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 I Misteri di Puka Beach   

 

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Collana : I Misteri di Puka Beach

                     Soft like a summer  rain

                                                          Un giallo per ragazzi di Ellery Sinclair ( copyright 2018)

 

 

Ellery Sinclair :  impiegato e entertainer

Candy Worldy  : moglie di Ellery

Tenente Polizia locale : Paul Tody

Titolare Pub The Surfers  : J.Luke Anders

Dino Cardoni e Donald Buck : propietari del Bazar Santa Ana

Max , Paula e Celestine :  staff del Pacific Fishes

Neil Girato : proprietario dell’Hotel  5 Stars

Will Torrence : proprietario di radio Now

Will Torrence : propietario Radio Puka Beach

J.Luke  Sanders : proprietario del The Surfers

Pasty Norabesco, Sam Packer, Jonathan  Fast , Jenny Martin , David Wilson : surfisti

Tommy Ranghetti : bookmaker

Tom Green : presentatore

Marty e Dany : bariste del The Surfers

Ted Valley : proprietario di Puka Shell Radio

Alex , J.Jade  ,  Barbra : figli di Ellery e Candy

Daniel , Georgia , Elena : gestori del Green Pine 

 

 

Prefazione  .

Spero che la lettura di questo breve libretto possa portarVi qualche sprazzo  di evasione e serenita’.  La mia passione di scrivere brevi gialli per ragazzi risale ad oltre trenta anni fa. Ne ho scritti una quindicina sino ad oggi. Questo è il primo con una nuova location e personaggi nuovi. Erano   otto anni che non ne scrivevo uno : in questi lunghi otto anni sono successe tante cose ed  ora ho sentito il bisogno di rimettermi in moto e di scrivere un nuovo racconto. Non aspettatevi capolavori e niente di articolato : sono semplicissimi   gialli per ragazzi ( un po’ ....come esistevano i Tre Investigatori..o gli Hardy Boys...con le

dovute proporzioni verso quei libri che erano 20 gradini sopra i miei).  Questi racconti   nascono   dalla   mia   passione   per   la   California   ,   per   la   brezza dell’oceano , per la musica e per l’amore sincero . Le mie location son spesso immaginarie , sognando forse un paese dove vorrei realmente vivere e respirare . Sono racconti semplici...molto descrittivi : qualcuno a suo tempo mi disse che potevano essere quasi sceneggiature. E’ il mio stile : scrivo per hobby e per passione.   I miei racconti non sono mai stati pubblicati   e di solito vengono letti da pochissime persone . Perché ? Perché io sono cosi’.  Mi piace fare le cose ....per passione. E questo per me deve rimanere solo un hobby ed una passione . Stavolta lo pubblichero’ su una piattaforma on line che offre questa opportunita’. Ma e’ solo uno sfizio....perchè in fondo la vita e’ cosi’ breve che magari non ne avro’ piu’ la possibilita’.  Non sara’ il migliore della piattaforma e neanche il peggiore ( o forse si..ma non c’è problema )  : per me è importante...esserci...e basta.  Mi piace veder nascere il paese , i personaggi ed  i paesaggi . Di solito non impiego molto per la prima stesura ( non cerco mai l’impossibile, conoscendo i miei limiti  ) e  forse questa velocita’ si percepisce. Ma mi piace scrivere di getto...quando l’entusiasmo e’ a mille. Con i pregi e difetti ( e ce ne saranno tanti) ...spero che questo mio raccontino, Vi piacera’.  Sappiate che l’ho fatto col cuore e tanta passione.  Non vuole essere nè un   punto di arrivo nè un punto di partenza : vuole semplicemente...ESSERE...e basta. Adesso prendetevi una buona birra ( una Bud..per essere in tema...) o un buon cocktail ( Uno Screwdriver...per esempio) e ...buona lettura.

 

( this book is for Waldorf )

 

 

