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Recensione Diana Krall  Turn up the quiet 

Recensire un’artista sempre raffinata e capace come la Krall e’ sempre un piacere. Si inizia con Like someone in love :  la voce e la maestria della Krall non delude.  Bellissima.  Isn’t  it romantic e’ molto lenta…patinata…e ancora..patinata. L-O-V-E  : un po’ swingata…al punto giusto, ma sempre con arrangiamenti..pacati e ..di un certo livello.  Bellissima la versione un po’ bossa nove di Night and Day.  Assolutamente particolare Blue Skies col piano di Diana in evidenza.  Sway e’ qua in una versione assolutamente rivoluzionata rispetto  all’originale. Bravissima.  Anche in No moon at all…un bellissimo piano.  Il cd ( 11 tracce ) pesca tra alcuni classici americani del genere e non e vede la produzione dello storico Tommy  LiPuma.  Un cd che si posiziona a meta’ strada tra i piu’ difficili e criptici della cantante e quelli piu’ glamour. La classe non è acqua..e Diana rappresenta benissimo questo detto. Voto 7  1/2

Recensione Be Myself  Sheryl Crow 

Nuovo atteso album per la cantante statunitense . Si inizia con Alone in the dark :  un brano pop rock con vaghi echi country.  Piacevole. Halfway there vira piu’ al rock….e quindi alle sue origini. Bello…con un pizzico di blues. Long way back : è sempre rock.  Be myself e’ vagamente retro’in certe armonie. Un buon pop rock. Love will save the day e’ un’ottima ballata…riuscita molto bene.  Best of me : country rock.  Il cd ( 11 brani ) si chiude con Woo Woo : rimaniamo sempre nel campo pop rock.  Alla fine…un buon cd . Qualche ritorno alle origini e comunque un lavoro convincente. Siamo lontani dalle rabbie di un ventennio e passa fa…ma questo prodotto è assolutamente discreto. Un buon cd di pop rock. Voto 7

Recensione Tiffany   A million Miles 

Nuovo cd per l’ex ragazzina prodigio degli anni 80. Si inizia con Cry : un bel pezzo pop , leggero e piacevole. Cantato in maniera grintoso. History è una bella ballad col piano in evidenza. Anche a Million miles away e’ un ottimo lento. Right here e’ uno dei pochi pezzi un po’ ritmati.  Anche Waking up for the first time e’ un po’ brioso. Non danzereccio..ma brioso.  Get over you e’ sicuramente uno dei migliori pezzi del cd : grintoso e dotato di un buon refrain. Il cd ( 10 tracce) non è un lavoro eccezionale. La voce di Tiffany e’ sempre bella e in forma. Il cd latita un po’ sull’inventivita’. Un discreto prodotto…ma si poteva sicuramente fare di meglio.  Non entusiasma e non delude.  Voto 6/7

Recensione Barry Gibb   In the Now 

Secondo album solista per  il leggendario leader dei Bee Gees.  Si inizia con In the now e si capisce che siamo di fronte ad un ottimo lavoro. La voce tipica di Barry ti fa tornare indietro di tantissimi anni , e lo fa con garbo e classe.  Batterie stile anni 80 ( alla Spandau) e arrangiamenti raffinati. Un ottimo pezzo pop.  Anche Grand Illusion e’ un ottimo pezzo pop molto gradevole. Bellissima la ballad Star Crossed Lovers …..la Too much heaven dei 2000. Molto ritmata e’ Blowin’ the fuse : un pezzo che ricorda molto i pezzi dance anni 70.  Home truth song e’ uno dei pezzi migliori :  un pop rock molto orecchiabile, specie nel ritornello. Shadows e’ un bel lento….molto sentito e bene interpretato.  Anche The long Goodbye e’ una bella ballad. La voce di Barry e’ una garanzia. Il cd ( 12 brani) si chiude con End of the rainbow :  malinconico ma vibrante ( vagamente country ballad).  Un disco nostalgico, sicuramente. Attinge molto dal periodo post Saturday Night Fever miscelando il pop col rock e con un po’ di discomusic ( da Still Waters…a Paying the price of Love a You win again).  Un gran bel cd che mi ha emozionato e nel quale la classe cristallina del cantante emerge sempre … e sommerge tante produzioni attuali. Voto 8-

Recensione Barbra Streisand   Encore Movie Partners song Broadway 

Una leggenda della musica : niente altro da aggiungere su questa immensa artista . Nuovo cd dedicato alle arie di Broadway e in duetto con amici attori. Un’idea molto carina.  Per chi ama il genere….sicuramente. Le musiche spesso si assomigliano tra loro ma la grazie a la bravura di Barbra con il o la partner di turno, rendono questo disco molto piacevole.  La classe non è acqua e Barbra lo dimostra ampiamente. Vi segnalo At the Ballet, Loving you, The best thingthat evere has happened any moment now, Anything you can do.  Non scendo nei dettagli delle descrizioni : arie di Broadway cantate con professionalita’ e grande maestria. Non è poco. Voto 8-

Recensione Pure and simple  Dolly Parton  

Nuovo album per la leggendaria settantene cantante counbtry americana.  Si inizia con la title track  Un bel brano pop country, gradevole e in linea con i duemila.  Anche Say forever you’ll be mine strizza l’occhio al pop…ma in maniera rispettosa e garbata.  Kiss it e’ piu’ country rispetto agli altri brani.  Una bella ballad : Can’t be that wrong.   O’m sixteen : country scanzonato. Allegro. Head over high heels :  un brano che affonda le radici nel country piu’ tardizionele. Mama e’ un toccante lento. Il cd ( 16 brani ) si chiude con Islands in the stream…un brano scritto dai bee Gess e’ gia cantato in origine da Kenny Rogers ( qui in duetto con lei). Bellissimo. Un grande cd di una leggenda della musica internazionale.  Un pop country che ricorda la Olivia Newton John a meta’ strada tra pop e country. Un grande inchino per questa grande . Voto 7

Recensione Liv on  Olivia newton John-Amy Sky-Beth Chapman 

Olivia e le sue amiche ci propongono questo cd nato dalla loro amicizia ed esperienza.  Si inizia con My heart goes out to you. Cantato a tre voci e’ un simpatico brano tra il pop e l’ambient.  Liv on e’ una bella ballad a tratti vagamente country.  Un brano decisamente pop e’ Stone in my pocket : un po’ di brio. Forever blu e’ un lento cantato con tanta professionalita’ e passione. Grace and gratitude è un brano ripescato dal repertorio di Olivia : lento e molto ambient.  Il cd ( 11 brani) si chiude con  il lento There’s still my joy  . Un cd per meditare, pensare e trovare conforto nella musica…rilassante. La parte del leone la fa Olivia , ma il cd e’ comunque abbastanza lento e a tratti un po’ monocorde. Professionale…ben suonato e ben cantato. Non per tutti. Voto 6+

Recensione Meat Loaf  Braver than we are 

Ultima opera del possente cantante texano ( che incide sempre molto poco).  Album scritto da Jim Steinman…storico autore di Meat.  Si inizia ncon Who needs the young : decisamente un bel pezzo a meta’ tra Il fantasma del Palcoscenico e il Rocky Horror. Molto musicale e ben costruito.  Cambi di ritmo..improvvisi.  Going all the way e’ il classico pezzo duetto che tutti ci aspettiamo da Meat. Con le storiche Foley e DeVito è veramente un grandissimo pezzo. La mano di Steinman si sente…e come si sente. La musicalita’ e’ fantastica. Grande le performance vocali, specie delle due donne.  Loving you is a dirty job : altro duetto..con Stacy Michelle. UN gran pezzo rock con le classiche tastiere di Steinman.  Sovenirs e’ un pezzo che attinge nei primi album del cantante.  More è un altro ottimo pezzo rock. Chi dice che il rock sia morto? Skullof your country ( ft.Cian Coey ) ripesca una parte della vecchia Total eclipse of the heart della Tyler ( scritta da Steinman). Molto bella.   Il cd ( 10 brani) nella versione deluxe si arricchisce di 5 brani : 4 in versione demo …molto scarni., Alvuni inedito…altri in versioni alternative.  Meat Loaf e’ uno che non si è mai risparmiato o curato particolarmente la sua possente voce. Qua le sue performance risentono leggermente dell’usura del tempo e dei passati eccessi, ma questo signori…e’ un signor disco. La voce spesso è piu’ narrativa o sussurrata ( Meat’ e’ quasi settantenne) …ma questo cd e’ un cd rock…di prima categoria.  L’accoppiata con Steinman…non delude…anzi. Voto 7/8

Recensione Lost  &  Found   America 

Erano anni che la band non  pubblicava un po’ di inediti : questi sono inediti incisi dal 2000 al 2011 e mai inclusi in nessun cd.  Si inizia con Driving : un classico pezzo degli America. Sicuramente un pezzo che si fa fatica a capire come mai non sia mai stato incluso in nessun cd. West Coast music pura : bellissimo. Un pezzo che si colloca tra la seconda meta’ anni settanta e i primissimi 80. Una piccola perla. All in all e’ un pezzo molto delicato. Una bella ballad.  Quiet pesca come repertorio nelle primissime produzioni della band. Grandissimo pezzo Dream come true : un bel blues..genere inusuale per il gruppo.  Don’t let her close your eyes : un altro bellissimo pezzo magistralmente cantato.  Out on the street è un’altra bellissima canzone. Una piccola perla : notevole. Il cd ( 10 pezzi) è molto piacevole e assolutamente coerente con le migliori produzioni della band. Un ottimo lavoro . Voto 8-

Recensione Good Times  The Monkees 

Nuovo cd per il cinquantenario di questa band americana.  Si inizia con un duetto virtuale con H.Nilsson ( la canzone è di una quarantina di anni fa) :  un buon beat, brioso e…ballabile.  You bring the summer e’ scritto da Andy Partridge ( XTC ) . Uno dei brani migliori del disco : delicato e orecchiabile.  Rivers Cuomo ( The Weezer ) ha scritto Sha makes me laugh…un brano che sa molto di Beach Boys.  Our own world e’ un altro bel brano beat. Scritto da Schlesinger….sa anche questo di Beach Boys e dei primi beatles. Me and Magdalena ( prevista in due versioni in questo cd ) e’ una bella ballad. Love to Love è un vecchio brano scartato dal loro album di una quarantina di anni fa: la voce e’ dell’ormai morto Davy Jones. Carino.  Scritta da Noel Gallagher e Paul Weller, Birth o fan accidental hipster…è molto Beatlesiana.  I know what i know e’ un’altra bella balld, molto struggente. Il cd ( 15 tracce nella versione deluxe) e’ un ottimo cd.  Gli ormai settantenni Monkess ce l’hanno messa tutta per scrollarsi di dosso l’immagine di band pre costruita e mai genuina la 100x100. Cantano..compomgono..suonano. Un cd straordinariamente coerente e …molto bello. Un viaggio nei “Bei tempi” che furono. Di piu’ non avrebbero potuto fare .   Voto 8-

Recensione Bob Dylan  Fallen Angels   

Trentasettesimo album in studio per la leggenda vivente americana. E’ una raccolta di classici americani. La maggior parte della canzoni e’ stata incisa da Frank Sinatra ( a parte Skylark). L’omaggio è fatto in stile Dylan…..a tratti malinconico..quasi ossianico, il che fa rendere il cd a tratti molto monocorde. Vi segnalo Young at hearth : una ninna nanna folk.  Polka dots and moonbeams pesca molto nelle atmosfere degli anni 60.  Neverthelles e’ molto patinata e da coroner. Fantastica la versione di That old black magic :  tra Nashville e Las Vegas.  Un disco discreto :  Dylan ha esaurito la sua vena artistica….,a a 75 anni…non si possono pretendere miracoli.  Un cd …fatto di tanto mestiere. Voto 6 1/2

Recensione Cyndi Lauper   DETOUR 

Negli ultimi anni la cantante americana famosissima negli anni 80 non incide moltissimo e si limita ad esplorare i vari settori della musica. Quyesto cd esplora il country. Si inizia con : Funnel of Love.  IL brano è ritmato e divertente e la voce della cantante e’ sempre in forma.  Pop country ascoltabilissimo. Detour fa parte del country piu’ tradizionale : cinguettata magistralmente.  Misty blue : una bella ballad.  Walkin after midnight : un po’ country e un po’ swing.  Night Life : splendido e patinato duetto con il grande Willie Nelson.  Un ball abilissimo pezzo è You’re the reason our kids are ugly…con V.Gill. Il cd si chiude con Hard Candy Christmas ( ft Alison Krauss ) :  semi Natalizio. Il cd ( 12 brani) e’ piacevole. Non e’ un capolavoro , ma la voce della Lauper…poco o niente ha perso nei suoi oltre trenta anni di carriera. Un lavoro sicuramente onesto ed estremamente professionale. Voto 7

Recensione Rita Wilson   omonimo 

La bella e talentuosa moglie di Tom Hanks e qui al suo secondo lavoro come cantante.  Si inizia con Along for the ride :  un bel brano country pop cantato con garbo.  Anche Crying,Crying e’ un piacevolissimo brano country. Il cd si snoda attraverso la musica pop country ( una sorta di punto che si colloca alla carriera intermedia di Olivia Newton John). Bella anche talking to me. Forgiving me forgiving you e’ una bel lento. In the dark si mantiene sempre sul country…ma e’ decisamente piu’ pop. Stay Low e’ una bella ballad. Girls night in invece è smaccatamente country. I’m guilty invece e’ molto scanzonata. Il cd nella versione deluxe ( 17 tracce) si chiude con Lucky Girl.  Un cd carino : non è una capolavoro e sicuramente non ambiva ad esserlo. Ma l’esecuzione e’ onesta e sincera. Voto 6 1/2

Recensione Dean Martin  Live in lake Tahoe   

E’ stato sepolto negli archivi per una cinquantina di anni e poi questo fantastico live è stato inserito nel triplo Collected Coll del 2012. Il casino dove si esibi’ Dean era allora di proprieta dell’amico Sinatra.  Dopo una bereve aprtura con Drink to me only, si inizia con Almost like being in love, un briso swing elegante e raffinato.  Un ommaggio al luogo di esibizione : I Love Thaoe.  Tra intermezzi parlati ed ironia, ascoltiamo canzoni piu’ famose come Volare…On an evening in Roma…June in January e altre meno in Italia conosviuyte come My Kind of girl….You made me love you….e vari medley . Una cinquantina di minuti di assoluta classe : uno dei migliori live di Dean, sia come livello qualitativo ( l’incisione e’ piu’ che buone) che come scelta musicale . Orchestra magistrale e Dean in pienissima forma.  Era il 1962…e la magica atmosfera che si respira in questo disco ha del favoloso. Un grande lavoro : voto 8.

Recensione Ray Gelato and the Giants   Original Flavours 

Figura di primissimo piano nel panorama jazz e swing attuale, Questo cantante inglese di origini italiane raccoglie in un cd tutte le sue composizioni scritte di proprio pugno. Si inizia con un mezzo blues : Get off the phone.  L’omaggio alle sue origini arriva con Bar Italia : inizio alla Just a gigolo’..e poi citazioni a go go compreso una marcetta anni 40 : bellissimo.  Mambo gelato , è un chiaro omaggio a Dean martin e al suo Hit Mambo Italiano.  A little more love e’ una canzone tipicamente da coroner.  My last meatball e’ simpatica e briosa al punto giusto.  Il cd si concluce ( 14 brani) con A pizza you…un altro omaggio all’Italia.  Il cd e’ fantasticamente suinato e cantato .  Ray non è molto prolifico nello scdrivere canzoni ( di solito e’ un interprete ), ma da questo cd capiamo che ha tutti i numeri per poterlo fare piu’ spesso. Un cd divertente…ma di classe. Voto 7 1/2

Recensione Wonderful  Crazy Night   Elton John 

Era un po’ di tempo che Elton non incideva con la sua band di fiducia e il risulyayo è stato questo cd. Si iniziia con la title track : il brano è brioso e ricorda le produzioni di Elton dei meta’ anni 70. Un bel brano pop rock.  Si prosegue con In the name of you : e ci troviamo ancora proiettati verso quel periodo. Ottimo. Blue Wonderful è uno dei singoli : pur non avendo l’impatto dei suoi piu’ grandi successi, rimane una rock ballad molto bella e di classe. Trascinante : da sentire almeno tre volte per apprezzarla completamente. A good heart e’ un bellissimo lento, di quelli nei quali Elton è un maestro. Si risale di ritmo con Looking up , che come atmosfere pesca in un suo album di fine 80 : Reg Strikes back. Il cd si chiude con The open chord : un brano raffinato e intensamente interpretato.  Nella versione deluxe sono presenti altri due brani : Vi segnalo England and America . E’ un rock convincente ed energico.  Era da tempo che non sentivo da Elton un cd cosi’ brioso e pieno di energia. I lavori precedenti erano piu’ introspettivi e sperimentali. Questo è un cd Rock pop…piu’ che pop rock. Lo colloco ai tempi di Caribou e Rock of the Westies che non saranno i capolavori assoluti del cantante ma sono comunque album piu’ che dignitosi e sempre sopra la spanna della media.  Un Elton perfettamente a suo agio con la sua band : una sinergia magica che dura decenni..e decenni. Un bel disco : l’Elton classico che mi aspettavi di ritrovare.  Dopo quasi 50 anni di carriera…. Difficile rimanere sempre a livelli alti , ma questo cd …e’ assolutamente un ottimo cd. Voto 8

Recensione Alone in the universe    Jeff Lynne’s E.L.O. 

