AMORE E SESSUALITA'

secondo la filosofia spirituale

 

 

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"Per sublimare la forza sessuale e ottenere una perfetta padronanza di sé, non ritengo necessario compiere tutte le esperienze descritte nei testi sul tantrismo indù o tibetano. Esiste un altro Tantra-yoga che le supera e di cui sono un fervente sostenitore. Una delle tecniche di questo tantrismo consiste nell'imparare ad amare senza aspettare di essere amati..." (O.M. Aïvanhov)

La filosofia iniziatica trasmessa da O.M.Aivanhov trova un punto di equilibrio diverso dal tradizionale tantra yoga.

Scrive, a tal proposito M. Mirabail nel suo volume "Dizionario dell'esoterismo" (ed.Mondadori) a pag.301 "O.M. Aivanhov parla invece di un'altra via: una sorta di omeopatia amorosa" suscettibile di risvegliare negli esseri, anche nella vita di coppia, i doni spirituali che sono presenti in ognuno di noi.

Quanti incontri entrano in crisi, malgrado il permanere dell'affetto, per il fatto di non aver adottato misure relazionali equilibrate. Afferma Aïvanhov: "Quando un uomo e una donna s’incontrano, riproducono l’incontro del fuoco e dell’acqua. Se non sanno come agire nei confronti l’uno dell’altra, la donna (l’acqua) evapora, e l’uomo (il fuoco) si spegne. Dato che il fuoco e l’acqua possono distruggersi a vicenda, se ne deduce che sono nemici. In apparenza, è vero, gli uomini e le donne non smettono di lottare gli uni contro gli altri; e tuttavia, se si cercano c’è una ragione, e occorre scoprirla. La ragione è che essi sono i rappresentanti dei due principi cosmici che insieme creano la vita. Ma per creare veramente la vita invece di distruggersi, non bisogna permettere che l’acqua e il fuoco entrino direttamente in contatto. L’acqua deve essere versata in un recipiente e posta sul fuoco; così, il fuoco esalterà l’acqua e si sprigionerà un’energia considerevole, grazie alla quale i due metteranno in moto il mondo intero".

Dovremmo rinunciare all’idea illusoria che l’assunzione di maggiori quantità di risorse o di piaceri possa produrre uno stato di maggior benessere. L’uomo dovrebbe, invece, optare per l’assunzione di dosi omeopatiche in quanto esse dànno maggiore gioia e salute. Questo appare, oggi, un punto fondamentale di uno stile di vita equilibrato. Tutti possiamo constatare che i piaceri meramente fisici attenuano, a poco a poco, la sensibilità, e che in ragione di ciò occorre procurarsi, continuamente, piaceri e sensazioni sempre più forti per provare qualcosa. Diventa, quindi, sempre più difficile essere soddisfatti, perché si diventa sempre più insensibili, e questo lo si può verificare in tutti i campi. Gli eccessi riducono il gusto della vita! Infatti, molti si chiedono perché oggi appaia essersi sbiadita la capacità di gioire, malgrado l’assenza di limitazioni nel procurarsi i piaceri".

L'approccio a dosi omeopatiche ha una ragione oggettiva legata alla nostra struttura psichica (cfr. Vita psichica - elementi e strutture - Prosveta - pagg. 99 - 100) ed una sua coerenza con i valori di giustizia (http://www.codiceolistico.it/ilcodicedelleleggimorali.pdf):" L'omeopatia, che agisce con dosaggi infinitesimali, non tocca direttamente il corpo fisico, bensì i corpi sottili che in seguito agiscono sul corpo fisico. Ecco perché possiamo considerare anche uno sguardo, una parola o soltanto un sentimento, un pensiero, come sostanze identiche ai medicinali omeopatici: vanno a toccare i corpi sottili delle persone, scatenando reazioni che finiscono col riflettersi sul corpo fisico. Se lanciate uno sguardo di odio a qualcuno o lo apostrofate con parole cattive, potete farlo ammalare...questo avviene attraverso l'intermediazione del corpo mentale, astrale ed eterico. Al contrario, se qualcuno è depresso e chiuso in sé stesso e voi gli dite una parola buona, lo guardate con benevolenza, gli sorridete, ne sarà sollevato! Anche in questo caso gli avete somministrato una dose omeopatica che è stata ricevuta dai suoi corpi sottili e si è poi riflessa sul suo corpo fisico" (Pensieri Quotidiani, 2002).

