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Fuori dagli schemi.
G-Stadt.
Una scommessa vinta.
Genesi di un poliziotto.
Il fratellino di Schimanski.
Il professionista.
La voce di Max.
Una vita da commissario.
Il professor Pfaff.
Faber in Italia.
Il Catalogo.

Klaus Wennemann ricordava così la sua scelta di fare l'attore: «Avevo due possibilità: fare il decoratore in un grande magazzino a Recklinghausen oppure recitare. Decisi di non fare il decoratore». Nato nel 1940 a Oer-Erkenschwick, ha studiato recitazione alla celebre Folkwang-Hochschule di Essen debuttando quindi nel 1966 allo Stadttheater Landshut. Il suo debutto televisivo è del 1981 con il film «Das Boot» diretto da Wolfgang Petersen ambientato all'interno di un sottomarino durante la Seconda Guerra Mondiale. Con «Der Fahnder» (1984-1992) ha conquistato il successo televisivo.

Werner Masten lo ricorda così: «Klaus era un grande professionista, molto intelligente ma anche molto esigente. Lui dava molto ma chiedeva anche molto dal regista, dal costumista, dai fonici e dal resto del cast. Con gli altri attori fissi della serie c'era un ottimo rapporto tanto che ci frequentavamo anche al di fuori del set. Non sopportava, invece, che le sceneggiature gli fossero consegnate solamente una paio di giorni prima dell'inizio delle riprese: non riteneva di potersi preparare al meglio per girare la puntata».

Lo stesso regista cita anche un aneddoto legato all'episodio "Al crepuscolo" girato a Genova: «Dovevamo girare una scena in cui un motociclista uccideva un poliziotto per la strada. Avevamo scelto come location una piazza di Genova molto bella davanti a imponenti palazzi novecenteschi. Ovviamente non potemmo chiudere al traffico tutta la zona, ma iniziammo comunque a fare le prove. In breve tempo si era radunato dietro alla macchina da presa un gran numero di persone, saranno state 800, che assistevano alla scena. Giunti al momento di girare dissi a tutta quella folla: "Adesso giriamo. Per favore rimanete in silenzio fin quando avrò detto grazie". Diedi il via e girammo nel più assoluto silenzio: si sarebbe potuto sentire uno spillo cadere per terra. Quando dissi il fatidico grazie tutta quella gente scattò in un lunghissimo applauso per Wennemann. Fu davvero una grande emozione».

Nel 1994 Klaus Wennemann è stato protagonista di «Is' was Trainer?», una sit-com sul gioco del calcio e quindi - per la rete SAT.1 - di «Schwarz greift ein» (Un caso per Schwarz) nei panni di Henning Schwarz, un prete investigatore. Klaus Wennemann è morto all'età di 59 anni il 7 Gennaio 2000 nella più assoluta riservatezza. Da tempo era malato di cancro ai polmoni.

Dietrich Mattausch: «Klaus è stato senz'altro il migliore dei "Fahnder" con cui ho lavorato. Innanzitutto era l'originale, il primo, quello che aveva dato l'impronta alla serie. I suoi successori, Jörg Schuttauf e Michael Lesch, hanno finito per confrontarsi con il loro illustre predecessore. E quando il confronto non ha retto hanno abbandonato».

Sposato dal 1963 con Hedwig, ha avuto due figli e ha vissuto fino alla fine ad Herrsching, sull'Ammersee, lontano dal jet set bavarese.

 

 

Klaus Wennemann. (Foto ARD).
L'auto di servizio.

BMW, Mercedes, Audi, qualcuno addirittura Porsche. I commissari televisivi tedeschi sono sempre stati portabandiera dell'industria automobilistica nazionale, pronti in ogni occasione a sfoggiare modelli di gran lusso accuratamente scelti dalla produzione nazionale.

Poca fortuna per Faber anche nell'avere un'auto di servizio: a lui è toccata una scalcinata Ford Granada 2.0 verde (nella foto ARD) del 1976 targata G-PH 4844.

Nell'ultimo episodio della serie, mentre Faber e Susanne se ne vanno dalla città, incontrano in autostrada un carro attrezzi che trasporta (al demolitore?) la vecchia Ford.