per chi ama la musica ironica e il divertimento...
Il teatro Cabaret piu' famoso di Roma
per chi ama la cucina piccante
the greatest swing performer
un fantastico parco pieno di divertimenti
il vero e sincero core de Roma
l'anima soul della musica italiana
il volto nuovo del cinema italiano
 

 I Misteri di Puka Beach   

 

Home
Biography
Yesterday Island
Today Island
Fantasy Island
PIC Island 
What's New 
GD Planet  
Here and There  
Out of my head  
Help & Emergency island  
Italian island  
A.Dipre' Island 
Link Island  
Tag Board Island  
Wine Island  
F.Fiorini/ACN Island  
Movieland 
Credits & Thanks

Collana : I Misteri di Puka Beach

                     Soft like a summer  rain

                                                          Un giallo per ragazzi di Ellery Sinclair ( copyright 2018)

 

 

Ellery Sinclair :  impiegato e entertainer

Candy Worldy  : moglie di Ellery

Tenente Polizia locale : Paul Tody

Titolare Pub The Surfers  : J.Luke Anders

Dino Cardoni e Donald Buck : propietari del Bazar Santa Ana

Max , Paula e Celestine :  staff del Pacific Fishes

Neil Girato : proprietario dell’Hotel  5 Stars

Will Torrence : proprietario di radio Now

Will Torrence : propietario Radio Puka Beach

J.Luke  Sanders : proprietario del The Surfers

Pasty Norabesco, Sam Packer, Jonathan  Fast , Jenny Martin , David Wilson : surfisti

Tommy Ranghetti : bookmaker

Tom Green : presentatore

Marty e Dany : bariste del The Surfers

Ted Valley : proprietario di Puka Shell Radio

Alex , J.Jade  ,  Barbra : figli di Ellery e Candy

Daniel , Georgia , Elena : gestori del Green Pine 

 

 

Prefazione  .

Spero che la lettura di questo breve libretto possa portarVi qualche sprazzo  di evasione e serenita’.  La mia passione di scrivere brevi gialli per ragazzi risale ad oltre trenta anni fa. Ne ho scritti una quindicina sino ad oggi. Questo è il primo con una nuova location e personaggi nuovi. Erano   otto anni che non ne scrivevo uno : in questi lunghi otto anni sono successe tante cose ed  ora ho sentito il bisogno di rimettermi in moto e di scrivere un nuovo racconto. Non aspettatevi capolavori e niente di articolato : sono semplicissimi   gialli per ragazzi ( un po’ ....come esistevano i Tre Investigatori..o gli Hardy Boys...con le

dovute proporzioni verso quei libri che erano 20 gradini sopra i miei).  Questi racconti   nascono   dalla   mia   passione   per   la   California   ,   per   la   brezza dell’oceano , per la musica e per l’amore sincero . Le mie location son spesso immaginarie , sognando forse un paese dove vorrei realmente vivere e respirare . Sono racconti semplici...molto descrittivi : qualcuno a suo tempo mi disse che potevano essere quasi sceneggiature. E’ il mio stile : scrivo per hobby e per passione.   I miei racconti non sono mai stati pubblicati   e di solito vengono letti da pochissime persone . Perché ? Perché io sono cosi’.  Mi piace fare le cose ....per passione. E questo per me deve rimanere solo un hobby ed una passione . Stavolta lo pubblichero’ su una piattaforma on line che offre questa opportunita’. Ma e’ solo uno sfizio....perchè in fondo la vita e’ cosi’ breve che magari non ne avro’ piu’ la possibilita’.  Non sara’ il migliore della piattaforma e neanche il peggiore ( o forse si..ma non c’è problema )  : per me è importante...esserci...e basta.  Mi piace veder nascere il paese , i personaggi ed  i paesaggi . Di solito non impiego molto per la prima stesura ( non cerco mai l’impossibile, conoscendo i miei limiti  ) e  forse questa velocita’ si percepisce. Ma mi piace scrivere di getto...quando l’entusiasmo e’ a mille. Con i pregi e difetti ( e ce ne saranno tanti) ...spero che questo mio raccontino, Vi piacera’.  Sappiate che l’ho fatto col cuore e tanta passione.  Non vuole essere nè un   punto di arrivo nè un punto di partenza : vuole semplicemente...ESSERE...e basta. Adesso prendetevi una buona birra ( una Bud..per essere in tema...) o un buon cocktail ( Uno Screwdriver...per esempio) e ...buona lettura.

 

( this book is for Waldorf )

 

 

