Fog. Masse traiettorie collisione
Gehry è di particolare importanza per analizzare la visione di paesaggio primitivo.
Per Hadid il paesaggio primitivo è senza PC.
Eisenman è architetto realmente vettoriale nasce attraverso il mondo vettoriale e il suo sviluppo.
Sviluppa una serie di ragionamenti che nascono dai diagrammi attraverso cioè un percorso diagrammatico e vettoriale.
Se il paesaggio mentale di Eisenman è vettoriale quello di Gehry è fatto da operazioni tridimensionali. Nello sviluppo di questo specifico approccio l’ingresso del PC è fondamentale. Gehry è uno dei primi a creare una zona di sviluppo.
Approccio volumetrico che guardiamo attraverso parole chiave fortissime.
Ebreo di origine canadese, il suo paesaggio primitivo è la ferramenta dove aveva lavorato con il nonno: pezzi, componenti, prodotti, materialità delle cose.
Emigra a Los Angeles ed arriva alla laurea specializzandosi in urbanistica.
Nel ’62 apre uno studio e comincia a lavorare all’interno di una serie di parametri professionali limitati dal punto di vista della ricerca espressiva.
Per i primi 15 anni di attività, costruisce bene ma nulla faceva prevedere quello che sarebbe diventato. Vivendo a Los Angeles negli anni ‘60 e frequentando molto il circuito degli artisti esplora i forti rapporti tra le varie arti.
Questo periodo è caratterizzato in particolare da due progetti:
La casa-studio Danziger a Hollywood (1964-1965) edificio chiuso all’esterno con pochi scassi e pochi elementi.

La casa studio Davis a Malibù (1968-1972) trapezio non regolare che crea una strana percezione visiva sia internamente che esternamente.
Al compimento dei 50 anni Gehry affronta una profonda crisi e decide di riniziare, ha un vero e proprio azzeramento una crisi rigeneratrice che lo porta ad una serie di scelte molto dure: chiude lo studio e ricomincia dalla ferramenta e dalla logica dell’ASSEMBLARE.
Compra una classica e tradizionale casetta americana e su questa casa opera con la logica della ferramenta: tutti pezzi diversi, materiali di serie tirati fuori dagli scaffali ed assemblati.
Siamo nel 1978 e tutta l’architettura è influenzata dalla figura di Gropius; dietro questa casa c’è l’arte povera della pop art americana che osserva fenomeni quotidiani, semplici, popular appunto.
È uno sguardo di scambio fra chi lavora in maniera più pubblicitaria e fumettistica (Andy Warhol) e chi invece ha una visione più espressionista (Rushberry): dentro questa casa c’è tutta la visione della pop art.
Da notare come spesso accada che l’arte pura non funziona linearmente ma per salti: i semi che vengono piantati dalle arti non si sviluppano quasi mai istantaneamente.
La Pop art si sviluppa negli anni dal ’58 al ’65. Nel 1977 Gehry fa riemergere questo ragionamento: avvolge la sua casa, che lascia intatta, con una specie di “U”. Amplia alcuni spazi come la cucina e crea superiormente delle terrazze determinando un grosso shock nella visione classica della casa americana scardinandone completamente l’immagine.
In questa fase rigenerativa Gehry sviluppa una serie di progetti con impianti diretti e organizzazioni di tipo distributivo.
Ad esempio casa Spiller a Venice nella zona di Los Angeles: costruisce questa casa vicino al mare rappresentando un salto logico interessante. Sviluppa una casa patio con una corte interna, parte alta e parte bassa funzionano bene: la parte piccola viene affittata per pagare il mutuo e la parte più grande viene abitata: nasce una nuova parola chiave per Gehry.
C’è sempre un paesaggio mentale di riferimento: “cheapscape” (paesaggio povero).