Puka Beach : non aspettatevi il classico paesino della California tutto spiaggie e surfisti . O meglio : aspettatevi il classico paesino della California…ma di una quarantina di anni fa. Ecco , potremmo idealizzare Puka Beach proprio in questo modo.  Il tempo sembrava essersi fermato : non siamo tanto distanti dalla piu’ famosa localita’ di  Zuma ,  ma se in fatto di miglia  le posizioni erano relativamente vicine , in fatto di ritmi , velocita’ e turisti …le due cittadine erano distanti anni luce.  La nostra cittadina era in una piccola insenatura , nascosta dalle masse e dall’invasione smisurata di turisti. Era quello che Ellery  definiva un paese a misura d’uomo. Gia’…. Mi direte voi : ma chi è Ellery ?  Una persona semplice per tanti versi e un po’ fuori dagli schemi per tanti altri : impareremo lentamente  a conoscerlo.  Lui lavorava per una piccola ditta che si trovava nell’entroterra di Puka Beach , come impiegato , ma la sua vera passione era la musica . Dove esisteva la musica esisteva lui . Faceva serate di musica revival in un locale del posto  , organizzava delle piccole gare canore e quando riusciva , collaborava con la locale radio del paese. Il tutto con tanta sana passione ed entusiasmo. Si trovava benissimo a Puka Beach : era un posto dove piu’ o meno tutti si conoscevano, i ritmi erano tranquilli e cosa importante ….poteva respirare a pieni polmoni la brezza dell’Oceano , che lui adorava.  Qua aveva tutto quello che poteva desiderare : una bella e brava moglie che adorava ( Candy Worldy ) , uno stipendio sicuro ogni mese e la possibilita’ di coltivare i propri hobbies  in un ambiente tranquillo , senza stress.  Puka Beach era una piccola oasi che viveva grazie ad un po’ di turismo, un po’ di sana agricoltura ( subito dietro alla cittadina )  e ad una discreta zona industriale che era posizionata alle pendici delle colline che si trovavano a circa cinque   miglia verso l’interno. In una di queste colline, operava Radio Puka Shell , una piccola emittente  locale . Scordatevi le immense stazioni radio tipiche americane . Questa era una minuscola  realtà….fatta di poche persone e …tanta passione. Il lungo viale che costeggiava la spiaggia era costellato di palme e nel piccolo ma solido pontile che si stagliava verso l’oceano vi erano pochi  piccoli negozi . Uno di questi era il Bazar Santa Ana , gestito da Dino Cardoni e Donald Buck.  Il primo era di chiare origini italiane : una settantina di anni , basso di statura , sopracciglie  folte e volto scolpito dal sole , ossia … secco , come la sua corporatura. Buck era piu’ giovane di una quindicina di anni. Era il classico californiano, alto e biondo con un fisico palestrato. Il loro bazar era un punto di riferimento per tutti i turisti e non. Aveva …tutto. Non era enorme ma la meticolosa cura nello stipare qualsiasi merce con intelligente sobrieta’….gli permetteva di avere una enorme varieta’ di materiale pronto per la vendita . Per chi non voleva farsi a piedi  il mezzo miglio scarso  che separava la costa dal centro del paese ... era un toccasana irrinunciabile.  Esisteva dagli anni sessanta e a testimonianza della popolarita’ del negozio, appeso alle pareti, nei pochi spazi liberi, c’erano alcune foto di personaggi famosi che erano transitati nel posto, con relativa dedica. Mike Love, David Cassidy , Jay Leno, Natalie Wood, O.J. Simpson, Etta James, Brian Wilson , Ringo Starr e tanti altri ancora.  Mezzo miglio all’interno vi era il paese vero e proprio, composto per la maggior parte di negozi sportivi , negozi di prodotti tipici e …di alberghi. Nonostante l’esigua grandezza di Puka Beach, il turismo era sempre una ottima risorsa.  Il miglior hotel era il 5 Stars ed era gestito da Neil Girato, un personaggio dai contorni poco chiari che sembrava avesse legami con la malavita di San Francisco : baffo scuro e collana con crocefisso sempre al collo.  Il resto erano piccoli hotels , diciamo  da gente comune. Verso le colline ...un paio di Motel e niente altro.  Il paese di per se’ era molto carino :  le vie non erano larghissime e i negozi che arricchivano i lati delle strade ( nonché l’economia locale ) erano colorati ed allegri. Non mancava qualche negozio di pesca sportiva  : tra il settore agricolo e le colline passava un bel fiume che andava poi a gettarsi ad un paio di miglia dopo Puka Beach.  Qualcuno vi praticava anche lo sci acquatico .  In paese c’era il The Surfers , un locale molto carino con tanto legno al suo interno ( tipico della California e degli anni settanta)  che proponeva sempre  tanta musica . Resisteva ancora il karaoke che aveva ancora tanti appassionati e al quale era dedicata una serata a settimana ( condotta dalla pimpante Andrea) e poi la  musica in generale ( con concerti, musica attuale e una volta al mese  il revival di Ellery del quale vi avevamo accennato ). Era gestito da J.Luke Anders, un cinquantenne alto appena sopra il metro e ottantacinque , col capello pepe e sale ( piu’ sale che pepe )  e barba dello stesso colore : amante della musica e del buon vino.  Le giornate scorrevano relativamente lente , senza lo stress delle piu’ affollate e rinomate vicine stazioni balneari. Qua non c’era molto….ma se ti accontentavi , si potevano passare dei bellissimi giorni di relax tra l’aria pura dell’oceano e quella delle vicine colline, con un po’ di verde e con dell’ottimo cibo. Diciamo che il paese era…accogliente : ecco il termine giusto era proprio … accogliente. Il locale tenente di polizia , Paul Tody , non aveva mai granche’ da fare, a parte la solita burocrazia. Qualche rissa…qualche piccolo furtarello ma mai niente di piu’ importante. Ed anche per questo Puka Beach era ottimamente considerata e valutata tra tutti gli amanti del tranquillo vivere.  Candy lavorava come cameriera in uno dei tanti ristoranti della zona : erano tanti anni che lavorava in questo locale . Si chiamava da Mario, ed era specializzato in cucina italiana. Candy era una bella ragazza cinquantenne dal capello folto e rossiccio  , che incorniciava un graziosissimo viso in mezzo al quale era incastonato un bellissimo nasino. Era solare e sempre impegnata a coniugare il suo lavoro da cameriera  a quelli che c’erano da fare in casa ( e ben sappiamo che in casa…c’è sempre da fare).  Una brava ragazza, della quale Ellery era molto innamorato. Quel grazioso paesino Ellery , proprio non lo avrebbe cambiato per niente al mondo. Chiamatela sinergia, chiamatelo amore per la vita tranquilla , chiamatelo semplicemente… il lato piu’ tranquillo della California.  Zuma , lo sapete ,  non era lontanissima :  se si desiderava avere piu’ vita nelle spiagge ci volevano solo  una ventina di minuti della Pacific Cost Highway.  Ma chi viveva a Puka Beach aveva le idee ben chiare e rimaneva ancorato all’amore che provava verso questa piccola cittadina…salubre e coccolosa.  Il giornale locale seguiva un po’ la linea di Paul Tody : si parlava poco e niente di fatti  malavitosi e le cronache si occupavano degli eventi della cittadina….di qualcosa di politica e un di po’ di sport .  Gli inverni erano abbastanza miti : quando i venti di Santa Ana cominciavano lentamente ad allentare la loro presa a tenaglia , si capiva che l’inverno stava arrivando . La gente cominciava a sfoltirsi e rimanevano in loco solo i residenti effettivi , che alla fine non superavano le 4500 unita’.  Eravamo in primavera ed il clima californiano era sicuramente uno dei migliori che si potesse desiderare : il tempo era ancora fresco a tratti, ma con un po’ di fortuna si riusciva  anche a prendere una discreta tintarella. Il paese sembrava svegliarsi da un certo torpore invernale ed il grigio di quella stagione lasciava spazio ad una lenta ma efficace invasione di colori. Le colline erano ricoperte di erba verde e fiori selvatici. Eravamo comunque in tarda primavera e l’estate era alle porte . Era il periodo migliore per visitare la cittadina, anche perché la massa di turisti sarebbe arrivata a giugno e sarebbe proseguita sino a tutto  agosto. Al momento anche gli hotels praticavano ancora le tariffe di bassa stagione. Insomma : Puka Beach a maggio era un piccolo gioiello posizionato  in un bellissimo anello chiamato California.  Il bazar Santa Ana era aperto anche in inverno, vivacchiando in attesa della bella stagione. Rimaneva il solo Dino Cardoni a gestirlo in questo periodo  : una persona era piu’ che sufficente per mandarlo avanti.  In caso di malattia, o restava a casa per qualche giorno e chiudeva, oppure chiedeva una mano a una delle ragazze che lavoravano al Surfers , che di giorno erano libere e volentieri lo aiutavano. E poi quando a gennaio e febbraio il clima diventava piovoso ed umido, la gente aveva meno voglia di spostarsi e l’avere il bazar aperto era comunque una comodita’ irrinunciabile. Dino lo sapeva e faceva sempre il possibile per aiutare i suoi compaesani , approvvigionandosi anche di generi tipicamente invernali e non estivi.  Era amato da tutti : con la sua gentilezza e rispetto verso il prossimo, aveva tantissimi acquirenti che entravano , guardavano , acquistavano quello che gli serviva e dopo aver fatto due chiacchere , uscivano felici dal suo negozio. Donald , il suo socio, non era cosi’ solare. Di carattere piu’ introverso e meno paziente , aveva sempre al collo la classica collanina bianca delle conchiglie che si trovavano sulla spiaggia del paese, tanto in voga negli anni 70 e le classiche camice californiane molto colorate e allegre.  Neil Girato era sempre occupato a fare soldi :  per lui non esistevano le stagioni.  In primavera , estate e parte dell’autunno aveva sempre pieno, ma non un pieno normale…ma un pieno eccezionale. Voi direte …come e’ possibile questo fatto? Un locale se pieno….è pieno : punto e basta.  In realta’ le ramificazioni che aveva Neil erano molteplici.  Gestiva anche uno dei due motel all’interno del paese , dei punti ristorazione lungo il fiume  ed anche varie attivita’ sul litorale .  Lui comprava…investiva : pensava solo a fare soldi.  Ed in Inverno quando il turismo era quasi nullo, si riciclava come organizzatore di convention e cose simili…in modo di avere sempre le stanze occupate per un buon numero. Era un imprenditore scaltro che non guardava in faccia a nessuno : una sorta di asfaltatrice umana. Si vociferava che avesse anche qualche intrallazzo poco chiaro con la mafia di San Francisco  , come vi avevo accennato , ma erano solo dicerie non supportate da fatti certi. Ma le voci, giravano ed insistenti. Certo era che aveva un bel patrimonio e le macchine lussuose sulla quali girava , indirizzavano verso un qualcosa che andava forse ben oltre ai guadagni delle sue attivita’ lecite. Il suo 5 Stars era la sua punta di diamante : un Hotel che aveva tutto . Le stanze erano moderne, confortevoli e dotate di aria condizionata, frigo bar, televisione e un ampio bagno. La hall era sfarzosa , elegante e quando entravi si aveva l’impressione di una certa ostentazione di lusso e denaro. Il colore ricorrente era il giallo oro . La hall era piu’ informale, seppure sempre di un certo livello. : qui era l’azzurro il colore predominante.  E poi la piscina…la palestra….un piccolo centro benessere . Insomma : un piccolo paradiso…nel paradiso di Puka Beach. Ovviamente esistevano anche soluzioni molto piu’ economiche rispetto a quelle di Neil.  Sulle colline vi erano un paio di camping niente male , il Wodden ed il  Sunny Day . Erano perfettamente attrezzati ed offrivano anche un servizio navetta che portava un paio di volte al giorno  la gente sulla costa e ritorno  (...ovviamente ). Una soluzione economica e assolutamente alla portata di tutti. Ma esistevano anche in paese degli Hotel abbordabili che pur non avendo tutte le comodita’ del 5 Stars erano puliti, confortevoli e dotati di buona cucina locale. Erano piu’ che altro gestiti da gente del posto…che si tramandava l’attivita’ di padre in figlio e che erano molto attaccati alle tradizioni del paese. Nessuno di loro aveva mai voluto vendere a Girato , nonostante allettanti proposte.  Spesso i soldi non possono comperare anche l’anima di una persona. E Puka Beach….aveva un cuore, un anima e una accoglienza favolosa verso tutti i turisti. I turisti non erano mai considerati numeri…ma persone, come è giusto che sia. Ma qua , tutto era curato bene : il boulevard appena prima della spiaggia era assolutamente impeccabile .  Aiuole curate, piste pedonali curate , tanti cestini per la spazzatura e ancora presenti delle piccole postazioni mobili che vendevano pop corn o hot dog . Le comodita’ di oggi, mischiate a qualche elemento di ieri. Ellery adorava passeggiare per il boulevard, anche in Inverno quando l’aria era piu’ pungente e in faccia potevano arrivare delle  piccole goccioline dell’oceano, portate dal vento.  Amava l’oceano e il tipico profumo di questo enorme bacino acqueo. Le cose semplici…come una passeggiata,  potevano dare relax, pace, serenita’.  La possibilita’ di pensare, elaborare , creare : e in inverno questo era ancora piu’ possibile grazie alla tanta quiete nella quale si cullava il paese. Anche il fiume interno in Inverno era molto afono : non emetteva nessun suono e si limitava , col suo lento scorrere, a raggiungere il mare senza colpo ferire. Qualche pescatore qua e la’ , ma niente di piu’.  In primavera invece iniziava qualche manifestazione di sci acquatico e  qualche punto ristoro apriva i battenti. Era un altro mondo, distante anni luce dal lungomare.  Diciamo che era un ambiente ancora piu’ famigliare ed informale. C’era anche un piccolo parco divertimenti con tanto di scivoli che si gettavano nel fiume e cose simili . Insomma : per chi non amava la spiaggia…c’era sempre il fiume per avere un po’ di fresco e fare un bel bagno tonificante e perché no..mangiare un buon boccone innaffiato da una classica Bud. Volendo , anche sulle colline si poteva trovare un ambiente rilassante. Oltre ai due camping c’era qualche piccola struttura accogliente. Un paio di loro avevano anche una piccola piscina o un campo da tennis. E’ qua che si trovava anche la sede di Puka Shell Radio , che offriva solo musica revival.  