Unico tenutario del marchio della storica band, Jeff riforma il mitico ensemble della ELO ( unico membro originario) e dopo 14 anni dal precedente lavoro, torna con questo nuovo disco. Si inizia con When I was a boy : un pezzo bellissimo. C’è tanto Beatles in questo brano e lo sentirete gia’ dalle prime note. Molto bello anche il testo. Piano alla Lennon..melodie alla Paul…chitarre alla George e batteria smaccatamente alla Ringo.  Love and Rain e’ un bel brano pop che sia pre alla grande verso la fine . When the night comes e’ un tipico brano della ELO : un po’ di pop , dance e batteria elettronica. Ain’t it a drag e’ molto Travelling Wilburys e bellissima e’ il modo di suonare scolastico della batteria.  All my life : una bella ballad in stile Paul Mc Cartney. One step at the time sembra uscito direttamente da Discovery . Veloce ed efficace. Sinceramente capisco poco il critico che scrive : poco aggiunge alla storia del gruppo. Parliamo di un gruppo con oltre 40 anni di carriera…..di un elemento ( Jeff) che ha collaborato con i nomi piu’ grandi del rock ed infine di una band…che a cavallo dei settanta ottanta a scalato le classifiche di mezzo mondo.  L’unico difetto di questo cd e’ che e’ un lavoro molto corto ( 32 minuti…). Per il resto..è un gran cd : suonato , scritto e cantato in maniera estremamente ottima e professionale. Voto 8.

Recensione What the world needs now…   P.I.L. 

La band di John Lydon sembra aver ritrovato lo smalto dei vecchi tempi…dopo la ricostituzione di un quinquennio fa. Nuovo cd. Si inizia con Double Trouble ( uscito anche come singolo). Il brano è assolutamente bello …e si posizione in un rock punk assolutamente coerente. Lydon sembra si diverta molto a cantare e scimmiottare. Bettie Page e’ farneticante. Un collage sui vecchi ricordi made in USA…stereotipi e non. Ovviamente…ironico e dissacrante. John che canta in un paio di punti alla Elvis..è imperdibile.  The One e’ piu’ leggerino e si posiziona nella seconda meta’ anni 80 della band. I’m not sotisfied  : l’inizio e’ molto ma molto simile a You can do magic degli America . Il resto…e’ la solita sgraziatezza di Lydon. Anche Corporate prosegue sulla stessa strada : la disarmonica voce di Lydon fa da cornice ad un ensemble caotico e rumoroso. Il cd si chiude con Shoom che a tratti…..udite udite…offre anche una voce intonata di Lydon. Un po’ elettronico e un po’ di punk. Bello il ritornello. Un bel cd : oramai il genere non è piu’ una novita’, ma fa piacere vedere che Lydon…si diverta ancora a …prendere tutti per i fondelli…con la sua distonica voce. Tra sincerita’ e molto mestiere….avanti cosi’. Coerente. Voto 7 1/2

Recensione Paper Gods  Duran Duran 

Quattordicesimo album in studio per la storica band inglese. Si inizia con la title track : un inizio molto tranquillo…quasi religioso. Poi il brano si apre (e’ presente mr.Hudson) E si rivela un ottimo brano pop.  Last night in the city ( con Kiesza e’ l’unica concessione veramente commerciale al sound di questi anni). Ma rimane comunque un omaggio…decisamente buono. Molto elettronico.  You kill me with silence pesca nel periodo elettronico dei Duran ( fine anni 90). Il singolo Pressure OFF ( con Janelle e N.Rodgers) e’ molto bello. Un tipico brano alla Duran….spruzzato di funky. What are the ciance? ….un bel lento con la partecipazione di John Frusciante.  Molto bella Butterfly Girl : anche questa canzone…un pop alla Duran. Il cd si chiude con la ballad elletrica di The Universe alone. Nella versione deluxe sono presenti altri tre brani. Northern Lights e’ la piu’ bella :  un bel pop, ben costruito. Dopo 5 anni dal lavoro precedente i Duran si confermano band di assoluto valore ( con carriere ultra trenta cinquennale), mai seduti sugli allori sempre pronti sulla propria pelle a sperimentare.  Innovativi….ma fedeli a loro stessi. Paper Gods non è il loro capolavoro assoluto…ma un bel disco…senza dubbio.  Voto 8 -

Recensione A winter Romance   Dean Martin   

E’ un album del 1959 ( unico album natalizio inciso per la Capitol) composto da 12 canzoni, ristampato nel 1965 ( con titolo differente ) e  senza la canzone che dava il titolo al disco . Si inizia con : I’ve got my love to keep me warm . Un brano non natalizio al 100x100 ma sicuramente pertinente al periodo. Bello e avvolgente. Walking in a winter wonderland e’ un classico : cantato con passione e trasporto. Bellissimo.  La title track e’ un bellissimo lento : belli anche i cori di sottofondo.  Un altro classico : Baby it’s cold outside . Molto di atmosfera. Un altro bel lento : Out in the cold again.  White Christmas non è un classico..è il classico di Natale. La versione di Dean secondo me è la migliore che esista sul mercato. Favolosa. Passando tra due classici stupendi come Rudolph the red nosed reindeer e Let it snow ( bellissimi), il cd ( 13 brani) si chiude con Blue Christmas : melodico e affascinante ( e ben suonato).  Il Natale sara’ piu’ caldo con un cd di Dean. Questo contiene anche brani meno conosciuti ( come The things we did last summer e It won’t cool off) e potra’ sembrare forse un po’ datato. Ma ricordo che i classici non tradiscono mai e questo e’ sicuramente un bel disco con una grandissima voce. Voto 8

Recensione   Ritual Groove  Donovan 

50 anni di carriera : Donovan è uno dei grandi della musica pop. Questo album e’ del 2010 , a distanza di 6 anni da Beat Cafe’. Due cd : una grande opera da parte del cantautore di Glascow. Si inizia con una overture quasi onirica : Univerz. Partecipano localmente le due figlie del cantante.  E-MOtion ha un po’ del pop e un po’ dello stile Indian che tanto piaceva a Harrison. I’m american e’ una brano alla Neil Young. Una cosa che non spesso rientra nel suo repertorio. Molto bello il duetto con Zouzou : Cherchez l’erreur.  Due stili a confronto. The olive tree si avvicina molto ai suoi periodi a cavallo tra i sessanta ei settanta. Un buon pop folk.  Linda e’ una bella ballad. Il primo cd si chiude con la splendida The Breath.  Una folk ballad. Il secondo cd si apre con The Illusion : delicata come un poema. Flame è un brano decisamente che vira al rock : ricorda il Donovan seconda meta’ anni 70. Bello. Un delizioso brano pop : Still Waters.  Un bel pop raffinato e’ Pop Seed. Gentle Heart e’ una deliziosa filastrocca…che Donovan tanto amava nelle sue prime produzioni. Save the world e’ il capolavoro del cd : una canzone scritta per il trentennale della morte di Lennon. Mi è incredibile capire come una cosi’ bella canzone , piena di riferimenti beatlesiana e assolutamente efficace…sia passata inosservata. Prodotto da Dvid Lynh e’ I am the shaman : inquietante..alla Twin Peaks.  Un gran disco. Il primo cd piu’ sperimentale, il secondo piu’ coerente al suo stile. Donovan non delude . Voto 8.

Recensione Toto XIV 

Questo supergruppo nato nel 1976 e autore di grandissimi successi, torna alla grande con questo nuovo cd. Si inizia con Running out of time . Si capics esin dalle prime note che la band sembra essersi ripreso..il tempo migliore. La voce di Joseph Williams …a suo agio. Un bel pezzo rock. Burn è una bella ballad. 21st century blues e’ un ottimo rock blues perfettamente suonato e cantato. Unknow Soldier e’ un bel pezzo : ricorda vagamente qualche produzione degli Asia. Chinatown, pesca nella fusion. Fortune e’ un bel pezzo rock, un po’ FM rock…ma sicuramente apprezzabile. Un bel cd : qualche volta si sente la mancanza della grandissima voce di Kimball ( storico cantante della band)….ma Williams si batte bene e il resto della band…tanto di cappello. Un disco che come stile si colloca nella parte centrale della lunga storia della band…quella appena dopo i fasti di Toto IV . Bravi. Voto 7 +.

Recensione Olivia Newton John Live in Las Vegas ( Summer Nights ) 

Doppio disco dal vivo per la talentuosa cantante australiana. Nel primo disco segnalo Have you never been mellow del primo periodo country della cantante . Sono presente inoltri brevi versioni di Sam…If not for you e Country Roads..sempre dello stesso periodo. Presenti gli hit single di Xanadu ( Xanadu, Magic e Suddenly). Ottimamente cantati come A little more love che rappresenta la sua svolta pop. Nel secondo cd c’è spazio per qualche sua ultima produzione ( Cry me a River , Grace and Gratitude…..Send in the Clowns) e l’ampio spazio dedicata ai fasti di grese ( You’re the one that I want….Hopelessly Devoted, Summer Night, We go together e un accenno di Sandra Dee). L’album si chiude come tutti i suoi live…con I Honestly love you…un ringraziamento al suo pubblico. Un bel disco sicuramente : di classe. Cantato in maniera superba da Olivia e con un Olivia..che si diverte un sacco a cantare le varie tracce. Niente di nuovo…ma la certezza che la classe non è mai acqua . Voto 7 1/2

Recensione Brian Wilson No pier pressure


Undicesimo album in studio per l’indiscusso e talentuoso cantautore americano . Si inizia con una piccola intro : This beautiful day. In perfetto stile Beach Boys. Si respira…l’oceano. Runaway Dancer ( con Sebu) e’ un pezzo allegro e solare. Whatever Happened ( con i due Beach Boys : Al e David ) rimene fedele allo stile surf della Band di appartenenza dei tre. Our special love : grandissime armonie vocali. Sempre con Al Jardine e David Marks e’ The right time : grandissimo brano…uno dei migliori. Molto west coast. Don’t worry : molto anni 60. Tell me why : sempre con Jardine. Una bella ballad….sentita e avvolgente. Un altro bel pezzo molt6o west coast ( alla America ) : Saturday night. Il cd ( 18 brani nella versione deluxe) si chiude con Love and Mercy…un classico di Brian. Un bel disco sicuramente : Brian e’ sempre stato considerato uno dei maggiori compositori di tutti i tempi…e uno dei pochi in grado di gareggiare con le fantasie compositive dei Beatles. A 73 anni si conferma un grande artista , sfornando un cd molto godibile , estremamente coerente allo stile dela cantante e della sua band. Voto 8-

Recensione Postcards from Paradise Ringo Starr 

A distanza di tre anni dal suo precedente disco, Ringo Starr ( incluso proprio questo anno nella Hall of Fame)….ci presenta il suo nuovo lavoro. Si inizia con Rory and the Hurricanes : un magnifico flashback di quando Ringo…ante Beatles era il batterista di questa band. Nostalgico e frizzante. Si prosegue con bring the party down : un bel popa tratto orientaleggiante ( scritto con Lukather dei Toto). La title track ( scritta con T. Rundgren) e’ una miriade di citazioni del passato di Ringo ( sia con i Beatles che solista). Un gradevole amarcord. Ottimo pop per Lookimg Back . Sicuramente divertenteb e molto particolare Bamboula : con un piano veramente coinvolgente e un Ringo decisamente in palla come drummer. Passando da Island in the sun ( un mezzo reggae) , Touch and go ( molto beatlesiano ) e Confirmation ( molto Ringo versione solista )..arriviamo all’ultimo pezzo : Let love lead . Un ottimo rocj blues. Il cd ( 11 brani) si rivela un ottimo lavoro. Ringo 75 anni ha ancora voglia di divertirsi e lo fa..con classe. Ben suonato e arrangiato…e’ sicuramente un cd molto piacevole. Voto 8-.

Recensione A postcard from California Al Jardine.

Album solista per il leggendario membro dei Beach Boys . E’ datato 2010 . Si inizia con la title track. Un brano che vede la partecipazione vocale di Glenn Campbell. In perfetto stile surf pop. Bellissimo. Grande armonie vocali per California Feelin’. Un atto di amore verso la California. Don’t fight the sea e’ una canzone che doveva entrate in un labum dei B.Boys ( che partecipano localmente). Ottimo. Campfire song e’ con Neil Young : un po’ country e west coast. Carinissima. In A california saga si aggiungono anche Crosby e Stills. Grandissima la versione blues di Help me Rhonda con Steve Miller. Grande perla..con gli America : San SimeON. Morbida come la schiuma di un’onda appena arrivata sulla spiaggia. Drivin vede la partecipazione di B.Wilson : un bel pop….mezzo rock. Torna Brian anche per Hon kin’ down the highway : il tempo sembra bnon essere mai passato per questi ragazzi. Un cd ( 12 tracce nella versione normale ) che possiamo considerarlo come un atto di amore verso la California. Questa parola appare decine di volte nel cd…..e fa tenerezza dopo o9ltre 50 anni di attivita’..vedere tanto amore per questa terra e questo genere. Un cd coerente con la musica da sempre suonata dai B.Boys e dai vari componenti. Voto 7 1/2

Recensione Elton John The complete Thom Bell sessions 

In piena epoca discomusic Elton John si affido’ al produttore Thom bell per la registrazione di un disco vicino al genere. Non soddisfatto del risultato, usci’ dapprima un ep con tre canzoni, ed a distanza di anni ( nel 1989) e poi un mini album con tre canzoni aggiunte. Si inizia con Nice and Slow. Scritta da John , Taupin e dallo stesso Bell. Il brano e’ a meta’ tra il soul di Philadelfia e la dance in voga in quelli anni. Ballabile ma senza scadere nel becero. Interminabile il refrain finale ( caratteristica di bell). Anche Country Love Song segue questa via: piacevole. Shine on through e’ in una versione embrionale rispetto a quella che apparira’ su a Single Man. Mama cant’ buy you love e’ sicuramente un pezzo molto gradevole e arrivo’ al nr. 9 in america. Are you ready for love : scarso successo all’uscita…nr.1 nella riedizione del 2003. Il cd si chiude con Three way love affair : brano ballabile e gradevole. Peccato che queste sessions non abbiano mai dato vita ad un cd intero : il team era ottimo. Voto : 7 ½.


Recensione Donovan   One night in time   

E’ una sorta di album fantasma dell’artista, uscito nel 1993 ma solo in giappone e solo in cassetta. Si inizia con  la title track. E’ un brano pop con venature rocK . Il cantato dell’artista e’ fedele al suo stile, ma qui la via intrapresa e’ decisamente verso il rock.  Dear Heart invece è una pop ballad piu’ vicina al tradizionale stile di Donovan . Molto bella. Il capolavoro assoluto è Runaway : un brano molto malinconico che affascina per la sua atmosfera tra il folk e il dark pop.  Si torna al pop con What’s   a girl. Con Forever your love si torna alle produzione del cantante piu’ tradizionali. Il cd ( 10 brani ) si chiude con There are no roads :  una ballata folk. Decisamente un bel disco : un vero peccato che non sia mai uscito in tutto il mondo. Avevo ascoltato un paio di brani quando era venuto in tour in  Italia e avevo avuto occasione di vederlo dal vivo e conoscerlo.  Voto 7 ½.

Recensione Bob Seger  Ride out 

 

Una leggenda del rock americano ( con 70 primavere alle spalle ) . Si inizia con Detroit Made : un grande rock..energico e grezzo al punto giusto. Hey Gipsy e’ un bellissimo blues rock. The devil’s right hand e’ un rock…venato di country. Ride Out e’ un Peter Gunn degli anni 2000 : ottima la ritmica . La perla e’ sicuramente Adam and Eve  : grezza …ruvida..affascinante. It’s your world ha un inizio molto simile a From 9 to 5 : ottimo country rock. Il cd si chiude con Gates of eden : bellissima country rock ballad . In versione deluxe altri tre brani . Vi segnalo Let the river run : una country ballad. Non incide molto spesso ultimamente, il grande Bob. Ma quando lo fa…son grandi lavori. Voto 8+.

 

Recensione I Wanna be Santa Claus   Ringo Starr 

 

Uscito nel 1999 questo album natalizio e’ veramente notevole. Ringo alterna pezzi conosciuti a pezzi inediti, rendendo questo album..meno monocorde rispetto  a tanti prodotti simili. Si inizia con :Come on Christmas ( un inedito ). Un bel pop rock …natalizio. Winter Wonderland e’……alla Ringo. Simpaticissima. Altro inedito : I wanna be Santa Claus . In stile bubble pop.  Simpatica anche Rudolph the red nosed reindeer : stile pop. Stle country per The Christmas dance .  Dopo un favoloso White Christmas in versione reggae…si si..proprio reggae, arriviamo all’inedito che chiude il cd : Pax um Biscum  ( un omaggio allo stile Harrison). Molto bello.  Ricordo che c’è anche la Beatlesiana Christmas Time. Un cd ( 12 tracce) molto bello : ti aspetti quello che non ti aspetti ossia un  cd molto caleidoscopico…e innovativo. Bravo Ringo. Voto 7 ½.

 

Recensione Barry Manilow   The Greatest Songs of the Sixties.