Il problema è che prima l’architettura guarda sempre alle sue forme più consolidate, senza guardare i paesaggi più poveri, le periferie, la corte di servizio. Ora il retro, La periferia, il derelitto diventano per Gehry fonte di ispirazione invertita, un’opera d’artista che non necessita di spiegazioni.
Dalla libertà di lavorare con il cheapscape nasce il Guggenheim di Bilbao.
Il paesaggio povero è un elemento costituito da tanti livelli.
FASE SPAZIALE
Gehry assorbe queste modalità attraverso 2 o 3 canali differenti:
1 - l’architettura barocca (specialmente quella del Borromini)
2 - l’architettura romanica tedesca o francese (primitivismo dell’architettura)
3 - Charles Moore che studia le aggregazioni vernacolari rurali
Combina questi 3 filoni per far nascere questa nuova idea di spazio.
L’architettura si genera non tanto dai pieni quanto dai vuoti.
Articolazione e disconnessione di spazi aperti orchestrati da pezzi architettonici come fosse un villaggio, logica assemblatoria: interesse rivolto verso un’architettura di tipo vernacolare (fare architettura documentato della tradizione storico-costruttiva tipica di un luogo e definita anche con il termine di 'architettura spontanea').
Atteggiamento dello spaziare: gli spazi liberi sembrano governare la logica dell’edificio e viceversa.
Personaggi e architettura il loro essere attori è la chiave
Giorgio Morandi: le sue nature morte sono oggetti, personaggi che dialogano tra loro. Così è anche per Gehry negli studi d’arte di Indiana Avenue: tre visi uguali ma diversi che abitano queste case.
Nel progetto per la Loyola Law school l’atteggiamento dello spaziare si evidenzia attraverso una serie di pezzi che sono concentrati insieme intorno allo spazio aperto che non è predeterminato. Al contrario di quello che accade nelle esedre della geometria spaziale preformata ove gli edifici intorno rafforzano lo spazio preesistente in questo caso lo spazio lo decidono gli edifici.
Gehry gioca con forme archetipe come la casetta romana o il tempio, crea una serie di traslazioni che li trasformano in altri oggetti.
Il progetto viene suddiviso in una serie di fasi:
Assemblare, Spaziare, Separare, Tranciare che generano forme architettoniche.
Ad esempio in un piccolo blocco edilizio lungo le strade di Santa Monica per moltiplicare il valore commerciale Gehry crea una specie di taglio creando una spazialità interna; lascia un blocco e i pezzi tagliati buttati da un’altra parte generano forme. Atteggiamento del separare.
Casa Norton
Case con atteggiamenti simili con torretta per un individuo solo come archetipo della casa sull’albero.
Il blocco scala esce dal volume delle scale ma la rampa è libera.
L’oggetto che diventa architettura.
Oldenburg teorizza la teoria del macro oggetto: ad esempio l’ago gigante di piazza Cadorna a Milano rappresenta a livello pop la ricucitura urbana.

La tecnica del separare consente l’inserimento di oggetti dove il significato più vero di spazio aperto di provenienza barocca si manifesta in questo rapporto concentrato tra spazio e volume e si condensa in mulinelli spaziali che sono grandi opere d’arte.
Gli oggetti d’arte funzionano come catalizzatori: a piazza Navona ad esempio le fontane hanno spazio concentrato nello spazio hanno un senso perché si trovano esattamente in quel posto.
Questa idea è nella tradizione dell’arte barocca dove lo spazio pubblico si addensa intorno agli oggetti d’arte.
All’interno dell’arte contemporanea si crea un dialogo vero tra architettura e arte il rapporto tra Oldenburg e Gehry è molto importante.
A dieci anni dalla sua crisi Gehry apre un'altra strada: ricrea una serie di ambienti il pesce a Barcellona come momento offensivo.

Umberto boccioni rompe la cornice in pittura, nella scultura rompere la visone prospettica vuol dire rompere l’idea dell’oggetto autonomo rispetto all’ambiente. La rottura del piedistallo.
Questa idea di un fatto scultoreo come energizzante dell’ambiente ha implicazioni architettoniche importanti.
Scolpire l’ambiente come processo architettonicizzante delle masse.
Sculture come dinamo che sprigionano energia
Come nel concetto di traiettoria le forme non tendono a chiudersi in se stesse; è come se proiettassero traiettorie linee di forza come elementi energizzanti dell’ambiente
È lasciato vivo il processo della funzione.
Vitra è invece un progetto profondamente diverso dagli altri: c’è il fondersi delle masse che generano vettori dinamici pur rimanendo attaccate l’una all’altra.
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Atteggiamento ancora più evidente nell’auditorium Disney: irradiamento vegetale, fondere dal punto di vista espressivo.

Infine arriva Bilbao: molti livelli interni dal punto di vista espressivo: l’idea generatrice è una serie di masse fuse l’una con l’altra come in Boccioni per lanciare una traiettoria nell’aria una dinamo dell’energia architettonica.
Bilbao come Milano è una città industriale molto importante. Negli anni ‘80 in tutte le città industriali c’è una crisi il sistema non funziona più. Bilbao ed altre città spagnole hanno serie conseguenze.
La città sta morendo bisogna inventare qualcosa: viene chiamato il direttore del Guggenheim che individua l’area più incasinata di tutta la città, l’area più derelitta. È il suo paesaggio nativo a Luglio si indice un concorso per quell’area. Ovviamente vince Gehry che pone come tema l’intersezione urbana.
Recupera tutta una serie di idee processi che aveva accumulato. Si insedia in un’intersezione urbana e crea un’opera che entra. “Urbanscape”: architettura concepita e fatta dalle forze urbane.
Ingloba il ponte e tutti i flussi nella nuova opera. L’edificio si insinua sotto il ponte è un corpo che emerge. Elementi plastici che creano spazi pubblici: si ingloba nello spazio urbano e tutto l’edificio viene a essere parte della città con uno specchio d’acqua che fa da protezione al museo.
È un edificio iper-funzionale ottenuto con sistemi organizzativi molto logici con l’idea che la scomposizione della forma serva in particolare al funzionamento del museo. Si muove sulla disarticolazione per avere molti livelli di funzionalità.
È una cattedrale contemporanea con una torre che segnala la presenza di un museo quando si percorre l’asse del fiume come se fosse la torre di una cattedrale.
LIQUEFARE: opere che sembrano costruzioni marine come un polipo.