PRIMO CICLO

Il web

Informazione

Comunicazione Marsupiale

La lunga Crisi dell'800

Il catalizzatore



SECONDO CICLO

Il Computer

Dentro i Bits

Architettura e presenze
delle superficie



TERZO CICLO

Vettori

Il mondo dei layer

Peter Vector



QUARTO CICLO

Costruzione Vettoriale

Tempo è

Fog. Masse traiettorie collisione



QUINTO CICLO

Modelli 1

Modelli 2 e gis



SESTO CICLO

Modelli Gerarchici

Il nuovo catalizzatore



SETTIMO CICLO

Presentazioni finali

Il computer

l problema del calcolo  è un problema antico, per una fase molto lunga la geometria è l’elemento chiave nello svolgimento di calcoli, attraverso una serie di strumenti geometrici o meccanici (si pensi ad esempio  al compasso).

Con l’evoluzione del mondo industriale si sviluppa una capacità di astrazione logica che porta alla nascita delle prime macchine  da calcolo.

Daniel Libeskind subisce il forte fascino di queste macchine e costruisce spesso reinterpretandole.

In questi anni Charles Babbage teorizza la macchina differenziale capace di fare calcoli sulla base di ingranaggi meccanici. Tuttavia il progetto non si concretizzò mai a causa dell’impossibilità di controllare l’attrito fra gli ingranaggi.

Successivamente lo stesso Babbage realizza la macchina analitica studiando il telaio meccanico Jacquard che usava schede perforate per determinare come dovesse essere la trama del tessuto. Babbage riadatta questo progetto sfruttandone la standardizzazione e la programmabilità e progettando, di fatto, il primo computer della storia.

In questi anni si sviluppano grandi telai azionati meccanicamente: le prime rudimentali macchine capaci di lavorare sulla base di una programmazione. Grazie agli studi di George Boole (padre dell’algebra che prende il suo nome) nell’800 si sviluppa un formalismo capace di ridurre un linguaggio ad una logica binaria.

All’inizio del 900 con la nascita dell’IBM e con lo scoppio della guerra vengono sviluppati i primi calcolatori come noi li conosciamo, capaci di utilizzare un linguaggio sviluppato appositamente su una logica booleana e quindi elettronica.

Lo sviluppo di linguaggi di programmazione si sviluppano parallelamente alla diffusione dell’energia elettrica. Il linguaggio binario si accoppia con l’elettricità come il cemento con il ferro.

Tuttavia questi sistemi sono enormi e poco potenti perché basati sulla tecnologia della valvola che occupa molto spazio, ecco perché in questo periodo lo sviluppo di queste tecnologie rallenta.

Negli anni ’50 con l’invenzione del transistor ed ancor di più nel 1962 con l’invenzione del chip si arriva ad una serie di innovazioni tecniche molto importanti, che rendono teoricamente possibili i computer moderni. Negli anni ’60 e ‘70 lo sviluppo del personal computer è legato finanziariamente ed economicamente a poche sfere della società che detengono il potere. 

 

Sul finire degli anni ‘70 comincia ad affermarsi la concezione del computer non più come macchina ma come strumento. Il mondo è attraversato da un anelito di libertà in questa fase il computer è visto come tentativo di liberazione: non più strumento di potere gerarchico ma come strumento di calcolo a disposizione di chiunque.

Questa evoluzione tuttavia avviene in un ambito molto delimitato: la zona intorno a San Francisco.

Il momento che può essere considerato la nascita del computer moderno è quando viene realizzato Apple I, in sostanza semplicemente una scheda madre completamente assemblata alla quale andavano collegati alimentatore, tastiera e display. 

 

Il salto successivo è fondere un circuito integrato con un televisore. Il 6 Giugno 1977 nasce Apple 2: per la prima volta entra sul mercato di massa il personal computer.

               

È importante notare che questo salto enorme non viene compiuto da una compagnia accreditata come IBM, ma da un gruppo di giovani in un garage che in pochi anni vengono quotati in borsa, diventano ricchissimi e modificano irreversibilmente lo sviluppo tecnologico e sociale degli anni a venire.

Approccio Induttivo: parte dalla raccolta analitica delle informazioni e a queste applica, o crea ex-novo, una teoria.

Approccio Deduttivo: parte da una serie di premesse teoriche di carattere generale, ed attraverso l'osservazione dei fenomeni deduce delle condizioni particolari che ne siano la logica conseguenza. 

L’epoca dell’informatica e dell’informazione è molto più deduttiva che induttiva.

Si procede infatti proiettando sulla realtà un ipotesi, una possibilità di trasformazione e verificandone le possibilità di sviluppo. Si crea così un accumulo, una catena di informazioni visualizzate e verificate più velocemente con l’aiuto dell’informatica.

A questo punto del suo sviluppo il personal computer è un oggetto più hobbistico che tecnologico; necessita di essere montato e di una serie di istruzioni necessarie a creare dei piccoli programmi necessari per le procedure iniziali. Questo processo doveva essere fatto ogni volta e ogni volta in maniera diversa.

Oggi queste procedure sono chiamate sistema operativo.

A 21 anni Bill Gates scrive una volta per tutte un linguaggio descrittivo sviluppando in maniera più evoluta questo sistema, crea una piccola company che diventa immediatamente molto potente dato che mentre il sistema di Jobs è chiuso (funziona cioè solo sulle macchine costruite da Apple), il sistema di Gates è indipendente dalla macchina diventa quindi il primo sistema descrittivo generalista maturo.

Tuttavia il grande salto avviene quando il colosso  IBM nel 1981 decide di scendere in campo producendo un proprio microcomputer che battezza "personal computer": la rivoluzione è avvenuta.

Nascono quindi i primi personal computer IBM che adottano gli standard di Jobs ed avviene per la prima volta un’inversione: le company più ricche diventano quelle che producono software e non quelle che costruiscono materialmente l’hardware dei PC.

All’inizio degli anni ‘80 nasce il DOS, linguaggio induttivo - descrittivo, in questa fase tuttavia si è disinteressati a ciò che altro non è che un linguaggio esoterico: il computer è visto con una visione industriale è una macchina che deve funzionare, non comunicare né pensare. Successivamente diversi nuclei di ricerca sviluppano una visione differente che porterà dall’utilizzo delle schede perforate alla tastiera ed infine al mouse.

Nell’800 George Boole riscopre ed organizza logicamente il sistema numerico binario intuito da Gottfried Leibniz in questa fase questo sistema viene strutturato in codice, in linguaggio astratto. Il binario è il più astratto dei codici: i sistemi sono più potenti quanto più sono astratti. Il codice morse utilizza 5 simboli per generare un linguaggio il binario solo 2.

Negli anni ’60 - ‘70 la Xerox lancia e fa esplodere il fenomeno della fotocopia; all’interno dell’azienda nasce un gruppo di ricerca che sviluppa “Xerox Star” un sistema di gestione costituito da un sistema grafico a finestre, un puntatore ed uno schermo luminoso.

Questa è la scintilla per risolvere il problema fondamentale dell’interazione fra uomo e macchina: non basta il mouse, serve un nuovo sistema di interfaccia che permetta di avere un approccio grafico, una relazione al di là del linguaggio.

 

Steve Jobs mente deduttiva e prensile nel 1982 vede questo sistema rivoluzionario ed ha il salto deduttivo: ecco come deve essere fatto il personal computer: luminoso, grafico, con una interfaccia umana.

La nascita di questi computer “non neri” crea una forte attrazione: la luce permette di avere sistemi grafici.

Nasce un mondo che è un mondo grafico dove lo schermo diventa elemento decisivo.