A proposito di eccessi ci ricorda Aïvanhov: "Gli uomini e le donne che obbediscono ciecamente ai propri istinti sessuali, non sanno a quali pericoli psichici si espongono. "Allora, direte, quali sono questi pericoli?" Guardate un ubriaco: è completamente abbrutito, come inebetito. Il vino è una cosa eccellente, ma egli ne ha abusato ed ora ecco in che stato si trova. Anche l'energia sessuale è una cosa eccellente, d'altronde spesso viene paragonata al vino. Ma quando se ne abusa... Direte che conoscete uomini e donne che conducono una vita dissoluta, senza che questo impedisca loro di istruirsi e di lavorare. Sì, certo, la sensualità è compatibile con certe facoltà intellettuali o artistiche. Ma se un giorno vorranno fare un lavoro spirituale, non potranno, poiché avranno perduto gli elementi necessari, le loro quintessenze più preziose, d'altronde non avranno neppure più il desiderio di elevarsi. Guardate le api che si sono rimpinzate di miele: sono troppo pesanti e non possono volare. Accade lo stesso con gli uomini e le donne che non hanno imparato a dominare i loro istinti sessuali: possono continuare a fare ogni genere di lavoro, ma non possono volare, le regioni celesti sono loro proibite..."

Come abbiamo anticipato nella pagina iniziale, certamente non è un lavoro facile, il cui esito possa essere programmato a livello temporale. Non si tratta di applicare tecniche mentali a tavolino, tout court, ma di sviluppare, giorno per giorno, con umiltà, semplicità e tolleranza anche verso se stessi, uno stato di coscienza, un insieme di tanti piccoli comportamenti quotidiani sempre più elevati, affinché si possa gustare un giorno, anche qui sulla terra, quella pienezza, quella gioia a cui anela naturalmente e fortemente la nostra anima.

Non è sufficiente in questo campo impartire divieti, occorre fornire spiegazioni, metodi e collocare la sessualità nell'ampio disegno di perfezionamento dell'uomo raggiungibile mediante il ciclo delle reincarnazioni. L'abbellimento della propria eistenza non può essere imposto ma deve essere il frutto di un bisogno interiore sinceramente avvertito.

Il lavoro spirituale che riusceremo ad iniziare non sarà mai perduto, farà parte del nostro bagaglio più intimo e lo ritroveremo nelle successive incarnazioni.

Per noi Occidentali, non è indispensabile recarci in India per trovare le risposte metodologiche al lavoro di sublimazione dell'energia sessuale. Anche l'Insegnamento dei Vangeli contiene le verità, i principi che occorre però tradurre in metodi concreti, in regole di vita quotidiana.

Sulle relazioni tra pratiche yogiche e le parabole dei vangeli cfr. pag. 117 e segg. del volume Centri e corpi sottili di O.M. Aïvanhov.

Nell'opera di O.M.Aïvanhov, si trasmettono consigli e metodi per riscoprire la natura divina della forza sessuale al fine di vivere l'amore e la sessualità in modo equilibrato, per l'elevazione spirituale del singolo e della coppia.

