Il Contributo della Filosofia Iniziatica e i Chakra

Home page

La Filosofia Iniziatica e i Chakra

Psicoanalisi

I Simboli e i Miti

La via alchemica

Astrologia

Pensieri scelti

Link

Corso di Educazione alla cittadinanza nella Rete della Vita

 

 

 

 

 

 

 

Pitagora

pitagora

 

 

 

 

 

 

 

Marsilio Ficino

 

 

 

 

 

 

 

Melchisedec

 

 

 

 

 

Ermete Trismegisto

 

 

 

 

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

Il contributo della Filosofia

"La grande malattia del ventesimo secolo, che ha a che vedere con tutti i nostri problemi e che ci colpisce sia in quanto singoli individui sia in quanto società, è la «perdita d'anima». Quando l'anima è trascurata, non si limita ad abbandonarci; essa ricompare in modo sintomatico nelle ossessioni, nelle dipendenze di ogni genere, nelle forme di violenza e nella perdita di significato. Noi siamo tentati di isolare questi sintomi o di sradicarli uno per uno; ma il problema di fondo è che abbiamo perso il nostro sapere relativamente all'anima e non ci interessiamo neppure più a esso".(Thomas Moore)

L'Anima dell'uomo, l'Anima Mundi, rinate nella cultura ufficiale rinascimentale per merito di Ficino ritorna oggi anche nella psicologia contemporanea di Hilmann.

Marsilio Ficino (1433-1499) autore, tra l'altro, del De christiana religione e della Theologia platonica concepisce l'universo come gerarchia universale organizzata in cinque Enti: Dio, angeli, anima razionale, qualità e corpo.

Al vertice c'è Dio, in una posizione intermedia c'è l'uomo, o, meglio l'anima umana, la quale è definita copula mundi ("copia del mondo"). L' uomo "é l' elemento di medietà tra Dio e tutto il creato, quell' elemento in grado di tenere insieme mondo materiale e Dio: é solo grazie all' uomo e alla sua attività che c' é unitarietà dell' Universo" (http://www.filosofico.net/intruma.htm).

L’anima è il fondamento di ogni creatura, è l'anima di ciascun individuo rispecchia il mondo che la circonda.

La teoria rinascimentale dell'homo copula mundi ricolloca l'uomo al centro del mondo dopo secoli di pessimismo ed anticipa la psicologia moderna cfr. Hilmann.

L'uomo è il termine medio tra il divino e il terreno. Quindi l'anima dell'uomo è il centro del mondo, dove divino e terreno si incontrano. L'uomo ha la libertà di decidere se aspirare all'alto o perdersi nel basso, ha il privilegio di percepire sia le cose divine che le cose terrene. L’ascesa a Dio si compie lungo un graduale percorso fatto di conoscenza e di amore.

Osserva Aivanhov in "Natura umana e Natura divina": ’"L’uomo è posto ai limiti del mondo animale e del mondo divino; la sua natura è quindi duplice ed è importante che egli prenda coscienza di tale ambivalenza per vincerla e superarla. Se nei testi sacri è scritto "Siete déi" è per ricordare all’uomo la presenza di una essenza superiore nascosta in lui che egli deve imparare a manifestare".

La Natura per Ficino è il Simbolo dell'Unità dello Eterno Amore che la ha generata, anche se questo appare mascherato nell'ingannevole molteplicità degli esseri. Questo Amore genera tutte le Realtà, compresa quella visibile in cui noi viviamo. Questo anelito d'Amore si manifesta nelò creare perennemente la realtà,e tende, a sua volta, a tornare alla sua origine, aspira a ricongiursi. Questo processo di ritorno dell'Amore verso se stesso si compie soprattutto attraverso il viaggio dell'Uomo.

Nel commentare la favola di Amore e Psiche di Apuleio, Ficino parla dell'estasi dell'amante come "furor amatorius", perché‚ chi ama veramente cerca di riunirsi a Dio, a quella parte di sè stesso, di creare il "circuitus spiritualis" da Dio all'anima e da essa a Dio. L'eros è alato, come spiegava Platone in quanto può condurre l'uomo verso la salvezza spirituale.

