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Recensione Paul McCarteny   Kisses on the bottom 

Era da un po’ ti tempo che sir Paul voleva incidere un album di vecchi classici: brani che ascoltava quando era bambino.  Si inizia con I’m gonna sit right down and write myself a letter : un brano molto jazzato che Paul interpreta con garbo e delicatezza.  Home rimane piu’ sul classico modello dei crooners. The glory of love e’ un bel lento con molte venature jazz.  MY Valentine  e’ un inedito : uno dei brani piu’ belli.  Una stupenda ballad, intensa  e struggente.  Bye bye blackbird e’ uno dei classici della canzone americana, cantato anche da Dean Martin.  Il cd si chiude con Only our hearts  : prezioso contributo di S.Wonder all’armonica.  Nella versione De Luxe sono presenti anche altri due brani ( Baby’s request e My one and only love).  Un bel disco che ha ottenuto un buon successo. Oltre a Wonder vede la partecipazione di Clapton e D.Krall.  Un album ( 16 brani)  smaccatamente d’altri tempi e interpretato con gran classe. Il vero Paul forse e’ un altro, ma questo e’ un signor album , per palati raffinati. Bravo Macca.

 

Recensione Ringo Starr  2012 

A distanza di due anni da Y not , l’eterno e inossidabile Ringo torma con questo suo nuovo lavoro.  Si inizia con  Anthem Un bel pop rock, nel quale ricorda i vecchi tempi al Cavern.  Molto carino il refrain. Wings e’ un rifacimento di un suo vecchio brano :  sempre piacevole.  Think it over e’ un brano di Buddy Holly : simpatico e qua in versione bubble pop ( molto anni 70). Si prosegue con Samba : ironico e divertente.  Un altro repechage riadattato : Step  Lightly .  Pop di classe.  In Liverpool e’ una delle mie preferite . Molto autobiografica, riguarda il periodo quando non apparteneva ai Beatles.  Il cd si chiude con Slow Down :  un bel rock and roll . Un bel disco, anche se  un po’ corto se vogliamo …solo 9 brani.  Un bel cast di collaboratori : Joe Walsh, Dave Stewart, Don Was, Edgar Winter e tanti altri.  Questo anno fara’ 72 anni : si diverte e fa divertire. Bravo Ringo : Peace and Love.

Recensione Red Hot Chili Peppers  I’m with you  

5 anni di pausa….lunghissimi e interminabili, con l’incognita di un future incerto.  Finalmente il nuovo album. Si inizia con Monarchy of roses:  inizio rock per poi sfociare un po’ nel pop ( quasi una versione dura dei Duran nel refrain). Um bel pezzo.  Decisamente rock al 100% Factory of faith.  Decisamente un pezzo molto interessante. Ethiopia e’ forse uno dei pezzi piu’ classici  della band.  Anche Look around si mantiene su questa linea. Forse meno graffiante di pezzi del passato ma sicuramente valido. Goodbye Hooray e’ molto ritmato e con un refrain molto azzeccato. Il cd ( 14 brani ) si chiude con Dance,dance,dance : un bel brano pop rock dalla ritmica spiazzante e variegata.  I RHCP hanno forse abbandonati certi atteggiamenti irruenti e ribelli del passato, offrendo con questo cd , un’immagine molto piu’ matura. Nonostante l’ennesima dipartita di Jack Frusciante ( rimpiazzato da Klinghoffer) la band sforna un album decisamente piu’ che onesto che ci dimostra che quando la voglia di fare bene c’è….la band ottiene ottimi risultati.

Recensione  Neil Young   A treasure

Un nuovo disco di Neil Young e’ sempre un avvenimento ed anche se questo cd contiene registrazioni  risalenti al periodo 1984/1985 , e’ sempre e comunque un avvenimento.  E’ un live registrato in compagnia di una mega band composta dalla crema musicale di Nashville . 12 pezzi in totale : 5 inediti ( lasciati fuori da Old Ways del 1985)…e qualche perla. Si inizia con Amber Jean :  un concentrato di country a 360°. Per essere piu’ precisi, un robusto country venato di rock. Are you ready for the country? Si conferma un grande pezzo del genere. Let your fingers do the walking è piu’ scanzonata : fa parte di quel country piu’ di nicchia, di contea. Flying on the ground is wrong ( una canzone della sua ex band Buffalo Springfield) e’ la mia preferita. Qua rivisitata in versione west coast è un autentico capolavoro. Motor City e’ invece un  blues decisamente convincente e …molto classico. Il cd si chiude con Grey Riders ( primo singolo estratto ) : un country rock da brivido.  Che dire : un bel cd. Young ha una grande passione per la musica country, che ogni tanto emerge prepotentemente e deve in qualche modo esternare. Queste registrazioni risalgono a 27 anni fa circa e sono.tremendamente attuali. La classe non è acqua. Da acquistare.

Recensione Human League   Credo 

Band storica post punk ( in attivita’ dal 77) poi trasformatasi in pop band con influenze elettroniche. Dopo di 10 anni di silenzio, ecco arrivare questo nuovo lavoro.  Si inizia con Never let me go : il tempo sembra essersi fermato. La band recupera da subito il sound che l’aveva resa celebre.  Night people è una delle mie preferite : da questo brano si puo’ capire l’influenza che questa band ha avuto su gente come Depeche Mode, Heaven 17 ( nati da una loro costola). Egomaniac ci fa rituffare nel pop elettronico tanto in voga negli anni 80.  Piu’ elettronica in Electric Shock. In Get Together Phil Oakey ( storico leader) da un’ottima interpretazione vocale. Il cd si chiude con When the stars start to shine : incalzante e spiazzante. Una delle mie preferite. Della serie : si incide poco , ma bene. Un grande disco straordinariamente coerente e affascinante. Se avete amato gli 80…e’ un must.

Recensione Joe Cocker Hard Knocks

Il leone di Sheffield ( classe 1944) ha pubblicato nell’ottobre scorso un nuovo album di inediti dopo circa 8 anni dal precedente Heart  and Soul. Si inizia con la title track : una miscela di blues e soul niente male. Get on prosegue su questa strada, ma il brano e’ piu’ marcatamente rock del precedente.  Tha Fall e’ un bel brano pop. Joe qua e’ piu’ morbido. Thankful e’ una delle mie preferite : una ballata ricca di emozioni. Il cd si chiude con I Hope : un buon blues , impreziosito da una grande performance vocale.  Un album che non aggiunge niente di nuovo alla carriera grandiosa di questo cantante, ma un prodotto ben confezionato e ascoltabilissimo. Lo colloco come ideale periodo….ai suoi anni 80..quelli della rinascita. Non è piu’ il Joe Cocker trasgressivo di Woodstock…ma emoziona sempre.

Recensione Eminem   Recovery 

Dopo un periodo non felicissimo il rapper di Detroit sembra risorgere con questo suo nuovo lavoro ( uscito lo scorso anno). Si inizia con Cold Wind Blows : lo stile è il solito dei primi lavori del cantante. Un rap duro e incalzante.  Si prosegue con Talkin’ 2 myself :  si prosegue per la stessa direzione.  Carino l’esperimento di No Love : un rap che contiene la campionatura di What  is love di Hadaway . L’accoppiamento e’ strano, ma funziona. Cinderella man ha un inizio alla We will Rock You ( con le dovute proporzioni) : qualche venatura pop. 25 to Life e’ uno dei brani piu’ belli  e qui il pop e’ ancora piu’ evidente, specie nella prima parte.Con  So Bad ritorna al suo primissimo stile ( Stan per intenderci). Almost famous è un pop rap di assoluta classe ( in duetto con Rhianna) . Il cd si chiude con Untitled : si torna la rap piu’ tradizionale. Premettendo che preferisco il rap modello Shugarill Gang , devo ammetere che Eminem ha sfornato un buon cd : solo per gli amanti del genere sicuramente, ma che apre anche una porticina al pop.

Recensione Peter Frampton  Thank you Mr. Churchill 

Quando poco tempo fa ho visto il nuovo disco di Peter Frampton in un market della grande distribuzione, devo essere sincero : mi sono emozionato. E’ stato come rivedere un vecchio compagno di scuola dopo tanto tempo. Ho parecchi vecchi album in vinile di questo grande chitarrista  e senza esitazione l’ho subito acquistato. Si inizia con la title track , e si capisce che con il tempo Peter avrà perso la sua chioma fluente ma non il talento e l’ispirazione. Un ottimo brano rock che ci riporta indietro di oltre un trentennio. Road to the sun prosegue sulla stessa via. Grandissima professionalita’ e una chitarra che è sicuramente ancora tra le migliori al mondo.  I’m due a you e’ la mia preferita : sembra uscita dalla sue produzioni anni 70. Segno che il tempo passa, ma non cancella.  Anche Asleep at the wheel si conferma un grande brano. Suite Liberte’ e’ un brano strumentale di notevole spesssore , tra il jazz e il fusion. Chitarre in grande spolvero. Si torna al rock tradizionale con I want it back. Il cd si chiude con Black Ice : una ballad. Nella versione europea sono previsti due bonus : I under stand e A Thousand Dreams. Dopo tanti anni Peter ( l’arcangelo biondo del rock) torna a collaborare con Chris Kimsey ( partner  dei suoi successi planetari) e lo fa con un ottimo album. Dopo aver vinto un grammy nel 2006, questo disco conferma l’enorme talento del cantante/chitarrista evidenziando una vena mai esaurita e ancora in grado di offrire ancora moltissimo. Un grande disco rock: niente di piu’…ma…vi pare poco?

Recensione  Cyndi Lauper   Memphis Blues   

Nuvo CD ( uscito in italia nel settembre 2010 ) per una delle piu’ belle voci del pop-rock. Il lavoro si ispira ad un genere che la cantante ama molto…..il blues.  Si inizia con Just your fool : un brano trascinante, impreziosito dall’armonica di Charlie Musselwhite.  Early in the mornin e’ un clasico del genere: qui troviamo come guest l’immenso B.B.King e Allen Toussaint al piano . Grande performance.  Si prosegue con How blue can you get? : Johnny Lang vi suona e canta. Un blues ruvido e graffiante. Don’t cry no more  ( un classico anche di Wilson Pickett  ) e’ un concentrato di soul e blues allo stato puro. Bellissima. Il cd si chiude con Crosssroads ( sempre con Lang ) : torniamo al blues grezzo e ruvido…quello immortale ( per chi ama il genere).  Un gran bel disco (11 trace) che ci conferma le enormi qualità vocali ed interpretative della “pazza” cantante americana . La clase non è aqua : ascoltabile anche per i non appassionati del genere.