Puka Beach : non aspettatevi il classico paesino della California tutto spiaggie e surfisti . O meglio : aspettatevi il classico paesino della California…ma di una quarantina di anni fa. Ecco , potremmo idealizzare Puka Beach proprio in questo modo.  Il tempo sembrava essersi fermato : non siamo tanto distanti dalla piu’ famosa localita’ di  Zuma ,  ma se in fatto di miglia  le posizioni erano relativamente vicine , in fatto di ritmi , velocita’ e turisti …le due cittadine erano distanti anni luce.  La nostra cittadina era in una piccola insenatura , nascosta dalle masse e dall’invasione smisurata di turisti. Era quello che Ellery  definiva un paese a misura d’uomo. Gia’…. Mi direte voi : ma chi è Ellery ?  Una persona semplice per tanti versi e un po’ fuori dagli schemi per tanti altri : impareremo lentamente  a conoscerlo.  Lui lavorava per una piccola ditta che si trovava nell’entroterra di Puka Beach , come impiegato , ma la sua vera passione era la musica . Dove esisteva la musica esisteva lui . Faceva serate di musica revival in un locale del posto  , organizzava delle piccole gare canore e quando riusciva , collaborava con la locale radio del paese. Il tutto con tanta sana passione ed entusiasmo. Si trovava benissimo a Puka Beach : era un posto dove piu’ o meno tutti si conoscevano, i ritmi erano tranquilli e cosa importante ….poteva respirare a pieni polmoni la brezza dell’Oceano , che lui adorava.  Qua aveva tutto quello che poteva desiderare : una bella e brava moglie che adorava ( Candy Worldy ) , uno stipendio sicuro ogni mese e la possibilita’ di coltivare i propri hobbies  in un ambiente tranquillo , senza stress.  Puka Beach era una piccola oasi che viveva grazie ad un po’ di turismo, un po’ di sana agricoltura ( subito dietro alla cittadina )  e ad una discreta zona industriale che era posizionata alle pendici delle colline che si trovavano a circa cinque   miglia verso l’interno. In una di queste colline, operava Radio Puka Shell , una piccola emittente  locale . Scordatevi le immense stazioni radio tipiche americane . Questa era una minuscola  realtà….fatta di poche persone e …tanta passione. Il lungo viale che costeggiava la spiaggia era costellato di palme e nel piccolo ma solido pontile che si stagliava verso l’oceano vi erano pochi  piccoli negozi . Uno di questi era il Bazar Santa Ana , gestito da Dino Cardoni e Donald Buck.  Il primo era di chiare origini italiane : una settantina di anni , basso di statura , sopracciglie  folte e volto scolpito dal sole , ossia … secco , come la sua corporatura. Buck era piu’ giovane di una quindicina di anni. Era il classico californiano, alto e biondo con un fisico palestrato. Il loro bazar era un punto di riferimento per tutti i turisti e non. Aveva …tutto. Non era enorme ma la meticolosa cura nello stipare qualsiasi merce con intelligente sobrieta’….gli permetteva di avere una enorme varieta’ di materiale pronto per la vendita . Per chi non voleva farsi a piedi  il mezzo miglio scarso  che separava la costa dal centro del paese ... era un toccasana irrinunciabile.  Esisteva dagli anni sessanta e a testimonianza della popolarita’ del negozio, appeso alle pareti, nei pochi spazi liberi, c’erano alcune foto di personaggi famosi che erano transitati nel posto, con relativa dedica. Mike Love, David Cassidy , Jay Leno, Natalie Wood, O.J. Simpson, Etta James, Brian Wilson , Ringo Starr e tanti altri ancora.  Mezzo miglio all’interno vi era il paese vero e proprio, composto per la maggior parte di negozi sportivi , negozi di prodotti tipici e …di alberghi. Nonostante l’esigua grandezza di Puka Beach, il turismo era sempre una ottima risorsa.  Il miglior hotel era il 5 Stars ed era gestito da Neil Girato, un personaggio dai contorni poco chiari che sembrava avesse legami con la malavita di San Francisco : baffo scuro e collana con crocefisso sempre al collo.  Il resto erano piccoli hotels , diciamo  da gente comune. Verso le colline ...un paio di Motel e niente altro.  Il paese di per se’ era molto carino :  le vie non erano larghissime e i negozi che arricchivano i lati delle strade ( nonché l’economia locale ) erano colorati ed allegri. Non mancava qualche negozio di pesca sportiva  : tra il settore agricolo e le colline passava un bel fiume che andava poi a gettarsi ad un paio di miglia dopo Puka Beach.  Qualcuno vi praticava anche lo sci acquatico .  In paese c’era il The Surfers , un locale molto carino con tanto legno al suo interno ( tipico della California e degli anni settanta)  che proponeva sempre  tanta musica . Resisteva ancora il karaoke che aveva ancora tanti appassionati e al quale era dedicata una serata a settimana ( condotta dalla pimpante Andrea) e poi la  musica in generale ( con concerti, musica attuale e una volta al mese  il revival di Ellery del quale vi avevamo accennato ). Era gestito da J.Luke Anders, un cinquantenne alto appena sopra il metro e ottantacinque , col capello pepe e sale ( piu’ sale che pepe )  e barba dello stesso colore : amante della musica e del buon vino.  Le giornate scorrevano relativamente lente , senza lo stress delle piu’ affollate e rinomate vicine stazioni balneari. Qua non c’era molto….ma se ti accontentavi , si potevano passare dei bellissimi giorni di relax tra l’aria pura dell’oceano e quella delle vicine colline, con un po’ di verde e con dell’ottimo cibo. Diciamo che il paese era…accogliente : ecco il termine giusto era proprio … accogliente. Il locale tenente di polizia , Paul Tody , non aveva mai granche’ da fare, a parte la solita burocrazia. Qualche rissa…qualche piccolo furtarello ma mai niente di piu’ importante. Ed anche per questo Puka Beach era ottimamente considerata e valutata tra tutti gli amanti del tranquillo vivere.  Candy lavorava come cameriera in uno dei tanti ristoranti della zona : erano tanti anni che lavorava in questo locale . Si chiamava da Mario, ed era specializzato in cucina italiana. Candy era una bella ragazza cinquantenne dal capello folto e rossiccio  , che incorniciava un graziosissimo viso in mezzo al quale era incastonato un bellissimo nasino. Era solare e sempre impegnata a coniugare il suo lavoro da cameriera  a quelli che c’erano da fare in casa ( e ben sappiamo che in casa…c’è sempre da fare).  Una brava ragazza, della quale Ellery era molto innamorato. Quel grazioso paesino Ellery , proprio non lo avrebbe cambiato per niente al mondo. Chiamatela sinergia, chiamatelo amore per la vita tranquilla , chiamatelo semplicemente… il lato piu’ tranquillo della California.  Zuma , lo sapete ,  non era lontanissima :  se si desiderava avere piu’ vita nelle spiagge ci volevano solo  una ventina di minuti della Pacific Cost Highway.  Ma chi viveva a Puka Beach aveva le idee ben chiare e rimaneva ancorato all’amore che provava verso questa piccola cittadina…salubre e coccolosa.  Il giornale locale seguiva un po’ la linea di Paul Tody : si parlava poco e niente di fatti  malavitosi e le cronache si occupavano degli eventi della cittadina….di qualcosa di politica e un di po’ di sport .  Gli inverni erano abbastanza miti : quando i venti di Santa Ana cominciavano lentamente ad allentare la loro presa a tenaglia , si capiva che l’inverno stava arrivando . La gente cominciava a sfoltirsi e rimanevano in loco solo i residenti effettivi , che alla fine non superavano le 4500 unita’.  Eravamo in primavera ed il clima californiano era sicuramente uno dei migliori che si potesse desiderare : il tempo era ancora fresco a tratti, ma con un po’ di fortuna si riusciva  anche a prendere una discreta tintarella. Il paese sembrava svegliarsi da un certo torpore invernale ed il grigio di quella stagione lasciava spazio ad una lenta ma efficace invasione di colori. Le colline erano ricoperte di erba verde e fiori selvatici. Eravamo comunque in tarda primavera e l’estate era alle porte . Era il periodo migliore per visitare la cittadina, anche perché la massa di turisti sarebbe arrivata a giugno e sarebbe proseguita sino a tutto  agosto. Al momento anche gli hotels praticavano ancora le tariffe di bassa stagione. Insomma : Puka Beach a maggio era un piccolo gioiello posizionato  in un bellissimo anello chiamato California.  Il bazar Santa Ana era aperto anche in inverno, vivacchiando in attesa della bella stagione. Rimaneva il solo Dino Cardoni a gestirlo in questo periodo  : una persona era piu’ che sufficente per mandarlo avanti.  In caso di malattia, o restava a casa per qualche giorno e chiudeva, oppure chiedeva una mano a una delle ragazze che lavoravano al Surfers , che di giorno erano libere e volentieri lo aiutavano. E poi quando a gennaio e febbraio il clima diventava piovoso ed umido, la gente aveva meno voglia di spostarsi e l’avere il bazar aperto era comunque una comodita’ irrinunciabile. Dino lo sapeva e faceva sempre il possibile per aiutare i suoi compaesani , approvvigionandosi anche di generi tipicamente invernali e non estivi.  Era amato da tutti : con la sua gentilezza e rispetto verso il prossimo, aveva tantissimi acquirenti che entravano , guardavano , acquistavano quello che gli serviva e dopo aver fatto due chiacchere , uscivano felici dal suo negozio. Donald , il suo socio, non era cosi’ solare. Di carattere piu’ introverso e meno paziente , aveva sempre al collo la classica collanina bianca delle conchiglie che si trovavano sulla spiaggia del paese, tanto in voga negli anni 70 e le classiche camice californiane molto colorate e allegre.  Neil Girato era sempre occupato a fare soldi :  per lui non esistevano le stagioni.  In primavera , estate e parte dell’autunno aveva sempre pieno, ma non un pieno normale…ma un pieno eccezionale. Voi direte …come e’ possibile questo fatto? Un locale se pieno….è pieno : punto e basta.  In realta’ le ramificazioni che aveva Neil erano molteplici.  Gestiva anche uno dei due motel all’interno del paese , dei punti ristorazione lungo il fiume  ed anche varie attivita’ sul litorale .  Lui comprava…investiva : pensava solo a fare soldi.  Ed in Inverno quando il turismo era quasi nullo, si riciclava come organizzatore di convention e cose simili…in modo di avere sempre le stanze occupate per un buon numero. Era un imprenditore scaltro che non guardava in faccia a nessuno : una sorta di asfaltatrice umana. Si vociferava che avesse anche qualche intrallazzo poco chiaro con la mafia di San Francisco  , come vi avevo accennato , ma erano solo dicerie non supportate da fatti certi. Ma le voci, giravano ed insistenti. Certo era che aveva un bel patrimonio e le macchine lussuose sulla quali girava , indirizzavano verso un qualcosa che andava forse ben oltre ai guadagni delle sue attivita’ lecite. Il suo 5 Stars era la sua punta di diamante : un Hotel che aveva tutto . Le stanze erano moderne, confortevoli e dotate di aria condizionata, frigo bar, televisione e un ampio bagno. La hall era sfarzosa , elegante e quando entravi si aveva l’impressione di una certa ostentazione di lusso e denaro. Il colore ricorrente era il giallo oro . La hall era piu’ informale, seppure sempre di un certo livello. : qui era l’azzurro il colore predominante.  E poi la piscina…la palestra….un piccolo centro benessere . Insomma : un piccolo paradiso…nel paradiso di Puka Beach. Ovviamente esistevano anche soluzioni molto piu’ economiche rispetto a quelle di Neil.  Sulle colline vi erano un paio di camping niente male , il Wodden ed il  Sunny Day . Erano perfettamente attrezzati ed offrivano anche un servizio navetta che portava un paio di volte al giorno  la gente sulla costa e ritorno  (...ovviamente ). Una soluzione economica e assolutamente alla portata di tutti. Ma esistevano anche in paese degli Hotel abbordabili che pur non avendo tutte le comodita’ del 5 Stars erano puliti, confortevoli e dotati di buona cucina locale. Erano piu’ che altro gestiti da gente del posto…che si tramandava l’attivita’ di padre in figlio e che erano molto attaccati alle tradizioni del paese. Nessuno di loro aveva mai voluto vendere a Girato , nonostante allettanti proposte.  Spesso i soldi non possono comperare anche l’anima di una persona. E Puka Beach….aveva un cuore, un anima e una accoglienza favolosa verso tutti i turisti. I turisti non erano mai considerati numeri…ma persone, come è giusto che sia. Ma qua , tutto era curato bene : il boulevard appena prima della spiaggia era assolutamente impeccabile .  Aiuole curate, piste pedonali curate , tanti cestini per la spazzatura e ancora presenti delle piccole postazioni mobili che vendevano pop corn o hot dog . Le comodita’ di oggi, mischiate a qualche elemento di ieri. Ellery adorava passeggiare per il boulevard, anche in Inverno quando l’aria era piu’ pungente e in faccia potevano arrivare delle  piccole goccioline dell’oceano, portate dal vento.  Amava l’oceano e il tipico profumo di questo enorme bacino acqueo. Le cose semplici…come una passeggiata,  potevano dare relax, pace, serenita’.  La possibilita’ di pensare, elaborare , creare : e in inverno questo era ancora piu’ possibile grazie alla tanta quiete nella quale si cullava il paese. Anche il fiume interno in Inverno era molto afono : non emetteva nessun suono e si limitava , col suo lento scorrere, a raggiungere il mare senza colpo ferire. Qualche pescatore qua e la’ , ma niente di piu’.  In primavera invece iniziava qualche manifestazione di sci acquatico e  qualche punto ristoro apriva i battenti. Era un altro mondo, distante anni luce dal lungomare.  Diciamo che era un ambiente ancora piu’ famigliare ed informale. C’era anche un piccolo parco divertimenti con tanto di scivoli che si gettavano nel fiume e cose simili . Insomma : per chi non amava la spiaggia…c’era sempre il fiume per avere un po’ di fresco e fare un bel bagno tonificante e perché no..mangiare un buon boccone innaffiato da una classica Bud. Volendo , anche sulle colline si poteva trovare un ambiente rilassante. Oltre ai due camping c’era qualche piccola struttura accogliente. Un paio di loro avevano anche una piccola piscina o un campo da tennis. E’ qua che si trovava anche la sede di Puka Shell Radio , che offriva solo musica revival.  Era gestita da Ted Valley , una sorta di residuato anni settanta, sia per l’abbigliamento che per i gusti musicali. La piccola radio aveva un trasmettitore proprio sulla vetta della collina , sul tetto del piccolo cottage dove aveva la sede l’emittente . Viveva grazie alla passione di Ted e a qualche sponsor del paese dove tutti la apprezzavano e la ascoltavano.  Anche in questo caso il cuore era il motore pulsante : mille i sacrifici che il proprietario  faceva per tenerla in piedi , ma ne valeva la pena. Lontana dai grandi circuiti e le regole oppressanti degli stessi , poteva permettersi dei palinsesti in totale liberta’.  Ted aveva una sessantina di anni, suonati  : era nato nel  1955. Conosceva e bene la musica che andava dagli anni sessanta in poi e questo..era il target musicale della sua radio…che si fermava alla prima meta’ degli anni 90…temporalmente parlando , di selezioni musicali. Anche l’arredamento della sede rifletteva il revival : il vintage trasudava da ogni angolo. Will Torrence invece era il proprietario di Radio Now  . Era una potente radio di Zuma : moderna, tecnologica e con mezzi notevolmente superiori a Puka Shell Radio. Si occupava principalmente di musica moderna ed era molto ascoltata. Piu’ volte aveva fatto un offerta a Ted per acquistare in toto la sua radio…il cottage e le frequenze, ma aveva ottenuto sempre delle risposte negative. Ciclicamente , le riproponeva con delle piccoli varianti qua e’ là nella speranza che Ted potesse cedere , ma senza successo. Diciamocelo francamente : c’era dell’astio tra i due, con Will molto irritato di questa scelta a dir suo , molto cocciuta e irresponsabile. Ted era tranquillo anche se  un po’ di timore lo aveva. Il suo rivale  era potente ed aveva i mezzi necessari per intimidirlo e spingerlo a vendere. Un paio di anni fa si era sviluppato un piccolo incendio nella rimessa dietro al cottage : nessuna prova contro nessuno . Ma il pensiero di molti era andato verso Will. Le indagini svolte dal tenente Tody avevano evidenziato un corto circuito : diciamo che forse era stato davvero quello…o forse era stato fatto sembrare quello , da parte degli attentatori. Ma Ted andava avanti per la sua strada , convinto del suo amore puro ed incontaminato verso la musica e la felicita’ di vivere in un ambiente sano e pulito come le colline di Puka Beach. Come ogni cittadina stiamo vedendo che qualche piccola tediosa magagna..esisteva. Qualche rivalita’..qualche gelosia tra gestori…qualche insofferenza di chi vuole vendere ma il socio non vuole e cose simili.  Era un lunedi’ sera , un qualsiasi lunedi di primavera : il tempo era tiepido e in giro c’era un po’ di gente .  Ellery aveva deciso di andare a mangiare pesce al Pacific Fishes. Aveva chiamato Max , uno dei due padroni assieme alla sorella Paula , e aveva prenotato un tavolino . L’inizio settimana era sempre difficile : una buona cenetta avrebbe aiutato sicuramente l’umore. La sua passione non risaliva a tanto tempo fa…ma era fresca fresca. In passato non aveva mai sopportato il pesce . Ma con l’eta’ si cambia…si matura su certi aspetti e adesso la fauna ittica rientrava nelle preferenze alimentari di Ellery. Furono accolti con la solita cordialita’ da Max : erano clienti affezionati e venivano sempre trattati con gentilezza e accuratezza. Dopo aver salutato Paula, furono fatti accomodare dal maitre Celestine . L’ambiente era elegante ma senza andare mai sopra le righe . Accogliente , pulito e …si mangiava bene, spendendo il giusto .  Presero uno Shrimper’s heaven , un piatto con 4 diversi tipi di gamberetti , patatine fritte e salse a piacere  e dei frutti di mare fritti . Un ottimo vino bianco si sposava alla perfezione e con il consiglio saggio della proprieta’ presero uno Chardonnay. Una cosa importante in una frittura e' che alla fine , quest’ultima non trasudi di unto, ma al Pacific Fishes, il problema non sussisteva. Tutto era sempre perfetto e gustoso.  Dopo essere usciti dal ristorante andarono verso il pontile : il Santa Ana era chiuso ma fuori c’era il vecchio Dino che si stava fumando una sigaretta : “ Ciao Dino, Buonasera “ esclamo’ Ellery .  “ Ciao . Ciao Candy . Come state ? “ rispose Dino .  “ Tutto bene . Abbiamo cenato al Pacific Fishes e ora torniamo a casa e tu come stai? “ .  “ Mah “ rispose “ Si va avanti, a fatica. I guadagni ci sono sempre anche se non come una volta . C’è Donald che spinge per vendere , ma io non voglio, assolutamente”.  “ E fai bene “ esclamo’ Candy “ Quel posto e’ la tua vita . Non riesco ad immaginarti in un’altra collocazione”.  “ Ti ringrazio “ esclamo’ Dino “ Qualche volta penso sia arrivato il momento di smettere , ma e’ solo un pensiero momentaneo . Sono qua da quasi 50 anni e questo bazar ha passato cosi’ tanti e tanti anni con me che è come se fosse un figlio; il figlio che non ho mai avuto.  L’ho cresciuto, gli ho dato tutto quello di cui aveva bisogno e l’ho vestito sempre con qualcosa di nuovo quando occorreva . Si è ferito quando c’è stato il terremoto tanti e tanti anni fa, e l’ho curato. Adesso sto invecchiando ed ora  è lui che si sta prendendo cura di me !”.    “Belle parole “ disse Candy . “ Si” aggiunse Ellery “ Il tuo amore per Puka Beach ed il tuo bazar , sono indissolubili. Uniti per sempre. Bravo. Adesso andiamo a casa . Buona notte Dino !” e si allontanarono.  Ellery si segno’ sulla lavagnetta che avevano in cucina , che entro due giorni doveva passare a lasciare la sua macchina da Alex, il locale meccanico, per un cambio d’olio . La sveglia per la mattina era fissata per le ore 7 : ora erano le 22,30 e quindi una dormita era quello che ci voleva. Il martedi’ era il giorno del locale mercatino di Puka Beach : era allegro,colorato ed attirava tanta gente , sia locale che foresta.  Prodotti locali : ma non solo. Non era enorme. Era composto da una trentina di banchi , ma erano piu’ che sufficenti per un paese non enorme come quello che vi stiamo raccontando.  Candy non entrava presto al lavoro ed aveva a disposizione , un’oretta per visitarlo. Dopo aver fatto un po’ di pulizie in casa, si mise addosso qualcosa di comodo e si incammino’. Incontro’ Marty e Dany , le due ragazze che lavoravano al Surfers : le saluto’ e si fermo’ brevemente a scambiare due chiacchere con loro. Prosegui’ quindi alla volta del mercatino. La sua attenzione fu rivolta ad un paio di banchi che vendevano calzature. Con l’avvento della bella stagione ci voleva qualcosa di piu’ leggero ed al momento , qualche offerta si poteva gia’ trovare. La scelta cadde su di un paio di sandali neri, con un tacco non troppo alto , da mettere al lavoro ed un paio piu’ eleganti da mettere alla sera quando era libera dal ristorante . Prese anche uno smanicato grigio per il marito con una grossa scritta Vintage al centro  , che era sicura al cento per cento che gli sarebbe piaciuta ( come del resto successe ).  Si cambio’ ed ando’ al lavoro.  Poco prima del ristorante incrocio’ il tenente Paul Tody  che era impossibile non notare. Era come dire , di una stazza molto importante. La sua faccia sempre gentile, era incorniciata da capelli neri che ricordavano un po’ i capelli di Tattoo di Fantasy Island. Lo conosceva bene perché , mi sono scordato di dirvelo ma rimedio all’istante , Ellery aveva dato una mano a Tody per qualche piccolo caso di scarsa importanza, in passato . Lui era uno che seguiva molto la regola deduttiva. Osservava, pensava e deduceva. Alla fine si era instaurato un rapporto di rispetto reciproco tra il tenente e l’improvvisato detective. Ma era una cosa tra loro : non avevano mai fatto pubblicita’ circa tutto cio’ .  In pochi ne erano a conoscenza . Dopo due chiacchere veloci , ando’ al ristorante. Dopo le varie sistemazioni di rito , era pronta per andare ai tavoli a prendere le ordinazioni . “ Ciao Mamma !” senti’ nell’aria. Era Alex , il meccanico. Era il figlio di Candy che come Ellery era alla seconda esperienza matrimoniale. Lei aveva anche un’altra figlia di nome Barbra , una bionda trentenne, che lavorava come operaia in una grossa ditta locale . Aveva reso nonna Candy con un vivace bambinetto di nome Nick, che Ellery chiamava scherzosamente Meatball.   “ Ciao Alex “ rispose “ Sei venuto a mangiare o a salutarmi ? “.  “ Entrambe le cose “ disse Alex accomodandosi . Dove lavorava Candy era un ristorante dove si mangiava molto  bene. La cucina casalinga era molto apprezzata in zona e specie a pranzo , tanti operai o negozianti della zona andavano da Mario a mangiare un po’ di ottimo cibo italiano come le lasagne o i tortellini. Candy era un’ottima cameriera , amata e stimata da tutti. Il lavoro di Ellery era semplice : era contabile in una ditta locale ( la Poultry Time )  che si trovava appena dopo il fiume (  che si chiamava Blue River) e prima delle colline. L’area industriale non era enorme ma poteva vantare una dozzina  di aziende agguerrite e assolutamente solide dal punto di vista economico. L’intelligenza di alcune di queste era che una parte della loro produzione veniva acquistata dai negozi e dalle strutture di Puka Beach , in modo di avere comunque e sempre, un minimo di vendite assicurate.  Non occorreva essere dei geni dell’economia per pensare a questi piccoli accorgimenti : le aziende erano floride e non conoscevano crisi. Parliamo di strutture  medio-piccole, quindi perfettamente adatte per il target che il paese offriva. Le teorie economiche di Malthus…appartenevano ad altri luoghi…ma non a Puka Beach. Qua popolazione e sviluppo industriale…andavano di pari passo..a braccetto.  A partire dalla costa…passando dalla zona agricola....dal fiume…dalla zona industriale sino ad arrivare alle colline , possiamo dire che era una zona ottimamente sfruttata e con risorse economiche, naturali e produttive, sempre presenti. E non era una cosa da poco. Anche in questo caso le ditte piu’ grosse a nord o a sud del paese , avevano posato gli occhi sulla zona industriale ,  anche con grosse offerte. Ma per non voler creare distonie alla perfetta sinergia che legava l’industria alla popolazione , tutto era rimasto intatto e al momento nessuno aveva ceduto alle lusinghe esterne.  Uno dei risultati di questa collaborazione locale era il Surfers , che acquistava tutte le bevande analcoliche o blandamente alcoliche dalla locale ditta Drinky Good che era una produttrice sia di birra che di bevande dissetanti e  che copriva quasi tutta la costa centro  nord della California. A proposito del Surfers : il martedi’ sera da sempre era serata karaoke. Questa moda era stata molto in voga in america tra gli anni 80 e 90 , ma aveva ancora diversi appassionati e fedelissimi .  Era un modo per trascorrere una bella seratina tranquilla … mangiando una ottima pizza e cantare un paio di canzoni ( tre…se non c’era tanta gente ad esibirsi …).  Andrea era una ragazza mora coetanea di Ellery e Candy : era simpatica, carina , di bella presenza e molto brava nel suo lavoro. Chi arrivava andava a segnarsi da lei  per cantare , e sempre  lei  poi seguiva la scaletta e l’ordine di arrivo e imbastiva delle belle serate , precise e divertenti. Il locale era carino : oltre al gia’ citato legno  , qualche immagine vintage alle pareti e una pizza veramente ma veramente ottima.  Saltuariamente Ellery vi faceva delle serate revival musicali che avevano sempre un discreto seguito. Intendiamoci : non eravamo allo Studio 54 e quindi il target di numero persone era esiguo ; ma quando si cominciavano a vedere una cinquantina di persone che si appassionavano e ballavano…era gia’ un successo.  La serata karaoke parti’ alle 21.30 : era giusto dare alla gente il tempo di mangiare qualcosa .  Candy rivide Marty e Dany che aveva incrociato al mattino al mercatino.  Ma alla fine conoscevano un po’ tutti : andavano spesso quando riuscivano …  dalla Andre . E quando il paese e’ piccolo ... alla fine sei amico  un po’ tutti. La passione che metteva il semi canuto J.Luke nella gestione del locale era ammirevole. Era un posto che viveva a ritmo di musica, quasi sempre. E dove c’era musica…c’era Ellery. La sua passione era sempre forte….e aveva ancora in mente quando nel lontano 1975 aveva cominciato a comperare i primi 45 giri. Quella del karaoke invece sia per lui che per Candy era una passione piu’ recente.  Nessuno nasce maestro…ma con una certa costanza si poteva arrivare a fare esibizioni accettabili. Non che cio’ fosse una priorita’ : il karaoke nasceva  come divertimento e tale doveva  restare. E cosi’ lo intendevano anche El e Candy…e ovviamente anche  Andrea.  La temperatura interna era ideale : fuori c’era un velo di aria e dentro al locale si stava alla perfezione. Ellery adorava la glitter ball che era appesa ai tre  quarti della sala. Era un simbolo della discomusic e del revival e vederla …lo affascinava sempre…! Era bello vedere la gente che cantava e che si divertiva : ci si applaudiva a vicenda con grande cameratismo. C’era gente che cantava bene..meno bene e anche decisamente male : ma l’importante e torniamo a ripeterlo , era solo divertirsi.  Anche il martedi’ stava lentamente spegnendosi : pure  questa sera passarono davanti a Dino per un breve saluto . Viveva solo , sopra il bazar sul pontile e aveva piacere quando poteva scambiare due chiacchere con qualcuno. Un brav’uomo, veramente.  Mercoledi’ : l’indomani  era in programma una piccola gara di surf a carattere regionale. C’era gente che stava arrivando a buon ritmo in  paese : gli hotels potevano gioire ma anche l’economia locale.  La gara in programma segnava il ritorno sulle scene , dopo un lungo infortunio, di Sam Packer, una volta un surfista molto quotato che mano a mano aveva perso posizioni su posizioni nel ranking nazionale.  Moro , occhi azzurri , muscoloso e con un grosso tatuaggio sulla spalla destra raffigurante una tavola da surf. L’idolo locale era invece David Wilson : non viveva solo di surf. Aveva un piccolo negozio di articoli sportivi e praticava questo sport  solo per hobby, riuscendo comunque a cogliere importanti risultati a livello  regionale. Era biondo  di capelli, corpo  tonico ma non muscolosissimo. Braccialetto di  cuoio sempre al polso. Pasty Norabesco era un’italo americana : lei si manteneva  senza problemi con  questo sport e girava un po’ tutta l’america per  cercare di raggranellare i dollari necessari per vivere  . Era la fidanzata di Sam Packer. Bionda, ben tornita e con sempre addosso una collana di corallini rossi  e un paio di occhiali da vista  tondi alla John Lennon .  Durante l’assenza del fidanzato aveva vivacchiato  bazzicando in circuiti minori , guadagnando lo stretto necessario per tirare avanti in attesa di tempi migliori.  Adesso ,  se i due fidanzati , nelle rispettive categorie dell’imminente gara ,  avessero ottenuto ottimi risultati avrebbero ricominciato a guadagnare un po’ di soldi nuovamente. Jonathan  Fast era invece un surfista che aveva avuto qualche problemi di doping sportivo ( anabolizzanti , steroidi e sostanze simili  ) . Era stato trovato positivo un paio di volte , ma ora sembrava essersi totalmente ripulito. Media altezza, capello molto rado   , nonostante la relativa giovane eta’ ( era sulla trentina).  Jenny Martin era un’altra surfista diciamo a carattere amatoriale. Ma nonostante questo aveva raggiunto discreti risultati nei circuiti minori. Bionda con i capelli perennemente a coda di cavallo, occhi azzurri. Segni particolari : una cicatrice sul ginocchio sinistro. Un piccolo infortunio durante gli allenamenti.   Tommy Ranghetti , bookmaker  molto conosciuto ( nel bene e nel male )  ,  si stava aggirando per le spiagge della zona. Raccoglieva scommesse sulla gara … piu’ o meno legalmente. Diciamo che era piu’ quello che si intascava in nero, rispetto alle regolari ricevute che solo saltuariamente rilasciava. Piccolo tarchiato…una sessantina d’anni. Folte sopracciglia. Nel frattempo i ragazzi e le ragazze del surf si stavano allenando , cercando di ottenere i migliori risultati possibili per impressionare la giuria. Nel frattempo era arrivato anche Tom Green, il presentatore ufficiale dell’evento. Capello ricciolo, folti baffi e un’altezza che rasentava il metro e novanta. Le prove che si stavano svolgendo sotto un caldo decisamente notevole per la stagione , stavano evidenziando la strepitosa forma dell’idolo locale  David Wilson. Vuoi che conosceva benissimo quel tratto costiero…vuoi la sua voglia di fare bene davanti al suo pubblico , ma le sue prestazioni erano a dire poco incoraggianti . Sam Packer era assolutamente piu’ quotato di lui o almeno lo era stato prima dell’infortunio. Sulla carta comunque rimaneva  il favorito della competizione.  A proposito , recentemente Sam aveva patito un infortunio alla gamba e all’avambraccio destro, risultato di una brutto scontro contro una piccola imbarcazione .  Jonathan  Fast alternava ottime prestazioni a prestazioni molto al di sotto dei suoi standard. Un po’ come i suoi allenamenti : equamente divisi  tra mare…e bar della zona, birra specialmente . Jenny Martin si applicava con costanza e profonda dedizione. Provava e riprovava: era instancabile.  Era l’esempio vivente di chi pur non possedendo un talento cristallino, riusciva con tanta dedizione…ad ottenere comunque risultati discreti. Tom Green , quando riusciva, portava un partecipante alla volta nello spazio riservato alla televisione dove lavorava , per alcune brevi interviste. Si dimostrarono tutti molto cortesi e pazienti nel rispondere alle domande di  Green. Tom arrivava ovunque : con la sua notevole altezza e le sue lunghe e tentacolari braccia era in grado di osservare…prendere….arrivare.  Intanto le quote che Tommy Ranghetti aveva da offrire agli scommettitori, variavano continuamente. David Wilson che inizialmente era dato  1 a 10, adesso era dato 1 a 5. La giornata si stava avviando verso la sua conclusione e nonostante fossimo in California, le serate di Puka Beach come ben sapete  erano tranquille. Erano paragonabili ad un letto di un  fiume…lento : non immobile…..intendiamoci. Ogni tanto qualche piccolo dislivello c’era e il paese prendeva brio e la giusta velocita’ . Ma in fondo chi sceglieva di abitare qui era anche per questi ritmi un po’ lenti che in molti consideravano rilassanti e terapeutici, altamente terapeutici, contro lo stress ( proprio come Ellery e Candy ) . Quella sera  per l’appunto era prevista una festa a tema proprio al Surfers . Una serata dedicata agli anni 70 : Discomusic e Funky. Praticamente c’erano tutti i surfisti della gara. Sam Packer tanto si era dimostrato gentile davanti ai microfoni di Green, tanto si stava dimostrando spocchioso durante la serata, evitando accuratamente qualsiasi contatto con la gente. A parte un paio di autografi di convenienza ( ricordiamo che lui era un personaggio abbastanza  conosciuto) si era poco concesso agli altri partecipanti ed anche agli avventori del locale. Ellery , che era l’animatore della serata ,  lo guardava non con buon occhio. A lui non piacevano le persone eccessivamente piene di se ( e anche nell’ambiente musicale…ne trovava parecchie ) . Pasty ,  era un po’ piu’ di compagnia ma non sembrava particolarmente felice . Abbastanza cupa..non dimostrava mai di volersi divertire veramente.  