Nonostante Ficino fosse stato ordinato prete, riuscì a proporre una visione nuova del cristianesimo (cfr.l'introduzione alle Enneadi di Plotino)... è la forma vera e più alta di una "Tradizione",di una religione comune e naturale precedente ...il percorso della Rivelazione divina non è iniziato con il Cristianesimo, ma cominciò a manifestarsi anche prima, nell'indagine e nelle opere di Zarathustra, di Ermete Trismegisto, Pitagora, Platone...

E' stato detto di M.Ficino " Era il propugnatore di un ideale di Umanità da rispettare in tutti i suoi membri, quell'Unica Umanità che cerca la Luce - l'Unica Luce - pur praticando e percorrendo vie diverse".

La Filosofia Iniziatica, tradizionalmente, si prefigge il proposito di esprimere, questo sapere sull'anima, di spiegare la natura divina dell'energia sessuale, di svelarne la finalità sacra, di illustrarne le modalità per orientarla.

Certamente non è un lavoro facile il cui esito possa essere programmato a livello temporale. Non si tratta di applicare tecniche mentali a tavolino, tout court, ma di sviluppare, giorno per giorno, con umiltà, semplicità e tolleranza anche verso se stessi, uno stato di coscienza elevato, un insieme di comportamenti quotidiani permeati dal desiderio di vivere quei valori etici propri dell'Insegnamento dei Vangeli... E' sulla condotta di vita che dobbiamo intervenire.

L'utilità della filosofia iniziatica deriva dal fatto che può offrire gli strumenti conoscitivi e metodologici per affrontare questo percorso di miglioramento e perfezionameto. Non basta desiderare di spiritualizzare, abbellire la propria sessualità per cambiare effettivamente, occorrono il sapere, metodi adeguati e Amore da parte di chi intende cambiare.

Tratteremo, dunque, alcune discipline della filosofia iniziatica (cabbala, alchimia, simbolismo, tarocchi, astrologia, la via omeopatica) in modo necessariamente sintetico con l'auspicio di fornire ai nostri visitatori leve interiori per analizzare e affrontare meglio la manifestazione dell'amore e della sessualità nella vita quotidiana.

Per una visione sintetica della filosofia iniziatica, dall'antichità ai giorni nostri, consulta il sito con ampio materiale http://digilander.iol.it/vangeli/filosofia.htm

I Chakra e la Kundalini

All'interno di ogni essere umano abbiamo:

- un reticolo di nervi e organi sensori che è in contatto con il mondo fisico esterno e ciò corrisponde alla struttura tradizionale dell'uomo secondo la cultura occidentale che vi aggiunge l'anima;

- nonché un sistema sottile di canali (nadi) e di centri di energia (chakra) e ciò corrisponde alla struttura dei corpi sottili secondo la cultura mistica orientale.

Il racconto più antico dove viene menzionata la parola chakra, pare da attribuire ai Veda: il dio Vishnu viene descritto mentre discende sulla terra portando tra le sue quattro braccia un chakra, un fior di loto, un bastone e una conchiglia.

Il termine sanscrito Nadi deriva dalla radice Nad che significa "movimento" e le Nadi sono i canali attraverso i quali il Prana (la forza vitale) scorre per tutto il corpo sottile dell'uomo.

Chakra in sanscrito vuole dire ruota ed rappresentato come vortice di energia che ruota nel nostro corpo.

La forza dormiente alla base del coccige, chiamata Kundalini, è il riflesso della Madre Divina che è in noi. I Greci parlavano di "Pneuma", l'Islam di "Ruh", i Cristiani "Soffio del Santo Spirito", gli ebrei di "Shekkina" e, ancora prima i Sumeri veneravano "Inanna", la dea madre che dà la nascita spirituale e il soffio sacro.

I chakra sono rappresentati anche dal fiore di loto, sacro in India, che nasce dal fango come un fiore di pochi petali e si dischiude ed evolve fino a diventare un" loto dai mille petali". Come il fior di loto anche l'uomo può svilupparsi partendo dal terreno degli istinti fino a raggiungere la massima coscienza spirituale, l'Illuminazione, la vera consapevolezza del Sè, oppure secondo i Vangeli, "la Seconda nascita".