Recensione Olivia Newton John A celebration in Song 

Un nuovo album di Olivia è sempre un avvenimento. Uscito nel 2008 , lo recensisco volentieri a distanza di oltre due anni, in quanto un ottimo disco ( di duetti). Si inizia con  Right Here with you : il passato ed il presente, visto che si misura  con la rampante cantante Delta Goodrem. Brave entrambe. Il brano non pecca di originalità : una ballad tradizionale, ma è comunque carino.  Find a little faith e’ con l’amico di sempre Cliff Richard : un brano lento per due grandi voci. The heart Knows è uno dei miei preferiti : un duetto favoloso con Barry Gibb ( Bee Gees ) che ha del sempre verde. Energico e rockeggiante e’ il duetto con Keith Urban : Sunburned Country. Olivia e’ imparregiabile  nella sua performance, sia nelle prime che nelle seconde voci. Reckless in coppia con John Farrar ( autore di tanti suoi successi) e’ il brano che volevo ascoltare da Olivia da tanto tempo : un tuffo nel suo periodo d’oro. Potrebbe essere stato inserito in Physical senza problemi. Il mio preferito in assoluto : bellissimo. Il cd si chiude con Beautiful Thing ( con Belinda Emmet ) : un bel brano pop.  12 canzoni che non sempre risultano azzeccate . Il duetto solitamente si risolve in un lento monocorde. Qua non sempre e’ cosi’ : le canzoni sono variegate e diverse tra loro. Non tutte sono riuscite ma sicuramente la buona parte si. In ogni caso è un disco di livello qualitativo piu’ che buono e che colloca Olivia come una grandissima interprete. La sua voce affascina ancora.

Recensione Duran Duran   All you need is now   

A distanza di tre anni dal deludente Red Carpet  Massacre I Duran prima sciolgono il contratto con la Sony e a fine 2010 lanciano su I Tunes  il nuovo album ( uscito “fisicamente “ poi  nel febbraio 2011 ).Si inizia con la title track : e subito si capisce che il fiacco album precedente e’ solo un brutto ricordo. Il brano è un tuffo neanche tanto nascosto nel loro periodo d’oro.  Vivace, brioso e ricco di sintetizzatori.  Bellissimo il refrain. Si prosegue con Blame the Machines : la Hungry like the wolf dei 2000 . Bella.  Leave a light on è una ballad  in pieno stile Duran . La voce di Simon Le Bon regge ancora bene.  Safe vede la partecipazione di Ana Matronic  e ci fa tuffare nella sbornia funky del vecchio Notorius.  Girl Panic : un’altra perla anni 80. Già l’introduzione e il riff della chitarra ti catapulta alle vecchie sonorita’.  Kelis partecipa a The man who stole a leopard : un brano molto introspettivo.  Il cd si chiude con il bellissimo lento Before the rain : una piccola perla.  Un Cd composto da soli 9 brani,  nessuno dei quali risulta futile . Sono tutti belli e ricchi della vecchia energia della band.  Per un vecchio duraniano come me, un bellissimo album. Sicuramente un grande prodotto : coerente e incredibilmente energico per una band sulla scena da un trentennio.  Bravissimi.

Recensione Confessions   Liza Minnelli 

 

Un monumneto vivente dello spettacolo( musica, cinema, televisione) : ecco come definire Liza Minnelli.  Questo suo lavoro arriva dopo un lungo periodo di problemi ( alcol, ictus…) dai queli sembra definitivamente uscita. Si inizia con Confession : il tempi sembra essersi fermato. Una sorta di intro di un minuto e mezzo nella quale Liza sfoggia il suo vecchio stile.  You fascinate me so ( un vecchio classico) e’ un brano tra il jazz e il classico. Bellissimo.  All the way prosegue sulla stessa strada : la sua interpretazione è impeccabile. Si torna al Jazz con This heart of mine. Close your eyes e’ un altro classico, riletto sempre in maniera unica ed ineguagliabile. Cito ancora He’s a Tramp e Moment Like This : quando la voce da un valore aggiunto a delle già belle canzoni. Un cd bellissimo, patinato e di gran classe.  Da comperare a scatola chiusa. Brava Liza : gli anni passano ma la tua voce incanta sempre.

Recensione  Guitar Heaven   Santana 

 

Nuovo lavoro per uno dei piu’ grandi chitarristi esistenti : un album di cover di grandi successi rock, rivisitati con il suo classico riff di chitarra ( uneguagliabile). Si inizia con Whola Lotta love ( grande hit dei Led Zeppelin). Una versione personalizzata e molto bella.  Sunshine of your love è una vecchio brano di Eric Clapton ( con i Cream).  Non è stato stravolto : molto vicino all’originale anche se diverso nella ritmica.  C’è anche spazio per i Beatles : My while guitar gently weeps. Bellissimo. Un altro super classico……Smoke on the water : e qua le chitarre di Carlos offrono una grande performance.  Little Wing ( di Hendrix ) e’ qua splendidamente cantata da J.Cocker. Invece in I ain’t superstitious abbiamo il bluesman Johnny Lang, che ci offre una tiratissima versione…graffiante ed efficace. Il cd si chiude con Under the bridge ( dei RHCP ). Quasi patinata. Un cd ( 14 tracce) di assoluta classe e raffinatezza.  Un grande cd.

Recensione   AC DC   Iron Man 2

 

L’uscita del film Irona Man 2 è l’occasione per raccogliere 15 dei piu’ bei brani della leggendaria band australiana alfiere dell’Hard Rock , in attività dal 1973.

Si inizia con Shoot to Thrill : bellissimo il brano. Ritmica possente e riff entusiasmanti. Rock’n’roll damnation prosegue sulla stessa strada, che tanto ha reso celebre questa band . La classe non è acqua e la band è sicuramente una delle migliori nel suo campo.  Black in black ( che da il titolo anche da uno degli album piu’ venduti di tutti i tempi) e’ un classico…un must..un evergreen che mai tramonta e mai tramonterà. Thunderstruck  e’ uno dei pezzi che preferisco del disco . Una coralità che ti prende e non ti molla piu’.  Chitarre graffianti e ritmi sempre possenti ne fanno un grandissimo pezzo. Fantastico il refrain ….che ripete TNT !

Il cd si chiude con un classico della band : Highway to hell ( autostrada per l’inferno). Un classico per gli amanti dell’hard rock. Il genere puo’ piacere o non piacere ma va riconosciuto agli AC DC una grande professionalità ed un’indubbia bravura . Bravi , non c’è che dire. Sono presenti brani cantati da entrambi i cantanti della band :  Johnson  e Scott ( morto nel’80).

Recensione Gino vannelli  The best and beyond

 

Noi lo conosciamo piu’ che altro per Black Cars, ma questo rocker canadese di origini italiane è in attività dal 1973. Questa raccolta non è  una delle solite raccolte tradizionali. I pezzi sono stati completamente stravolti con nuovi arrangiamenti e parti vocali. E’ uscito nell’ottobre 2009 ma ve lo propongo ugualmente in quanto molto bello.  Si inizia con People Gotta Move :  qua in versione piu’ fusion.  Wild Horses e’ uno dei suoi piu’ grandi successi :  un pop rock patinato di grande raffinatezza.  Brother to brother ( in versione lunghissima) prosegue sulla stessa strada.  Black cars è irriconoscibile appena inizia : dopo prende corpo , ma la versione qui proposta è completamente diversa dall’originale. Cio’ non toglie che sia molto affascinante. Meno pop e piu’ fusion.  Il cd ( 13 pezzi ) si chiude con Put the weight on my shoulders : una bellissima ballad.  Un cd fantastico : la classe non è acqua.

 

Recensione Madonna  Sticky & Sweet 

 

Con un’oltre venticinquennale carriera musicale Madonna approda a questo live a suggello del suo ultimo faraonico tour.  Il cd si apre con il Candy Shop Medley : un medley che pesca dal suo ultimo album in studio ( Hard Candy). Arriviamo a Human nature, un suo singolo del 1995 ( uno dei brani piu’ carini del live). Tre brani famosi in versione 2008 : Vogue , Like a prayer e Music : meglio gli originali sicuramente.  Il miglior brano in assoluto è la versione gitana di La isla bonita : bellissimo. Il cd ( 13 brani ) si chiude con Give it 2 me ( in origina tratto da Hard Candy). Un live che devo essere sincero , non mi ha entusiasmato. Un po’ troppo prefabbricato con basi  e basette ingombranti. Inoltre pesca dal periodo secondo me meno creativo e fortunato dell’artista ( che rimane sempre una signora artista). Mancano le migliori produzioni dell’artista e per un live e’ sicuramente una grossa lacuna.  Solo per appassionati.

Recensione Ringo Starr  Y Not

 

Una leggenda vivente che ha ancora tanta voglia di fare musica e divertirsi. In questo nuovo cd di Ringo troviamo grandissimi nomi della musica internazionale : Joe Walsh,Gary Wright,Edgar Winter,Dave Stewart,Benmont Teach, Joss Stone e Paul Mccartney.

Si inizia con Fill in the blanks : un convincente pop rock di classe. In Peace Dream al basso troviamo l’amico Paul .  Un bel brano : pop raffinatissimo, di quelli che non passano mai di moda. The other side of Liverpool rimane sulla stessa direzione mantenendosi un po’ piu’ rock. 

Walk with you ( scritta con Van Dyke Parks) è una stupenda ballad cantata in coppia con McCartney : stupendo risentire due Beatles cantare insieme.  Un pezzo molto bello che va a collocarsi secondo me nel repertorio anni settanta dei due cantanti. Everyone wins e’ scanzonata, allegra, in perfetto stile Ringo con un po’ di west coast in piu’.  La title track e’ un brano che occhieggia alle vecchie produzioni di George Harrison : un po’ orientaleggiante( con tanto di sitar) . Il cd si chiude con Who’s your daddy , un rock soul in coppia con Joss Stone che è veramente bellissimo ( uno dei miei brani preferiti di tutto il disco).

10 brani in tutto e tutti su piu’ che buoni livelli : un disco che adoro e che ho ascoltato tantissime volte. Adoro Ringo e la sua filosofia di vita e musicale. Un gran disco. Peace and Love.

Recensione Paul McCartney  Good Evening New York City

 

Testimonianza live di quello che sulla carta dovrebbe essere il tour d’addio di Sir Paul dopo 50 anni di onorata carriera che lo ha portato nelle vette piu’ alte dell’olimpo della musica. Se il proverbio che la classe non è acqua esiste, Paul ne è la testimonianza vivente. Oltre due ore di concerto sempre ad altissimo livello con anche omaggi ai suoi due ex compagni di avventura dei Beatles che oramai non ci sono piu’ ( Something per Goerge e Give peace a chance per John).  Il primo CD si apre con Drive my car : e il pubblico si scalda all’istante. Poi si prosegue con un alternanza di successi dei quattro scarafaggi ( The Long and Winding Road, Eleanor Rigby tra gli altri) e della sua carriera solista ( Band on the Run, Let me rolli t, Flaming Pie …).