Fast era in compagnia della sua immancabile bionda. Sto ovviamente parlando della birra. Era quello che si poteva tranquillamente definire come…genio e sregolatezza. Anche David Wilson non sembrava felice. Stava sentendo sicuramente la responsabilita’ e la tensione per la gara. Le sue quotazioni stavano salendo vertiginosamente e lui ragazzo semplice e di provincia, ne soffriva. Jenny invece era spensierata, allegra e si stava divertendo un sacco. Fuori dal locale si aggirava come un orso che ha fiutato il miele , anche Ranghetti : sempre pronto a raccogliere qualche puntata. Mancava Green : lo davano a riposo , nel Motel dove alloggiava…verso le colline ( ma non c’era nessuna conferma ufficiale al riguardo) . La glitter ball intanto girava, sparando i riflessi della luce dei suoi specchietti, per tutto il locale.  Era da poco passata la mezzanotte e dentro il locale fece la sua comparsa il Tenente Tody  : questa settimana era di turno serale e spesso a fine servizio , passava a prendersi un buon caffe’ nero al locale. La serata intanto proseguiva con la musica revival : il tempo passava velocemente e piacevolmente  . Il tenente  se ne era andato da un pezzo e il locale si stava lentamente svuotando , specialmente  dei partecipanti alla gara. Al mattino avrebbero avuto una dura sessione di allenamenti e una buona dormita era quello che ci voleva. Sam e Pasty erano stati tra i primi ad andare via :  avevano una stanza a piano terra al Five Stars . Pasty aveva preparato a Sam , una abbondante camomilla e si misero a letto. La loro stanza dava al lato posteriore della strada.  Jenny Martin invece alloggiava al Riviera, un  hotel non lontano dal negozio di David. Era andata via subito dopo Sam e Pasty. Jonathan  Fast , dopo aver salutato l’ultima bionda, sempre  intesa come birra,  con un enorme sorsata, si diresse al Sands….camera all’ultimo piano : senza ascensore ..non ce la avrebbe fatta.  Di Ranghetti non c’era piu’ ombra gia’ ancora prima di mezzanotte. David abitava sopra il suo negozio : aveva un piccolo appartamento al quale accedeva sia internamente, ma ora il negozio era chiuso, che esternamente, tramite una piccola scaletta  in legno. Una ventina di metri dietro, aveva un piccolo magazzino dove teneva un po’ di materiale del negozio pronto per essere immesso in vendita . Era proprio ai margini della spiaggia e il terreno era abbastanza sabbioso. David stava salendo le scale che lo avrebbero portato nel suo appartamentino quando la sua attenzione fu attirata da un rumore abbastanza sordo proveniente  dal magazzino. Ridiscese quindi le scale e si avvio’ per controllare. Poteva essere stato un gatto…un cane randagio, un colpo di vento che aveva buttato giu’ qualcosa in bilico…ma siccome il magazzino conteneva anche cose del valore di qualche centinaio di dollari, un sopraluogo non era da scartare. La parte anteriore risultava integra : la porta a saracinesca sembrava non avesse subito nessun tentativo di effrazione . Perimetro’ la casetta e si stava accingendo a fare una visita anche alla parte posteriore. Appena giro’ l’angolo si accorse della presenza di una persona : riusci’ a schivare il primo colpo , sbilanciandosi non poco, ma non il secondo. Un colpo violento..alla testa. L’aggressore scappo’ subito dopo essersi soffermato un secondo per vedere se il suo colpo avesse dato gli effetti desiderati: il corpo era immobile , apparentemente senza vita  . Ma dopo che l’aggressore si era dileguato, David ebbe  un’ultimo anelito di vita. Poi piombo’ in un lungo sonno.  David aveva quindi avuto solo una mezza frazione di secondo per dare un’occhiata a chi lo aveva aggredito, prima di piombare a terra svenuto :  il tempo di gridare di dolore…  poi un  ultimo anelito di vitalita’….e a seguire  il buio. Adesso giaceva a terra esanime. La luce non era ottimale : eravamo in piena penombra e il corpo si vedeva a malapena.  Fu uno degli uomini del tenente Tody  che era di pattuglia a trovare il corpo. Era in perlustrazione ordinaria ed  era stato allertato da un paio di persone che gli avevano detto che qualcosa doveva essere successo dalle parti del negozio di David. L’agente Canelli  arrivo’ di corsa e illumino’ con la torcia il povero David. Chiamo’ subito rinforzi alla centrale e un ambulanza : era ancora vivo, nonostante il forte ematoma  presente  sopra la testa. Prima che arrivasse l’ambulanza ebbe l’accortezza di fotografare in varie posizioni, quello che nell’ultimo anelito di coscienza avuto dal surfista , avrebbe potuto essere una traccia. David fu portato in ospedale immediatamente.  La situazione era tragica : immediato intervento chirurgico  per cercare di rimuovere il grosso ematoma che si era formato. L’operazione si protrasse per tre ore e al termine della stessa David fu messo in coma farmacologico. Tody era rientrato in centrale  : aveva interrogato un po’ di testimoni che erano nella zona….ma non era emerso molto . L’aggressore aveva fatto perdere le tracce in maniera veloce e immediata. Sembrava letteralmente sparito .  Non era difficile far perdere le proprie tracce : quella era una zona frequentatissima di giorno, ma praticamente deserta la notte. Se nella strada principale …qualcuno ogni tanto poteva transitare, nel sottobosco posteriore non transitava nessuno e le vie di fuga erano molteplici. Il graduato,  sedeva davanti alla sua scrivania, esaminando i rilevamenti e rileggendo il rapporto dell’agente  Canelli . Era un aggressione e su questo non c’era dubbio. Niente era stato trafugato dal negozio e dal magazzino. Non riusciva a comprendere il movente : David era conosciuto in tutto il paese come un bravo ragazzo e non aveva mai avuto problemi con nessuno.  Questo lo porto’ a pensare che l’aggressore potesse  essere un foresto….uno non del paese. Chiese che gli portassero le foto fatte dall’agente , il prima possibile per studiarsele bene. Senti’ bussare: era Ellery . Aveva saputo di David e voleva sincerarsi delle sue condizioni. Skeeny sapeva dell’amicizia che li legava . Nel frattempo arrivarono degli stampati con delle brevi notizie riguardanti il nucleo centrale di surfisti…o di chi aveva a che fare con loro. Ellery  si rilesse parecchie volte quelle brevi note e comincio’ a pensare e ripensare. Aveva visto al Surfers una  buona parte di tutte queste persone. Si era fatto una idea di loro. Ranghetti lo conosceva bene …di fama  e Tom Green aveva avuto modo di incontrarlo un paio di volte in qualche meeting dedicato alla musica e allo sport . Finalmente arrivarono le foto che l’agente Canelli  aveva fatto vicino a David Wilson. Il sergente Skeeny le prese in mano  e le diede anche a Ellery . Il sergente le giro’ e le rigiro’ ed esclamo’ : “ Un otto !!! ???  Chissa’ cosa vorra’ dire??? ” .   Dopo 5 minuti El  esclamo’ : penso di aver capito chi possa essere stato ad aggredire il povero David. La prego Skeeny, se si fida di me…convochi qua le persone che ieri sera erano al Surfers , Ranghetti ed anche Green. Passarono circa trenta minuti. Arrivarono quindi,  alla spicciolata : ovviamente ci volle il  giusto  tempo necessario per avvisare tutti, ma ci riuscirono. Quando tutti furono presenti Ellery comincio’ a parlare . C’era anche Candy che era stata avvertita dell’attentato al surfista .  “ Grazie a tutti di essere venuti “ inizio’ El “ Circa David  Ricordiamoci che era mezzo stordito e che aveva avuto solo un breve anelito di vita prima di svenire.Vedendo quello che ha lasciato scritto sulla sabbia….abbiamo creduto forse che l’indizio lasciato fosse stato un otto !   Un ottovolante? In California ce ne sono tantissimi. Un otto…come orario? Un otto come un numero di stanza?  In realta’ David aveva visto un qualcosa..che lui conosceva bene : ma erano solo e  semplicemente gli occhiali di …. Pasty Norabesco. Mettiamo in un’altra angolazione la foto  e vedremo che l’otto..disteso…sembra un paio di occhiali alla John Lennon. L’indizio che voleva quindi lasciare David non era un otto …ma un due zeri ravvicinati per incolpare la Norabesco.  Il movente era semplice : La Norabesco aveva previsto la vittoria di David Wilson in strepitosa forma e questo avrebbe impedito  la vittoria al fidanzato Sam Packer e quindi avrebbe precluso la possibilita’ di rientrare nei circuiti che contavano e ricominciare a guadagnare dei soldi.  Con la scusa di preparare una camomilla al fidanzato , Pasty lo  ha sicuramente sedato per agire indisturbata  e poi e’ uscita ad aspettare Wilson.  “ . L’incriminata neanche abbozzo’ una fuga : si consegno’ in lacrime agli agenti di Tody . Sam ando’ con lei.  Uscirono tutti alla spicciolata e rimasero solo Tody , El e Candy . “Brutta faccenda “ disse Tody “ David e’ uno di noi…..l’ho visto crescere . Grazie El : mi hai dato una considerevole mano a risolvere e presto…..questo caso. Qua non succede mai niente e mi spiace che a rimetterci sia stato proprio David. “ . “Gia’ ” disse Candy “ Speriamo se la cavi , assolutamente  bene e senza avere conseguenze negative” . Si salutarono e andarono a letto . Fu a meta’ mattinata del giovedi’ che arrivo’ la notizia che David si era risvegliato ed era perfettamente cosciente . L’operazione era riuscita e il ragazzo presto avrebbe potuto uscire dall’ospedale…in buone condizioni. Ovviamente non avrebbe potuto partecipare alla gara, ma alla fine era il male minore.  Puka Beach era passata in sole poche ore dal buio al sole…in tutti i sensi.  Prima la tragica aggressione e poi la buona notizia della guarigione.  “ Pero’ “ disse Ellery a sua moglie “ Per essere una cittadina tranquilla, ieri e’ stata una giornata molto convulsa . Son contento che David se la cavi. E’ un bravo ragazzo “ . “ Si “ disse Candy “Educato, gentile e non ha mai dato problemi. Spero che si rimetta presto e bene. E’ giovane e forte…non avra’ certo  problemi !”.  “ Speriamo che adesso tutto torni alla normalita’. Oggi ci sara’ la gara e domani tutti partiranno per fare ritorno  alle loro case … o per dirigersi alla prossima gara. Puka Beach tornera’ alla normalita’…in attesa della quasi imminente invasione di turisti .  E’ sempre un piacere collaborare con Tody : e’ un bravissimo tenente e ci sarebbe arrivato sicuramente anche lui. La differenza e’ che lui ha da pensare a tante piccole cose che possono far disperdere l’attenzione. Io avevo solo quella sulla quale focalizzarmi. Ho avuto la fortuna di una intuizione. Va bene cosi’ : l’importante e’ non chi l’ha fatta questa intuizione …ma solo che una colpevole sia stata individuata ed arrestata! “ fini’ Ellery .  “ Giusto “ concluse Candy. E si avviarono ai rispettivi lavori. La gara per inciso fu vinta da Jenny Martin con una prova senza particolari sbavature : bellissima e toccante la dedica a David durante la premiazione. La figlia di Ellery , nata dal suo primo matrimonio si chiamava J.Jade ed era una apprezzata giornalista . C’era anche lei a vedere la gara e allora El gli chiese se appena avesse avuto materiale da spedirgli, poteva farlo. Un resoconto della giornata…ed anche le foto che era riuscita  a fare . Non so il perché ma Ellery pensava che tutto cio’ potesse essergli utile. La figlia , uno scricciolo di poco piu’ di 45 kg con due occhi vispissimi amante degli orsetti lavatori , gli promise che entro due gg avrebbe mandato via mail tutto il materiale : “ Non preoccuparti , faro’ il possibile per inviarti proprio tutto ! “ disse la ragazza.  Il giovedi’ trascorse ( e meno male ) senza ulteriori sussulti. Una ottima cena in casa era l’ideale per recuperare le forze e le energie. Il loro appartamento  faceva parte di una piccola palazzina nel lato nord del centro del paese. Una parete era totalmente dedicata alla passione di Ellery , ossia alla sua collezione di cd musicali ( ne aveva oltre 1500) e ai vinili ( oltre 700 tra LP e 45 giri…).  Il resto era tutto a pannaggio di Candy che la aveva adornata con garbo e eleganza. Un piccolo acquario con due pesci rossi si trovava proprio davanti al paretone musicale. Un appartamento normale, come tanti altri , che avevano comperato facendo tanti sacrifici.   Ellery era appassionato di cucina messicana. Un buon chili era la sua felicita’ , un po’ come il tenente Colombo della televisione. Se lo gusto’ stilla dopo stilla ed ando’ a letto sazio e soddisfatto. Era una settimana che stava passando velocemente. Forse troppo. Tante cose, tanti avvenimenti. Si sperava che fosse tutto finito e Puka Beach potesse tornare alla normalita’ quanto prima. Venerdi’ era un ottimo giorno: l’ultimo lavorativo della settimana e quindi come si diceva negli stati uniti : Thank’s God, It’s Friday. La giornata era soleggiata : un punto  a favore. Per colazione , un american coffee : altro punto a favore. Il 5 Stars non era completamente pieno : i surfisti avevano cominciato lentamente a defluire e con loro tutti i turisti arrivati a vedere la gara di surf. Ma per sabato era in programma una nuova ondata di gente, pacifica ma spesso rumorosa. Ma  faceva parte del normale corso del paese , ed era proprio grazie ai turisti che parte dell’economia poteva avere una spina dorsale ben dritta e con la cartilagine tutta a posto. Quei pochi ristoranti che non avevano ancora aperto la stagione si stavano preparando a farlo. Stavano lavando tutti i tavoli esterni e pulendo minuziosamente tutte le sale interne. Sistemavano il plateatico e  potavano le piante.  Insomma ci tenevano a fare una bella figura con tutti i turisti dell’indomani. Una buona prima impressione avrebbe sicuramente facilitato la scelta del turista che voleva mangiare,  verso un qualcosa che avesse la parvenza di pulito ed ordinato. Di locali se ne potevano scegliere tanti : non era un problema decidere tra i tanti punti ristoro offerti dal paese. E tutti erano di ottima qualita’ , senza avere prezzi spropositati. Certo che se si andava su elaborati menu’ di pesce , qualcosa in piu’ si spendeva , ma se si rimaneva nella normalita’, diciamo che il conto alla fine , era abbastanza umano.  Nel frattempo era stato avvistato in paese anche Will Torrence : probabilmente era in previsione un nuovo piratesco attacco per assicurarsi la radio di Ted Valley. Will non mollava la presa ma in qualita’ di narratore di questa storia, potrei quasi mettere la mano sul fuoco che Ted non avrebbe accettato neanche questa volta. Il venerdi’ era il giorno che , se riusciva, Ellery andava alla radio per proporre il suo programma revival settimanale…on air. Si chiamava Earth, Vintage and Fire ed erano due ore in diretta che attraversavano la piu’ bella musica di sempre. Un escursus che appassionava sempre tanti ascoltatori. Lo conduceva dalle 18 alle 20 , quando usciva dal suo lavoro tradizionale. Poi se occorreva , faceva da tappabuchi del palinsesto, quando serviva  : lui era felice di farlo. Quando riusciva a proporre la sua musica….era sempre contento. Intanto sulle colline dietro al paese si respirava un’aria piu’ fresca : sembrava si stesse avvicinando un po’ di pioggia. Sia il Wooden che il Sunny Day avevano solo poche persone in questo periodo. Si stavano preparando anche loro alla imminente invasione che a partire dal mese prossimo , li avrebbe accompagnati per tutto agosto. Tenevano aperto sino ad ottobre…per poi riaprire a marzo : in inverno la zona pur essendo sempre carina , non offriva comunque nessuno spunto interessante per un soggiorno.  La tortuosita’ delle strade per arrivare sino alla cima ( che comunque non era mai proibitiva come altezza) in inverno vuoi per le nebbie , vuoi per le piogge….non era quel che si dice una strada senza problematiche. Rimaneva comunque aperto un pub ( il Green Pine , gestito da Georgia , Daniel e Elena)  che nel weekend poteva contare su di un discreto afflusso di gente locale che amava fare due passi in mezzo al verde e respirare aria di collina. In estate e primavera era tutto diverso. Le colline prendevano vita ed anche se non ci si potevano  aspettare cose strabilianti, erano accoglienti ed ospitali al punto  giusto. Ellery in inverno saltuariamente ci faceva un salto per fare due passi in mezzo all’aria collinare che aveva sempre e comunque il proprio fascino. In fondo la vita e’ bella perche’ e’ varia…almeno cosi’ si diceva. Ci sono gli estimatori del mare…quelli della  collina…quelli della montagna…quelli del lago e quelli del fiume .  Avendo la reale possibilita’ di poter visitare tutto , era sempre bello poter cambiare e visionare  posti nuovi o relativamente nuovi. Come detto Ellery ogni tanto , un salto sulle colline nel periodo invernale…lo faceva.  Posti che conosceva comunque bene , visto che la sede della radio di Ted era proprio sulla sommita’ di una di queste colline. La piu’ grande di queste aveva anche un piccolo laghetto molto carino che ricordava quello che si poteva vedere nel film Lo sport preferito dall’uomo ( del 1964 ) …ma molto piu’ piccolo. Era attrezzato per la pesca sportiva e aveva tanto tanto legno intorno : pontile, bar, barche, un paio di cottage. Aveva un forte profumo di Vintage ed era quello che Ellery adorava. Pur non essendo un pescatore, un giro lo faceva quando riusciva, anche qui , magari a mangiare un boccone in compagnia di Candy . In fondo le colline non erano distanti dal centro marino e sembrava comunque di essere in un altro mondo. Era bello e divertente …pensava sempre Ellery…in una manciata di miglia….cambiare cosi’ totalmente atmosfera. Tornando dalle colline ci si imbatteva nella zona industriale del paese : le fabbrichette presenti erano disposte in un perimetro di un  miglio quadrato . Erano abbastanza moderne e tutte al passo con i tempi e le piu’ recenti norme sulla sicurezza. Le fabbriche sono sempre fabbriche , si sa : ma si cercava comunque di essere sempre in regola ..su tutto..specie sullo smaltimento di sostante inquinanti e cose simili.  Piu’ a valle c’era la zona agricola e le due cose dovevano comunque andare a braccetto e l’una non doveva danneggiare l’altra . Le industrie presenti assicuravano tanti posti di lavoro ( in una di queste sapete che ci lavorava Ellery) e degli ottimi introiti economici. Gli ingranaggi , diciamo che si incastravano bene. Per cio’ che riguarda la zona agricola , anche questa non era enorme. Piu’ grande della industriale, quello sì ,  ma comunque mai eccessivamente invasiva nei confronti del territorio.  Si coltivava anche dell’ottima vite  che dava un piu’ che discreto Chardonnay ma anche un ottimo Pinot Nero. I vini californiani avevano una ottima tradizione in tutto il mondo. Non erano come quelli Italiani, ma si battevano molto bene e venivano apprezzati un po’ ovunque…specie a Puka Beach dove visto il famoso chilometro zero…si potevano avere a prezzi molto accessibili. Poi si coltivavano  anche agrumi, mele, pere pesche, prugne e pomodori. Ma anche barbabietole da zucchero , riso e orzo.   Molto famose e rinomate erano le prugne che erano esportate in tutto il mondo.  Come vedete avevano veramente una diversificazione dell’economia…quantomeno interessante.  La pesca nel fiume non era a livelli industriali e non vi era nessuna azienda degna di tale nome.  Sul mare invece un paio di piccole industrie di pesce , erano presenti. Erano a circa un miglio appena fuori il paese. Assicuravano alla perfezione tutto il fabbisogno del paese e qualcosa veniva anche , diciamo , esportato nel resto della California. Il resto degli introiti come sapete veniva dal turismo, che rimaneva comunque una fonte di reddito assolutamente importante per il paese. In paese oltre che a Will Torrence era stato visto anche Tommy Ranghetti . Quest’ultimo era stato avvistato sul lungomare. Donald invece era stato avvistato dalle parti del  Pasta Paradise un locale di proprieta’ di Girato. Tody ? Era l’unico al suo posto , nella locale stazione di polizia. I pescherecci erano gia’ tutti rientrati alla base : era stata una fruttuosa giornata di pesca e i punti ristoro del paese avrebbero avuto un ottimo rifornimento di materia prima. Candy, che stava andando al lavoro, incrocio’ Max del Pacific Fishes che stava andando a scegliere del pesce per il suo locale. Paula e Celestine invece erano al ristorante per  riordinare e preparare per il pranzo. J.Luke del Surfers invece era nel locale che stava facendo degli ordini di bevande per prepararsi al meglio al weekend. L’agente della Drinky Good era impegnatissimo a mostrargli un paio di nuovi prodotti. Erano appena le 10 di mattina ma in giro c’era tanto movimento. Il periodo ante  pranzo era sempre molto  diciamo … trafficato ,  con la gente che cercava di prepararsi al meglio  a 360° sia per la quantita’ ma anche per la qualita’.  E’ vero che una bella cornice faceva sempre il suo bell’effetto…ma se poi la tela all’interno non era adeguatamente buona…il quadro veniva bollato come crosta. E cosi’ tutti mettevano il massimo impegno sia come primo impatto ma cosa importante anche nella qualita’ della merce venduta, qualsiasi essa fosse stata. La piccola centenaria fontana presente nella piazza centrale del paese, zampillava allegramente e spesso nelle giornate piu’ torride la gente andava a prendere qualche suo zampillo con le mani per poi rinfrescarsi la faccia e le braccia. Ma non eravamo ancora a questo punto, e come pocanzi abbiamo detto….il tempo prometteva pioggia. Quando arrivarono le ore 17 , Candy stava tornando a casa dal suo turno al ristorante, mentre Ellery si stava dirigendo a Puka Shell Radio per il suo programma revival. Passo’ davanti al Green Pine e si fermo’ 5 minuti a salutare il terzetto che lo gestiva : Georgia (una bella  bionda ), Elena ( una bella mora )  e Daniel ( moro, atletico compagno di Georgia) . Era un po’ che non lo vedevano e fecero volentieri due chiacchere mentre Ellery sorseggiava un buon bicchiere di vino bianco fresco. Facevano anche una eccellente pizza , ma tra poco sarebbe iniziato il programma e non avrebbe mai potuto fare in tempo. Se lo ripromise per la volta seguente, passando con Candida. Era sempre un piacere fermarsi da loro. El ( come amichevolmente lo chiamava Georgia ) prosegui’ per Radio Puka Beach , dove fu accolto come sempre con tanto entusiasmo da Ted : “ Ciao Vintage People “ gli disse il boss. “ Ciao vecchio residuato revival “ lo derise amichevolmente lo speaker “ Sono prontissmo . Un po’ stanco dopo otto ore di lavoro. Ma col cuore che trasuda di musica al cento per cento !”.  “ E’ quello che voglio . Buon lavoro “ disse Ted.  Come sempre le due ore passarono veloci e piacevolmente . Un grande percorso che copri’ una cinquantina di anni buoni e tutto di ottima qualita’. Il bacino di utenti anche se non ampissimo era di almeno un quindicimila persone ed in tanti ascoltavano i programmi di Ellery in quanto molto professionali e competenti. Per lui era una cosa totalmente e assolutamente normale : era una cosa come un’altra. Per lui l’importante era che la gente si divertisse e si appassionasse al programma . E questo : succedeva !  Ellery prendeva una sorta di mancia per il programma…niente di piu’. Ma per lui era importante farlo : era come se avesse un contatto diretto con tante persone e questo lo rendeva felice.  Nel frattempo alle 19.30 arrivo’ la pioggia e bisognava essere sinceri : l’atmosfera in cima alla collina , era discretamente spettrale . Fuori giravano due cani addestrati : Buck e Toy. Ted li aveva comperati specialmente per la notte ! Durante il giorno c’era sempre qualcuno in sede , ma la notte era solo e la casa piu’ vicina era a circa mezzo miglio. Un paio di cani sarebbero serviti ad evitare delle eventuali spiacevoli sorprese.  Will Torrence comunque non si era fatto sentire , Il che rendeva un po’ misteriosa la sua presenza in paese. Dopo Ellery sarebbe toccato a Roby Bear , una sua vecchia allieva di quando lavoravano insieme a radio Pacific, una piccola emittente oramai chiusa da oltre un ventennio. Era una ragazza un po’ piu’ giovane di Ellery , magra e fine, con la passione dei Beatles. Quando lo speaker fini’ il suo programma si salutarono calorosamente : erano vecchi amici . Quindi usci’ senza ombrello : doveva fare una trentina di metri per arrivare alla sua macchina , una utilitaria europea  col motore diesel. Preferi’ farsi accarezzare dalla pioggia primaverile che a lui apparve soffice ed estremamente piacevole. Pazienza se si bagnavano i capelli e gli occhiali. Ellery adorava questa pioggia che era come una manna : nutriva il suo spirito.  Entrato gocciolante in macchina chiamo’ Candy e gli disse che per le 20.30 sarebbe arrivato a casa. Anche questo venerdi’ si stava lentamente esaurendo. Un po’ di pioggia avrebbe reso piu’ fresca la serata e reso l’aria piu’ tersa e cio’ avrebbe assicurato una bella dormita. Rasento’ il pontile ma di Dino ma c’era nessuna traccia . La luce era accesa all’interno della  casa, ma lui non era in veranda . Prosegui’ quindi verso la sua abitazione  dove lo stava aspettando la moglie ed una ottima cena fumante. Ellery non era magro : gli piaceva il buon cibo ed il connubio con una buona cuoca , gli aveva fatto prendere un filino, anzi due, di pancia. Ma era un dato di fatto  : il buon cibo ed il buon vino erano una passione di Ellery . Per il buon vino beh…non dimentichiamoci che il suo idolo era il grande Dean Martin ( ah ah ah). Ma il tutto era sempre  fatto con testa e cognizione. Per il cibo , a parte qualche camminata e qualche rarissima partita a tennis, non faceva molto e quindi l’adipe , aveva un gran bel campo libero.  Va beh…nessuno e’ perfetto ed El non lo era sicuramente . Si sveglio’ molto presto e si avvio’ in cucina. La luce non si accese : la lampadina era saltata. Ando’ a rovistare nello sgabuzzino , ma non ne trovo’ neanche una della giusta misura. Decise allora di fare un salto da Dino. Lui era solito alzarsi presto ed era facile trovarlo in veranda che faceva colazione. Avverti’ Candy che andava e tornava in dieci minuti ed usci’. L’aria era fresca e tonificante. In tre minuti era al Bazar. Il vecchio Dino non era presente in veranda. Allora si avvicino all’entrata del negozio e busso’ : la porta si sposto’ leggermente all’interno.  “Dino non deve essere tanto  lontano, se la porta e’ aperta  “... penso’ Ellery . Entro’ esordendo con un “ Buongiorno !!! “ ma non ebbe risposta.  Vide qualche oggetto a terra e comincio’ a sospettare qualcosa. Perimetro’ internamente il locale e arrivo’ sino al bancone cassa : mancava una foto appesa … sapete , di quelle che parlavamo all’inizio…riguardanti le star che erano passate almeno una volta dal suo negozio.  Si affaccio’ dietro al bancone e vide Dino, in terra, privo di sensi, con una profonda ferita all’addome . Aveva perso tanto sangue.  .  Tasto’ il polso’ e seppure flebilmente il cuore batteva ancora.  Prese il cellulare e chiamo Tody dicendogli di mandare subito un ambulanza e di venire subito. Chiamo’ subito anche Candy e la avverti’ di cio’ che era successo . Ellery piangeva : Dino era un suo amico da lungo tempo e la cosa che lo faceva imbestialire era che era una persona veramente per bene, che non si meritava tutto cio’.  Fece un paio di foto veloci e attese l’arrivo di Tody che arrivo’ in un batter d’occhio : “ Ellery…ma cosa e’ successo ? “ .  Gli spiego’ brevemente della lampadina..che ne cercava una nuova ed era passato al bazar.  Non c’era molto da dire. Aggiunse che a parte il bussare alla porta non aveva toccato niente e che la scena era perfettamente libera da qualsiasi contaminazione. Arrivo’ l’ambulanza e dopo che l’agente Canelli ebbe  fatto le foto di rito, Dino fu caricato in barella, intubato e portato d’urgenza in ospedale. Ellery avverti’ il lavoro che avrebbe tardato un paio d’ore spiegando la situazione : era sconvolto e voleva riprendersi un attimo prima di prendere la macchina in mano. Quando usci’ dal bazar trovo’ Candy ad attenderlo . La abbraccio’ forte e gli spiego’ cio’ che era successo.  “ Ma chi puo’ aver fatto tutto questo a Dino ? “ disse la ragazza. “ Non ne ho idea Candy , ma faro’ del mio meglio per aiutare Tody a scoprirlo “ rispose El.  Era molto provato : in cuor suo si tormentava per non essere passato ancora prima e magari la sera prima quando aveva visto la luce accesa. Se magari la mattina fosse arrivato  presto , forse avrebbe avuto piu’ possibilita’ di anticipare l’ambulanza ? I pensieri lo tormentavano e non poco , ma poi arrivo’ alla conclusione che comunque Dino era ancora vivo e che proprio grazie a quella fottuta lampadina….aveva potuto passare molto prima dell’apertura del negozio, quando poi tutti si sarebbero preoccupati dell’assenza del vecchio gestore.  “ Tody….” Disse Ellery “ Metta un uomo a piantonare Dino . Chi ha tentato di farlo fuori, potrebbe ritentarci!” . “ Penso sia una ottima idea “ rispose il tenente “ Finche’ le acque non saranno piu’ tranquille e’ meglio cosi’ “ .  Nel frattempo arrivo’ Donald , il socio di Dino :  “ Ho appena saputo . Una disgrazia .  Come sta adesso ?” . “ Buongiorno Donald “ esclamo’ il tenente “ E’ vivo ma non sappiamo come sia messo. Lo hanno portato in ospedale . Ha perso tanto sangue. Non sappiamo ancora niente di preciso. Ti informeremo appena sappiamo qualcosa di certo. Intanto per oggi il negozio rimarra’ chiuso : area sotto sequestro. Da domani potrai riaprire se lo vorrai ! “ . “ Va bene tenente “ rispose “ Oggi è meglio cosi’….non avrei la forza e neanche la volonta’ necessaria per aprire in questi momenti “ e si allontano’.  “ Vuoi venire a dare un occhio dentro ? “ domando’ Tody a Ellery . “ Con estremo piacere “ ed entro’ , indossando prima dei copri suola per evitare di contaminare la scena del tentato omicidio.  All’apparenza sembrava non mancare niente. Ma decisero che una ulteriore scannerizzata visiva non avrebbe fatto male, anzi !  “ Tody “ urlo’ Ellery “ Venga. Qua manca un coltello tra tutti quelli esposti !”.  “ E’ vero “ rispose “ Potrebbe essere l’arma del delitto . Sono coltelli da sub. Ci mettiamo subito alla ricerca “ .   “Io non lo cercherei lontano , tenente .  Se l’assassino e’ stato colpito da una sorta di raptus o comunque non sia un professionista … lo avra’ gettato sicuramente nell’oceano..in un gesto disperato. Non è detto, ma al momento e’ la via piu’ veloce che possiamo percorrere”.  “ Mando subito un paio di sub a scandagliare la zona. E…hai visto che in cassa non c’è un dollaro che uno? “ . “ Interessante “disse Ellery “  Ma qua dentro ci sono cose di valore e sembra che non manchi niente. Questi orologi da sub per esempio…valgono parecchio. Non ha senso lasciarli li.  Proviamo a cercare i soldi nell’appartamento di Dino : magari li ha riposti da qualche parte in attesa di versarli in banca questa mattina !”.  “ Mando subito un agente a cercare “ rispose Tody.  Non emersero altri particolari interessanti . Una prima perquisizione alla ricerca dell’incasso giornaliero , non diede nessun risultato. Furono messi i sigilli alle entrate e misero un agente di piantone. Ben presto la notizie dell’attentato a Dino fece il giro del paese. In tanti andarono ad osservare il bazar e a cercare di sapere qualcosa. Ellery si fermo brevemente con tutti a spiegare cio’ che si poteva ovviamente dire , essendoci il massimo riserbo nelle indagini  e penso tra se e se che un’altra giornata di quelle epiche…si era appena abbattuta come un uragano estivo..su Puka beach. Con calma Ellery riordino’  le idee…tiro’ fuori un taccuino e si segno le cose piu’ rilevanti che aveva visto Da  quando era entrato ,  sino al tempestivo arrivo di Tody. Aveva anche un paio di foto a supporto e una miriade di cose che gli frullavano in testa e che ora stava cercando con calma di mettere su di un foglio. Lui … una penna ...  un pezzo di carta … e mille immagini che si rincorrevano a vicenda. Che caos…! Saluto’ Tody, saluto Candy e si diresse al lavoro, chiedendo cortesemente al tenente di aggiornarlo costantemente sulle condizioni di Dino.  Le notizie che arrivavano dall’ospedale non erano buone : “ Ha perso molto sangue ed ha avuto una emoraggia interna importante “ disse Tody “ Non nascondo che le condizioni siano disperate. E’ stato operato ed e’ in terapia intensiva. Adesso sta a lui, al suo fisico e al suo angelo custode “.  Il pensiero di Ellery era rivolto sempre a Dino e pregava per lui.  Quando usci dal lavoro ando’ a casa : era arrivato nel frattempo  il materiale che J.Jade ( sua figlia ) gli aveva mandato. Scarico’ tutto e diede una veloce occhiata . Le foto erano veramente tante e si ripromise di vederle con piu’ calma.  