Notori sono i nessi tra energia sessuale e chakras: "A cosa può essere paragonata la forza sessuale? A una linfa grezza che viene elaborata nelle cellule e distribuita poi in tutto l'organismo sotto forma di vitalità nel piano fisico, di amore e gioia nel cuore, di luce e saggezza nel cervello...Più l'uomo è ragionevole nell'utilizzo della forza sessuale, più acquisisce delle ricchezze spirituali...."L'amore è una delle cose di cui gli esseri umani si sentono maggiormente sprovvisti. Quanti uomini e donne si lamentano di essere privati dell'amore! Ma perché? In realtà vi sono immersi, poiché l'amore è diffuso ovunque nell'universo. È un'energia cosmica di un'abbondanza e di una diversificazione inaudite, e sta solo a noi captare quell'abbondanza. Esistono delle piante che, per vivere, non hanno bisogno di affondare le loro radici nella terra, ma attingono l'acqua e il nutrimento dall'atmosfera, perché possiedono un'organizzazione differente, superiore alle altre piante. Ebbene, come quelle piante, gli esseri umani possiedono dei centri spirituali grazie ai quali possono trarre l'amore dall'atmosfera e dal sole, ma lo ignorano, ed è un peccato poiché in questo modo non sviluppano tali centri, e restano poveri e infelici. Che studino il pensiero dei Maestri e degli Iniziati che hanno lavorato per risvegliare in se stessi i centri superiori, i chakra, e riescono ad attingere l'energia d'amore diffusa ovunque nella natura; solo allora anch'essi saranno felici, appagati, e vivranno nella pienezza."

Questa struttura sottile rappresenta, sotto il profilo simbolico, un abito spirituale che l'uomo possiede, ma che ancora non riesce ad indossare. I Santi, i Maestri sono riusciti in questo compito e la prova è fornita dai doni spirituali che essi manifestano.

esoterismo

Infatti in questo disegno si può osservare attorno al capo, in prossimità dell'ultimo chakra (Sahasrara), la presenza di un'aureola, di un fascio luminoso: simbolo di santità.

Ciascuno dei chakra possiede diverse qualità spirituali. Queste qualità esistono allo stato latente ...quando la Kundalini si risveglia e risale, agisce sui chakra che si aprono come i fiori di loto...allora le qualità spirituali proprie di ciascun chakra cominciano a manifestarsi nella nostra vita.

Lo sviluppo dei chakra, ovvero la risalita della Kundalini è dunque, nel contempo, un processo di ascensione spirituale.

Per illustrare le modalità di risalita della kundalini possiamo fornire queste semplici indicazioni.

Lungo la colonna vertebrale, abbiamo il canale centrale Sushumna attraverso il quale deve risalire Kundalini. Questo canale per agevolare l'ascesa della kundalini deve essere preliminarmente ripulito mediante la purificazione.

A sinistra e a destra del canale sushumna, e in taluni punti si incrociano, abbiamo le due Nadi o correnti, Ida e Pingala, che come spirali risalgono lungo Sushumna e terminano alla base delle narici.

In questo disegno osserviamo le due correnti che salgono a mo' di serpenti ed in alto si incontrano le due teste di un unico serpente. In alto abbiamo la corona dell'Iniziato, l'illuminazione.

A poco a poco che kundalini sale, risveglia i chakra collocati lungo la colonna vertebrale.

Questi disegni evidenziano come il risveglio della Kundalini sia già racchiuso nel famoso simbolo del caduceo di Hermes, molto diffuso nei nostri giorni.

"Si può paragonare l'amore ad un albero, in cui la sessualità è rappresentata dalle radici. Quelle radici sono profondamente radicate nell'essere umano, non le si può strappare e neppure si deve tentare di farlo: esse sono indispensabili, esattamente come le radici sono indispensabili all'albero. Occorre solo andare oltre, innalzarsi, salire lungo il tronco, verso i rami, verso i fiori e i frutti. E fiori e i frutti dell'amore sono il sacrificio.
Anche l'amore più spirituale riceve il proprio slancio dalla forza sessuale, ma occorre imparare in quale modo coltivarlo, innaffiarlo e proteggerlo dagli insetti e dalle intemperie. Quando gusterete i frutti di quell'albero che è l'Amore, saprete che quelli sono i frutti dell'immortalità, della vita eterna."
(O.M. Aïvanhov).

