I libri di

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Fondazione De Ferrari

De Ferrari Editore

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Panait Istrati

PER AVER AMATO LA TERRA

Con il saggio di Boris Souvarine PANAIT ISTRATI E IL COMUNISMO

Uomo buono a detta di molti, "i suoi sentimenti facevano le veci della dottrina, l'istinto lo schierava dalla parte dei poveri, degli sfruttati, delle vittime" diceva l'amico Souvarine di Panait Istrati - pupillo di Romain Rolland - che dalla parte delle vittime si collocò anche in seguito all'esperienza bolscevica, della quale apprese la realtà dopo alcuni viaggi in Russia, descrivendo il carattere tirannico del regime ben prima che quel dio fallisse agli occhi di Gide e di tutti gli altri. Continuò anche dopo il rientro in Romania sulla rivista dell'amico Stelescu, già vicino alla Guardia di Ferro i cui sicari provvidero a massacrarlo con un rituale di pugnalate in quanto "traditore". Quale "traditore", nonché come d'uopo, "trockijsta", era sbeffeggiato dai vecchi compagni, Barbusse in testa, anche Istrati. Morì nel 1935, "non credo più in nessuna idea, in nessun partito, in nessun uomo. Sono l'eterno oppositore", lasciò scritto.

 

Wolf Bruno

SENTENZE SATURNINE

È nella natura della sentenza trionfare imponendo il silenzio al lettore che, al meglio, vi accorda come giusta sanzione un sorriso d’intesa, quando non liberatorio. Quelle qui raccolte, oltre ad aver deposto ogni nobile velleità di composizione sociale, rilevando i nostri quarti di nullità, parteggiano palesemente per quei vizi (con le loro irredimibili servitù) che non diventeranno mai, per doppia negazione, pubbliche virtù. Coerentemente frammentario, l’autore, più che orientare i perplessi, confida nel respiro corto della massima per eludere ogni conseguenza che intralci il solo esito sperato, il buonumore. Gli importa che dal sedimentarsi delle battute non risulti l’ennesimo amaro oracolo ad uso di un’umanità diffidente. E laddove il gioco della lingua smentisce le illusioni del libero arbitrio, il punteggio finale andrebbe riportato nel registro delle imprese inutili. E perché non fantasticare, come per le barzellette, che anche queste sentenze provengano tutte da un non meglio localizzato ufficio che le distilla da secoli e secoli per finire il sabato su Facebook?

Wolf Bruno è nato nel 1948. Non ha mai fatto niente di significativo salvo l’essere nato a Genova (e pure in questo ha pochi meriti da rivendicare).

 

Federico Pescetto

IL PISTOLERO DELLA PAROLA

La stravagante vita di Alberto Pescetto

 

Un dadaista cattolico, un borghese aristocratico, un avventuriero perbene, un ligure sudamericano, uno slavista non accademico, Alberto Pescetto era dotato prima di tutto di una personalità sopra le righe, quella di un erudito indefinibile, di un primo della classe sul banco degli asini, di un intellettuale sfuggito all'intellighenzia, di un protagonista assoluto della cultura che sembra aver lasciato poche tracce. Un di menticato? Anche, ma la categoria è troppo affollata,

giornalistica, generica e ingannevole per essere significativa nei suoi riguardi. Che di lui si sappia poco, e che oggi a parlarcene non sia un letterato pigliatutto ma il nipote che ne ha custodito la memoria, è in fin dei conti una specie di postuma sorpresa messa in atto da un provocatore sommo.

Federico Pescetto – nato a Santiago de Chile nel 1952 – ultimo discendente di una vecchia stirpe ligure, accanto alla professione di medico ospedaliero ha sempre coltivato la “petite histoire” e le strampalate cronache familiari della sua ardimentosa famiglia.

 

 

Alphonse Rabbe

SUL SUICIDIO

e altri scritti dall’Album d'un pessimiste

 

Monarchico passato ai repubblicani, maldisposto nei confronti di Napoleone, frequentatore dello studio di Jacques Louis David, duellante che avrebbe optato per il giavellotto anziché per le pistole, giornalista e fondatore di giornali, dilettante in religioni orientali, storico, amico di Dumas e Hugo, oppiomane, malaticcio e affetto da sifilide, Alphonse Rabbe (Riez 1784 - Parigi 1830) diede il suo contributo al romanticismo francese attraverso la raccolta abbondantemente postuma dell' Album d'un pessimiste (1835) approntata dagli amici, con prefazione (non memorabile) di Victor Hugo, che come testo più ampio includeva quello limpidissimo sul suicidio. Ebbe fra i suoi ammiratori Saint-Beuve e Baudelaire. Non si dimenticò di lui il Surrealismo e André Breton lo citò alcune volte e sua è la definizione di Rabbe come "surrealista nella morte".