 

Un’icona della musica Americana..con oltre 40 anni di attivita’ musicale. Dopo i fasti anni 70 di Mandy e I write the song….la carriera di Barry e’ proseguita comunque sempre con una certa continuita’ e coerenza. Ultimamente si sta dedicando alla rilettura di classici mondiali…in varia decadi o in varie situazioni ( canzoni d’amore….notturne…..). Questo cd ( datato 2006 )  e’ dedicato agli anni 60. Si inizia con un classico di Frankie Valli e dei Fourv Seasons : Can’t take my eyes off you ( ripreso poi da G.Gaynor). Una rilettura semplice….ma efficace. Molto fedele all’originale.  Carino il duetto con The Association in Cherish/Windy. Considero Cherish un a stupenda canzone. Ascoltatela per esempio nella versione anni 70 di David Cassidy. Molto personale la rilettura del classico di Elvis…Can’t Help fallin in love. Molto garbo e delicatezza. Anche Raindrops keep fallino of my head ha la sua interpretazione : professionale e delicata. Barry ci mette del suo anche nella rilettura di And I love her dei Beatles. Grandissima Everybody Loves Somebody di Dean Martin : impossibile rifarla come l’originale…ma Manilow ne fa una versione…molto bella.  C’è spazio anche per Strangers in the night di Sinatra : bella. Un interprete…fine e sicuramente molto bravo. Un bel cd ( 13 canzoni) …..adatto per una bella serata tra amici……! Voto 8 ½.

Recensione Meat Loaf  Hell in a handasket   

Album del 2012 del grande cantante texano…una delle voci piu’ potenti del panorama musicale mondiale. Il cd inizia con : All of me.  Un buon inizio…con una intro molto corale e quasi gotica. La base ritmica e’ quella di una canzone ROCK : potente e energica. Un bel brano. Si prosegue sul rock corale e molto “opera” con The living tree. La suite : Blue sky, Mad mad world, the good Godi s a woman and she don’t like ugly e’ un pezzo molto complesso a rticolato che ci riporta ai fasti di Bat out of heel ( manca solo la presenza di Jim Steinman). Opinabile ma carino l’intermezzo di Chuck D. Assolutamente imperdibile il duetto con l’amica Patty Russo ( sua corista..e amica da un ventennio) in California Dreamin’ ( un classico delle canzoni USA). Un remake riuscitissimo…nel suo stile.  Party pf one : hard rock di classe.  Our love & our souls e’ uno splendido duetto con P.Russo.  Il cd ( 12 tracce) si chiude con Fall from grace.  Un buon pezzo rock. Siamo sempre lontani dalle genialate compositive fatte in compagnia di Jim Steinman e anche se qua è accompagnato dalla sua band dei Neveland Express…i fasti sembrano irrangiungibili. Ma….Meat Loaf offre sempre dei lavoro molto piu’ che onesti…coerenti e attuali. A meta’ strada tra il classico e il nuovo.  Un bel disco che si fa apprezzare per la sua coralita’ e sinfonicita’. Bravo. Voto 7 ½.

Recensione Lisa Stansfield   Seven 

Settimo album in studio per la talentuos a cantante inglese…dopo ben 10 anni di silenzio.  Si inizia con Can’t dance e ci si rende conto che il tempo non sembra nai esssdere passato.  Un bellissimo brano dance a meta’ tra il new coll e il soul jazz. Patinato e sicuramente molto bello. Why e’ decisamente piu’ swing e ..altrettanto bello.  So be it pesca a piene mani nel primo repertorio di Lisa. The Crown e’ una bella ballad…in linea con i sound attuali.  The rain e’ la mia preferita…dopo un inizio tranquillo…entra una base ritmica tipica degli anni 80…con un  pizzico di Swing Out Sister…e Matt Bianco. Favoloso.  Il cd ( 10 tracce) si chiude con Love Can :  una bella soft dance ballad. Nella versione Deluxe , troviamo quattro live della vecchia produzione di Lisa….tra cui vi segnalo Someday ( tutti registrati in questi mesi…). Un bellissimo disco …a meta’ tra new cool e  house e a meta’ tra jazz e soul. La voce e’ sempre grande e ….decisamente un bel disco. Voto 8.

Recensione Sheryl Crow   Feels like home 

Svolta country per questa cantautrice americana ( classe 1962). Si inizia con Shotgun : un assolutamente piu’ che ottimo brano country rock, energico e ben suonato e cantato.  Easy e’ una mezza ballad : uno dei brani piu’ riusciti. We oughta be drinkin’ e’ un bel brano..venato da soul e blues.  Con Crazy ain’t original si torna al country piu’ tradizionale.  Homecoming queen e’ un bel lento…intenso. Ottimamente cantato dalla Crow. Il cd ( 12 brani) si chiude con Stay at home mother : un bel brano pop -country..quasi sussurrato. Un buon cd sicuramente : meno rock delle sue precedenti produzioni…ma assolutamente da considerarsi come un lavoro piu’ che dignitoso. Brava Sheryl.

Recensione Paul McCartney  New 

A distanza di sei anni dal carino ( ma non eccelso) Memory almost full , il leggendario Paul torna a noi con un nuovo lavoro. Si inizia con Save us e gia’ si capisce che abbiamo ritrovato un Paul…energico e pieno di brio. Un bellissimo brano pop rock : un po’ alla Wings. Con Alligator si prosegue sulla buona strada : questo brano è piu’ marcatamente..beat. Early Days e’ un amarcord dei tempi che furono. Scarno ma efficace. New e’ sicuramente uno dei brani piu’ belli : molto Beatles..ma in maniera garbata ed aggiornata. Passando per un semi elettronico Appreciate..arriviamo a Hosanna..una bella ballad. 12 tracce : la versione deluxe si apre con Turned out : un’altra perla pop. Dopo 14 tracce…arriva quella fantasma : una straordinaria ballad dal titolo  Scared. Bellissima ed intensa. Uno dei brani migliori. Un disco straordinariamente energico e positivo. Dimentichiamoci il Paul smielato…e accogliamo un ritrovato Paul..a cavalllo tra i Beatles e gli Wings. Un bel cd che piacera’ non solo ai nostalgici : a meta’ tra vecchio e nuovo e tanto di cappello che a 71 anni Paul si sforzi ancora di fare qualcosa di innovativo. Bravo Sir. Voto : 8

Recensione A   Agneta Faltskog  

A molti di voi questo nome non dira’ molto…ma questa bella signora 63enne e’ la cantante degli Abba. Dopo un lungo silenzio, ecco il suo nuovo lavoro. Si inizia con The One who loves you now : una bella ballad in linea con le vecchie produzioni del gruppo e trovo sia anche un brano molto alla Newton John. Si prosegue sulla stessa linea con When you really loved someone : un po’ Celin Dion (….o viceversa?).  Perfume in the breeze ha un sound molto piu’ attuale….quasi alla Take That. E a riprova di questo in I should’ve followed you home troviamo il buon Gary Barlow . Un brano veramente intenso e ottimamente interpretato. Torniamo ai fasti di Dancing Queen con Dance your pain away ( che ha la linea di basso di Voulez Vous degli Abba ) : danzereccio e …tremendamente anni 70. Una piccola perla.  Il cd si chiude con il bellissimo lento I keep them on the floor beside my bed. Un bel cd : non lungo nella durata…ma di eccelsa qualita’. Brava Agneta.

Recensione Elton John   The diving Board   

A settembre, finalmente è uscito il nuovo album di questo straordinario artista inglese ( una delle ultime leggende del rock). Si inizia con Oceans Way : una struggente ballata marchiata Elton e il suo piano. Oscar Wilde gets ouut ha un bellissimo inizio calmo . Poi prende corpo e si rivela un grande  brano pop rock….di classe.  The ballad of Blind Tom e’ una delle mie preferite : Elton in pienissima forma. Un amarcord di una quarantina di anni fa. Passando dalla delicata My Quicksand, arriviamo a Can’t stay alone tonight :  una bella ballad che ricorda l’Elton dei primissimi anni 80.  Home again e’ stato il primo singolo estratto : molto bella. Sofferta..delicata….morbida..avvolgente. Il secondo singolo è stato : Mexican Vacation…un bellissimo blues rock. Il cd si chiude con la title track :  jazzata..patinata. Bellissima. La versione De luxe include l’inedita Candelit Bedroom ( una bella balllad ) e tre versioni live di brani gia’ presenti ( 15 brani + 4) . Un capolavoro. Numero tre in Inghilterra e numero 4 in America : due risultati che parlano da soli. Abbiamo recuperato il primissimo Elton…quello che cantava il sogno americano immaginato anche dal suo paroliere Bernie Taupin…quello a volte grezzo e a volte morbido. Quello a volte prevedibile..ma il piu’ delle volte..imprevedibile. Inoltre un artista che si e’ riappropriato del suo strumento preferito ( il piano) e lo suona divinamente. Un album ricco di venature soul….e blues….pop e rock. Un capolavoro. Voto 9+ .

Recensione Bon Jovi  What about now   

Nuovo cd per l’inossidabile band Americana. Si inizia con Because we can : un buon pezzo rock, con la voce di John…sempre in buona forma. Un pezzo molto anni 80 come repertorio…un po’ piu’ dolcificato ( ma neanche troppo). Si prosegue con I’m with you : una bela rock ballad.  La title track è uno dei pezzi migliori : un rock puro e cristallino…ne troppo pacato  ne troppo fracassone. Con Amen si torna alle rock ballad.  Un altro rock…lo troviamo con That’s what the water made me. Una band in forma.  Thick as thieves e’ un pezzo intimista.  Il cd si chiude con The Fighter : un pezzo alla Springsteen. La versione De Luxe include altri 4 pezzi : vi segnalo With these two hands : sanguigno e fedele al loro stile . Un bel cd : la band non è morta e vive e gode ancora di un’ottima salute.

Recensione Delta Machine Depeche Mode 

Tredicesimo album im studio per la band di Basildon. Si inizia con Welcome to My world :  inizio un po’ tetro con un uso dell’elettronica che da i suoi primi e longevi segnali di vita in questo album.  Angel ( terzo brano ) e’ stato il primo singolo estratto.  Una mezza ballad non proprio incisiva. Carina ma niente di piu’. Gli unici due episodi  veramente notevoli sono la settima e la nona traccia. Broken ci riporta agli anni 80..con un sound deciso e un ritmo accattivante ( alla Shake the disease).  Soft  touch  Rawnerve prosegue su questa strada.  Il cd si ( 13 tracce) si chiude con Goodbye. Un brano molto criptico che si apre nela seconda parte . Tutto l’album comunque si mantiene quasi sempre su atmosfere ossianiche. Siamo lontani da Music from the masses..sia come musica che come ideologia del titolo.  Un album raffinato e molto professionale questo Delta Machine….ma non mi ha emozionato.  Sufficiente ( che per una band ultra trentennale non e’ poco) ma niente di piu’.

Recensione No Doubt  Push and Shove.

A distanza di parecchi anni dall’ultimo album di inediti ( datato 2001 ) la band americana torna con un nuovo disco.  Si inizia con Settle down :  un buon inizio che faceva ben sperare per un album all’altezza del nome. Ritmi a meta’ tra ska e pop. Looking hot si perde un po’ in suono piu’ tradizionali…senza rischiare.  La title track e’ una bella ballad. Gravity è un gradevole pop. Il cd ( 11 pezzi) si chiude con Dreaming the same dream :  un brano pop dance ( dalla ritmica molto Simple Minds) . Nella versione de luxe , 8 brani extra. A parte la cover di Adam Ant di Stand and deliver ( carina ma troppo simile all’originale)…troviamo varie versione di brani gia’ presenti  nel cd primario ( alcuni anche piu’ carini di quelli presenti nel cd 1 ).  Una band che sembra a evr perso lo smalto dei vecchi tempi : il suono scatenato e l’esplosiva miscela di reggae..pop…..ska…si e’ appiattita verso una musica..senza troppi scossoni.  Carino..ma niente di piu’. 

Recensione America    Back Pages

I clasici di tutti i tempi…rivisitati dalla celebre band west coast americana. Un’operazione nostalgica…ma neanche troppo… fatta con il consueto garbo e’ rispetto che ha questa band dalla carriera ultra quarantennale.  Si inizia con America…. Di Simon e Garfunkkel. Bellissima .  Un altro episodio molto convincente e’ Caroline No dei Beach Boys.  12 canzoni..varie tra loro ma accomunate da una classe nel’esecuzione che ha veramente dell’incredibile al giorno d’oggi. Un bel disco : ve lo consiglio. Il professionismo …….paga….sempre. Bravi America ( Gerry e Dewey).

Recensione This Christmas  Olivia Newton John & John Travolta          

 34 anni dopo Grease, si ricompone musicalmente una delle coppie piu’ famose del grande schermo. L’occasione è un tradizionale album natalizio. Si inizia con Baby, it’s cold outside : un brano tradizionale ( Dean Martin) cantato con garbo e raffinatezza.  Rockin around the Christmas tree vede la partecipazione di Kenny G. Barbra Streisand invece e’ persente in I’l be home for Christmas. Echi Jazz per This Christmas…con C.Corea. La  classica Have yourself a merry little Christmas ( delicate e struggente) vede la partecipazione di Cliff Richard.  Passando per Winter Wonderland …cantata splendidamente in compagnia di Tony Bennet e la C.Basie Orchestra..arriviamo ala tradizionale White Christmas ( un classico). L’inedito e’ marchiato John Farra..autore di grandissimi hit per Olivia. Il brano è simpatico e ritmato. L’album ( 13 brani) si chiude con Auld lang syne/Christmas time is here ..un medley riuscitissimo di brani natalizi. Un  bel cd : non scontato e monotono come tanti prodotti in circolazione. Bellissimo ….ed emozionante.

Recensione Gnomeo & Juliet  ( colonna sonora) 

Simpatico cartone animato targato Disney, si avvale della spina dorsale di Elton John e B.Taupin come colonna sonora. Si inizia con Hallo Hallo ( nel film duettato con la Gaga).  Un classico brano di Elton…che pesca dalle sue produzioni anni 70 come stile.  Fantastica la nuova versione di Crocodile Rock con Nelly Furtado.  Segue una carrellata di vecchi successi del baronetto inglese( Rocket Man,Tiny dancer…..)  intervallato dall’inedito Love builds a garden . Un bel lento che affascina ed emoziona. C’è spazio per qualche strumentale condotto ed elaborato da James Newton Howard e Chris Bacon. Il cd si chiude con The tiki tiki tiki room , tema ufficiale di una famosa attrazione di Disneyland. Un bel cd : si fa ascoltare ed emoziona. Molto belle sia le nuove di Elton..che le classiche che le strumentali.

Recensione Olivia Newton John   Portraits

Una grandissima voce che senza avere e fare i clamori di una volta , continua nelle sue produzioni discografiche.  Il cd (omaggio a grandi donne cantanti) si apre con How Insensitive :  un lento dolce e patinato, qua in versione mezza bossa nova. Altro classico con Cry me a river : qua le atmosfere sono jazzate. Grande performance vocale della cantante.  Con anyone who had a heart andiamo sul pop…un evergreen.  Idem per How I glad I am.  Un’altra grande interpretazione con Summertime : atmosphere da night club anni 40. Il cd ( 11 brani ) si chiude con Alfie : un lento bellissimo scritto da Bacharach.  Un bel cd : rilassante e gradevolissimo altamente interpretato da Olivia. Son lontani i fasti di Grease, ma..la classe non e’ acqua.

Recensione P.I.L. This is PIL 

Dopo oltre venti anni di silenzio, ecco un nuovo disco di inediti per una della band post punk piu’ famose. Si inizia con…un rutto …proprio cosi’. E’ l’inizio di This is Pil: un brano che sembra fatto apposta per confermare che la band e’ tornata. Un ottimo brano…non veloce ma …mordente.  One drop si avvicina alle vecchie produzioni della band : lo stralunato modo di cantare di John Lydon e’ spiazzante e penetrante.  Terra-Gate e’ sicuramente il pezzo piu’ punk del CD.  It said that : allucinante. Lydon urla…parla… canticchia. Sicuramente : degno della band. Lollipop opera pesca a piene mani nell’elettro punk. Il cd ( 12 brani) si chiude con la lunghissima Out of the woods : una degna chiusura : allampanata e spiazzante. Un bel ritorno : l’album non è un capolavoro ma si va a piazzare nel periodo centrale della storia della band ( quella di Album per intenderci ). Ritmi non sempre veloci ma neanche melensi come in Flowers of Romance. Lydon sa quello che la gente vuole e semplicemente….lo confeziona..ad arte. Un disco ruffiano.ma non troppo. Sicuramente: coerente.  Un bel disco : voto 7.

Recensione Boston  Omonimo
Qua non parliamo di un disco nuovo di un’artista dalla carriera pluri ventennale…ma parliamo di una band con ben 36 anni di carriera e del suo disco d’esordio ( del 1976 ) .
Si inizia con una delle piu’ belle canzoni degli anni 70 : More Than a feeling. Trascinante…energica…luminosa : impossibile non cantarla o ballarla. Grande riff di chitarra e grande ritornello. Un gioiello senza tempo. Peace of mind è un ottimo FM Rock. Foreplay/Long time e’ un bi-brano. La prima parte è strumentale e molto progressive. La seconda è piu’ rock.  Anche Smokin ha echi progressive ( qui meno marcati)  : un buon brano. Il cd ( 8 pezzi)..si chiude con Let me take you home tonight : un buon FM Rock . Una band con all’attivo solo 5 dischi di inediti , che pur  penalizzata da una diatriba tra case discografiche, e’ comunque entrata nella storia. Gran disco : voto 8.5.

