|
Parlare di alimentazione in montagna e dare qualche consiglio è come camminare su di un terreno minato, in quanto oltre gli aspetti fisiologico/scientifici entrano in gioco i nostri gusti e le nostre preferenze, che sono per forza di cose molto personali. Innanzitutto parliamo di alimentazione per chi frequenta la montagna delle nostre latitudini (non si va oltre i 4000m di quota) e per praticare un'attività "non esasperata" come l'escursionismo. L'essere umano, a parte le scelte personali, è evolutivamente un onnivoro e necessita di queste sostanze nutritive: * Proteine (formano le fibre muscolari) * Grassi o lipidi (riserve energetiche a lunga scadenza) * Zuccheri e carboidrati (riserve energetiche a corta scadenza) * Vitamine e sali minerali (per il corretto funzionamento del metabolismo) Ma l'acqua è la sostanza chimica principale, non per nulla siamo composti per circa l'80% di acqua e il suo corretto approvvigionamento è di indispensabile importanza. Un'alimentazione media deve essere composta da circa il 12-15% di proteine, che corrisponde a 1 gr di proteine per Kg di peso della persona, i carboidrati rappresentano il 60-65% del fabbisogno energetico, mentre i lipidi formano il restante 20-25%. Fatte queste doverose premesse, in montagna portiamo cibo e acqua per soddisfare queste esigenze: * sufficienti scorte energetiche * queste devono essere facilmente digeribili * devono essere il più leggere possibile (dato che vanno nello zaino) * devono togliere il senso di fame e possibilmente essere gustose * una scorta di acqua sempre in eccesso a quanto prevediamo possa servire Un consiglio: utilizzare le barrette energetiche, soprattutto perché sono facilmente digeribili e leggere da portare e sono complete nella loro composizione. Il problema è che le barrette non riempiono lo stomaco e non aiutano nel risolvere il fastidioso senso di fame che può comparire ad ora di pranzo. Per questo portare anche un panino con la marmellata o formaggino o qualsiasi altra cosa facilmente digeribile. Infine portare qualche frutta (ottime le banane ricche di potassio). E veniamo alle scorte idriche. La quantità da portare con sé dipende molto dall'escursione che si fa, se è una zona calda, se è possibile o meno approvvigionarsi durante il cammino, dalla lunghezza del sentiero, da quanto uno è abituato a bere. Le scorte idriche vanno integrate con , dato che questi li perdiamo lungo il cammino e la sola acqua non è sufficiente al loro ripristino. Ci vengono in aiuto una lunga serie di prodotti commerciali in pastiglie o in bustine, che sciolti nell'acqua, forniscono il giusto apporto di sali. E per concludere alcuni consigli spassionati: * evitare di cibarsi durante l'escursione di sostanze grasse: queste ci mettono un sacco di tempo ad essere digerite, distolgono acqua ed energia allo sforzo fisico e si trasformano in energia solo quando ormai siamo alla fine della camminata (sono di lenta assimilazione). Quindi lasciamo a casa i panini con il lardo o la fetta di gorgonzola. * se pensiamo di dover affrontare uno sforzo lungo e intenso, costituiamo le scorte energetiche prima della partenza e quindi di mangiamo a casa delle belle colazioni ricche di pane, miele e marmellata: i carboidrati sono la principale fonte di energia * ci sentiamo alla frutta (nel senso che ci mancano le forze)? Abbiamo bisogno di energia immediatamente disponibile? Lasciamo perdere le caramelle, le bustine di zucchero o ancora peggio la cioccolata. Ci sono degli zuccheri semplici velocemente assimilabili, che evitano il cosiddetto "picco glicemico" (che ti porta ad essere ancora più in crisi). Questi zuccheri sono il destrosio e il fruttosio. Anche questi sono tranquillamente in vendita in farmacia, nei negozi sportivi e spesso anche nei supermercati * usiamo sempre l'acqua reintegrata dei sali.
|