Era gestita da Ted Valley , una sorta di residuato anni settanta, sia per l’abbigliamento che per i gusti musicali. La piccola radio aveva un trasmettitore proprio sulla vetta della collina , sul tetto del piccolo cottage dove aveva la sede l’emittente . Viveva grazie alla passione di Ted e a qualche sponsor del paese dove tutti la apprezzavano e la ascoltavano.  Anche in questo caso il cuore era il motore pulsante : mille i sacrifici che il proprietario  faceva per tenerla in piedi , ma ne valeva la pena. Lontana dai grandi circuiti e le regole oppressanti degli stessi , poteva permettersi dei palinsesti in totale liberta’.  Ted aveva una sessantina di anni, suonati  : era nato nel  1955. Conosceva e bene la musica che andava dagli anni sessanta in poi e questo..era il target musicale della sua radio…che si fermava alla prima meta’ degli anni 90…temporalmente parlando , di selezioni musicali. Anche l’arredamento della sede rifletteva il revival : il vintage trasudava da ogni angolo. Will Torrence invece era il proprietario di Radio Now  . Era una potente radio di Zuma : moderna, tecnologica e con mezzi notevolmente superiori a Puka Shell Radio. Si occupava principalmente di musica moderna ed era molto ascoltata. Piu’ volte aveva fatto un offerta a Ted per acquistare in toto la sua radio…il cottage e le frequenze, ma aveva ottenuto sempre delle risposte negative. Ciclicamente , le riproponeva con delle piccoli varianti qua e’ là nella speranza che Ted potesse cedere , ma senza successo. Diciamocelo francamente : c’era dell’astio tra i due, con Will molto irritato di questa scelta a dir suo , molto cocciuta e irresponsabile. Ted era tranquillo anche se  un po’ di timore lo aveva. Il suo rivale  era potente ed aveva i mezzi necessari per intimidirlo e spingerlo a vendere. Un paio di anni fa si era sviluppato un piccolo incendio nella rimessa dietro al cottage : nessuna prova contro nessuno . Ma il pensiero di molti era andato verso Will. Le indagini svolte dal tenente Tody avevano evidenziato un corto circuito : diciamo che forse era stato davvero quello…o forse era stato fatto sembrare quello , da parte degli attentatori. Ma Ted andava avanti per la sua strada , convinto del suo amore puro ed incontaminato verso la musica e la felicita’ di vivere in un ambiente sano e pulito come le colline di Puka Beach. Come ogni cittadina stiamo vedendo che qualche piccola tediosa magagna..esisteva. Qualche rivalita’..qualche gelosia tra gestori…qualche insofferenza di chi vuole vendere ma il socio non vuole e cose simili.  Era un lunedi’ sera , un qualsiasi lunedi di primavera : il tempo era tiepido e in giro c’era un po’ di gente .  Ellery aveva deciso di andare a mangiare pesce al Pacific Fishes. Aveva chiamato Max , uno dei due padroni assieme alla sorella Paula , e aveva prenotato un tavolino . L’inizio settimana era sempre difficile : una buona cenetta avrebbe aiutato sicuramente l’umore. La sua passione non risaliva a tanto tempo fa…ma era fresca fresca. In passato non aveva mai sopportato il pesce . Ma con l’eta’ si cambia…si matura su certi aspetti e adesso la fauna ittica rientrava nelle preferenze alimentari di Ellery. Furono accolti con la solita cordialita’ da Max : erano clienti affezionati e venivano sempre trattati con gentilezza e accuratezza. Dopo aver salutato Paula, furono fatti accomodare dal maitre Celestine . L’ambiente era elegante ma senza andare mai sopra le righe . Accogliente , pulito e …si mangiava bene, spendendo il giusto .  Presero uno Shrimper’s heaven , un piatto con 4 diversi tipi di gamberetti , patatine fritte e salse a piacere  e dei frutti di mare fritti . Un ottimo vino bianco si sposava alla perfezione e con il consiglio saggio della proprieta’ presero uno Chardonnay. Una cosa importante in una frittura e' che alla fine , quest’ultima non trasudi di unto, ma al Pacific Fishes, il problema non sussisteva. Tutto era sempre perfetto e gustoso.  Dopo essere usciti dal ristorante andarono verso il pontile : il Santa Ana era chiuso ma fuori c’era il vecchio Dino che si stava fumando una sigaretta : “ Ciao Dino, Buonasera “ esclamo’ Ellery .  “ Ciao . Ciao Candy . Come state ? “ rispose Dino .  “ Tutto bene . Abbiamo cenato al Pacific Fishes e ora torniamo a casa e tu come stai? “ .  “ Mah “ rispose “ Si va avanti, a fatica. I guadagni ci sono sempre anche se non come una volta . C’è Donald che spinge per vendere , ma io non voglio, assolutamente”.  “ E fai bene “ esclamo’ Candy “ Quel posto e’ la tua vita . Non riesco ad immaginarti in un’altra collocazione”.  “ Ti ringrazio “ esclamo’ Dino “ Qualche volta penso sia arrivato il momento di smettere , ma e’ solo un pensiero momentaneo . Sono qua da quasi 50 anni e questo bazar ha passato cosi’ tanti e tanti anni con me che è come se fosse un figlio; il figlio che non ho mai avuto.  L’ho cresciuto, gli ho dato tutto quello di cui aveva bisogno e l’ho vestito sempre con qualcosa di nuovo quando occorreva . Si è ferito quando c’è stato il terremoto tanti e tanti anni fa, e l’ho curato. Adesso sto invecchiando ed ora  è lui che si sta prendendo cura di me !”.    “Belle parole “ disse Candy . “ Si” aggiunse Ellery “ Il tuo amore per Puka Beach ed il tuo bazar , sono indissolubili. Uniti per sempre. Bravo. Adesso andiamo a casa . Buona notte Dino !” e si allontanarono.  Ellery si segno’ sulla lavagnetta che avevano in cucina , che entro due giorni doveva passare a lasciare la sua macchina da Alex, il locale meccanico, per un cambio d’olio . La sveglia per la mattina era fissata per le ore 7 : ora erano le 22,30 e quindi una dormita era quello che ci voleva. Il martedi’ era il giorno del locale mercatino di Puka Beach : era allegro,colorato ed attirava tanta gente , sia locale che foresta.  Prodotti locali : ma non solo. Non era enorme. Era composto da una trentina di banchi , ma erano piu’ che sufficenti per un paese non enorme come quello che vi stiamo raccontando.  Candy non entrava presto al lavoro ed aveva a disposizione , un’oretta per visitarlo. Dopo aver fatto un po’ di pulizie in casa, si mise addosso qualcosa di comodo e si incammino’. Incontro’ Marty e Dany , le due ragazze che lavoravano al Surfers : le saluto’ e si fermo’ brevemente a scambiare due chiacchere con loro. Prosegui’ quindi alla volta del mercatino. La sua attenzione fu rivolta ad un paio di banchi che vendevano calzature. Con l’avvento della bella stagione ci voleva qualcosa di piu’ leggero ed al momento , qualche offerta si poteva gia’ trovare. La scelta cadde su di un paio di sandali neri, con un tacco non troppo alto , da mettere al lavoro ed un paio piu’ eleganti da mettere alla sera quando era libera dal ristorante . Prese anche uno smanicato grigio per il marito con una grossa scritta Vintage al centro  , che era sicura al cento per cento che gli sarebbe piaciuta ( come del resto successe ).  Si cambio’ ed ando’ al lavoro.  Poco prima del ristorante incrocio’ il tenente Paul Tody  che era impossibile non notare. Era come dire , di una stazza molto importante. La sua faccia sempre gentile, era incorniciata da capelli neri che ricordavano un po’ i capelli di Tattoo di Fantasy Island. Lo conosceva bene perché , mi sono scordato di dirvelo ma rimedio all’istante , Ellery aveva dato una mano a Tody per qualche piccolo caso di scarsa importanza, in passato . Lui era uno che seguiva molto la regola deduttiva. Osservava, pensava e deduceva. Alla fine si era instaurato un rapporto di rispetto reciproco tra il tenente e l’improvvisato detective. Ma era una cosa tra loro : non avevano mai fatto pubblicita’ circa tutto cio’ .  In pochi ne erano a conoscenza . Dopo due chiacchere veloci , ando’ al ristorante. Dopo le varie sistemazioni di rito , era pronta per andare ai tavoli a prendere le ordinazioni . “ Ciao Mamma !” senti’ nell’aria. Era Alex , il meccanico. Era il figlio di Candy che come Ellery era alla seconda esperienza matrimoniale. Lei aveva anche un’altra figlia di nome Barbra , una bionda trentenne, che lavorava come operaia in una grossa ditta locale . Aveva reso nonna Candy con un vivace bambinetto di nome Nick, che Ellery chiamava scherzosamente Meatball.   “ Ciao Alex “ rispose “ Sei venuto a mangiare o a salutarmi ? “.  “ Entrambe le cose “ disse Alex accomodandosi . Dove lavorava Candy era un ristorante dove si mangiava molto  bene. La cucina casalinga era molto apprezzata in zona e specie a pranzo , tanti operai o negozianti della zona andavano da Mario a mangiare un po’ di ottimo cibo italiano come le lasagne o i tortellini. Candy era un’ottima cameriera , amata e stimata da tutti. Il lavoro di Ellery era semplice : era contabile in una ditta locale ( la Poultry Time )  che si trovava appena dopo il fiume (  che si chiamava Blue River) e prima delle colline. L’area industriale non era enorme ma poteva vantare una dozzina  di aziende agguerrite e assolutamente solide dal punto di vista economico. L’intelligenza di alcune di queste era che una parte della loro produzione veniva acquistata dai negozi e dalle strutture di Puka Beach , in modo di avere comunque e sempre, un minimo di vendite assicurate.  Non occorreva essere dei geni dell’economia per pensare a questi piccoli accorgimenti : le aziende erano floride e non conoscevano crisi. Parliamo di strutture  medio-piccole, quindi perfettamente adatte per il target che il paese offriva. Le teorie economiche di Malthus…appartenevano ad altri luoghi…ma non a Puka Beach. Qua popolazione e sviluppo industriale…andavano di pari passo..a braccetto.  A partire dalla costa…passando dalla zona agricola....dal fiume…dalla zona industriale sino ad arrivare alle colline , possiamo dire che era una zona ottimamente sfruttata e con risorse economiche, naturali e produttive, sempre presenti. E non era una cosa da poco. Anche in questo caso le ditte piu’ grosse a nord o a sud del paese , avevano posato gli occhi sulla zona industriale ,  anche con grosse offerte. Ma per non voler creare distonie alla perfetta sinergia che legava l’industria alla popolazione , tutto era rimasto intatto e al momento nessuno aveva ceduto alle lusinghe esterne.  Uno dei risultati di questa collaborazione locale era il Surfers , che acquistava tutte le bevande analcoliche o blandamente alcoliche dalla locale ditta Drinky Good che era una produttrice sia di birra che di bevande dissetanti e  che copriva quasi tutta la costa centro  nord della California. A proposito del Surfers : il martedi’ sera da sempre era serata karaoke. Questa moda era stata molto in voga in america tra gli anni 80 e 90 , ma aveva ancora diversi appassionati e fedelissimi .  Era un modo per trascorrere una bella seratina tranquilla … mangiando una ottima pizza e cantare un paio di canzoni ( tre…se non c’era tanta gente ad esibirsi …).  Andrea era una ragazza mora coetanea di Ellery e Candy : era simpatica, carina , di bella presenza e molto brava nel suo lavoro. Chi arrivava andava a segnarsi da lei  per cantare , e sempre  lei  poi seguiva la scaletta e l’ordine di arrivo e imbastiva delle belle serate , precise e divertenti. Il locale era carino : oltre al gia’ citato legno  , qualche immagine vintage alle pareti e una pizza veramente ma veramente ottima.  Saltuariamente Ellery vi faceva delle serate revival musicali che avevano sempre un discreto seguito. Intendiamoci : non eravamo allo Studio 54 e quindi il target di numero persone era esiguo ; ma quando si cominciavano a vedere una cinquantina di persone che si appassionavano e ballavano…era gia’ un successo.  La serata karaoke parti’ alle 21.30 : era giusto dare alla gente il tempo di mangiare qualcosa .  Candy rivide Marty e Dany che aveva incrociato al mattino al mercatino.  Ma alla fine conoscevano un po’ tutti : andavano spesso quando riuscivano …  dalla Andre . E quando il paese e’ piccolo ... alla fine sei amico  un po’ tutti. La passione che metteva il semi canuto J.Luke nella gestione del locale era ammirevole. Era un posto che viveva a ritmo di musica, quasi sempre. E dove c’era musica…c’era Ellery. La sua passione era sempre forte….e aveva ancora in mente quando nel lontano 1975 aveva cominciato a comperare i primi 45 giri. Quella del karaoke invece sia per lui che per Candy era una passione piu’ recente.  Nessuno nasce maestro…ma con una certa costanza si poteva arrivare a fare esibizioni accettabili. Non che cio’ fosse una priorita’ : il karaoke nasceva  come divertimento e tale doveva  restare. E cosi’ lo intendevano anche El e Candy…e ovviamente anche  Andrea.  La temperatura interna era ideale : fuori c’era un velo di aria e dentro al locale si stava alla perfezione. Ellery adorava la glitter ball che era appesa ai tre  quarti della sala. Era un simbolo della discomusic e del revival e vederla …lo affascinava sempre…! Era bello vedere la gente che cantava e che si divertiva : ci si applaudiva a vicenda con grande cameratismo. C’era gente che cantava bene..meno bene e anche decisamente male : ma l’importante e torniamo a ripeterlo , era solo divertirsi.  Anche il martedi’ stava lentamente spegnendosi : pure  questa sera passarono davanti a Dino per un breve saluto . Viveva solo , sopra il bazar sul pontile e aveva piacere quando poteva scambiare due chiacchere con qualcuno. Un brav’uomo, veramente.  Mercoledi’ : l’indomani  era in programma una piccola gara di surf a carattere regionale. C’era gente che stava arrivando a buon ritmo in  paese : gli hotels potevano gioire ma anche l’economia locale.  La gara in programma segnava il ritorno sulle scene , dopo un lungo infortunio, di Sam Packer, una volta un surfista molto quotato che mano a mano aveva perso posizioni su posizioni nel ranking nazionale.  