Achillea Sanità Notizie
N. 55  - Maggio 2003

Editoriale

Prima pagina

Quando i simboli sono sbagliati

Sulle pensioni inevitabile lo scontro

Attività professionale dei medici

Iraq: si spengono i riflettori ma il dramma continua

Figli trascurati di un dio minore

Salute e società

Uno studio per tentare di risolvere la situazione del personale precario

Naturalmente

Sirchia contro i tagli alla sanità

Sars: nuove conoscenze sul virus

Le funzioni di coordinamento infermieristico

 

©1998
EnzoAbramo

 

Il sindacato in ordine sparso

Ma a chi gioverà la frattura quasi inevitabile?

di Renato Rivelli

Le ripetute contestazioni al segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, sono la dimostrazione di come il clima sindacale si sia surriscaldato negli ultimi tempi. Già il Patto per l’Italia, e la stessa messa in discussione dell’articolo 18, avevano provocato delle fratture ed ostilità tra le tre confederazioni. Tant’è che in ordine sparso Cgil, Cisl e Uil si presenteranno alla consultazione di giugno. Il Referendum sull’estensione dell’articolo 18 a tutti i lavoratori occupati e precari. La Cgil ha sciolto il nodo: voterà e inviterà i propri militanti a votare SÌ, anche se con qualche riserva poiché, anch’essa, pensa che il referendum andava evitato, preparando una proposta di legge sul mercato del lavoro, sull’articolo 18 e sugli ammortizzatori sociali che è stata presentata in parlamento con l’avallo di cinque milioni di firme.

Contrariamente a Cisl e Uil, la Cgil sostiene che l’estensione di un diritto non provocherebbe alcun danno.

La Cisl e la Uil inviteranno i propri militanti a votare NO, sostenendo che l’estensione dell’articolo 18 potrebbe provocare danni all’economia e alle piccole imprese (ma questi sindacati non dovrebbero preoccuparsi, principalmente, degli interessi e dei DIRITTI dei lavoratori?).

Ora l’accordo separato di Uil e Cisl sui metalmeccanici rischia di compromettere ulteriormente l’unità sindacale.

È la prima volta, dal 1948, che la Fiom Cgil non firma il contratto dei metalmeccanici. L’incremento retributivo è troppo basso rispetto ai 135 euro richiesti. Le nuove norme troppo elastiche e a favore delle sole imprese. Ma, già precedentemente, la Fiom non aveva siglato nel 2001 la parte economica, adesso rifiuta anche la parte normativa e di conseguenza ritira la propria firma al contratto dei metalmeccanici, addossando la responsabilità a Cisl e Uil, di legittimare il più grave attacco al contratto nazionale da molti anni a questa parte. Questa la dichiarazione di Guglielmo Epifani: «È una sconfitta per i lavoratori del settore». È un contratto del passato, la firma separata ci riporta indietro agli anni ‘50. Savino Pezzotta: "Questo è un accordo separato perché le responsabilità stanno su chi ha deciso di presentare una piattaforma separata".

Un fiume di dichiarazioni. Per la Cgil è un accordo contro il Sud. Per la Cisl e Uil il ritiro della firma un no irresponsabile. Il 16 Maggio i metalmeccanici sciopereranno. Si aprirà una frattura che è destinata a rimanere storica nei rapporti sindacali, tale da indurre lo stesso Epifani a riproporre la richiesta di una legge che regoli la rappresentanza sindacale nel settore privato.

Solo il nodo pensioni sembra trovare il sindacato Confederale in sintonia e sostengono che sarebbe un ulteriore attacco ai diritti dei lavoratori.

Ma quando incideranno le vicende nazionali nei luoghi di lavoro non è dato sapere. Indubbiamente una frattura così grave costringerà le stesse Confederazioni a ripensare allo strumento delle Rsu, a questo punto ininfluente e a cui verrebbe meno la sua funzione primaria: quella di rappresentare i lavoratori, giacché in ogni luogo di lavoro si arriverebbe a consultazioni separate. Un quadro di estrema delicatezza e debolezza per tutti lavoratori.

L’accordo firmato da Cisl e Uil per i metalmeccanici (che vede la Cgil (Fiom) ritirare la propria firma) prevede un aumento di 90 euro (45 a luglio 2003, 24 a febbraio 2004 e 21 euro a dicembre 2004). Ci saranno circa 10 euro di indennità di vacanza contrattuale già erogato tra aprile e maggio. Ci sarà un aumento medio mensile di 90 euro (quinto livello).

Sui lavori atipici, la discussione sarà rinviata a quando saranno varati i decreti attuativi della legge Biagi.

Sugli orari, prevista la smonetizzazione delle quattro ore di riduzione dell’orario per i turnisti.

Inquadramento. La riforma sarà discussa entro questa vigenza contrattuale, ma applicata dal 2007.

Congedi parentali. Diritto a tre giorni di permesso retribuito in caso di gravi lutti e la possibilità di ottenere l’aspettativa non retribuita per un massimo di 24 mesi per eventi o cause particolari.

Malattia. Prolungata a 24 mesi l’aspettativa non retribuita in caso di grave malattia.

renivi@libero.it