Era pronto da mangiare e a tavola ovviamente si parlo’ molto di quanto era successo. Nessuno dei due si capacitava di quanto fosse  successo . Il punto principale era che non riuscivano ad immaginare nessuno che avesse potuto fare una cosa simile ad una persona che era buona come il pane e che andava d’accordo con tutti.  Le ipotesi erano tante : una rapina finita  male ?  Una ritorsione? Una vendetta ? Un patto con qualcuno andato a male ? Un suicidio ? Non arrivarono a nessuna conclusione ,  anche perché entrambi erano molto stanchi e duramente provati dagli eventi. Decisero di fare due passi per distendere i nervi. Passarono davanti al Bazar di Dino : vi era di piantone , l’agente Corrigan e vi sarebbe rimasto tutta la notte . Al mattino avrebbe ricevuto il cambio e a meta’ giornata Donald avrebbe potuto riaprire il negozio. In mattinata erano previsti gli ultimi rilevamenti e controlli e poi i sigilli sarebbero stati rimossi. Ellery guardo’ con Candy il materiale fotografico che gli aveva mandato J.Jade  : era interessante ed esaustivo ma non sembrava dare qualche particolare spunto utile o almeno cosi’ sembrava al momento . Decisero di andare a letto , vinti dalle emozioni e dalla stanchezza accumulata. Non fu un sonno tranquillo, ma cio’ era quasi scontato. Si svegliarono alle prime luci dell’alba con il cellulare che squillava  : era il tenente Tody : “ Buongiorno e scusate l’ora cari ragazzi, ma volevo comunicarVi che abbiamo trovato il coltello . Appena abbiamo avuto la luce disponibile necessaria , abbiamo ripreso le ricerche . Era ad una cinquantina di metri dal bazar ad una profondita’ di 6 metri.  Lo abbiamo cercato tutta la notte e lo abbiamo appena trovato. Avevi ragione Ellery : e’ un coltello del bazar, c’è ancora il cartellino del prezzo attaccato. E’ stata a questo punto una cosa sicuramente improvvisata. L’assalitore ha preso la prima cosa che gli e’ capitata tra le mani e poi se ne è liberato subito dopo gettandola con vigore in mezzo all’oceano. Fortunatamente il coltello era abbastanza pesante e la corrente non è riuscita a portarlo lontano. Adesso è difficile dirti se ci sono impronte. Il salmastro potrebbe avere deteriorato eventuali tracce. Ma il coltello è quello : e’ ancora sporco di sangue . Abbiamo fatto un passo avanti … ma ancora ne dobbiamo fare. Direi che l’intuizione era esatta.  “ .  “ Bella notizia “ disse Ellery “ Intanto abbiamo l’arma e non è poco. Speriamo ci possa dire qualcosa. Se passo da lei dopo il lavoro puo’ farmi vedere le foto che sono state scattate sulla  scena del delitto ? Ah….secondo me non sarebbe male chiedere alla societa’ telefonica un tabulato con tutte le telefonate dell’ultimo mese in entrata ed in uscita dal bazar ; magari esce qualcosa di interessante ! “.  “ Provvedero’ ! Dopo ti informero’ sulle condizioni di Dino. Un passo alla volta e speriamo di uscirne presto e vincitori. Buona giornata a tutti e due!”. “ Anche a lei Tody “ e riappese. Riferi’ a Candy la sintesi della telefonata. “Ottimo “ disse lei “ Una cosa importante è stata fatta. Adesso deve guarire Dino e dovrete trovare chi lo ha assalito. Ma se il buongiorno si vede dal mattino….!”. La giornata trascorse senza ulteriore sussulti. E da questo punto di vista : meno male. Ellery di sabato lavorava solo al mattino e dalle 13 alle 15 aveva un paio di ore in radio : Candy era ancora al ristorante e si sarebbero ritrovati entrambi a casa per le 16 circa. Passo’ velocemente da Tody ma non c’erano particolari novita’ su Dino. Ma il tenente ,  gli aveva fatto preparare una bella cartelletta con dentro foto e un dettagliato resoconto della scena del delitto.  Dopo due veloci  chiacchere , El ringrazio’ Tody del pacco regalo e si diresse a casa. A questo punto tiro’ fuori tutto il materiale di Tody, tutto il materiale spedito dalla figlia e le foto e gli appunti che si era preso scrupolosamente. Candy gli porto’ una bella Bud fresca e preferi’ lasciarlo assorto nei suoi pensieri , mentre preparava la cena . La prima cosa che fece fu quella di fare mente locale sulle foto mandate dalla figlia . Voleva partire da una cronologia logica. E cronologicamente parlando, la gara di surf era la prima cosa da esaminare. Si prese tutto il tempo necessario per analizzare tutte le foto . Fu incuriosito da un paio di fotogrammi. Era un appassionato dei film di Blake Edwards e dei fratelli Zucker, dove spesso il particolare stava dietro alla scena principale . E furono due particolari sullo sfondo che lo incuriosirono. Prese le due foto , le scannerizzo’ e le mando’ a Tody , con la specifica richiesta di capire cosa avesse in mano la persona che stava discutendo con Tommy Ranghetti. A El non importava la scena principale, ma quello stava succedendo alla spalle. Fece un sorriso tra se e se…un po’ sardonico. Forse stava intuendo qualcosa, ma i contorni erano ancora poco definiti, molto sgranati. Archivio’ le foto della figlia e  passo’ alla cartelletta di Tody. Lesse attentamente il rapporto. Non si segnalavano segni di effrazione. Voleva dire tutto , ma anche niente. Dino soleva spesso stare in veranda e faceva avanti ed indietro dalla porta del negozio. Non erano presenti segni di collutazione. C’era solo una foto che mancava dalla parete. Cerco’ di sbirciare tra i frammenti di vetro che ricoprivano la cornice. Sembrava che Dino la avesse scelta per dare un ultimo indizio. Ce ne erano tante altre a disposizione,  appese….ma lui scelse quella di David Cassidy. Anche qui abbozzo’ un mezzo sorriso. Forse anche in questa foto aveva notato qualcosa? Anche nella manciata di foto che lui stesso aveva scattato , pareva  quasi che Dino stringesse quella cornice proprio per dare un indizio. Poi c’era il coltello . Era stato ritrovato, ma ci sarebbero voluti almeno due giorni  per vedere se fosse stato possibile recuperare delle impronte digitali. Chi poteva avere interesse a voler uccidere Dino ? Ellery chiese a Tody se in negozio esisteva una rubrica con i numeri telefonici usati dai due soci , ed ebbe risposta affermativa. El allora chiese se poteva dare un occhio ai nomi e a fare controllare i numeri che non erano associati a nessun nome.  Si stava lentamente mettendo in moto . Non c’erano sfortunatamente delle riprese con delle telecamere. Non vi erano mai stati episodi tali da giustificare una simile installazione. Quello che non si era visto , bisognava ricostruirlo mentalmente , cercando di far combaciare  i numerosi ma slegati tasselli del puzzle … ancora tutti mescolati. Non era facile, ma Ellery ce la stava mettendo tutta. Ad una certa ora ,  la cena era pronta. El spense il computer e ando’ a tavola per consumare l’ottimo cibo preparato da Candy. Ma era cupo e pensieroso . Aveva una mezza idea, ma era tutto da assemblare  pazientemente. Chiese a Tody di mettere due persone a piantonare Dino. L’assassino o meglio, il presunto attentatore, era ancora a piede libero e la vittima poteva essere ancora in pericolo.Poi ci ripenso’ e decise che forse la cosa migliore sarebbe stata quella di annunciare la sua morte . Solo cosi’ l’attentatore avrebbe potuto rinunciare ad un ulteriore tentativo di finire l’opera iniziata. Ellery era fiducioso che l’incastrarsi di qualche tassello entro breve tempo avrebbe sbloccato la situazione e il dichiarare Dino come morto … avrebbe in qualche modo spinto la situazione verso una evoluzione interessante. Era sabato sera , ma l’impressione era che la serata sarebbe stata lunga . Uscirono per andare a bere qualcosa al Surfers :  “Ciao J.Luke “ disse El rivolto al boss del locale, nonche’ suo boss quando faceva le serate revival.  “ Ciao El “ rispose “ Ho sentito di Dino :  che disgrazia . Spero se la cavi e bene . Siamo rimasti tutti sconvolti da questa cosa. Accomodatevi.  Vi porto il solito ? “ . “ Si grazie” rispose Candy. Lui prendeva sempre un bianco frizzante e lei una fresca coca cola, senza ghiaccio.  Decisero prima di rientrare a casa di passare da Tody che era di turno. Erano da lui quando arrivo’ la telefonata dell’agente a piantone di Dino : “ Capo, qualcuno ha tentato di entrare dalla finestra . Ho sentito dei rumori e sono entrato subito. Ho solo fatto in tempo a dare un pugno al collo dell’attentatore  che stava gia’ fuggendo dalla finestra. Dino sta bene e il soggetto non ha fatto in  tempo a fare niente. Aveva un cuscino in mano che mi ha lanciato addosso : forse voleva soffocare il poveretto. Non ho sparato perché c’era gente in zona. “ . “ Ottimo lavoro . Arriviamo subito “ e poi rivolto alla coppia “ Forza salite in macchina con me…si va all’ospedale. Hanno tentato di fare fuori Dino . Ora faccio diramare anche l’avviso che è morto e cosi’ facciamo partire anche il tuo piano !”.  Arrivarono all’ospedale e cominciarono subito a setacciare la stanza alla ricerca di qualche indizio. All’interno non trovarono niente.  Il pronto intervento dell’agente aveva evitato danni peggiori.  “ Scusi agente “ chiese El “ Quando e’ riuscito a colpire in qualche modo l’aggressore ? “. “ Era gia’ mezzo fuori dalla finestra , che si stava lanciando  verso il marciapiede . Qua siamo solo ad un piano rialzato….se una persona e’ un po’ agile ce la fa a salire e scendere con un po’ di pazienza. Poi qua siamo verso il retro dell’edificio…..e con un po’ di buio….e’ piu’ facile. “.   Tody chiamo’ la squadra preposta ai rilevamenti :   “Scandagliate il metraggio in basso ,  intorno a questa finestra e se esiste la benche’ minima traccia di qualcosa…trovatela !”.  Per i successivi trenta minuti la squadra scandaglio’ minuziosamente la zona e torno’ con un sacchettino trasparente  e parlo’ con Tody. Questo poi si rivolse verso Ellery e Candy : “ A parte un po’ di sabbia…e qualche frammento di carta, hanno trovato solo questo “ e gli mostro’ il reperto.  Era una scheggia bianca di circa 4 millimetri…niente di piu’ .  “ Cosa puo’ essere ? “ domando’ El .  “ Non saprei “ disse Tody “ La mandiamo subito ad analizzare. Sembrerebbe un qualcosa di calcareo !”.  A Ellery si accesero gli occhi : forse un altro tassello si stava materializzando. Ma non era ancora sicuro neanche di questa ultima scoperta. “ La prego “ disse El “ Potrebbe voler dire qualcosa “ Mi faccia sapere al piu’ presto cosa le dira’ il laboratorio !”  . “ Va bene , se per te e’ cosi’ importante, faccio il possibile “.  Ellery tornando a casa parlo’ delle sue teorie che ora gli sembravano piu’ concrete e la moglie concordo’ che poteva essere anche plausibile il tutto…..ma che al momento era forse prematuro il j’accuse da formulare. Una volta arrivati i tabulati e l’ingrandimento della foto…. qualcosa in piu’ in mano lo avrebbero avuto. E poi c’era sempre l’esito delle impronte digitali. Insomma : tanta carne al fuoco e ad Ellery piaceva grigliare . Il suo segreto era rigirare spesso la carne … in modo da dargli una cottura lenta ed uniforme. E cosi’ avrebbe fatto anche in questo caso : una cottura lenta … girando e rigirando.  Erano le 24 quando arrivo’ la gradita telefonata di Tody : “ Ciao Ellery e scusate il disturbo .  Due cose : il materiale ritrovato era  del calcio …carbonato di calcio e fosfato di calcio . Poi … domani mattina avro’ i tabulati telefonici e anche l’ingrandimento che mi hai chiesto !”.  “ Perfetto e per le impronte digitali ?” . “ Ci stiamo lavorando. Non e’ cosi’ semplice . C’è stato un tentativo di cancellarle … poi il salmastro ha fatto il resto  , ma forse abbiamo una parte che possiamo recuperare!” . “ Ottimo : domani mattina passo da lei. Buonanotte “. Piano piano la cottura si stava completando : era la notizia che voleva sentirsi dire. Aveva un mezzo sospetto da dove potesse venire quel piccolo frammento. Ma ancora era presto per trarre conclusioni ufficiali. Domenica mattina : un momento che notoriamente e abitudinariamente e’ considerato come momento di relax . C’è chi taglia l’erba al prato, chi sistema il garage, chi poltrisce davanti alla televisione, chi va a fare footing e tanto altro ancora. Intanto una buona colazione in compagnia della persona amata era sempre una cosa positiva : punto primo. Punto secondo : c’era sempre la grigliata da seguire ... perchè stamattina ci sarebbero state interessanti costine da girare e rigirare …. nell’ufficio di Tody. Ovviamente ci stiamo riferendo a quella virtuale che stava seguendo Ellery … con tanta carne al fuoco pronta per essere cotta.  Una cosa alla volta : prima la colazione. Questa mattina … american coffee e muffin. Un minimo di pausa ci voleva. Il tempo al momento  era sereno anche se all’orizzonte si profilavano nuvole minacciose. L’aria fresca della costa e il profumo dell’oceano erano due cose che Ellery adorava : poteva stare seduto in terrazza per svariati minuti a gustare questo binomio. Ma oggi non c’era tempo. Tody lo aspettava alla centrale per sottoporgli le ultime novita’.  “Buongiorno Ellery “ accomodati “ Penso che tu abbia avuto delle intuizioni felici . Comincio anche io a vederci piu’ chiaro . A proposito….ho fatto diramare la notizia della morte di Dino e vediamo se il pesce abbocchera’ ! “ . Si sedettero e cominciarono ad analizzare i tabulati delle telefonate. Erano veramente tante , come si addice ad un negozio  : c’erano fornitori….amici…conoscenti..parenti…colleghi e un numero che nella rubrica non era associato a nessun nome.  “Sa mica tenente a chi corrisponde questo numero che ricorre frequentemente tra le tante  telefonate ? “   “ Ho gia’ fatto controllare : corrisponde al numero di cellulare di Tommy Ranghetti  !”.  “Perfetto tenente . Non che io pensi che sia lui il colpevole..sia ben chiaro. Ma il tutto è legato all’ingrandimento che le ho chiesto !” . “Eccolo “ disse Tody “ Porgendogli il tutto . Ma guarda un po’….sempre Ranghetti e questo signore gli sta consegnando un bel pacchetto di banconote! “.  “ E’ di spalle…ma assomiglia molto ad una persona che penso possa essere la stessa persona che ha accoltellato Dino . La nostra fortuna potrebbe essere la canottiera . “  “ Ti dice qualcosa ? “ chiese Tody  .  “ Diciamo che mi fa … vedere qualcosa !. La foto in terra alla quale era abbracciato Dino, ma oramai col vetro sbriciolato , mi ha dato il primo imput : perché avrebbe preso la foto di David Cassidy ? Chi lo ha fatto è cascato male, non sapendo che io ne sono un profondo conoscitore e fan. E’ una foto piu’ recente, David appare un po’ invecchiato rispetto ai fasti. Ma …..Dino voleva indicarci comunque un qualcosa . Se andiamo su google e digitiamo immagini di David Cassidy anni settanta…aspetti che lo facciamo…ecco cosa appare ... voila’! Le ricorda qualcosa ? “   Tody annui’……!   “Certo che mi ricorda qualcosa…e anche qualcuno! Certo che se non avessimo altri appigli…sarebbe un po’ poco di fronte al giudice, ma e’ pur sempre un indizio. E comunque Dino non è morto..e la speranza e’che  possa dirci lui il nome dell’aggressore. “  El riprese : “Altro tassello : il materiale ritrovato fuori dalla finestra di Dino : cerchi di che materiale è fatto l’indizio che ci ha lasciato  Dino con la foto di Cassidy e vedra’ che le cose combaciano.  Con le impronte digitali avremo la certezza assoluta che il colpevole’ e’ proprio lui ! Il movente e’ abbastanza chiaro. Ma spiegheremo il tutto a tempo debito e opportuno. Tenente , faccia venire un po’ di gente stasera in centrale e proveremo a spiegare un po’ di cosette : chiami tutte le persone coinvolte nella faccenda … da Ranghetti a Girato … da Donald a Torrence … da Ted alla Norabesco.  Cerchiamo di confondere le acque e di insospettire tutti…e nessuno !”.   “ A che ora vuoi che fissi la simpatica riunione ? “ chiese il tenente .  “ Io direi per le 18, cosi’ diamo tempo a tutti di organizzarsi e pianificare !”.  “Perfetto “ rispose l’ufficiale.  Ellery stava realizzando che il cerchio si stava stringendo e anche Tody aveva perfettamente compreso le sue intuizioni. Usci’ dalla centrale di polizia e si incammino’ verso il ristorante dove lavorava Candy. Oggi avrebbe mangiato lì…non aveva voglia di stare da solo in casa. Passo’ nei pressi del bazar e vide che era ancora chiuso. Forse Donald era provato dal dolore e voleva tenere chiuso? Oppure non aveva minimamente intenzione di riaprirlo e cambiar totalmente attivita? Non ando’ ad approfondire. Non ne aveva voglia e neanche gli interessava : la sua mente era tutta concentrata per l’imminente pomeriggio. Ma mancava ancora tempo : un buon pranzetto a base di cibo italiano … non sarebbe stato male … anzi ! Il locale si stava riempiendo : la domenica a prescindere dalla stagione era uno di quei giorni dei quali  la proprieta’ non poteva assolutamente lamentarsi … era sempre pieno.  Si mangiava bene, il prezzo era giusto e la gentilezza e la cortesia di Candida facevano il resto nell’accogliere con gentilezza gli avventori. E non era poco : in questo mondo di maleducati, opportunisti e menefreghisti, Candy rappresentava sicuramente una voce fuori dal coro. Il pranzo fu ottimo come sempre : El si tenne leggero. Un primo e un po’ di verdura. Adorava la pasta italiana e quando poteva … approfittava e se ne mangiava un bel piatto.  Un po’ di verdura locale poi … faceva sempre bene.  Saluto’ Candy e ando’ a casa : si butto’ sul divano per riordinare un po’ le idee e si appisolo’ per una mezz’oretta. La testa gli scoppiava : tanti pensieri e particolari che era sicuro che gli sarebbero potuti sfuggire. Le cose essenziali c’erano. Aveva iniziato a piovere nel frattempo. E lui cosa fece ? Uscì in terrazza.. e si sedette su una sedia, facendosi bagnare da quella pioggia , soffice ed avvolgente,  della California primaverile … che lui amava tanto. Dopo di che, completamente fradicio … ando’ a farsi una bella doccia calda. Ne usci’ assolutamente rilassato fisicamente e mentalmente ricaricato .  Alle ore 16.30 rientro’ Candy dal suo turno lavorativo. Non pioveva piu’ . Vide nella cesta dei panni la roba tutta bagnata dalla pioggia e capi’ subito cosa il marito aveva fatto….e sorrise.  Fecero due chiacchere sugli ultimi sviluppi della mattinata da Tody. Al ristorante non avevano per ovvi motivi , potuto relazionarsi.  “ Il discorso fila “ disse Candy “ Presi tutti i particolari slegati tra loro , non dicono molto, ma accostati ed incastrati, danno  una bella forma distinta !”. “Spero che la ricostruzione che abbiamo messo su “ disse il marito “ regga e bene e che a fine giornata qualcuno, sia consegnato alla legge. Lo dobbiamo a Dino ! A proposito … non abbiamo notizie su di lui. E’ vivo … e’ sempre in terapia intensiva ma non si è ancora svegliato “.  Nel frattempo arrivo’ la notizia che Tody era riuscito a rintracciare tutti i personaggi interessati alla faccenda , direttamente e indirettamente … ed anche qualcuno in piu’, tanto per intorbidire le acque. Aveva incaricato J.Luke di preparare un piccolo catering per rendere molto informale l’ambiente : qualche tramezzino..un po’ di focaccia e affettato e qualche bevanda.  Tody decise di farlo nella stanza piu’ grande della stazione di polizia che era quella adibita agli  interrogatori.  Candy sarebbe rimasta al di la del vetro dove nessuno poteva vederla e lei invece poteva vedere tutti.  Aveva smesso di piovere e una cappa di umido stava ricoprendo Puka Beach. A partire dalle ore 17.30 cominciarono ad arrivare gli ospiti ( diciamo cosi’) del meeting organizzato da Tody e Ellery. Quest’ultimo non entro’ : si limito’ a mettersi da una parte ed osservare chi stava arrivando. Chi in macchina … chi in moto..chi a piedi … chi rilassato … chi teso. Insomma … si era messo in una posizione dove vedeva tutti ma nessuno vedeva lui. Quando tutti furono entrati , chiamo’ al cellulare Tody e gli chiese per cortesia di non fare uscire nessuno per cinque minuti e di portare tutti nella parte opposta al parcheggio, e che sarebbe entrato a brevissimo. Tody esegui’.  Alle 18.04 Ellery entro’. Candida era gia’ entrata, approfittando dell’arrivo di J.Luke del Surfers, che aveva portato il piccolo rinfresco richiesto. Anche lui era incuriosito di questo bizzarro teatrino per il quale non  aveva ricevuto molte spiegazioni. Rimase una decina di minuti per vedere l’evolversi della situazione. Si mise dietro alla vetrata a specchi con Candy. Fu il tenente che prese la parola per primo : “ Prima di tutto, un grazie di cuore per essere venuti. Alcuni di voi vengono da Puka Beach ed altri da piu’ lontano. Potete intanto, se volete, mangiare un boccone e bere qualcosa.  Come sapete la nostra cittadina in questi giorni , ha avuto una impennata di criminalita’ non indifferente . Era dai tempi dell’incidente alla Radio Puka Beach di Ted, che ringrazio di essere venuto anche lui, che non succedeva niente. Non abbiamo mai comunque avuto delle tangibili prove che l’incendio sia stato dovuto ad un attentato. Ma questa , oggi , non e’ la sede adatta per parlarne. La gara di surf ci ha portato l’attentato a David. Abbiamo qui Pasty che ci ha fornito una confessione completa e si e’dimostrata collaborativa. Si è pentita del gesto e paghera’ per quello che ha fatto. L’importante e’ che David se la sia cavata e che stia bene. Sam gli stara’ vicino e la ragazza se la cavera’ presto con la buona condotta. Purtroppo poi abbiamo avuto lo sfortunato episodio di Dino che ci ha colpito profondamente. Dino era uno di noi che  faceva parte di Puka Beach, quanto la nostra fontana della piazza principale. Una persona che si è fatta sempre ben volere da tutti per la sua gentilezza, cortesia ed amore verso la vita. La sua dedizione verso il paese lo aveva portato ad orientarsi verso uno stock di prodotti per la gente  del posto nel periodo invernale. Una grande perdita “.  Tra il gruppone , c’era ancora chi non sapeva della notizia della morte di Dino e ne fu molto provato. Ellery prese dunque la parola : “ Grazie anche da parte mia di essere intervenuti. Dino era un mio caro amico e mi piacerebbe assicurare alla giustizia , chi lo ha ucciso : per me, per il tenente Cody e per tutti coloro che erano suoi amici. Io non penso ad un tentativo di rapina andato a male, ma piu’ che altro ad un raptus al quale l’assassino e’ arrivato dopo aver ricevuto una notizia diciamo non positiva per lui. Purtroppo mi spiace dover dire che si tratta di una questione di soldi, ma non come la potreste intendere.  Una rapina bene organizzata avrebbe sicuramente portato piu’ soldi. Nel negozio c’erano degli articoli che avrebbero fruttato centinaia di dollari se venduti singolarmente . Il problema dei soldi lo aveva e da tempo, chi ha commesso l’omicidio. Una persona che aveva un disperato bisogno di contante  perché era indebitato sino al collo per via del vizio del gioco e delle scommesse. Tante cose mi han messo sulla traccia del colpevole. La prima e’ stato l’indizio che ci ha voluto lasciare Dino : ma ne parlero’ in seguito. Poi e’ stata la volta di una foto che mi mostrava il nostro Ranghetti mentre riceveva da una persona , una bella mazzetta di dollari !”.  “ Ma certo “ rispose il diretto interessato “ E’ il mio mestiere … lo faccio da sempre !”. “ Certo . Lo so “ riprese Ellery “ Ed infatti non e’ certo stato lei ad uccidere Dino. Ma mi ha molto incuriosito l’ingente scommessa che le è stata messa tra le mani. Di solito prende scommesse diciamo umane ed entro i limiti che sono consentiti dalla etica professionale del suo mestiere. E qui sicuramente … la cifra era ben superiore. Ma non siamo qui a discutere di cose che sarebbero di competenza degli uffici finanziari , ma di altro. Scommette forte chi è con l’acqua alla gola … questo è certo. Altro indizio : c’è stato un tentativo di aggressione al povero Dino in ospedale. Solo il pronto intervento dell’agente di guardia ha evitato il peggio. Ha messo in fuga l’aggressore e sulla scena incriminata e’ stato trovato un piccolo frammento bianco, che poi se vorrete Vi mostrero’. Scusi Girato : e’ vero che aveva fatto una offerta per acquistare il bazar ?”.   “Confermo la richiesta ed anche ben sostanziosa, aggiungo . Ma non si era mai concretizzata . Posso aggiungere che sono sinceramente dispiaciuto per la morte di Dino e in segno di rispetto, non faro’ piu’ nessuna offerta!”disse Neil.   “ Questo le fa onore “ riprese Ellery “ Mi son permesso di chiedere cio’ per avvalorare la mia tesi . Qua tra di voi c’è la persona che ha ucciso Dino. “ concluse pesantemente.  Tutti si guardarono l’uno con l’altro :l’aria si fece pesante . Ellery riprese : “ Cosa ha voluto indicarci Dino , afferrando in un gesto estremo, con l’ultimo anelito di vita, dopo che l’omicida era uscito credendolo morto ? Si è reso conto che non aveva le forze necessarie per chiamare aiuto , che non sarebbe riuscito a scrivere nessun biglietto. Ed allora ha fatto l’unica cosa che in quel momento gli pareva come la piu’ intelligente. Ha afferrato un quadro ed e’ stramazzato al suolo. Il quadro indica la persona che si è indebitata sino al collo per il suo vizio ( bastera’ chiedere a qualche strozzino della vicina Zuma …) ed e’ sempre la stessa persona che ha perso la piccola scheggia ritrovata appena sotto la finestra dell’ospedale dove c’era la stanza di Dino. A proposito : la foto che Dino aveva preso ed afferrato prima di stramazzare al suolo , era quella di David Cassidy !”. Di colpo  Donald schizzo’ fuori dalla stanza strattonando l’agente di piantone. Tody ordino’ ai suoi di inseguirlo. Ellery era tranquillo e si affaccio’ alla finestra che dava al parcheggio, giusto il tempo per  vedere Donald salire sulla sua potente moto e accorgersi che entrambe le gomme erano sgonfie. E sorrise. Nel frattempo due agenti piombarono su di lui e ne segui’ una collutazione. Nonostante la stazza imponente, Donald fu presto messo diciamo a cuccia e portato in guardiola . “ Ha visto Tody “ disse El “ Cosa ho fatto in quei 5 minuti scarsi che le ho chiesto di tempo ?”. ” Diavolo di un Ellery “ esclamo’ “ Ma vuoi spiegare a tutti quanti perché quando hai nominato David Cassidy, Donald e’ schizzato via ? “ .  Nel frattempo anche Candy era rientrata in stanza col gruppone e disse  :  “Prima che mio marito parli posso solo dire che forse Donald era uno dei pochi che non sapeva due cose : della passione di mio marito  per il Vintage e per…David Cassidy !”.  “ E’ vero “ disse Ellery “ La risposta e’relativamente semplice. Negli anni settanta , all’apice del successo di David, lui usava sempre portare un accessorio che è composto anche di calcio. Se digitate le immagini su google  di David Cassidy, ancora oggi la maggior parte di sue foto vi verranno mostrate con lui che aveva al collo una bianca collana vintage chiamata necklace Puka Shell. E l’unico che ancora la porta , oltre a me, del gruppo vicino a Dino era Donald, come Donald era nella foto mentre scommetteva forte sui risultati della gara di surf. Chiaro il quadro della situazione ?”. Tutti si guardarono allibiti. E riprendendo : “ L’unica via di uscita per lui  era quella di vendere il bazar. Dino non era in grado di riscattare la quota, perché il negozio non dava entrate favolose e avevano il giusto necessario per vivere bene, ma senza tanti  stravizi. Dino altresi’ non voleva vendere il bazar , del quale parlava sempre in termini di grande affetto. All’ennesima pressione di un Donald oramai allo stremo economico e disperato e al rifiuto da parte di Dino di vendere, il suo socio ha preso un coltello dal negozio ed ha accoltellato il malcapitato Cardone, gettando poi l’arma dalla finestra che dà dietro al pontile , direttamente nell’oceano. A questo punto e’ anche inutile analizzare quelle impronte un po’ sporche che sono state rilevate sopra la impugnatura, ma cari amici … sara’ comunque un’altra conferma alla sua colpevolezza come lo è stata la sua fuga. L’unico spiraglio , era rimasto uccidere Dino e mettere in vendita il bazar. Secondo me e’ stato preso da un raptus. Ma purtroppo , la verita’ la sapremo solo se e quando Donald confessera’ il tutto. A proposito , in calce a tutto questo c’è una gran bella notizia  e a dirvela lascio l’onore a Tody, che ci tiene immensamente  ad essere lui e che ringrazio comunque  dell’immensa fiducia e collaborazione che ha avuto verso di me e con me !”.  “ Grazie Ellery “ rispose l’ufficiale “ La bella notizia e’ che Dino non è morto. Abbiamo preferito spargere la triste notizia per evitare il ripetersi di un altro attacco alla sua vita. Sapendolo morto nessuno avrebbe tentato ancora di ucciderlo. Uccidereste voi un cadavere ? Ovviamente pero’ un agente e’ sempre stato a piantonare la camera , ma in maniera piu’ discreta . Dino è sempre stazionario e speriamo che riprenda conoscenza , ma il fatto che sia comunque ancora vivo , ci riempie di speranza. Ci scusiamo per aver fatto soffrire della gente annunciando  la sua morte, ma e’ stato necessario . Erano rimasti Tody, Candy, El e J.Luke che era tornato per sistemare quello che era avanzato del catering improvvisato ( ma era in un’altra stanza vicina ).  “ Che dire “ disse Tody “ In cuor mio son molto triste che questi gg abbiano portato  a Puka Beach questa spirale di odio, ma sempre in cuor mio sono felice di due cose. La prima e’ che al momento nessuna delle due persone coinvolte siano morte  e che i responsabili sono stati assicurati al lungo braccio della legge. La seconda e’ che abbiamo avuto modo di appurare che la collaborazione fattiva che c’è stata tra noi , tutti gli agenti e le strutture coinvolte ( che hanno offerto la massima collaborazione … come l’ospedale) e’ un qualcosa che va al di la di ogni valore. Grazie di cuore Ellery per essere intervenuto con le tue deduzioni sia per la Norabesco che per Donald. !”.  “ Grazie Paul “ disse Ellery “  Per me e’ stato un piacere. Devo dire che questa storia mi ha dato del dolce e amaro. Vedere uno che accoltella il socio per soldi è sicuramente una cosa triste, come è triste tentare di eliminare un concorrente per far vincere il fidanzato. Mi sembra che certi valori di una volta non ci siano piu’ … ed e’ questa la cosa piu’ triste. Tenga d’occhio Ranghetti , che sicuramente fa qualcosa borderline … e spesso anche non legale. Idem per Girato : si è dimostrato un uomo d’onore..e come tale le sua chiamiamole affiliazioni … potranno  essere qualche volta … un po’ discutibili.  Anche Torrence secondo me….ha una mania di espansione un po’ strabordante.  Adesso l’unica cosa che piu’ mi preme e’ che Dino si possa risvegliare e possa riprendere presto la sua vita normale … al servizio di se stesso, perché il bazar e’ molto importante per lui, e della gente di Puka Beach. “. “ Gia’ ” disse Candy “ Aspettiamo fiduciosi una chiamata dell’ospedale … e che questa chiamata sia estremamente positiva !”.  Nel frattempo stava passando J.Luke con qualche scatola in mano. Aveva finito di riassettare quello che era avanzato del catering e stava tornando al Surfers  . “Ellery “ esclamo’ “ Stasera Vi aspetto al locale….siete miei ospiti. Avete fatto un ottimo servizio verso noi di Puka Beach. Grazie “.  “ Grazie a te “ rispose Ellery “ Ci vediamo piu’ tardi allora ” .  La domenica si stava consumando … era stata una giornata intensa e assolutamente ricca di soddisfazioni. Rimaneva sempre quel gusto dolce amaro che qualche traccia di insoddisfazione lascia : ma direi che come un famoso aperitivo italiano dei tempi che furono … e’ stato come  un punt e mes ( una parte di dolce e mezza di amaro) il che rendeva la parte dolce … assolutamente maggiore .  La vita in fondo  e’ cosi’ : un mix di dolce e amaro … di proporzione spesso  variabile a seconda dei periodi.  La serata al Surfers fu piacevole : non c’era nessun avvenimento musicale ma l’occasione di gustarsi l’ottima pizza del locale in tutta tranquillita’… non si rifiutava mai. Due chiacchere con lo staff … e poi a casa … per il meritato riposo. La giornata era stata intensa e direi anche calda dal punto di vista meteorologico. Una bella doccia rinfrescante … e dritti a letto. Erano da poco passate le 2 del mattino e squillo’ il cellulare di Ellery : era Tody. “ Ciao El .  So che ti sveglio , anzi che Vi sveglio, ma dovevo dirtelo. Dino si è svegliato e i dottori dicono che se la cavera’. Sono andato subito da lui e mi ha confermato che e’ stato assalito da Donald. Era debole … e non ho voluto parlare con lui troppo a lungo. Ma le due cose importanti sono che  lui se la cavera’ ed ha  indicato  Donald come unico colpevole  ! Adesso Vi lascio dormire. Ciao ragazzi !”  . “Era Tody “ disse rivolto alla moglie “ Dino si è svegliato, se la cavera’ ed ha indicato Donald come suo aggressore “.  “ Bene “ disse Candy “ Alla fine …il cerchio si è perfettamente chiuso ...! “.  “ Gia’ ! Tody è stato gentile a chiamarmi. Adesso possiamo tornare a dormire e da domani a tornare alla nostra vita di sempre fatta di spiaggia, oceano, onesto lavoro, soffice pioggia, tanta musica, tanto buon cibo, ottimo vinello e tanto amore . Peace and Love Candy !” . “ Peace and love anche a te !” disse Candy.