Il secondo cd contiene piu’ canzoni dei Beatles ( si apre con Back in the USSR)  che spaziano dal rock di I’m Down e I Saw her standing There ( special guest Billy Joel) alle melodie di Yesterday e Hey Jude. Insomma : un grandissimo cd che va oltre al solito live. La varietà degli arrangiamenti che tingono a nuova vita le canzoni lo rendono ancora piu’ interessante. Paul è sempre in grandissima forma e la sua faccia da bravo ragazzo ( nonostante rasenti i settanta) e’ sempre rassicurante. Un disco impedibile che farà la goia di chiunque ami la buona musica.

Recensione  That Lucky Old Sun   Brian Wilson 

 

Classe 1942 , il signor Wilson ( mente dei leggendari Beach Boys)  ci offre questo suo nuovo lavoro solista. Il disco e’ del 2008 ma voglio comunque recensirvelo per due ragioni : la prima è che in italia e’ stato scarsamente distribuito e la seconda è…che è veramente un bel disco.

Si inizia con la title track : una vecchia canzone portata al successo da F.Laine. In vari refrain la troveremo spesso nell’intero cd  ( e mai nella durata originale). Arriviamo a Morning beat…in perfetto stile Beach Boys. Le armonie di Wilson ( che in America gode di un’enorme popolarita’) sono sempre avvolgenti ed entusiasmanti. Una piccola perla dell’album è da considerare Forever she’ll be my surfer girl : sara’ forse sempre il solito sound tipico di Brian…..ma è comunque intramontabile e affascinante.  Si prosegue alla grande con Live let live : una bella canzone pop.  L’autentico capolavoro dell’intero cd e’ per me Mexican Girl : un brano che sembra essere uscito dal periodo migliore dei Beach Boys: allegro…divertente, scanzonato e ricco di ritornelli carichi di armonie californiane. Amo spassionatamente questo brano. Piu’ o meno allo stesso livello e’ Oxygen to the brain, che sembra uscito da Smile ( album capolavoro del cantante ).  Si torna ai ritmi scanzonati con Going Home : surf a 360°. Il cd si conclude con Sothern California : un brano piu’ riflessivo del precedente che non delude. Atmosfere raffinate : da ascoltare ad occhi chiusi e…sognare.  Questo cd ( 17 tracce in totale inclusi dei brevi pezzi narranti) per me rappresenta in assoluto uno dei migliori lavori di Mr.Wilson : la classe non è acqua , e vicino ai settanta anni, questo signore che ha scritto grandissime pagine della musica pop, appare ancora  in grandissima forma. Un bellissimo disco. Bravo Brian.

Recensione Celebration   Madonna 

 

Ennesima raccolta per Lady Ciccone. Quest’ultima comprende  36 brani ( doppio cd). La raccolta copre abbastanza esaustivamente dagli 80 ai duemila, partendo dagli inizi della sua luminosa carriera sino ai giorni nostri ( con l’inedito Celebration) . Personalmente preferisco il periodo anni 80  dela cantante : canzoni come Holiday, Everybody, Into the groove, Dress you up, Material Girl,Open Your Heart ( e dintorni) sono delle chicche indimenticabile.  La sua produzione dei primi anni 90 risente un po’ della dance un po’ becera in voga nel periodo e alcuni brani non sono propriamente indimenticabili.Idem per i duemila . Dei due decenni salvo Hung Up,Beautiful Stranger e Vogue.

Una bella raccolta comunque ,  adattissima come strenna natalizia.

Recensione Whitney Houston   I look to you

 

A sette anni di distanza dall’ultimo cd in studio ( Just Whitney) la cantante ( in attività dal 1985 e nata a Newark – USA-) torna a noi con questo nuovo lavoro.

Si inizia con Million dollar bill : la partenza e’ di quelle giuste. Subito un ottimo gorgheggio vocale, giusto per dimostrare che la Houston è tornata! I ritmi sono a metà tra il Philadelphia sound e il Motown style. Un bellissimo brano.  Si prosegue con Nothin’ but love : decisamente black questo brano.  Danzereccio ma non troppo.  La title track e’ degno dei migliori brani lenti tipici della carriera di Whitney. Si parte piano per poi dare ampio spazio alla vocalità della cantante ( una delle piu’ belle voci degli ultimi trenta anni).  I like never left e’ un duetto con Akon : ritmi attuali e moderni. Un altro lento : A song for you. Intenso e avvolgente. Un brano d’atmosfera, molto ma molto bello. Si torna ai ritmi ballabili con For the lovers. Il cd si chiude con Lovers. Anche qui la cantante puo’ dare sfoggio alle varie sfumature della sua voce.

Un cd ( 11 tracce) che a me personalmente è piaciuto. Forse non sarà un capolavoro e non venderà come le prime produzioni della cantante, ma lo ritengo un cd che sancisce  un buon ritorno e che almeno in studio ci offre una cantante ritrovata e fedele a se stessa. Sufficienza piu’ che piena.

Recensione Bruce Springsteen  Working on a  dream 

 

Era da tanto tempo che non ascoltavo un disco di Bruce al’altezza del suo nome. Finalmente questo suo nuovo cd spazza via dubbi e pensieri e ci offre un grande Springsteen. Il lavoro si apre con  Outlaw Pete : una canzone lunghissima che ci consegna il cantante in una grande forma. Sicuramente uno dei pezzi migliori dell’intero cd : rock e folk si mischiano sapientemente insieme in questa fantastica passeggiata nel mondo del fuorilegge Pete.  Mr Lucky day e’ un rock energico al quale Bruce è tanto affezionato. La title track è invece una stupenda rock ballad. This life ha un inizio molto Beach Boys, per poi sfociare in un rock west coast a cavallo tra CSN&Y e gli America. Rock blues per Good Eye : tirato e grezzo. Life itself e’ una ballata molto intensa e riflessiva . Il cd si chiude con il bonus track di The Wrestler, incluso nell’omonimo film. Anche qua Bruce si cimenta in una stupenda ballad.  Alla fine questo cd ( 13 pezzi) e’ quello che si dice un gran disco : pur non essendo un grandissimo fan del Boss, questo lavoro mi ha emozionato e appassionato sin da subito. Sicuramente uno dei migliori dischi di questo 2009 : ben tornato Boss.

Recensione Dean Martin  Amore 

 

Sono passati quasi 14 anni dalla morte di una delle piu’ belle voci di tutti i tempi, ma il suo mito viene tenuto vivo ( per fortuna) con delle compilation, mai banali e sempre interessanti. Questa è uscita in questo 2009. Si inizia con Just in Time : la voce di  Dean affascina e conquista.  Una bellissima ballata : Let me love you tonight . Il tipo intercalare del cantante si trova perfettamente a proprio agio . Uno dei piu’ bei pezzi mai interpretati da Dean : Innamorata.  Mandolini e tanta armonia…che oramai non esiste piu’. Un classico della canzone americana ( e non ) : Dream a little dream of me.  Arriviamo a That’s amore, successo immortale del cantante (che  risale ad oltre 55 anni fa!!!). Resiste all’usura del tempo, e riascoltarla e’ sempre un piacere per le nostre orecchie. All I dream is dream of you : un’altra piccola perla che vi farà sognare.  I have but one heart ( O marenariello) : un lento, che piu’ lento non si puo’. Il cd si chiude con il famosissimo hit : You’re nobody ‘til somebody loves you.  La classe non e’ acqua e la professionalità non si improvvisa : lui aveva entrambe le cose. Questa compilation ( 15 brani) non contiene solo ed esclusivamente i pezzi piu’ famosi, ma anche altra sua produzione forse da noi meno conosciuta…ma non per questa meno bella. Un cd senta tempo..bellissimo.

Recensione Sandra   Back to Life

 

Sandra ( classe 1962) negli anni 80 aveva goduto di una enorme popolarita’ con brani come Maria Magdlanena e Innocent Love. Poi nei novanta….la sua produzione solista si fa rarefatta e nonostante continui a cantare ( specie negli Enigma), le sue tracce si perdono, per riapparire nella seconda meta’ di questo decennio. Il cd si apre con R U feeling me : un bel brano dance , ma non di quella dance sfrenata e martellone , bensi’ di quella dance molto patinata e di classe. Once in a lifetime è bel brano lento. Forse scontato, ma pur sempre impreziosito dalla caratteristica voce della cantante. The night is still young ( duetto con Thomas Anders) e’ una brano latino americano molto coinvolgente ( uno dei piu’ belli del cd). Si ritorna alle ballads con Just like breathing. Ancora ritmi spagnoleggianti con Never Before. What if è una brano dance dalle sonorità decisamente attuali ( Beyonce’ e adepte).  Say Love è un po’ la Isla Bonita di questi anni….sempre un mezzo latino americano.  Un tuffo nel passato con I Put some 80ies in it : il titolo è emblematico. Tete a tete : bellissimo brano in francese . Bellissimo..intenso ed emozionante. Sandra è bravissima con la sua vocina ammiccante. Il cd si chiude con Who I am : brano che parte lento per poi crescere sempre piu’. Questo cd ( 15 tracce) non brillerà sicuramente come un capolavoro della musica pop, ma ci dimostra che l’artista e’ viva e vegeta ed e’ capace di produrre un lavoro sicuramente ben oltre la sufficienza . Ben tornata Sandra.

 

recensione Simply Red   25 

I Simply Red nascono 25 anni fa a Manchester e da allora hanno mietuto tanti successi. Unico tenutario del marchio e del nome è sempre stato Mick Hucknall, il rosso cantante. Per celebrare questa ricorrenza e’ uscito un doppio cd che contiene tanti successi quanti gli anni di carriera.  Si comincia con Sunrise, il brano che nei duemila ha ridato tanta celebrità ai S.R , dopo un periodo un po’ buio. Con la campionatura presa in prestito da Hall and Oates, il brano si rivela un grandissimo successo. Stars e’ un brano del 1991 che Mick canta con la sua consueta bravura.  Brano soul è A new Flame ( fine anni 80 ):  un genere che non tramonta mai e che piace sempre. Holding back the years e’ sicuramente una della piu’ belle ballate anni 80. Delicata e struggente.  It’s only love : grande ritmica per uno dei piu’ grandi successi della band.  Distillato di soul in The Right Thing: grande hit. Your Mirror e’ uno dei successi minori ( almeno qua in Italia): e si prosegue sulla stessa strada.  Ecco come tramutare un classico country, in una  delicata canzone soul : The air that I breathe. Ev’ry time we say goodbye è un’altra delicatissima ballata : raffinata e intensa. Home ( del 2004) e’ uno degli ultimi successi della band. Coerente al ventennale stile. Something got me started e’ uno dei primi successi della band. Fantastico. Money’s too tight(to mention) : in assoluto  il primo grande hit . Fantastico. If you don’t know me by now : lento da favola.  Il cd si chiude con l’inedito Go Now . Meno soul e piu’ pop ( quasi west coast).  Una grande band che forse ha raccolto meno di quello che si meritava. Al posto di due cd si sarebbe penso ottenuto risultato migliore con un singolo (16-17 brani) : ma questo album rimane un ottimo lavoro, per i nostalgici ma non solo.

