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Quando i simboli sono sbagliati Sulle pensioni inevitabile lo scontro Attività professionale dei medici Iraq: si spengono i riflettori ma il dramma continua Figli trascurati di un dio minore Uno studio per tentare di risolvere la situazione del personale precario Sirchia contro i tagli alla sanità Sars: nuove conoscenze sul virus Le funzioni di coordinamento infermieristico
©1998 |
Sirchia contro i tagli alla Sanità Una nuova figura come quella degli infermieri generici per il rilancio delle professioni Il bilancio che traccia il ministro della salute Girolamo Sirchia ad un anno dal suo insediamento sembra essere impietoso, fitto di luci ed ombre, ma indubbiamente un bilancio critico, non ancora capace di effettuare la riforma-quater del Ssn, che allo stato non conviene farla. Il ministro sa di avere in sospeso il rapporto di lavoro dei medici, le liste di attesa, le reti di eccellenza. Alle porte contratti e convenzioni; il fondo per gli anziani non autosufficienti; dulcis in fundo le mansioni delle professioni sanitarie. Quello che più lo infastidisce è l’invadenza della politica "che non arretra e mina l’eccellenza" alle visioni economicistiche. Tagli indiscriminati che stanno distruggendo la sanità nazionale. Difficile il rapporto con l’economia e con i governi locali. Si dichiara personalmente soddisfatto. Il Piano sanitario Nazionale è stato un primo risultato, poiché nato dopo il nuovo titolo V della Costituzione e effettuato con il consenso delle Regioni. Un piano che ha avuto un parto difficile poiché è stato eliminato tutta la parte organizzativa che riguardava i poteri regionali. Vi sarà un approfondimento e una relazione a parte specifica. Un altro traguardo è stato la lotta al fumo e la capacità che ha avuto l’Italia nella formulare dal punto di vista della prevenzione una adeguata lotta individuando anche gli spazi da riservare ai fumatori nei locali aperti al pubblico. Ma quello del miglioramento degli stili di vita ha distinto l’Italia nell’ambito della commissione Europea. L’aver coinvolto anche i privati per la pubblicità nella promozione degli stili di vita adeguati rappresenta un successo poiché si è sbloccata la comunicazione istituzionale. Ci saranno fondi di parte privata da canalizzare per sponsorizzare le lotte al fumo all ‘alcolismo in definitiva si dovranno promuovere campagne per la salute pubblica. Una magra soddisfazione si è avuta dalle iniziative portate avanti per la riduzione delle liste di attesa. Mentre una vera e propria revisione è stata apportata al nuovo prontuario farmaceutico," a molecola uguali, rimborsi uguali. Un buon principio. Anche dal versante della farmaceutica va favorita la ricerca, e dovrebbe essere istituita una Agenzia nazionale del farmaco. Ancora in soffitta la riforma del rapporto di lavoro dei medici, sorprese circa l’intramoenia allargata potrebbero venire dal Parlamento. Nel frattempo la riforma quater del Ssn non si farà. Garantire ai cittadini una tutela super partes, di garanzia fattiva e concreta dell’etica del sistema e dei diritti dei cittadini, ovunque vivano,questo è l’elemento fondamentale del nuovo ministero. Il piatto forte del ministero sono la rete di eccellenza, alla stregua dei grandi paesi europei. Il ministro afferma che sui guasti di una visione economicistica della sanità bisogna riflettere poiché i hanno messo a dura prova la sanità nazionale. N’è si può pensare di inserire nuove tasse o tanto meno di aumentarle. E allora si può incominciare a razionalizzare un sistema. Allora ci vorrebbe un nuovo sistema di finanziamento come i fondi integrativi che da soli non risolvono il problema. Sulle convenzioni, bisognerebbe coinvolgere i medici di famiglia a livello territoriale,integrandoli con la rete ospedaliera così da diventare simili ad un primariato ospedaliero, frequentando gli ospedali parte-time se lo desiderano. Affidandogli un budget. Per i contratti dei medici dipendenti è ancora presto tutto sarà rinviato all’anno prossimo. Ci sono dei cambiamenti in atto nel mondo un cambiamento a cui bisogna adeguarsi. Con il decreto antitruffe non si è voluto offendere nessuno.Colpire i ladri non offende certamente i medici onesti laddove ce ne fossero. Quello che è deleterio nelle Università e negli ospedali pubblici è il nepotismo e la dipendenza dalla politica.Ma la politica non farà mai un passo indietro, se non sarà costretta a farlo. Ancor peggio è la visione economicistica che sta minacciando i centri di eccellenza. Abbinato alla invadenza dei direttori generali tramite la politica la catena dei primari da un alto, e il taglio della spesa indiscriminato a volte insensato con l’emarginazione dei medici sta distruggendo la sanità pubblica. E allora bisogna immaginare un sistema che non sia completamente asservito alla politica. Dei consigli di amministrazione con diversi attori che entrino nella gestione dell’ospedale per ridare voce a diverse componenti pluraliste della città ,della società civile. È indubbio che per cambiare molto dipende da una forte iniezione di cultura ,formazione e aggiornamento. Nella intervista al ministro si parla anche della dirigenza agli infermieri ,e il rischio palese di avere tanti generali e pochi caporali. Questo un tema che bisogna affrontare con le nuove professioni sanitarie. Credo dice il ministro che ci sia la necessità di avere un infermiere che assorba i lavori meno qualificanti, ma più vicino alla persona, al letto, alla stanza del malato. Quello che era il generico. Io credo dice il ministro che ci voglia questa figura e bisognerà pensare insieme come realizzarla. Sentiremo anche la dirigenza degli infermieri, cercheremo di concordare una strada in questo senso. Nella lunga intervista al ministro non poteva mancare una domanda che di prassi si fa e cioè il riferimento alla spedalità privata,si dichiara un convinto sostenitore della sanità pubblica e qualora dovesse ammalarsi il suo luogo naturale di cura sarebbe l’ospedale. Alla fine l’intervistatore gli chiede una sorta di pagellina sui ministri che si sono alternati nella sanità pubblica. Donat Catten certamente il migliore, determinato ed onesto nelle intenzioni e nelle cose da fare. A questa intervista ci fa piacere abbinare il profilo del ministro alla salute Girolamo Sirchia di cui apprezziamo le sue dichiarazioni sull’economicismo in sanità che sta distruggendo il Servizio sanitario nazionale |