 

 

 

 

fogli di via

numero32-33 | numero30-31 | numero 29 | numero27-28 | numero 26 | numero 25 | numero 24 |Vol. II | numero 22-23 | numero 21| numero 19-20 | numero 18 | numero 16-17 | numero 15 | numero 13-14 | numero 12 | numero 10-11 | numero 9 | numero 8 | numero 7 | numero 6 | numero 5 | numero 4 | numero2-3 | numero 1 | numero 0 | vol.I

 

foglietti

Octave Mirbeau: lo sciopero degli elettori | Philippe Soupault: Escluso. Causa: letteratura! | Cesare Pavese: leggere | Wolf Bruno: Io e Dio | Jules de Gaultier: ragguagli su Combat pour l'individu di Georges Palante | Saki: lo sfondo | Michel Conil Lacoste – Massimo Olmi: Breton versus Waldberg | Ulrike Marie Meinhof: la distruzione di Dresda | Michèle Bernstein: Jorn. Il lungo viaggio | o Gorizia | Ret Marut: non appartengo | Iginio Ugo Tarchetti: la donna | Tristan Tzara: per fare una poesia dadaista | Gabriel Pomerand: discorso di un terrorista | Boris Vian: ecceità della pin-up girl | Jerome françois léonard grosse: Otto Gross ricercato da tutte le polizie

 

biblioego

1Ceccardo Roccatagliata Ceccardi: dai paesi dell'anarchia | 2Maurizio Torrisi: resuscita il creatore di Fantomas | 3Littérature” n.1 (copia anastatica) | 4Domenico Letizia: La Verità” | 5Leonard E. Read: io, la matita | 6Alexander Cohen: merchandising socialista | 7Giacomo Natta: il cappotto di Campana |8Pierre Quillard: l’anarchia con la letteratura | 9Salvatore Rotta: per il bicentenario della Società Economica di Chiavari | 10Marco Ercolani: delirio, parodia, tragedia. Per Venedikt Erofeev | 11Henri Roorda: la a parola di Cambronne | 12James De Meo: costruzione di una coperta orgonica a 2 strati | 13Giuseppe Antonio Borgese: lettera su Benedetto Croce (a Giorgio La Piana) | 14(…) un medico immoralista, Bernardo di Mandeville | 15Harry Elemer Barnes: il revisionismo e la promozione della pace | 16Fabio Massimo Nicosia: il legislatore originario (primo quaderno) | 17Asher Penn: Jacqueline de Jong: "situazionista dichiarata" | 18Adolfo Sentore: maldivivere | 19Fabio Massimo Nicosia: il legislatore originario (secondo quaderno) | 20Luigi Corvaglia: dialogo con un venditore d'almanacchi | 21Gian Pietro Lucini: Dio?! | 22Austin Osman Spare: anatema di Zos. il sermone agli ipocriti | 23Joseph Déjaque: abbasso i capi! | 24Paolo Valera: Memorie di Giulio Bonnot raccolte da un "Copain" | 25J.P. Contamine de Latour: Erik Satie intimo | 26Alphonse Allais: Album Primoaprilino | 27Lorenzo Viani: Ceccardo | 28Hanns Heinz Ewers: Edgar Allan Poe | 29 Le DA COSTA Encyclopédique | 30Ernesto Ragazzoni: Versioni da Edgar Poë | 31Omar Wisyam: quiz Baudrillard | 32Rodolphe Töpffer: del progresso  nei suoi rapporti con il piccolo borghese e con i maestri di scuola | 33Maurice Heine: alle origini del roman noir francese | 34Giorgio de Maria: la fine del quotidianismo | 35Rodolphe Töpffer: Voyage à Gênes | 36D.H. Lawrence: Riflessioni sulla morte di un porcospino seguito da Aristocrazia | 37Adelchi Baratono: Presentazione a “i Canti del Prigioniero” di Alessandro Girinaldi | 38Aldo Palazzeschi: il Controdolore |39Iwan Gilking: Giona

 

 

posizioni

manifesto per un anarchismo analitico

Wolf Bruno: Fluxus è come pisciare in un violino

TOMATO

Fabio Massimo Nicosia: il dittatore libertario

fondazione de ferrari

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wolfbruno@libero.it | http://digilander.libero.it/biblioego/