Recensione Asia   XXX   

Dopo essersi riformati nella line up originale ( Downes,Howe,Palmer e Wetton) questo storico super gruppo festeggia i trenta anni di attivita’ con un nuovo cd.  Si inizia con Tomorrow the world : direi che è un piu’ che ottimo inizio.  Le sonorita’ sono delle piu’ classiche della band. Un rock venato di progressive e spruzzato di un po’ di sinfonico ( poco spazio al pop) . Un grandissimo pezzo. Personalmente lo adoro.  No religion : un altro capolavoro. Ti prende già dalle prime note : chitarre di Howe in evidenza e batteria di Palmer a tenere a dovere la ritmica. Si prosegue con una mezza ballad  ( Faithful ) : il tempo sembra essersi fermato….bellissima.  Si torna al rock piu’  puro con Face on the bridge : bello e ….molto Yes.  Al Gatto Nero ( si si..il titolo e’ in Italiano) e’ un brano a meta’ tra il rock e l’ironico. Il cd si chiude con due versioni alternative di Faithful e I know how you feel . Un grandissimo disco : direi uno dei migliori in assoluto della band : coerente, energico, ottimamente suonato. Qui i singoli membri mettono da parte inutili virtuosismi per mettersi tutti allo steso livello..al servizio di…un gran bel cd.  

Recensione Neil Young and Crazy Horse  Americana  

Dopo16 anni...il folk singer canadese e la sua band preferita di supporto...tornano insieme. E lo fanno con un cd che attinge alle canzoni tradizionali americane..piu' famose. Cosa aspettarsi da questo album? Un folk rock grezzo...ruvido....all'inizio forse un po' ingolfato..ma che quando prende la via...diventa inarrestabile.  Si inizia con Oh Susanna e Clementine. Due classici come non li avete mai sentiti. Stravolti...sconvolti....ma terribilmente affascinanti.  Idem per Tom Dula ( durata : oltre agli 8 minuti) . Passando per High Flying Byrd ( Ex Airplane : veramente ruvida) e This is your land ( con S,Stills alla voce), arriviamo a God Save the Queeen ( si si..proprio l'inno inglese) : attinente al titolo del cd , per le influenze inglesi date all'america ( versione : sconvolgente). Un cd ( 11 brani) che non delude : qui i pezzi vengono scelti..stravolti..maltrattati...rielaborati....ingrezziti , riverniciati  : ma il risultato è semplicemente favoloso. Un grande album. Bravo Neil.

Recensione Beach Boys    That’s why God made the radio  

Storica band del panorama musicale mondiale : questo è il cd che sancisce la loro riunione e il loro cinquantenario. Si inizia con un brano tutto vocale :  Think about the days.  Bellissimo e affascinante. Solo vocalizzi e niente altro. La title track ( e primo singolo) è in assoluto il miglior brano del cd e uno dei migliori in assoluto della band.  Voce solista : Brian Wilson. Chiudet gli occhi e vi sembrera’ di essere in riva al Pacific Ocean. Nostalgico e perfettamente in linea con le loro migliori produzioni, questo brano sin dal primo ascolto mi ha fato venire i brividi. Immenso….bellissimo….affascinante. Spring Vacation e’ un’altra perla da incorniciare. Armoniosa da urlo : un pop di altissima classe. Bellissimo. The private life of Bill and Sue prosegue su questa strada : qua c’è molto di Brian solista e della sua passione per il Mexico. Daybreak over the ocean ( Mike Love solista) echeggia un po’ la “vecchia “ Kokomo. L’amore per il cantante per l’estate e’ qui palpabile in ogni nota. Idem per Beaches in mind . Passando per una splendida Strange World ( Brian Wilson) arriviamo la pezzo cantato da Al Jardine : From there to back again. Un lento dalle armonie calde ed avvolgenti. Il cd ( 12 tracce) si chiude con Summer Gone ( scritto anche da Bon Jovi) : un brano malinconico dedicato all’estate passata.  Un grandissimo cd : l’ho ascoltato e riascoltato sino allo sfinimento : uno dei migliori album in assoluto di questa leggendaria band. Voto : 10.

Recensione Bruce Springsteen  Wrecking Ball 

40 anni di attivita’: una leggenda vivente. Negli ultimo anni, dopo un periodo piu’ riflessivo e intimista, sembra avere decisamente ripreso in mano la sua anima da rocker. Si inizia con We take care of your own : si capisce che siamo sulla strada giusta . Un potente rock venato da qualche venatura country : un Boss a cavallo tra gli anni settanta e le prima meta’ ottanta.  Easy money prosegue su questa strada : quasi un brano ispirato al Neil Young piu’ ruvido.  Jack of all trades e’ una bellissima ballata , interpretata magistralmente da Bruce.  Rock + Country in Death to my hometown : bellissima. La title track e’ molto interessante : dopo un inizio tranquillo, si apre e si scatena in un rock grezzzo e pungente. Land of hope and dreams e’ la mia preferita : con le dovute proporzioni…la Born to run dei 2000. Il cd si chiude con We are alive : un brano che echeggia al migliore Jonny Cash. Che dire : un disco bellissimo…sicuramente uno dei migliori di sempre del “vecchio “ rocker. Energico…mai scontato…ricco di influenze musicali : un grandissimo disco.  Voto 8.5.

Recensione Madonna   MDNA   

Attendevo con ansia il nuovo lavoro di Madonna per vedere se riusciva a fare un lavoro migliore del precedente ( Hard Candy), veramente bruttino. Si  inizia con Girls Gone Wild : una dance abbastanza scontata e poco convincente.  Gang Bang non migliora ed anzi forse peggiora. Per arrivare ad un bel brano, bisogna aspettare il singolo :  Give me all your Luvin’. Questa e’ la vera Madonna. I’m a sinner e’ un bel brano …ottimamente cantato ( ala Beautiful Stranger).  Il cd si chiude con Falling  Free : una bella ballad. Nella versione De Luxe sono presenti altri 5 brani : l’unico degno di nota e’  B-Day song : allegra e disincantata.  Un album che non mi è paiciuto. Poche le canzoni degne di nota : il resto un martellone indecifrabile e poco convincente.

 

Recensione Paul McCarteny   Kisses on the bottom 

Era da un po’ ti tempo che sir Paul voleva incidere un album di vecchi classici: brani che ascoltava quando era bambino.  Si inizia con I’m gonna sit right down and write myself a letter : un brano molto jazzato che Paul interpreta con garbo e delicatezza.  Home rimane piu’ sul classico modello dei crooners. The glory of love e’ un bel lento con molte venature jazz.  MY Valentine  e’ un inedito : uno dei brani piu’ belli.  Una stupenda ballad, intensa  e struggente.  Bye bye blackbird e’ uno dei classici della canzone americana, cantato anche da Dean Martin.  Il cd si chiude con Only our hearts  : prezioso contributo di S.Wonder all’armonica.  Nella versione De Luxe sono presenti anche altri due brani ( Baby’s request e My one and only love).  Un bel disco che ha ottenuto un buon successo. Oltre a Wonder vede la partecipazione di Clapton e D.Krall.  Un album ( 16 brani)  smaccatamente d’altri tempi e interpretato con gran classe. Il vero Paul forse e’ un altro, ma questo e’ un signor album , per palati raffinati. Bravo Macca.

 

Recensione Ringo Starr  2012 

A distanza di due anni da Y not , l’eterno e inossidabile Ringo torma con questo suo nuovo lavoro.  Si inizia con  Anthem Un bel pop rock, nel quale ricorda i vecchi tempi al Cavern.  Molto carino il refrain. Wings e’ un rifacimento di un suo vecchio brano :  sempre piacevole.  Think it over e’ un brano di Buddy Holly : simpatico e qua in versione bubble pop ( molto anni 70). Si prosegue con Samba : ironico e divertente.  Un altro repechage riadattato : Step  Lightly .  Pop di classe.  In Liverpool e’ una delle mie preferite . Molto autobiografica, riguarda il periodo quando non apparteneva ai Beatles.  Il cd si chiude con Slow Down :  un bel rock and roll . Un bel disco, anche se  un po’ corto se vogliamo …solo 9 brani.  Un bel cast di collaboratori : Joe Walsh, Dave Stewart, Don Was, Edgar Winter e tanti altri.  Questo anno fara’ 72 anni : si diverte e fa divertire. Bravo Ringo : Peace and Love.

Recensione Red Hot Chili Peppers  I’m with you  

5 anni di pausa….lunghissimi e interminabili, con l’incognita di un future incerto.  Finalmente il nuovo album. Si inizia con Monarchy of roses:  inizio rock per poi sfociare un po’ nel pop ( quasi una versione dura dei Duran nel refrain). Um bel pezzo.  Decisamente rock al 100% Factory of faith.  Decisamente un pezzo molto interessante. Ethiopia e’ forse uno dei pezzi piu’ classici  della band.  Anche Look around si mantiene su questa linea. Forse meno graffiante di pezzi del passato ma sicuramente valido. Goodbye Hooray e’ molto ritmato e con un refrain molto azzeccato. Il cd ( 14 brani ) si chiude con Dance,dance,dance : un bel brano pop rock dalla ritmica spiazzante e variegata.  I RHCP hanno forse abbandonati certi atteggiamenti irruenti e ribelli del passato, offrendo con questo cd , un’immagine molto piu’ matura. Nonostante l’ennesima dipartita di Jack Frusciante ( rimpiazzato da Klinghoffer) la band sforna un album decisamente piu’ che onesto che ci dimostra che quando la voglia di fare bene c’è….la band ottiene ottimi risultati.

Recensione  Neil Young   A treasure

Un nuovo disco di Neil Young e’ sempre un avvenimento ed anche se questo cd contiene registrazioni  risalenti al periodo 1984/1985 , e’ sempre e comunque un avvenimento.  E’ un live registrato in compagnia di una mega band composta dalla crema musicale di Nashville . 12 pezzi in totale : 5 inediti ( lasciati fuori da Old Ways del 1985)…e qualche perla. Si inizia con Amber Jean :  un concentrato di country a 360°. Per essere piu’ precisi, un robusto country venato di rock. Are you ready for the country? Si conferma un grande pezzo del genere. Let your fingers do the walking è piu’ scanzonata : fa parte di quel country piu’ di nicchia, di contea. Flying on the ground is wrong ( una canzone della sua ex band Buffalo Springfield) e’ la mia preferita. Qua rivisitata in versione west coast è un autentico capolavoro. Motor City e’ invece un  blues decisamente convincente e …molto classico. Il cd si chiude con Grey Riders ( primo singolo estratto ) : un country rock da brivido.  Che dire : un bel cd. Young ha una grande passione per la musica country, che ogni tanto emerge prepotentemente e deve in qualche modo esternare. Queste registrazioni risalgono a 27 anni fa circa e sono.tremendamente attuali. La classe non è acqua. Da acquistare.

Recensione Human League   Credo 

Band storica post punk ( in attivita’ dal 77) poi trasformatasi in pop band con influenze elettroniche. Dopo di 10 anni di silenzio, ecco arrivare questo nuovo lavoro.  Si inizia con Never let me go : il tempo sembra essersi fermato. La band recupera da subito il sound che l’aveva resa celebre.  Night people è una delle mie preferite : da questo brano si puo’ capire l’influenza che questa band ha avuto su gente come Depeche Mode, Heaven 17 ( nati da una loro costola). Egomaniac ci fa rituffare nel pop elettronico tanto in voga negli anni 80.  Piu’ elettronica in Electric Shock. In Get Together Phil Oakey ( storico leader) da un’ottima interpretazione vocale. Il cd si chiude con When the stars start to shine : incalzante e spiazzante. Una delle mie preferite. Della serie : si incide poco , ma bene. Un grande disco straordinariamente coerente e affascinante. Se avete amato gli 80…e’ un must.

Recensione Joe Cocker Hard Knocks

Il leone di Sheffield ( classe 1944) ha pubblicato nell’ottobre scorso un nuovo album di inediti dopo circa 8 anni dal precedente Heart  and Soul. Si inizia con la title track : una miscela di blues e soul niente male. Get on prosegue su questa strada, ma il brano e’ piu’ marcatamente rock del precedente.  Tha Fall e’ un bel brano pop. Joe qua e’ piu’ morbido. Thankful e’ una delle mie preferite : una ballata ricca di emozioni. Il cd si chiude con I Hope : un buon blues , impreziosito da una grande performance vocale.  Un album che non aggiunge niente di nuovo alla carriera grandiosa di questo cantante, ma un prodotto ben confezionato e ascoltabilissimo. Lo colloco come ideale periodo….ai suoi anni 80..quelli della rinascita. Non è piu’ il Joe Cocker trasgressivo di Woodstock…ma emoziona sempre.

Recensione Eminem   Recovery 

Dopo un periodo non felicissimo il rapper di Detroit sembra risorgere con questo suo nuovo lavoro ( uscito lo scorso anno). Si inizia con Cold Wind Blows : lo stile è il solito dei primi lavori del cantante. Un rap duro e incalzante.  Si prosegue con Talkin’ 2 myself :  si prosegue per la stessa direzione.  Carino l’esperimento di No Love : un rap che contiene la campionatura di What  is love di Hadaway . L’accoppiamento e’ strano, ma funziona. Cinderella man ha un inizio alla We will Rock You ( con le dovute proporzioni) : qualche venatura pop. 25 to Life e’ uno dei brani piu’ belli  e qui il pop e’ ancora piu’ evidente, specie nella prima parte.Con  So Bad ritorna al suo primissimo stile ( Stan per intenderci). Almost famous è un pop rap di assoluta classe ( in duetto con Rhianna) . Il cd si chiude con Untitled : si torna la rap piu’ tradizionale. Premettendo che preferisco il rap modello Shugarill Gang , devo ammetere che Eminem ha sfornato un buon cd : solo per gli amanti del genere sicuramente, ma che apre anche una porticina al pop.

Recensione Peter Frampton  Thank you Mr. Churchill 

Quando poco tempo fa ho visto il nuovo disco di Peter Frampton in un market della grande distribuzione, devo essere sincero : mi sono emozionato. E’ stato come rivedere un vecchio compagno di scuola dopo tanto tempo. Ho parecchi vecchi album in vinile di questo grande chitarrista  e senza esitazione l’ho subito acquistato. Si inizia con la title track , e si capisce che con il tempo Peter avrà perso la sua chioma fluente ma non il talento e l’ispirazione. Un ottimo brano rock che ci riporta indietro di oltre un trentennio. Road to the sun prosegue sulla stessa via. Grandissima professionalita’ e una chitarra che è sicuramente ancora tra le migliori al mondo.  I’m due a you e’ la mia preferita : sembra uscita dalla sue produzioni anni 70. Segno che il tempo passa, ma non cancella.  Anche Asleep at the wheel si conferma un grande brano. Suite Liberte’ e’ un brano strumentale di notevole spesssore , tra il jazz e il fusion. Chitarre in grande spolvero. Si torna al rock tradizionale con I want it back. Il cd si chiude con Black Ice : una ballad. Nella versione europea sono previsti due bonus : I under stand e A Thousand Dreams. Dopo tanti anni Peter ( l’arcangelo biondo del rock) torna a collaborare con Chris Kimsey ( partner  dei suoi successi planetari) e lo fa con un ottimo album. Dopo aver vinto un grammy nel 2006, questo disco conferma l’enorme talento del cantante/chitarrista evidenziando una vena mai esaurita e ancora in grado di offrire ancora moltissimo. Un grande disco rock: niente di piu’…ma…vi pare poco?

Recensione  Cyndi Lauper   Memphis Blues   

Nuvo CD ( uscito in italia nel settembre 2010 ) per una delle piu’ belle voci del pop-rock. Il lavoro si ispira ad un genere che la cantante ama molto…..il blues.  Si inizia con Just your fool : un brano trascinante, impreziosito dall’armonica di Charlie Musselwhite.  Early in the mornin e’ un clasico del genere: qui troviamo come guest l’immenso B.B.King e Allen Toussaint al piano . Grande performance.  Si prosegue con How blue can you get? : Johnny Lang vi suona e canta. Un blues ruvido e graffiante. Don’t cry no more  ( un classico anche di Wilson Pickett  ) e’ un concentrato di soul e blues allo stato puro. Bellissima. Il cd si chiude con Crosssroads ( sempre con Lang ) : torniamo al blues grezzo e ruvido…quello immortale ( per chi ama il genere).  Un gran bel disco (11 trace) che ci conferma le enormi qualità vocali ed interpretative della “pazza” cantante americana . La clase non è aqua : ascoltabile anche per i non appassionati del genere.

Recensione Olivia Newton John A celebration in Song 

Un nuovo album di Olivia è sempre un avvenimento. Uscito nel 2008 , lo recensisco volentieri a distanza di oltre due anni, in quanto un ottimo disco ( di duetti). Si inizia con  Right Here with you : il passato ed il presente, visto che si misura  con la rampante cantante Delta Goodrem. Brave entrambe. Il brano non pecca di originalità : una ballad tradizionale, ma è comunque carino.  Find a little faith e’ con l’amico di sempre Cliff Richard : un brano lento per due grandi voci. The heart Knows è uno dei miei preferiti : un duetto favoloso con Barry Gibb ( Bee Gees ) che ha del sempre verde. Energico e rockeggiante e’ il duetto con Keith Urban : Sunburned Country. Olivia e’ imparregiabile  nella sua performance, sia nelle prime che nelle seconde voci. Reckless in coppia con John Farrar ( autore di tanti suoi successi) e’ il brano che volevo ascoltare da Olivia da tanto tempo : un tuffo nel suo periodo d’oro. Potrebbe essere stato inserito in Physical senza problemi. Il mio preferito in assoluto : bellissimo. Il cd si chiude con Beautiful Thing ( con Belinda Emmet ) : un bel brano pop.  12 canzoni che non sempre risultano azzeccate . Il duetto solitamente si risolve in un lento monocorde. Qua non sempre e’ cosi’ : le canzoni sono variegate e diverse tra loro. Non tutte sono riuscite ma sicuramente la buona parte si. In ogni caso è un disco di livello qualitativo piu’ che buono e che colloca Olivia come una grandissima interprete. La sua voce affascina ancora.

