Anima

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Respiro dell'anima

L'anima è la via di accesso al mondo intelligibile e al divino. L'anima è sempre attiva e non passiva nelle sensazioni.
L'anima ritrova in sé delle verità intelligibili assolutamente stabili ed eterne. Queste verità non provengono dall'anima stessa, perché essa è mutevole solo nel tempo ma da un qualcosa che trascende la ragione.

L'ANIMA E DIO

Veniamo da Dio: non ci possiamo ingannare. Lo grida l'anima nostra nei sui momenti migliori, lo grida il mondo con mille voci soavi e solenni.
Non ci siamo fatti da noi: il Signore ci ha creato con misericordiosa bontà, con misteriosa potenza. Ci ha tratto dal fango, ma ci ha plasmato ad immagine e somiglianza sua, ci ha alitato in volto il soffio della vita. Abbiamo un'anima, dono suo, scintilla del suo amore, che fa vivere il povero corpo di terra.

Siamo di Dio. Quando i farisei chiesero insidiosamente a Gesù se era o no lecito pagare il tributo a Cesare, Egli rispose loro: "Ipocriti, perché mi tentate? Portatemi un danaro".
E Gesù chiese: "Di chi è quest'immagine e l'iscrizione? Gli risposero: "Di Cesare" Ed Egli replicò: "Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio".
Di chi è immagine che portiamo in noi? Se siamo segnati col sigillo di Dio, come negheremo il tributo della nostra misera esistenza ai diritti del Creatore? Noi siamo al servizio di Dio: dobbiamo vivere, lavorare per la sua gloria. Nella sua gloria è la nostra felicità: ribellarci a Lui, è ribellarci alla vita e correre alla morte.

Andiamo a Dio. Da Dio a Dio! Perché non ci pensiamo? Perché avvilire l'anima staccandola dal suo fine; perché dare la terra a chi è destinato al cielo? Sarà suo il regno del Padre, purché sia suo il dolore del Figlio.
Dopo la caduta originale, la vita è martirio di purificazione: l'anima deve rifarsi nella imitazione di Nostro Signor Gesti Cristo. Egli ci ha insegnato come si fa ad andare a Dio. Seguiamolo.

L'ANIMA E GESÙ CRISTO

Gesù rivela l'anima. Gli uomini sapevano di avere un'anima, ma non la conoscevano; e vivevano come non fossero che materia. Gesù viene e muore per salvarci. Se prima l'anima era preziosa perché dono di Dio, con la venuta di Gesù riveste il valore infinito del sacrificio del Figlio di Dio.
"Siete stati ricomprati a prezzo inestimabile", grida l'Apostolo! Per carità non lo dimenticate più; glorificate e portate Dio nel vostro corpo: non fate che il corpo sia il traditore dell'anima.

Gesù muore per l'anima. E stata così desolata e straziata la sua morte, da poter dire ch'Egli ha voluto morire per ogni anima. Gli uomini si erano scostati dalla via della giustizia, rinnegando Dio e non comprendendo più se stessi. Gesù muore... Vuoi toccare le fibre dell'anima, che non ha più desiderio dei cieli aperti e sereni, che non ritrova più le ali di colomba per volare e riposarsi beata nel Cuore di Dio? Gesù muore... E misticamente continuerà a morire sugli altari che rinnovano l'unico altare, il Calvario.

E l'anima? Salviamo l'anima. Gesù ha fatto quanto poteva, divinamente. Ogni anima è la sua vigna di elezione: vi ha messo tutta la sua vita; il suo sangue è stata rugiada di celeste fecondità. Guai a noi se perdessimo l'anima, per aver calpestato il sangue del Signore! Guardiamo piuttosto alla croce, e così non dimenticheremo mai il prezzo dell'anima. Guardiamo alla croce e diciamo a noi stessi che sarebbe stolto voler salvare l'anima senza soffrire con Cristo.

L'ANIMA E IL CORPO

Il corpo è il compagno dell'anima. Viaggiamo insieme per la conquista di un regno eterno: viaggio incerto e penoso, non solo per la difficoltà della via, ma spesso per i capricci dell'uno, per le fiacchezze dell'altra. Il corpo tende insidie all'anima e si affatica a farle dimenticare la sua origine divina. II corpo è materia, è fango, è polvere, e canta vittoria quando riesce a trascinare l'anima nella materia, nel fango, nella polvere. Vana vittoria! È il grido della più clamorosa sconfitta, perché sul corpo e sull'anima ha preso possesso il maligno.

Il corpo deve essere tempio di Dio. È opera di Dio, è conquista di Gesù Cristo: noi siamo perché Dio lo vuole, ci muoviamo, viviamo per Lui. E allora? Perché volerci sottrarre alle norme di vita che il Signore ha dato a questo ribelle compagno dell'anima immortale? Perché non riflettere che la grazia, regale dono di Dio, non solo purifica e abbellisce l'anima, ma da altresì onore e vigore al corpo? Oh, glorifichiamo il Signore con una purezza senza macchia!

Mortifichiamo il corpo. Siamo di Cristo, e Cristo si mortificò sino alla morte di croce: la croce fu il Suo guanciale, la croce fu il Suo riposo. Siamo di Cristo, crocifiggiamo dunque la carne, trattiamo il corpo da schiavo per renderlo libero davvero; muoviamo guerra senza quartiere alla sensualità, alle ricchezze, agli onori. Siamo di Cristo e, come Lui, dobbiamo presentare al Padre un corpo che sia ostia viva, gradita e santa. E anche l'anima avrà splendore immortale.

IL TEMPO

Il tempo passa: passa rispetto a se stesso, passa rispetto a noi. Passa perché è nel tempo. Dio non passa perché è nell'eternità. I libri santi cominciano con queste parole: "Nel principio Dio creò il cielo e la terra". Quel principio fu l'attimo in cui Dio diede inizio e misura al tempo. Noi siamo nel tempo e passiamo con il tempo. Quel che oggi è tutta la nostra vita, domani non sarà più. Quel domani deve essere la grande preoccupazione del cristiano. Domani il mistero sarà svelato, domani cadranno le ombre, domani sarò dinanzi al Signore.

Che cos'è il tempo? È l'attesa di Dio. "Lavorate finché io ritorni", dice Gesù nella parabola evangelica, rammentandoci che lo sforzo continuo, intimo, fecondo su noi stessi per conquistare l'eternità, fa il tempo, fa la vita. Che sarebbe la vita senza l'eternità? Ebbene il tempo, che misura la vita, è insieme ricchezza o miseria di vita: ricchezza se prepara il cielo, miseria delle miserie se prepara l'eterna condanna.

È dono di Dio il tempo, ma è beato soltanto colui che sa comprendere il dono di Dio, come quello che gli è dato perché, nel lavoro e nel dolore, sappia giungere sino a Lui. Siamo nel mondo per meritare il cielo, per preparare l'eternità. Forse non lo abbiamo ancora compreso.

Santifichiamo e redimiamo il tempo. Il tempo è d'oro: possiamo quaggiù accumulare tesori per il regno di Dio, dove ladro non ruba né tignola corrode. Non sono gli anni la vera misura di vita, ma è l'amore di Dio, ma è il desiderio e l'attività buona. Che cosa ho fatto dei miei anni? Ho vissuto tanto, ma ho vissuto così poco! Se Gesù bussasse alla mia porta e mi dicesse: "è l'ora", che cosa avrei da presentargli come prova di vita vissuta per Lui? Muoio ogni giorno al tempo; ma riesco ogni giorno a vivere di più, se resto immerso nel Cuore di Dio.

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