Moro , occhi azzurri , muscoloso e con un grosso tatuaggio sulla spalla destra raffigurante una tavola da surf. L’idolo locale era invece David Wilson : non viveva solo di surf. Aveva un piccolo negozio di articoli sportivi e praticava questo sport  solo per hobby, riuscendo comunque a cogliere importanti risultati a livello  regionale. Era biondo  di capelli, corpo  tonico ma non muscolosissimo. Braccialetto di  cuoio sempre al polso. Pasty Norabesco era un’italo americana : lei si manteneva  senza problemi con  questo sport e girava un po’ tutta l’america per  cercare di raggranellare i dollari necessari per vivere  . Era la fidanzata di Sam Packer. Bionda, ben tornita e con sempre addosso una collana di corallini rossi  e un paio di occhiali da vista  tondi alla John Lennon .  Durante l’assenza del fidanzato aveva vivacchiato  bazzicando in circuiti minori , guadagnando lo stretto necessario per tirare avanti in attesa di tempi migliori.  Adesso ,  se i due fidanzati , nelle rispettive categorie dell’imminente gara ,  avessero ottenuto ottimi risultati avrebbero ricominciato a guadagnare un po’ di soldi nuovamente. Jonathan  Fast era invece un surfista che aveva avuto qualche problemi di doping sportivo ( anabolizzanti , steroidi e sostanze simili  ) . Era stato trovato positivo un paio di volte , ma ora sembrava essersi totalmente ripulito. Media altezza, capello molto rado   , nonostante la relativa giovane eta’ ( era sulla trentina).  Jenny Martin era un’altra surfista diciamo a carattere amatoriale. Ma nonostante questo aveva raggiunto discreti risultati nei circuiti minori. Bionda con i capelli perennemente a coda di cavallo, occhi azzurri. Segni particolari : una cicatrice sul ginocchio sinistro. Un piccolo infortunio durante gli allenamenti.   Tommy Ranghetti , bookmaker  molto conosciuto ( nel bene e nel male )  ,  si stava aggirando per le spiagge della zona. Raccoglieva scommesse sulla gara … piu’ o meno legalmente. Diciamo che era piu’ quello che si intascava in nero, rispetto alle regolari ricevute che solo saltuariamente rilasciava. Piccolo tarchiato…una sessantina d’anni. Folte sopracciglia. Nel frattempo i ragazzi e le ragazze del surf si stavano allenando , cercando di ottenere i migliori risultati possibili per impressionare la giuria. Nel frattempo era arrivato anche Tom Green, il presentatore ufficiale dell’evento. Capello ricciolo, folti baffi e un’altezza che rasentava il metro e novanta. Le prove che si stavano svolgendo sotto un caldo decisamente notevole per la stagione , stavano evidenziando la strepitosa forma dell’idolo locale  David Wilson. Vuoi che conosceva benissimo quel tratto costiero…vuoi la sua voglia di fare bene davanti al suo pubblico , ma le sue prestazioni erano a dire poco incoraggianti . Sam Packer era assolutamente piu’ quotato di lui o almeno lo era stato prima dell’infortunio. Sulla carta comunque rimaneva  il favorito della competizione.  A proposito , recentemente Sam aveva patito un infortunio alla gamba e all’avambraccio destro, risultato di una brutto scontro contro una piccola imbarcazione .  Jonathan  Fast alternava ottime prestazioni a prestazioni molto al di sotto dei suoi standard. Un po’ come i suoi allenamenti : equamente divisi  tra mare…e bar della zona, birra specialmente . Jenny Martin si applicava con costanza e profonda dedizione. Provava e riprovava: era instancabile.  Era l’esempio vivente di chi pur non possedendo un talento cristallino, riusciva con tanta dedizione…ad ottenere comunque risultati discreti. Tom Green , quando riusciva, portava un partecipante alla volta nello spazio riservato alla televisione dove lavorava , per alcune brevi interviste. Si dimostrarono tutti molto cortesi e pazienti nel rispondere alle domande di  Green. Tom arrivava ovunque : con la sua notevole altezza e le sue lunghe e tentacolari braccia era in grado di osservare…prendere….arrivare.  Intanto le quote che Tommy Ranghetti aveva da offrire agli scommettitori, variavano continuamente. David Wilson che inizialmente era dato  1 a 10, adesso era dato 1 a 5. La giornata si stava avviando verso la sua conclusione e nonostante fossimo in California, le serate di Puka Beach come ben sapete  erano tranquille. Erano paragonabili ad un letto di un  fiume…lento : non immobile…..intendiamoci. Ogni tanto qualche piccolo dislivello c’era e il paese prendeva brio e la giusta velocita’ . Ma in fondo chi sceglieva di abitare qui era anche per questi ritmi un po’ lenti che in molti consideravano rilassanti e terapeutici, altamente terapeutici, contro lo stress ( proprio come Ellery e Candy ) . Quella sera  per l’appunto era prevista una festa a tema proprio al Surfers . Una serata dedicata agli anni 70 : Discomusic e Funky. Praticamente c’erano tutti i surfisti della gara. Sam Packer tanto si era dimostrato gentile davanti ai microfoni di Green, tanto si stava dimostrando spocchioso durante la serata, evitando accuratamente qualsiasi contatto con la gente. A parte un paio di autografi di convenienza ( ricordiamo che lui era un personaggio abbastanza  conosciuto) si era poco concesso agli altri partecipanti ed anche agli avventori del locale. Ellery , che era l’animatore della serata ,  lo guardava non con buon occhio. A lui non piacevano le persone eccessivamente piene di se ( e anche nell’ambiente musicale…ne trovava parecchie ) . Pasty ,  era un po’ piu’ di compagnia ma non sembrava particolarmente felice . Abbastanza cupa..non dimostrava mai di volersi divertire veramente.  Fast era in compagnia della sua immancabile bionda. Sto ovviamente parlando della birra. Era quello che si poteva tranquillamente definire come…genio e sregolatezza. Anche David Wilson non sembrava felice. Stava sentendo sicuramente la responsabilita’ e la tensione per la gara. Le sue quotazioni stavano salendo vertiginosamente e lui ragazzo semplice e di provincia, ne soffriva. Jenny invece era spensierata, allegra e si stava divertendo un sacco. Fuori dal locale si aggirava come un orso che ha fiutato il miele , anche Ranghetti : sempre pronto a raccogliere qualche puntata. Mancava Green : lo davano a riposo , nel Motel dove alloggiava…verso le colline ( ma non c’era nessuna conferma ufficiale al riguardo) . La glitter ball intanto girava, sparando i riflessi della luce dei suoi specchietti, per tutto il locale.  Era da poco passata la mezzanotte e dentro il locale fece la sua comparsa il Tenente Tody  : questa settimana era di turno serale e spesso a fine servizio , passava a prendersi un buon caffe’ nero al locale. La serata intanto proseguiva con la musica revival : il tempo passava velocemente e piacevolmente  . Il tenente  se ne era andato da un pezzo e il locale si stava lentamente svuotando , specialmente  dei partecipanti alla gara. Al mattino avrebbero avuto una dura sessione di allenamenti e una buona dormita era quello che ci voleva. Sam e Pasty erano stati tra i primi ad andare via :  avevano una stanza a piano terra al Five Stars . Pasty aveva preparato a Sam , una abbondante camomilla e si misero a letto. La loro stanza dava al lato posteriore della strada.  Jenny Martin invece alloggiava al Riviera, un  hotel non lontano dal negozio di David. Era andata via subito dopo Sam e Pasty. Jonathan  Fast , dopo aver salutato l’ultima bionda, sempre  intesa come birra,  con un enorme sorsata, si diresse al Sands….camera all’ultimo piano : senza ascensore ..non ce la avrebbe fatta.  Di Ranghetti non c’era piu’ ombra gia’ ancora prima di mezzanotte. David abitava sopra il suo negozio : aveva un piccolo appartamento al quale accedeva sia internamente, ma ora il negozio era chiuso, che esternamente, tramite una piccola scaletta  in legno. Una ventina di metri dietro, aveva un piccolo magazzino dove teneva un po’ di materiale del negozio pronto per essere immesso in vendita . Era proprio ai margini della spiaggia e il terreno era abbastanza sabbioso. David stava salendo le scale che lo avrebbero portato nel suo appartamentino quando la sua attenzione fu attirata da un rumore abbastanza sordo proveniente  dal magazzino. Ridiscese quindi le scale e si avvio’ per controllare. Poteva essere stato un gatto…un cane randagio, un colpo di vento che aveva buttato giu’ qualcosa in bilico…ma siccome il magazzino conteneva anche cose del valore di qualche centinaio di dollari, un sopraluogo non era da scartare. La parte anteriore risultava integra : la porta a saracinesca sembrava non avesse subito nessun tentativo di effrazione . Perimetro’ la casetta e si stava accingendo a fare una visita anche alla parte posteriore. Appena giro’ l’angolo si accorse della presenza di una persona : riusci’ a schivare il primo colpo , sbilanciandosi non poco, ma non il secondo. Un colpo violento..alla testa. L’aggressore scappo’ subito dopo essersi soffermato un secondo per vedere se il suo colpo avesse dato gli effetti desiderati: il corpo era immobile , apparentemente senza vita  . Ma dopo che l’aggressore si era dileguato, David ebbe  un’ultimo anelito di vita. Poi piombo’ in un lungo sonno.  David aveva quindi avuto solo una mezza frazione di secondo per dare un’occhiata a chi lo aveva aggredito, prima di piombare a terra svenuto :  il tempo di gridare di dolore…  poi un  ultimo anelito di vitalita’….e a seguire  il buio. Adesso giaceva a terra esanime. La luce non era ottimale : eravamo in piena penombra e il corpo si vedeva a malapena.  Fu uno degli uomini del tenente Tody  che era di pattuglia a trovare il corpo. Era in perlustrazione ordinaria ed  era stato allertato da un paio di persone che gli avevano detto che qualcosa doveva essere successo dalle parti del negozio di David. L’agente Canelli  arrivo’ di corsa e illumino’ con la torcia il povero David. Chiamo’ subito rinforzi alla centrale e un ambulanza : era ancora vivo, nonostante il forte ematoma  presente  sopra la testa. Prima che arrivasse l’ambulanza ebbe l’accortezza di fotografare in varie posizioni, quello che nell’ultimo anelito di coscienza avuto dal surfista , avrebbe potuto essere una traccia. David fu portato in ospedale immediatamente.  La situazione era tragica : immediato intervento chirurgico  per cercare di rimuovere il grosso ematoma che si era formato. L’operazione si protrasse per tre ore e al termine della stessa David fu messo in coma farmacologico. Tody era rientrato in centrale  : aveva interrogato un po’ di testimoni che erano nella zona….ma non era emerso molto . L’aggressore aveva fatto perdere le tracce in maniera veloce e immediata. Sembrava letteralmente sparito .  Non era difficile far perdere le proprie tracce : quella era una zona frequentatissima di giorno, ma praticamente deserta la notte. Se nella strada principale …qualcuno ogni tanto poteva transitare, nel sottobosco posteriore non transitava nessuno e le vie di fuga erano molteplici. Il graduato,  sedeva davanti alla sua scrivania, esaminando i rilevamenti e rileggendo il rapporto dell’agente  Canelli . Era un aggressione e su questo non c’era dubbio. Niente era stato trafugato dal negozio e dal magazzino. Non riusciva a comprendere il movente : David era conosciuto in tutto il paese come un bravo ragazzo e non aveva mai avuto problemi con nessuno.  Questo lo porto’ a pensare che l’aggressore potesse  essere un foresto….uno non del paese. Chiese che gli portassero le foto fatte dall’agente , il prima possibile per studiarsele bene. Senti’ bussare: era Ellery . Aveva saputo di David e voleva sincerarsi delle sue condizioni. Skeeny sapeva dell’amicizia che li legava . Nel frattempo arrivarono degli stampati con delle brevi notizie riguardanti il nucleo centrale di surfisti…o di chi aveva a che fare con loro. Ellery  si rilesse parecchie volte quelle brevi note e comincio’ a pensare e ripensare. Aveva visto al Surfers una  buona parte di tutte queste persone. Si era fatto una idea di loro. Ranghetti lo conosceva bene …di fama  e Tom Green aveva avuto modo di incontrarlo un paio di volte in qualche meeting dedicato alla musica e allo sport . Finalmente arrivarono le foto che l’agente Canelli  aveva fatto vicino a David Wilson. Il sergente Skeeny le prese in mano  e le diede anche a Ellery . Il sergente le giro’ e le rigiro’ ed esclamo’ : “ Un otto !!! ???  Chissa’ cosa vorra’ dire??? ” .   Dopo 5 minuti El  esclamo’ : penso di aver capito chi possa essere stato ad aggredire il povero David. La prego Skeeny, se si fida di me…convochi qua le persone che ieri sera erano al Surfers , Ranghetti ed anche Green. Passarono circa trenta minuti. Arrivarono quindi,  alla spicciolata : ovviamente ci volle il  giusto  tempo necessario per avvisare tutti, ma ci riuscirono. Quando tutti furono presenti Ellery comincio’ a parlare . C’era anche Candy che era stata avvertita dell’attentato al surfista .  “ Grazie a tutti di essere venuti “ inizio’ El “ Circa David  Ricordiamoci che era mezzo stordito e che aveva avuto solo un breve anelito di vita prima di svenire.Vedendo quello che ha lasciato scritto sulla sabbia….abbiamo creduto forse che l’indizio lasciato fosse stato un otto !   Un ottovolante? In California ce ne sono tantissimi. Un otto…come orario? Un otto come un numero di stanza?  In realta’ David aveva visto un qualcosa..che lui conosceva bene : ma erano solo e  semplicemente gli occhiali di …. Pasty Norabesco. Mettiamo in un’altra angolazione la foto  e vedremo che l’otto..disteso…sembra un paio di occhiali alla John Lennon. L’indizio che voleva quindi lasciare David non era un otto …ma un due zeri ravvicinati per incolpare la Norabesco.  Il movente era semplice : La Norabesco aveva previsto la vittoria di David Wilson in strepitosa forma e questo avrebbe impedito  la vittoria al fidanzato Sam Packer e quindi avrebbe precluso la possibilita’ di rientrare nei circuiti che contavano e ricominciare a guadagnare dei soldi.  Con la scusa di preparare una camomilla al fidanzato , Pasty lo  ha sicuramente sedato per agire indisturbata  e poi e’ uscita ad aspettare Wilson.  “ . L’incriminata neanche abbozzo’ una fuga : si consegno’ in lacrime agli agenti di Tody . Sam ando’ con lei.  