Recensione Liverpool 8  Ringo Starr 

Questo disco di Starr risale a circa un anno fa. Segna il suo ritorno alla vecchia casa discografica Capitol e dopo una distribuzione a singhiozzo, son riuscito finalmente ad averlo.  Si inizia con la title track : un brano che adoro e amo spassionatamente. E’ la sua Penny Lane…un atto di amore verso la città da dove è venuto e verso i suoi compagni di avventura ( Paul, John, Gorge). Think about you ha un inizio che la fa ricondurre a Taxman.  Bei cori e interpretazione DOC. Pop di classe.  For love è sulla stessa strada : la voce di Ringo e’ particolare, forse di non grande estensione vocale ma senza dubbio efficace. Belli i coretti molto ELO.  Easy pop per Give it a try : i bei tempi passati sembrano non essere stati dimenticati. Un gran bel pezzo.  Pasodobles è un brano atipico che il batterista interpreta con garbo e passione. If it’s love that you want sembra un brano uscito dalle produzioni di Ringo anni 70 ( tipo Snookero). Uno dei miei preferiti.  Si torna al country di album come Beaucoups of blues…..il brano e’ R U Ready . Simpatico e divertente.  Questo cd ( 12 tracce)  e’ un gran lavoro. A torto Ringo è sempre stato considerato il meno dotato dei Beatles e questo cd ci dimostra come a quasi settanta anni Mr.Starkey  ci abbia offerto un lavoro pulito e professionale…di gran classe . I suoi album dei primi 70 e questi ultimi ci mostrano come il famoso Ringo the 4th …sia stato capace di una immediatezza unica nel suo genere. Un gran bel disco.

recensione Oasis   Dig out your soul 

Era il 1994 quando gli Oasis arrivarono in tutto il mondo con l’album Definitely Maybe, e da allora la loro scalata fu inarrestabile. Questo nuovo lavoro arriva a distanza di tre anni dal precedente album  ( Don’t believe the Truth).  Bag it up è il primo pezzo : lo stile è sempre il solito. La voce di Liam  calza perfettamente con le  chitarre di Noel e la batteria di Zac Starkey e’ perfetta ! Waiting for the rapture echeggia di I am the walrus o comunque di quel periodo Beatlesiano sicuramente piu’ psichedelico e rock degli esordi. I am outta time è sicuramente il capolavoro dell’intero cd: una ballata che sembra uscita dalla coppia d’oro Lennon/Mc Cartney. Una melodia fantastica e una interpretazione vocale molto sentita.  Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare da questo bellissimo brano.  To be where there’s life è un brano decisamente psichedelico : arrabbiato al punto giusto e con una certa piacevolezza che ti arriva non immediatamente ma dopo un paio di ascolti.

Il cd si chiude con Soldier on : anche qui la psichedelica la fa da padrone.  Quello che ha caratterizzato gli Oasis negli ultimi tempi è una certa mancanza di continuità : hanno alternato album bellissimi a produzioni non proprio esaltanti. Questo cd(11 tracce)  sicuramente non è tra i migliori lavori della band, trainato da un singolo ( the shock of the lighting ) non proprio impeccabile) . A  loro va dato il merito di non aver prodotto un album commerciale e facilmente digeribile. Si sente un tentativo di virare verso un qualche cosa di piu’ impegnato, sempre pero’ nella scia dei maestri Beatles. Esperimento parzialmente riuscito : va apprezzato l’impegno e i suoni che sono sempre ottimi ( come la voce di Liam) ma dagli Oasis,  mi aspetto sicuramente qualche cosa di piu’.  Li attendo al varco del loro prossimo lavoro.  

recensione Bring ya to the brink   Cyndi Lauper 

Una delle piu' belle voci pop di tutti i tempi : Cyndi Lauper. Eroina degli anni 80 e con qualche lampo anche nella prima metà dei 90, in questa seconda parte dei duemila sembra aver ritrovato smalto e continuità. Torna a noi con un album dance straordinariamente attuale. Si inizia con High and Mighty . Un brano che attinge a piene mani nella dance del decennio precedente. Into the nightlife è uno dei miei preferiti. Un po' elettronico all'inizio, ma il ritornello ci riporta ai vecchi fasti della cantante : orecchiabile e convincente. Echo e' un altro ottimo brano : nel ritornello possiamo ascoltare le ottave che hanno reso celebre la cantante ( anche se non spinge sicuramente al massimo ). Same Ol' story : bellissimo. Forse è uno dei pochi brani che pesca negli 80.Il risultato è ottimo : si balla, con stile. Si arriva a Lay me down : un possibile singolo. Bello...incalzante : grande Cyndi. Set your hearth : un po' di discomusic , ma attuale, in questo brano. Una manciata  di fiati e la voce della cantante che si esprime in maniera convincente. Il cd si chiude con Rain on me : una bella canzone, un po' malinconica ma molto orecchiabile. Sono presenti due bonus in alcune edizioni e tutti e due molto belli. Il primo e': Got Candy e sarebbe stato un peccato lasciarlo fuori. Un brano divertente...che fa divertire. L'altro è Can't breathe : un lento bellissimo e intenso  ( alla Time after time) che ti fa sognare ad occhi aperti( perchè inserirlo solo come bonus?). In definitiva , un  buon cd : sorprendentemente attuale, con pochi flashback dedicati al passato, e tanta voglia di dance . Un cd (14 tracce con bonus)  cd che forse lascia pochi spazi ai vocalizzi della Lauper, dotata di una grandissima estensione vocale, ma che diverte e convince. Il primo ascolto mi aveva spiazzato...al secondo ne ero già innamorato.

Recensione AC/DC  Black Ice 

Dopo otto anni dall’ultimo album in studio e’ uscito il nuovo lavoro degli Ac/Dc ( Black Ice)  , una delle leggende dell’Hard Rock.  Si inizia con Rock ‘n’ roll train, e si capisce subito che la band è in palla. Angus Young e soci ci offrono uno dei loro prodotti tipici in fatto di ritmi e chitarre ruvide e la voce di Angus, non ha perso minimamente il proprio smalto.  Big Jack rimane su questi canoni . La band australiana ( la cui nascità risale al 1973) dimostra una vitalità incredibile.  Bellissimo il ritornello. Inizio tranquillo per War Machine: ma poi il brano prende ritmo e …che ritmo. Ragazzi, queste sono chicche per gli amanti dell’hard rock.  Wheels è uno dei miei brani preferiti. Cattivo al punto giusto, ma senza esagerare. Ascoltatelo a volumo un po’ piu’ alto di come ascoltate normalmente i vostri dischi. Non spaccatevi i timpani, ma questo brano necessita di un bel pump it.  Rock ‘n’ roll dream e’ un classico pezzo rock , di quelli che non passano mai di moda..…un evergreen. Il cd si chiude con la title track : sicuramente uno dei brani piu’ azzeccati dell’intero cd.  Ritmi tipici della band che non vi lasceranno neanche per un attimo e vi sentirete portati ad imitare il famoso passo di Angus Young. In definitiva un gran bel disco(15 tracce)  . Una prova di questa banda ( entrata nella Hall of Fame nel 2003) che sostanzialmente mira a dire : ci siamo sempre anche noi.  Grandi…non a

recensione Hard Candy   Madonna 

Grande attesa per il nuovo album di Madonna : assente dalle scene discografiche dal 2005 (Confessions on a dance floor ) questo Hard Candy e' subito risultato essere uno degli album piu' venduti del momento, raggingendo il Nr.1 in svariate nazioni ( compresa USA, Inghilterra e Italia).  Il cd si apre con una Madonna piu' elettronica rispetto al passato album : Candy Shop. La sua voce profonda e' sempre inconfondibile, ma il brano non convince al cento per cento. Arriva il singolo 4 minutes , in duetto con Timbarlake ( uno dei grandi enigmi della musica : vende tantissimo...ma perchè?). Il brano è carino e simpatico , specie nello scandire il tic tac del tempo. Bisogna aspettare un minito e quaranta pero' affinchè prenda copro e ci regali un ottimo ritornello. Give it to me e' finlamente un brano che convince : danzereccio al punto giusto col un refrain indovinato.Anche Heartbeat è un bel brano : qua la voce di Madonna è piu' sottile e suadente. Incredible è il brano che personalmente piu' preferisco dell'intero cd : atmosfere anni 80, frizzanti e spiritose. Un possibile singolo.  Beat goes on prosegue su quella strada. La parte centrale del cd e' sicuramente la piu' godibile. Molto particolare Spanish lesson che inizia con una gran giro di chitarra gitana. Il cd si chiude con Voices : elettronica e atmosfere rarefatte. Una buona performance vocale della cantante.  Per le versioni De Luxe e per mercati orientali, presenti tre bonus ( non inclusi nella versione italiana). Un cd discreto , ma che segna una involuzione rispetto al precedente, che mi aveva appassionato per la freschezza e i ritmi. Qua si vira verso produzioni passate di Madonna, tipo Ray of Light ( 1998) e secondo me, meno fortunate. La 50enne cantante, con Hard Candy, domostra ancora di esserci,e  lo fa con un prodotto comunque dignitoso e al passo con i tempi. Vedo il bicchiere mezzo pieno, ma Madonna ci ha abituati a questo suo intercalare di produzioni piu' o meno azzeccate. Amo spassionatamente la Madonna anni 80, non particolarmente quella anni 90.......accetto con piacere questa dei duemila. Buon ascolto.

