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Il mio incontro con Ennio Morricone

La mia vita musicale è stata segnata da tre passioni: la chitarra, Ennio Morricone e Fabrizio de Andrè. Ricordo con piacere negli anni '60 le liti infantili con le mie sorelle più grandi perché volevo mettere sempre sul giradischi il 45 giri di Per un pugno di dollari: le prorompenti vibrazioni di quell'organo (ovviamente allora non afferrai l'ispirazione bachiana) entravano nella mia mente e probabilmente contribuirono a mettere in me il seme della musica.  Il caso ha voluto che i mie studi chitarristici proseguissero col M° Bruno Bttisti D'Amario che, oltre ad essere il concertista, compositore e didatta che tutti conosciamo era il chitarrista di Fabrizio De André (Non al denaro, non all'amore ne al cielo, Storia di un impiegato ecc.) e di Ennio Morricone. Una volta diplomato in chitarra gli parlai di alcune trascrizioni che avevo  realizzato a scopo didattico delle colonne sonore di Ennio Morricone  e le sottoposi alla sua attenzione. Quando il Maestro D'Amario cominciò a suonare le musiche che molti anni prima aveva inciso, vidi riaffiorare nella sua mente felici ricordi di registrazioni in sala, di effetti sonori spesso improvvisati lì per lì, di partitelle a calcio fatte con gli amici musicisti nelle pause (lo stesso D'Amario era orgoglioso per una lettera di convocazione come portiere nella Roma Primavera). Di quella felice brigata ho fortunatamente avuto modo  di avere contatti diretti o indiretti oltre che con il M° D'Amario con altri musicisti: Nicola Samale (mio Maestro di direzione, contrappunto, orchestrazione e tutt'ora mio solido punto di riferimento musicale), flautista prima e direttore poi in molte circostanze delle musiche di Morricone, Franco de Gemini (Editore), famoso armonicista di C'era una volta il West e di altre musiche.
Ricevuti alcuni consigli musicali e chitarristici da D'Amario si pensò di far visionare il lavoro allo stesso Compositore. Fissato un appuntamento con Morricone mi presentai nella sua splendida dimora al centro di Roma con mia moglie Antonella (la quale svolgerà un importante ruolo di mediazione) e la chitarra. Il Maestro si mostra cordiale e ben disposto e senza perdere tempo mi invita a mostrargli il lavoro. I brani in questione erano i seguenti:

 

 

chitarra sola

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1

Here's to you

(dal film Sacco e Vanzetti)

 

 

2

C'era una volta il west

(dal film omonimo)

 

 

3

Per qualche dollaro in più

(dal film omonimo)

 

 

4

Il buono, il brutto, il cattivo

(dal film omonimo)

 

 

5

La resa dei conti

(dal film Per qualche dollaro in più)

 

 

6

Menage all'italiana

(dal film omonimo)

 

7

Giù la testa

(dal film omonimo)

 

8

La ballata di Sacco e Vanzetti

(dal film Sacco e Vanzetti)

 

9

Mission

(dal film omonimo)

 

 

10

Rabbia e tarantella

(dal film Allonsanfan)

 

 

11

C'era una volta in America

(dal film omonimo)

 

 

 

due chitarre

 
12 Il clan dei siciliani

(dal film omonimo)

 

 

13

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

(dal film omonimo)

 

14

Per un pugno di dollari

(dal film omonimo)

 

 

15

Tangone (dal film I basilischi)

 

 

A questi successivamente aggiunsi (senza mai farli vedere a Morricone)

 

chitarra sola

Collegamento YouTube

1

Metello

(dal film omonimo)

 

 

2

La venexiana

(dal film omonimo)

 

 

3

Metti una sera a cena (dal film omonimo)

 

4

Gabriel's oboe (dal film Mission)

 

 

5

L'avventuriero

(dal film omonimo)

 

6

Il ritorno di Ringo

(dal film omonimo)

 

 

7

Tema del Mosè

(dal serial Mosè)

 

 

8

due chitarre  

9

Vamos a matar compañeros

(dal film omonimo)

 

10

Titoli

(dal film Per un pugno di dollari)

 

11

Addio a Cheyenne

(dal film C'era una volta il West)

 

 