Un altro simbolo (ouroboros) quello del serpente che si mangia la coda, evidenzia lo stesso processo: l'unione degli opposti, del maschile e del femminile...

Lo studio dei Chakra è lo studio dunque di una fisiologia sottile, quindi reale ancorché di materia meno spessa di quella che sorregge l'apparato fisico e comunque influente sul sistema nervoso ed endocrino. Ciascun chakra, in particolare, corrisponde a determinati gangli nervosi e a determinate ghiandole del sistema endocrino. Quindi, ogni chakra può essere associato a specifiche parti del corpo e a particolari funzioni fisiologiche.

Mentre nella cultura orientale è forte la tendenza ad agire direttamente sui chakras mediante posture, mantra, preghiere...nella cultura occidentale dovrebbe, invece, prevalere il percorso cristiano riconducibile all'Insegnamento iniziatico dei Vangeli: la qualità dei comportamenti, dei sentimenti e dei nostri pensieri, produce naturalmente lo sviluppo dei doni spirituali connessi ai chakras (I Santi e le Sante sono raffigurati, infatti, con le aureole). Quindi occorrono non solo esercizi spirituali in senso stretto (preghiere,meditazioni...) ma condotte quotidiane nella vita di tutti i giorni improntate ai valori.

Comunque, la consapevolezza dei chakra e cioè del fatto che ogni essere umano possiede doni spirituali latenti, può aiutarci a comprendere maggiormente la nostra natura divina e l'importanza delle nostre scelte e della nostra condotta di vita. Vi è infatti un unicum tra pensieri, sentimenti, comportamenti, benessere mentale e psichico, salute del corpo.

La scienza ormai ha dimostrato le relazioni intercorrenti tra mondo soggettivo (pensieri e sentimenti) e sistema nervoso e, in generale, la salute del corpo fisico.

Dunque abbiamo pensieri e sentimenti ovvero una materia sottile non visibile (con gli attuali strumenti scientifici) così forte da agire su una matera spessa e visibile ovvero il corpo fisico.

I chakras, questi centri energia, se non funzionano correttamente agiscono negativamente sulle ghiandole endocrine e sulla salute: pensiamo ai cosidetti blocchi energetici. I chakra, tra l'altro, essendo energia in vibrazione, sono intimamente sensibili alle vibrazioni dei colori e della musica. Di qui la diffusione della musicoterapia e della cromoterapia.

"La fisica moderna ci conferma queste concezioni filosofiche allorché riconosce la natura ondulatoria delle particelle subatomiche che costituiscono, alla fine, la materia. Secondo la meccanica quantistica, infatti, la materia non è mai inerte, ma è un'aggregazione di atomi in continuo movimento. Anche gli oggetti inanimati, pur sembrando macroscopicamente immobili, in realtà, a livello microscopico mostrano un loro movimento vibrazionale. Vibrano, anche se ad una frequenza così bassa da sembrare immobili. I chakras sono appunto centri di energia, ruote o ingranaggi di un sistema energetico, detto anche corpo energetico, che si sovrappone al nostro corpo fisico, vivificandolo. Sono energia in movimento per eccellenza, propulsivi del divenire, e continuamente ruotano in ciascuno di noi, con una frequenza di vibrazione che aumenta, gradualmente, dai chakras inferiori, a bassa frequenza vibrazionale, perché più vicini alla materia, ai chakras superiori, ad alta frequenza vibrazionale, più vicini alla mente e allo spirito".(S.Tassoni)

Ecco i nomi dei chakra. 7°: Sahasrara (chakra della corona). Letteralmente "Mille Petali". Questo punto energetico si trova sulla sommità cranica. 6°: Ajna (3° occhio o chakra della fronte). 5°: Vishuddha (chakra della gola). 4°: Anahata (chakra del cuore): 3°: Manipura (chakra del plesso solare). 2°: Svadhisthana (chakra dell'ombelico): 1°: Muladhara (radice).