Uscirono tutti alla spicciolata e rimasero solo Tody , El e Candy . “Brutta faccenda “ disse Tody “ David e’ uno di noi…..l’ho visto crescere . Grazie El : mi hai dato una considerevole mano a risolvere e presto…..questo caso. Qua non succede mai niente e mi spiace che a rimetterci sia stato proprio David. “ . “Gia’ ” disse Candy “ Speriamo se la cavi , assolutamente  bene e senza avere conseguenze negative” . Si salutarono e andarono a letto . Fu a meta’ mattinata del giovedi’ che arrivo’ la notizia che David si era risvegliato ed era perfettamente cosciente . L’operazione era riuscita e il ragazzo presto avrebbe potuto uscire dall’ospedale…in buone condizioni. Ovviamente non avrebbe potuto partecipare alla gara, ma alla fine era il male minore.  Puka Beach era passata in sole poche ore dal buio al sole…in tutti i sensi.  Prima la tragica aggressione e poi la buona notizia della guarigione.  “ Pero’ “ disse Ellery a sua moglie “ Per essere una cittadina tranquilla, ieri e’ stata una giornata molto convulsa . Son contento che David se la cavi. E’ un bravo ragazzo “ . “ Si “ disse Candy “Educato, gentile e non ha mai dato problemi. Spero che si rimetta presto e bene. E’ giovane e forte…non avra’ certo  problemi !”.  “ Speriamo che adesso tutto torni alla normalita’. Oggi ci sara’ la gara e domani tutti partiranno per fare ritorno  alle loro case … o per dirigersi alla prossima gara. Puka Beach tornera’ alla normalita’…in attesa della quasi imminente invasione di turisti .  E’ sempre un piacere collaborare con Tody : e’ un bravissimo tenente e ci sarebbe arrivato sicuramente anche lui. La differenza e’ che lui ha da pensare a tante piccole cose che possono far disperdere l’attenzione. Io avevo solo quella sulla quale focalizzarmi. Ho avuto la fortuna di una intuizione. Va bene cosi’ : l’importante e’ non chi l’ha fatta questa intuizione …ma solo che una colpevole sia stata individuata ed arrestata! “ fini’ Ellery .  “ Giusto “ concluse Candy. E si avviarono ai rispettivi lavori. La gara per inciso fu vinta da Jenny Martin con una prova senza particolari sbavature : bellissima e toccante la dedica a David durante la premiazione. La figlia di Ellery , nata dal suo primo matrimonio si chiamava J.Jade ed era una apprezzata giornalista . C’era anche lei a vedere la gara e allora El gli chiese se appena avesse avuto materiale da spedirgli, poteva farlo. Un resoconto della giornata…ed anche le foto che era riuscita  a fare . Non so il perché ma Ellery pensava che tutto cio’ potesse essergli utile. La figlia , uno scricciolo di poco piu’ di 45 kg con due occhi vispissimi amante degli orsetti lavatori , gli promise che entro due gg avrebbe mandato via mail tutto il materiale : “ Non preoccuparti , faro’ il possibile per inviarti proprio tutto ! “ disse la ragazza.  Il giovedi’ trascorse ( e meno male ) senza ulteriori sussulti. Una ottima cena in casa era l’ideale per recuperare le forze e le energie. Il loro appartamento  faceva parte di una piccola palazzina nel lato nord del centro del paese. Una parete era totalmente dedicata alla passione di Ellery , ossia alla sua collezione di cd musicali ( ne aveva oltre 1500) e ai vinili ( oltre 700 tra LP e 45 giri…).  Il resto era tutto a pannaggio di Candy che la aveva adornata con garbo e eleganza. Un piccolo acquario con due pesci rossi si trovava proprio davanti al paretone musicale. Un appartamento normale, come tanti altri , che avevano comperato facendo tanti sacrifici.   Ellery era appassionato di cucina messicana. Un buon chili era la sua felicita’ , un po’ come il tenente Colombo della televisione. Se lo gusto’ stilla dopo stilla ed ando’ a letto sazio e soddisfatto. Era una settimana che stava passando velocemente. Forse troppo. Tante cose, tanti avvenimenti. Si sperava che fosse tutto finito e Puka Beach potesse tornare alla normalita’ quanto prima. Venerdi’ era un ottimo giorno: l’ultimo lavorativo della settimana e quindi come si diceva negli stati uniti : Thank’s God, It’s Friday. La giornata era soleggiata : un punto  a favore. Per colazione , un american coffee : altro punto a favore. Il 5 Stars non era completamente pieno : i surfisti avevano cominciato lentamente a defluire e con loro tutti i turisti arrivati a vedere la gara di surf. Ma per sabato era in programma una nuova ondata di gente, pacifica ma spesso rumorosa. Ma  faceva parte del normale corso del paese , ed era proprio grazie ai turisti che parte dell’economia poteva avere una spina dorsale ben dritta e con la cartilagine tutta a posto. Quei pochi ristoranti che non avevano ancora aperto la stagione si stavano preparando a farlo. Stavano lavando tutti i tavoli esterni e pulendo minuziosamente tutte le sale interne. Sistemavano il plateatico e  potavano le piante.  Insomma ci tenevano a fare una bella figura con tutti i turisti dell’indomani. Una buona prima impressione avrebbe sicuramente facilitato la scelta del turista che voleva mangiare,  verso un qualcosa che avesse la parvenza di pulito ed ordinato. Di locali se ne potevano scegliere tanti : non era un problema decidere tra i tanti punti ristoro offerti dal paese. E tutti erano di ottima qualita’ , senza avere prezzi spropositati. Certo che se si andava su elaborati menu’ di pesce , qualcosa in piu’ si spendeva , ma se si rimaneva nella normalita’, diciamo che il conto alla fine , era abbastanza umano.  Nel frattempo era stato avvistato in paese anche Will Torrence : probabilmente era in previsione un nuovo piratesco attacco per assicurarsi la radio di Ted Valley. Will non mollava la presa ma in qualita’ di narratore di questa storia, potrei quasi mettere la mano sul fuoco che Ted non avrebbe accettato neanche questa volta. Il venerdi’ era il giorno che , se riusciva, Ellery andava alla radio per proporre il suo programma revival settimanale…on air. Si chiamava Earth, Vintage and Fire ed erano due ore in diretta che attraversavano la piu’ bella musica di sempre. Un escursus che appassionava sempre tanti ascoltatori. Lo conduceva dalle 18 alle 20 , quando usciva dal suo lavoro tradizionale. Poi se occorreva , faceva da tappabuchi del palinsesto, quando serviva  : lui era felice di farlo. Quando riusciva a proporre la sua musica….era sempre contento. Intanto sulle colline dietro al paese si respirava un’aria piu’ fresca : sembrava si stesse avvicinando un po’ di pioggia. Sia il Wooden che il Sunny Day avevano solo poche persone in questo periodo. Si stavano preparando anche loro alla imminente invasione che a partire dal mese prossimo , li avrebbe accompagnati per tutto agosto. Tenevano aperto sino ad ottobre…per poi riaprire a marzo : in inverno la zona pur essendo sempre carina , non offriva comunque nessuno spunto interessante per un soggiorno.  La tortuosita’ delle strade per arrivare sino alla cima ( che comunque non era mai proibitiva come altezza) in inverno vuoi per le nebbie , vuoi per le piogge….non era quel che si dice una strada senza problematiche. Rimaneva comunque aperto un pub ( il Green Pine , gestito da Georgia , Daniel e Elena)  che nel weekend poteva contare su di un discreto afflusso di gente locale che amava fare due passi in mezzo al verde e respirare aria di collina. In estate e primavera era tutto diverso. Le colline prendevano vita ed anche se non ci si potevano  aspettare cose strabilianti, erano accoglienti ed ospitali al punto  giusto. Ellery in inverno saltuariamente ci faceva un salto per fare due passi in mezzo all’aria collinare che aveva sempre e comunque il proprio fascino. In fondo la vita e’ bella perche’ e’ varia…almeno cosi’ si diceva. Ci sono gli estimatori del mare…quelli della  collina…quelli della montagna…quelli del lago e quelli del fiume .  Avendo la reale possibilita’ di poter visitare tutto , era sempre bello poter cambiare e visionare  posti nuovi o relativamente nuovi. Come detto Ellery ogni tanto , un salto sulle colline nel periodo invernale…lo faceva.  Posti che conosceva comunque bene , visto che la sede della radio di Ted era proprio sulla sommita’ di una di queste colline. La piu’ grande di queste aveva anche un piccolo laghetto molto carino che ricordava quello che si poteva vedere nel film Lo sport preferito dall’uomo ( del 1964 ) …ma molto piu’ piccolo. Era attrezzato per la pesca sportiva e aveva tanto tanto legno intorno : pontile, bar, barche, un paio di cottage. Aveva un forte profumo di Vintage ed era quello che Ellery adorava. Pur non essendo un pescatore, un giro lo faceva quando riusciva, anche qui , magari a mangiare un boccone in compagnia di Candy . In fondo le colline non erano distanti dal centro marino e sembrava comunque di essere in un altro mondo. Era bello e divertente …pensava sempre Ellery…in una manciata di miglia….cambiare cosi’ totalmente atmosfera. Tornando dalle colline ci si imbatteva nella zona industriale del paese : le fabbrichette presenti erano disposte in un perimetro di un  miglio quadrato . Erano abbastanza moderne e tutte al passo con i tempi e le piu’ recenti norme sulla sicurezza. Le fabbriche sono sempre fabbriche , si sa : ma si cercava comunque di essere sempre in regola ..su tutto..specie sullo smaltimento di sostante inquinanti e cose simili.  Piu’ a valle c’era la zona agricola e le due cose dovevano comunque andare a braccetto e l’una non doveva danneggiare l’altra . Le industrie presenti assicuravano tanti posti di lavoro ( in una di queste sapete che ci lavorava Ellery) e degli ottimi introiti economici. Gli ingranaggi , diciamo che si incastravano bene. Per cio’ che riguarda la zona agricola , anche questa non era enorme. Piu’ grande della industriale, quello sì ,  ma comunque mai eccessivamente invasiva nei confronti del territorio.  Si coltivava anche dell’ottima vite  che dava un piu’ che discreto Chardonnay ma anche un ottimo Pinot Nero. I vini californiani avevano una ottima tradizione in tutto il mondo. Non erano come quelli Italiani, ma si battevano molto bene e venivano apprezzati un po’ ovunque…specie a Puka Beach dove visto il famoso chilometro zero…si potevano avere a prezzi molto accessibili. Poi si coltivavano  anche agrumi, mele, pere pesche, prugne e pomodori. Ma anche barbabietole da zucchero , riso e orzo.   Molto famose e rinomate erano le prugne che erano esportate in tutto il mondo.  Come vedete avevano veramente una diversificazione dell’economia…quantomeno interessante.  La pesca nel fiume non era a livelli industriali e non vi era nessuna azienda degna di tale nome.  Sul mare invece un paio di piccole industrie di pesce , erano presenti. Erano a circa un miglio appena fuori il paese. Assicuravano alla perfezione tutto il fabbisogno del paese e qualcosa veniva anche , diciamo , esportato nel resto della California. Il resto degli introiti come sapete veniva dal turismo, che rimaneva comunque una fonte di reddito assolutamente importante per il paese. In paese oltre che a Will Torrence era stato visto anche Tommy Ranghetti . Quest’ultimo era stato avvistato sul lungomare. Donald invece era stato avvistato dalle parti del  Pasta Paradise un locale di proprieta’ di Girato. Tody ? Era l’unico al suo posto , nella locale stazione di polizia. I pescherecci erano gia’ tutti rientrati alla base : era stata una fruttuosa giornata di pesca e i punti ristoro del paese avrebbero avuto un ottimo rifornimento di materia prima. Candy, che stava andando al lavoro, incrocio’ Max del Pacific Fishes che stava andando a scegliere del pesce per il suo locale. Paula e Celestine invece erano al ristorante per  riordinare e preparare per il pranzo. J.Luke del Surfers invece era nel locale che stava facendo degli ordini di bevande per prepararsi al meglio al weekend. L’agente della Drinky Good era impegnatissimo a mostrargli un paio di nuovi prodotti. Erano appena le 10 di mattina ma in giro c’era tanto movimento. Il periodo ante  pranzo era sempre molto  diciamo … trafficato ,  con la gente che cercava di prepararsi al meglio  a 360° sia per la quantita’ ma anche per la qualita’.  E’ vero che una bella cornice faceva sempre il suo bell’effetto…ma se poi la tela all’interno non era adeguatamente buona…il quadro veniva bollato come crosta. E cosi’ tutti mettevano il massimo impegno sia come primo impatto ma cosa importante anche nella qualita’ della merce venduta, qualsiasi essa fosse stata. La piccola centenaria fontana presente nella piazza centrale del paese, zampillava allegramente e spesso nelle giornate piu’ torride la gente andava a prendere qualche suo zampillo con le mani per poi rinfrescarsi la faccia e le braccia. Ma non eravamo ancora a questo punto, e come pocanzi abbiamo detto….il tempo prometteva pioggia. Quando arrivarono le ore 17 , Candy stava tornando a casa dal suo turno al ristorante, mentre Ellery si stava dirigendo a Puka Shell Radio per il suo programma revival. Passo’ davanti al Green Pine e si fermo’ 5 minuti a salutare il terzetto che lo gestiva : Georgia (una bella  bionda ), Elena ( una bella mora )  e Daniel ( moro, atletico compagno di Georgia) . Era un po’ che non lo vedevano e fecero volentieri due chiacchere mentre Ellery sorseggiava un buon bicchiere di vino bianco fresco. Facevano anche una eccellente pizza , ma tra poco sarebbe iniziato il programma e non avrebbe mai potuto fare in tempo. Se lo ripromise per la volta seguente, passando con Candida. Era sempre un piacere fermarsi da loro. El ( come amichevolmente lo chiamava Georgia ) prosegui’ per Radio Puka Beach , dove fu accolto come sempre con tanto entusiasmo da Ted : “ Ciao Vintage People “ gli disse il boss. “ Ciao vecchio residuato revival “ lo derise amichevolmente lo speaker “ Sono prontissmo . Un po’ stanco dopo otto ore di lavoro. Ma col cuore che trasuda di musica al cento per cento !”.  “ E’ quello che voglio . Buon lavoro “ disse Ted.  Come sempre le due ore passarono veloci e piacevolmente . Un grande percorso che copri’ una cinquantina di anni buoni e tutto di ottima qualita’. Il bacino di utenti anche se non ampissimo era di almeno un quindicimila persone ed in tanti ascoltavano i programmi di Ellery in quanto molto professionali e competenti. Per lui era una cosa totalmente e assolutamente normale : era una cosa come un’altra. Per lui l’importante era che la gente si divertisse e si appassionasse al programma . E questo : succedeva !  Ellery prendeva una sorta di mancia per il programma…niente di piu’. Ma per lui era importante farlo : era come se avesse un contatto diretto con tante persone e questo lo rendeva felice.  