Vesuvio

Storia del Vesuvio


Eruzioni pliniane

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Le eruzioni pliniane sono eruzioni altamente esplosive nel corso delle quali si ha la formazione di una colonna eruttiva alta alcune decine di chilometri, costituita da gas e particelle solide (pomici, ceneri e frammenti litici).

Queste eruzioni determinano la formazione di depositi piroclastici da caduta, caratterizzati da elevata distribuzione areale e, generalmente, di depositi da flusso piroclastico.

Negli ultimi 20.000 anni al Vesuvio si sono verificate quattro eruzioni di questo tipo che hanno generato depositi dalla complessa stratigrafia interna, e che sono state caratterizzate, nelle fasi finali, da intensa attività freatomagmatica, cioè originata dall’interazione tra magma e acqua.

Nelle eruzioni pliniane del Vesuvio i depositi piroclastici da caduta sono la parte volumetricamente più significativa e ad essi sono intercalati depositi da flusso e da surge piroclastico, caratterizzati da dispersione areale estremamente variabile.

I depositi da caduta sono distribuiti su aree superiori ai 500 km², mentre i depositi da flusso e da surge hanno raggiunto distanze, dal centro dell’emissione, in alcuni casi superiori ai 20 km (ad esempio durante l’eruzione delle “Pomici di Avellino”).

A seguito del verificarsi di tali eruzioni la morfologia del vulcano e delle aree circostanti è stata significativamente modificata. È stato dimostrato che ad ognuna di tali eruzioni si è accompagnato un fenomeno di ribassamento che ha determinato la formazione di una caldera, con la distruzione quasi completa dellèedificio vulcanico precedentemente costruito.

Le principali eruzioni pliniane del Vesuvio sono state sempre precedute da periodi di quescienza della durata di alcuni secoli.





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