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Lavorare sulla
carburazione
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La carburazione non
è una "brutta bestia" o frutto di chissà quale alchimia.
Attribuisce responsabilità a leggi fisiche precise, trattate nei
capitoli che riguardano combustibili, comburente, combustione. Nel
nostro caso, il combustibile è la benzina, il comburente è
l'ossigeno presente nell'aria, l'innesco è dato dalla scintilla
della candela. Una combustione produce energia termica, che ha
valore massimo quando il combustibile brucia con la stechiometrica
quantità di aria. Se l'aria è poca, il combustibile non brucia
completamente; se l'aria è troppa, il combustibile brucia si
completamente, ma con scarso controllo e con spreco dello stesso.
Quest'ultimo caso è il più pericoloso per il nostro motore, in
quanto si generano temperature troppo elevate, anomale, che
addirittura tendono a innescare la combustione in modo non sincrono
rispetto al ciclo del motore.
Si premette che per
iniziare a lavorare bene sulla carburazione è necessario che il
ciclo del motore sia "fasato" correttamente. Esiste un
parametro esatto che consente alla candela di scoccare quando il
pistone è in una precisa posizione. Una fasatura errata comporta il
rischio di gravi danni al motore, per cui è meglio affidarla ad un
meccanico di fiducia, se il motore non è nuovo di fabbrica, oppure
se proviene da mani ignote.
Assetto iniziale
del carburatore: mantieni i componenti che già monti in origine.
Questo se le condizioni meteo non sono molto differenti da quelle in
cui ti trovavi nella precedente sessione. Per esempio, se si fosse
d'inverno sarebbe pericoloso girare con un assetto del carburatore
messo a punto per una stagione calda.
IMPORTANTE:
Se cambi motore e mantieni lo stesso carburatore, i parametri di
carburazione non valgono allo stesso modo ! Devi studiare un nuovo
assetto per il motore che hai montato.
Un particolare a
cui porre attenzione è lo spillo. Questo ha la possibilità di
essere posizionato solitamente su ad una delle tacche, spostandolo
lungo la chiavetta su cui appoggia la molla, dentro alla testa del
carburatore. Posizionalo inizialmente sulla tacca di mezzo, se le
tacche a disposizione sono in numero dispari. Se le tacche invece
sono presenti in numero pari, posizionalo sulla seconda a partire
dal basso (se le tacche sono 4), oppure sulla quarta a partire dal
basso (se le tacche sono 6), e così via. In sostanza, tendi sempre
a concedere un arricchimento di benzina. Infatti, più la tacca che
usi è bassa, più tendi ad ingrassare la carburazione. L'entità
dell'arricchimento o meno è poi data dalla forma e dalla sezione
dello spillo.
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Per iniziare a
lavorare coerentemente sulla carburazione, come del resto sulla
messa a punto in generale, è necessario aver acquisito un certo
perfezionamento della guida. Inizi a parlare di "messa a
punto" quando tra un giro e l'altro assumi un'andatura regolare
e senza errori, sfruttando le massime performances del motore. I
tempi sul giro devono "viaggiare" entro una tolleranza al
massimo di uno o due decimo uno dall'altro. Se vai a passeggio
oppure non hai ancora acquisito la padronanza necessaria, il motore
del kart si imballa, si "riempie" ed è meglio, in questo
caso, che affidi l'imbastimento della carburazione ad un meccanico
esperto. Inoltre, se desideri lavorare tranquillo per capire la
carburazione, scegli le giornate in cui la pista è deserta: anche
se la gommatura dell'asfalto potrebbe non essere buona riesci ad
impostare un certo ritmo senza intralci. Una volta capito il
"giochetto", con tutti i tuoi riferimenti alla mano
dovresti riuscire a dedicarti solamente alle rifiniture quando ti
trovi nel caos di una giornata di gara, oppure di affollamento. |
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I
tipi di spillo sono diversi, adatti per ciascun tipo di carburatore,
di varie forme e dimensioni, in modo da consentire di amministrare il
trend di flusso della benzina.