Walking in the rain

Image and video hosting by TinyPic               

Collana I mistery di Puka Beach (2° episodio )  Un racconto giallo per ragazzi , di Ellery Sinclair

 Copyright 2018 

Secondo capitolo della collana dei Misteri di Puka Beach. Come il precedente è stato scritto di getto e come il precedente conterrà sicuramente degli errori (di varia natura). L’ho corretto e ricorretto : poi sono arrivato  ad un certo punto che mi son detto : ma si ... lasciamolo così come e’ , ossia  con i suoi pregi e con i suoi difetti ! Oramai adoro questa cittadina tranquilla e sincera, proprio come me. La vedo vivere davanti ai miei occhi, nella sua abbagliante … semplicità.  I personaggi oramai sono grandi amici: li conosco. Ho scelto di dare continuità al tutto, perché adoro Puka Beach …. e perché siccome in tanti mi dicono che i miei racconti sono molto descrittivi e sembrano quasi sceneggiature, ho pensato di fare una collana  … con tanti personaggi e luoghi ricorrenti. Talvolta anche per poco    si citano anche quelli dei racconti precedenti. Mi piace poter pensare di andare avanti per tanti e tanti racconti (sì … sarò il Vostro incubo), con Voi e … grazie a Voi. Che Puka Beach diventi un paese che conoscete, che il tenente Tody sia l’ufficiale di polizia che tutti vorremmo avere, che Ellery e Candy siano una simpatica coppia di conoscenti  e che il Surfers, Pacific Fishes e da Mario siano tre locali dove vorreste andare a mangiare. E se avete bisogno di qualcosa: andate al Bazar Santa Ana … ah ah.  Quello di scrivere (che è un parolone … lo ammetto) è per me un semplice hobby. Spero solo che questi racconti Vi piaceranno. In caso contrario … amici come prima. Un abbraccio … e una cartolina … da Puka Beach. Firmato … Ellery Sinclair. this book is for my cool wife Candida, my crazy daughter Giada and my sweet mother  Mara .  