recensione Christmas Wish   Olivia Newton John

Smessi da tempo i panni di sex symbol anni 78-80 e dopo aver superato nei primi anni 90 una grave malattia, Olivia ha ripreso da un po' di tempoa  a questa parte a sfornare album con una certa frequenza. Questo ultimo è uscito in America , poco prima di Natale 2007.  Finalmente sono riuscito ad averne una copia ed eccomi qua per parlare di questo lavoro. Si inizia con O come all ye faithful : un brano molto lento ( l'inizio è stile Celine Dion). La voce di Olivia è sempre al top : calda, avvolgente e quando serve decisa sulle note alte. Il cd alterna canzoni cantate a brevi interludi Natalizi ( sui quali sorvoleremo). Every time it snows è un duetto col grande John Secada ( il marito della Estefan) : il ritmo è sempre quello della precedente canzone, ossia un ritmo molto lento e tipicamente natalizio ( alla Adeste Fidelis per intenderci). Tra canzoni famose e meno , arriviamo alla famosissima Silent Night ( duetto con   J.Arden ), che ti scalda il cuore immediatamente con la delicata interpretazione di Olivia. Altro duetto per All through the night : questa volta tocca a Michael McDonald duettare con la divina. Il risultato è convincente. Il top del cd è sicuramente Christmas on my radio : una bella pop song a tema anni sessanta, che ricorda ( e molto) le atmosfere di Grease. SE il film avesse avuto una parentesi Natalizia, questa canzone sarebbe stata sicuramente inserita. Il cd si chiude con un duetto eccellente : A gift of love...con Barry Manilow. Un cd che poco aggiunge alla storia di Olivia. Un cd forse delle occasioni perse . Per esempio, il duetto con Barry Manilow doveva sicuramente fare piu' scintille , visto la carature dei due personaggi. Personalmente abbandonerei anche gli interludi strumentali tra una canzone e l'altra e forse la produzione di Amy Sky comincia a diventare un po' pesantuccia . Sarebbe ora di abbandonare i troppi broccati di velluto e ricominciare un percorso verso un pop piu' digeribile per il grande pubblico. Non si discute la voce di Olivia che è sempre un qualche cosa di magico e fantastico , ma csolon erti arrangiamenti e produzioni che sicuramente penalizzano l'enorme talento interpretativo di questa cantante. Un discreto CD sicuramente, ma la vera Olivia non è sicuramente intrappolata in questi polpettoni Natalizi.

recensione Christmas with Dino    Dean Martin

Quale miglior voce , se non quella di Dean Martin, è l'ideale per una colonna sonora Natalizia? Ecco arrivare Christmas with Dino, una raccolta delle piu' belle melodie natalizie, cantate come sempre, con estrema professionalità e grande maestria. Quella che io reputo "la voce" per eccellenza si cimenta nei classici piu' famosi natalizi, arricchendoli e impreziosendoli con il suo inimitabile stile. Si parte con Let it snow!Let it snow!Let it snow! : la ascolti e ti immagini pesaggi innevati e renne che solcano i cieli. Il tutto davanti ad un caminetto con un ceppo scoppiettante che riscalda l'ambiente.White Christmas cantata da Dean non na niente da invidiare alla famosissima versione di Bing Crosby : chiudete gli occhi....e sognate. Winter Wonderland è qui in versione leggermente country. Dean è un appassionato di quel genere musicale.  Bella e...alternativa. Molto particolare è la sua personale versione di Jingle Bells : una introduzione molto diversa dalla tradizionale la rende unica e irripetibile. Un altro grande pezzo e' Silver Bells : la sua voce calda e profonda la tinge di colori pastello avvolgenti. Rudolph, the red nosed reinder , racconta di una renna natalizia con il naso rosso. Molto divertente . Silent Night è uno dei classici piu' famosi al mondo ( da noi conosciuto come Bianco Natale) : da ascoltare alla mezzanotte delle vigilia di Natale. L'album si chiude con tre versione alternative di pezzi già presenti nel cd. In totale 17 brani : uno piu' bello degli altri. Un cd imperdibile : una chicca Natalizia ideale per le vostre imminenti giornate tinte di Natale. Un cd da ascoltare e riascoltare, sino a consumarlo. Dean non vi deluderà mai.

recensione Photograph   Ringo Starr 

Il buon vecchio Richard Starkey in arte Ringo Starr ( classe 1940) ci offre un sunto della sua carriera musicale ( oltre quarantacinquennale),e lo fa in questo 2007, con un Cd ricco di suoi vecchi e nuovi successi ( 20 brani). Da sempre considerato il meno dotato del quartetto di Liverpool, l'ex batterista dei Beatles , ironia della sorte, è quello che dopo lo scioglimento della band  inizialmente raccoglie i consensi maggiori. Grazie all'aiuto dei suoi vecchi compagni che scrivono e/o suonano per lui, Ringo riesce a confezionare canzoncini adorabili e orecchiabili.Si inizia con Photograph ( 1973) : scritto a quattro mani con Harrison. E' uno dei suoi maggiori successi solisti. Sempilce ma efficace: una pop song a 360°.Stessa coppia per It don't come easy ( 1971):nr.4 nelle classifiche americane e britanniche.  Senza dubbio You're sixteen è uno dei piu' bei brani solisti di Ringo : molto anni sessanta, con coretti azzeccatissimi. Ancora oggi è uno dei brani piu' richiesti ai suoli live.Nel disco vi è la special guest di McCartney.Lennon mette lo zampino in Im the greatest(1973) : un testo autorinico molto bello ed efficace.Un pizzico di country nel singolo Beaocup of blues(1970): a tratti malinconico, è un brano abbastanza lento. La coppia d'oro Johm/Taupin firma un piccolo gioiellino pop dal titolo Snookeroo: bellissimo, e dal ritmo incalzante( vi si possono sentire le tipiche rullate di Ringo). Un bel rock tirato per A dose of Rock 'n'Roll(1976). Peter Frampton è alla chitarra. Weight of the world è il primo brano di Ringo dopo un periodo poco felice: siamo nel 1993 e da quel momento il cantante riesce poi a pubblicare album con una certa cadenza, seppure dilatata. Never without you e' dal suo ultimo Lp in studio :Ringo Rama(2003)...ed è uno struggente omaggio al vecchio compagno Harrison. Wrack my brain(1981) e' un simpaticissimo brano tratto da Stop and smell the roses..nel perfetto stile di Starr.  L'album si chiude con Fading in fading out(2005), un'altra piccola perla pop...alla Ringo! Sicuramente se non conoscete l'artista, questo è un cd che vi soddisferà sicuramente , ma non solo...soddisferà chiunque abbia amato i Beatles e le delicate melodie pop che ne hanno caratterizzato sempre la storia, sia come band che come carriere soliste. Bravo Ringo : un bel cd con tante belle canzoni. per tutte le occasioni.

recensione Forever Cool   Dean Martin 

Questo 2007 ci regala uno stupendo lavoro di Dean Martin. Il mondo del pop e del cinema rende omaggio ad una delle piu' belle voce di tutti tempi. Il vuoto che ci ha lasciato questo artista, il 25 dicembre 1995, è stato immenso. Un professionista serio e coscienzioso che metteva  una grande passione in tutto cio' faceva : artisti come lui mancano, eccome se mancano. Il cd si apre con l'introduzione che Dean usava per i suoi shows a Las Vegas. Si parte subito con Who's got the action? Big Bad Voodoo Daddy è il parner di turno. Un bellissimo brano swingato e dai ritmi molto danzerecci.  Kevin Spacey duetta in Ain't that a kick in the head : un bellissimo duetto per uno dei piu' conosciuti successi dell'artista.  Please don't talk about me when I'm gone ci presenta veramente una strana coppia : Dean e Robbie Williams ( amante della musica swing).  Il passato col presente : un intreccio interessante che appassiona ! Il soul di Joss Stone arriva in I Can't believe that you're in love with me : due generi diversi che si fondono perfettamente grazie alla indubbia bravura dei due cantanti ( la Stone è una ottima vocalist).  Un'altra voce femminile ( Martina McBride ) per la delicatissima Baby, it's could outside , uno dei duetti sicuramente piu' vicini all'originale come stile. Bellissimo.  L'Italia è rappresentata da Tiziano ferro in Arrivederci Roma. Personalmente penso che la voce di Tiziano poco si adatti allo stile Dean, ma ci mette impegno. Certo un duetto in quella canzone , con Lando Fiorini, sarebbe stata tutta un'altra cosa . L'immortale Aznavour duetta in pamiera pacata e leggiadra in Everybody loves somebody : quasi etereo.....quasi a non voler sovrapporsi al grande Dean. Il cd ( 14 tracce) si chiude con una fantastica versiona a cappella di Brahams's Lullaby : vengono i brividi ad ascoltarla...fenomenale. Un cd che non punta a tutti i successi piu' grossi di Dean ( manca per esempio That'a amore)ma che cerca di offrire e mostrare secondo me la duttilità di questo grandissimo artista. Il cd è ben confezionato e suonato ex novo da una grande orchestra : il risultato non delude, anzi...entusiasma.

Recensione Memory almost full  Paul McCartney 

Un album nuovo di sir Paul McCartney e' sempre un grosso avvenimento nel campo musicale. Con decenni e decenni di carriera alla spalle, questo personaggio che ha dato tantissimo al mondo del pop, torna a noi con un cd , a qualche anno di distanza dal non fortunatissimo Driving Rain ( che personalmente non mi era piaciuto molto). Paul è un personaggio che non puo' stare fermo : deve assolutamente scrivere canzoni, e regalare al mondo intiero il suo straordinario talento musicale che lo ha portato con i Beatles prima , con i Wings dopo e come solista poi, a dominare le classifiche di tutto il mondo vendendo centinaia di milioni di dischi. Al fianco del fedele Wix Wickens ( suo compagno musicale da molto tempo) ci offre questa memoria quasi piena(memory almost full).Il cd si apre con Dance Tonight. Si capisce subito che il "vecchio" Paul è in forma. E' una di quella canzoni pop che il cantante è capace di scrivere con estrema facilità, ma che si rivelano germogli ancora attuali e capace di dar forma a fantastici frutti. Stessa pasta per Ever Present Past , che sembra uscita da Revolver dei Beatles. Fresca, frizzante e ritmata. Only mama knows e' una delle piu' belle del cd. Si inizia con una sviolinata classica per poi aprirsi in un bel rock, di quelli sanguigni , con chitarra grezza e coretti azzeccatissimi. Le atmosfere si fanno anni 60:  e' un piacere per le orecchie ascoltare certe canzoni da Paul a distanza di tanti anni dai suoi esordi. You tell me è una gradevolissima ballata : di quelle che ci fanno sognare, dove la voce di McCartney da sola basta a riempire tutto lo spazio/tempo del brano. Gratitude è un brano abbastanza pieno di acredine, "dedicato" al doloroso divorzio dalla sua seconda moglie Heather.  Vintage Clothes : ritorniamo nel pop puro, quello  a Paul piu' congenziale.  Feets in the clouds invece pesca piu' alle prime canzoni soliste di Paul, quelle di McCartney 1 per intenderci. Il cd si chiude con le chitarre grezze e ruvide di Nod your head, un rock in pura regola. Se siete abituati a sentire Paul in canzoni come Michelle, rimarrete stupiti. Un cd ( 13 tracce) quasi intieramente suonato dallo stesso cantante , che a me personalmente è piaciuto. Niente capolavori, ma un cd incredibilmente fresco e attuale in linea con il cuore musicale dell'artista. Bravo Paul : e' un piacere sentirti a questi livelli.