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Un'altra
funzione importante è quella del polverizzatore, ugello su cui
viene avvitato il gigler (getto). Il gigler consente di dosare il
passaggio della benzina dalla vaschetta al condotto del
polverizzatore che ha il compito di nebulizzare il carburante
affinché si combini intimamente con l'aria. Anche i polverizzatori
sono assortiti in varie tipologie. |
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Iniziamo l'opera
scaldando bene il motore sul carrellino da lavoro, avviandolo e
facendolo girare con il cambio in folle con lievi impulsi di
acceleratore a cadenza costante. Mantieni una mano sulla testa del
motore; quando si intiepidisce, imprimi manualmente, energicamente,
una rotazione alle ruote posteriori nel verso di normale moto, quindi
inserisci la seconda marcia. Sempre mano sulla testa, questa deve
tornare fresca per effetto della circolazione dell'acqua. Accelera
quindi a impulsi sempre più consistenti, fino a raggiungere
progressivamente regimi molto elevati. Continua fino a quando la testa
torna ad essere molto calda. Quindi rimetti il cambio in folle e
lascia spegnere il motore.
Il particolare del
raffreddamento citato è ovviamente riferito ai motori raffreddati a
liquido. Chi monta un motore raffreddato ad aria non ha la
preoccupazione della corretta circolazione dell'acqua.
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Preparati con
l'equipaggiamento, metti il kart a terra ed esci in pista. Strumento
Alfano in funzione per rilevare i tempi sul giro. Mi raccomando: il
primo giro serve a scaldare bene le gomme, per cui tieni un'andatura
allegra ma prudente. Il primo giro è anche un piccolo check, utile
per verificare la frenata e verificare che il comportamento del kart
sia perfetto. Dall'inizio del secondo giro inizia a
"tirare" con la stessa entità di quando cerchi di segnare
i tempi. Fai due giri a pieno ritmo. Mentre sopraggiungi all'imbocco
dei box per entrarvici, arriva con lo stesso ritmo come se
dovessi proseguire per un altro giro, tira la frizione, frena.
Rilascia la frizione solo quando sei completamente fermo, anche se
il motore si è spento. Se lasci la frizione mentre sei ancora in
movimento, sfalsi tutto l'esperimento perché il motore aspira
benzina. Occorre ripetere da capo questo paragrafo. |
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| lap |
ritmo
regolare |
ritmo
non regolare |
| 1 |
0.55.44 |
0.55.44 |
| 2 |
0.55.32 |
0.56.12 |
| 3 |
0.55.37 |
0.55.84 |
| 4 |
0.55.40 |
0.55.20 |
| 5 |
0.55.48 |
0.55.56 |
| 6 |
0.55.38 |
0.55.62 |
| 7 |
0.55.45 |
0.56.10 |
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Un
riferimento cronometrico con andatura non regolare, dovuta ad errori
di guida continui, non offre un buon riscontro per poter valutare la
positività o meno delle variazioni di assetto. Per lavorare bene
sulla messa a punto è necessario aver acquisito una condotta di
guida abbastanza precisa. Le migliorie apportate all'assetto vengono
sempre premiate o bocciate dal cronometro. |
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Approfittando
per trascrivere i tempi sul giro che hai ottenuto, attendi qualche
minuto per consentire al motore di raffreddarsi, (fino a quando riesci
a tenere la mano sulla testa senza scottarti) dopo di che svita il
cilindro dal basamento e sfilalo insieme alla testa (per far ciò,
normalmente devi rimuovere la pipetta dalla candela e l'espansione di
scarico dall'imbocco). Osserva la superficie del pistone. Sei in
condizione perfetta se si presenta come se le avessi passato
uniformemente sopra una spugna umida di benzina. Se è asciutta, anche
in poche zone, significa che sei "magro". Se si presenta
molto bagnata significa che sei "grasso".
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Rimonta testa e
cilindro, serrando i dadi con criterio, senza stringere
eccessivamente e "a croce", a piccoli step, prima uno, poi
quello diagonalmente opposto, poi gli altri due con il medesimo
sistema, ripetendo i passaggi di chiave fino al completo serraggio.
Sistema l'espansione di scarico. Svita la candela e osservane gli
elettrodi. Cerca di memorizzare il loro aspetto mettendolo in
relazione con quello della superficie del pistone appena verificato.
Lo scopo è quello di farvi "l'occhio", in modo da ridurre
gli episodi di continuo smontaggio del cilindro. |
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Sulla carburazione
influisce anche la massa kart-pilota. Un complesso più pesante fa
risultare più magra la carburazione rispetto allo stesso kart con
un pilota più leggero.
Determinante
l'influenza dei parametri meteo: temperatura e pressione dell'aria,
umidità nell'aria.
Influisce anche la
posizione delle trombette del filtro di aspirazione, che vanno poste
in modo che risucchino dove l'aria è a turbolenza costante. |
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