A proposito della vita spirituale non si tratta, precisa Aïvanhov, di smettere di mangiare, di bere, di dormire, di respirare, di fare figli, ma di fare tutto meglio. Ogni giorno occorrerebbe praticare la sublimazione ovvero la sostituzione, far scorrere dentro di noi ogni giorno una nuova acqua, per vivere stati di coscienza divini, meravigliosi:"Quando il mondo intorno a voi rivendica la libertà sessuale e giustifica le sue rivendicazioni con argomenti apparentemente molto validi, non vi piace molto sentir parlare di disciplina, non è vero? Capisco benissimo che non desideriate privarvi dei piaceri, ma cercate almeno di vedere quali vantaggi ci sono a rinunciare ad alcuni di essi. Non si tratta di privarsene per non avere niente in cambio e ritrovarsi nel vuoto; si tratta piuttosto di capire che si può avere di più, sostituendo alcuni piaceri grossolani con altri più sottili, più spirituali. Quando un medico si accorge che un paziente sta rovinandosi la salute con eccessi di salumi, dolci, alcool, non gli consiglia certo di astenersi del tutto dal mangiare. Sa benissimo che l'altro in ogni modo non seguirebbe il suo consiglio o ancora peggio, se lo seguisse morirebbe. Gli prescrive allora di sostituire quei cibi con altri più sani, più leggeri. Ecco, io vi consiglio la stessa cosa, anche se si tratta di un altro campo. Io non vi spingo a morire di fame, ma a nutrirvi in modo diverso per migliorare la vostra salute spirituale."

Non basta però volerlo per riuscirvi, occorrono anche le conoscenze profonde della nostra natura umana e divina, l'acquisizione di metodi. Occorre, soprattutto,un alleato cioè un Alto Ideale per evitare il rischio di attaversare frustrazioni, repressioni e turbe di varia natura: "La religione e la società hanno fissato delle regole di morale sessuale senza chiedersi se gli esseri umani siano capaci di applicarle. Ecco perché molti di coloro che hanno voluto obbedire a quelle regole non ci sono riusciti se non al prezzo di grandi sofferenze e di turbe psichiche a cui è stato dato il nome di "repressione". La repressione non può essere una soluzione al problema della sessualità. È pericoloso rifiutare la forza sessuale il suo sfogo naturale se non si ha un fortissimo movente, delle aspirazioni, un ideale superiore capace di fare un lavoro sui piani dell'anima e dello spirito per canalizzare e trasformare quella forza. La continenza è una rinuncia, certo, ma questa rinuncia non deve essere una privazione, deve essere una trasposizione su un altro piano. Non bisogna privarsi, non bisogna rinunciare, ma solo cambiare piano. Ecco ciò che occorre spiegare agli uomini e alle donne quando si parla loro di padroneggiare la forza sessuale...."Molti sono venuti da me a lamentarsi di particolari malesseri e squilibri, ed io ho sempre detto loro: "Perché avete smesso di amare? Questi disturbi derivano dal fatto che avete compresso l'amore dentro di voi; allora si è represso finendo per devastare tutto. L'amore è un torrente potentissimo, ma poiché non lo sapevate, poiché non eravate illuminati, ha spazzato via tutte le barriere. Se volete salvarvi da questi tormenti, dovete amare, amare giorno e notte, amare tutte le creature… a quel punto non vi rimarrà neppure il tempo di tormentarvi perché sarete indaffaratissimi! Invece ora, più vi chiudete, più siete avari d'amore e più le cose si complicano. Siate generosi, e sarete salvi; donate il vostro amore a tutte le creature". Numerosi sono i volumi che raccolgono il pensiero di Aïvanhov su questo argomento ai quali rimandiamo doverosamente.

"È possibile istruire e consigliare gli esseri umani sulla sessualità, ben sapendo però che questo problema non può essere veramente risolto se non in funzione di ogni singola persona. Voler imporre, con il pretesto della morale, delle regole identiche per tutti, non è ragionevole, poiché la stessa disciplina che conduce gli uni verso l'equilibrio e la vera spiritualità, può invece condurre gli altri verso la repressione, l'isterìa e la nevrosi. Gli esseri umani non hanno tutti gli stessi bisogni, e chi non tiene conto di questa realtà è destinato sia a predicare nel deserto, sia ad infliggere loro degli inutili tormenti. Tuttavia, ciò non significa che non si debbano fare degli sforzi. Sì, ciascuno, al livello che gli è proprio, deve impegnarsi per dominare la forza sessuale, al fine di vivere l'amore in un modo più bello, più nobile, più spirituale, poiché quella è la sola vera regola morale."

Recentemente, P. Riffard (cfr. pag.1378 in "L'Esoterismo" ed. Rizzoli BUR) ha collocato O.M.Aïvanhov tra i maggiori dodici personaggi dell'esoterismo occidentale, di tutti i tempi, a partire da Orfeo, Pitagora...