Recensione Voila   Belinda Carlisle  

A quasi dieci anni dalla sua ultima produzione solista, ecco tornare a noi la grande Belinda Carlisle. Dopo i fuochi d'artificio degli anni 80 e qualche colpo ben assestato nei 90, si erano un po' perse le tracce della cantante. Aveva riformato le Go Go's ( con cui è spesso in tour) ma non molto altro. Per il suo ritorno, l'artista smette i panni pop rock tradizionali, per vestire quelli di una raffinata chansonnier francese : l'album è infatti dedicato al territorio d'oltre alpe. Il cd si apre con Ma jeunesse fout le camp : un classico del repertorio. Ritmi molto lenti e blandi : ottima comunque l'interpretazione. Bonnie et Clyde inizia con un parlato veramente coinvolgente ( ottima la pronuncia della cantante) : poi sale un po' di ritmo es nocciola la storia del famoso duo. Sous le ciel de Paris inizia con una tradizionale fisarmonica : siamo sempre nella stessa orbita delle precedenti. Per salire di ritmo bisogna aspettare Pourtant tu m'aimes , uno dei pezzi migliori del cd ( un ottimo pop). Dopo il classico Ne me quitte pas, arriviamo ad una splendida e attuale versione di La vie en Rose ( cavallo di battaglia della Piafh). Un brano danzereccio e nel quale la Carlisle ci mette del suo nella interpretazione.  Un altro bellissimo pezzo è Contact : un po' elettronico...un po' ye ye. Mi sembra di immaginarla mentre vestita in un tubino bianco e nero si dimena a ritmi primi 70. Il cd si chiude con Jezebel : un classico di tutte le nazioni ( cantata anche da Frankie Laine). Un bel ritmo....a metà tra il western ispanico e i classici francesi.  Un cd strano, sicuramente molto diverso dalle vecchie produzioni della cantante. Personalmente per un rientro in pompa magna  avrei scelto un repertorio piu' vicino allo stile della Carlisle, ma il cd va comunque apprezzato sia per la scelta coraggiosa di un livello di commerciabilità molto basso, sia per l'interpretazione della cantante, superba e convincente. Brava Belinda, ma ti aspetto presto con un cd tutto pop-rock.

Recensione Here & Now   America 

Un nuovo album degli America è sempre un avvenimento. L'ultimo album in studio risaliva al 1998 (lo stupendo Human Nature) e a parte un album natalizio , un album Live alle isole Cayman e varie raccolte....era parecchio che personalemente aspettavo un disco muovo. Sulla scena musicale da oltre 35 anni, questi alfieri della West Coast americana hanno saputo emozionarci con delicate melodie e una coerenza musicale con pochi uguali. Il nuovo cd si apre con Chasing The rainbow : bellissimo il riff introduttivo della chitarra. Le armonie vocali del duo non sono minimamente intaccate dagli anni : un delizioso brano pop che vi piacerà al primo ascolto. Indian Summer sembra uscita dallo stampino del veccho hit Muskrat Love. Il brano del quale mi sono innamorato piu' di tutti è  One Chance. Chiudete gli occhi e lasciatevi guidare dalle stupende melodie vocali e strumentali che lo animano. Bellissimo il ritornello. Always love prosegue nella strada pop : delicata come un petalo di rosa. Ride on ha una certa impennata piu' roccheggiante : quel rock americano tipo Eagles per intenderci...o quello di Crosby,Still,Nash and Young. Altro gran pezzo : Look at me now ( sembra uscito direttamente da Alibi del 1980). Work to do e' un pezzo stile  Beach Boys anni 70 : classici coretti di sottofondo per un ritmo accattivante e veloce. Molto pindarico e' l'ultima traccia del cd, Walk in the woods...e se socchiudete gli occhi vi sembrerà veramente di camminare per i boschi. Un cd (12 tracce) che si candida ad essere come uno dei migliori lavori di questo 2007 : dolce, aggraziato e , cosa importante, coerente col cammino iniziato dalla band nel 1971. Ricordo che il cd è un doppio(al prezzo di 1) : il 2° cd e' composto da un live ( 12 tracce) che racchiude i maggiori hits del primo periodo della band:imperdibile. Buon ascolto.

Recensione Happy Holidays   Billy Idol  

Dopo un decennio abbastanza grigio, i 2000 sembrano aver dato linfa e vigore a William Broad, conosciuto a tutti quanti come Billy Idol. Alla vigilia dei trenta anni di attività, il biondo cantante inglese si cimenta in una classica raccolta di canti natalizi. Il cd si apre con Frosty the snowman e Silver Bells : abbastanza simili agli originali. Per arrivare ad una versione veramente tosta dobbiamo attendere Merry Christmas baby : cominciamo ad intravedere il vero Idol.  Molto patinata e jazzata è la versione di White Christmas .Here comes Santa Claus sa di rockabilly...gradevolissima. Atmosefere cupe ( quasi alla Nick Cave) per God rest ye,merry gentleman. Santa Claus is back in town è la perla del cd : un blues puro e grezzo( fantastico)da ascoltare sulla route 66. Con Winter Wonderland si torna al rock anni 50: echi del primo Elvis o di Bill Haley.Si vira al country con Blue Christmas. Il brano forse dove Billy poteva dare di piu' ( Jingle bell rock) e' invece un tranquillo pop rock. C'è spazio anche per la immortale Silent Night : vicina alla tradizionale, è interpretata con molto garbo e rispetto. Il cd ( 17 tracce) ci offre un Idol apprentemente ripulito, che ci offre la sua voce al servizio dei canti natalizi piu' famosi nel mondo. Per inciso va detto che le corde vocali  di Billy non sempre sono a proprio  agio col le varie melodie e sinceramente mi aspettavo che ci mettesse piu' del suo : una versione piu' dura di Jingle Bell Rock era alla sua portata. Ma i vari pezzi blues e rockabilly presenti nel cd rendono questa raccolta un lavoro molto bello e a dire il vero, unico nel suo genere. Mi aspetto di rivedere quanto prima Idol alle prese col suo rock a metà strada tra il pop e l'hard : col suo labbro sinistro alzato e la tipica espressione imbronciata, ma questo cd e' comunque un segno di ritrovata vitalità. Bravo Billy.

Recensione Grace and Gratitude    Olivia Newton John   

Un disco nuovo di Olivia, non mi stanchero' mai di dirlo, è sempre un avvenimento. Quando una delle piu' belle voci musicali di sempre entra in studio per registrare un nuovo lavoro, i fan son tutti in fibrillazione. Questo cd vuole essere un ringraziamento della cantante verso quel grande dono che è lavita. Ricordo che Olivia è stata colpita da un tumore al seno nel lontano 1992 e questa esperienza( dalla quale è guarita) ha lasciato un segno profondo nella sua vita. Questo cd  a metà strada tra il pop, new age e musica da meditazione è un prodotto che include canti tibetani,preghiere di tutto il mondo e un poema di Francesco D'Assisi, e  mira ad essere uno strumento di relax e meditazione .I brani cantati si inframezzano con brani strumentali: la mia recensione riguarderà solo i primi. Si inizia con la delicatissima Pearls on chain, quasi sussurrata. La voce di Olivia è sempre incisiva ed efficace. Un brano per pensare prima...e rilassarsi poi. Learn to love yourself rimane su questa linea : una dolcissima pennellata su una tela di seta. La title track è uno dei pezzi migliori del cd. L'unico che forse ricorda le vecchie produzioni di Olivia. Un pop di classe, arricchito dai preziosismi vocali di Olivia. Love is letting go of fear prosegue la strada del brano precedente : una vellutatissima ballad. Passando dalla delicata The power of Love , arriviamo all'ultimo brano: Instrument of peace, degna chiusura del cd. Un labum ( 10 tracce vocali e 10 strumentali) che risulta distante anni luce dalla classiche produzioni della cantante : un lavoro intimista, profondamente voluto e caldeggiato dalla stessa cantante e che va premiato se non altro per avere dei canoni profondamente anti commerciali. Grande performance vocale di Olivia, ma dieri, un album sdolo per i fan della grande Newton John.

Recensione The Captain and The Kid   Elton John 

Dopo un'assenza di due anni da Peachtree Road torna il grande e poliedrico Elton John che oramai vanta una quasi quarantennale carriera musicale . Questo nuovo cd e' la naturale prosecuzione di uno degli album piu' lodati da critica e pubblico, ossia Captain fantastic and the brown dirty cowboy(1975).  I contenuti di questo nuovo lavoro sono i classici dei primi periodi del cantante....il sogno americano. Un deciso ritorno alle origini quindi...un cd nostalgico che vi riporterà al miglior Elton di tutti i tempi. Si inizia con Postcards from Richard Nixon. Dalle prime note si capisce subito che era un po' che non sentivamo EJ suonare il piano in questa maniera: ruvido...deciso...convincente. Una stupenda pop song. Just like Noah's ark è un rock blues grezzo e penetrante.La mia preferita dell'intero lavoro è Tinderbox. Introdotta da un bellissimo impasto vocale rimane un classico della produzione di Elton. Accompagnata poi dall'immancabile batteria del fedele Nigel Olson, prende corpo per diventare una stupenda rock ballad...delicata....entusiasmante : vi sembrerà di essere sul dorso di una farfalla e di volteggiare su un prato fiorito. The Bridge è un lento dalla strumentazione scarna nel quale la voce del cantante ci offre una bellissima interpretazione ( la classe non è acqua).Ritmi country per I Must have lost it on the wind: una canzone cucita su misura da Bernie Taupin ( fedele paroliere da sempre) per Elton. Bellissima Old 67......forse un possibile singolo. Bellissimo il refrain di questo pezzo che echeggia nei ricordi del lontano 1967 quando di li a poco sarebbe artisticamente nato l'artista. L'album si chiude con la title track : un'altro affresco sul sogno americano tanto caro ai due artisti...Elton e Bernie. In definitiva....un grandissimo album che ho ascoltato e riascoltato piu' volte: un convincente ritorno alle origini sincero ed efficace. Un album che non venderà tantissimo ma che delizierà sicuramente gli amanti della bella musica.

Recensione Stronger than before   Olivia Newton John 

Un nuovo album di Olivia Newton John è sempre un avvenimento : l'onesta è la coerenza che da sempre contraddistinguono l'artista , sono una garanzia di qualità. Stronger than before è un cd dedicato alla lotta e prevenzione del cancro...un cd(10 tracce)  intimista e profondamente sentito dalla cantante ( ammalatasi e guarita da questa terribile malattia). Si inizia con la title track : una stupenda ballata delicata e struggente ; grande performance vocale di Olivia...la sua voce è rimasta la stessa di 40 anni fa. Si prosegue sulla stessa via con When you believe. Una bella introzuzione al piano ci annuncia : Under the skin , uno stupendo lento da ballare guancia a guancia col vostro partner, a luci soffuse.  Pass it on è la mia preferita del cd : una bellissima pop song che ci riporta alla Olivia classica...in bilico tra country e popular music. When I needed you è una canzone tutta in famiglia : musica di Olivia e parole della figlia Chloe. Violini di contorno e vocalizzi eccelsi ...e la ricetta è pronta. Don't stop believin' è uno dei piu' grossi successi della cantante : qua ce lo propone in una bossa nova version. Il cd si chiude con Serenity: chiudete gli occhi e sognate.Non aspettatevi la Olivia dance anni 80, ma una stupenda interprete: raffinata e emozionante. Olivia : un nome una garanzia.