Personaggi :

Neil Girato                               Proprietario del 5 Stars

Mel Romero                             Direttore del 5 Stars

Betty Ford                               Responsabile accoglienza

Bruno Brichetti                          Responsabile del casinò

Janice Keihana                         Capo animatrice

Jake Balsam                             Responsabile sorveglianza

Jenny Bishop                            Responsabile pulizie

Bernie Wilde                             Responsabile campo da golf

Fred Houston                            Magazziniere capo

Paul Tody                                Tenente  di polizia

Ellery Sinclair                            Impiegato e entertainer

Candy Worldy                           Moglie di Ellery

Dino Cardoni                            Proprietario del Bazar Santa Ana

Max , Paula e Celestine              Staff del Pacific Fishes

J.Luke  Sanders                        Proprietario del The Surfers

Marty e Dany                            Bariste del The Surfers

Ted Valley                                Proprietario di Puka Shell Radio

Alex , J.Jade  ,  Barbra               Figli di Ellery e Candy

Daniel , Georgia , Elena              Gestori del Green Pine 

Puka Beach: siamo in piena estate. I turisti stavano affollando tutto  quello che c’era  da invadere pacificamente  in questa piccola cittadina strappata al caos della California, nel mese di agosto . Nel mese di agosto, la piazzetta centrale era un continuo via vai di gente, sia locali sia turisti. Questo piccolo gioiello della west coast stava brillando a ventiquattro carati e questo rendeva il paese molto accogliente ed estremamente abitabile : sappiamo che siamo ben lontani dal turismo quasi commerciale e mediatico della ( quasi ) vicina  Zuma. Qua si respirava aria veramente pura: al massimo si poteva inalare qualche spruzzata gassosa del carburante usato per piccoli motoscafi o moto d’acqua.  Il traffico per le strade era quasi inesistente: chi arrivava qua, parcheggiava la macchina e si muoveva a piedi. Gli hotel erano quasi tutti a misura d’uomo: non eccessivamente grandi e a gestione semi famigliare. Su tutti però spiccava il 5 Stars di Neil Girato. Era grande…molto grande e la capacità imprenditoriale di Neil era capace di averlo pieno quasi sempre, durante i 365 giorni dell’anno.  Un edificio che, aveva tutto e di più. Le stanze erano assolutamente moderne, confortevoli al punto giusto e tutte dotate di quello che serviva (aria condizionata, frigo bar, televisione e un ampio bagno). La hall era di quelle diciamo sfarzose, sicuramente  elegante e quando si entrava, si aveva l’impressione di una certa ostentazione di lusso e denaro. Il colore ricorrente era il giallo oro! La sala da pranzo era più informale, seppure sempre di un certo livello. : qui era l’azzurro il colore predominante.  E poi la piscina…la palestra….un piccolo centro benessere. Insomma: un piccolo paradiso nel magico eden di Puka Beach.  Era forse l’unico Hotel che viveva quasi 24 ore su 24: aveva anche un piccolo casinò. Pieno di luce di giorno e pieno di luce di notte! Un complesso nato circa cinquanta anni fa e ancora in piena attività. Neil aveva rilevato l’Hotel nei primi anni settanta quando ancora il casinò non era ancora presente. Potete bene immaginare i ritmi necessari per mantenere in piena attività e in piena forza, un hotel come il 5 Stars! Noi conosceremo solo una minima parte di tutte le persone che ruotano intorno a questa struttura: erano troppe per presentarle tutte.  Una grossa realtà come questa è come un grosso motore: tutte le parti piccole o grosse devono funzionare alla stessa maniera, indistintamente, e gli ingranaggi devono essere sempre tutti oliati a dovere. Qualsiasi anomalia ... piccola o grossa ... era sempre e comunque un danno all’Hotel ... e questo significava per Neil, perdite di soldi. Era un personaggio molto sicuro di se: amava personalmente ispezionare ogni angolo dell’Hotel e verificare che tutto funzionasse. La sua visita quotidiana era diventata un must: i lavoratori lo sapevano e quindi facevano il possibile affinché ogni cosa fosse perfetta. Neil in fondo non era un cattivo uomo, anche se qualche volta era insopportabile: solo che ci teneva che tutto scorresse liscio come l’olio. E se c’era un rimprovero o un provvedimento da prendere … era fatto sempre con educazione e nel pieno rispetto del prossimo. Mel Romero era il direttore della struttura. Era un ispanico di 50 anni…alto, massiccio e con un paio di baffetti tipici della sua etnia di origine. Tanto preciso nel suo lavoro quanto poco incline ai rapporti con i dipendenti dell’Hotel. Era impeccabile con i clienti, con i quali comunque aveva pochi contatti, ma verso tutti coloro che erano sotto di lui, mostrava una labile intolleranza e insofferenza. Meno male che in suo aiuto interveniva spesso Betty Ford, colei che si dedicava all’accoglienza e alle relazioni personali col pubblico o se preferite ... alle pubbliche relazioni. Era una bella ragazza bionda di 35 anni. Pimpante, briosa e cosa importante, molto gentile. Requisito, diremmo ... essenziale per fare il lavoro che svolgeva.  Portava spessissimo degli aderenti e colorati fuseaux che indossava con disinvoltura e leggiadria. La si vedeva zampettare ovunque: in ogni momento della giornata la sua presenza era richiesta, sia alla reception sia nelle altre strutture dell’Hotel.  Il responsabile del casinò era Bruno Brichetti: 65 anni, di origine italiana. Piccolo di statura e con qualche kg di troppo. Un enorme orologio sempre al polso … di quelli al quarzo, con mille funzioni dentro. Ricordiamo che stiamo parlando sempre di un resort molto grande, quindi il personale era veramente ma veramente numeroso.  Colei che curava l’animazione dell’Hotel era una vera hawaiana: Janice Keihana. Una bella signora quarantenne che era da metà della sua vita in questo hotel, prima come ballerina e poi a mano a mano in ruoli sempre più interessanti sino ad arrivare dove era ora : capo animatrice . Mora, pelle leggermente scura (ma solo un accenno), labbra carnose. Una bella signora sicuramente, dal fisico affascinante.  Una struttura così notevole, ovviamente richiedeva un responsabile della sorveglianza e della sicurezza: occasionalmente succedevano dei piccoli furtarelli e a fronte di questi occorreva vigilare e indagare. Era compito di Jake Balsam ... un ex poliziotto di 50 anni; svolgeva il suo lavoro in maniera egregia e soddisfacente. Snello, capello moro e un paio di occhiali alla Blues Brothers o se preferite i BB (del quale era grandissimo fan) sempre al naso. L’anno passato, l’estate era stata funestata da un paio di episodi violenti: David Wilson e Dino Cardoni avevano rischiato veramente grosso. La loro vita era stata in pericolo e solo un miracolo e una serie di circostanze favorevoli, aveva reso possibile la loro guarigione. David era tornato alla sua consueta attività primaria che era quella di gestire il suo negozio di articoli sportivi e Dino era tornato a occuparsi della gestione del suo Bazar Santa Ana. David aveva ripreso anche la sua attività di surfista amatoriale e come sempre, nei circuiti minori raccoglieva spsso  ottimi risultati. Probabilmente avrebbe vinto anche lo scorso anno il locale torneo di Puka Beach, che rappresentava un qualcosa di più ambizioso come risultato, ma purtroppo la brutta storia d’invidie e ripicche messa in atto dalla Norabesco, glielo aveva impedito. La ragazza adesso era uscita da circa un mese dal penitenziario di Fort Lauderdale.   Donald Buck invece, che aveva accoltellato Dino, era sempre in prigione e ci sarebbe rimasto ancora per qualche tempo. Tutto sembrava essere tornato sui tradizionali binari che da sempre accompagnavano questa cittadina. Ellery aveva come sempre le sue serate revival al Surfers e il suo programma radiofonico a Puka Shell Radio. Candy lavorava sempre da Mario, il ristorante di cibo italiano , e divideva i suoi impegni tra casa e lavoro. Si potrebbe dire … vita ordinaria ... o ordinary people. E, in effetti, era proprio così. Si è sempre detto della semplicità di questo paese e dei loro abitanti e le cose non erano cambiate: stiamo parlando dei residenti, ossia di coloro che anche in Inverno abitavano Puka Beach e i locali aperti erano molto meno e mancava anche qualche attività commerciale, meno tipica di quel periodo. Le atmosfere estive erano ben lontane, ma la salubrità del paese e la spontanea cordialità che si era instaurata tra i residenti, (che erano circa 4500) rendevano Puka Beach speciale anche in inverno.  Sappiamo che alle spalle del paese c’era una bella zona agricola ed anche un’industriale: entrambe floride. Poi ... le colline. Sì … quelle in inverno erano sicuramente molto meno attive, anche se era sempre bello poter andare a fare due passi immersi nell’aria più pungente, variegata di aromi di pino.  C’era il piccolo laghetto di pesca sportiva ... il Green Pine un po’ più a valle e … poco altro di ancora aperto  : ma bastava ed avanzava per i pochi residenti del nostro paese. Ora eravamo in agosto: il Pacific Fishes di Max, Paula e Celestine…lavorava a pieno ritmo.  Il Surfers di J.Luke Anders … pure. La totalità dell’economia stava girando a mille e tutti ne avrebbero beneficiato. L’appartamento di Ellery e Candy, che si trovava al lato nord del centro del paese, quando non era abitato da nessuno durante il giorno, aveva le tapparelle abbassate per evitare che entrasse l’afa californiana del periodo, ma spesso, come in tante altre abitazioni, si faceva ricorso all’impianto di condizionamento. L’Hotel 5 Stars non aveva problemi: con quello che si pagava, era garantito un micro clima di tutto rispetto.  La giornata in un hotel … non aveva né un inizio né una fine. Ovviamente c’erano degli orari per le colazioni…i pranzi e le cene…ma a parte questo….tutto era senza uno schema preciso. Si poteva vivere, alla fine, come uno meglio preferiva. Poi in agosto, ma solo in questo mese, l’hotel aveva una caratteristica tematizzazione hawaiana... che lo rendeva gradevole in qualsiasi suo angolo: la gente quindi spesso preferiva rimanere al suo interno, anziché uscire, e visionare con calma ogni sua parte … dai piccoli negozi agli impianti sportivi. Una buona pulizia del resort era sicuramente un ottimo biglietto di presentazione verso il pubblico: era garantita da Jenny Bishop, una bionda di 45 anni che portava sempre al collo un foulard modello texano…sia in inverno sia in estate. Decisa ... veloce: sapeva organizzare al meglio la discreta pattuglia d’inservienti che aveva sotto di lei. Il suo motto era: un albergo pulito ed elegante , di soddisfazioni deve averne tante. Era una che ci metteva tanta passione nel lavoro che faceva e che era sempre sul campo … partecipando attivamente e manualmente a varie operazioni di pulizia.  Era una giornata come tante altre quando Mel Romero entrò nell’ufficio di Neil Girato  : “ Buongiorno Neil . Posso esserle utile? “ .  “Accomodati Mel. Volevo parlarti di qualche cosa che mi sembra stia accadendo. Piccole cose sia ben inteso … ma vorrei che tu vigilassi ancora di più su tutto.  Mi riferisco a qualche ammanco di soldi; ripeto che si tratta di poca roba … ma mi piacerebbe che tu ne andassi a fondo. Poca roba alla volta, porta comunque un buon guadagno alla lunga. Sembra che ci sia una falla nel passaggio di soldi tra le varie attività e la cassa dell’Hotel”.   Mel rispose : “ La cosa mi suona nuova. Abbiamo gente che lavora con noi da anni e gente più recente, ma quello che mi dice, è una cosa sulla quale dovremo sicuramente andare a fondo e indagare bene. Il resort e’ enorme ... ed e’ come individuare una piccola falla in un enorme oleodotto … ma sicuramente ... ci proveremo e vedremo cosa riusciremo a scoprire!”.  “Bene” riprese Neil “ Non farne parola con nessuno e … mi raccomando la massima discrezione!”.  “ Non si preoccupi capo, sarà fatto!” concluse Mel, che uscì.  Il resort possedeva anche un campo da golf e anche lì, i soldi che giravano non erano pochi. Il responsabile era Bernie Wilde: un quarantenne di bell’aspetto, alto, biondo con al collo sempre una catenina d’oro con attaccato un piccolo crocefisso. Non era semplice gestire il campo, specie per via dei tanti circoli e ricircoli di gente che poteva ospitare, ma direi che se la cavava benissimo. Si vedeva che aveva passione e devozione per quello sport e la struttura che gestiva. Il rischio di questo sport era solo uno: di farsi travolgere dal giro di soldi che vi ruotava attorno. Dove i soldi giravano a fiumi…e dove era facile diventare ricchi e diventare poveri con la stessa rapidità e facilità, era difficile mantenere sempre il contatto con la realtà.   Quello con Mel non fu l’unico incontro della giornata per Girato . “Buongiorno signor Neil ” esclamò Jake Balsam.  “ Ciao Jake” prese la parola il boss “ Volevo che tu indagassi su qualche ammanco di soldi che secondo me si sta verificando. Non ho prove tangibili, sia ben chiaro. Ma ... faccio questo mestiere da tanto tempo e la mia percezione e’ che un poco alla volta delle somme non arrivino nelle casse dell’Hotel. Ho avvisato Mel Romero di questo e solo lui. Siete solo voi due che  sapete di questo problema…ma solo tu…Jake sei a conoscenza dell’incarico che ti sto formalizzando!”. “ Mi spiace di quello che forse stia accadendo “ rispose Jake  “Bene o male qua ci conosciamo tutti e siamo una grande famiglia o quasi, ma è altrettanto vero che le mele marce ci sono anche nelle migliori famiglie. Farò il possibile per assicurarle un dossier il più possibile esaustivo. Vedrò di non coinvolgere troppa gente e cercherò di essere in prima persona a seguire l’indagine. Magari’ incaricherò altri di andare dietro ad altre cose minori, ma visto la delicatezza dell’indagine, questa sarà la mia assoluta priorità! Comincerò  immediatamente a raccogliere informazioni su quanto mi ha detto e non si preoccupi : nessuno saprà niente!”.   “ Grazie Jake” lo apprezzo molto …  e mi raccomando … tienimi informato costantemente sugli sviluppi “ concluse Neil . Il responsabile della security e della sorveglianza , uscì con passo spedito. Con la mente stava già lavorando a quanto gli era stato chiesto dal boss. Jake amava il suo lavoro e lo faceva con estrema serietà e passione. Sentiva una grande pressione addosso con questo incarico, ma sapeva che non poteva deludere Girato e ci avrebbe messo anima e corpo.  Janice Keihana era intenta nel preparare un avvenimento che si sarebbe dovuto svolgere a brevissimo e che richiedeva una buona preparazione. Era in un capannone adibito allo stoccaggio di vari materiali che sarebbero dovuti servire per varie feste : ghirlande ... palme finte … palloncini … luci … cotillons … costumi  vari e cose simili. Era tutto quanto di primo ordine: il boss ci teneva che gli avventori del locale avessero sempre a disposizione dell’ottimo materiale.  “ Ciao Fred” esclamò la ragazza. Fred Houston era il magazziniere del resort: ovunque c’era qualcosa in fase di stoccaggio, era lui che si occupava della corretta sistemazione e manutenzione. Era un ragazzo di trent’anni circa, ricciolo, molto alto (il che lo aiutava a raggiungere i posti del magazzino meno alla portata) e perennemente con un paio di scarpe da tennis addosso (sia in estate sia in inverno).  C’era parecchia paccottiglia dentro alcuni magazzini, ma anche cose di parecchio valore. Il lavoro di Fred era sicuramente di responsabilità, perché doveva perennemente vigilare su tutto … sulle condizioni di sicurezza e annotare qualsiasi spostamento fosse fatto, sia in entrata sia in uscita. “Ciao Janice, qual buon vento!” rispose alla ragazza. “Vengo per quelle ghirlande che ti avevo chiesto … e per i pareo della festa a tema che si terrà questo sabato ! Ti ricordi che te li avevo chiesti una settimana fa?”.  “ Ma certo” rispose il ragazzo “ Ti ho preparato tutto e si trova in quegli scatoloni su quel carrello. Mettimi una firma su questo foglio … verifica che ci sia tutto e te li porterò dove mi dirai!”. Una volta espletato il controllo, Janice chiese a Fred se poteva portarglieli nel suo ufficio, che era dotato di un piccolo magazzino, proprio per queste occasioni. Ottenuta risposta affermativa, Fred chiuse il magazzino a doppia mandata e s’incamminò con Janice.  Se analizziamo un po’ la situazione, possiamo dedurre che più o meno   in questo resort , chi aveva dei posti di responsabilità vedeva passare davanti a sé ... un pò di valore. O lo aveva cash , in contanti , o  lo aveva in materiali, oppure aveva la possibilità di rubarlo !   Torniamo a Janice :  “ Ti ringrazio molto Fred della tua disponibilità. Mancano ancora un paio di giorni, ma volevo avere il tempo materiale per esaminare il tutto … vedere eventuali rotture e fare le dovute prove. Sarà una gran festa e sai che tengo molto a queste cose !”.  “ Ma ci mancherebbe cara Janice “ rispose il magazziniere capo “ Fa parte del mio lavoro e per le persone educate e gentili come te … .è anche un piacere!” . Scaricò la merce e la sistemò alla bene e meglio nello spazio indicato dall’animatrice e se ne andò. Passò a salutare Bernie Wilde al campo di golf: era nel suo ufficio intento a dare un occhio a varie fatture dei fornitori. Si accomodò ...fece due chiacchiere . Bernie gli disse che in giornata sarebbero dovute arrivare delle nuove mazze da golf molto pregiate : eravamo sui 10.000 dollari di valore e desiderava che potessero essere sistemate in un posto sicuro in attesa che potessero essere messe in vendita in speciale teche protette da allarme , che dovevano arrivare la settimana prossima. Era importante che fossero custodite in un posto sicuro e meno gente lo sapeva … e meglio sarebbe stato.  Fred acconsentì e disse che nel suo magazzino aveva una stanza semi blindata e sicuramente avrebbe fato le veci di quello che Bernie desiderava: un posto sicuro.  Lo salutò e disse di avvisarlo quando la merce sarebbe arrivata. Uscendo incrociò al bar Jenny Bishop: aveva una mezz’ora di pausa e aveva scelto di andare a bere qualcosa di fresco e dissetante al bar del circolo golf. Ben fissato alla sua divisa c’era il passepartout che gli garantiva l’accesso a tutte le camere del resort. Lei ne aveva uno universale. Coloro che stavano sotto di lei ne avevano solo uno con un accesso parziale alle camere (diviso per piani e/o settori).  In questo modo si cercava di limitare l’accesso illimitato per tutti i dipendenti, isolando le varie zone e potendo così circoscrivere i sospetti in caso di furtarelli nelle camere.  Jenny salutò Fred, che fece ritorno al magazzino non prima di essere passato da Betty Ford che era intenta a ispezionare le varie cassette di sicurezza che stavano nel retro della reception. Lì, vi si potevano depositare solo le cose di poco valore, mentre quelle decisamente costose trovavano posto in un caveau sotterraneo.  Però,  a conti fatti ... la somma di tante cose piccole ... arrivava a determinare pur sempre un discreto valore. Fred proseguì il suo giro sino al casinò, regno incontrastato di Bruno Brichetti. Erano in arrivo un paio di nuove slot machine e bisognava parcheggiarle per un paio di giorni nel magazzino di Fred. Anche queste macchine avevano un discreto valore: ma era difficile farle sparire poiché non piccole. Ma avrebbero fruttato un po’ di soldini…a chiunque. Bruno era a un tavolino della zona bar che stava bevendo un succo di frutta. Diede le disposizioni che doveva a Fred e riprese la sua bevuta. Diede a Fred in omaggio ... una manciata di gettoni, per fare qualche giocata alle slot, che tintinnarono  ben bene nelle mani del magazziniere.  In fondo ogni gettone corrispondeva a un dollaro. Anche quello poteva essere un modo lungo…ma remunerativo per arrotondare lo stipendio. Una slot ne poteva contenere parecchi e un gruzzoletto simile ... moltiplicato per tutte le slot presenti … beh … non era per niente male.  Fred giocò e vinse 10 dollari.  Passò davanti all’ufficio di Mel Romero: da lui transitavano parecchi affari. Era il direttore e sovraintendeva a tutto o quasi. Fornitori . clienti…magari qualche piccola tangente per accelerare un po’ l’iter burocratico: tutto passava da lui. Era un uomo di fiducia di Girato … ma si sa che la tentazione ... fa l’uomo ladro. Passò davanti anche all’ufficio di Jake Balsam: ci buttava sempre un occhio dentro. Era piccolo ma ordinatissimo e la scrivania, unico punto di caos, era sommersa di cartelline. Un piccolo spazio era riservato a una piccola statuetta dei Blues Brothers, di cui Jake era un grande fan. Su una parete in alto c’era anche la locandina del loro film. Lui non era in ufficio: aveva preso con molto impegno l’incarico di Matt e si era già messo al lavoro per cercare di trovare qualche indizio. Stava perlustrando il resort dalla A alla Z , cercando di non farsi scoprire e cercando , con molta discrezione, di tenere d’occhio un po’ tutti … specie quelli che avevano accesso a soldi… oggetti costosi … e cose simili. Aveva deciso di ispezionare tutto l’hotel, qualsiasi angolo … qualsiasi locale … interno ed esterno. Non sapeva esattamente cosa cercare o chi controllare: aveva semplicemente deciso di non escludere nessuna persona e nessun posto dalla sua scaletta. Il campo da golf era molto ampio, ma pensò che a parte una ricognizione con la macchinetta elettrica sul green, non sarebbe stato necessario approfondire la zona esterna. Si dedicò quindi all’interno, sempre con molta discrezione. Valutò che nel circolo c’erano in ballo parecchie migliaia di dollari. Appuntò tutto nel suo block notes. Passò alla falegnameria esaminando con attenzione tutto il piccolo capannone che era adibito sia a laboratorio che a stoccaggio. Ovviamente c’era pure un idraulico per assicurare le emergenze: ma in genere, per altro di più importante, si appoggiavano a ditte esterne.  Passò nel capannone adibito alle feste a tema, quello di Janice per intenderci. Ispezionò anche il regno di Jenny Bishop. Passò dal casinò e dapprima lo perimetro’ per poi, in un secondo momento, addentrarsi nel suo cuore e negli uffici interni, sotto gli occhi sorpresi di Bruno che non era abituato a vedere Jake da quelle parti per così tanto tempo. Si propose di riprendere la ricognizione la giornata seguente.  Si stava avvicinando la sera. I programmi di Ellery e Candy erano molto semplici: una cenetta al Pacific Fishes, un saluto a J.Luke del Surfers ... e poi a letto. Si fermarono brevemente da Dino :  “ Ciao amico “ esclamo l’anziana persona . “ Ciao amico “ disse Ellery “ Come te la passi ? La tua ferita fa sempre un po’ male? “.  “E’ passato un anno abbondante : devo dire che mi ha fatto tribolare non poco : l’umido di dove vivo non mi ha aiutato … ma ora non posso lamentarmi. E’ dura da solo, ma fortunatamente ho Marty e Dany del Surfers, che mi danno una mano. Gli do qualcosa ovviamente e così loro guadagnano due soldini ... ed io ho un po’ di sollievo sulle mille incombenze che ho da seguire!”. “ Sono contento “ rispose Ellery “ Se pensiamo a quello che ti è successo, è un miracolo che tu sia qui a parlare con me. Donald sta pagando il suo debito per quello che ha fatto e non penso che quando uscirà verrà a darti problemi “. “Non penso neanche io “ esclamò Candy “ L’ho visto sinceramente pentito. E poi … sarà occupatissimo a dover trovare dei soldi da dare ai vari strozzini che lo braccheranno sino allo sfinimento! Noi andiamo a mangiare Dino. Buona serata e …cerca di stare bene…sempre! ”.  “ Grazie Candy. Buona serata a voi “ e rientrò a casa, passando per il negozio, che chiuse definitivamente. Erano le 20.30. Max accolse Ellery e Candida con il solito calore. Poco dietro c’era Paula, a parlare con dei clienti a un tavolo. Si accomodarono e arrivò anche Celestine che gli consigliò un piatto che in California non era considerato come pregiato, ma che era comunque un piatto nutriente e gustoso: cozze ... o se preferite … mussel. Tra la California e il Messico se ne trovavano tantissime. Un piatto economico ma buono se abbinato ai vari condimenti che ti venivano proposti. Presero un leggero antipasto: pane azzimo con prugne della California … a km zero (giacché dietro a Puka Beach ce ne erano in abbondanza in diverse piantagioni). La cena fu piacevole come sempre : la qualità del locale era fuori discussione. Uscendo dal locale incrociarono il tenente Tody che era di pattuglia : “ Ciao ragazzi “ esclamò  “ Dove state andando ? “ . “ Buona sera Tody “ disse Ellery “ Al Surfers “ . “ Forza salite  “ disse l’agente “ Vi do un  passaggio e vengo a bere un caffe’... che sto staccando proprio adesso !”.  “Grazie tenente “ disse Candy “ Accettiamo volentieri !”.  J.Luke li vide entrare tutti insieme  : “ Buonasera a tutti . Oggi c’è una offerta speciale…paghi due e prendi tre? “ . “Ah ah “ rise Ellery “ Stavamo venendo qua e il tenente ci ha offerto un passaggio !” . “Dunque “ riprese J.Luke “ Vediamo se indovino. Un bianco frizzante per Ellery, una coca senza ghiaccio per Candy e un bel caffè nero  per il tenente !” .  “Bingo” riprese questo ultimo “ Stavolta ti e’ andata bene e non ti arresto “ e rise.  L’atmosfera che si respirava nel paese..era questa. Allegra, fraterna, affettuosa ... tra gente che si conosceva da anni e con la quale c’era una grande stima reciproca. Con la coda dell’occhio videro Betty Ford: aveva finito anche lei il suo turno lavorativo e si stava godendo anche lei una serata rilassante. Lo stare sempre a contatto con la gente poteva essere sicuramente divertente e molto interessante. Ma i contro  ovviamente c’erano anche per questo lavoro : trovavi  sempre le persone che ti facevano  perdere 1 anno di vita e ingrossare il fegato di mezzo kg. Tutto faceva  parte del gioco. Betty rimaneva sempre una persona positiva. Ellery la conosceva solo molto in superficialità: era venuta un paio di volte alle sue serate revival. Si salutarono da lontano ed Ellery approfittò per presentargli velocemente Candy. Tody era stanco: bevve il suo caffè e tornò in centrale per poi dirigersi a casa.  I due coniugi fecero due veloci chiacchiere con J.Luke e anche loro si diressero verso il loro appartamento. La sveglia mattutina per Ellery era fissata le 6.30. La ditta dove lavorava rimaneva nella zona industriale di Puka Beach. Non impiegava tantissimo a raggiungerla. Drinnnnnn: la sveglia suonò! Una buona colazione e ci si metteva in movimento. Uscì da casa e montò in macchina.  Incrociò Jenny Bishop che si stava recando al 5 Stars. L’Hotel era a circa mezzo miglio da dove abitava la coppia. Passò davanti all’officina di Fabio, un italo americano che con Alex, il figlio di Candy,  si divideva senza rivalità la clientela  della cittadina in fatto di macchine da riparare . Lanciò una veloce occhiata dentro la sua spaziosa officine e si salutarono.  La giornata era bella: tersa, pulita….ma decisamente afosa. Ellery vestiva leggero: pantaloncino in cotone e una polo. La sua macchina aveva il condizionatore ma a quell’ora si stava bene anche con un semplice finestrino aperto e un piccolo ventilatorino come supporto, di quelli a ventosa. Per il pomeriggio era prevista una manifestazione di windsurf: era una cosa abbastanza locale ma c’erano un paio di nomi che venivano anche da Zuma e Fort Lauderdale, il che la rendeva interessante per tutti gli appassionati del genere. Anche il nostro Bernie Wilde era un appassionato di windsurf e aveva ottenuto un paio di ore di permesso da Girato, per partecipare. Aveva un suo vice che poteva sicuramente badare al campo da golf per un due o tre ore.  Avrebbe partecipato anche David Wilson, per puro divertimento. Lui praticava surf…ma non disdegnava anche questa specialità. Lui amava lo sport, a prescindere.  Ellery non ci sarebbe stato. Oggi, uscito dal lavoro, aveva il suo programma radiofonico a Puka Shell Radio e Ted Valley, il proprietario dell’emittente, lo aspettava a braccia aperte. La radio era proprio in cima a una delle colline a poche miglia dietro il paese. E’ lì che era situato il piccolo cottage che ospitava le varie stanze e sul tetto, l’antenna che serviva per coprire tutta la zona a valle. La radio come sapete si occupava di musica revival e questo, musicalmente parlando, era il pane quotidiano di Ellery. Arrivare alla radio non era facilissimo: l’ultimo pezzo era un po’ tortuoso e questo rendeva il tutto molto divertente e… impegnativo. Ma era comunque bello fare quelle poche miglia e passare dal salmastro e la spiaggia della costa….all’agricoltura, al fiume , alla zona industriale dell’interno…ed arrivare al profumo di pini e abeti delle colline. Era come giocare con un caleidoscopio e in poco…avere tante cose diverse … davanti ai propri occhi. E’ come chiudere gli occhi, riaprirli e vedere una cosa nuova. E questo era una cosa che in tanti adoravano a Puka Beach. Mentre andava al lavoro, El (come simpaticamente era chiamato da Georgia del Green Pine, il locale che si trovava alle pendici delle colline) incrociò Janice che si stava presumibilmente recando al lavoro. Aveva una piccola utilitaria verde che ben si destreggiava nelle strade intorno al paese. Era impossibile non notare la capo animatrice  : era una hawaiana purosangue e come tale aveva dei tratti somatici molto caratteristici che non passavano inosservati . E inoltre era comunque una bella ragazza. La macchina di Mel Romero invece era l’esatto opposto: un gran wagon della Ford. Il colore, rispecchiava il carattere un po’ difficile di Mel ….. nero metallizzato. Casual invece era la macchina di Houston … il magazziniere. Una vecchia decappottabile anni 80: comoda, libera e un po’ datata nel tempo. Rispecchiava la indole del ragazzo. Candy stava facendo un po’ di spesa in giro per il paese. Stavano rientrando alla spicciolata, le imbarcazioni che uscivano per pescare la mattina presto.  C’era sempre la possibilità di poter acquistare dell’ottimo materiale fresco e prelibato, in una piccola bancarella appena dentro il pontile, dove i vari pescherecci lasciavano sempre qualcosa che gli cresceva come pescato, rispetto alle ordinazioni ricevute. Era un modo per favorire gli abitanti del paese che potevano comprare a un buon prezzo … del pesce freschissimo.  Candy conosceva i gusti del marito e quando riusciva, comprava qualcosa che potesse piacere magari a entrambi per cucinarlo la sera stessa. Era una ottima cuoca e sapeva cucinare molto bene anche il pesce … i molluschi e i crostacei. In più lavorando in un ristorante, sapeva tantissime cose che arricchivano la sua già vasta conoscenza nell’arte culinaria. Anche Max del Pacific Fishes bazzicava il pontile ma lui aveva bisogno di quantitativi più ingenti e si rivolgeva al locale mercato del pesce, appena fuori del centro paese. Il grosso del materiale proseguiva poi per il paio di aziende specializzate fuori un miglio circa da Puka Beach, per essere lavorato e mandato ove richiesto. Coprivano l’esigenza di tutto il paese e parte della California intorno al paese. La solare ragazza riuscì a trovare del cibo molto interessante e a buon prezzo. Ne fu contenta e aveva già in mente come cucinarlo: proseguì quindi per finire il suo giro spesa. Dopo doveva tornare a casa, cambiarsi e andare da Mario, il ristorante dove lavorava. Incrociò la figlia Barbra: aveva il turno lavorativo di pomeriggio e stava anche lei facendo qualche spesuccia insieme con Nick, suo figlio, chiamato  simpaticamente da Ellery… Meatball. Suo marito J.C. aveva invece il turno mattutino (sempre nella stessa ditta). Scambiarono due chiacchere e poi proseguirono per le rispettive destinazioni. Il mattino si poteva incontrare tanta gente ed era l’occasione per fermarsi a fare due chiacchere, illuminati dal sole e aromatizzati dal salmastro della vicina spiaggia. In fondo la brezza dell’oceano Pacifico … era una cosa unica e inimitabile. Lo sappiamo: mischiata alla pioggia estiva…era una cosa che Ellery adorava. Passeggiare sotto la pioggia lo inebriava, lo faceva meditare, rimuginare, pensare e anche rilassare.  Al Surfers c’era Bruno Brichetti a prendere un aperitivo e a parlare con J.Luke di macchinette slot machine. La sua era deformazione professionale: assolutamente. Al Surfers ne erano presenti un paio: Bruno forse voleva con i suoi contatti … implementarle. Jake Balsam invece non si vedeva in giro: lo davano nel suo ufficio a controllare e incrociare tutti i dati che aveva raccolto la giornata precedente. Doveva ancora fare molte cose. Aveva preso molto sul serio l’incarico che aveva ricevuto. Il magazziniere Fred era al suo posto a cercare come sempre di ottimizzare lo spazio a disposizione per tutta la merce che doveva stivare. Erano anche arrivate le preziose mazze da golf per Bernie e le stava accuratamente sistemando con doviziosa cura. In Hotel c’è chi aveva orari d’ufficio, c’è chi iniziava in tarda mattinata e chi nel pomeriggio, finendo ovviamente molto tardi la sera. I lavori erano tutti uguali: esistevano i pro ed esistevano i contro. E queste due cose erano sempre in proporzione variabile. Bisognava solo abituarsi ai vari sali e scendi. In un ambiente molto grande come il 5 Stars poi, dove bisognava confrontarsi con varie mansioni, vari livelli di responsabilità e vari caratteri della persona … poteva risultare spesso difficile garantire una armoniosa convivenza. Ma questo succedeva anche in quelli che possiamo chiamare … microclimi , come il Surfers o il Pacific Fishes. L’Hotel di Girato era grande e alla fine quasi tutti potevano simpaticamente invadere le aree di pertinenza altrui senza che nessuno avesse la benché minima ansia o preoccupazione. Esisteva anche una lavanderia, non enorme ma che poteva assicurare l’immediatezza delle emergenze e il lavaggio dei capi dei clienti. Per il grosso ci si appoggiava a una grossa ditta esterna che aveva vinto l’appalto. Il via vai era frenetico tra fornitori, clienti, manutentori, personale . Jake Balsam stava continuando le sue perlustrazioni interne ed esterne.  Nel pomeriggio si dedicò ai magazzini alimentari , a quelli destinati ai vari materiali da usare nelle feste, ai locali della piscina … alla palestra e al piccolo centro benessere.  Intanto si stava svolgendo la gara di Windsurf, davanti ad un numerosissimo pubblico che stava assiepando la spiaggia di Puka Beach. David Wilson si classificò in quindicesima posizione, mentre Bernie molto più indietro. Per la cronaca, la gara se la aggiudicò Luke Snails , con una parte finale in assoluta rimonta nei vari punteggi di valutazione . Ellery era al lavoro e non era riuscito a vederne neanche un piccolo sprazzo. Si stava dirigendo in radio. Si fermò al Green Pine per bere un po’ di frizzantino bianco fresco che gli avrebbe sciolto un po’ la sua lingua, impastatissima da questo caldo asfissiante. Dany, Elena e Georgia lo accolsero come sempre molto festosamente.  