
La pesca con l’esca staccata dal fondo può rivelarsi importante per svariati motivi che possono essere visivi e/o gustativi. Innanzitutto un fondale particolarmente cedevole potrebbe “costringerci” ad alzare la nostra boilies onde evitare che essa sprofondi oppure prenda odori e gusti sgradevoli. Un altro motivo per passare a questo tipo di presentazione può essere dato da determinate caratteristiche ambientali, quali fondali con materiale organico in decomposizione (tale materiale organico riduce la quantità di ossigeno disciolta in acqua). Così come fatto nella sezione riguardante la pesca tra i sassi, cerchiamo di puntualizzare come sono le bocche delle nostre amiche “pinnute” in queste situazioni di fondali (molli, fangosi o ricchi di erbe). Generalmente troveremo carpe con bocche piuttosto grandi e “morbide”, con labbra pronunciate e carnose come nelle foto. Due particolari della bocca di una carpa che vive in fondali fangosi Qualunque sia la motivazione che ci spinge a scegliere un innesco galleggiante, il nostro terminale dovrà essere costruito in modo tale da lavorare nel migliore dei modi possibili al momento del risucchio da parte del pesce. 
E’ necessario premettere che, proprio per il fatto che l’esca risulta staccata dal fondo, la sua presentazione ci crea qualche problema in più dal punto di vista meccanico. Infatti, se la nostra preda aspira l’esca dall’alto (molto vicino all’esca) e/o da dietro, l’amo potrebbe entrarle in bocca al contrario. Questo potrebbe crearci problemi di “allamatura strana” del pesce, con possibili rischi di slamatura, ma soprattutto danno al pesce stesso. In secondo luogo certe esche, assorbendo acqua, tendono ad appesantirsi alterando la bilanciatura dell’insieme; dovremo pertanto aver maggior attenzione sia nella scelta dei materiali, sia nella realizzazione del terminale. 
La naturalità di movimento dell’esca va ricercata dapprima nelle caratteristiche del terminale che deve far in modo che l’esca “fluttui” in maniera quanto più naturale possibile, e inoltre in una buona contro-bilanciatura dell’esca stessa che di solito viene realizzata con pasta di tungsteno, con contro-bilanciture già pronte (per esempio con l’ottimo Pop Up Lead System) o con soluzioni “ibride” di boilies inframmezzate a spugnette di materiale espanso. La mobilità è una caratteristica peculiare che dobbiamo realizzare nella preparazione del terminale. Solitamente i modi per venire incontro e quindi ottimizzare tale caratteristica sono l’inserimento di un anellino di acciaio (Stainless Steel Rings) o lungo un D-rig oppure lungo il gambo dell’amo. Ciò detto, la scelta dei materiali per terminali in pop up, da parte nostra, ricade nella maggior parte delle volte su HPPE di vario genere tra cui i nostri Kohinoor, Gentleforce e The Rope. Per quanto riguarda la scelta dell’amo (a nostro avviso) non vi sono molte alternative: Mako SF serie 2, che ha la caratteristica di avere l’occhiello rivolto verso l’interno, permettendoci di creare dei finti “Bent Hook,” (vedi D Rig presentato), senza “devastare” la bocca del pesce. |