Recensione  The Body Acoustic   Cyndi Lauper  

Era il 1983 quando in tutto il mondo impazziva e impazzava una simpatica ragazza americana dai capelli rossi,il cui motto era che " le ragazze vogliono solo divertimento" : sono passati ben 23 anni dall'hit single Girls just want to have fun e Cyndi Lauper è ancora con noi a deliziarci con la sua fantastica voce ( da 4 ottave). Dopo i successi anni 80 ( citiamo Money changes everything, time after time, true colors, I drove all night) che la portarono dritta dritta nel progetto Usa for Africa, Cyndi vive un periodi di appannamento nei 90: album belli come Hat full of stars ( che contiene That's what i Think e Sally's Pigeon) e Sisters of Avalon non ottengono il meritato successo e per lei si affaccia un lungo periodo di assenza, durante il quale si dedica al cinema e a coronare con successo  il suo sogno di diventare mamma. Ritorna ( dopo una raccolta natalizia) alla grande nel 2005 con l'album At Last(rivisitazione di classici) e in questo 2006 con The Body Acoustic ( versione acustica dei suoi piu' grandi successi). Si parte alla grande con Money changes everything, qui in versione (ovviamente) meno rockeggiante dell'originale, ma sempre incisiva e coinvolgente.La ballata All Through the night qua si tinge dell'ironia e dei ritmi di Shaggy(bombastic) ospite del brano. Splendido duetto con Sarah Mc Lachlan( una delle piu' belle voci in circolazione) per Time After Time( chi non si ricorda questo bellissimo lento alzi la mano!). She bop è completamente rivoltata rispetto all'originale , ma la voce della Lauper graffia ancora e alla grande. Delicatissima e piena di pathos la rivisitazione di True Colors ( uno stupendo volo nell'infinito dell'universo). L'ultima traccia è Girls Just want to have fun, in una versione coloratissima, piena di fiati e dai ritmi scanzonati ( quasi un mezzo ska). In totale 12 tracce che affascinano e convincono: adesso cara Lauper aspettiamo con impazienza un album tutto nuovo di zecca, che non siano cover o rivisitazioni.....la voce e la classe non ti mancano e puoi ancora dire molto nel panorama della musica mondiale!

Recensione  Analogue  a-ha    

Tanta acqua è passata sotto i ponti di Magne,Morten e Pal...in arte gli A-Ha.  Chi non puo' dire di avere ascoltato almeno una volta nella sua vita la trascinante Take on me? Gli anni 80 riservano grandi soddisfaziono a questa band norvegese : oltre al singolo già citato , pezzi come Hunting high and low, You are the one, I've been losing you, The living daylights(colonna sonora dell'omonimo film di James Bond),The sun always shines on tv hanno dato enorme popolarità in tutto il mondo al trio. Gli anni 90 segnano ( dopo un paio di album ) un periodo di lunga crisi creativa che sembra improvvisamente sparire nei duemila, quando una ritrovata vena artistica e creatività riporta la band alla ribalta mondiale.Certo il successo non è piu' quello di una volta, ma la qualità degli album rimane sempre di un certo livello ( per esempio Lifeline del 2002). Questo 2006 ci regala questo Analogue. Si  inizia con Celice, la cui intro rarefatta e algida ti da l'impressione in mezzo ad una landa norvegese. Ritmo veloce e incalzante : sembra un loro tipico pezzo fine anni 80.Don't do me easy any favours : qui la voce calda e affascinante di Morten ci conferma di non avere perso lo smalto dei tempi migliori. E' sicuramente uno dei pezzi piu' belli dell'album : una piccola perla pop rock farcita di quel pizzico di elettronica necessaria per terminare un perfetto condimento.Cosy Prisons e' una bellissima ballad, di quelle che ti sfiornao prima, ti accarezzano poi...e ti conquistano definitivamente. Analogue conferma un inizio di cd scoppiettante e convincente. Siamo sempre nello standard della band. Altra superba ballad : Birthfright.Over the treetops prende colore da  due decenni...i sessanta e i settanta. La seguente Halfay trought the tour rimane in quella direzione ( molto beatlesiana). L'album( in totale 13 tracce) si chiude con The summer of your truth: un bel pezzo...emozionante, cantato in maniera molto intensa... una  ballad di buonissimo livello.Che dire quindi di questo album ? Una sola parola : bello. La band non scivola mai nel commerciale e sfodera una coerenza col passato direi decisamente piu' che onorevole. Bravi A-ha e...cercate di non sparire ancora per tanti anni.

recensione  Cosi' e' la vita   Lando Fiorini

Arriva fresco fresco nei negozi su etichetta Nar International il nuovo disco del grande Lando Fiorini. L'attuale maggior interprete della canzone romana nonchè una delle piu' belle voci del panorama musicale italiano arriva a noi con un doppio cd dal titolo Cosi' e' la vita. La titke track ci da subito l'idea di quello che sarà l'intero cd : una girandola sulla vita ( sensazioni, emozioni, storielle quotidiane...tra allegria e riflessione). Bella è  innamorata prosegue su questa strada : tra dialetto e lingua italiana Lando ci offre una delicata interpretazione. Er Pianto è in assoluto una delle piu' belle canzoni dell'intero CD: racconta in maniera dolce e garbata il rapporto tra padre e figlio. Stupenda l'introduzione parlata : in questo campo Lando ha veramente pochi rivali.In Cantero' l'interpretazione è assolutamente impareggiabile : c'è un qualcosa di vagamente autobiografico nella canzone, il che la rende ancora piu' interessante. Devi credere alla vita è un inno alla voglia di fare....e all'ottimismo. Mai pretendere troppo ma accontentarsi di quello che uno ha...e goderselo.Dolce e amara è L'amore è un sogno : introdotta splendidamente da un parlato la canzone si dipana e si sviluppa attorno ad un tema tanto caro a Lando , l'amore. Il primo cd si chiude con E va'...resa celebre dalla versione che fu del grande Alberto Sordi : il confronto regge, e alla grande . Il secondo cd nasce dalla collaborazione con Luciano Rossi . Forse risulta un po' meno attuale del precedente cd ( come arrangiamenti) ma risulta essere sempre una grande produzione. Favola è un brano che se fosse andato al festival di Sanremo sarebbe stato in perfetta linea con tante produzioni presenti nella manifestazione. Ammazzate oh! è il remake di una delle piu' belle canzoni del Rossi ( in questo 2° cd in veste di direttore artistico). L'album si chiude con un altra canzone riguardante il rapporto padre/figlio(Caro papa'). Molto briosa e simpatica : degna chiusura del cd. Il piccolo Leopoldo poi diventato Lando è oramai sulla sena musicale italiana da oltre 45 anni : interprete, attore, intrattenitore, cabarettista, paroliere....insomma un artista a 360° e , cosa importante, un signore....sempre e dovunque. Ascoltate questo cd e vi sembrerà di conoscerlo da sempre : lo zio  che non avete mai avuto.

recensione Indigo  Olivia Newton John  ( maggio 2005)

Recensire un nuovo disco di Olivia e' per me un grande piacere, in quanto grande fan della cantante. Artista oramai sulla scena da quasi 40 anni ( il primo singolo è del 1966), torna alla ribalta con questo cd nuovo di zecca che fa seguito a Duets ( del 2003). Purtoppo non è un album di inediti ,che aspetto dal 1998 ( anno di Back with a heart), ma un cd di cover di famosissime canzoni che abbracciano vari generi e decenni. Olivia è sicuramente una delle piu' belle voci femminili di tutti i tempi : interprete country prima e pop poi, ha saputo imporre il proprio look acqua e sapone affermandosi sia nel campo musicale che in quello cinematografico. Possiede una stella nelle celebre Walk of Fame e una interminata serie di premi ( dischi d'oro, grammy ect ect), che la rendono una stella di prima grandezza. Chi non se la ricorda nei panni delle timida studentessa Sandy Olsen in Grease? O chi non si ricorda la trascinante Phisycal del 1981? E i duetti con John Travolta ? Olivia ha vissuto un periodo che definirlo d'oro sarebbe estremamente riduttivo .Films ,concerti sold out, copertine, hit di successo… la hanno accompagnata per buona parte degli anni 70 e 80. Poi Olivia rallenta il ritmo e partorisce Chloe ; per seguirla adeguatamente nei primi anni di vita, dirada le sue produzioni. Colpita da una grave malattia scoperta nel 1992 ( dal quale è guarita perfettamente) rallenta ulteriormente la sua attività per dedicarsi alle cure( chemioterapia ) ma anche per continuare a seguire la propria figlia ( oggi diciannovenne). I duemila segnano il suo ritorno alle scene live e ……..il pubblico gli rimane fedele, seguendola con successo in ogni sua data. Questo suo ultimo cd segna il suo ritorno in grande stile ( nr 15 in Australia e nr.28 in Inghilterra) grazie anche ad un produttore di prim'ordine come P.Ramone.Si parte con How insensitive : atmosfere patinate per un brano d'atmosfera.Sembra quasi di essere nel night dove si esibisce Jessica Rabbit e Betty Boop fa la sigaraia. Si respira pathos in ogni angolo. Love me or leave me prosegue sulla stessa strada (jazz di classe). Cry me a river è una delle cover piu' famose presenti nel cd ( evoca atmosfere d'altri tempi).Anyone who had a heart è bellissima, molto anni 70. Interpretazione garbata e delicata. Lovin' you è invece un pregevole pezzo country. Rainy days and mondays sembra proprio una canzone del repertorio di Olivia e non una cover ( l'ha resa sua!). Summertime : una delizia per le orecchie.Qua l'interprete Olivia sfodera le sue unghie migliori e da il massimo risultato possibile !Alfie è un'altra perla interpretativa. Phil Ramone ha visto giusto nel produrre il cd ( 11 tracce) : brividi…ma di piacere.Un album interlocutorio, che nulla aggiunge o toglie alla riconosciuta classe della cinquantaseienne Olivia : un album di inediti a questo punto, non sarebbe male. Comunque: ben tornata Olivia…….la voce è sempre magnifica.