Nel frattempo alle 19.30 arrivo’ la pioggia e bisognava essere sinceri : l’atmosfera in cima alla collina , era discretamente spettrale . Fuori giravano due cani addestrati : Buck e Toy. Ted li aveva comperati specialmente per la notte ! Durante il giorno c’era sempre qualcuno in sede , ma la notte era solo e la casa piu’ vicina era a circa mezzo miglio. Un paio di cani sarebbero serviti ad evitare delle eventuali spiacevoli sorprese.  Will Torrence comunque non si era fatto sentire , Il che rendeva un po’ misteriosa la sua presenza in paese. Dopo Ellery sarebbe toccato a Roby Bear , una sua vecchia allieva di quando lavoravano insieme a radio Pacific, una piccola emittente oramai chiusa da oltre un ventennio. Era una ragazza un po’ piu’ giovane di Ellery , magra e fine, con la passione dei Beatles. Quando lo speaker fini’ il suo programma si salutarono calorosamente : erano vecchi amici . Quindi usci’ senza ombrello : doveva fare una trentina di metri per arrivare alla sua macchina , una utilitaria europea  col motore diesel. Preferi’ farsi accarezzare dalla pioggia primaverile che a lui apparve soffice ed estremamente piacevole. Pazienza se si bagnavano i capelli e gli occhiali. Ellery adorava questa pioggia che era come una manna : nutriva il suo spirito.  Entrato gocciolante in macchina chiamo’ Candy e gli disse che per le 20.30 sarebbe arrivato a casa. Anche questo venerdi’ si stava lentamente esaurendo. Un po’ di pioggia avrebbe reso piu’ fresca la serata e reso l’aria piu’ tersa e cio’ avrebbe assicurato una bella dormita. Rasento’ il pontile ma di Dino ma c’era nessuna traccia . La luce era accesa all’interno della  casa, ma lui non era in veranda . Prosegui’ quindi verso la sua abitazione  dove lo stava aspettando la moglie ed una ottima cena fumante. Ellery non era magro : gli piaceva il buon cibo ed il connubio con una buona cuoca , gli aveva fatto prendere un filino, anzi due, di pancia. Ma era un dato di fatto  : il buon cibo ed il buon vino erano una passione di Ellery . Per il buon vino beh…non dimentichiamoci che il suo idolo era il grande Dean Martin ( ah ah ah). Ma il tutto era sempre  fatto con testa e cognizione. Per il cibo , a parte qualche camminata e qualche rarissima partita a tennis, non faceva molto e quindi l’adipe , aveva un gran bel campo libero.  Va beh…nessuno e’ perfetto ed El non lo era sicuramente . Si sveglio’ molto presto e si avvio’ in cucina. La luce non si accese : la lampadina era saltata. Ando’ a rovistare nello sgabuzzino , ma non ne trovo’ neanche una della giusta misura. Decise allora di fare un salto da Dino. Lui era solito alzarsi presto ed era facile trovarlo in veranda che faceva colazione. Avverti’ Candy che andava e tornava in dieci minuti ed usci’. L’aria era fresca e tonificante. In tre minuti era al Bazar. Il vecchio Dino non era presente in veranda. Allora si avvicino all’entrata del negozio e busso’ : la porta si sposto’ leggermente all’interno.  “Dino non deve essere tanto  lontano, se la porta e’ aperta  “... penso’ Ellery . Entro’ esordendo con un “ Buongiorno !!! “ ma non ebbe risposta.  Vide qualche oggetto a terra e comincio’ a sospettare qualcosa. Perimetro’ internamente il locale e arrivo’ sino al bancone cassa : mancava una foto appesa … sapete , di quelle che parlavamo all’inizio…riguardanti le star che erano passate almeno una volta dal suo negozio.  Si affaccio’ dietro al bancone e vide Dino, in terra, privo di sensi, con una profonda ferita all’addome . Aveva perso tanto sangue.  .  Tasto’ il polso’ e seppure flebilmente il cuore batteva ancora.  Prese il cellulare e chiamo Tody dicendogli di mandare subito un ambulanza e di venire subito. Chiamo’ subito anche Candy e la avverti’ di cio’ che era successo . Ellery piangeva : Dino era un suo amico da lungo tempo e la cosa che lo faceva imbestialire era che era una persona veramente per bene, che non si meritava tutto cio’.  Fece un paio di foto veloci e attese l’arrivo di Tody che arrivo’ in un batter d’occhio : “ Ellery…ma cosa e’ successo ? “ .  Gli spiego’ brevemente della lampadina..che ne cercava una nuova ed era passato al bazar.  Non c’era molto da dire. Aggiunse che a parte il bussare alla porta non aveva toccato niente e che la scena era perfettamente libera da qualsiasi contaminazione. Arrivo’ l’ambulanza e dopo che l’agente Canelli ebbe  fatto le foto di rito, Dino fu caricato in barella, intubato e portato d’urgenza in ospedale. Ellery avverti’ il lavoro che avrebbe tardato un paio d’ore spiegando la situazione : era sconvolto e voleva riprendersi un attimo prima di prendere la macchina in mano. Quando usci’ dal bazar trovo’ Candy ad attenderlo . La abbraccio’ forte e gli spiego’ cio’ che era successo.  “ Ma chi puo’ aver fatto tutto questo a Dino ? “ disse la ragazza. “ Non ne ho idea Candy , ma faro’ del mio meglio per aiutare Tody a scoprirlo “ rispose El.  Era molto provato : in cuor suo si tormentava per non essere passato ancora prima e magari la sera prima quando aveva visto la luce accesa. Se magari la mattina fosse arrivato  presto , forse avrebbe avuto piu’ possibilita’ di anticipare l’ambulanza ? I pensieri lo tormentavano e non poco , ma poi arrivo’ alla conclusione che comunque Dino era ancora vivo e che proprio grazie a quella fottuta lampadina….aveva potuto passare molto prima dell’apertura del negozio, quando poi tutti si sarebbero preoccupati dell’assenza del vecchio gestore.  “ Tody….” Disse Ellery “ Metta un uomo a piantonare Dino . Chi ha tentato di farlo fuori, potrebbe ritentarci!” . “ Penso sia una ottima idea “ rispose il tenente “ Finche’ le acque non saranno piu’ tranquille e’ meglio cosi’ “ .  Nel frattempo arrivo’ Donald , il socio di Dino :  “ Ho appena saputo . Una disgrazia .  Come sta adesso ?” . “ Buongiorno Donald “ esclamo’ il tenente “ E’ vivo ma non sappiamo come sia messo. Lo hanno portato in ospedale . Ha perso tanto sangue. Non sappiamo ancora niente di preciso. Ti informeremo appena sappiamo qualcosa di certo. Intanto per oggi il negozio rimarra’ chiuso : area sotto sequestro. Da domani potrai riaprire se lo vorrai ! “ . “ Va bene tenente “ rispose “ Oggi è meglio cosi’….non avrei la forza e neanche la volonta’ necessaria per aprire in questi momenti “ e si allontano’.  “ Vuoi venire a dare un occhio dentro ? “ domando’ Tody a Ellery . “ Con estremo piacere “ ed entro’ , indossando prima dei copri suola per evitare di contaminare la scena del tentato omicidio.  All’apparenza sembrava non mancare niente. Ma decisero che una ulteriore scannerizzata visiva non avrebbe fatto male, anzi !  “ Tody “ urlo’ Ellery “ Venga. Qua manca un coltello tra tutti quelli esposti !”.  “ E’ vero “ rispose “ Potrebbe essere l’arma del delitto . Sono coltelli da sub. Ci mettiamo subito alla ricerca “ .   “Io non lo cercherei lontano , tenente .  Se l’assassino e’ stato colpito da una sorta di raptus o comunque non sia un professionista … lo avra’ gettato sicuramente nell’oceano..in un gesto disperato. Non è detto, ma al momento e’ la via piu’ veloce che possiamo percorrere”.  “ Mando subito un paio di sub a scandagliare la zona. E…hai visto che in cassa non c’è un dollaro che uno? “ . “ Interessante “disse Ellery “  Ma qua dentro ci sono cose di valore e sembra che non manchi niente. Questi orologi da sub per esempio…valgono parecchio. Non ha senso lasciarli li.  Proviamo a cercare i soldi nell’appartamento di Dino : magari li ha riposti da qualche parte in attesa di versarli in banca questa mattina !”.  “ Mando subito un agente a cercare “ rispose Tody.  Non emersero altri particolari interessanti . Una prima perquisizione alla ricerca dell’incasso giornaliero , non diede nessun risultato. Furono messi i sigilli alle entrate e misero un agente di piantone. Ben presto la notizie dell’attentato a Dino fece il giro del paese. In tanti andarono ad osservare il bazar e a cercare di sapere qualcosa. Ellery si fermo brevemente con tutti a spiegare cio’ che si poteva ovviamente dire , essendoci il massimo riserbo nelle indagini  e penso tra se e se che un’altra giornata di quelle epiche…si era appena abbattuta come un uragano estivo..su Puka beach. Con calma Ellery riordino’  le idee…tiro’ fuori un taccuino e si segno le cose piu’ rilevanti che aveva visto Da  quando era entrato ,  sino al tempestivo arrivo di Tody. Aveva anche un paio di foto a supporto e una miriade di cose che gli frullavano in testa e che ora stava cercando con calma di mettere su di un foglio. Lui … una penna ...  un pezzo di carta … e mille immagini che si rincorrevano a vicenda. Che caos…! Saluto’ Tody, saluto Candy e si diresse al lavoro, chiedendo cortesemente al tenente di aggiornarlo costantemente sulle condizioni di Dino.  Le notizie che arrivavano dall’ospedale non erano buone : “ Ha perso molto sangue ed ha avuto una emoraggia interna importante “ disse Tody “ Non nascondo che le condizioni siano disperate. E’ stato operato ed e’ in terapia intensiva. Adesso sta a lui, al suo fisico e al suo angelo custode “.  Il pensiero di Ellery era rivolto sempre a Dino e pregava per lui.  Quando usci dal lavoro ando’ a casa : era arrivato nel frattempo  il materiale che J.Jade ( sua figlia ) gli aveva mandato. Scarico’ tutto e diede una veloce occhiata . Le foto erano veramente tante e si ripromise di vederle con piu’ calma.  Era pronto da mangiare e a tavola ovviamente si parlo’ molto di quanto era successo. Nessuno dei due si capacitava di quanto fosse  successo . Il punto principale era che non riuscivano ad immaginare nessuno che avesse potuto fare una cosa simile ad una persona che era buona come il pane e che andava d’accordo con tutti.  Le ipotesi erano tante : una rapina finita  male ?  Una ritorsione? Una vendetta ? Un patto con qualcuno andato a male ? Un suicidio ? Non arrivarono a nessuna conclusione ,  anche perché entrambi erano molto stanchi e duramente provati dagli eventi. Decisero di fare due passi per distendere i nervi. Passarono davanti al Bazar di Dino : vi era di piantone , l’agente Corrigan e vi sarebbe rimasto tutta la notte . Al mattino avrebbe ricevuto il cambio e a meta’ giornata Donald avrebbe potuto riaprire il negozio. In mattinata erano previsti gli ultimi rilevamenti e controlli e poi i sigilli sarebbero stati rimossi. Ellery guardo’ con Candy il materiale fotografico che gli aveva mandato J.Jade  : era interessante ed esaustivo ma non sembrava dare qualche particolare spunto utile o almeno cosi’ sembrava al momento . Decisero di andare a letto , vinti dalle emozioni e dalla stanchezza accumulata. Non fu un sonno tranquillo, ma cio’ era quasi scontato. Si svegliarono alle prime luci dell’alba con il cellulare che squillava  : era il tenente Tody : “ Buongiorno e scusate l’ora cari ragazzi, ma volevo comunicarVi che abbiamo trovato il coltello . Appena abbiamo avuto la luce disponibile necessaria , abbiamo ripreso le ricerche . Era ad una cinquantina di metri dal bazar ad una profondita’ di 6 metri.  Lo abbiamo cercato tutta la notte e lo abbiamo appena trovato. Avevi ragione Ellery : e’ un coltello del bazar, c’è ancora il cartellino del prezzo attaccato. E’ stata a questo punto una cosa sicuramente improvvisata. L’assalitore ha preso la prima cosa che gli e’ capitata tra le mani e poi se ne è liberato subito dopo gettandola con vigore in mezzo all’oceano. Fortunatamente il coltello era abbastanza pesante e la corrente non è riuscita a portarlo lontano. Adesso è difficile dirti se ci sono impronte. Il salmastro potrebbe avere deteriorato eventuali tracce. Ma il coltello è quello : e’ ancora sporco di sangue . Abbiamo fatto un passo avanti … ma ancora ne dobbiamo fare. Direi che l’intuizione era esatta.  “ .  “ Bella notizia “ disse Ellery “ Intanto abbiamo l’arma e non è poco. Speriamo ci possa dire qualcosa. Se passo da lei dopo il lavoro puo’ farmi vedere le foto che sono state scattate sulla  scena del delitto ? Ah….secondo me non sarebbe male chiedere alla societa’ telefonica un tabulato con tutte le telefonate dell’ultimo mese in entrata ed in uscita dal bazar ; magari esce qualcosa di interessante ! “.  “ Provvedero’ ! Dopo ti informero’ sulle condizioni di Dino. Un passo alla volta e speriamo di uscirne presto e vincitori. Buona giornata a tutti e due!”. “ Anche a lei Tody “ e riappese. Riferi’ a Candy la sintesi della telefonata. “Ottimo “ disse lei “ Una cosa importante è stata fatta. Adesso deve guarire Dino e dovrete trovare chi lo ha assalito. Ma se il buongiorno si vede dal mattino….!”. La giornata trascorse senza ulteriore sussulti. E da questo punto di vista : meno male. Ellery di sabato lavorava solo al mattino e dalle 13 alle 15 aveva un paio di ore in radio : Candy era ancora al ristorante e si sarebbero ritrovati entrambi a casa per le 16 circa. Passo’ velocemente da Tody ma non c’erano particolari novita’ su Dino. Ma il tenente ,  gli aveva fatto preparare una bella cartelletta con dentro foto e un dettagliato resoconto della scena del delitto.  