Achillea Sanità Notizie
N. 55  - Maggio 2003

Editoriale

Prima pagina

Quando i simboli sono sbagliati

Sulle pensioni inevitabile lo scontro

Attività professionale dei medici

Iraq: si spengono i riflettori ma il dramma continua

Figli trascurati di un dio minore

Salute e società

Uno studio per tentare di risolvere la situazione del personale precario

Naturalmente

Sirchia contro i tagli alla sanità

Sars: nuove conoscenze sul virus

Le funzioni di coordinamento infermieristico

 

©1998
EnzoAbramo

 

Uno studio per tentare di risolvere la situazione del personale precario

Riportiamo di seguito la nota inviata dall’assessore alla Sanità della Regione Campania, Rosalba Tufano, al Presidente del Coordinamento degli Assessori Regionali alla Sanità per la Conferenza Stato-Regioni per mettere allo studio una ipotesi concreta per la risoluzione del grosso problema degli infermieri professionali precari.

Questo il testo integrale della nota:

"Problematica personale precario delle professioni sanitarie del Comparto.

Presso le Aziende Sanitarie della Regione Campania è stato utilizzato, mediante reiterati incarichi a tempo determinato, conferiti a seguito di avviso pubblico, personale delle professioni sanitarie (infermieri, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia ecc.).

La reiterazione o il protrarsi di incarichi a tempo limitato sono stati determinati anche dalle decisioni assunte dalla Giunta Regionale della Campania che con deliberazione n.1758 del 24.4.02 ha disposto il blocco dei concorsi pubblici e delle assunzioni in attesa dell’approvazione del piano Sanitario Regionale, pur con la previsione di possibili autorizzazioni in deroga limitate ai Servizi di emergenza e/o di alto valore strategico.

Il personale precario di che trattasi, attualmente in stato di agitazione, ha ripetutamente richiesto l’applicazione analogica dei principi sanciti con D.L.vo 6/9/01 n. 368 e quindi la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

In subordine, ha richiesto il riconoscimento di un diritto di precedenza nelle assunzioni presso la stessa Azienda dove ha espletato attività di precariato.

Orbene, mentre è categoricamente esclusa l’applicazione dell’art. 5 del D.L.vo 06.09.01 n. 368 in favore del personale in questione, il riconoscimento di un diritto di precedenza è demandato, dall’art. 10 - comma 9 - dello stesso D.L.vo, ai CCNL stipulati dai Sindacati più rappresentativi.

Tanto premesso chiedo alla S.V., nella qualità di Presidente del Coordinamento degli Assessori Regionali alla Sanità per la Conferenza Stato-Regioni, a voler rappresentare in sede di Coordinamento degli Assessori alla Sanità la problematica di cui sopra, al fine di prospettare una possibile soluzione, tesa al riconoscimento della particolare professionalità acquisita dal personale di che trattasi ovvero ad una parziale equiparazione dello stesso alla tutela dei lavori precari introdotta dal D.LVO 368/01, con il quale lo Stato Italiano ha recepito la Direttiva Comunitaria IL 1999/70/CE.

Con la presente, inoltre, mi associo alla richiesta formulata dall’Assessore della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Dr. Roberto Vicquéry, con nota prot. n. 4458 del 24.1.03, di iscrivere all’O.d.G. della prossima seduta del Coordinamento degli Assessori Regionali alla Sanità la discussione in merito all’esame delle problematiche relative ai profili professionali dell’infermiere generico, dell’infermiere psichiatrico e della puericultrice."