 

 

 

Pensieri estratti dai "Pensieri Quotidiani"

Si ringrazia la casa editrice Prosveta che pubblica i Pensieri Quotidiani

Finché gli uomini e le donne non ritroveranno il valore della sublimazione della forza sessuale, saranno sempre delusi dalle loro esperienze amorose. Quando provano attrazione, desiderio reciproco, perché vogliono subito soddisfarlo? Perché non cercano invece di acquistare quella padronanza di sé che potrebbe fare di loro degli esseri superiori? Certo è difficile, ma se cominciassero a prendere l'abitudine di controllarsi, a poco a poco saprebbero utilizzare questo slancio per scatenare in loro delle forze di natura più sottile, grazie alle quali potrebbero fare delle scoperte magnifiche e migliorarsi. Sì, migliorarsi, perché quello che provano è un impulso molto benefico, solo che bisogna imparare ad utilizzarlo. Quindi, per quanto è possibile, che si accontentino di guardare con meraviglia l' altro, ringraziando la Madre Divina e il Padre Celeste dell'energia che ha dato loro. Così facendo conosceranno stati di coscienza di grande poesia e di grande elevazione, e l'esistenza sembrerà loro più bella e più ricca.

Quando cade troppa umidità sulle ali di una farfalla, quest'ultima non può più volare. Allora il piacere è questo: l'umidità. E quando vedo un uomo che non può più essere sorretto dalle sue ali (simbolicamente parlando), non serve che io gli chieda dov'è andato a cacciarsi, in quanto so che ha esposto le sue ali all'umidità. Per me l'umidità possiede un significato molto chiaro: impedisce di volare. E per asciugarsi alla luce, occorre molto tempo. Perciò credetemi non lasciatevi ingannare dal piacere che vi bloccherà lungo il cammino… Andate avanti finché raggiungerete la luce! Naturalmente, sono certo che molti di coloro che leggeranno o ascolteranno queste spiegazioni riguardanti il piacere si sorprenderanno e proveranno anche un certo malcontento dinanzi ad una simile mostruosità.

Imparate a soddisfare unicamente la natura divina nelle altre persone, cioè la loro anima e il loro spirito. Non mettetevi al servizio delle loro ambizioni, dei loro desideri egoistici... Mi direte: "Si, ma se dobbiamo preoccuparci di soddisfare unicamente le loro tendenze generose, altruiste, avranno certamente problemi con tutti; marito, moglie, figli, amici... saranno furiosi!" Lasciate che lo siano, e servite solo il loro lato divino. Gesù diceva: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti e tu, che sei vivo, seguimi!" Se si interpretano queste parole in senso lato, si possono fare scoperte interessanti. Perché uomini e donne hanno tanti problemi fra di loro? Perché "seguono i morti". La loro natura inferiore infatti, deve essere considerata morta, e se cercano tanto di accontentarla e di soddisfarne i capricci, finiranno col morire anche loro. Gesù non intendeva parlare dei morti nei cimiteri; quelli stanno dove debbono stare, daltronde la loro anima è viva. I morti di cui parlava Gesù sono gli esseri che non hanno nessuna vita spirituale; sono questi i veri morti, e non si deve cedere di fronte alle loro richieste.

Interrogate gli esseri umani sui loro gusti, ne scoprirete una varietà straordinaria: ciascuno, in funzione del proprio temperamento, esprime delle attrazioni o delle repulsioni, la qual cosa è normale. Se non interviene un elemento superiore come la saggezza, il dominio e la volontà che controllano e orientano gli impulsi, si può predire, senza rischiare di sbagliarsi, che corrono verso un precipizio. Ciascuno è spinto da forze istintive; che vengano dallo stomaco, dagli intestini o dal sesso, c'è sempre qualcosa che ci attrae. Ma non è una ragione sufficiente per lasciarsi andare. Ecco perché prima di cedere ad un impulso dovete dirvi: "Vediamo, che cosa succederà se gli dò una via di uscita?" Finché la vostra coscienza non sarà risvegliata ci sono molte cose che possono rallegrarvi, ma non siate stupiti se tali gioie si trasformano velocemente in sofferenze, in amarezze e rimpianti. Soltanto le gioie di un uomo saggio, illuminato restano d'oro puro. Non è necessario privarsi delle gioie, né dei piaceri, ma soltanto conoscerne la natura e sostituirle con gioie e piaceri migliori, più puri, più nobili, più benefici.