Dopo due veloci  chiacchere , El ringrazio’ Tody del pacco regalo e si diresse a casa. A questo punto tiro’ fuori tutto il materiale di Tody, tutto il materiale spedito dalla figlia e le foto e gli appunti che si era preso scrupolosamente. Candy gli porto’ una bella Bud fresca e preferi’ lasciarlo assorto nei suoi pensieri , mentre preparava la cena . La prima cosa che fece fu quella di fare mente locale sulle foto mandate dalla figlia . Voleva partire da una cronologia logica. E cronologicamente parlando, la gara di surf era la prima cosa da esaminare. Si prese tutto il tempo necessario per analizzare tutte le foto . Fu incuriosito da un paio di fotogrammi. Era un appassionato dei film di Blake Edwards e dei fratelli Zucker, dove spesso il particolare stava dietro alla scena principale . E furono due particolari sullo sfondo che lo incuriosirono. Prese le due foto , le scannerizzo’ e le mando’ a Tody , con la specifica richiesta di capire cosa avesse in mano la persona che stava discutendo con Tommy Ranghetti. A El non importava la scena principale, ma quello stava succedendo alla spalle. Fece un sorriso tra se e se…un po’ sardonico. Forse stava intuendo qualcosa, ma i contorni erano ancora poco definiti, molto sgranati. Archivio’ le foto della figlia e  passo’ alla cartelletta di Tody. Lesse attentamente il rapporto. Non si segnalavano segni di effrazione. Voleva dire tutto , ma anche niente. Dino soleva spesso stare in veranda e faceva avanti ed indietro dalla porta del negozio. Non erano presenti segni di collutazione. C’era solo una foto che mancava dalla parete. Cerco’ di sbirciare tra i frammenti di vetro che ricoprivano la cornice. Sembrava che Dino la avesse scelta per dare un ultimo indizio. Ce ne erano tante altre a disposizione,  appese….ma lui scelse quella di David Cassidy. Anche qui abbozzo’ un mezzo sorriso. Forse anche in questa foto aveva notato qualcosa? Anche nella manciata di foto che lui stesso aveva scattato , pareva  quasi che Dino stringesse quella cornice proprio per dare un indizio. Poi c’era il coltello . Era stato ritrovato, ma ci sarebbero voluti almeno due giorni  per vedere se fosse stato possibile recuperare delle impronte digitali. Chi poteva avere interesse a voler uccidere Dino ? Ellery chiese a Tody se in negozio esisteva una rubrica con i numeri telefonici usati dai due soci , ed ebbe risposta affermativa. El allora chiese se poteva dare un occhio ai nomi e a fare controllare i numeri che non erano associati a nessun nome.  Si stava lentamente mettendo in moto . Non c’erano sfortunatamente delle riprese con delle telecamere. Non vi erano mai stati episodi tali da giustificare una simile installazione. Quello che non si era visto , bisognava ricostruirlo mentalmente , cercando di far combaciare  i numerosi ma slegati tasselli del puzzle … ancora tutti mescolati. Non era facile, ma Ellery ce la stava mettendo tutta. Ad una certa ora ,  la cena era pronta. El spense il computer e ando’ a tavola per consumare l’ottimo cibo preparato da Candy. Ma era cupo e pensieroso . Aveva una mezza idea, ma era tutto da assemblare  pazientemente. Chiese a Tody di mettere due persone a piantonare Dino. L’assassino o meglio, il presunto attentatore, era ancora a piede libero e la vittima poteva essere ancora in pericolo.Poi ci ripenso’ e decise che forse la cosa migliore sarebbe stata quella di annunciare la sua morte . Solo cosi’ l’attentatore avrebbe potuto rinunciare ad un ulteriore tentativo di finire l’opera iniziata. Ellery era fiducioso che l’incastrarsi di qualche tassello entro breve tempo avrebbe sbloccato la situazione e il dichiarare Dino come morto … avrebbe in qualche modo spinto la situazione verso una evoluzione interessante. Era sabato sera , ma l’impressione era che la serata sarebbe stata lunga . Uscirono per andare a bere qualcosa al Surfers :  “Ciao J.Luke “ disse El rivolto al boss del locale, nonche’ suo boss quando faceva le serate revival.  “ Ciao El “ rispose “ Ho sentito di Dino :  che disgrazia . Spero se la cavi e bene . Siamo rimasti tutti sconvolti da questa cosa. Accomodatevi.  Vi porto il solito ? “ . “ Si grazie” rispose Candy. Lui prendeva sempre un bianco frizzante e lei una fresca coca cola, senza ghiaccio.  Decisero prima di rientrare a casa di passare da Tody che era di turno. Erano da lui quando arrivo’ la telefonata dell’agente a piantone di Dino : “ Capo, qualcuno ha tentato di entrare dalla finestra . Ho sentito dei rumori e sono entrato subito. Ho solo fatto in tempo a dare un pugno al collo dell’attentatore  che stava gia’ fuggendo dalla finestra. Dino sta bene e il soggetto non ha fatto in  tempo a fare niente. Aveva un cuscino in mano che mi ha lanciato addosso : forse voleva soffocare il poveretto. Non ho sparato perché c’era gente in zona. “ . “ Ottimo lavoro . Arriviamo subito “ e poi rivolto alla coppia “ Forza salite in macchina con me…si va all’ospedale. Hanno tentato di fare fuori Dino . Ora faccio diramare anche l’avviso che è morto e cosi’ facciamo partire anche il tuo piano !”.  Arrivarono all’ospedale e cominciarono subito a setacciare la stanza alla ricerca di qualche indizio. All’interno non trovarono niente.  Il pronto intervento dell’agente aveva evitato danni peggiori.  “ Scusi agente “ chiese El “ Quando e’ riuscito a colpire in qualche modo l’aggressore ? “. “ Era gia’ mezzo fuori dalla finestra , che si stava lanciando  verso il marciapiede . Qua siamo solo ad un piano rialzato….se una persona e’ un po’ agile ce la fa a salire e scendere con un po’ di pazienza. Poi qua siamo verso il retro dell’edificio…..e con un po’ di buio….e’ piu’ facile. “.   Tody chiamo’ la squadra preposta ai rilevamenti :   “Scandagliate il metraggio in basso ,  intorno a questa finestra e se esiste la benche’ minima traccia di qualcosa…trovatela !”.  Per i successivi trenta minuti la squadra scandaglio’ minuziosamente la zona e torno’ con un sacchettino trasparente  e parlo’ con Tody. Questo poi si rivolse verso Ellery e Candy : “ A parte un po’ di sabbia…e qualche frammento di carta, hanno trovato solo questo “ e gli mostro’ il reperto.  Era una scheggia bianca di circa 4 millimetri…niente di piu’ .  “ Cosa puo’ essere ? “ domando’ El .  “ Non saprei “ disse Tody “ La mandiamo subito ad analizzare. Sembrerebbe un qualcosa di calcareo !”.  A Ellery si accesero gli occhi : forse un altro tassello si stava materializzando. Ma non era ancora sicuro neanche di questa ultima scoperta. “ La prego “ disse El “ Potrebbe voler dire qualcosa “ Mi faccia sapere al piu’ presto cosa le dira’ il laboratorio !”  . “ Va bene , se per te e’ cosi’ importante, faccio il possibile “.  Ellery tornando a casa parlo’ delle sue teorie che ora gli sembravano piu’ concrete e la moglie concordo’ che poteva essere anche plausibile il tutto…..ma che al momento era forse prematuro il j’accuse da formulare. Una volta arrivati i tabulati e l’ingrandimento della foto…. qualcosa in piu’ in mano lo avrebbero avuto. E poi c’era sempre l’esito delle impronte digitali. Insomma : tanta carne al fuoco e ad Ellery piaceva grigliare . Il suo segreto era rigirare spesso la carne … in modo da dargli una cottura lenta ed uniforme. E cosi’ avrebbe fatto anche in questo caso : una cottura lenta … girando e rigirando.  Erano le 24 quando arrivo’ la gradita telefonata di Tody : “ Ciao Ellery e scusate il disturbo .  Due cose : il materiale ritrovato era  del calcio …carbonato di calcio e fosfato di calcio . Poi … domani mattina avro’ i tabulati telefonici e anche l’ingrandimento che mi hai chiesto !”.  “ Perfetto e per le impronte digitali ?” . “ Ci stiamo lavorando. Non e’ cosi’ semplice . C’è stato un tentativo di cancellarle … poi il salmastro ha fatto il resto  , ma forse abbiamo una parte che possiamo recuperare!” . “ Ottimo : domani mattina passo da lei. Buonanotte “. Piano piano la cottura si stava completando : era la notizia che voleva sentirsi dire. Aveva un mezzo sospetto da dove potesse venire quel piccolo frammento. Ma ancora era presto per trarre conclusioni ufficiali. Domenica mattina : un momento che notoriamente e abitudinariamente e’ considerato come momento di relax . C’è chi taglia l’erba al prato, chi sistema il garage, chi poltrisce davanti alla televisione, chi va a fare footing e tanto altro ancora. Intanto una buona colazione in compagnia della persona amata era sempre una cosa positiva : punto primo. Punto secondo : c’era sempre la grigliata da seguire ... perchè stamattina ci sarebbero state interessanti costine da girare e rigirare …. nell’ufficio di Tody. Ovviamente ci stiamo riferendo a quella virtuale che stava seguendo Ellery … con tanta carne al fuoco pronta per essere cotta.  Una cosa alla volta : prima la colazione. Questa mattina … american coffee e muffin. Un minimo di pausa ci voleva. Il tempo al momento  era sereno anche se all’orizzonte si profilavano nuvole minacciose. L’aria fresca della costa e il profumo dell’oceano erano due cose che Ellery adorava : poteva stare seduto in terrazza per svariati minuti a gustare questo binomio. Ma oggi non c’era tempo. Tody lo aspettava alla centrale per sottoporgli le ultime novita’.  “Buongiorno Ellery “ accomodati “ Penso che tu abbia avuto delle intuizioni felici . Comincio anche io a vederci piu’ chiaro . A proposito….ho fatto diramare la notizia della morte di Dino e vediamo se il pesce abbocchera’ ! “ . Si sedettero e cominciarono ad analizzare i tabulati delle telefonate. Erano veramente tante , come si addice ad un negozio  : c’erano fornitori….amici…conoscenti..parenti…colleghi e un numero che nella rubrica non era associato a nessun nome.  “Sa mica tenente a chi corrisponde questo numero che ricorre frequentemente tra le tante  telefonate ? “   “ Ho gia’ fatto controllare : corrisponde al numero di cellulare di Tommy Ranghetti  !”.  “Perfetto tenente . Non che io pensi che sia lui il colpevole..sia ben chiaro. Ma il tutto è legato all’ingrandimento che le ho chiesto !” . “Eccolo “ disse Tody “ Porgendogli il tutto . Ma guarda un po’….sempre Ranghetti e questo signore gli sta consegnando un bel pacchetto di banconote! “.  “ E’ di spalle…ma assomiglia molto ad una persona che penso possa essere la stessa persona che ha accoltellato Dino . La nostra fortuna potrebbe essere la canottiera . “  “ Ti dice qualcosa ? “ chiese Tody  .  “ Diciamo che mi fa … vedere qualcosa !. La foto in terra alla quale era abbracciato Dino, ma oramai col vetro sbriciolato , mi ha dato il primo imput : perché avrebbe preso la foto di David Cassidy ? Chi lo ha fatto è cascato male, non sapendo che io ne sono un profondo conoscitore e fan. E’ una foto piu’ recente, David appare un po’ invecchiato rispetto ai fasti. Ma …..Dino voleva indicarci comunque un qualcosa . Se andiamo su google e digitiamo immagini di David Cassidy anni settanta…aspetti che lo facciamo…ecco cosa appare ... voila’! Le ricorda qualcosa ? “   Tody annui’……!   “Certo che mi ricorda qualcosa…e anche qualcuno! Certo che se non avessimo altri appigli…sarebbe un po’ poco di fronte al giudice, ma e’ pur sempre un indizio. E comunque Dino non è morto..e la speranza e’che  possa dirci lui il nome dell’aggressore. “  El riprese : “Altro tassello : il materiale ritrovato fuori dalla finestra di Dino : cerchi di che materiale è fatto l’indizio che ci ha lasciato  Dino con la foto di Cassidy e vedra’ che le cose combaciano.  Con le impronte digitali avremo la certezza assoluta che il colpevole’ e’ proprio lui ! Il movente e’ abbastanza chiaro. Ma spiegheremo il tutto a tempo debito e opportuno. Tenente , faccia venire un po’ di gente stasera in centrale e proveremo a spiegare un po’ di cosette : chiami tutte le persone coinvolte nella faccenda … da Ranghetti a Girato … da Donald a Torrence … da Ted alla Norabesco.  Cerchiamo di confondere le acque e di insospettire tutti…e nessuno !”.   “ A che ora vuoi che fissi la simpatica riunione ? “ chiese il tenente .  “ Io direi per le 18, cosi’ diamo tempo a tutti di organizzarsi e pianificare !”.  “Perfetto “ rispose l’ufficiale.  Ellery stava realizzando che il cerchio si stava stringendo e anche Tody aveva perfettamente compreso le sue intuizioni. Usci’ dalla centrale di polizia e si incammino’ verso il ristorante dove lavorava Candy. Oggi avrebbe mangiato lì…non aveva voglia di stare da solo in casa. Passo’ nei pressi del bazar e vide che era ancora chiuso. Forse Donald era provato dal dolore e voleva tenere chiuso? Oppure non aveva minimamente intenzione di riaprirlo e cambiar totalmente attivita? Non ando’ ad approfondire. Non ne aveva voglia e neanche gli interessava : la sua mente era tutta concentrata per l’imminente pomeriggio. Ma mancava ancora tempo : un buon pranzetto a base di cibo italiano … non sarebbe stato male … anzi ! Il locale si stava riempiendo : la domenica a prescindere dalla stagione era uno di quei giorni dei quali  la proprieta’ non poteva assolutamente lamentarsi … era sempre pieno.  Si mangiava bene, il prezzo era giusto e la gentilezza e la cortesia di Candida facevano il resto nell’accogliere con gentilezza gli avventori. E non era poco : in questo mondo di maleducati, opportunisti e menefreghisti, Candy rappresentava sicuramente una voce fuori dal coro. Il pranzo fu ottimo come sempre : El si tenne leggero. Un primo e un po’ di verdura. Adorava la pasta italiana e quando poteva … approfittava e se ne mangiava un bel piatto.  Un po’ di verdura locale poi … faceva sempre bene.  Saluto’ Candy e ando’ a casa : si butto’ sul divano per riordinare un po’ le idee e si appisolo’ per una mezz’oretta. La testa gli scoppiava : tanti pensieri e particolari che era sicuro che gli sarebbero potuti sfuggire. Le cose essenziali c’erano. Aveva iniziato a piovere nel frattempo. E lui cosa fece ? Uscì in terrazza.. e si sedette su una sedia, facendosi bagnare da quella pioggia , soffice ed avvolgente,  della California primaverile … che lui amava tanto. Dopo di che, completamente fradicio … ando’ a farsi una bella doccia calda. Ne usci’ assolutamente rilassato fisicamente e mentalmente ricaricato .  Alle ore 16.30 rientro’ Candy dal suo turno lavorativo. Non pioveva piu’ . Vide nella cesta dei panni la roba tutta bagnata dalla pioggia e capi’ subito cosa il marito aveva fatto….e sorrise.  Fecero due chiacchere sugli ultimi sviluppi della mattinata da Tody. Al ristorante non avevano per ovvi motivi , potuto relazionarsi.  “ Il discorso fila “ disse Candy “ Presi tutti i particolari slegati tra loro , non dicono molto, ma accostati ed incastrati, danno  una bella forma distinta !”. “Spero che la ricostruzione che abbiamo messo su “ disse il marito “ regga e bene e che a fine giornata qualcuno, sia consegnato alla legge. Lo dobbiamo a Dino ! A proposito … non abbiamo notizie su di lui. E’ vivo … e’ sempre in terapia intensiva ma non si è ancora svegliato “.  Nel frattempo arrivo’ la notizia che Tody era riuscito a rintracciare tutti i personaggi interessati alla faccenda , direttamente e indirettamente … ed anche qualcuno in piu’, tanto per intorbidire le acque. Aveva incaricato J.Luke di preparare un piccolo catering per rendere molto informale l’ambiente : qualche tramezzino..un po’ di focaccia e affettato e qualche bevanda.  