Il tempo di fare due chiacchere … all’aperto nel loro bel plateatico, e poi via verso la radio.  “ Ciao Ellery “ disse Ted “ Non avrai mica caldo, vero ? “ . “ Ted … assolutamente no. Mi spiace solo non aver trovato un maglioncino leggero ... perché faceva addirittura un po’ freddo “ e gli fece tuonare dietro una bella pernacchia. “ Ah ah “ rise Ted “ E’ arrivato un po’ di materiale che potrebbe interessarti. Lo trovi di fianco alla tua postazione. Dacci un occhio !”.  “ Va bene boss…lo farò “ e si diresse verso lo studio, dove da lì a poco sarebbe andato in onda. Trovò il materiale molto interessante e decise di usare un paio di cose per l’imminente messa in onda. Scelse un vecchio disco degli ZZ Top e un pezzo disco-music della dance decade... Lady Bump. Alle antitesi tra loro, ma nei rispettivi campi ... degli ottimi pezzi. Bluegrass il primo e prettamente disco il secondo. Dopo di lui c’era sempre Roby “little“ Bear, la sua allieva degli anni che furono. Era suo, il compito di accompagnare gli ascoltatori durante la cena.  Il ritorno a casa era più veloce: strada in discesa e traffico meno presente. Un’ottima cena lo stava aspettando e non voleva fare tardi. In fondo Ellery amava le cose semplici: lo aveva sempre fatto ed anche adesso che non era più un ragazzino (aveva passato i cinquanta) non aveva cambiato direzione. Una bella cenetta con un paio di bicchieri di vino … in pace e tranquillità era una cosa che adorava. Intanto era in compagnia della rossa Candy (cosa importante) e i suoi occhi verdi e poi poteva finalmente rilassarsi un po’ dopo una giornata di lavoro. Magari un vecchio telefilm alla tv … perché no? Controllò un attimo la posta al computer e vide che gli aveva scritto sua figlia J.Jade: si trovava al lago Tahoe per una breve vacanza e stava approfittando di questo fatto per fare dei piccoli reportage riguardo a quel bellissimo posto. Lì, avevano cantato anche Frank Sinatra e Dean Martin … in un locale che passò di mano, come gestione, a diverse persone (tra cui anche Sam Giancana) e che per un periodo fu gestito anche dallo stesso Frank.  Il laghetto era incantevole ed eravamo vicinissimi al Nevada. Lei era una giornalista e girava spesso tutta l’America e non solo. Rispose alla figlia che gli aveva mandato delle bellissime foto e andò a sedersi a tavola. Candy gli aveva preparato dell’ottimo pesce: tonno. Cucinato con garbo e insaporito … il filetto di tonno era ottimo.  E in California era un pesce discretamente comune e dal costo abbordabile.  Un ottimo vino bianco come abbinamento, e i giochi erano fatti. A quest’ora al 5 Stars era un orario di grande fermento: Betty dell’accoglienza era impegnata a fare dei check in e a dare spiegazioni a chiunque gliene avesse chieste. Per lei sino alle 21.30 sarebbe stato impossibile allontanarsi. Janice stava mangiando nel suo ufficetto perché dopo avrebbe dovuto occuparsi dell’animazione della serata. Bernie era ancora sul green per qualche lezione privata. Il campo aveva chiuso alle 19. Brichetti era al bar del casino, in attesa che arrivasse la massa di gente prevista. Ogni tanto si assentava per una decina di minuti per poi rientrare. Ma sembrava comunque tranquillo e padrone di se. Fred Houston aveva finito il suo turno e la Bishop pure. Ma non era raro vederli comunque bighellonare in giro, in quella che per loro era ... una seconda casa. Fred conosceva qualsiasi angolo e scorciatoia del 5 Stars: abituato com’era a ottimizzare anche i tempi del suo lavoro, che era anche parecchio fisico.  Accorciare la strada ... significava accorciare il peso. Jake Balsam era in ufficio da Girato per riferirgli le prime impressioni delle sue indagini. Tutti erano come palline da flipper: rimbalzavano un po’ ovunque per poi essere al loro posto nel momento durante il quale era richiesta la loro presenza fisica. Oramai avevano i tempi calcolati al secondo e ognuno riusciva sempre a essere al posto giusto al momento giusto. Un enorme alveare dove ogni singola ape sapeva esattamente cosa e dove stare. Girato in tutto questo pretendeva precisione e dedizione. Ai ritmi frenetici del 5 Stars si contrapponeva la serata di Ellery: tranquilla…ottima cenetta …qualche lavoretto al pc (curava gli spazi internet di un paio di strutture)…e poi a riposare.  In spiaggia c’era ancora qualche gruppetto che aveva voglia di fare festa: i pub erano ancora aperti e lo sarebbero stati ancora almeno sino alle 24 passate. C’era gente... c’era fermento , ma nessun problema . Le pattuglie di ronda predisposte dal tenente Tody, funzionavano alla grande e quindi tutto filava liscio come l’olio. Il target di età di Puka Beach era equamente diviso tra giovanissimi e meno giovani. I primi apprezzavano il fatto che rispetto ad altre famose località costiere, qua c’era meno caos e potevano magari surfare con più raggio di azione senza correre il rischio di sgomitarsi. I secondi apprezzavano la salubrità e la sobrietà della zona che permetteva loro un sereno soggiorno. Di solito, a parte qualche locale, dopo le ore 24, il paese lentamente si spegneva per cercare ristoro in qualche ora di sonno. E così fece anche questa sera. A tenere il ritmo del tempo, rimaneva la quasi secolare fontana nella piazza centrale che con il leggiadro scrosciare dei suoi zampilli ... suonava la ninna nanna per i gabbiani della zona. Il trillo della sveglia era uno dei momenti della giornata che Ellery odiava di più. Forse era l’unico ... che realmente odiava e lo faceva con tutte le sue forze. Due sveglie per assicurarsi il sicuro risveglio... posizionate a distanza di dieci minuti una dall’altra. E spesso ci voleva la terza … in carne e ossa ... ossia Candy. Si svegliò con la sensazione di una pesantezza opprimente: sembrava quasi che stesse per succedere qualcosa. Accese la televisione e mise sul notiziario locale: tutto era a posto e  nessuno aveva riportato  niente di grave. Si fece una doccia e si preparò un american  coffe. Sua moglie era a letto: poteva dormire ancora un pochino ed era giusto lasciarla riposare ancora una mezz’ora . Capitava, ogni tanto,  che gli orari dei due coincidessero e potessero fare colazione insieme, ma non sempre era così. Oggi non c’era nessun evento in programma a Puka Beach. Era venerdì e si prevedeva una leggera implementazione dei turisti. Stasera Ellery aveva una serata revival al Surfers, ed era molto contento di questo. Significava per lui, tanto divertimento e la possibilità di stare in mezzo alla gente … cosa che lui adorava. Niente a che vedere con la faraonica festa in programma al 5 Stars il giorno seguente! Era un altro budget, un altro contesto. Erano happening veramente notevoli che richiamavano praticamente tutti i clienti del resort . Le serate al Surfers erano molto più intime ma non per questo, meno divertenti. La buona musica aveva sempre un grande riscontro e la gente che Vi partecipava sapeva che in queste sere…ci si divertiva veramente. Ma, eravamo solo al mattino e la giornata…era lunga.  Passò velocemente da Dino perché aveva bisogno di una pila per il suo Casio digitale modello anni 80, poi si fermò un secondo da John, il locale macellaio, e ordinò qualche ottimo hamburger. Era mattiniero…come la sua professione richiedeva e andava molto presto in azienda. La sua bottega era famosa e rinomata in paese. Il suo nome era sinonimo di qualità. Anche il 5 Stars notoriamente incline agli ordini industriali, quando aveva bisogno di qualcosa di veramente buono, si rivolgeva a John. Girato aveva tanti difetti … ma era un cliente preciso, che saldava puntualmente tutto e tutti. E questo era molto importante sicuramente. I fornitori si fidavano di lui e … l’economia girava. I ristoranti ancora stavano dormendo, ma di lì a poco si sarebbero svegliati anche loro. Gli inservienti dovevano ripulire i tavoli esterni, innaffiare i fiori nelle aiuole, approvvigionarsi delle materie prime, apparecchiare e tante altre mille cose. Anche Mario, il proprietario dell’omonimo ristorante dove lavorava Candy si stava adoperando per approvvigionarsi di cibo fresco per la giornata. Ellery lo incrociò e lo salutò. In fondo era bello poter fare due passi in paese e salutare la gente che conoscevi … senza lo stress temporale che di lì a poco avrebbe contagiato la zona … suo malgrado. Arrivò puntuale al lavoro e si tuffò subito nelle sue scartoffie.  Jake Balsam era già all’opera: stava ispezionando a palmo a palmo tutte le cantine dell’Hotel. E ci impiegò tutta la mattinata, in quanto erano ambienti a volte ampi, a volte stretti ma che si estendevano comunque per un ampia zona. Munito di una torcia, scese per le ampie scale e iniziò la perlustrazione. Di solito erano locali semi deserti per non dire, del tutto deserti. Non avrebbero dovuto contenere niente di particolarmente prezioso. Vi erano tenuti alcuni vini, specie i rossi,  per via delle temperature più fresche. Poi raccattò del materiale pubblicitario dismesso … attrezzature varie di poco conto. Insomma…niente di che. Porte, porticine, stanzine, stanzone, caldaie, impianti di condizionamento, scale, scalette: Jake perlustrò tutto molto ma molto attentamente, ma non trovò niente di particolare. Terminò la sua ispezione che erano le 12.09…senza nessun risultato apprezzabile (ovviamente non per sua colpa). Decise di mangiare un boccone e riposarsi un po’. Nel pomeriggio avrebbe ispezionato i locali della lavanderia e limitrofi. Oggi a mangiare da Mario c’era anche il moro tenente Tody: era una buona forchetta e oggi era di riposo. “Buongiorno Candy “ esclamò entrando nel locale con la sua stazza decisamente imponente. “ Buongiorno a lei “ rispose la ragazza “ E’ un piacere riaverla con noi. Le porto il solito? Lasagne, cotoletta, broccolo e vino rosso... giusto? “. “ Giustissimo: un pizzico di Italia…non fa mai male, specie a tavola !”.  “ Ben detto ! Passo subito l’ordinazione al cuoco !” , e si allontanò. Capitarono alla spicciolata anche Marty e Dany del Surfers e David Wilson. Da Mario era un locale dove si mangiava bene, ma era anche dotato di un servizio veloce. Chi voleva fare una veloce pausa pranzo, cascava veramente bene col connubio qualità e velocità (e a un prezzo ... assolutamente  giusto). La sala centrale, infatti, era piena: la gente apprezzava il tutto e Candy era contenta di come riusciva a lavorarci dentro … con serenità ed entusiasmo. Anche il tenente era una persona che amava il lavoro che faceva. Persone così ... facevano solo che bene alla cittadina.  Il loro carattere … la loro passione ... la predisposizione al contatto col pubblico  : tutta positività. Vi era una enorme differenza tra chi faceva il semplice compitino che gli era stato affidato e chi lo faceva , arricchendolo con la propria passione e con il proprio entusiasmo. Lo stesso valeva per il 5 Stars: c’era gente che lavorava in maniera impeccabile ma senza il benché minimo cuore e gente che lavorava altrettanto impeccabilmente ma mettendoci l’anima e la passione. Una di queste era sicuramente Janice. Era nel gruppo da una ventina di anni e si vedeva che quello che faceva … era nel suo DNA. La sera seguente aveva un grande party da gestire e ci stava lavorando dietro da tempo immemore. Avrebbe quasi pagato di tasca sua per avere la certezza che tutto fosse andato per il meglio. Anche Ted Valley era fatto di quella pasta: era affezionato alla sua radio e mai e poi mai la avrebbe venduta (nonostante avesse ricevuto proposte assolutamente interessanti). Era un po’ il pensiero comune di tante piccole aziende dell’entroterra. Non vendevano: preferivano rimanere dove si trovavano e fare con sanguigna passione quello che più amavano e farlo anche per i loro compaesani. Girato pur essendo una persona non disprezzabile, era l’esatto contrario: lui lavorava esclusivamente per riempire le proprie tasche e nient’altro. Era comunque leale e preciso con tutti…niente da dire. Rimaneva sempre quella ombra di conoscenze mafiose ... ma nulla di certo aveva mai certificato queste voci. I pomeriggi di Puka Beach non offrivano niente di particolare: era sempre il mare … l’aria …  l’oceano,  che si ergevano a ruolo di protagonisti. Le immense spiagge … i venditori di hot dog o pop corn appena sopra la battigia … un po’ di palme e un piccolo pontile con qualche negozio. Cose semplici: vita quotidiana. Per qualcuno , la vita lavorativa iniziava al pomeriggio : Bruno Brichetti era uno di questi. Era l’ultimo ad andare via dalla sala casinò ogni sera e di solito gli orari non erano tanto teneri con lui. Non andava mai a letto prima delle tre del mattino. Ma era ben pagato e ovviamente sapeva che il suo lavoro avrebbe avuto questi orari diciamo molto elastici, quando accettò l’impiego.  Anche Betty Ford non era sempre legata al classico from 9 to 5 americano. Essendo responsabile dell’accoglienza era sempre precettata, specialmente quando magari doveva arrivare una importante comitiva e indipendentemente dall’ora, Neil Girato voleva fosse solo lei ad accoglierli. Era una persona ottimamente considerata dal boss e lei faceva volentieri questi strappi ai normali orari. Dopo se finiva in orari quasi normali, amava come abbiamo visto, rilassarsi davanti ad una buona pizza. Certe volte si tende a pensare che certe persone siano come extraterrestri per gli orari che fanno…per lo stress lavorativo: ma alla fine tutti (o quasi) tornano sulla terra per essere umani. E tutti hanno le proprie passioni … di qualsiasi genere. Anche una buona pizza era sicuramente una passione e di quelle sane. Sono quelle piccole cose che ci fanno rimanere bene attaccati alla realtà. Ci faceva rimanere bene attaccati alla realtà anche l’afoso pomeriggio che ci stava regalando il tempo: chi si trovava in spiaggia, aveva un notevole bonus di fresco visto che poteva tuffarsi nelle fresche acque del pacifico ... ma gli altri stavano boccheggiando, specie chi stava lavorando per varie ragioni, senza un impianto di condizionamento. Ma anche chi semplicemente passeggiava per strada, oggi stava patendo e molto il caldo. L’area parcheggio del 5 Stars dedicato ai dipendenti rimaneva in un posto abbastanza defilato, dietro l’Hotel. Ci si arrivava da una stradina all’esterno del perimetro dell’edificio e relative pertinenze. Era ampio e comodo e una telecamera sorvegliava che non avvenissero furti. Anche i fornitori esterni usavano la stessa strada per arrivare il più vicino possibile all’area di stoccaggio per scaricare o caricare la merce. C’erano un paio di bocche di carico che rendevano queste operazioni abbastanza facili e scorrevoli. Jake Balsam si era già messo al lavoro. Erano le 15.30 e aveva già ispezionato i locali nei pressi della lavanderia. Adesso sarebbe toccato proprio alla lavanderia. Entrò nel magazzino dedicato allo stoccaggio della merce in attesa di essere ritirata dalla ditta con la quale l’hotel aveva stipulato un contratto per il lavaggio delle varie cose.  C’erano enormi sacchi accatastati uno sopra l’altro : contenevano tovaglie … lenzuola... asciugamani … stracci … tovaglioli  e cose simili. Era un magazzino discretamente spazioso pieno di scaffali e con poche e piccole finestre poste in alto  . Qualche lavatrice di grandezza variabile garantiva le necessità e le emergenze più immediate del resort. Era uno degli ultimi posti che era rimasto da esaminare. Raccolse da terra un piccolo pezzo di panno molto scolorito, che forse una volta doveva essere stato verde o giallo e che era lì da chissà quanto tempo .  Perimetro’ la stanza e mentre si stava avvicinando al bocchettone di arrivo-partenza, passando, pestò un qualcosa di metallico che quasi tintinnò. Appoggiò il piccolo registratore portatile che aveva in mano in un anfratto e  era ancora acceso … e guardò cosa potesse essere stato. Era l’appendice di un grosso sacco di iuta. Lo stava esaminando da qualche secondo quando mentre era chinato, fu violentemente colpito alla testa, svenendo immediatamente. Rimase in stato d’incoscienza per una decina di minuti.  Quando si svegliò a fatica, si alzò e si guardò intorno: il sacco era sparito. Non aveva fatto in tempo a scoprirne il contenuto. Si fermò a prendere fiato e a vedere se in giro c’erano indizi che potessero ricondurlo a qualcuno, ma non ne trovò. Recuperò il piccolo registratore, lo spense e con tanto impegno  si avviò verso il suo ufficio;  fu Betty che si accorse che qualcosa non andava per il verso giusto  e gli si avvicinò    Jake, va tutto bene ? “.  “ Ciao Betty” disse bluffando “ Sono inciampato e caduto dalle scale. Ho preso una bella testata. Ora passo in infermeria a farmi vedere. Grazie comunque per l’interessamento!”.  Dopo essere passato a farsi medicare dal medico … tornò nel suo ufficio e cercò di riordinare le idee e gli appunti che aveva preso. Evidentemente seppure a tentativi, era incocciato in un qualcosa che aveva dato parecchio noia a qualcuno. Informò Girato dell’accaduto, che si dimostrò sinceramente dispiaciuto e di comune accordo decisero di non dire niente a nessuno di quello che era successo. Il boss era convinto anche lui che qualcosa si stesse muovendo e che bisognasse solo aspettare affinché qualcuno si tradisse. Di comune accordo decisero che Jake era meglio che andasse a casa a riposare per riprendersi al meglio. Al Surfers era invece in programma la serata revival mensile con al timone Ellery. Si era fermato anche qualche partecipante della gara di Windsurf che per la maggior parte erano della zona. Il locale era pieno: non aveva una capienza grande….circa settanta coperti … più qualche posto in piedi al bancone bar. Ma era pieno e questo era motivo di contentezza per J.Luke che faceva tintinnare la cassa e per Ellery che aveva un buon pubblico da fare ballare. Alle 22.30 la glitter ball si accese: era arrivato il momento di iniziare. Night fever era un buon pezzo per aprire le danze . Funzionava sempre. Era importante iniziare con il piede giusto : bisognava far capire da subito che la serata sarebbe stata musicalmente valida e divertente. Non bisognava annoiare la gente ed era importante dar loro sempre quello che desideravano. Ove possibile si accontentavano tutte le richieste che il pubblico faceva: insomma…un ottimo rapporto bilaterale che funzionava oramai da qualche anno. Era, alla fine, la versione ballabile del programma che El faceva a Puka Shell Radio e che piaceva molto ai vari ascoltatori. Proporlo, seppure in parte, live, era molto bello per lui. Serata piacevole come sempre. Tre ore di musica e poi … tutti a letto (almeno così fu per Ellery). C’era gente che il sabato non lavorava (e il DJ  faceva parte di questa cerchia) ma anche che lavorava e quindi aveva comunque bisogno di una bella dormita. Candy già stava sonnecchiando di gusto. Era tornata a casa a metà serata : stanca dalla giornata al ristorante. Aveva fatto un veloce saluto a Dino e poi aveva preso sonno. Il sabato era l’occasione per fare una bella colazione insieme: per Ellery il must era american coffee e muffin. La moglie preferiva un caffè espresso e una classica brioche. Il paese si stava già riempiendo: il weekend era sinonimo di turismo e turismo significava anche soldi che facevano girare l’economia locale. I negozi sportivi erano pronti a noleggiare le tavole da surf e da windsurf. I ristoranti erano ai blocchi di partenza per cercare di accaparrarsi il maggior numero di clienti. Il tenente Tody … doveva vigilare su tutto ciò … ossia che la piena del fiume non uscisse dagli argini e che scorresse verso il lunedì senza provocare danni a cose o persone. Di solito queste invasioni erano colorate, pacifiche e ricche di divertimento. Il massimo pericolo era rappresentato solo da qualche birra di troppo. La mattinata scorse tranquilla per tutti. Jake cominciò a tirare qualche somma: prima completò minuziosamente il suo giro d’ispezione che il giorno prima si era dovuto interrompere per la botta in testa ricevuta. Non tralasciò niente di quello che riguardava gli interni. Riservò agli esterni una occhiata meno diciamo..di spessore, non ritenendo probabile la possibilità di trovare qualcosa di utile . Ritornò anche alla lavanderia, che ispezionò da cima a fondo. Non vi trovò niente di anomalo: vi fece ritorno più volte durante il giorno, quasi a voler cogliere in fallo qualcuno o qualcosa.  Era comunque fermamente convinto che lì dentro si annidasse un qualcosa di sospetto. Fu scrupoloso ... quasi maniacale,  nella sua ispezione . Stavolta fece bene attenzione che non arrivasse nessun colpo da dietro. Per essere sicuro,  si chiuse dentro con doppia mandata. In caso di problemi sarebbe uscito dal piano di carico di carico che dava all’esterno. Raccolse sempre qualcosa ... ovunque andasse. Il suo sacchetto era pieno di oggetti. Dei cotillon, una ruota di plastica di un carrello, un gettone della slot, dei piccoli biglietti dell’accoglienza, campioncini di shampoo e anche di sapone  , una vecchia pallina da golf . Si annotò minuziosamente anche dove li aveva raccolti.  Scattò foto, e parlò con tutti quelli che avevano a che fare con i luoghi visitati e alla fine si rinchiuse nel suo ufficio per elaborare il tutto.  La sera ci sarebbe stata la mega festa organizzata da Janice e sperava in cuor suo di arrivare ad una soluzione del caso … prima dell’inizio.  Non andò a casa: si chiuse dentro l’ufficio e dopo aver spulciato tutti i suoi appunti, si addormentò brevemente sul divano. Si svegliò poco dopo e dopo essersi riassettato riprese le sue, chiamiamole cosi’… consultazioni informali e discrete. Aveva elaborato e rielaborato tutto quello che aveva raccolto e alla fine era giunto a una sua conclusione. Aveva dormito poco ... e male. Non era in formissima ma in cuor suo era contento della conclusione alla quale era arrivato. Si diresse verso casa e una volta là chiamò Girato : “ Buongiorno capo, sono Jake. A che ora possiamo vederci? Penso di aver capito chi sia che le sottrae denaro!” . “ Bene “ rispose Neil “ Adesso sono le 17. La festa inizierà per le 22. Vediamoci alle 21 nel mio ufficio ... appena dopo cena !”.  Jake riposò un’oretta, quindi sistemò i vari appunti e reperti nel cassetto della sua scrivania e tornò all’Hotel. Si mise a girare per il resort e a tutti disse volutamente, tra un discorso e l’altro, che alle 21 doveva vedere Neil, ma senza specificare per cosa. Così facendo voleva vedere le reazioni delle persone con le quali stava parlando. Era una sorta di provocazione.Nessuno tradì una qualsiasi sorta di emozione. Questo lo fece quasi dubitare delle sue indagini, ma fu solo un istante: era convinto di aver scoperto il o la colpevole. O almeno così pensava. Ma bisognava arrivare alla sera ed attendere gli eventi … sia quelli naturali che quelli da lui cercati e provocati con il suo comportamento di poco prima.  Alle 20 il resort cominciò a trasmettere musica attraverso i vari circuiti interni per attirare la gente e sensibilizzarla alla festa.  Gli uffici erano vuoti….e non c’era molta gente in giro. Le ombre della notte stavano arrivando: i corridoi erano già semibui. Tutti si stavano indirizzando verso il luogo della festa.  Jake si stava preparando per uscire dal suo ufficio Era nel piccolo bagno dietro la sua scrivania. Si stava sciacquando il viso e cercava di rendersi un po’ presentabile. Una veloce passata alla barba col rasoio elettrico e una veloce pettinata. A causa del rumore del rasoio elettrico non si accorse che la porta del suo ufficio si stava aprendo….lentamente e silenziosamente. La persona entrò, senza fare rumore. Si posizionò dietro una poltrona e aspettò pazientemente che Jake uscisse dal bagno . Si udì un colpo di pistola soffocato dal silenziatore e Jake crollò a terra.  L’attentatore o l’attentatrice chiuse la porta a chiave dell’ufficio e cominciò a rovistare alla ricerca di un qualcosa che potesse incastrarlo/a. Jake aprì gli occhi una frazione di secondo e riuscì a vedere chi lo aveva colpito. La persona non trovò niente di quello che cercava e questo provocò la sua ira: ribaltò mezzo ufficio con la bava alla bocca…ma senza successo, quindi uscì e si diede alla fuga. In quell’istante Jake radunò tutte le sue forze per alzarsi … a fatica, verso la scrivania. Afferrò la statuetta dei Blues Brothers e piombò a terra. Fu trovato da Girato che preoccupato dalla sua mancata visita nel suo ufficio.e dal fatto che non rispondeva al telefono, era andato nel suo ufficio. Chiamò l’ambulanza immediatamente.  Sul posto arrivò anche il Tenente Tody in meno di 5 minuti e cominciò a eseguire i rilevamenti del caso. Niente era stato spostato o toccato e la scena del delitto era tale e quale a quando era successo l’agguato. Erano state fatte delle foto prima di muovere il corpo di Jake e si vedeva chiaramente la scena del quasi delitto. Jake era gravissimo. Era stato colpito vicino al cuore ma era vivo e sembrava che l’organo non avesse avuto lesioni. Ma aveva perso tanto sangue ed era debolissimo. Fu portato d’urgenza in ospedale. Girato delegò Janice di occuparsi di tutto: gli chiese di non dire una parola di quello che era successo. Girato aveva fatto arrivare l’ambulanza dalla parte posteriore e aveva cercato di informare meno persone possibili dell’accaduto: aveva preferito tacere, non per cinismo verso la paura di rovinare la festa, ma perché non arrivasse voce a nessuno di quel che era successo per paura di successivi attacchi a Jake in ospedale. Tody mise subito una guardia per proteggerlo : fu operato d’urgenza e aveva un polmone perforato. La pallottola fu estratta con successo e adesso bisognava solo attendere il decorso. Si fidava di Janice: erano 20 anni che lavorava nel suo hotel e avrebbe messo la mano sul fuoco su quella ragazza. Janice apparve devastata da quanto successo…ma obbedì agli ordini impartiti e andò a fare la perfetta cerimoniera per l’avvenimento.  Girato andò invece nell’ufficio del tenente Tody :  “ Buonasera Tenente, io so che ce la metterà tutta per assicurare alla legge chi ha fatto questo al povero Jake. Davanti a lei c’è l’uomo normale e non l’uomo di affari o il faccendiere come si mormora in giro. Da uomo a uomo: mi aiuti.  Potrei fare intervenire qualche mio amico in questa faccenda ma preferisco affidarmi a lei. Perché non prova a sentire anche quel ragazzo che le aveva dato una mano un anno  fa … come si chiamava? Ah ..Ellery … il ragazzo della radio “ e rise tra sé e sé. “E’ quello che io definisco... a good fella. Avete fatto grandi cose insieme. Perché non riprovarci?”.  “ Salve Girato “ Intanto le dico che le condizioni di Jake sono disperate…ma non impossibili. Farò di tutto per assicurare alla giustizia la persona che gli ha fatto ciò.  Chiamo subito Ellery e lo faccio venire qua. Avverta i suoi uomini all’Hotel che avremo la necessità di girare indisturbati … ovunque . Non si preoccupi: ce la faremo. Lo prenderemo quel bastardo !” . “ Grazie Tenente , mi tenga aggiornato!” e se ne andò.  Il tenente prese il cellulare e chiamò  Ellery: “ Sono il tenente Tody ….” E gli spiegò quello che era successo “ Ah…ma sei al 5 Stars alla festa con Candida … bene ! Fatti trovare all’entrata del personale di servizio che poi ti spiego bene tutto !”.  Fortunatamente non erano soli, così la moglie di Ellery poté rimanere in sala e continuare la serata, tenendosi sempre in contatto col marito tramite sms. L’agente Canelli era già sul luogo e riconobbe subito Ellery. Dopo un paio di minuti arrivò anche il tenente: andarono subito nell’ufficio di Jake che era stato chiuso e sigillato con un piantone davanti.  La scena a parte il corpo dello sfortunato detective che era stato portato in ospedale era esattamente uguale a quando era successo l’attentato. Ellery esaminò la serratura della porta dell’ufficio: era di quelle che si potevano aprire con una semplice carta di credito. Non dovrebbe essere stato difficile per l’attentatore…poter entrare. Il vetro semi trasparente poi ... faceva vedere se uno era alla sua scrivania o in bagno. Dentro ad un hotel non c’era ovviamente necessità di mettere porte blindate negli uffici…non avrebbe avuto senso.  Non si sorprese quindi della facilità che era stata usata per entrare. Jake aveva sicuramente chiuso la porta almeno con uno scatto. Ma simili serrature…erano molto facili da eludere. Chiese delle foto e Tody gli disse che il laboratorio era già al lavoro e presto sarebbero state pronte.  Tody aveva già messo al lavoro tutto lo staff preposto ai rilevamenti, ma non era emerso molto. Se a quell’ora gli uffici erano deserti, durante il giorno erano molto trafficati e il via vai di gente era palpabile dalle impronte ... da vari frammenti di materiale lasciato in giro e da tante altre cose che alla fine avevano reso la scena del delitto e quella limitrofa … un vero mercato. L’ufficio di Jake, quello no... era abbastanza lavorabile. E, infatti, gli uomini del tenente si erano fermati a lungo con i rilevamenti. In terra c’era moquette e le impronte non erano nitide. Un paio erano abbastanza profonde: forse era il punto, dove il killer si era rimpiattato per qualche minuto in attesa che sbucasse il detective. Dicevano poco: un numero di scarpe…e nient’altro. Sembrava comunque una persona pesante, il che faceva di primo acchito, escludere una donna. A occhio il numero di scarpe era un 43. “ Tenente “ disse Ellery “ Che ne dice di fare il guanto di paraffina a più gente possibile del resort , tra quelli che lavorano qui ? Intendo ... non agli ospiti . Mi sembra che le particelle rilasciate dall’arma da fuoco stiano sulla pelle o sul vestito per qualche giorno !” . “ Certo Ellery . Ma se vogliamo più precisione e magari più discrezione … possiamo fare lo stub (detto anche tampone)  : possiamo farlo anche sui vestiti della persona senza che quindi questo si accorga dell’esame tramite la paraffina sulle mani che comunque non è sempre infallibile !”.  “ va bene tenente “ L’esperto è lei. Io come vede...  da buon vintager ... ero rimasto al guanto di paraffina “ e rise “ Ma se lo stub è più efficace … andiamo con quello. Partiamo da qui, anche se ci vorrà un po’ di tempo, ma è pur sempre un punto di partenza. “. “ Lo faccio fare subito” disse Tody “ e diede per trasmittente, le istruzioni necessarie all’agente Xavi , che si mise subito all’opera. Era esperto anche in tecniche di scasso … e Tody sapeva che poteva aprire in tre secondi ogni serratura convenzionale e questo era l’ideale per muoversi con velocità e precisione, che in questi momenti era fondamentale.   La festa stava nel frattempo terminando e Candida raggiunse il marito e si fece spiegare velocemente cosa fosse successo esattamente : “ Brutta faccenda “ disse “ Sembra quasi un regolamento di conti , una cosa interna !“ . “ Pensiamo anche noi la stessa cosa “ disse Tody “ Girato mi ha detto che dovevano vedersi alle 21 per discutere di certi affari. Il boss si era accorto della sparizione di piccole somme di denaro e non riusciva a capire come ciò fosse possibile. Aveva informato Mel, il direttore, di tenere gli occhi bene aperti e poi aveva affidato incarico a Jake di fare delle indagini ben più approfondite. Si vede che la soluzione era molto vicina. Prima una botta in testa e poi gli hanno sparato!“. “Tenente “ disse Ellery “ Domani mattina vorrei andare a visitare l’appartamento dove abita il detective . Può essere che qua, chi ha sparato, non abbia trovato quello che cercava. Mandi un suo agente a piantonare la sua casa !”. “Ottima idea “ rispose l’ufficiale “ Spero di trovare qualcuno. Accidenti, siamo di sabato sera … ho qualcuno in permesso. Ma penso che ce la faremo!”.  La macchina si era messa in movimento: Ellery non si aspettava questa convocazione e in giro non aveva notato niente che lo avesse mai portato a pensare a un evento così terribile. Quando a Puka Beach succedeva un qualcosa di così brutto, tutto il paese piombava in un’atmosfera alla Tim Burton. Bisognava cercare di risolvere e presto, tutta la faccenda. L’appuntamento era al mattino … alle nove da Tody.  Una bella dormita ci voleva : si erano fatte le 2 di notte. Dormirono profondamente. Ma anche nella notte i rilevamenti, le indagini, il laboratorio fotografico ... lavorarono a pieno ritmo. Il segreto di Ellery per un ottimo risveglio era un american coffee e un muffin. Meglio se in compagnia di sua moglie. Era domenica ... quindi il tutto era fattibile. Una bella doccia tonificante e si era pronti per questa domenica alternativa. Il tempo non era il massimo: i venti di Santa Ana stavano portando un po’ di nuvole e questo avrebbe significato un parziale allentamento dell’afa e della calura dei gg immediatamente precedenti. Il 5 Stars sembrava aver passato una notte tranquilla. La maggior parte degli ospiti non si era accorta di niente. La festa si svolgeva dalla parte opposta di dove era successo l’attentato e sia Girato che Tody avevano cercato di creare come un cordone isolante intorno alla faccenda. Jake era piantonato a vista e non Vi erano novità sulle sue condizioni. Era in rianimazione…ma stabile. Janice era stata di parola e non aveva spifferato niente a nessuno, ma in hotel ovviamente, le voci cominciarono a circolare, almeno tra i dipendenti del resort. Jake era un personaggio amato: mai sopra le righe e aveva sempre un saluto per tutti. Ci si domandava come mai avessero potuto colpire una persona come lui. Poi pensandoci si arrivava alla conclusione che il suo mestiere era comunque un lavoro fatto anche di rischi e imprevisti.  Magari qualcosa del suo passato che era tornato a galla … oppure aveva veramente scoperto qualcosa e si stava avvicinando alla verità. Ellery buttò un occhio all’Hotel che si stagliava dietro le basse costruzioni del paese e ripensò all’intensa serata precedente. In cuor suo era amareggiato … per tante cose. La prima ovviamente era per Jake che anche se non conosceva personalmente, sapeva comunque essere una brava persona. Poi per il paese: perché una cittadina così tranquilla era ripiombata un’altra volta in una spirale violenta ? Ma era anche contento che la sua presenza fosse stata richiesta. In fondo lui era un semplice appassionato di piccole cose, in fatto di delinquenza. Ma già era stato utile lo scorso anno e in cuor suo sperava di poterlo essere anche in questa occasione. Non aveva molto in mano al momento … anzi ... quasi niente. Ma la sua carne al fuoco … era stata messa sulla griglia e in mattinata sarebbe sicuramente riuscito a cuocere qualcosa ... ne era sicuro. Lui puntava molto sulla deduzione: osservava ...  ascoltava e cercava di carpire l’essenza di tutto. Si gustò il suo adorato american coffee e si mangiò con gusto il suo muffin. Candy come sempre, andò sulla tradizionale brioche ed un caffè espresso.  