Per prima cosa il Maestro mi domanda quale fosse la motivazione del mio lavoro: rispondo che le trascrizioni hanno prevalentemente una valenza didattica vista l'eccellente resa sulla chitarra e l'enorme impatto che le sue musiche hanno sul pubblico di ogni estrazione. Morricone si mostra inizialmente scettico nel veder realizzati sulla chitarra brani nati sull'orchestra ma successivamente accetta l'idea. Comincia a visionare attentamente tutti i fogli e mi chiede dove ho preso le musiche per svolgere il lavoro: rispondo di averle perlopiù trovate ad orecchio non avendo avuto in nessun modo la possibilità di consultare le musiche originali (da Lui gelosamente custodite  nello studio adiacente alla grande sala dove ci siamo incontrati). Comprende bene la fatica del lavoro svolto per il semplice fatto che Lui stesso dovette procedere nello stesso modo quando faceva gli arrangiamenti con la RCA. Ogni brano viene corretto da errori (come nel brano Here's to you un accordo di Mi minore allo stato di primo rivolto quindi con il Sol al basso era stato da me erroneamente interpretato come Sol maggiore) e arricchito da indicazioni generali (specie sulle introduzioni e sui finali da me spesso troppo frettolosamente realizzati) quasi sempre annotate di suo pugno nei fogli che tutt'ora conservo gelosamente. Mi prende anche un po' in giro per la mia mania di far entrare i brani in una o al massimo due paginette (riscontrabile anche nelle mie pubblicazioni successive). A volte per fare degli esempi si alza dal divano su cui eravamo per raggiunge il lontano pianoforte a mezza coda posto al centro dell'enorme sala. Individua subito  l'unica libertà che mi sono concesso nel brano Il buono, il brutto, il cattivo (una risposta con gli armonici all' inciso non presente nell'originale) apostrofandola con un secco "questo non l'ho scritto io". L'unica trascrizione sulla quale ebbe molto da dire (anche con toni concitati) fu quella de Il clan dei Siciliani, un preludio sulla parla BACH  costatogli più di tre mesi di duro lavoro (mi disse). Lì per lì la presi male ma col senno del poi capii che aveva mille e una ragione in quanto nel duetto avevo omesso proprio la voce che realizzava la scala cromatica discendente con le note CHBA (do, si, sib, la) da me erroneamente ritenuta secondaria. Su altre trascrizioni abbiamo avuto qualche scambio di idee specie per quanto concerne la scrittura: lui aveva in mente quella orchestrale, io quella chitarristica. In questo caso ieri come oggi, pur riconoscendo le sue motivazioni, rimango della stessa idea e cioè che una cosa è la scrittura orchestrale, altra quella chitarristica: spesso il tessuto orchestrale nella chitarra va sintetizzato, stilizzato con un accordo o un basso, o ancora, tanto per fare un esempio, una nota prolungata sulla chitarra non può durare quattro battute di 4/4 come nell'orchestra. Terminato di visionare il lavoro mi chiede cosa ne voglio fare, rispondo che ho intenzione di pubblicarlo. A tal punto Morricone mi dice chiaro e tondo che quelle non dovevano in nessun modo passare come trascrizioni riconosciute dall'autore e mi suggerisce la frase da apporre nell'eventuale pubblicazione: "Libere interpretazioni di Francesco Russo ispirate dall'ascolto delle musiche originali di Ennio Morricone per 1 e/o 2 chitarre". Mia moglie ha la felice intuizione di fargliela scrivere e questo è il manoscritto:

I due nomi (ancora oggi mi fa piacere leggere il mio nome scritto di suo pugno vicino al suo) dovevano avere lo stesso colore e la stessa grandezza (vedi grande con freccia). Per la pubblicazione mi consigliò di rivolgermi direttamente alla B.M.G. Ariola e sullo stesso foglio mi scrisse due nominativi. Le persone che mi aveva indicato però non erano più responsabili delle edizioni ed altri mi dissero che non erano interessati alla pubblicazione. Successivamente contattai altri editori (uno mi fece anche un contratto mai rispettato) ma l'ostacolo principale era sempre quello di ottenere la liberatoria dalle diverse case editrici. Successivamente ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere Dante Di Mauro (mio Professore nel corso abilitante) che era anche Manager di Roberto Fabbri. Sottoposi il lavoro a Roberto il quale con la simpatia e l'entusiasmo che lo distinguono mi fece i complimenti dicendomi che era sicuramente del materiale da pubblicare. Due di queste trascrizioni (C'era una volta in America e Giù la testa) vengono inserite  nelle Antologie per chitarra della Carisch (la Casa Editrice del secondo periodo di Morricone) a cura di RobertoFabbri e successivamente pubblicate sulla rivista Chitarre (aprile 2007). Grazie alle trascrizioni di Morricone è nato con Roberto (in sintonia con la mia costante fame didattica) un rapporto di amicizia da cui sono scaturite proficue collaborazioni. Nella Suite "Morriconiana" pubblicata nel volume Guitar Ciak! (Ed. Friendly Music) sono stati inseriti i temi dei brani "Il Buono, il Brutto, Il Cattivo", "Here's to you"  e "C'era una volta il West".