Recensione Duran Duran   All you need is now   

A distanza di tre anni dal deludente Red Carpet  Massacre I Duran prima sciolgono il contratto con la Sony e a fine 2010 lanciano su I Tunes  il nuovo album ( uscito “fisicamente “ poi  nel febbraio 2011 ).Si inizia con la title track : e subito si capisce che il fiacco album precedente e’ solo un brutto ricordo. Il brano è un tuffo neanche tanto nascosto nel loro periodo d’oro.  Vivace, brioso e ricco di sintetizzatori.  Bellissimo il refrain. Si prosegue con Blame the Machines : la Hungry like the wolf dei 2000 . Bella.  Leave a light on è una ballad  in pieno stile Duran . La voce di Simon Le Bon regge ancora bene.  Safe vede la partecipazione di Ana Matronic  e ci fa tuffare nella sbornia funky del vecchio Notorius.  Girl Panic : un’altra perla anni 80. Già l’introduzione e il riff della chitarra ti catapulta alle vecchie sonorita’.  Kelis partecipa a The man who stole a leopard : un brano molto introspettivo.  Il cd si chiude con il bellissimo lento Before the rain : una piccola perla.  Un Cd composto da soli 9 brani,  nessuno dei quali risulta futile . Sono tutti belli e ricchi della vecchia energia della band.  Per un vecchio duraniano come me, un bellissimo album. Sicuramente un grande prodotto : coerente e incredibilmente energico per una band sulla scena da un trentennio.  Bravissimi.

Recensione Confessions   Liza Minnelli 

 

Un monumneto vivente dello spettacolo( musica, cinema, televisione) : ecco come definire Liza Minnelli.  Questo suo lavoro arriva dopo un lungo periodo di problemi ( alcol, ictus…) dai queli sembra definitivamente uscita. Si inizia con Confession : il tempi sembra essersi fermato. Una sorta di intro di un minuto e mezzo nella quale Liza sfoggia il suo vecchio stile.  You fascinate me so ( un vecchio classico) e’ un brano tra il jazz e il classico. Bellissimo.  All the way prosegue sulla stessa strada : la sua interpretazione è impeccabile. Si torna al Jazz con This heart of mine. Close your eyes e’ un altro classico, riletto sempre in maniera unica ed ineguagliabile. Cito ancora He’s a Tramp e Moment Like This : quando la voce da un valore aggiunto a delle già belle canzoni. Un cd bellissimo, patinato e di gran classe.  Da comperare a scatola chiusa. Brava Liza : gli anni passano ma la tua voce incanta sempre.

Recensione  Guitar Heaven   Santana 

 

Nuovo lavoro per uno dei piu’ grandi chitarristi esistenti : un album di cover di grandi successi rock, rivisitati con il suo classico riff di chitarra ( uneguagliabile). Si inizia con Whola Lotta love ( grande hit dei Led Zeppelin). Una versione personalizzata e molto bella.  Sunshine of your love è una vecchio brano di Eric Clapton ( con i Cream).  Non è stato stravolto : molto vicino all’originale anche se diverso nella ritmica.  C’è anche spazio per i Beatles : My while guitar gently weeps. Bellissimo. Un altro super classico……Smoke on the water : e qua le chitarre di Carlos offrono una grande performance.  Little Wing ( di Hendrix ) e’ qua splendidamente cantata da J.Cocker. Invece in I ain’t superstitious abbiamo il bluesman Johnny Lang, che ci offre una tiratissima versione…graffiante ed efficace. Il cd si chiude con Under the bridge ( dei RHCP ). Quasi patinata. Un cd ( 14 tracce) di assoluta classe e raffinatezza.  Un grande cd.

Recensione   AC DC   Iron Man 2

 

L’uscita del film Irona Man 2 è l’occasione per raccogliere 15 dei piu’ bei brani della leggendaria band australiana alfiere dell’Hard Rock , in attività dal 1973.

Si inizia con Shoot to Thrill : bellissimo il brano. Ritmica possente e riff entusiasmanti. Rock’n’roll damnation prosegue sulla stessa strada, che tanto ha reso celebre questa band . La classe non è acqua e la band è sicuramente una delle migliori nel suo campo.  Black in black ( che da il titolo anche da uno degli album piu’ venduti di tutti i tempi) e’ un classico…un must..un evergreen che mai tramonta e mai tramonterà. Thunderstruck  e’ uno dei pezzi che preferisco del disco . Una coralità che ti prende e non ti molla piu’.  Chitarre graffianti e ritmi sempre possenti ne fanno un grandissimo pezzo. Fantastico il refrain ….che ripete TNT !

Il cd si chiude con un classico della band : Highway to hell ( autostrada per l’inferno). Un classico per gli amanti dell’hard rock. Il genere puo’ piacere o non piacere ma va riconosciuto agli AC DC una grande professionalità ed un’indubbia bravura . Bravi , non c’è che dire. Sono presenti brani cantati da entrambi i cantanti della band :  Johnson  e Scott ( morto nel’80).

Recensione Gino vannelli  The best and beyond

 

Noi lo conosciamo piu’ che altro per Black Cars, ma questo rocker canadese di origini italiane è in attività dal 1973. Questa raccolta non è  una delle solite raccolte tradizionali. I pezzi sono stati completamente stravolti con nuovi arrangiamenti e parti vocali. E’ uscito nell’ottobre 2009 ma ve lo propongo ugualmente in quanto molto bello.  Si inizia con People Gotta Move :  qua in versione piu’ fusion.  Wild Horses e’ uno dei suoi piu’ grandi successi :  un pop rock patinato di grande raffinatezza.  Brother to brother ( in versione lunghissima) prosegue sulla stessa strada.  Black cars è irriconoscibile appena inizia : dopo prende corpo , ma la versione qui proposta è completamente diversa dall’originale. Cio’ non toglie che sia molto affascinante. Meno pop e piu’ fusion.  Il cd ( 13 pezzi ) si chiude con Put the weight on my shoulders : una bellissima ballad.  Un cd fantastico : la classe non è acqua.

 

Recensione Madonna  Sticky & Sweet 

 

Con un’oltre venticinquennale carriera musicale Madonna approda a questo live a suggello del suo ultimo faraonico tour.  Il cd si apre con il Candy Shop Medley : un medley che pesca dal suo ultimo album in studio ( Hard Candy). Arriviamo a Human nature, un suo singolo del 1995 ( uno dei brani piu’ carini del live). Tre brani famosi in versione 2008 : Vogue , Like a prayer e Music : meglio gli originali sicuramente.  Il miglior brano in assoluto è la versione gitana di La isla bonita : bellissimo. Il cd ( 13 brani ) si chiude con Give it 2 me ( in origina tratto da Hard Candy). Un live che devo essere sincero , non mi ha entusiasmato. Un po’ troppo prefabbricato con basi  e basette ingombranti. Inoltre pesca dal periodo secondo me meno creativo e fortunato dell’artista ( che rimane sempre una signora artista). Mancano le migliori produzioni dell’artista e per un live e’ sicuramente una grossa lacuna.  Solo per appassionati.

Recensione Ringo Starr  Y Not

 

Una leggenda vivente che ha ancora tanta voglia di fare musica e divertirsi. In questo nuovo cd di Ringo troviamo grandissimi nomi della musica internazionale : Joe Walsh,Gary Wright,Edgar Winter,Dave Stewart,Benmont Teach, Joss Stone e Paul Mccartney.

Si inizia con Fill in the blanks : un convincente pop rock di classe. In Peace Dream al basso troviamo l’amico Paul .  Un bel brano : pop raffinatissimo, di quelli che non passano mai di moda. The other side of Liverpool rimane sulla stessa direzione mantenendosi un po’ piu’ rock. 

Walk with you ( scritta con Van Dyke Parks) è una stupenda ballad cantata in coppia con McCartney : stupendo risentire due Beatles cantare insieme.  Un pezzo molto bello che va a collocarsi secondo me nel repertorio anni settanta dei due cantanti. Everyone wins e’ scanzonata, allegra, in perfetto stile Ringo con un po’ di west coast in piu’.  La title track e’ un brano che occhieggia alle vecchie produzioni di George Harrison : un po’ orientaleggiante( con tanto di sitar) . Il cd si chiude con Who’s your daddy , un rock soul in coppia con Joss Stone che è veramente bellissimo ( uno dei miei brani preferiti di tutto il disco).

10 brani in tutto e tutti su piu’ che buoni livelli : un disco che adoro e che ho ascoltato tantissime volte. Adoro Ringo e la sua filosofia di vita e musicale. Un gran disco. Peace and Love.

Recensione Paul McCartney  Good Evening New York City

 

Testimonianza live di quello che sulla carta dovrebbe essere il tour d’addio di Sir Paul dopo 50 anni di onorata carriera che lo ha portato nelle vette piu’ alte dell’olimpo della musica. Se il proverbio che la classe non è acqua esiste, Paul ne è la testimonianza vivente. Oltre due ore di concerto sempre ad altissimo livello con anche omaggi ai suoi due ex compagni di avventura dei Beatles che oramai non ci sono piu’ ( Something per Goerge e Give peace a chance per John).  Il primo CD si apre con Drive my car : e il pubblico si scalda all’istante. Poi si prosegue con un alternanza di successi dei quattro scarafaggi ( The Long and Winding Road, Eleanor Rigby tra gli altri) e della sua carriera solista ( Band on the Run, Let me rolli t, Flaming Pie …).

Il secondo cd contiene piu’ canzoni dei Beatles ( si apre con Back in the USSR)  che spaziano dal rock di I’m Down e I Saw her standing There ( special guest Billy Joel) alle melodie di Yesterday e Hey Jude. Insomma : un grandissimo cd che va oltre al solito live. La varietà degli arrangiamenti che tingono a nuova vita le canzoni lo rendono ancora piu’ interessante. Paul è sempre in grandissima forma e la sua faccia da bravo ragazzo ( nonostante rasenti i settanta) e’ sempre rassicurante. Un disco impedibile che farà la goia di chiunque ami la buona musica.

Recensione  That Lucky Old Sun   Brian Wilson 

 

Classe 1942 , il signor Wilson ( mente dei leggendari Beach Boys)  ci offre questo suo nuovo lavoro solista. Il disco e’ del 2008 ma voglio comunque recensirvelo per due ragioni : la prima è che in italia e’ stato scarsamente distribuito e la seconda è…che è veramente un bel disco.

Si inizia con la title track : una vecchia canzone portata al successo da F.Laine. In vari refrain la troveremo spesso nell’intero cd  ( e mai nella durata originale). Arriviamo a Morning beat…in perfetto stile Beach Boys. Le armonie di Wilson ( che in America gode di un’enorme popolarita’) sono sempre avvolgenti ed entusiasmanti. Una piccola perla dell’album è da considerare Forever she’ll be my surfer girl : sara’ forse sempre il solito sound tipico di Brian…..ma è comunque intramontabile e affascinante.  Si prosegue alla grande con Live let live : una bella canzone pop.  L’autentico capolavoro dell’intero cd e’ per me Mexican Girl : un brano che sembra essere uscito dal periodo migliore dei Beach Boys: allegro…divertente, scanzonato e ricco di ritornelli carichi di armonie californiane. Amo spassionatamente questo brano. Piu’ o meno allo stesso livello e’ Oxygen to the brain, che sembra uscito da Smile ( album capolavoro del cantante ).  Si torna ai ritmi scanzonati con Going Home : surf a 360°. Il cd si conclude con Sothern California : un brano piu’ riflessivo del precedente che non delude. Atmosfere raffinate : da ascoltare ad occhi chiusi e…sognare.  Questo cd ( 17 tracce in totale inclusi dei brevi pezzi narranti) per me rappresenta in assoluto uno dei migliori lavori di Mr.Wilson : la classe non è acqua , e vicino ai settanta anni, questo signore che ha scritto grandissime pagine della musica pop, appare ancora  in grandissima forma. Un bellissimo disco. Bravo Brian.

Recensione Celebration   Madonna 

 

Ennesima raccolta per Lady Ciccone. Quest’ultima comprende  36 brani ( doppio cd). La raccolta copre abbastanza esaustivamente dagli 80 ai duemila, partendo dagli inizi della sua luminosa carriera sino ai giorni nostri ( con l’inedito Celebration) . Personalmente preferisco il periodo anni 80  dela cantante : canzoni come Holiday, Everybody, Into the groove, Dress you up, Material Girl,Open Your Heart ( e dintorni) sono delle chicche indimenticabile.  La sua produzione dei primi anni 90 risente un po’ della dance un po’ becera in voga nel periodo e alcuni brani non sono propriamente indimenticabili.Idem per i duemila . Dei due decenni salvo Hung Up,Beautiful Stranger e Vogue.

Una bella raccolta comunque ,  adattissima come strenna natalizia.

Recensione Whitney Houston   I look to you

 

A sette anni di distanza dall’ultimo cd in studio ( Just Whitney) la cantante ( in attività dal 1985 e nata a Newark – USA-) torna a noi con questo nuovo lavoro.

Si inizia con Million dollar bill : la partenza e’ di quelle giuste. Subito un ottimo gorgheggio vocale, giusto per dimostrare che la Houston è tornata! I ritmi sono a metà tra il Philadelphia sound e il Motown style. Un bellissimo brano.  Si prosegue con Nothin’ but love : decisamente black questo brano.  Danzereccio ma non troppo.  La title track e’ degno dei migliori brani lenti tipici della carriera di Whitney. Si parte piano per poi dare ampio spazio alla vocalità della cantante ( una delle piu’ belle voci degli ultimi trenta anni).  I like never left e’ un duetto con Akon : ritmi attuali e moderni. Un altro lento : A song for you. Intenso e avvolgente. Un brano d’atmosfera, molto ma molto bello. Si torna ai ritmi ballabili con For the lovers. Il cd si chiude con Lovers. Anche qui la cantante puo’ dare sfoggio alle varie sfumature della sua voce.

Un cd ( 11 tracce) che a me personalmente è piaciuto. Forse non sarà un capolavoro e non venderà come le prime produzioni della cantante, ma lo ritengo un cd che sancisce  un buon ritorno e che almeno in studio ci offre una cantante ritrovata e fedele a se stessa. Sufficienza piu’ che piena.

Recensione Bruce Springsteen  Working on a  dream 

 

Era da tanto tempo che non ascoltavo un disco di Bruce al’altezza del suo nome. Finalmente questo suo nuovo cd spazza via dubbi e pensieri e ci offre un grande Springsteen. Il lavoro si apre con  Outlaw Pete : una canzone lunghissima che ci consegna il cantante in una grande forma. Sicuramente uno dei pezzi migliori dell’intero cd : rock e folk si mischiano sapientemente insieme in questa fantastica passeggiata nel mondo del fuorilegge Pete.  Mr Lucky day e’ un rock energico al quale Bruce è tanto affezionato. La title track è invece una stupenda rock ballad. This life ha un inizio molto Beach Boys, per poi sfociare in un rock west coast a cavallo tra CSN&Y e gli America. Rock blues per Good Eye : tirato e grezzo. Life itself e’ una ballata molto intensa e riflessiva . Il cd si chiude con il bonus track di The Wrestler, incluso nell’omonimo film. Anche qua Bruce si cimenta in una stupenda ballad.  Alla fine questo cd ( 13 pezzi) e’ quello che si dice un gran disco : pur non essendo un grandissimo fan del Boss, questo lavoro mi ha emozionato e appassionato sin da subito. Sicuramente uno dei migliori dischi di questo 2009 : ben tornato Boss.

Recensione Dean Martin  Amore 

 

Sono passati quasi 14 anni dalla morte di una delle piu’ belle voci di tutti i tempi, ma il suo mito viene tenuto vivo ( per fortuna) con delle compilation, mai banali e sempre interessanti. Questa è uscita in questo 2009. Si inizia con Just in Time : la voce di  Dean affascina e conquista.  Una bellissima ballata : Let me love you tonight . Il tipo intercalare del cantante si trova perfettamente a proprio agio . Uno dei piu’ bei pezzi mai interpretati da Dean : Innamorata.  Mandolini e tanta armonia…che oramai non esiste piu’. Un classico della canzone americana ( e non ) : Dream a little dream of me.  Arriviamo a That’s amore, successo immortale del cantante (che  risale ad oltre 55 anni fa!!!). Resiste all’usura del tempo, e riascoltarla e’ sempre un piacere per le nostre orecchie. All I dream is dream of you : un’altra piccola perla che vi farà sognare.  I have but one heart ( O marenariello) : un lento, che piu’ lento non si puo’. Il cd si chiude con il famosissimo hit : You’re nobody ‘til somebody loves you.  La classe non e’ acqua e la professionalità non si improvvisa : lui aveva entrambe le cose. Questa compilation ( 15 brani) non contiene solo ed esclusivamente i pezzi piu’ famosi, ma anche altra sua produzione forse da noi meno conosciuta…ma non per questa meno bella. Un cd senta tempo..bellissimo.