Doveva prepararsi e con calma andare da Mario … perché oggi aveva il turno lavorativo anche di domenica. E le domeniche di agosto, al ristorante, non erano mai semplice routine. Erano impegnative, pregne di gente e questo significava tenere ritmi veloci e precisi. Non era un problema per lei: era un’esperta cameriera ... capace e solare nell’accogliere la clientela. Era una cosa molto importante. Ellery alle nove doveva trovarsi da Tody e fu puntuale: “ Buongiorno Tody ” esclamò entrando nel commissariato. “ Buongiorno a te Ellery . Tra un’oretta saranno pronte le foto e il resto dei rilevamenti. Andiamo intanto a dare un occhio all’appartamento di Jake ? “. “Molto ma molto volentieri “ rispose il diretto interessato. E si diressero al parcheggio, dove salirono sulla macchina della polizia: dovevano fare circa un miglio e mezzo per arrivare a destinazione. Jake viveva da solo in una piccola palazzina non lontana dalla spiaggia. La facciata era un po’ consunta dal salmastro e una volta….doveva essere di un bel rosso acceso. Ora mostrava l’erosione del tempo.  L’agente Manuela era stata messa a piantonare l’appartamento : era una ragazza molto valida, precisa nel suo lavoro. Mora, magra e dal capello lungo legato in una treccia, che spuntava da sotto il berretto.  Il suo rapporto fu veramente preciso: il succo era che nessuno aveva tentato di entrare. In lontananza alle quattro di mattino aveva visto dalla finestra del corridoio che dava all’esterno … una macchina. A fari spenti, Ma dopo essersi avvicinata e aver visto il mezzo della polizia, aveva fatto retromarcia. Nessun numero di targa,  visto il buio notturno . La macchina era di grossa cilindrata di colore blu cobalto, da quello che era riuscita a capire nell’oscurità’.  Entrarono: l’appartamento era piccolo e chiamarlo ordinato, era un parolone. Jake viveva da solo e gli orari che faceva spesso non erano di quelli tradizionali..ma un po’ ortodossi.  Cominciarono a perquisire l’appartamento alla ricerca di un qualcosa che potesse aiutarli. Arrivarono alla scrivania …. e al relativo cassetto, che risultò essere chiuso a chiave. “ Tenente “ disse Ellery “ Non abbiamo tempo di cercare le chiavi Possiamo forzarlo ? “.  “ Si…provvedo subito “ e si mise all’opera. Dopo neanche un minuto il cassetto era aperto. Conteneva dello scotch, delle clips, vari fogli, un paio di cartelline, un mini registratore portatile, un sacchetto con dentro varie cose e degli appunti in un block notes. “ Penso sia quello che cercavamo, tenente “ esclamò El “ A occhio sono le ultime cose sulle quali stava lavorando .. .o  almeno buona parte del contenuto del cassetto ! Dobbiamo esaminarle subito !". ” Certamente ! “ disse il tenente “ Finiamo ispezione e torniamo in ufficio. Ci mettiamo comodi ed esaminiamo i contenuti !”.  “ Perfetto. Chiamo Candy per vedere se può portarci un boccone appena ha un attimo di tempo. Cucina Italiana le piace vero? “ . “ Ma certo , ogni tanto passo da Mario e sul piacermi … basta vedermi, no ? “ e rise , alludendo alla sua corporatura  . Salirono in macchina e si avviarono in centrale. Entrarono e Tody chiese all’agente Rotten se era arrivato il materiale dal reparto fotografico e tutto il resto. Come risposta ottenne che l’arrivo era imminente. Si chiusero nell’ufficio di Tody e cominciarono a visionare il materiale che avevano trovato a casa di Jake. Tra gli oggetti c’erano: dei  cotillon  modello feste , una piccola  ruota di plastica di un carrello tipo quello delle pulizie , una fiche metallica da slot machine , dei piccoli biglietti dell’accoglienza un po’ stropicciati , campioncini di shampoo e sapone liquido , una vecchia pallina da golf , delle clips, un piccolo frammento di un panno forse da tavolo da gioco , un pezzo di plastica di una  ciabatta, un tappo. Ellery li dispose sulla scrivania. Poi fece delle fotocopie degli appunti, tenendole per sè e dando gli originali a Tody. Si misero a leggere. C’era scritto, dove erano stati ritrovati i vari oggetti. Che so: il pezzo di plastica intorno alla piscina, lo shampoo in una scala interna e così via. “ Tenente , e’ possibile fare analizzare il pezzetto di panno nel minor tempo possibile ? Grazie. “. “Provvedo subito “ disse Tody.   Nel piccolo registratore invece  quando Jake  si ricordava, incideva a parola quello che poi avrebbe scritto.  Lo ascoltarono e lo riascoltarono. Le descrizioni audio erano abbastanza precise , come quella manuali. Spesso non veniva spento ma lasciato acceso nel passaggio da una stanza all’altra. La voce era abbastanza chiara anche se sussurrata per non dare nell’occhio : “ Mi trovo nelle scale interne ... le 4B . Ho trovato un piccolo campioncino di shampoo. Le pulizie sono fatte il mattino … potrebbe essere stato perso non da molto. Adesso mi dirigo in corridoio: ecco … ho visto qualcosa “ E seguirono venti secondi di silenzio “ E’ un cartoncino … un biglietto da visita dell’Hotel. Accidenti … qua ci passa il mondo , ed è impossibile dare una certa logica!”. Seguì ancora mezzo minuto di silenzio , poi : “ Ecco, adesso entro in lavanderia ... non è un locale molto illuminato. Ora, raccolgo un pezzo di un qualcosa che sembra un panno ... una cosa da due centimetri quadrati. Perfetto. Metto via.” . Poi il silenzio, intervallato da vari rumori di sottofondo…e dopo un minuto si sentiva il rumore della botta data a Jake e il tonfo del suo corpo. Il nastro continuò ad andare per un po’… e si sentirono solo dei rumori confusi. Il registratore era stato appoggiato in un anfratto e aveva continuato a funzionare sino al risveglio del malcapitato. “ Tenente “ disse Ellery “ Torniamo indietro col nastro sino a quando Balsam entra in lavanderia . Ecco … da qui … sì. Senta questo rumore … eccolo!  E andando avanti … senta questi altri dopo il colpo in testa. Sembrano gli stessi. Non riesco a capire bene cosa sia … ma sono uguali. Il primo l’ha provocato Jake … il secondo chi lo ha colpito, il che mi fa pensare che sia stato spostato o occultato qualcosa, e quel qualcosa potrebbe essere quello che il detective, senza riuscire a scoprire cosa era, voleva esaminare. !”. “ Mando subito il nastro al nostro laboratorio per vedere se sia possibile isolare , pulire  ed amplificare quel suono. Si trova a Zuma, qua siamo una piccola realtà; ma mando subito una pattuglia e a sirene spiegate. Massima urgenza. Intanto chiamo il mio collega a Zuma e gli spiego cosa deve fare. Si chiama Joe ed è un ottimo tecnico del suono, tra le altre cose. “ e così fece.  Nel frattempo era arrivata la cartella dei rilevamenti: l’impronta della scarpa trovata era un quarantatré. Qualche traccia di polvere da sparo era stata trovata e si stava comparando con qualche tampone che era stato fatto sui vestiti che erano stati trovati nei vari armadietti del personale, a loro insaputa … ovviamente. In caso di bisogno sarebbero stati fatti altri tamponi. La porta era stata aperta facilmente e non erano presenti segni di scasso: ipotesi probabile … una carta di credito. Non c’era molto altro d’interessante. Ellery chiese se potevano fare analizzare anche il pezzettino di panno trovato da Jake. Erano in attesa delle foto quando arrivò Candy con un po’ di improvvisato catering : “ Ciao ragazzi “ esclamò “ Come vanno le cose ? “ . “Buongiorno e grazie” rispose l’ufficiale “ Ci stiamo lavorando. Secondo me Ellery sospetta di qualcosa o di qualcuno ... e anch’io … ma al momento lasciamoci le nostre idee a noi stessi e aspettiamo le foto della scena del delitto e qualche altro responso “ e rise .  “ A proposito “ riprese la ragazza “ Questa bottiglia ve la manda J.Luke. Sono passata davanti al Surfers e mi ha chiesto, dove ero diretta. Mi ha dato questo Chardonnay per voi !” . “ Grande J.Luke “ esclamò Ellery , che come sappiamo amava il buon vino. Stapparono la bottiglia e cominciarono a mangiare qualcosa. Candy torno di corsa al lavoro: la sua giornata lavorativa era ben lontana dall’essere finita. Mangiando si confrontarono: “ Davvero tenente pensa che abbia in mente qualcosa ?”.  “ Secondo me c’è un qualcosa che ti ha colpito, se no non mi avresti chiesto quegli approfondimenti che stiamo facendo. Io sono arrivato a una conclusione logica, ma non ho prove. Ragionando tu pensi che l’unico modo veloce per fare soldi sia uno solo … ma sono solo pensieri … che si perdono nella brezza oceanica !”.  “ Lei giustamente guarda il movente, che è sempre importante; o almeno..quello che può portare al movente. Io la penso come lei, ma stiamo cercando delle prove a supportare i nostri ragionamenti. Il tampone sicuramente ci potrà dire qualcosa, ammesso e non concesso che gli abiti esaminati siano gli stessi usati per l’attentato. Ma ci potrà dire qualcosa anche quel nastro ... assollutamente! “.  Continuarono a mangiare e a scambiarsi opinioni. Erano da poco passate le quattordici che arrivò il fascicolo delle foto: la scena del delitto … in due cartellette zeppe di foto. Tody consegnò una delle due cartellette a Ellery e si misero a esaminare il tutto…in silenzio. “Tenente. Non avrebbe un elenco del personale del 5 Stars? “ .  “ Ma certo” e si alzò cercando in uno schedario “ Eccolo “ . “Grazie mille” rispose , cominciando a spulciare i nomi ed i cognomi. Conosceva qualcuno, ma o solo col nome o solo con il cognome. Si soffermò su due righe e sorrise.  “ Hai trovato quello che cercavi ? “ chiese Tody . “Forse! Attendo esami audio e la prego….faccia il possibile per fare un tampone a queste due persone , senza insospettirle…mi raccomando. Solo uno dei due sarà positivo ... ne sono sicuro! “ e gli scrisse i due nomi.  “ Per non dare adito a sospetti possiamo fare così” disse Ellery “ Esaminiamo le telecamere del circuito interno e vediamo come erano vestite queste persone ante e post attentato. E dopo vediamo se gli abiti già esaminati negli spogliatoi … corrispondono. “ . “ Mi sembra una buona intuizione. Chiamo subito Girato e gli chiedo di poter visionare l’archivio delle registrazioni !”. Si diressero quindi verso l’hotel dove furono accolti da Neil  in persona : “ Buongiorno ragazzi. Venite. La sala registrazioni è a vostra disposizione. Ho già fatto caricare il materiale che riguarda il periodo che va dalle 18 di sabato sino alle ore sei di domenica mattina…come da sua precisa  richiesta !”. Vi faccio portare qualcosa da bere e due stuzzichini !” e uscì dalla stanza. Si divisero la visione del materiale e iniziarono ad esaminarlo. Ci volle un’oretta circa per arrivare a quello che cercavano e per esserne sicuri. La maggior parte dei rilevamenti era stata fatta la sera stessa dell’attentato … cercando di bruciare i tempi per evitare inquinamento o sparizione di prove. I due, chiamiamoli indiziati, erano stati individuati.  Ellery tirò un grosso sospiro di sollievo nel vedere che l’abito era lo stesso sia ante ... che post attentato. Una delle due persone invece era solo presente nelle immagini antecedenti all’attentato . “ Adesso “ disse Ellery “ Bisogna solo accertarsi che l’agente Travis sia riuscito a fare gli esami di rito su quel vestito in particolare !”.  “Dunque : la sala per cambiarsi  contava circa una quindicina  di armadietti  , almeno quella per i responsabili di qualche settore . Vengono … si mettono la divisa adatta alla mansione e lasciano il proprio abbigliamento borghese  nell’armadietto. Travis dovrebbe essere riuscito a farli tutti…da quello che so io. Il giorno seguente si è dedicato a qualche esame sul personale che teoricamente non avrebbe avuto niente a che fare … ma nel dubbio … lo ha fatto !”. Dovremmo esserci. Vediamo nelle riprese del giorno seguente se questa persona ha cambiato capo di abbigliamento! “ disse l’ufficiale. Chiamarono Girato e fecero caricare anche le registrazioni di domenica…sino alle ore dodici. “ Bingo” disse Ellery “ Una persona non ha cambiato…perché non ne aveva di bisogno..ma una…sì , e scommetto che cercando nella lavanderia di Puka Beach…troveremo il capo di abbigliamento  in attesa di essere lavato o già lavato, ma non penso , essendo domenica ;  oppure  e’ stato gettato in qualche bidone dell’immondizia poco distante. Di domenica non passano a ritirare immondizia. Mandi qualcuno a dare un occhio qua intorno se vede qualcosa!” . “ Sì, avverto subito qualcuno e a scanso di equivoci chiamo anche la Wash Machine di Terry per sapere se qualcuno ha portato qualche capo, mentre era a riordinare il negozio, che comunque la domenica mattina dovrebbe essere stato chiuso. “ . “ Sì … stringiamo il cerchio Tenente, che siamo sulla highway migliore !”.  Tornarono in ufficio. Si ributtarono sulle foto e le analizzarono attentamente. Erano le 16.30. Alle diciassette arrivò da Zuma, l’agente incaricato di portare e riportare il piccolo registratore portatile sul quale l’agente Joe aveva fatto a tempo di record le analisi sonore che avevano chiesto Tody ed Ellery. Lessero brevemente il foglio che aveva scritto e inserirono il cd accluso, dove Joe aveva isolato e pulito i due momenti richiesti. “ E’ quello che volevo sentire “ disse Ellery “ due tintinnii distinti. Il primo più piccolo e il secondo più corposo.  E’ stato esaminato anche il pezzo di panno? “  “ Ora sento “ rispose il tenente che per tutta risposta impugnò il telefono “ Tra mezz’ora abbiamo anche quello!”. Ellery andò a spulciare ancora i luoghi dei vari ritrovamenti degli oggetti maniacalmente raccolti dal detective. Arrivò tramite un foglietto anche il risultato del panno: entrambi annuirono. Ore 17.30: entrò l’agente incaricato di cercare nei vari bidoni dell’immondizia intorno al 5 Stars e consegnò loro un capo di abbigliamento che corrispondeva a quello visto nelle riprese di archivio che avevano visionato poco fa . Per aver la totale certezza , bisognava solo attendere l’esame del tampone . “ Tenente : chieda qualche straordinario al suo laboratorio e faccia il tampone su questo capo…ma lo faccia fare subito. In due ore ce la possono fare? Che si concentrino solo su questo capo “ . “Va bene Ellery..ci provo “ . Chiamò il laboratorio e in cinque minuti erano già al lavoro. “Tenente “ disse Ellery “ Due cose. Chiami Girato e gli dica che probabilmente il caso è risolto. Per le 20,30 faccia convocare il gruppetto delle persone coinvolte e non coinvolte: gli dica che si tratta di una riunione di emergenza,  per non dare nell’occhio.  Seconda cosa :  chiami J.Luke e gli dica di portarci qualcosa da mangiare . “ e rise “ Così  ci mangiamo un boccone al volo prima del serrate finale  “. Nel frattempo Candy aveva finito il suo turno lavorativo ed era passata in centrale: velocemente fu indottrinata su come le indagini erano proseguite e fu molto contenta sul sembrare che la soluzione fosse stata raggiunta. Tody chiamò Giratò e gli diede disposizioni, chiedendo anche di far preparare un piccolo buffet, per rendere piu’  informale l’incontro. Ovviamente ottenne anche la stanza a disposizione ove svolgere il meeting. Il buon J. Luke avrebbe portato un veloce spuntino per le 19.30 alla centrale. Avevano giusto il tempo di andare velocemente a casa e riassettarsi un po’.  Il tempo aveva portato pioggia … quella che Ellery amava tanto … mista a quella brezza dell’oceano che portava profumo di salsedine, di palme e di tanto altro ancora . Uscì a piedi e si fece un centinaio di metri sotto l’acqua: era contento. Rideva sotto la pioggia: chi non lo conosceva … poteva pensare di essere davanti ad un pazzo. Dopo cento metri sentì suonare un clacson : era Candy : “ Forza Ellery….Sali che bisogna che ti prepari per la serata “ e rise anche lei , conoscendo il marito. Era una delle poche persone al mondo in grado di analizzarlo ai raggi X e capire i suoi momenti di sana pazzia che tanto lo divertivano e lo facevano tornare un po’ bambino, cosa che lui adorava. Aveva il suo carattere, come tutti, e alcune volte era difficile capire il perché di certi comportamenti, ma chi lo conosceva sapeva che in fondo era innocuo…innocente. Se lo si lasciava fare … non combinava mai guai e questo Candy lo sapeva. Arrivarono a casa ed Ellery si disfò degli abiti bagnati. Una bella doccia e una cosa che amava molto … uno shampoo alle mele (vintage anche in questo). Non aveva sta grande capigliatura ma per la sua eta’….se la cavava ancora bene. Candy invece aveva tanti capelli …rossicci, che Ellery adorava.  Anche lei si stava preparando e visto che non lavorava, sarebbe stata della partita anche lei. Di lì a poco sarebbero usciti per andare alla centrale. A Ellery piaceva riunire tutti i sospettati (e non) per un confronto finale. Avere davanti a uno a uno tutte le persone e analizzare le loro personali reazioni … era importante. Tody era già pronto. J.Luke arrivò puntuale : “Ci siamo, sta succedendo … come la scorsa volta  ? “ domandò.  “ Sì  boss “ disse Ellery “Solo che questa volta avevamo bisogno di più spazio e andiamo al 5 Stars e vediamo cosa esce di buono !” .  “ In bocca al lupo ragazzi . Questo lo offro io e … che vinca la giustizia !” . “ Sempre! “ rispose il massiccio tenente “ E grazie per lo spuntino !”.  Mangiarono ciò che di buono aveva portato J.Luke e dopo aver radunato tutto il materiale possibile che poteva essere utile … andarono al 5 Stars , entrando da dietro per non dare nell’occhio. Girato li accolse e raccontò che aveva detto alle persone interessate che la riunione che aveva organizzato era ufficialmente per analizzare la sicurezza dell’Hotel e per cercare una soluzione possibile per evitare il ripetersi di simili episodi. C’erano tutti: Mel Romero, Betty Ford, Bruno Brichetti, Janice Keihana, Jenny Bishop, Bernie Wilde, Fred Houston e qualche altro personaggio del personale. Poco prima di entrare, Tody si appartò un minuto, perché ricevette una telefonata: si avvicinò poi a Ellery e gli disse che Jake aveva ripreso conoscenza e che probabilmente se la sarebbe cavata. Era sicuramente un’ottima notizia. Ma adesso si doveva entrare nell’arena…per matare l’attentatore..o l’attentatrice. Fu Girato che prese la parola e introdusse la riunione in maniera informale e veloce …concludendo con :  “ Sul tavolo c’è un buffet, come vedete. Potete tranquillamente servivi e rendere quindi più piacevole questa riunione. Abbiamo un ospite esterno oltre al tenente Tody, il signor Ellery che se vi ricordate, lo scorso anno aveva collaborato con la polizia in un paio di occasioni. Tody ... a lei la parola !”.  “ Grazie mille Girato “ e gli strinse la mano.  “Come molti di voi sapranno, nella notte tra sabato e domenica c’è stato un attentato a Jake Balsam.  Non scendo in particolari, ma al 5 Stars c’erano stati dei problemi per i quali erano  stati informati sia  Mel Romero che Jake Balsam.  Il detective ci ha messo tanta passione e gli anni del suo mestiere, e si deve essere avvicinato alla soluzione del caso, quando prima è stato bloccato con una botta in testa, e poi come molti di voi sapranno … con un colpo di pistola … ieri sera. Questa riunione è stata fatta come saprete, per vedere se sia possibile implementare un cordone di sicurezza per evitare che si possano ripetere episodi simili … ed è per questo che siete qui . Ma … anche per cercare di capire cosa sia successo esattamente e cercare di assicurare il colpevole Alla giustizia !” .  E qui ci fu un grande mormorio . “ Con me ho portato Ellery. Molti di voi lo conosceranno perché lo ascoltate alla radio, o anche perché lo scorso anno mi ha dato una mano con il fatto Norabesco e Buck. Abbiamo cercato di dipanare qualche nodo e abbiamo lavorato duramente. Io ringrazio Girato per la fiducia che ci ha accordato e penso che abbiamo anche ricompensato, lavorando veramente sodo in questa giornata! E pensiamo che qualcosa di buono siamo riusciti a fare. Puka Beach è una bella cittadina: ci conosciamo tutti o quasi. Quando succedono queste cose, per noi è una sconfitta. Ma le sconfitte insegnano che bisogna rialzarsi subito e cercare di reagire. E noi questo abbiamo fatto…cercando di dare il massimo per incastrare tutti i pezzi del puzzle e cercare di arrivare ad una soluzione che fosse la più efficace e la più veloce possibile . Qua non esistono i primi attori o le primi attrici  : abbiamo cercato di darci una mano uno con l’altro e questo per me e’ stato veramente importante, anche e specialmente a livello umano. Vi chiedo di pazientare un po’ e di non lasciare la sala: vi assicuro che quello che sentirete sarà molto interessante. Ora passo la parola ad Ellery che vi illustrerà qualche passo interessante di questa vicenda !”. “ Grazie Tenente e grazie a Girato per l’ospitalità’ “ rispose l’interpellato “ Molti di Voi mi conosceranno per i miei programmi radiofonici o per le mie serate al Surfers … ma anche no. Poiché me la cavo con le parole, eccomi qua a riepilogare quanto successo qua, in questo Hotel,  e che ha portato una persona in ospedale, fortunatamente ancora viva e piantonata a vista. Lo dico giusto per scoraggiare eventuali persone che volessero completare l’opera iniziata e non finita. Era da qualche tempo che al 5 Stars si stavano verificando degli ammanchi di denaro. Niente di stratosferico…ma costanti. Era come una piccola falla in una grossa tubatura. Il 99,5 % del liquido passava … ma una piccola parte ... prendeva, diciamo, altre strade. Ne era stato informato Mel il direttore ed era stato incaricato Jake Balsam di investigare. Di questo era a conoscenza solo Girato, che aveva commissionato in prima persona, l’incarico. Per buona parte della settimana avrete visto Jake aggirarsi in Hotel apparentemente senza motivo….in tutti i posti possibili e immaginabili. Forse anche dove non lo vedevate abitualmente, portato dalla quotidianità del suo lavoro. Tutto questo potrebbe avere insospettito qualcuno che stava tramando dietro le economie di Girato e che si stava accorgendo che la pacchia stava finendo. Jake ha fatto un ottimo lavoro: ha raccolto tanti oggetti, annotando scrupolosamente dove gli aveva trovati e lasciando anche delle tracce vocali su di un piccolo registratore portatile . Non ha lasciato niente di tutto ciò nel suo ufficio ma aveva portato tutto nel suo appartamento, chiuso nel cassetto della sua scrivania, nascondendo la chiave, chissà dove. Abbiamo, infatti, avuto la necessità di forzare la serratura per trovare il tutto. La prima mossa è stata quella di far piantonare sia il povero Jake in ospedale, che il suo appartamento. L’attentatore non trovando niente in ufficio, avrebbe potuto tentare una visita dove abitava la vittima.  Poi a tempo di record , just in time , ci siamo adoperati , e in questo Tody e i suoi uomini hanno fatto un lavoro fantastico come sempre , per fare i primi rilevamenti dell’uopo ed anche qualcosa in più … che vi sveleremo dopo. Ci hanno insospettito da subito diverse cose, che prese a se stanti erano assolutamente insignificanti e allora abbiamo deciso di cercare di unire tutti i tasselli del puzzle affinché la figura disegnata … fosse comprensibile. Indubbiamente sono stati molto più che utili gli oggetti e gli appunti di Jake. Il resto è stato un aggiungere un qualcosa al già esistente e tutto a tempo di record. Ricordiamo che sono passate appena ventiquattro ore dal tentato delitto. Cerchiamo di ricostruire il tutto. Jake aveva trovato dei piccoli oggetti che aveva catalogato. Non mi aveva insospettito che avesse trovato delle bustine di shampoo e doccia nelle scale: potevano  essere cadute dal carello degli inservienti. Idem un paio di biglietti promo dell’Hotel in corridoio … o una vecchia pallina da golf appena fuori il green. Mi hanno insospettito due oggetti trovati in posti dove mai e poi mai avrebbero dovuto essere. Il che mi ha portato a pensare che l’uscita dei fondi ... transitasse in quelle zone e che i fondi non erano denaro contante ma di oggetti che avevano un loro valore proprio, ma non in banconote. Per esempio … erano arrivate delle costosissime mazze da golf ... proprio nei giorni scorsi: e rivenderle sarebbe stato facile.  Alcuni oggetti di scena per le feste … sono molto costosi. Venderli a qualche banco dei pegni … sarebbe stata una facile fonte di guadagno. E così via. Ma secondo me , la via più facile era quella di concentrarsi su di un qualcosa di meno tracciabile….e facilmente esportabile all’esterno..o almeno quasi facilmente. La merce veniva portata ad una bocca di carico ... in attesa che qualche fornitore di servizi compiacente, venisse a ritirarla , mescolandola ad altra merce. E proprio a una delle due bocche di carico, Jake è stato colpito alla testa.    . “ Ecco cosa aveva di strano  “ esclamò Betty Ford “ Lo avevo incrociato in corridoio e mi aveva detto che era caduto dalle scale “.  “ Invece “ riprese El “ Era stato colpito da chi poi aveva fatto sparire la merce incriminata.  Ma non si e’ arreso … anzi … ha continuato nelle sue ispezioni e aveva appuntamento con Girato ieri sera alle ore  21 per fare il punto della situazione. Sono convinto che i suoi sospetti si fossero concentrati su una persona. Mentre si stava preparando per andare dal boss, qualcuno è entrato nel suo ufficio mentre era in bagno, rimpiattandosi dietro ad una poltrona. Quando è uscito dal bagno, gli ha sparato. L’attentatore si è messo a rivoltare l’ufficio ma a vedere a posteriori, non dovrebbe aver trovato niente e tornò sui propri passi in tutta fretta. Gli uffici a quell’ora erano praticamente deserti : tutti si stavano concentrando verso la festa organizzata da Janice.  Jake, una volta uscito l’attentatore, ha avuto la forza di alzarsi e di stringere tra le mani un indizio. Voleva indicare chi lo aveva assalito, che lui aveva avuto modo di vedere anche se solo per una minima frazione di secondo. Afferrò qualcosa e cadde a terra … venendo ritrovato da Girato in persona … preoccupato che non era andato da lui e che non rispondeva al telefono. Poi … è arrivata ambulanza e Tody.  Dopo non molto sono arrivato anche io e ci siamo messi subito al lavoro. E questo era il prequel. Torniamo al presente. Ma datemi un secondo e torno immediatamente! ” . Aveva visto che Tody lo stava chiamando a sè e gli bisbigliò nell’orecchio il risultato del tampone sul capo di abbigliamento ritrovato, facendo col pollice alto, un gesto di positività!  Ellery riprese : “ Cominciamo dal luogo dove avveniva l’uscita del simil denaro. Era la lavanderia. E’ stato trovato un piccolo frammento di due centimetri quadrati di un panno. Era consunto dal tempo, ma per la sua tipologia, non doveva stare, dove è stato trovato. Probabilmente era rimasto impigliato in un sacco e rimasto in lavanderia per mesi. Lo abbiamo fatto analizzare: è dello stesso materiale usato per i tavoli da gioco. Secondo: ho trovato un gettone da slot machine appena fuori il bocchettone di scarico. Un gettone non deve trovarsi lì … ma può esserci arrivato cadendo da un sacco.  Terzo: si sentono nelle registrazioni di Jake due rumori distinti. Il primo è un tintinnio più greve: probabilmente era inciampato in un angolo del sacco, prima di essere colpito. Il secondo, sempre ascoltabile avendo Balsam appoggiato il registratore acceso in un anfratto di uno scaffale, era  ben più potente: un bel tintinnio globale. Probabilmente il sacco è stato preso ... alzato e portato via in tutta fretta. Durante il gg di sabato Jake volutamente ha parlato con moltissimi di voi, gettando l’amo che la sera doveva parlare con Girato. Questo ha insospettito l’orchestratore della truffa che si è trovato obbligato ad agire ... subito. Si è appostato nell’ufficio di Jake e alla prima occasione gli ha sparato … !  E quindi tornato alla sua mansione … cambiandosi la giacca e depositandola nel guardaroba dello spogliatoio riservato al personale.  La sera tardi l’ha ripresa e poi  buttata in un bidone della spazzatura due isolati più avanti.  Sulle giacche negli armadietti sono state fatte fare apposite analisi per vedere i depositi della polvere da sparo. E questo… la sera stessa. Dopo aver visionato le riprese delle telecamere interne, abbiamo appurato che chi sospettavamo, è entrato e uscito con la stessa giacca ... quindi l’esame fatto è attendibile. Ultima cosa è stata l’indizio che ci ha voluto lasciare Jake, tenendo in mano la statuetta dei Blues Brothers … di cui era un grande appassionato e che in questo caso gli ha dato una considerevole mano. Nomi e cognomi alla mano … avrebbe potuto incolpare Jenny Bishop … JB … come Jake Blues … oppure più semplicemente ... ”. “Mani in alto “ sentirono urlare sguaiatamente nella stanza “ Fate tutti silenzio !” .  Oppure…Bruno Brichetti … BB…come i Blues Brothers (pensò tra sè e sè Ellery).  Il responsabile del casinò aveva una pistola in mano e non pareva disposto a nessuna trattativa. Sparò un colpo in aria, a scopo intimidatorio . “ Adesso state tutti fermi “ e indietreggiava verso la porta di uscita ....che rimaneva alle sue spalle “ Me ne vado. Vi chiudo dentro e non muovetevi  prima di  5  minuti. Maledetti…mi avete scoperto. Ho bisogno di un ostaggio . Tu Janice..vieni qua!”.  La afferrò e la trascinò con lui verso la presunta salvezza,  puntandogli la pistola allo stomaco  . La ragazza era spaventatissima. Stava piangendo. Gli agenti che erano a guardia non potevano intervenire per non far correre rischi a nessuno. Era arrivato a  livello dell’uscita del salone: una volta sgusciato fuori , avrebbe sicuramente chiuso la porta e mollato l’ostaggio per fuggire a gambe levate. Aveva appena con la nuca…oltrepassato la porta, quando si senti un forte rumore e Brichetti piombò a terra, liberando Janice e … senza alcun colpo ferire (come si dice). Due secondi dopo spuntò J.Luke. Ellery rideva come un dannato : “ Boss…cosa ci fai qui ? “.  “ Mi sono detto “ Perché non andare a vedere cosa stava combinando Ellery? Ma non potevo  presentarmi a mani vuote : gli porto una buona bottiglia di vino italiano…che adora. Che dire…mi spiace che quella bottiglia non esista più. “ E rise … dopo che la aveva appena fracassata in testa a Bruno “ Ho visto la scena da una finestra. Mi sono appostato dietro la porta    e ho aspettato di averlo a tiro ! Sono alto: è stato facile colpirlo  senza problemi “ . “ Bravo Anders “ disse Tody “ Ci ha evitato qualche problema suppletivo che proprio non ci voleva. Non immaginavo che Brichetti avesse potuto avere quella reazione e fosse armato. Ma fuori avevo appostato un paio di uomini pronti ad intervenire:  molto meglio così. Agenti ... portate via Brichetti e assicuratelo a tripla mandata! Noi torniamo dentro !”.  “ Come vede Girato “ disse Ellery “ La cosa si è risolta nel migliore dei modi. Era abbastanza facile per Bruno, che usciva per ultimo dal casinò, portare fuori dei piccoli sacchi di juta e disporli in uscita della sala lavanderia. Probabilmente attaccato a un sacco, era rimasto un frammento di panno da gioco stivato in magazzino e un gettone sarà uscito da un sacco, cascando appena sotto la bocca di carico e scarico. Una volta ritirati da un complice esterno….o dalla lavanderia che ci offre servizi … o anche da un semplice camion taroccato da lavanderia, i gettoni erano poi scambiati alla cassa del casinò e trasformati in comodo contante. L’Hotel contiene decine di slot … impossibile controllarle tutte. Era un sistema comodo…con pochi rischi e che permetteva alla lunga di avere dei discreti guadagni. Brichetti la aveva studiata bene!”.  “ A proposito” disse Tody “ La sua giacca, era stata ritrovata e fatta analizzare e conteneva tracce di polvere da sparo. Non occorreva aggiungerlo ma era doveroso da parte mia dire tutto. A prescindere dal suo ultimo colpo di testa qui in sala…era lui il colpevole !”. Candy si era appena ripresa dallo spavento: aveva temuto per la sua vita…per quella di Ellery…di Janice. Non era abituata a simili situazioni. Abbracciò il marito : “ E’ andata bene ...  sono contenta!” . “Anche io , cara moglie. Il finale non era previsto. Sia l’estro di Bruno ... e neanche l’arrivo di J.Luke. Tutto è bene quel che finisce bene. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro anche questa volta! ”.  “ Si “ disse Tody “ Anche i miei uomini hanno dato il massimo cercando di essere veloci..efficaci e sostanziosi. “.  “Come sempre sono stati importanti “ disse Ellery “ Hanno trovato la giacca … fatto analisi a tempo di record … piantonato efficacemente . Tody … ha dei ragazzi di cui essere orgoglioso !”.  “Lo so “ rispose l’ufficiale “ E come sempre è la squadra che vince “.  “Scusi Girato “ domandò Ellery “ E’ una cosa che mi era sfuggita di mente e che comunque non era essenziale . Ma ... che macchina ha Brichetti ? “.  “ Una vecchia Station Wagon Chevrolet color blu cobalto . Grazie a tutti voi: non speravo davvero in una soluzione così veloce ed efficace. Non avrei mai immaginato che Bruno fosse così disonesto. Le sue referenze erano buone quando l’ho assunto. Non mi piace avere gente disonesta che lavora per me.  La aveva pensata bene comunque, come avete detto . Son contento lo abbiate scoperto. M’impegnerò’ maggiormente per verificare le referenze, specie per posti simili. Ma vi assicuro … erano veramente buone !”.  “ Si sa Girato “ disse Ellery “ Che l’occasione fa l’uomo ladro. Adesso Brichetti avrà tempo per riflettere su queste parole . Adesso … godiamoci questi ultimi giorni di estate !”. “ Sì, rispose il boss del 5 Stars “ Abbiamo ancora una manciata di settimane per fare un po’ di soldi e far divertire un po’ la gente grazie alle feste di Janice. Mi è dispiaciuto molto per lei quando Brichetti l’ha presa come ostaggio. Non penso le avrebbe mai fatto del male, ma in queste situazioni non si può mai sapere. Io torno in ufficio, i ragazzi del personale sistemeranno tutto. Ellery : trovero’  il modo di sdebitarmi. Tody … lei è un ufficiale e so che non può accettare niente !”. “ Ha ragione Girato ma direi che una bella cena la accetto volentieri … ma nient’altro !”, disse l’ufficiale .  “Perfetto ... siete tutti invitati per una fantastica cena allora. E per Ellery e Candida … ingresso lifetime alla nostra piscina e centro benessere. Va bene? “ . “ Benissimo !” rispose Candida “ E’ un bellissimo posto. Grazie di cuore !”.  “Sono io che ringrazio Voi. Adesso devo proprio salutarvi. A presto !” .  “ Proprio gentile “ disse Ellery “ Ma caro Tody, il piacere maggiore e’ stato quello di unire le nostre teste e le nostre forze ancora una volta e questo è importante !”.  Si avviarono all’uscita.   “ Ellery, passate da me … che vi preparo qualcosa di veloce e … apro un’altra bottiglia !” intervenne J.Luke ridendo.   “ Grazie mille di cuore “ rispose lo speaker radiofonico part time “ Un certo appetito e cosa importante … una certa sete a forza di parlare … mi sono venuti! Tra una mezz’ora siamo da te. Molte grazie! ”. Il tempo odierno era stato saltellante: ora aveva ricominciato a piovere. Una pioggia leggera … di quelle che ti spruzzano il viso … senza bagnarti troppo … soffice come una doccia estiva. Disse solo a Candy: “ Ciao amore, ci vediamo a casa … !”.  E usci dalla porta … lentamente. Sentì solo la moglie che in una grossa risata tra il serio e il disperato gli urlò dietro: “Elleryyyyyyyyyyyyyy !”

 

© Copyright 2004. All rights reserved. Contact: ELLERY