 

Ennio Morricone e John Williams 

Molti anni dopo il mio incontro con Morricone lessi su alcuni periodici musicali due interviste fatte al grande chitarrista John Williams riguardanti Ennio Morricone che ritengo estremamente attinenti al contesto, questo ne è l'estratto:

[ ] ma ci sarà qualcosa che la incuriosisce più di altre...

Si, lavorare con Ennio Morricone. È un grandissimo compositore. Vorrei fare un disco con le sue musiche. Ho inciso tre suoi brani in John Williams Plays the Movies e la sua musica è meravigliosamente compatibile con la chitarra. Anche se ho l’impressione che in certi suoi pezzi da concerto per questo strumento non ne abbia sfruttato appieno il potenziale lirico ma si sia concentrato sul lato tecnico e dinamico, non so perché. Forse non ne apprezza appieno l’intera tavolozza.

Vi conoscete?

No, non conosco Morricone personalmente, ma vorrei tanto incontrarlo. Sembra presuntuoso da parte mia: chi sono io per discutere di musica con un Maestro così grande. Ma sono sicuro che quando la storia della musica contemporanea verrà scritta, tra un centinaio di anni, tutti ricorderanno le sue melodie, mentre dubito che ci sarà qualcuno che ricorderà un solo lavoro di Pirre Boulez.

 

[ ] possiamo dirci fortunati?

Siamo certamente, assolutamente fortunati! Il nostro è uno strumento illimitato, sai? Vorrei farti un esempio che non ha niente a che fare con l’Africa: la musica di Ennio Morricone – che è perfetta nei film per cui è stata composta – è fantastica anche suonata dalla chitarra! Ho fatto un album di musiche da film, lo conosci?

Sì, John Williams plays the movies (1996).

C’erano tre miei arrangiamenti di musiche di Morricone, che io amo. Penso sia un ulteriore esempio dell’illimitata magia della chitarra, e credo che Morricone sia un compositore gigantesco.

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Una fantasia per Ennio

Molti anni dopo il Maestro Bruno Battisti D'Amario ha realizzato "Una fantasia per Ennio" - queste sono le due parti

 

   

 

 

STRACULT

Non può mancare il programma "STRACULT" trasmesso su RAI 2 con Bruno Battisti D'Amario, Alex Britti, Enrico Ciacci,  e Alessandro Alessandroni

 

 

 

 

Per una montagna di euro

A titolo di cronaca mi sembra quantomeno doveroso inserire questa nota stonata che ho trovato nel sito Dragospia (8 maggio 2013) (http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/pugno-note-western-legale-musiche-morricone-55401.htm) che riprende un articolo di Giuseppe Scarpa per la Repubbica:

PER UN PUGNO DI NOTE: WESTERN LEGALE SULLE MUSICHE DI MORRICONE

Scoppia un putiferio per la paternità degli assolo di chitarra nella Trilogia del dollaro - La figlia del musicista Pino Rucher chiede 200 mila € di risarcimento a testa a Ennio Morricone e ai tre artisti che si attribuivano i pezzi, Alessandroni, Battisti D’Amario e Ciacci...

Questo è il l'articolo:

Giuseppe Scarpa per "la Repubblica - Edizione Roma"