Quando tagliamo un frammento di piombo, esso luccica per qualche attimo e poi diventa opaco. A questo somiglia il piacere: al piombo. Affinché il vostro piacere resti scintillante e resistente come l'oro, dovete nobilitarlo, ovverosia aggiungergli un altro elemento: il pensiero, ma, per fare ciò, occorre sostituire il concetto di piacere con il concetto di lavoro. Il lavoro rappresenta il momento in cui l'uomo decide di non sprecare più le sue forze e le sue energie per ricercare il piacere, ma di utilizzarle nell'intento di far funzionare altri centri, in alto, nel suo cervello. Sì, anziché permettere che in lui si scatenino tutti i vortici e tutte le eruzioni vulcaniche, l'uomo li deve canalizzare e dirigere, per risvegliare nuove facoltà che faranno di lui un genio, un Iniziato, una divinità. Così egli trasforma il calore in luce: sostituendo il piacere con il lavoro, ed è in quel momento che il piacere comincia ad invaderlo: un piacere che questa volta non lo svilisce, bensì lo eleva e lo nobilita.

Che cosa significa "Contemplare Iside svelata"? L'espressione è simbolica: Iside rappresenta la natura. L'Iniziato, grazie alla sua purezza, alla sua sapienza e al suo lavoro paziente, riesce a far cadere uno dopo l'altro tutti i veli della natura per poterla contemplare in tutte le sue manifestazioni, conoscerla in tutti i suoi segreti, in tutta la sua bellezza e in tutta la sua luce. Per questo, come rappresentante del principio femminile (la natura), la donna più dell'uomo ha la tendenza a spogliarsi di fronte a colui che ama. Anche se non se ne rendono conto, anche se con la loro incomprensione riescono a profanare ogni cosa, in realtà le donne e gli uomini ripetono per tutta la vita i misteri dell'Iniziazione, i misteri di Iside. Perché vi era l'usanza che, la prima notte di nozze, la giovane sposa, avvolta in bianchi veli, comparisse poi svelata davanti agli occhi del suo beneamato affinché egli potesse contemplarla? È un peccato che quasi più nessuno sia cosciente della ragione profonda di queste usanze. Almeno voi cercate di prepararvi ad avvicinarvi ad uno dei più grandi misteri della natura: Iside svelata.

Nel cercare l'amore credete che giunga dall'esterno, sotto forma di un essere che risponda esattamente ai vostri desideri: piacevole, bello, generoso, paziente... Perfetto insomma! Siete egoisti, brontoloni, collerici, ma l'amore vi si deve presentare sotto l'aspetto di un angelo. Ebbene, le cose non vanno così, poiché il vostro amore sarà semplicemente il riflesso di voi stessi. Se non siete aperti al mondo divino, potete tenere fra le braccia un angelo o un arcangelo, ma non riuscirete a percepire nulla del suo splendore. Quello che vi sto dicendo non ha nulla di eccezionale. Quante volte, nella vita di tutti i giorni, si nota che alcune persone, malgrado l'affetto della loro famiglia e di coloro che li circondano, si sentono completamente isolate e perfino perseguitate dal mondo intero! Non tutti sono in grado di sentire e apprezzare l'amore degli altri. L'amore è una qualità della vita divina; perciò potrete trovarlo veramente solo se, grazie al vostro lavoro spirituale, riuscirete a far scorrere questa vita in voi, una vita purificata e illuminata.

