutta particolare.

Soltanto l’analogia di aspetto e di odore può indurre a confoderlo con la canfora giapponese, molto meno cara del borneolo.

La tossicità della canfora giapponese è innegabile. Il borneolo non ne ha alcuna. In più, il borneolo è molto più antisettico della canfora del Giappone e, al contrario di questa, è un tonico notevole.

PROPRIETÀ

Uso interno ed esterno:

- Antisettico potente.

- Tonico generale e cardiaco.

- Stimolante cortico-surrenale.

- Desensibilizzante.

- INDICAZIONI:

- Stati di depressione.

- Malattie infettive.

MODO DI UTILIZZARLO:

In associazione con altre essenze (0,25-0,50%) per via orale e, diluito, per via intramuscolare.

Anche sotto forma di vari eteri come l’isovalerianato di bornile (bornyval) in perle da 0,25 ctg, 3-5 al giorno, come sedativo la cui azione è simile a quella della valeriana.

NOTA BENE: numerose essenze estratte dalle piante del nostro paese contengono anche un poco di borneolo (rosmarino, issopo).