O.M. Aïvanhov spiega: "L'uomo possiede organi che gli permettono di cogliere le realtà del mondo invisibile e in ogni tempo sono esistite persone che li avevano sviluppati ma, data la loro natura sottile, non è mai stato possibile darne una descrizione, una rappresentazione simile a quella degli organi del corpo fisico. Ecco perché ogni tradizione spirituale li ha chiamati con nomi diversi: ghiandola pineale, terzo occhio, chakra, etc. Ciò non ha nessuna importanza; quello che importa è sapere che noi tutti possediamo centri sottili che sono reali come gli organi del corpo fisico, ma poiché la maggior parte degli uomini è scesa troppo nella materia, questri centri non sono più in condizione di funzionare. Ai giorni nostri, si vede comparire un interesse sempre maggiore per le facoltà psichiche. Sì, ma troppo spesso i metodi utilizzati non sono i migliori; certi esercizi di concentrazione, di visualizzazione sono persino pericolosi. Non parliamo dell'uso di droghe per le quali si sono prese in prestito le ricette degli Indiani d'America o degli Sciamani siberiani! Lasciate a quei popoli i metodi ereditati dalle loro tradizioni millenarie, non sono fatti per voi. Lavorate con i metodi della saggezza e dell'amore; cercate, ogni giorno, di trionfare sulle vostre debolezze, così giungerete a vivificare tutti quei centri sottili che vi metteranno in relazione col mondo spirituale."

 

Ulteriori approfondimenti bibliografici:

* la voce "Chakra" in Dizionario dell'esoterismo di M.Mirabail- ed.Mondadori

* La Luce dell'Anima - Dott. Mario Rizzi ( http://www.viveremeglio.org/corsi/ar_lucea.htm)

* Centri e corpi sottili di O.M. Aïvanhov- ed.Prosveta

* la "Seconda Nascita " nel libro L'Armonia di O.M.Aïvanhov- ed.Prosveta

* la pagina di questo sito sublimazione

 

LIBRI

"Cittadinanza globale e società fraterna" 2019

Stella mattutina edizioni

 

Indice

CAP. I
1. Fraternità, cooperazione ed empatia

2. La fraternità, da vincolo di sangue a modello relazionale della vita sociale: dalle fratrie alle corporazioni medievali 3. Il quid novi della fraternità nella prospettiva cristiana
4. La fraternità, principio politico: l’esperienza della Rivoluzione francese
5. Le speranze di una “Fraternité vivante” e la pedagogia per la realizzazione della fraternità
6. La fraternità, principio ispiratore dell’ordinamento giuridico e della vita sociale. Uno sguardo all’ordinamento italiano
7. Riflessioni sulle comuni radici spirituali dei diversi progetti di riforma della società. Millenarismo, utopismo e trasformazione interiore
8. Riflessioni sulle diverse percezioni valoriali della fraternità. Dalle fraternità parziali alla fraternità universale
9. Riflessioni sul nostro travaglio individuale e collettivo. L’emergenza di una nuova coscienza

CAP. II
L’appello del pensiero contemporaneo ai principi di cooperazione nell’era della globalizzazione e delle interdipendenze

1. La cooperazione fraterna, principio fondamentale per garantire libertà e uguaglianza
2. La cooperazione fraterna, principio fondamentale per garantire la dignità. Solidarietà, filantropia e fraternità
3. Le relazioni di interdipendenza tra i popoli e i valori di universalità

CAP. III
Il nuovo senso civico dello stare insieme. Le ragioni della cooperazione fraterna

1. La cooperazione fraterna: da opzione etica a necessità individuale e collettiva
2. La società è un sistema vivente
3. La conciliazione tra interesse individuale e interesse collettivo
4. L’uomo si realizza pienamente nella collettività. Il fondamento biologico della socialità
5. Il dare è anche un ricevere in quanto facciamo parte dello stesso organismo
6. La nostra contraddizione: impieghiamo con egocentrismo le energie della vita ottenute grazie al lavoro disinteressato dei nostri organi
7. I contenuti della cooperazione fraterna: “aiutare l’altro a fare ciò che dovrebbe”. La cura del Sé
8. L’apertura alla fraternità e all’universalità non annulla il nostro ’Io”, al contrario, rafforza il nostro Sé superiore
9. L’assoluta separazione tra gli esseri umani è apparente e illusoria. Siamo parte della Rete della Vita. Dall’Io al Noi
10. La cooperazione fraterna, potente agente di educazione civica

CAP. IV
Perché il nostro “Io” si oppone alla cooperazione fraterna?

