Il mondo dei Layer
Il pixel è incorporato nello schermo e funziona in base ad un codice primitivo che non può rappresentare livelli di intelligenza molto alti. Il pixel appartiene allo schermo, è scemo e si devono fare sforzi enormi x farlo diventare intelligente.
Ci sono due diverse caratteristiche costitutive
Il pixel appartiene alla griglia mentre il vettore vive sullo schermo.
Il pixel appartiene allo schermo mentre il vettore è appoggiato schermo.
Il vettore lo possiamo muovere come crediamo mentre per muovere un pixel dobbiamo muovere un’intera porzione di schermo.
Il concetto di Vettore appoggiato sullo schermo apre un nuovo mondo nella ricerca progettuale.
Creare degli insiemi fa assumere a tutto questo sistema nominabile una struttura semantica perché gli dà significato, posso infatti raggruppare questi elementi come voglio.
LAYER
Il Layer è automatico. La rivoluzione non è rappresentata dal Layer ma dal vettore, come nuovo sistema di rappresentazione.
Cambio di paradigma: dal pixel al vettore da raster a vettoriale
Il Layer non è stato inventato con il PC: esiste già da sempre sotto forma di carta lucida che consente di lavorare per strati.
Vettori e layer non fanno parte della realtà.
Sono liberi.
Hanno libertà di slittamento semantico, si rinforzano l’uno con l’altro, scivolano l’uno sull’altro.
Il lavorare per strati è un dato costitutivo.
La stratificazione come idea costitutiva si vede a Roma in maniera fortissima:
S. Clemente – stratigrafia di Roma
Via Labicana – 4 strati percorribili
Musei Capitolini
Via delle Botteghe Oscure – Museo storico con sotterranei – Cripta Baldi
È il momento dei layer che creano una nuova sensibilità architettonica evidente nei progetti su spazi aperti: Parco delle Villette a Parigi
Tschumi lavora per layer: incastra elemento connettivo e spazio abitato e poi un layer per i padiglioni che nascono come un processo frattale e si muove con un sistema indipendente.
Mentre il sistema palladiano doveva avere tutti sistemi incollati l’uno con l’altro, qui i sistemi ragionano tutti in maniera indipendente.
Anche Koolhaas lavora per layer ma la sovrapposizione in questo caso è orizzontale e non verticale in quanto non creata con l’utilizzo del computer
Libeskind è capace di fondere la sensibilità di Tschumi con il concetto di stratificazione storica.
Se c’è un architetto vettoriale questo è Eisenman.