Recensione Sandra   Back to Life

 

Sandra ( classe 1962) negli anni 80 aveva goduto di una enorme popolarita’ con brani come Maria Magdlanena e Innocent Love. Poi nei novanta….la sua produzione solista si fa rarefatta e nonostante continui a cantare ( specie negli Enigma), le sue tracce si perdono, per riapparire nella seconda meta’ di questo decennio. Il cd si apre con R U feeling me : un bel brano dance , ma non di quella dance sfrenata e martellone , bensi’ di quella dance molto patinata e di classe. Once in a lifetime è bel brano lento. Forse scontato, ma pur sempre impreziosito dalla caratteristica voce della cantante. The night is still young ( duetto con Thomas Anders) e’ una brano latino americano molto coinvolgente ( uno dei piu’ belli del cd). Si ritorna alle ballads con Just like breathing. Ancora ritmi spagnoleggianti con Never Before. What if è una brano dance dalle sonorità decisamente attuali ( Beyonce’ e adepte).  Say Love è un po’ la Isla Bonita di questi anni….sempre un mezzo latino americano.  Un tuffo nel passato con I Put some 80ies in it : il titolo è emblematico. Tete a tete : bellissimo brano in francese . Bellissimo..intenso ed emozionante. Sandra è bravissima con la sua vocina ammiccante. Il cd si chiude con Who I am : brano che parte lento per poi crescere sempre piu’. Questo cd ( 15 tracce) non brillerà sicuramente come un capolavoro della musica pop, ma ci dimostra che l’artista e’ viva e vegeta ed e’ capace di produrre un lavoro sicuramente ben oltre la sufficienza . Ben tornata Sandra.

 

recensione Simply Red   25 

I Simply Red nascono 25 anni fa a Manchester e da allora hanno mietuto tanti successi. Unico tenutario del marchio e del nome è sempre stato Mick Hucknall, il rosso cantante. Per celebrare questa ricorrenza e’ uscito un doppio cd che contiene tanti successi quanti gli anni di carriera.  Si comincia con Sunrise, il brano che nei duemila ha ridato tanta celebrità ai S.R , dopo un periodo un po’ buio. Con la campionatura presa in prestito da Hall and Oates, il brano si rivela un grandissimo successo. Stars e’ un brano del 1991 che Mick canta con la sua consueta bravura.  Brano soul è A new Flame ( fine anni 80 ):  un genere che non tramonta mai e che piace sempre. Holding back the years e’ sicuramente una della piu’ belle ballate anni 80. Delicata e struggente.  It’s only love : grande ritmica per uno dei piu’ grandi successi della band.  Distillato di soul in The Right Thing: grande hit. Your Mirror e’ uno dei successi minori ( almeno qua in Italia): e si prosegue sulla stessa strada.  Ecco come tramutare un classico country, in una  delicata canzone soul : The air that I breathe. Ev’ry time we say goodbye è un’altra delicatissima ballata : raffinata e intensa. Home ( del 2004) e’ uno degli ultimi successi della band. Coerente al ventennale stile. Something got me started e’ uno dei primi successi della band. Fantastico. Money’s too tight(to mention) : in assoluto  il primo grande hit . Fantastico. If you don’t know me by now : lento da favola.  Il cd si chiude con l’inedito Go Now . Meno soul e piu’ pop ( quasi west coast).  Una grande band che forse ha raccolto meno di quello che si meritava. Al posto di due cd si sarebbe penso ottenuto risultato migliore con un singolo (16-17 brani) : ma questo album rimane un ottimo lavoro, per i nostalgici ma non solo.

Recensione Liverpool 8  Ringo Starr 

Questo disco di Starr risale a circa un anno fa. Segna il suo ritorno alla vecchia casa discografica Capitol e dopo una distribuzione a singhiozzo, son riuscito finalmente ad averlo.  Si inizia con la title track : un brano che adoro e amo spassionatamente. E’ la sua Penny Lane…un atto di amore verso la città da dove è venuto e verso i suoi compagni di avventura ( Paul, John, Gorge). Think about you ha un inizio che la fa ricondurre a Taxman.  Bei cori e interpretazione DOC. Pop di classe.  For love è sulla stessa strada : la voce di Ringo e’ particolare, forse di non grande estensione vocale ma senza dubbio efficace. Belli i coretti molto ELO.  Easy pop per Give it a try : i bei tempi passati sembrano non essere stati dimenticati. Un gran bel pezzo.  Pasodobles è un brano atipico che il batterista interpreta con garbo e passione. If it’s love that you want sembra un brano uscito dalle produzioni di Ringo anni 70 ( tipo Snookero). Uno dei miei preferiti.  Si torna al country di album come Beaucoups of blues…..il brano e’ R U Ready . Simpatico e divertente.  Questo cd ( 12 tracce)  e’ un gran lavoro. A torto Ringo è sempre stato considerato il meno dotato dei Beatles e questo cd ci dimostra come a quasi settanta anni Mr.Starkey  ci abbia offerto un lavoro pulito e professionale…di gran classe . I suoi album dei primi 70 e questi ultimi ci mostrano come il famoso Ringo the 4th …sia stato capace di una immediatezza unica nel suo genere. Un gran bel disco.

recensione Oasis   Dig out your soul 

Era il 1994 quando gli Oasis arrivarono in tutto il mondo con l’album Definitely Maybe, e da allora la loro scalata fu inarrestabile. Questo nuovo lavoro arriva a distanza di tre anni dal precedente album  ( Don’t believe the Truth).  Bag it up è il primo pezzo : lo stile è sempre il solito. La voce di Liam  calza perfettamente con le  chitarre di Noel e la batteria di Zac Starkey e’ perfetta ! Waiting for the rapture echeggia di I am the walrus o comunque di quel periodo Beatlesiano sicuramente piu’ psichedelico e rock degli esordi. I am outta time è sicuramente il capolavoro dell’intero cd: una ballata che sembra uscita dalla coppia d’oro Lennon/Mc Cartney. Una melodia fantastica e una interpretazione vocale molto sentita.  Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare da questo bellissimo brano.  To be where there’s life è un brano decisamente psichedelico : arrabbiato al punto giusto e con una certa piacevolezza che ti arriva non immediatamente ma dopo un paio di ascolti.

Il cd si chiude con Soldier on : anche qui la psichedelica la fa da padrone.  Quello che ha caratterizzato gli Oasis negli ultimi tempi è una certa mancanza di continuità : hanno alternato album bellissimi a produzioni non proprio esaltanti. Questo cd(11 tracce)  sicuramente non è tra i migliori lavori della band, trainato da un singolo ( the shock of the lighting ) non proprio impeccabile) . A  loro va dato il merito di non aver prodotto un album commerciale e facilmente digeribile. Si sente un tentativo di virare verso un qualche cosa di piu’ impegnato, sempre pero’ nella scia dei maestri Beatles. Esperimento parzialmente riuscito : va apprezzato l’impegno e i suoni che sono sempre ottimi ( come la voce di Liam) ma dagli Oasis,  mi aspetto sicuramente qualche cosa di piu’.  Li attendo al varco del loro prossimo lavoro.  

recensione Bring ya to the brink   Cyndi Lauper 

Una delle piu' belle voci pop di tutti i tempi : Cyndi Lauper. Eroina degli anni 80 e con qualche lampo anche nella prima metà dei 90, in questa seconda parte dei duemila sembra aver ritrovato smalto e continuità. Torna a noi con un album dance straordinariamente attuale. Si inizia con High and Mighty . Un brano che attinge a piene mani nella dance del decennio precedente. Into the nightlife è uno dei miei preferiti. Un po' elettronico all'inizio, ma il ritornello ci riporta ai vecchi fasti della cantante : orecchiabile e convincente. Echo e' un altro ottimo brano : nel ritornello possiamo ascoltare le ottave che hanno reso celebre la cantante ( anche se non spinge sicuramente al massimo ). Same Ol' story : bellissimo. Forse è uno dei pochi brani che pesca negli 80.Il risultato è ottimo : si balla, con stile. Si arriva a Lay me down : un possibile singolo. Bello...incalzante : grande Cyndi. Set your hearth : un po' di discomusic , ma attuale, in questo brano. Una manciata  di fiati e la voce della cantante che si esprime in maniera convincente. Il cd si chiude con Rain on me : una bella canzone, un po' malinconica ma molto orecchiabile. Sono presenti due bonus in alcune edizioni e tutti e due molto belli. Il primo e': Got Candy e sarebbe stato un peccato lasciarlo fuori. Un brano divertente...che fa divertire. L'altro è Can't breathe : un lento bellissimo e intenso  ( alla Time after time) che ti fa sognare ad occhi aperti( perchè inserirlo solo come bonus?). In definitiva , un  buon cd : sorprendentemente attuale, con pochi flashback dedicati al passato, e tanta voglia di dance . Un cd (14 tracce con bonus)  cd che forse lascia pochi spazi ai vocalizzi della Lauper, dotata di una grandissima estensione vocale, ma che diverte e convince. Il primo ascolto mi aveva spiazzato...al secondo ne ero già innamorato.

Recensione AC/DC  Black Ice 

Dopo otto anni dall’ultimo album in studio e’ uscito il nuovo lavoro degli Ac/Dc ( Black Ice)  , una delle leggende dell’Hard Rock.  Si inizia con Rock ‘n’ roll train, e si capisce subito che la band è in palla. Angus Young e soci ci offrono uno dei loro prodotti tipici in fatto di ritmi e chitarre ruvide e la voce di Angus, non ha perso minimamente il proprio smalto.  Big Jack rimane su questi canoni . La band australiana ( la cui nascità risale al 1973) dimostra una vitalità incredibile.  Bellissimo il ritornello. Inizio tranquillo per War Machine: ma poi il brano prende ritmo e …che ritmo. Ragazzi, queste sono chicche per gli amanti dell’hard rock.  Wheels è uno dei miei brani preferiti. Cattivo al punto giusto, ma senza esagerare. Ascoltatelo a volumo un po’ piu’ alto di come ascoltate normalmente i vostri dischi. Non spaccatevi i timpani, ma questo brano necessita di un bel pump it.  Rock ‘n’ roll dream e’ un classico pezzo rock , di quelli che non passano mai di moda..…un evergreen. Il cd si chiude con la title track : sicuramente uno dei brani piu’ azzeccati dell’intero cd.  Ritmi tipici della band che non vi lasceranno neanche per un attimo e vi sentirete portati ad imitare il famoso passo di Angus Young. In definitiva un gran bel disco(15 tracce)  . Una prova di questa banda ( entrata nella Hall of Fame nel 2003) che sostanzialmente mira a dire : ci siamo sempre anche noi.  Grandi…non a

recensione Hard Candy   Madonna 

Grande attesa per il nuovo album di Madonna : assente dalle scene discografiche dal 2005 (Confessions on a dance floor ) questo Hard Candy e' subito risultato essere uno degli album piu' venduti del momento, raggingendo il Nr.1 in svariate nazioni ( compresa USA, Inghilterra e Italia).  Il cd si apre con una Madonna piu' elettronica rispetto al passato album : Candy Shop. La sua voce profonda e' sempre inconfondibile, ma il brano non convince al cento per cento. Arriva il singolo 4 minutes , in duetto con Timbarlake ( uno dei grandi enigmi della musica : vende tantissimo...ma perchè?). Il brano è carino e simpatico , specie nello scandire il tic tac del tempo. Bisogna aspettare un minito e quaranta pero' affinchè prenda copro e ci regali un ottimo ritornello. Give it to me e' finlamente un brano che convince : danzereccio al punto giusto col un refrain indovinato.Anche Heartbeat è un bel brano : qua la voce di Madonna è piu' sottile e suadente. Incredible è il brano che personalmente piu' preferisco dell'intero cd : atmosfere anni 80, frizzanti e spiritose. Un possibile singolo.  Beat goes on prosegue su quella strada. La parte centrale del cd e' sicuramente la piu' godibile. Molto particolare Spanish lesson che inizia con una gran giro di chitarra gitana. Il cd si chiude con Voices : elettronica e atmosfere rarefatte. Una buona performance vocale della cantante.  Per le versioni De Luxe e per mercati orientali, presenti tre bonus ( non inclusi nella versione italiana). Un cd discreto , ma che segna una involuzione rispetto al precedente, che mi aveva appassionato per la freschezza e i ritmi. Qua si vira verso produzioni passate di Madonna, tipo Ray of Light ( 1998) e secondo me, meno fortunate. La 50enne cantante, con Hard Candy, domostra ancora di esserci,e  lo fa con un prodotto comunque dignitoso e al passo con i tempi. Vedo il bicchiere mezzo pieno, ma Madonna ci ha abituati a questo suo intercalare di produzioni piu' o meno azzeccate. Amo spassionatamente la Madonna anni 80, non particolarmente quella anni 90.......accetto con piacere questa dei duemila. Buon ascolto.

recensione Christmas Wish   Olivia Newton John

Smessi da tempo i panni di sex symbol anni 78-80 e dopo aver superato nei primi anni 90 una grave malattia, Olivia ha ripreso da un po' di tempoa  a questa parte a sfornare album con una certa frequenza. Questo ultimo è uscito in America , poco prima di Natale 2007.  Finalmente sono riuscito ad averne una copia ed eccomi qua per parlare di questo lavoro. Si inizia con O come all ye faithful : un brano molto lento ( l'inizio è stile Celine Dion). La voce di Olivia è sempre al top : calda, avvolgente e quando serve decisa sulle note alte. Il cd alterna canzoni cantate a brevi interludi Natalizi ( sui quali sorvoleremo). Every time it snows è un duetto col grande John Secada ( il marito della Estefan) : il ritmo è sempre quello della precedente canzone, ossia un ritmo molto lento e tipicamente natalizio ( alla Adeste Fidelis per intenderci). Tra canzoni famose e meno , arriviamo alla famosissima Silent Night ( duetto con   J.Arden ), che ti scalda il cuore immediatamente con la delicata interpretazione di Olivia. Altro duetto per All through the night : questa volta tocca a Michael McDonald duettare con la divina. Il risultato è convincente. Il top del cd è sicuramente Christmas on my radio : una bella pop song a tema anni sessanta, che ricorda ( e molto) le atmosfere di Grease. SE il film avesse avuto una parentesi Natalizia, questa canzone sarebbe stata sicuramente inserita. Il cd si chiude con un duetto eccellente : A gift of love...con Barry Manilow. Un cd che poco aggiunge alla storia di Olivia. Un cd forse delle occasioni perse . Per esempio, il duetto con Barry Manilow doveva sicuramente fare piu' scintille , visto la carature dei due personaggi. Personalmente abbandonerei anche gli interludi strumentali tra una canzone e l'altra e forse la produzione di Amy Sky comincia a diventare un po' pesantuccia . Sarebbe ora di abbandonare i troppi broccati di velluto e ricominciare un percorso verso un pop piu' digeribile per il grande pubblico. Non si discute la voce di Olivia che è sempre un qualche cosa di magico e fantastico , ma csolon erti arrangiamenti e produzioni che sicuramente penalizzano l'enorme talento interpretativo di questa cantante. Un discreto CD sicuramente, ma la vera Olivia non è sicuramente intrappolata in questi polpettoni Natalizi.

recensione Christmas with Dino    Dean Martin

Quale miglior voce , se non quella di Dean Martin, è l'ideale per una colonna sonora Natalizia? Ecco arrivare Christmas with Dino, una raccolta delle piu' belle melodie natalizie, cantate come sempre, con estrema professionalità e grande maestria. Quella che io reputo "la voce" per eccellenza si cimenta nei classici piu' famosi natalizi, arricchendoli e impreziosendoli con il suo inimitabile stile. Si parte con Let it snow!Let it snow!Let it snow! : la ascolti e ti immagini pesaggi innevati e renne che solcano i cieli. Il tutto davanti ad un caminetto con un ceppo scoppiettante che riscalda l'ambiente.White Christmas cantata da Dean non na niente da invidiare alla famosissima versione di Bing Crosby : chiudete gli occhi....e sognate. Winter Wonderland è qui in versione leggermente country. Dean è un appassionato di quel genere musicale.  Bella e...alternativa. Molto particolare è la sua personale versione di Jingle Bells : una introduzione molto diversa dalla tradizionale la rende unica e irripetibile. Un altro grande pezzo e' Silver Bells : la sua voce calda e profonda la tinge di colori pastello avvolgenti. Rudolph, the red nosed reinder , racconta di una renna natalizia con il naso rosso. Molto divertente . Silent Night è uno dei classici piu' famosi al mondo ( da noi conosciuto come Bianco Natale) : da ascoltare alla mezzanotte delle vigilia di Natale. L'album si chiude con tre versione alternative di pezzi già presenti nel cd. In totale 17 brani : uno piu' bello degli altri. Un cd imperdibile : una chicca Natalizia ideale per le vostre imminenti giornate tinte di Natale. Un cd da ascoltare e riascoltare, sino a consumarlo. Dean non vi deluderà mai.