1. Gli impedimenti interiori all’accettazione dei valori di fraternità

CAP. V
La scelta della vita empatica, cooperativa e fraterna

1. Le relazioni tra vita individuale e società. Perché stiamo insieme in società? Quale acqua ciascuno di noi porta nell’oceano della vita sociale?
2. Dobbiamo compiere la nostra scelta: profittatori o cooperatori?
3. Forse non riusciamo nell’intento di realizzare una società fraterna in quanto non sappiamo come fare
4. Il ruolo della coscienza ai fini del cambiamento comportamentale e civico
5. Identificarsi con il proprio Sé cooperatore nell’interpretare la Vita
6. Perché ampliare la propria coscienza: dalla coscienza di se stessi alla coscienza fraterna
7. Come ampliare la coscienza: la rilevanza cognitiva del modo di vivere, del modo di pensare, di sentire, di nutrirsi, di amare
8. La moralità del modo di vivere influenza il processo cognitivo. Mediante l’azione completiamo il processo di comprensione
9. L’applicazione e la sperimentazione, elementi indefettibili della cultura
10. Gli apporti dell’intelligenza del cuore ai processi cognitivi e comportamentali
11. Intervenire alla fonte: la rilevanza degli atti più semplici del vivere quotidiano
12. Vivere il proprio importante presente
13. Superare il distacco tra cultura e modo di vivere: la cultura, da attività intellettuale sul valore ad attività realizzatrice del valore
14. I luoghi di tirocinio delle attitudini cooperative ed empatiche

CAP. VI
Ripensare le basi dell’educazione alla cittadinanza

1. Il processo di adeguamento interiore alle prescrizioni civiche

CAP. VII
Nuove attitudini di crescita nella Rete della Vita

1. Attitudine a percepire la comune appartenenza alla Rete della Vita. La cura di se stessi
2. Attitudine alla scelta degli Ideali, pensieri e sentimenti per manifestare comportamenti civici
3. Attitudine alla scelta delle intenzioni
4. Attitudine alle relazioni empatiche. La rilevanza civica della empatia
5. Attitudine alla rivalutazione e alla sacralizzazione della vita quotidiana
6. Attitudine alla rivalutazione del corpo fisico e del suo apporto cognitivo
7. Attitudine a sperimentare il gusto e la pienezza della vita: la “scienza della Vita”
8. Attitudine a valorizzare il bene relazionale e i beni comuni
9. Attitudine alla rivalutazione del lavoro
10. Attitudine al dimensionamento dei bisogni individuali
11. Attitudine all'assunzione delle cariche pubbliche. L’esempio
12. Attitudine a relazioni improntate alla giustizia
13. Attitudine al rispetto dell’ambiente interiore ed esteriore
14. Attitudine a vivere come cittadino dell’Universo

 

La Via Luminosa nella Vita Quotidiana secondo l’Opera di Omraam Mikhaël Aïvanhov, 2017

 

Capitolo I: Omraam Mikhaël Aïvanhov: filosofo, pedagogista e Maestro spirituale, fondatore di Scuole di formazione per la vita fraterna

Capitolo II: Approccio metodologico allo studio delle fonti dell'Insegnamento: le conferenze

 

Capitolo III:Nuovi orizzonti nel percorso di crescita spirituale: il lavoro su di sé nell’Insegnamento di O. M. Aïvanhov e nei Vangeli

Capitolo IV: La “Via Luminosa” nella vita quotidiana. Analisi di un percorso

1. L’esperienza interiore dell’Unità della Vita tra sapere mistico e scientifico e il contributo metodologico dell’opera di O. M. Aïvanhov 2. Le tappe del cammino di cambiamento e la tessitura della coscienza di unità e fraternità 3. Le ragioni della sacralizzazione della vita quotidiana 4. Identificarsi con la propria Natura divina al fine di lavorare sulla natura umana 5. La Natura nel percorso di cambiamento. Partecipare interiormente e aprire la coscienza alla vita del Cosmo e ai suoi ritmi. I canti mistici e l’empatia 6. Saper interagire con la legge di causa-effetto e la Provvidenza 7. Sintesi del percorso di cambiamento e dei suoi effetti benefici a livello individuale e collettivo 8. La Tavola sinottica: strumento per autovalutare e migliorare il percorso di cambiamento.