Le peggiori difficoltà e le peggiori sofferenze, per l'uomo, cominciano nel momento in cui egli crede di essere il solo padrone del proprio destino, che non esistano né Provvidenza né entità luminose per guidarlo e sostenerlo. Così taglia tutti i legami con il Cielo, e allora non è più un figlio di Dio al riparo dalle preoccupazioni. Non appena smette di fare affidamento sul Padre e sulla Madre celesti, tutte le sofferenze incominciano ad abbattersi su di lui, e si sente solo. Egli deve capire che è colpa sua: il Cielo non lo ha abbandonato; è lui che ha abbandonato il Cielo. Per risolvere i vostri problemi, per essere sempre aiutati, nutriti e illuminati, non dovete mai tagliare il legame con il Cielo, perché il Cielo non lascia mai che un suo figlio pianga in solitudine.

"Chi non sa dominare la propria collera ignora che quella forza viene da molto più lontano e vuole introdursi in lui. Crede persino, almeno per un momento, che quella corrente potente gli trasmetta qualche cosa della propria potenza. Ma è un’illusione, perché è la corrente stessa ad essere potente, e non chi viene attraversato dalla corrente. Così, dopo il suo passaggio, il povero infelice si ritrova talmente debole che in lui tutto trema: mascelle, gambe, mani. Il discepolo di una Scuola iniziatica ha compreso che dominando la collera che sente salire dentro di sé e cercando di trasformarla, acquisisce la vera potenza. Avviene la stessa cosa con l’energia sessuale: dominandola, ci si rinforza considerevolmente. Ecco perché gli Iniziati, che hanno imparato a dominare l’istinto di aggressività, così come l’istinto sessuale, possiedono tante energie per pensare e parlare, al fine di illuminare gli esseri."

"Il processo di sublimazione della forza sessuale può essere rappresentato sotto diverse forme simboliche. L'Albero sefirotico è una di queste. Sul pilastro centrale, che si può assimilare alla colonna vertebrale, sono poste, dal basso verso l'alto, le tre sefiroth Iesod, Tifereth e Kether. Da Iesod a Kether, passando per Tifereth: tale è simbolicamente il cammino della forza sessuale sublimata. All'estremità superiore del pilastro centrale, la santità di Kether, che è la testa incoronata, ha la propria origine nella purezza di Iesod, gli organi sessuali. La santità di Kether è l'energia sessuale che il discepolo si sforza di far salire, grazie alle potenze di Tifereth, il Sole, fino a che essa giunge a manifestarsi in alto, al di sopra della sua testa, come una luce d'oro. Sì, tale è lo scopo dell'Iniziazione: essere capaci di dominare una forza bruta che ci trascina verso il basso, farle cambiare direzione e lavorare su quella quintessenza fino a trasformarla in un'aura di luce."

"Quali relazioni esistono fra il serpente e la colomba? Essi rappresentano i due aspetti opposti della medesima energia: l'energia sessuale. La colomba altro non è che il serpente sublimato. Essa ci insegna che tutto quello che striscia sul terreno, un giorno può diventare capace di lanciarsi nell'aria e di volare. Il serpente rappresenta la forza sessuale primitiva, ed è un serpente estremamente scaltro! Come è scritto nella Genesi: "Il serpente era il più scaltro fra tutti gli animali dei campi che Dio aveva fatto". È impossibile enumerare tutti i mezzi cui ricorrono gli esseri umani per sfuggire al serpente, ma questo presenta e organizza le cose in modo tale che è lui, il più delle volte, che finisce per avere il sopravvento. Qualcuno dice: "Ecco, non soccomberò alla tentazione, resisterò..." Ma non avendo previsto il tranello che il serpente sarà in grado di tendergli, all'ultimo minuto cade nella trappola; e continuerà a cadere sino a quando non riuscirà a trasformare dentro di sé il serpente in colomba, vale a dire a trasformare l'amore umano in amore spirituale, che lo strapperà alla terra e gli farà conoscere la libertà degli spazi infiniti."