"Sergio Leone lo avrebbe intitolato: "Per una montagna di euro". E come pistolero, al posto di Clint Eastwood, ci avrebbe messo un arrabbiatissimo Ennio Morricone. Nessun paesaggio da vecchio west però. Il tutto sarebbe stato ambientato a Roma, nel tribunale civile, con quattro chitarristi e un compositore a "darsele di santa ragione" per una montagna di verdoni.Peccato che sia tutto vero. In ballo c'è una richiesta di risarcimento danni di 800 mila euro nei confronti del premio Oscar Morricone e di tre grandi chitarristi, da parte della figlia di un altro musicista scomparso, Pino Rucher. Ma soprattutto l'oggetto del contendere riguarda niente meno che la colonna sonora dei film della Trilogia del dollaro. Nessuno mette in dubbio la paternità delle musiche composte da Morricone. Al contrario, invece, per l'esecuzione degli assoli con la chitarra elettrica reclamati da Enrico Ciacci (fratello di Little Tony), Alessandro Alessandroni, Bruno Battisti D'Amario e Maria Rucher, figlia del defunto chitarrista Pino Rucher.Sarebbe il padre della Rucher, secondo la figlia, l'autore degli assoli delle pellicole Per un pugno di Dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono il brutto e il cattivo. Una vicenda per la quale Maria Rucher ha scatenato una battaglia a suon di euro. La donna dopo la scomparsa del padre si sarebbe rivolta agli altri tre musicisti. Ciacci, D'Amario e Alessandroni si sarebbero, secondo le richieste della donna, dovuti arrendere di fronte all'evidenza. A suonare la chitarra elettrica durante gli assoli era Pino Rucher. Una ricostruzione che invece non è stata condivisa dagli altri tre artisti. Non solo hanno rispedito al mittente la pretesa di riconoscere in Rucher l'autore degli assoli ma si sono, ciascuno per parte propria, attribuiti la paternità dei monologhi con la chitarra elettrica nei tre film. Una sorta di fuoco incrociato in cui Ciacci sostiene di essere il solista in tutti e tre le pellicole, D'Amario nei film Per qualche dollaro in più e Il buono il brutto e il cattivo. Alessandroni in Per un pugno di dollari. Un bel pasticcio per tutti. Ed è qui che la Rucher decide di rivolgersi a Ennio Morricone per sbrogliare la matassa e aggiudicarsi un punto decisivo a suo favore. Domandare a lui chi è stato il solista elettrico delle colonne sonore dei tre film. Tra i musicisti che hanno eseguito la trilogia «suo papà non era presente, io lo ricordo», replica alla signora Rucher Ennio Morricone con una lettera datata 29 luglio 2008. A suonare la chitarra elettrica nelle tre pellicole, secondo quello che rammenta il compositore, sono stati Alessandroni in Per un pugno di dollari e D'Amario negli altri due. Un riscontro che non è andato giù alla Rucher e che per tutta risposta ha deciso di portare davanti al giudice del tribunale civile, Morricone, Alessandroni, D'Amario e Ciacci. La Rucher ci è andata giù pesante e pretende dai quattro un risarcimento danni di 200 mila euro a testa per la violazione del diritto al nome del padre. Per un totale insomma di 800 mila euro.
La prima udienza si terrà il 23 maggio, con un Morricone, spiega chi lo conosce, «seccatissimo per l'accaduto», che vorrà dire la sua accompagnato dall'avvocato e docente di diritto d'autore all'Università Roma Tre, Giorgio Assumma."
 

Alla fine di questa storia decisamente poco musicale, la sentenza finale è stata a favore di D'Amario e Alessandroni in seguito alle dichiarazioni dello stesso Morricone all’udienza del 9 giugno 2016:
“Quando componevo io già pensavo a chi sarebbero stati gli esecutori delle parti solistiche delle mie opere ed in particolare la prima chitarra classica ed elettrica, la batteria, il contrabbasso, e il violino. [...] Preciso nuovamente che tali professori e per l’esecuzione delle mie composizioni solistiche richiedevo prima di tutto la presenza quale chitarra solistica classica ed elettrica del Maestro Battisti D’Amario e in seconda battuta del Maestro Alessandroni, e spesso suonavano anche assieme”. Ricordo che mi sono avvalso in alcune occasioni anche del Rucher quale chitarrista elettrico, nei casi in cui il Maestro D’Amario era impegnato al conservatorio ma si trattava in genere di parti non solistica, nella quale in ogni caso il Rucher ha svolto egregiamente il suo ruolo”.
Anche nella lettera del 21 settembre 2011 precedente l’instaurazione del presente giudizio, resa pubblica con il comunicato stampa del 27 maggio 2012, il Maestro Morricone aveva affermato che “ ... dal 1960 al 1980 la maggior parte delle colonne sonore dei film da me composte sono state eseguite dal Maestro Bruno Battisti D’Amario come solista alla chitarra sia classica che elettrica., sopratutto in tutti i film di Sergio Leone “Per qualche dollaro in più, Il Buono il Brutto e il Cattivo, C’era una volta il West, Giùla testa”, con la sola eccezione per il film “Per un Pugno di dollari”, dove Battisti D’Amario era alla chitarra classica e il Maestro Alessandro Alessandroni alla chitarra elettrica”.
Si allega il file della completa sentenza