Modelli 2 e GIS
C’è un filone di ricerca architettonica, capeggiato dagli MVRDV che pensano secondo il modo di ragionare del database. Il mondo dei database ha un suo sviluppo nella ricerca architettonica contemporanea e anche se non ci possiamo calare completamente nel ricercare questo tipo di influenze chi conosce gli MVRDV sente quasi questo approccio; è un approccio molto sistemico: una riflessione sul database molto interessante. Loro spesso usano i database in ricerche che riguardano fatti di natura territoriale, urbanistica o di urban design.
Il passo successivo riguarda il collegamento tra informazioni testuali e informazioni grafiche all'interno del database. Ovvero su un'immagine territoriale a larga scala, riconosciamo delle entità oggetto collegate a un database che le distingue per entità minori. E' evidente che il livello superiore territoriale non può essere un'immagine raster piatta.
Le basi del GIS: Abbiamo visto la differenza tra il mondo bitmap e quello vettoriale. Il mondo bitmap lavora per porzioni di schermo, quello vettoriale per entità nominabili. Abbiamo visto il Data-Base, una struttura di riferimento capace di raggruppare e gestire informazioni sottoforma di record e field, a carattere testuale.
Questo salto fu fatto nel 1985 quando accanto a programmi come Macpaint e Macdrive arrivò il Filevision, un programma basato sul principio di ricerca per immagini che legava informazioni testuali ad informazioni grafiche.
Questo strutturazione è usata dal gis (Geographic Information System), attraverso il quale il territorio è organizzato e gestito come un Data-Base.
Il territorio non è più un'entità piatta, un bitmap, ma un'organizzazione strutturata di dati grafici. Si hanno due livelli: il pragmatico(ordine) ed il metaprogettuale( poter far ricerche di un determinato modo, vuol dire attivare alcuni procedimenti metaprogettuali importanti). Questa applicazione la ritroviamo per esempio nella gestione e consultazione della cartografia del PRG di Roma sul sito del comune, o ancora nella cartografia presente sul sito della regione Lazio.
Un sistema che permette di effettuare una ricerca effettiva di Data-base, sulla base di informazioni nei field di localizzazione è Google Earth.

Google earth: è una ibridazione di queste cose: non è esattamente un gis, anche se ha delle caratteristiche di database abbastanza rilevanti. Google earth ha uno strato raster, fatto di foto aeree che all’interno del software creano l’effetto di curvatura. Se le foto si muovono prospetticamente possono acquisire questo effetto di profondità. Sulla base di questo strato si può giocare con le varie inclinate e rotazioni, che alla fine non sono un vero 3d. Però si hanno anche una serie di layer attivabili che rappresentano dei sottodatabase che si intrecciano con gli altri, all’interno dei quali è possibile fare delle ricerche di database. Ricerca di database applicata alla mappa in cui ad es. le pizzerie di roma sono associate a delle schede.
Guardare lo spazio con i GIS o con google earth implica una consapevolezza di conoscere lo spazio, c’è un gradiente informativo molto forte e presente. Questo approccio che mette insieme la caratteristica mobile e interconnessa dei dati, per cui le informazioni possono essere strutturate in varie maniera attraverso dei modelli e la caratteristica del database come contenitore di molte informazioni all’interno dei quali possiamo estrapolare informazioni pertinenti alla costruzione di un determinato percorso o scelta che vogliamo effettuare. Questo ambiente si muove dai computer specializzati ai pc dei comuni utenti. Il passaggio successivo è che questi programmi sono sempre più personalizzati. (su computer specializzati, via internet, …) fino a sistemi di navigazione nell’ambiente. Questo va sempre nella direzione che l’idea dello spazio si lega all’informazione. Il rapporto con lo spazio non è solo un rapporto di tipo fisico, percettivo, temporale: è sempre più legato alle informazioni che sono disponibili dello spazio e che sono di tutti i tipi (eventi, presenze,…. Ecc. ) tutto questo ragionamento viene attivato al livello di tecnologia.
L'EVOLUZIONE DEL MODELLO
Il primo modello è oggettivo
E' legato al funzionalismo ed ai suoi trascorsi storici.L’international style ha propugnato con forza ed in ogni dove “l’oggettivazione” degli spazi e del funzionamento meccanico dell’architettura (retaggio forte del paradigma industriale).Il modello decisionale che ne emerge è quindi strettamente legato alla norma,alla manualistica di settore che oggettivizza le misure dell’uomo per poter creare spazi modulari e dunque seguire un modello certo e matematico di progettazione degli spazi. Qui il diagramma a blocco esprime in modo chiaro la meccanicizzazione dei processi programmatici attraverso cui scomporre un' architettura.
Il secondo modello è prestazionale
Si include un’interminabile serie a catena di esplicitazioni più analitiche e minuziose per poter soltanto alla fine ,dopo aver tenuto conto di una serie di requisiti prestazionali, operare tutte le infinite scelte possibili.
Il terzo modello è strutturalista
Questo modello proposto tiene in conto una struttura gerachica delle scelte che forma una struttura fissa,data dal giudizio di valore mentre il resto ha un margine di variazione soggetto però alle scelte fisse.
Il quarto modello è quello dinamico/diagrammatico
Il modello scelto permane per un filone di ricerca ma in più sa fornire risultati sempre differenti a seconda delle architetture che genera. L’utilizzo del diagramma apre un campo di applicazione e sperimentazione fortemente legato al paradigma informatico: si tratta della modificabilità del processo legato a scelte di volta in volta spaziali, formali, programmatiche.