La religione e la società hanno fissato delle regole di morale sessuale senza chiedersi se gli esseri umani siano capaci di applicarle. Ecco perché molti di coloro che hanno voluto obbedire a quelle regole non ci sono riusciti se non al prezzo di grandi sofferenze e di turbe psichiche a cui è stato dato il nome di "repressione". La repressione non può essere una soluzione al problema della sessualità. È pericoloso rifiutare la forza sessuale il suo sfogo naturale se non si ha un fortissimo movente, delle aspirazioni, un ideale superiore capace di fare un lavoro sui piani dell'anima e dello spirito per canalizzare e trasformare quella forza. La continenza è una rinuncia, certo, ma questa rinuncia non deve essere una privazione, deve essere una trasposizione su un altro piano. Non bisogna privarsi, non bisogna rinunciare, ma solo cambiare piano. Ecco ciò che occorre spiegare agli uomini e alle donne quando si parla loro di padroneggiare la forza sessuale."

 

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LIBRI

"Cittadinanza globale e società fraterna" 2019

Stella mattutina edizioni

 

Indice

CAP. I
1. Fraternità, cooperazione ed empatia

2. La fraternità, da vincolo di sangue a modello relazionale della vita sociale: dalle fratrie alle corporazioni medievali 3. Il quid novi della fraternità nella prospettiva cristiana
4. La fraternità, principio politico: l’esperienza della Rivoluzione francese
5. Le speranze di una “Fraternité vivante” e la pedagogia per la realizzazione della fraternità
6. La fraternità, principio ispiratore dell’ordinamento giuridico e della vita sociale. Uno sguardo all’ordinamento italiano
7. Riflessioni sulle comuni radici spirituali dei diversi progetti di riforma della società. Millenarismo, utopismo e trasformazione interiore
8. Riflessioni sulle diverse percezioni valoriali della fraternità. Dalle fraternità parziali alla fraternità universale
9. Riflessioni sul nostro travaglio individuale e collettivo. L’emergenza di una nuova coscienza

CAP. II
L’appello del pensiero contemporaneo ai principi di cooperazione nell’era della globalizzazione e delle interdipendenze

1. La cooperazione fraterna, principio fondamentale per garantire libertà e uguaglianza
2. La cooperazione fraterna, principio fondamentale per garantire la dignità. Solidarietà, filantropia e fraternità
3. Le relazioni di interdipendenza tra i popoli e i valori di universalità

CAP. III
Il nuovo senso civico dello stare insieme. Le ragioni della cooperazione fraterna

1. La cooperazione fraterna: da opzione etica a necessità individuale e collettiva
2. La società è un sistema vivente
3. La conciliazione tra interesse individuale e interesse collettivo
4. L’uomo si realizza pienamente nella collettività. Il fondamento biologico della socialità
5. Il dare è anche un ricevere in quanto facciamo parte dello stesso organismo
6. La nostra contraddizione: impieghiamo con egocentrismo le energie della vita ottenute grazie al lavoro disinteressato dei nostri organi
7. I contenuti della cooperazione fraterna: “aiutare l’altro a fare ciò che dovrebbe”. La cura del Sé
8. L’apertura alla fraternità e all’universalità non annulla il nostro ’Io”, al contrario, rafforza il nostro Sé superiore
9. L’assoluta separazione tra gli esseri umani è apparente e illusoria. Siamo parte della Rete della Vita. Dall’Io al Noi
10. La cooperazione fraterna, potente agente di educazione civica

CAP. IV
Perché il nostro “Io” si oppone alla cooperazione fraterna?

1. Gli impedimenti interiori all’accettazione dei valori di fraternità

CAP. V
La scelta della vita empatica, cooperativa e fraterna

1. Le relazioni tra vita individuale e società. Perché stiamo insieme in società? Quale acqua ciascuno di noi porta nell’oceano della vita sociale?
2. Dobbiamo compiere la nostra scelta: profittatori o cooperatori?
3. Forse non riusciamo nell’intento di realizzare una società fraterna in quanto non sappiamo come fare
4. Il ruolo della coscienza ai fini del cambiamento comportamentale e civico
5. Identificarsi con il proprio Sé cooperatore nell’interpretare la Vita
6. Perché ampliare la propria coscienza: dalla coscienza di se stessi alla coscienza fraterna
7. Come ampliare la coscienza: la rilevanza cognitiva del modo di vivere, del modo di pensare, di sentire, di nutrirsi, di amare
8. La moralità del modo di vivere influenza il processo cognitivo. Mediante l’azione completiamo il processo di comprensione
9. L’applicazione e la sperimentazione, elementi indefettibili della cultura
10. Gli apporti dell’intelligenza del cuore ai processi cognitivi e comportamentali
11. Intervenire alla fonte: la rilevanza degli atti più semplici del vivere quotidiano
12. Vivere il proprio importante presente
13. Superare il distacco tra cultura e modo di vivere: la cultura, da attività intellettuale sul valore ad attività realizzatrice del valore
14. I luoghi di tirocinio delle attitudini cooperative ed empatiche