recensione Photograph   Ringo Starr 

Il buon vecchio Richard Starkey in arte Ringo Starr ( classe 1940) ci offre un sunto della sua carriera musicale ( oltre quarantacinquennale),e lo fa in questo 2007, con un Cd ricco di suoi vecchi e nuovi successi ( 20 brani). Da sempre considerato il meno dotato del quartetto di Liverpool, l'ex batterista dei Beatles , ironia della sorte, è quello che dopo lo scioglimento della band  inizialmente raccoglie i consensi maggiori. Grazie all'aiuto dei suoi vecchi compagni che scrivono e/o suonano per lui, Ringo riesce a confezionare canzoncini adorabili e orecchiabili.Si inizia con Photograph ( 1973) : scritto a quattro mani con Harrison. E' uno dei suoi maggiori successi solisti. Sempilce ma efficace: una pop song a 360°.Stessa coppia per It don't come easy ( 1971):nr.4 nelle classifiche americane e britanniche.  Senza dubbio You're sixteen è uno dei piu' bei brani solisti di Ringo : molto anni sessanta, con coretti azzeccatissimi. Ancora oggi è uno dei brani piu' richiesti ai suoli live.Nel disco vi è la special guest di McCartney.Lennon mette lo zampino in Im the greatest(1973) : un testo autorinico molto bello ed efficace.Un pizzico di country nel singolo Beaocup of blues(1970): a tratti malinconico, è un brano abbastanza lento. La coppia d'oro Johm/Taupin firma un piccolo gioiellino pop dal titolo Snookeroo: bellissimo, e dal ritmo incalzante( vi si possono sentire le tipiche rullate di Ringo). Un bel rock tirato per A dose of Rock 'n'Roll(1976). Peter Frampton è alla chitarra. Weight of the world è il primo brano di Ringo dopo un periodo poco felice: siamo nel 1993 e da quel momento il cantante riesce poi a pubblicare album con una certa cadenza, seppure dilatata. Never without you e' dal suo ultimo Lp in studio :Ringo Rama(2003)...ed è uno struggente omaggio al vecchio compagno Harrison. Wrack my brain(1981) e' un simpaticissimo brano tratto da Stop and smell the roses..nel perfetto stile di Starr.  L'album si chiude con Fading in fading out(2005), un'altra piccola perla pop...alla Ringo! Sicuramente se non conoscete l'artista, questo è un cd che vi soddisferà sicuramente , ma non solo...soddisferà chiunque abbia amato i Beatles e le delicate melodie pop che ne hanno caratterizzato sempre la storia, sia come band che come carriere soliste. Bravo Ringo : un bel cd con tante belle canzoni. per tutte le occasioni.

recensione Forever Cool   Dean Martin 

Questo 2007 ci regala uno stupendo lavoro di Dean Martin. Il mondo del pop e del cinema rende omaggio ad una delle piu' belle voce di tutti tempi. Il vuoto che ci ha lasciato questo artista, il 25 dicembre 1995, è stato immenso. Un professionista serio e coscienzioso che metteva  una grande passione in tutto cio' faceva : artisti come lui mancano, eccome se mancano. Il cd si apre con l'introduzione che Dean usava per i suoi shows a Las Vegas. Si parte subito con Who's got the action? Big Bad Voodoo Daddy è il parner di turno. Un bellissimo brano swingato e dai ritmi molto danzerecci.  Kevin Spacey duetta in Ain't that a kick in the head : un bellissimo duetto per uno dei piu' conosciuti successi dell'artista.  Please don't talk about me when I'm gone ci presenta veramente una strana coppia : Dean e Robbie Williams ( amante della musica swing).  Il passato col presente : un intreccio interessante che appassiona ! Il soul di Joss Stone arriva in I Can't believe that you're in love with me : due generi diversi che si fondono perfettamente grazie alla indubbia bravura dei due cantanti ( la Stone è una ottima vocalist).  Un'altra voce femminile ( Martina McBride ) per la delicatissima Baby, it's could outside , uno dei duetti sicuramente piu' vicini all'originale come stile. Bellissimo.  L'Italia è rappresentata da Tiziano ferro in Arrivederci Roma. Personalmente penso che la voce di Tiziano poco si adatti allo stile Dean, ma ci mette impegno. Certo un duetto in quella canzone , con Lando Fiorini, sarebbe stata tutta un'altra cosa . L'immortale Aznavour duetta in pamiera pacata e leggiadra in Everybody loves somebody : quasi etereo.....quasi a non voler sovrapporsi al grande Dean. Il cd ( 14 tracce) si chiude con una fantastica versiona a cappella di Brahams's Lullaby : vengono i brividi ad ascoltarla...fenomenale. Un cd che non punta a tutti i successi piu' grossi di Dean ( manca per esempio That'a amore)ma che cerca di offrire e mostrare secondo me la duttilità di questo grandissimo artista. Il cd è ben confezionato e suonato ex novo da una grande orchestra : il risultato non delude, anzi...entusiasma.

Recensione Memory almost full  Paul McCartney 

Un album nuovo di sir Paul McCartney e' sempre un grosso avvenimento nel campo musicale. Con decenni e decenni di carriera alla spalle, questo personaggio che ha dato tantissimo al mondo del pop, torna a noi con un cd , a qualche anno di distanza dal non fortunatissimo Driving Rain ( che personalmente non mi era piaciuto molto). Paul è un personaggio che non puo' stare fermo : deve assolutamente scrivere canzoni, e regalare al mondo intiero il suo straordinario talento musicale che lo ha portato con i Beatles prima , con i Wings dopo e come solista poi, a dominare le classifiche di tutto il mondo vendendo centinaia di milioni di dischi. Al fianco del fedele Wix Wickens ( suo compagno musicale da molto tempo) ci offre questa memoria quasi piena(memory almost full).Il cd si apre con Dance Tonight. Si capisce subito che il "vecchio" Paul è in forma. E' una di quella canzoni pop che il cantante è capace di scrivere con estrema facilità, ma che si rivelano germogli ancora attuali e capace di dar forma a fantastici frutti. Stessa pasta per Ever Present Past , che sembra uscita da Revolver dei Beatles. Fresca, frizzante e ritmata. Only mama knows e' una delle piu' belle del cd. Si inizia con una sviolinata classica per poi aprirsi in un bel rock, di quelli sanguigni , con chitarra grezza e coretti azzeccatissimi. Le atmosfere si fanno anni 60:  e' un piacere per le orecchie ascoltare certe canzoni da Paul a distanza di tanti anni dai suoi esordi. You tell me è una gradevolissima ballata : di quelle che ci fanno sognare, dove la voce di McCartney da sola basta a riempire tutto lo spazio/tempo del brano. Gratitude è un brano abbastanza pieno di acredine, "dedicato" al doloroso divorzio dalla sua seconda moglie Heather.  Vintage Clothes : ritorniamo nel pop puro, quello  a Paul piu' congenziale.  Feets in the clouds invece pesca piu' alle prime canzoni soliste di Paul, quelle di McCartney 1 per intenderci. Il cd si chiude con le chitarre grezze e ruvide di Nod your head, un rock in pura regola. Se siete abituati a sentire Paul in canzoni come Michelle, rimarrete stupiti. Un cd ( 13 tracce) quasi intieramente suonato dallo stesso cantante , che a me personalmente è piaciuto. Niente capolavori, ma un cd incredibilmente fresco e attuale in linea con il cuore musicale dell'artista. Bravo Paul : e' un piacere sentirti a questi livelli.

Recensione Voila   Belinda Carlisle  

A quasi dieci anni dalla sua ultima produzione solista, ecco tornare a noi la grande Belinda Carlisle. Dopo i fuochi d'artificio degli anni 80 e qualche colpo ben assestato nei 90, si erano un po' perse le tracce della cantante. Aveva riformato le Go Go's ( con cui è spesso in tour) ma non molto altro. Per il suo ritorno, l'artista smette i panni pop rock tradizionali, per vestire quelli di una raffinata chansonnier francese : l'album è infatti dedicato al territorio d'oltre alpe. Il cd si apre con Ma jeunesse fout le camp : un classico del repertorio. Ritmi molto lenti e blandi : ottima comunque l'interpretazione. Bonnie et Clyde inizia con un parlato veramente coinvolgente ( ottima la pronuncia della cantante) : poi sale un po' di ritmo es nocciola la storia del famoso duo. Sous le ciel de Paris inizia con una tradizionale fisarmonica : siamo sempre nella stessa orbita delle precedenti. Per salire di ritmo bisogna aspettare Pourtant tu m'aimes , uno dei pezzi migliori del cd ( un ottimo pop). Dopo il classico Ne me quitte pas, arriviamo ad una splendida e attuale versione di La vie en Rose ( cavallo di battaglia della Piafh). Un brano danzereccio e nel quale la Carlisle ci mette del suo nella interpretazione.  Un altro bellissimo pezzo è Contact : un po' elettronico...un po' ye ye. Mi sembra di immaginarla mentre vestita in un tubino bianco e nero si dimena a ritmi primi 70. Il cd si chiude con Jezebel : un classico di tutte le nazioni ( cantata anche da Frankie Laine). Un bel ritmo....a metà tra il western ispanico e i classici francesi.  Un cd strano, sicuramente molto diverso dalle vecchie produzioni della cantante. Personalmente per un rientro in pompa magna  avrei scelto un repertorio piu' vicino allo stile della Carlisle, ma il cd va comunque apprezzato sia per la scelta coraggiosa di un livello di commerciabilità molto basso, sia per l'interpretazione della cantante, superba e convincente. Brava Belinda, ma ti aspetto presto con un cd tutto pop-rock.

Recensione Here & Now   America 

Un nuovo album degli America è sempre un avvenimento. L'ultimo album in studio risaliva al 1998 (lo stupendo Human Nature) e a parte un album natalizio , un album Live alle isole Cayman e varie raccolte....era parecchio che personalemente aspettavo un disco muovo. Sulla scena musicale da oltre 35 anni, questi alfieri della West Coast americana hanno saputo emozionarci con delicate melodie e una coerenza musicale con pochi uguali. Il nuovo cd si apre con Chasing The rainbow : bellissimo il riff introduttivo della chitarra. Le armonie vocali del duo non sono minimamente intaccate dagli anni : un delizioso brano pop che vi piacerà al primo ascolto. Indian Summer sembra uscita dallo stampino del veccho hit Muskrat Love. Il brano del quale mi sono innamorato piu' di tutti è  One Chance. Chiudete gli occhi e lasciatevi guidare dalle stupende melodie vocali e strumentali che lo animano. Bellissimo il ritornello. Always love prosegue nella strada pop : delicata come un petalo di rosa. Ride on ha una certa impennata piu' roccheggiante : quel rock americano tipo Eagles per intenderci...o quello di Crosby,Still,Nash and Young. Altro gran pezzo : Look at me now ( sembra uscito direttamente da Alibi del 1980). Work to do e' un pezzo stile  Beach Boys anni 70 : classici coretti di sottofondo per un ritmo accattivante e veloce. Molto pindarico e' l'ultima traccia del cd, Walk in the woods...e se socchiudete gli occhi vi sembrerà veramente di camminare per i boschi. Un cd (12 tracce) che si candida ad essere come uno dei migliori lavori di questo 2007 : dolce, aggraziato e , cosa importante, coerente col cammino iniziato dalla band nel 1971. Ricordo che il cd è un doppio(al prezzo di 1) : il 2° cd e' composto da un live ( 12 tracce) che racchiude i maggiori hits del primo periodo della band:imperdibile. Buon ascolto.

Recensione Happy Holidays   Billy Idol  

Dopo un decennio abbastanza grigio, i 2000 sembrano aver dato linfa e vigore a William Broad, conosciuto a tutti quanti come Billy Idol. Alla vigilia dei trenta anni di attività, il biondo cantante inglese si cimenta in una classica raccolta di canti natalizi. Il cd si apre con Frosty the snowman e Silver Bells : abbastanza simili agli originali. Per arrivare ad una versione veramente tosta dobbiamo attendere Merry Christmas baby : cominciamo ad intravedere il vero Idol.  Molto patinata e jazzata è la versione di White Christmas .Here comes Santa Claus sa di rockabilly...gradevolissima. Atmosefere cupe ( quasi alla Nick Cave) per God rest ye,merry gentleman. Santa Claus is back in town è la perla del cd : un blues puro e grezzo( fantastico)da ascoltare sulla route 66. Con Winter Wonderland si torna al rock anni 50: echi del primo Elvis o di Bill Haley.Si vira al country con Blue Christmas. Il brano forse dove Billy poteva dare di piu' ( Jingle bell rock) e' invece un tranquillo pop rock. C'è spazio anche per la immortale Silent Night : vicina alla tradizionale, è interpretata con molto garbo e rispetto. Il cd ( 17 tracce) ci offre un Idol apprentemente ripulito, che ci offre la sua voce al servizio dei canti natalizi piu' famosi nel mondo. Per inciso va detto che le corde vocali  di Billy non sempre sono a proprio  agio col le varie melodie e sinceramente mi aspettavo che ci mettesse piu' del suo : una versione piu' dura di Jingle Bell Rock era alla sua portata. Ma i vari pezzi blues e rockabilly presenti nel cd rendono questa raccolta un lavoro molto bello e a dire il vero, unico nel suo genere. Mi aspetto di rivedere quanto prima Idol alle prese col suo rock a metà strada tra il pop e l'hard : col suo labbro sinistro alzato e la tipica espressione imbronciata, ma questo cd e' comunque un segno di ritrovata vitalità. Bravo Billy.

Recensione Grace and Gratitude    Olivia Newton John   

Un disco nuovo di Olivia, non mi stanchero' mai di dirlo, è sempre un avvenimento. Quando una delle piu' belle voci musicali di sempre entra in studio per registrare un nuovo lavoro, i fan son tutti in fibrillazione. Questo cd vuole essere un ringraziamento della cantante verso quel grande dono che è lavita. Ricordo che Olivia è stata colpita da un tumore al seno nel lontano 1992 e questa esperienza( dalla quale è guarita) ha lasciato un segno profondo nella sua vita. Questo cd  a metà strada tra il pop, new age e musica da meditazione è un prodotto che include canti tibetani,preghiere di tutto il mondo e un poema di Francesco D'Assisi, e  mira ad essere uno strumento di relax e meditazione .I brani cantati si inframezzano con brani strumentali: la mia recensione riguarderà solo i primi. Si inizia con la delicatissima Pearls on chain, quasi sussurrata. La voce di Olivia è sempre incisiva ed efficace. Un brano per pensare prima...e rilassarsi poi. Learn to love yourself rimane su questa linea : una dolcissima pennellata su una tela di seta. La title track è uno dei pezzi migliori del cd. L'unico che forse ricorda le vecchie produzioni di Olivia. Un pop di classe, arricchito dai preziosismi vocali di Olivia. Love is letting go of fear prosegue la strada del brano precedente : una vellutatissima ballad. Passando dalla delicata The power of Love , arriviamo all'ultimo brano: Instrument of peace, degna chiusura del cd. Un labum ( 10 tracce vocali e 10 strumentali) che risulta distante anni luce dalla classiche produzioni della cantante : un lavoro intimista, profondamente voluto e caldeggiato dalla stessa cantante e che va premiato se non altro per avere dei canoni profondamente anti commerciali. Grande performance vocale di Olivia, ma dieri, un album sdolo per i fan della grande Newton John.

Recensione The Captain and The Kid   Elton John 

Dopo un'assenza di due anni da Peachtree Road torna il grande e poliedrico Elton John che oramai vanta una quasi quarantennale carriera musicale . Questo nuovo cd e' la naturale prosecuzione di uno degli album piu' lodati da critica e pubblico, ossia Captain fantastic and the brown dirty cowboy(1975).  I contenuti di questo nuovo lavoro sono i classici dei primi periodi del cantante....il sogno americano. Un deciso ritorno alle origini quindi...un cd nostalgico che vi riporterà al miglior Elton di tutti i tempi. Si inizia con Postcards from Richard Nixon. Dalle prime note si capisce subito che era un po' che non sentivamo EJ suonare il piano in questa maniera: ruvido...deciso...convincente. Una stupenda pop song. Just like Noah's ark è un rock blues grezzo e penetrante.La mia preferita dell'intero lavoro è Tinderbox. Introdotta da un bellissimo impasto vocale rimane un classico della produzione di Elton. Accompagnata poi dall'immancabile batteria del fedele Nigel Olson, prende corpo per diventare una stupenda rock ballad...delicata....entusiasmante : vi sembrerà di essere sul dorso di una farfalla e di volteggiare su un prato fiorito. The Bridge è un lento dalla strumentazione scarna nel quale la voce del cantante ci offre una bellissima interpretazione ( la classe non è acqua).Ritmi country per I Must have lost it on the wind: una canzone cucita su misura da Bernie Taupin ( fedele paroliere da sempre) per Elton. Bellissima Old 67......forse un possibile singolo. Bellissimo il refrain di questo pezzo che echeggia nei ricordi del lontano 1967 quando di li a poco sarebbe artisticamente nato l'artista. L'album si chiude con la title track : un'altro affresco sul sogno americano tanto caro ai due artisti...Elton e Bernie. In definitiva....un grandissimo album che ho ascoltato e riascoltato piu' volte: un convincente ritorno alle origini sincero ed efficace. Un album che non venderà tantissimo ma che delizierà sicuramente gli amanti della bella musica.