Tody decise di farlo nella stanza piu’ grande della stazione di polizia che era quella adibita agli  interrogatori.  Candy sarebbe rimasta al di la del vetro dove nessuno poteva vederla e lei invece poteva vedere tutti.  Aveva smesso di piovere e una cappa di umido stava ricoprendo Puka Beach. A partire dalle ore 17.30 cominciarono ad arrivare gli ospiti ( diciamo cosi’) del meeting organizzato da Tody e Ellery. Quest’ultimo non entro’ : si limito’ a mettersi da una parte ed osservare chi stava arrivando. Chi in macchina … chi in moto..chi a piedi … chi rilassato … chi teso. Insomma … si era messo in una posizione dove vedeva tutti ma nessuno vedeva lui. Quando tutti furono entrati , chiamo’ al cellulare Tody e gli chiese per cortesia di non fare uscire nessuno per cinque minuti e di portare tutti nella parte opposta al parcheggio, e che sarebbe entrato a brevissimo. Tody esegui’.  Alle 18.04 Ellery entro’. Candida era gia’ entrata, approfittando dell’arrivo di J.Luke del Surfers, che aveva portato il piccolo rinfresco richiesto. Anche lui era incuriosito di questo bizzarro teatrino per il quale non  aveva ricevuto molte spiegazioni. Rimase una decina di minuti per vedere l’evolversi della situazione. Si mise dietro alla vetrata a specchi con Candy. Fu il tenente che prese la parola per primo : “ Prima di tutto, un grazie di cuore per essere venuti. Alcuni di voi vengono da Puka Beach ed altri da piu’ lontano. Potete intanto, se volete, mangiare un boccone e bere qualcosa.  Come sapete la nostra cittadina in questi giorni , ha avuto una impennata di criminalita’ non indifferente . Era dai tempi dell’incidente alla Radio Puka Beach di Ted, che ringrazio di essere venuto anche lui, che non succedeva niente. Non abbiamo mai comunque avuto delle tangibili prove che l’incendio sia stato dovuto ad un attentato. Ma questa , oggi , non e’ la sede adatta per parlarne. La gara di surf ci ha portato l’attentato a David. Abbiamo qui Pasty che ci ha fornito una confessione completa e si e’dimostrata collaborativa. Si è pentita del gesto e paghera’ per quello che ha fatto. L’importante e’ che David se la sia cavata e che stia bene. Sam gli stara’ vicino e la ragazza se la cavera’ presto con la buona condotta. Purtroppo poi abbiamo avuto lo sfortunato episodio di Dino che ci ha colpito profondamente. Dino era uno di noi che  faceva parte di Puka Beach, quanto la nostra fontana della piazza principale. Una persona che si è fatta sempre ben volere da tutti per la sua gentilezza, cortesia ed amore verso la vita. La sua dedizione verso il paese lo aveva portato ad orientarsi verso uno stock di prodotti per la gente  del posto nel periodo invernale. Una grande perdita “.  Tra il gruppone , c’era ancora chi non sapeva della notizia della morte di Dino e ne fu molto provato. Ellery prese dunque la parola : “ Grazie anche da parte mia di essere intervenuti. Dino era un mio caro amico e mi piacerebbe assicurare alla giustizia , chi lo ha ucciso : per me, per il tenente Cody e per tutti coloro che erano suoi amici. Io non penso ad un tentativo di rapina andato a male, ma piu’ che altro ad un raptus al quale l’assassino e’ arrivato dopo aver ricevuto una notizia diciamo non positiva per lui. Purtroppo mi spiace dover dire che si tratta di una questione di soldi, ma non come la potreste intendere.  Una rapina bene organizzata avrebbe sicuramente portato piu’ soldi. Nel negozio c’erano degli articoli che avrebbero fruttato centinaia di dollari se venduti singolarmente . Il problema dei soldi lo aveva e da tempo, chi ha commesso l’omicidio. Una persona che aveva un disperato bisogno di contante  perché era indebitato sino al collo per via del vizio del gioco e delle scommesse. Tante cose mi han messo sulla traccia del colpevole. La prima e’ stato l’indizio che ci ha voluto lasciare Dino : ma ne parlero’ in seguito. Poi e’ stata la volta di una foto che mi mostrava il nostro Ranghetti mentre riceveva da una persona , una bella mazzetta di dollari !”.  “ Ma certo “ rispose il diretto interessato “ E’ il mio mestiere … lo faccio da sempre !”. “ Certo . Lo so “ riprese Ellery “ Ed infatti non e’ certo stato lei ad uccidere Dino. Ma mi ha molto incuriosito l’ingente scommessa che le è stata messa tra le mani. Di solito prende scommesse diciamo umane ed entro i limiti che sono consentiti dalla etica professionale del suo mestiere. E qui sicuramente … la cifra era ben superiore. Ma non siamo qui a discutere di cose che sarebbero di competenza degli uffici finanziari , ma di altro. Scommette forte chi è con l’acqua alla gola … questo è certo. Altro indizio : c’è stato un tentativo di aggressione al povero Dino in ospedale. Solo il pronto intervento dell’agente di guardia ha evitato il peggio. Ha messo in fuga l’aggressore e sulla scena incriminata e’ stato trovato un piccolo frammento bianco, che poi se vorrete Vi mostrero’. Scusi Girato : e’ vero che aveva fatto una offerta per acquistare il bazar ?”.   “Confermo la richiesta ed anche ben sostanziosa, aggiungo . Ma non si era mai concretizzata . Posso aggiungere che sono sinceramente dispiaciuto per la morte di Dino e in segno di rispetto, non faro’ piu’ nessuna offerta!”disse Neil.   “ Questo le fa onore “ riprese Ellery “ Mi son permesso di chiedere cio’ per avvalorare la mia tesi . Qua tra di voi c’è la persona che ha ucciso Dino. “ concluse pesantemente.  Tutti si guardarono l’uno con l’altro :l’aria si fece pesante . Ellery riprese : “ Cosa ha voluto indicarci Dino , afferrando in un gesto estremo, con l’ultimo anelito di vita, dopo che l’omicida era uscito credendolo morto ? Si è reso conto che non aveva le forze necessarie per chiamare aiuto , che non sarebbe riuscito a scrivere nessun biglietto. Ed allora ha fatto l’unica cosa che in quel momento gli pareva come la piu’ intelligente. Ha afferrato un quadro ed e’ stramazzato al suolo. Il quadro indica la persona che si è indebitata sino al collo per il suo vizio ( bastera’ chiedere a qualche strozzino della vicina Zuma …) ed e’ sempre la stessa persona che ha perso la piccola scheggia ritrovata appena sotto la finestra dell’ospedale dove c’era la stanza di Dino. A proposito : la foto che Dino aveva preso ed afferrato prima di stramazzare al suolo , era quella di David Cassidy !”. Di colpo  Donald schizzo’ fuori dalla stanza strattonando l’agente di piantone. Tody ordino’ ai suoi di inseguirlo. Ellery era tranquillo e si affaccio’ alla finestra che dava al parcheggio, giusto il tempo per  vedere Donald salire sulla sua potente moto e accorgersi che entrambe le gomme erano sgonfie. E sorrise. Nel frattempo due agenti piombarono su di lui e ne segui’ una collutazione. Nonostante la stazza imponente, Donald fu presto messo diciamo a cuccia e portato in guardiola . “ Ha visto Tody “ disse El “ Cosa ho fatto in quei 5 minuti scarsi che le ho chiesto di tempo ?”. ” Diavolo di un Ellery “ esclamo’ “ Ma vuoi spiegare a tutti quanti perché quando hai nominato David Cassidy, Donald e’ schizzato via ? “ .  Nel frattempo anche Candy era rientrata in stanza col gruppone e disse  :  “Prima che mio marito parli posso solo dire che forse Donald era uno dei pochi che non sapeva due cose : della passione di mio marito  per il Vintage e per…David Cassidy !”.  “ E’ vero “ disse Ellery “ La risposta e’relativamente semplice. Negli anni settanta , all’apice del successo di David, lui usava sempre portare un accessorio che è composto anche di calcio. Se digitate le immagini su google  di David Cassidy, ancora oggi la maggior parte di sue foto vi verranno mostrate con lui che aveva al collo una bianca collana vintage chiamata necklace Puka Shell. E l’unico che ancora la porta , oltre a me, del gruppo vicino a Dino era Donald, come Donald era nella foto mentre scommetteva forte sui risultati della gara di surf. Chiaro il quadro della situazione ?”. Tutti si guardarono allibiti. E riprendendo : “ L’unica via di uscita per lui  era quella di vendere il bazar. Dino non era in grado di riscattare la quota, perché il negozio non dava entrate favolose e avevano il giusto necessario per vivere bene, ma senza tanti  stravizi. Dino altresi’ non voleva vendere il bazar , del quale parlava sempre in termini di grande affetto. All’ennesima pressione di un Donald oramai allo stremo economico e disperato e al rifiuto da parte di Dino di vendere, il suo socio ha preso un coltello dal negozio ed ha accoltellato il malcapitato Cardone, gettando poi l’arma dalla finestra che dà dietro al pontile , direttamente nell’oceano. A questo punto e’ anche inutile analizzare quelle impronte un po’ sporche che sono state rilevate sopra la impugnatura, ma cari amici … sara’ comunque un’altra conferma alla sua colpevolezza come lo è stata la sua fuga. L’unico spiraglio , era rimasto uccidere Dino e mettere in vendita il bazar. Secondo me e’ stato preso da un raptus. Ma purtroppo , la verita’ la sapremo solo se e quando Donald confessera’ il tutto. A proposito , in calce a tutto questo c’è una gran bella notizia  e a dirvela lascio l’onore a Tody, che ci tiene immensamente  ad essere lui e che ringrazio comunque  dell’immensa fiducia e collaborazione che ha avuto verso di me e con me !”.  “ Grazie Ellery “ rispose l’ufficiale “ La bella notizia e’ che Dino non è morto. Abbiamo preferito spargere la triste notizia per evitare il ripetersi di un altro attacco alla sua vita. Sapendolo morto nessuno avrebbe tentato ancora di ucciderlo. Uccidereste voi un cadavere ? Ovviamente pero’ un agente e’ sempre stato a piantonare la camera , ma in maniera piu’ discreta . Dino è sempre stazionario e speriamo che riprenda conoscenza , ma il fatto che sia comunque ancora vivo , ci riempie di speranza. Ci scusiamo per aver fatto soffrire della gente annunciando  la sua morte, ma e’ stato necessario . Erano rimasti Tody, Candy, El e J.Luke che era tornato per sistemare quello che era avanzato del catering improvvisato ( ma era in un’altra stanza vicina ).  “ Che dire “ disse Tody “ In cuor mio son molto triste che questi gg abbiano portato  a Puka Beach questa spirale di odio, ma sempre in cuor mio sono felice di due cose. La prima e’ che al momento nessuna delle due persone coinvolte siano morte  e che i responsabili sono stati assicurati al lungo braccio della legge. La seconda e’ che abbiamo avuto modo di appurare che la collaborazione fattiva che c’è stata tra noi , tutti gli agenti e le strutture coinvolte ( che hanno offerto la massima collaborazione … come l’ospedale) e’ un qualcosa che va al di la di ogni valore. Grazie di cuore Ellery per essere intervenuto con le tue deduzioni sia per la Norabesco che per Donald. !”.  “ Grazie Paul “ disse Ellery “  Per me e’ stato un piacere. Devo dire che questa storia mi ha dato del dolce e amaro. Vedere uno che accoltella il socio per soldi è sicuramente una cosa triste, come è triste tentare di eliminare un concorrente per far vincere il fidanzato. Mi sembra che certi valori di una volta non ci siano piu’ … ed e’ questa la cosa piu’ triste. Tenga d’occhio Ranghetti , che sicuramente fa qualcosa borderline … e spesso anche non legale. Idem per Girato : si è dimostrato un uomo d’onore..e come tale le sua chiamiamole affiliazioni … potranno  essere qualche volta … un po’ discutibili.  Anche Torrence secondo me….ha una mania di espansione un po’ strabordante.  Adesso l’unica cosa che piu’ mi preme e’ che Dino si possa risvegliare e possa riprendere presto la sua vita normale … al servizio di se stesso, perché il bazar e’ molto importante per lui, e della gente di Puka Beach. “. “ Gia’ ” disse Candy “ Aspettiamo fiduciosi una chiamata dell’ospedale … e che questa chiamata sia estremamente positiva !”.  Nel frattempo stava passando J.Luke con qualche scatola in mano. Aveva finito di riassettare quello che era avanzato del catering e stava tornando al Surfers  . “Ellery “ esclamo’ “ Stasera Vi aspetto al locale….siete miei ospiti. Avete fatto un ottimo servizio verso noi di Puka Beach. Grazie “.  “ Grazie a te “ rispose Ellery “ Ci vediamo piu’ tardi allora ” .  La domenica si stava consumando … era stata una giornata intensa e assolutamente ricca di soddisfazioni. Rimaneva sempre quel gusto dolce amaro che qualche traccia di insoddisfazione lascia : ma direi che come un famoso aperitivo italiano dei tempi che furono … e’ stato come  un punt e mes ( una parte di dolce e mezza di amaro) il che rendeva la parte dolce … assolutamente maggiore .  La vita in fondo  e’ cosi’ : un mix di dolce e amaro … di proporzione spesso  variabile a seconda dei periodi.  La serata al Surfers fu piacevole : non c’era nessun avvenimento musicale ma l’occasione di gustarsi l’ottima pizza del locale in tutta tranquillita’… non si rifiutava mai. Due chiacchere con lo staff … e poi a casa … per il meritato riposo. La giornata era stata intensa e direi anche calda dal punto di vista meteorologico. Una bella doccia rinfrescante … e dritti a letto. Erano da poco passate le 2 del mattino e squillo’ il cellulare di Ellery : era Tody. “ Ciao El .  So che ti sveglio , anzi che Vi sveglio, ma dovevo dirtelo. Dino si è svegliato e i dottori dicono che se la cavera’. Sono andato subito da lui e mi ha confermato che e’ stato assalito da Donald. Era debole … e non ho voluto parlare con lui troppo a lungo. Ma le due cose importanti sono che  lui se la cavera’ ed ha  indicato  Donald come unico colpevole  ! Adesso Vi lascio dormire. Ciao ragazzi !”  . “Era Tody “ disse rivolto alla moglie “ Dino si è svegliato, se la cavera’ ed ha indicato Donald come suo aggressore “.  “ Bene “ disse Candy “ Alla fine …il cerchio si è perfettamente chiuso ...! “.  “ Gia’ ! Tody è stato gentile a chiamarmi. Adesso possiamo tornare a dormire e da domani a tornare alla nostra vita di sempre fatta di spiaggia, oceano, onesto lavoro, soffice pioggia, tanta musica, tanto buon cibo, ottimo vinello e tanto amore . Peace and Love Candy !” . “ Peace and love anche a te !” disse Candy.

 

 

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