CAP. VI
Ripensare le basi dell’educazione alla cittadinanza

1. Il processo di adeguamento interiore alle prescrizioni civiche

CAP. VII
Nuove attitudini di crescita nella Rete della Vita

1. Attitudine a percepire la comune appartenenza alla Rete della Vita. La cura di se stessi
2. Attitudine alla scelta degli Ideali, pensieri e sentimenti per manifestare comportamenti civici
3. Attitudine alla scelta delle intenzioni
4. Attitudine alle relazioni empatiche. La rilevanza civica della empatia
5. Attitudine alla rivalutazione e alla sacralizzazione della vita quotidiana
6. Attitudine alla rivalutazione del corpo fisico e del suo apporto cognitivo
7. Attitudine a sperimentare il gusto e la pienezza della vita: la “scienza della Vita”
8. Attitudine a valorizzare il bene relazionale e i beni comuni
9. Attitudine alla rivalutazione del lavoro
10. Attitudine al dimensionamento dei bisogni individuali
11. Attitudine all'assunzione delle cariche pubbliche. L’esempio
12. Attitudine a relazioni improntate alla giustizia
13. Attitudine al rispetto dell’ambiente interiore ed esteriore
14. Attitudine a vivere come cittadino dell’Universo

 

La Via Luminosa nella Vita Quotidiana secondo l’Opera di Omraam Mikhaël Aïvanhov, 2017

 

Capitolo I: Omraam Mikhaël Aïvanhov: filosofo, pedagogista e Maestro spirituale, fondatore di Scuole di formazione per la vita fraterna

Capitolo II: Approccio metodologico allo studio delle fonti dell'Insegnamento: le conferenze

 

Capitolo III:Nuovi orizzonti nel percorso di crescita spirituale: il lavoro su di sé nell’Insegnamento di O. M. Aïvanhov e nei Vangeli

Capitolo IV: La “Via Luminosa” nella vita quotidiana. Analisi di un percorso

1. L’esperienza interiore dell’Unità della Vita tra sapere mistico e scientifico e il contributo metodologico dell’opera di O. M. Aïvanhov 2. Le tappe del cammino di cambiamento e la tessitura della coscienza di unità e fraternità 3. Le ragioni della sacralizzazione della vita quotidiana 4. Identificarsi con la propria Natura divina al fine di lavorare sulla natura umana 5. La Natura nel percorso di cambiamento. Partecipare interiormente e aprire la coscienza alla vita del Cosmo e ai suoi ritmi. I canti mistici e l’empatia 6. Saper interagire con la legge di causa-effetto e la Provvidenza 7. Sintesi del percorso di cambiamento e dei suoi effetti benefici a livello individuale e collettivo 8. La Tavola sinottica: strumento per autovalutare e migliorare il percorso di cambiamento.

Capitolo V: Riferimenti scientifici

1. L’efficacia dei metodi spirituali per il proprio avanzamento 2. Gli effetti della contemplazione e della meditazione al sorgere del Sole 3. Relazioni tra modo di vivere, intelligenza e coscienza.

 

Capitolo VI: La Via Luminosa e l’Età d’Oro dell’umanità: l’ultimo ciclo di conferenze tenute da O. M. Aïvanhov nel 1985

 

L'edizione elettronica può essere prelevata gratuitamente

Il Codice delle Leggi Morali, approccio olistico al cambiamento, 2012

L'edizione elettronica può essere prelevata gratuitamente