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Hans-Jürgen Schatz (Max) è nato il 10 Ottobre 1958, a Berlino nel quartiere di Kreuzberg dove è cresciuto. Le passioni per il teatro, la recitazione e l'intrattenimento lo hanno spinto a frequentare la scuola di teatro "Ernst Busch" e ad iniziare a recitare subito dopo la maturità. Parallelamente agli studi universitari e alla radio, Hans-Jürgen Schatz ha lavorato come assistente di regia in diversi teatri della capitale tedesca.

Il suo debutto come attore porta la data del 1978 con il ruolo principale nella commedia «Flamme empor». Ha abbandonato «Der Fahnder» insieme a Klaus Wennemann nel 1992 lavorando, poi in «Salto Postale» e «Salto Kommunale», due serie dal taglio decisamente comico accanto a Wolfgang Stumph.

Tra i suoi primi ruoli televisivi ci sono anche due apparizioni in «Derrick», nell'episodio "L'intruso" (1981) e in "Una folle idea" (1983).

Tra i suoi impegni attoriali c'è anche quello di voce recitante, ruolo che ha vestito all'Opera di Berlino e per cui ha vinto il premio della critica discografica tedesca con l'incisione dell'audiolibro «Il meraviglioso Mago di Oz» di Lyman Frank Baum. Dal 1984 al 1991, durante le riprese di «Faber l'investigatore» ha quasi completamente rinunciato al teatro, il suo amore più grande, per farvi ritorno solamente con l'abbandono del suo ruolo di Max Kühn.

Appassionato di poesia e di musica classica, Hans-Jürgen Schatz apprezza le poesie di di E.T.A. Hoffmann e di Erich Kästner e ama da sempre le opere di Gustav Mahler.

Nel 2007 ha ricevuto la Croce al Merito dal Presidente tedesco. Vive ancora nella sua città natale, nel quartiere di Wilmersdorf.

Permaloso, il suo personaggio di Max Kühn - il cui cognome significa "audace" -, non accetta di essere preso in giro per la sua precisione e la sua puntigliosità. "Di che segno sei?" gli domanda un informatore in un bar durante la puntata "Irruzione", "Aspirante commissario" risponde lui con aria di sufficienza.

Ha detto: "Il mio lavoro è il mio hobby più divertente".

 

 

 

Hans-Jürgen Schatz. (Foto ARD).
Il sogno di Dominik.

Dominik Graf, uno degli autori e registi più significativi nella storia di «Der Fahnder», racconta il suo ultimo incontro con Faber.

«Il mio personale addio furono due puntate del 1991 in cui Klaus Wennemann aveva a che fare con due donne, una volta con Maja Maranow ed una con Claudia Messner. Gli anni Ottanta si erano conclusi con la caduta del Muro. Malgrado tutti gli sforzi quella città chiamata "G" era andata perduta. In uno dei miei ultimi "Fahnder" mostrai chiaramente la sede della Hypobank nella Richard-Strauss-Straße e dal tetto di quell'edificio lasciai intravedere il grande grattacielo BMW. Era ormai chiaro che si trattava di Monaco. Quell'episodio, "Nachtwache" del 1991, fu senz'altro la mia "Fahnder" apoteosi. Cos'altro potevo chiedere? Era un sogno allo stato puro».

Claudia Messner.