Capitolo V: Riferimenti scientifici

1. L’efficacia dei metodi spirituali per il proprio avanzamento 2. Gli effetti della contemplazione e della meditazione al sorgere del Sole 3. Relazioni tra modo di vivere, intelligenza e coscienza.

 

Capitolo VI: La Via Luminosa e l’Età d’Oro dell’umanità: l’ultimo ciclo di conferenze tenute da O. M. Aïvanhov nel 1985

 

L'edizione elettronica può essere prelevata gratuitamente

Il Codice delle Leggi Morali, approccio olistico al cambiamento, 2012

L'edizione elettronica può essere prelevata gratuitamente

 

Novità editoriale

L'approccio olistico alla vita riconosce che un codice morale è iscritto nel tessuto stesso della natura e del cosmo: qualsiasi cosa facciamo influisce in qualche modo su ciò che ci circonda, sulla rete della vita!

Questa importante affermazione, coerente con la visione della realtà offerta dalla fisica quantistica, appartiene, da sempre, alle filosofie spirituali la maggioranza delle quali ha anche sostenuto, in aggiunta, che gli eventi della nostra vita non nascono dal nulla o dal caso in quanto sono correlati al nostro mondo interiore.

Quest'ultima tematica è oggi ripresa da un'ampia letteratura in tema di pensiero positivo.

Ma quali sono in concreto, i contenuti di questo Codice morale? Tramite quali leggi, il nostro mondo interiore, cioè le nostre intenzioni, i nostri pensieri e sentimenti sviluppano questa forza progettuale? Quali argomentazioni possono essere tratte dal pensiero scientifico emergente? Quali nuovi paradigmi concettuali e comportamentali possiamo estrarre, anche sul piano degli interessi collettivi, da questa visione della Vita?

Nella pubblicazione "Il Codice delle Leggi" presentata in questo sito, l'Autore al fine di offrire una risposta a questi interrogativi, ricostruisce, sulla base delle filosofie spirituali, il catalogo completo delle leggi morali intese quali leggi oggettivamente e fisicamente operanti nella Vita, quali leggi formatrici degli eventi della vita.

La conoscenza di queste Leggi dovrebbe essere alla base dei processi individuali di scelta, di una sana educazione civica e di un nuovo modo di partecipare al cambiamento del mondo in cui viviamo. Nell'approccio olistico e spirituale, la cultura non è separata dalla Vita, ha un senso se viene sperimentata, verificata per diventare, poi, eventualmente parte integrante del proprio stile di vita, a seguito delle proprie scelte consapevoli.

Il volume vuole offrire anche un contributo riflessivo per una nuova visione dell’educazione civica che abbia, come fondamento, la consapevolezza del proprio mondo interiore e delle sue leggi, in quanto i comportamenti elusivi dei precetti etici e giuridici trovano il loro radicamento in questo territorio, spesso, abbandonato e non valorizzato, ma nel quale alberga la genesi dell’irrisolta questione morale. Le scelte compiute dall’uomo e, in particolare, anche quelle di rispettare, effettivamente, un precetto etico o giuridico, non derivano solo da fattori intellettuali, ma anche da ciò che veramente l’uomo desidera nella propria sfera interiore. L’esperienza ci insegna che non è sufficiente conoscere con l’intelletto un valore per operare in modo conforme ad esso.

La ricerca dell’autenticità passa, dunque, attraverso la consapevolezza della realtà interiore e delle leggi morali.

Una breve riflessione sulle ragioni del titolo della pubblicazione. Il termine "Codice" ha un duplice significato: 1) raccolta organica di leggi; 2) "sistema di segnali, o di segni, o di simboli, che per convenzione preliminare è destinato a rappresentare e a trasmettere l'informazione tra la fonte (emittente) dei segnali e il punto di destinazione (ricevente)".

Entrambe le accezioni possono essere valide in questo contesto in quanto le leggi morali, raccolte in modo organico (a mo' di codice), sono leggi di natura recanti effettive informazioni condivise tra la Natura e l'uomo.

    sito no profit- scrivi webmaster MS-2015