Per vostra curiosità Vi allego chi cantava originariamente le canzoni contenute nel cd :

. Love Me Or Leave me / Doris Day
. How Insensitive / Astrud Gilberto
. How Glad I am / Nancy Wilson
. Anyone who had a Heart / Cilla Black
. Where have all the Flowers Gone / Joan Baez
. Cry Me a River / Julie London
. Summertime / Nina Simone
. Send in the Clowns / Judy Collins (Streisand)
. Rainy Days and Mondays / Karen Carpenter
. Lovin' You / Minnie Ripperton
. Alfie / Dionne Warwick & Cilla Black

recensione Beat Cafe   Donovan

Donovan è un personaggio etremamente poliedrico , sulla scena musicale da una quarantina d'anni. .Nasce a Glascow il 10 maggio del 1946, e giovanissimo, 19 anni dopo, incide il suo primo singolo ( Catch the wind). Estremamente prolifico negli anni 60 : grazie a successi come Sunshine Superman , Mellow Yellow, Colours, To sing for you e Universal Soldier, Donovan era assurto ad una popolarità incredibile. Nato come la risposta scozzese a Bob Dylan, Donovan inizia presto a evolvere il suo ruolo di folk singer in qualcosa di piu' descrittivo e profondo  : i suoi testi possono essere paragonati come quadretti cesellati con delicati pastelli. Il suo tipico modo di cantare affascina sin dalla prima nota e i suoi testi ti avvolgono come un plaid in pile in una fredda giornata di inverno.Sarebbe estremamente riduttivo chiamarlo solo canatnte : la sua arte è sicuramente a 360 gradi ( pittore, compositore….) . Gli anni 70 lo vedono ancora protagonista, ma la sua produzione inizia a diradarsi e sia gli anni 80 che i 90 lo vedono presente con pochissimi ma interessanti lavori . Nel 90 un album rimane nel cassetto della sua vecchia casa discografica ; lo troviamo anche in Italia per qualche esibizione acustica. Ho avuto modo di ascoltarlo , vederlo e conoscerlo in questo frangente e posso assicurarVi che i brani di quel cd fantasma, che ha proposto dal vivo , erano assolutamente fantastici. . Riemerge nel 1996 con Sutras , un cd bellissimo e intimista che ci regala un Donovan ritrovato ( bellissimo il pezzo Nirvana). In America riesplode la Donovanmania e il menestrello gira in lungo e in largo gli States riscuotendo ancora lusinghieri successi. Alla fine del 2004 arriva in Italia l'ultimo suo cd dal titolo Beat Cafe': otto lunghissimi anni sono passati dalla sua produzione precedente, ma il risultato giustifica una cosi' lunga atesa.  Il cd , teso a ricreare quell'atmosfera Beat presente in tantissimi locali degli anni 60, è un lavoro non digeribile al primo ascolto. Fedele a se stesso e senza nessuna concessione alle mode imperanti, Donovan sforna 12 brani tutti da ascoltare. Grazie a due validissimi session man come Jim Keltner( batteria) e Danny Thompson ( basso) , la chitarra di Donovan si amalgama in un vortice incredibile di psichedelia, jazz, beatnik e folk, magicamente miscelati tra loro. Se non amate lo scontato o la via dritta e pianeggiante, questo è l'album che fa per voi.

Il cd si apre con Love Floats, psichedelico affresco che ricorda vagamante Season of The Witch ( un suo vecchio hit): non facile al primo ascolto, ma affascinante. Poorman's sunshine è un brano molto patinato. Nella seconda parte si anima e prende ritmo in un bel crescendo. Beat Cafe', rende perfettamente lo spirito del disco ; vagamente jazzato e' un brano d'atmosfera di altri tempi. Il mio preferito in assoluto è Yin my Yang. Classica canzone di Donovan…sussurrata e da gustare dall'inizio alla fine. Chiudete gli occhi e sognate. Marcatamente beat e' Lord of the Universe. Anche questa attinge al repertorio classico del cantante, ma risulta molto attuale grazie anche alla patina jazz con la quale è stata rivestita. Lover o lover e' una bella cantilena, con il classico intercalare vocale , tipico del nostro menestrello.Un altro bell' episodio e' Shambhala, una bella ballad.Tutto il disco si mantiene su buoni livelli : una conferma per i vecchi affezionati…..ed una (sicuramente piacevole) sorpresa per i nuovi fan.Buon ascolto. ( 05-01-05)

Recensione Dean Martin The essential

 

Recensire e descrivere una delle piu’ belle voci di tutti i tempi, è sempre compito arduo e difficile; l’occasione mi si propone grazie all’uscita di una delle piu’ complete raccolte di Dean Martin , uscita nell’ottobre 2004, ossia The Essential.

Dean Nasce come Dino Paul Crocetti nel lontano 7 giugno  1917 a Steubenville (Ohio) da padre abruzzese. Dopo una carriera  di boxeur e croupier scopre il dono  naturale di possedere una bellisima voce  . I suoi esordi come cantante avvengono intorno a metà anni 40  e ben presto arriva ad essere uno dei piu’ famosi cantanti al mondo. La sua fama viene consolidata grazie al fortunato sodalizio con Jerry Lewis(iniziato nel 1946 a Buffalo), che produce tra il 1948 e il 1956 ben 16 film  le cui  relative  colonne sonore proiettano Dean ai vertici di tutte le charts mondiali (That’s amore tratta dal film Occhio alla palla del 1953, sarà canditata all’oscar). Il ruolo di spalla comincia dopo un po’ a stargli  stretto  e decide di divorziare dal suo storico  partner. Dopo un inizio solista  disastroso ai botteghini cinematografici (col film Diecimila camere da letto),  Dean riesce ad infilare un successo dopo l’altro, passando da interpretazioni romantiche a ruoli comici, dall’avventura del personaggio M.Helm (che produsse ben 4 capitoli tar il 1966 e il 1969)  a ruoli drammatici (memorabile la sua interpretazione del vice scheriffo Dude in “un dollaro d’onore” del 1959, che gli valse la candidatura all’Oscar). Parallelamente a questo la sua carriera discografica non conosce flessioni e gli anni 60 rappresentano sicuramente un decennio d’oro per lui. Nel 1964 ottiene una stupenda nr.1 in America (scalzando i Beatles) con la celeberrima Everybody Loves Somebody (frase che è stata anche incisa sulla sua tomba, nel cimitero di B.Hills). Il suo show twleviso (il Dean Martin show) ha un audence incredibile e risulta poi essere  uno dei piu’ amati e longevi del tv americana( duro’ circa un ventennio). Le sua esibizioni a Las vegas…dapprima al mitico Sands Hotel e poi all’MGM Hotel sono rimaste indimenticabili. I settanta, discograficamente parlando, lo vedono ancora attivo sino al 1975…. per poi diradarsi lentamente. La morte del figlio nella seconda metà degli 80 lo mina profondamente nello spirito e nel fisico e gli fa perdere quell’entusiasmo verso la vita che sempre lo aveva caratterizzato . Vale la pena di segnalare il concerto tenuto a Londra nel 1983….una sorta di testamento musicale veramente ad alti livelli : una sorta di concerto della vita (probabilmente era già consapevole del suo imminente ritiro). Dopo una abortita riunione col Rat Pack (originariamente fondato nel 1960 e composto come nucleo primario da lui,  Sammy Davis Jr e Frank Sinatra) le sue apparizioni live si diradano.  Gli ultimi anni lo vedono in autoisolamento a Beverly Hills…sino alla sua morte ufficialmente sopraggiunta per complicazioni respiratorie il 25-12-1995. Con lui spariva una voce incredibile (calda e coinvolgente), un crooner unico e irripetibile….ma sopratutto un grandissimo professionista, serio e rispettoso  verso il proprio pubblico: pubblico che lo ha sempre amato e mai dimenticherà.

Difficile recensire questo suo nuovo cd  : contiene veramente un ottimo distillato della sua produzione. Troviamo That’s amore, il cui ritornello, anche grazie a numerosi spot pubblicitari, è conosciuto in tutto il mondo. In essa si puo’ notare l’amore che Dean ha sempre nutrito verso l’Italia , e verso Napoli (che figura spessissimo nelle sue canzon) .  Memories are made of this invece rappresenta il suo primo nr.1 in America.  Inoltre, Everybody loves somebody…che profuma di Natale  e bellezza quanto White Christmas e che rappresenta forse uno dei suoi piu’ celebri hit. Una curiosità : tutte  e tre le canzoni rientrano nel repertorio di Ray Gelato, che le ha fatte sue a base di swing , jazz e tanta maestria ( bellissime versioni che vi consiglio). Il resto del cd è un susseguirsi  di tutti i successi di Dean (Sway, Mambo Italiano,  Innamorata, Houston) …alcuni famosissimi ed altri meno conosciuti, ma dotati sempre di una forte carica interpretativa. Questo cd non dirà assolutamente di nuovo per chi come me ha buona parte della sterminata produzione di Dean, ma avrà il non piccolo pregio di far conoscere ed apprezzare questo artista a chi non lo ha mai potuto fare, mentre era ancora in attività, e sicuramente farà innamorare il compratore al primo ascolto. Imperdibile per chi ama la musica che non tramonterà mai.

Guardate la foto di Dean nella Island pic.

(nov.2004)

 

Testo di That's amore e curiosità :

-raggiunse la 2 posizione nella classifica americana di Bilboard nel 1953
– Dal film “Occhio alla palla” ( "the Caddy" ) interpretato da : Dean Martin , Jerry Lewis, and Donna Reed
– Parole e musica  di : Harry Warren and Jack Brooks
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(In Napoli where love is King, when boy meets girl, here's what they say)

When the moon hits your eye like a big-a pizza pie
That's amore
When the world seems to shine like you've had too much wine
That's amore

Bells'll ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling
And you'll sing "Vita bella"
Hearts'll play tippi-tippi-tay, tippi-tippi-tay
Like a gay tarantella

When the stars make you drool just  like pasta fazool
That's amore
When you dance down the street with a cloud at your feet, you're in love
When you walk in a dream but you know you're not dreamin', signore
'scusa me, but you see, back in old Napoli, that's amore

(When the moon hits your eye like a big-a pizza pie, that's amore)
That's amore
(When the world seems to shine like you've had too much wine, that's amore)
That's amore

Bells will ring

ting-a-ling-a-ling

ting-a-ling-a-ling

And you'll sing "Vita bella"

Vita bell-vita bella

Hearts will play

tippi-tippi-tay, tippi-tippi-tay

Like a gay tarantella

Lucky fella

When the stars make you drool just like pasta fazool
That's amore (that's amore)
When you dance down the street with a cloud at your feet, you're in love
When you walk in a dream but you know you're not dreaming, signore
'scusa me, but you see, back in old Napoli, that's amore

Amore
That's amore


 

 

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