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G-Stadt.
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Genesi di un poliziotto.
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Faber in Italia.
Il Catalogo.

Il 2 Ottobre 1985 fa il suo esordio sulle reti tedesche dell'ARD una nuova Krimiserie dal titolo «Der Fahnder».

Così Georg Feil, produttore della serie sin dal suo esordio, racconta la nascita del telefilm: «ARD stava cercando da tempo una serie che fosse di qualità e che avesse le potenzialità per riempire la fascia di prima serata. Così si rivolse a noi, che in quel periodo già producevamo numerose serie per loro, soprattutto per il preserale. La prima idea che ci fu lanciata fu quella di una serie poliziesca dal titolo "Kommissar Zufall". Non fu un lavoro semplice perchè il lavoro di investigazione è fatto di minuziose ricostruzioni e si basa sui fatti, non sulle coincidenze e sulla casualità. Per questa nuova idea inizammo ad osservare le serie di successo come "Der Alte" e decidemmo che il nostro eroe sarebbe stato qualcosa di completamente diverso. Sarebbe stato giovane, non a capo di una squadra ma piuttosto uno della squadra. Non avrebbe nemmeno dovuto essere un poliziotto onniscente, preferivamo un personaggio più normale, umano anche nei suoi errori dettati dalla partecipazione emotiva alla situazione. Insomma, avevamo in mente un personaggio che era l'esatto contrario di quelli che in quel momento spopolavano in televisione».

Così nacque Faber, un "Zivilfahnder", un poliziotto in borghese della squadra investigativa capace di operare con metodi veloci, istintivi, servendosi solamente del suo fiuto.

Al suo fianco il giovane Max Kühn, "raccomandato di ferro" nipote del Procuratore di Stato con aspirazioni di carriera nella polizia. A capo del distretto, il commissario capo Norbert Rick, un uomo caparbio e rigido con cui Faber ha un rapporto di continua conflittualità. Più bonario è il collega Otto Schatzschneider, l'agente di pattuglia che arrotonda lo stipendio proponendo ai colleghi "offerte speciali" consistenti dei più disparati oggetti dall'incerta provenienza.

La vita privata di Faber ha un proprio spessore, a differenza di altri commissari televisivi, così, quando la giornata volge al termine, il nostro eroe si rifugia al "Treff", un bar nelle vicinanze della stazione gestito dall'affascinante Susanne, la sua donna.

Particolarità di questo personaggio: per tutti è sempre stato solo Faber, senza un nome di battesimo. Nella prima puntata è possibile vedere in dettaglio il tuo tesserino d'ordinanza e la firma riportata in calce alla fotografia è H. Faber.
In un dialogo all'interno della stessa puntata, Susanne sbotta e lo chiama Hannes. Ma solo quella volta, mai più.

 

Klaus Wennemann è Faber. (Foto ARD)
La foto misteriosa.

Negli ultimi fotogrammi della sigla di testa del telefilm si intravede la tessera d'ordinanza di Faber comparire al di là di una porta socchiusa da cui una donna sbircia timorosa.

Cosa curiosa, il personaggio che si vede ritratto nella foto ha capelli corti e baffi. Già, ma Faber ha capelli piuttosto lunghi e di baffi nemmeno l'ombra.

Svelato il mistero: la foto della tessera è la stessa riprodotta qui sopra e raffigura l'attore così com'era proprio prima di iniziare a girare "Faber l'investigatore".