Recensione Stronger than before   Olivia Newton John 

Un nuovo album di Olivia Newton John è sempre un avvenimento : l'onesta è la coerenza che da sempre contraddistinguono l'artista , sono una garanzia di qualità. Stronger than before è un cd dedicato alla lotta e prevenzione del cancro...un cd(10 tracce)  intimista e profondamente sentito dalla cantante ( ammalatasi e guarita da questa terribile malattia). Si inizia con la title track : una stupenda ballata delicata e struggente ; grande performance vocale di Olivia...la sua voce è rimasta la stessa di 40 anni fa. Si prosegue sulla stessa via con When you believe. Una bella introzuzione al piano ci annuncia : Under the skin , uno stupendo lento da ballare guancia a guancia col vostro partner, a luci soffuse.  Pass it on è la mia preferita del cd : una bellissima pop song che ci riporta alla Olivia classica...in bilico tra country e popular music. When I needed you è una canzone tutta in famiglia : musica di Olivia e parole della figlia Chloe. Violini di contorno e vocalizzi eccelsi ...e la ricetta è pronta. Don't stop believin' è uno dei piu' grossi successi della cantante : qua ce lo propone in una bossa nova version. Il cd si chiude con Serenity: chiudete gli occhi e sognate.Non aspettatevi la Olivia dance anni 80, ma una stupenda interprete: raffinata e emozionante. Olivia : un nome una garanzia.

Recensione  The Body Acoustic   Cyndi Lauper  

Era il 1983 quando in tutto il mondo impazziva e impazzava una simpatica ragazza americana dai capelli rossi,il cui motto era che " le ragazze vogliono solo divertimento" : sono passati ben 23 anni dall'hit single Girls just want to have fun e Cyndi Lauper è ancora con noi a deliziarci con la sua fantastica voce ( da 4 ottave). Dopo i successi anni 80 ( citiamo Money changes everything, time after time, true colors, I drove all night) che la portarono dritta dritta nel progetto Usa for Africa, Cyndi vive un periodi di appannamento nei 90: album belli come Hat full of stars ( che contiene That's what i Think e Sally's Pigeon) e Sisters of Avalon non ottengono il meritato successo e per lei si affaccia un lungo periodo di assenza, durante il quale si dedica al cinema e a coronare con successo  il suo sogno di diventare mamma. Ritorna ( dopo una raccolta natalizia) alla grande nel 2005 con l'album At Last(rivisitazione di classici) e in questo 2006 con The Body Acoustic ( versione acustica dei suoi piu' grandi successi). Si parte alla grande con Money changes everything, qui in versione (ovviamente) meno rockeggiante dell'originale, ma sempre incisiva e coinvolgente.La ballata All Through the night qua si tinge dell'ironia e dei ritmi di Shaggy(bombastic) ospite del brano. Splendido duetto con Sarah Mc Lachlan( una delle piu' belle voci in circolazione) per Time After Time( chi non si ricorda questo bellissimo lento alzi la mano!). She bop è completamente rivoltata rispetto all'originale , ma la voce della Lauper graffia ancora e alla grande. Delicatissima e piena di pathos la rivisitazione di True Colors ( uno stupendo volo nell'infinito dell'universo). L'ultima traccia è Girls Just want to have fun, in una versione coloratissima, piena di fiati e dai ritmi scanzonati ( quasi un mezzo ska). In totale 12 tracce che affascinano e convincono: adesso cara Lauper aspettiamo con impazienza un album tutto nuovo di zecca, che non siano cover o rivisitazioni.....la voce e la classe non ti mancano e puoi ancora dire molto nel panorama della musica mondiale!

Recensione  Analogue  a-ha    

Tanta acqua è passata sotto i ponti di Magne,Morten e Pal...in arte gli A-Ha.  Chi non puo' dire di avere ascoltato almeno una volta nella sua vita la trascinante Take on me? Gli anni 80 riservano grandi soddisfaziono a questa band norvegese : oltre al singolo già citato , pezzi come Hunting high and low, You are the one, I've been losing you, The living daylights(colonna sonora dell'omonimo film di James Bond),The sun always shines on tv hanno dato enorme popolarità in tutto il mondo al trio. Gli anni 90 segnano ( dopo un paio di album ) un periodo di lunga crisi creativa che sembra improvvisamente sparire nei duemila, quando una ritrovata vena artistica e creatività riporta la band alla ribalta mondiale.Certo il successo non è piu' quello di una volta, ma la qualità degli album rimane sempre di un certo livello ( per esempio Lifeline del 2002). Questo 2006 ci regala questo Analogue. Si  inizia con Celice, la cui intro rarefatta e algida ti da l'impressione in mezzo ad una landa norvegese. Ritmo veloce e incalzante : sembra un loro tipico pezzo fine anni 80.Don't do me easy any favours : qui la voce calda e affascinante di Morten ci conferma di non avere perso lo smalto dei tempi migliori. E' sicuramente uno dei pezzi piu' belli dell'album : una piccola perla pop rock farcita di quel pizzico di elettronica necessaria per terminare un perfetto condimento.Cosy Prisons e' una bellissima ballad, di quelle che ti sfiornao prima, ti accarezzano poi...e ti conquistano definitivamente. Analogue conferma un inizio di cd scoppiettante e convincente. Siamo sempre nello standard della band. Altra superba ballad : Birthfright.Over the treetops prende colore da  due decenni...i sessanta e i settanta. La seguente Halfay trought the tour rimane in quella direzione ( molto beatlesiana). L'album( in totale 13 tracce) si chiude con The summer of your truth: un bel pezzo...emozionante, cantato in maniera molto intensa... una  ballad di buonissimo livello.Che dire quindi di questo album ? Una sola parola : bello. La band non scivola mai nel commerciale e sfodera una coerenza col passato direi decisamente piu' che onorevole. Bravi A-ha e...cercate di non sparire ancora per tanti anni.

recensione  Cosi' e' la vita   Lando Fiorini

Arriva fresco fresco nei negozi su etichetta Nar International il nuovo disco del grande Lando Fiorini. L'attuale maggior interprete della canzone romana nonchè una delle piu' belle voci del panorama musicale italiano arriva a noi con un doppio cd dal titolo Cosi' e' la vita. La titke track ci da subito l'idea di quello che sarà l'intero cd : una girandola sulla vita ( sensazioni, emozioni, storielle quotidiane...tra allegria e riflessione). Bella è  innamorata prosegue su questa strada : tra dialetto e lingua italiana Lando ci offre una delicata interpretazione. Er Pianto è in assoluto una delle piu' belle canzoni dell'intero CD: racconta in maniera dolce e garbata il rapporto tra padre e figlio. Stupenda l'introduzione parlata : in questo campo Lando ha veramente pochi rivali.In Cantero' l'interpretazione è assolutamente impareggiabile : c'è un qualcosa di vagamente autobiografico nella canzone, il che la rende ancora piu' interessante. Devi credere alla vita è un inno alla voglia di fare....e all'ottimismo. Mai pretendere troppo ma accontentarsi di quello che uno ha...e goderselo.Dolce e amara è L'amore è un sogno : introdotta splendidamente da un parlato la canzone si dipana e si sviluppa attorno ad un tema tanto caro a Lando , l'amore. Il primo cd si chiude con E va'...resa celebre dalla versione che fu del grande Alberto Sordi : il confronto regge, e alla grande . Il secondo cd nasce dalla collaborazione con Luciano Rossi . Forse risulta un po' meno attuale del precedente cd ( come arrangiamenti) ma risulta essere sempre una grande produzione. Favola è un brano che se fosse andato al festival di Sanremo sarebbe stato in perfetta linea con tante produzioni presenti nella manifestazione. Ammazzate oh! è il remake di una delle piu' belle canzoni del Rossi ( in questo 2° cd in veste di direttore artistico). L'album si chiude con un altra canzone riguardante il rapporto padre/figlio(Caro papa'). Molto briosa e simpatica : degna chiusura del cd. Il piccolo Leopoldo poi diventato Lando è oramai sulla sena musicale italiana da oltre 45 anni : interprete, attore, intrattenitore, cabarettista, paroliere....insomma un artista a 360° e , cosa importante, un signore....sempre e dovunque. Ascoltate questo cd e vi sembrerà di conoscerlo da sempre : lo zio  che non avete mai avuto.

recensione Indigo  Olivia Newton John  ( maggio 2005)

Recensire un nuovo disco di Olivia e' per me un grande piacere, in quanto grande fan della cantante. Artista oramai sulla scena da quasi 40 anni ( il primo singolo è del 1966), torna alla ribalta con questo cd nuovo di zecca che fa seguito a Duets ( del 2003). Purtoppo non è un album di inediti ,che aspetto dal 1998 ( anno di Back with a heart), ma un cd di cover di famosissime canzoni che abbracciano vari generi e decenni. Olivia è sicuramente una delle piu' belle voci femminili di tutti i tempi : interprete country prima e pop poi, ha saputo imporre il proprio look acqua e sapone affermandosi sia nel campo musicale che in quello cinematografico. Possiede una stella nelle celebre Walk of Fame e una interminata serie di premi ( dischi d'oro, grammy ect ect), che la rendono una stella di prima grandezza. Chi non se la ricorda nei panni delle timida studentessa Sandy Olsen in Grease? O chi non si ricorda la trascinante Phisycal del 1981? E i duetti con John Travolta ? Olivia ha vissuto un periodo che definirlo d'oro sarebbe estremamente riduttivo .Films ,concerti sold out, copertine, hit di successo… la hanno accompagnata per buona parte degli anni 70 e 80. Poi Olivia rallenta il ritmo e partorisce Chloe ; per seguirla adeguatamente nei primi anni di vita, dirada le sue produzioni. Colpita da una grave malattia scoperta nel 1992 ( dal quale è guarita perfettamente) rallenta ulteriormente la sua attività per dedicarsi alle cure( chemioterapia ) ma anche per continuare a seguire la propria figlia ( oggi diciannovenne). I duemila segnano il suo ritorno alle scene live e ……..il pubblico gli rimane fedele, seguendola con successo in ogni sua data. Questo suo ultimo cd segna il suo ritorno in grande stile ( nr 15 in Australia e nr.28 in Inghilterra) grazie anche ad un produttore di prim'ordine come P.Ramone.Si parte con How insensitive : atmosfere patinate per un brano d'atmosfera.Sembra quasi di essere nel night dove si esibisce Jessica Rabbit e Betty Boop fa la sigaraia. Si respira pathos in ogni angolo. Love me or leave me prosegue sulla stessa strada (jazz di classe). Cry me a river è una delle cover piu' famose presenti nel cd ( evoca atmosfere d'altri tempi).Anyone who had a heart è bellissima, molto anni 70. Interpretazione garbata e delicata. Lovin' you è invece un pregevole pezzo country. Rainy days and mondays sembra proprio una canzone del repertorio di Olivia e non una cover ( l'ha resa sua!). Summertime : una delizia per le orecchie.Qua l'interprete Olivia sfodera le sue unghie migliori e da il massimo risultato possibile !Alfie è un'altra perla interpretativa. Phil Ramone ha visto giusto nel produrre il cd ( 11 tracce) : brividi…ma di piacere.Un album interlocutorio, che nulla aggiunge o toglie alla riconosciuta classe della cinquantaseienne Olivia : un album di inediti a questo punto, non sarebbe male. Comunque: ben tornata Olivia…….la voce è sempre magnifica.

Per vostra curiosità Vi allego chi cantava originariamente le canzoni contenute nel cd :

. Love Me Or Leave me / Doris Day
. How Insensitive / Astrud Gilberto
. How Glad I am / Nancy Wilson
. Anyone who had a Heart / Cilla Black
. Where have all the Flowers Gone / Joan Baez
. Cry Me a River / Julie London
. Summertime / Nina Simone
. Send in the Clowns / Judy Collins (Streisand)
. Rainy Days and Mondays / Karen Carpenter
. Lovin' You / Minnie Ripperton
. Alfie / Dionne Warwick & Cilla Black

recensione Beat Cafe   Donovan

Donovan è un personaggio etremamente poliedrico , sulla scena musicale da una quarantina d'anni. .Nasce a Glascow il 10 maggio del 1946, e giovanissimo, 19 anni dopo, incide il suo primo singolo ( Catch the wind). Estremamente prolifico negli anni 60 : grazie a successi come Sunshine Superman , Mellow Yellow, Colours, To sing for you e Universal Soldier, Donovan era assurto ad una popolarità incredibile. Nato come la risposta scozzese a Bob Dylan, Donovan inizia presto a evolvere il suo ruolo di folk singer in qualcosa di piu' descrittivo e profondo  : i suoi testi possono essere paragonati come quadretti cesellati con delicati pastelli. Il suo tipico modo di cantare affascina sin dalla prima nota e i suoi testi ti avvolgono come un plaid in pile in una fredda giornata di inverno.Sarebbe estremamente riduttivo chiamarlo solo canatnte : la sua arte è sicuramente a 360 gradi ( pittore, compositore….) . Gli anni 70 lo vedono ancora protagonista, ma la sua produzione inizia a diradarsi e sia gli anni 80 che i 90 lo vedono presente con pochissimi ma interessanti lavori . Nel 90 un album rimane nel cassetto della sua vecchia casa discografica ; lo troviamo anche in Italia per qualche esibizione acustica. Ho avuto modo di ascoltarlo , vederlo e conoscerlo in questo frangente e posso assicurarVi che i brani di quel cd fantasma, che ha proposto dal vivo , erano assolutamente fantastici. . Riemerge nel 1996 con Sutras , un cd bellissimo e intimista che ci regala un Donovan ritrovato ( bellissimo il pezzo Nirvana). In America riesplode la Donovanmania e il menestrello gira in lungo e in largo gli States riscuotendo ancora lusinghieri successi. Alla fine del 2004 arriva in Italia l'ultimo suo cd dal titolo Beat Cafe': otto lunghissimi anni sono passati dalla sua produzione precedente, ma il risultato giustifica una cosi' lunga atesa.  Il cd , teso a ricreare quell'atmosfera Beat presente in tantissimi locali degli anni 60, è un lavoro non digeribile al primo ascolto. Fedele a se stesso e senza nessuna concessione alle mode imperanti, Donovan sforna 12 brani tutti da ascoltare. Grazie a due validissimi session man come Jim Keltner( batteria) e Danny Thompson ( basso) , la chitarra di Donovan si amalgama in un vortice incredibile di psichedelia, jazz, beatnik e folk, magicamente miscelati tra loro. Se non amate lo scontato o la via dritta e pianeggiante, questo è l'album che fa per voi.

Il cd si apre con Love Floats, psichedelico affresco che ricorda vagamante Season of The Witch ( un suo vecchio hit): non facile al primo ascolto, ma affascinante. Poorman's sunshine è un brano molto patinato. Nella seconda parte si anima e prende ritmo in un bel crescendo. Beat Cafe', rende perfettamente lo spirito del disco ; vagamente jazzato e' un brano d'atmosfera di altri tempi. Il mio preferito in assoluto è Yin my Yang. Classica canzone di Donovan…sussurrata e da gustare dall'inizio alla fine. Chiudete gli occhi e sognate. Marcatamente beat e' Lord of the Universe. Anche questa attinge al repertorio classico del cantante, ma risulta molto attuale grazie anche alla patina jazz con la quale è stata rivestita. Lover o lover e' una bella cantilena, con il classico intercalare vocale , tipico del nostro menestrello.Un altro bell' episodio e' Shambhala, una bella ballad.Tutto il disco si mantiene su buoni livelli : una conferma per i vecchi affezionati…..ed una (sicuramente piacevole) sorpresa per i nuovi fan.Buon ascolto. ( 05-01-05)

Recensione Dean Martin The essential

 

Recensire e descrivere una delle piu’ belle voci di tutti i tempi, è sempre compito arduo e difficile; l’occasione mi si propone grazie all’uscita di una delle piu’ complete raccolte di Dean Martin , uscita nell’ottobre 2004, ossia The Essential.

Dean Nasce come Dino Paul Crocetti nel lontano 7 giugno  1917 a Steubenville (Ohio) da padre abruzzese. Dopo una carriera  di boxeur e croupier scopre il dono  naturale di possedere una bellisima voce  . I suoi esordi come cantante avvengono intorno a metà anni 40  e ben presto arriva ad essere uno dei piu’ famosi cantanti al mondo. La sua fama viene consolidata grazie al fortunato sodalizio con Jerry Lewis(iniziato nel 1946 a Buffalo), che produce tra il 1948 e il 1956 ben 16 film  le cui  relative  colonne sonore proiettano Dean ai vertici di tutte le charts mondiali (That’s amore tratta dal film Occhio alla palla del 1953, sarà canditata all’oscar). Il ruolo di spalla comincia dopo un po’ a stargli  stretto  e decide di divorziare dal suo storico  partner. Dopo un inizio solista  disastroso ai botteghini cinematografici (col film Diecimila camere da letto),  Dean riesce ad infilare un successo dopo l’altro, passando da interpretazioni romantiche a ruoli comici, dall’avventura del personaggio M.Helm (che produsse ben 4 capitoli tar il 1966 e il 1969)  a ruoli drammatici (memorabile la sua interpretazione del vice scheriffo Dude in “un dollaro d’onore” del 1959, che gli valse la candidatura all’Oscar). Parallelamente a questo la sua carriera discografica non conosce flessioni e gli anni 60 rappresentano sicuramente un decennio d’oro per lui. Nel 1964 ottiene una stupenda nr.1 in America (scalzando i Beatles) con la celeberrima Everybody Loves Somebody (frase che è stata anche incisa sulla sua tomba, nel cimitero di B.Hills). Il suo show twleviso (il Dean Martin show) ha un audence incredibile e risulta poi essere  uno dei piu’ amati e longevi del tv americana( duro’ circa un ventennio). Le sua esibizioni a Las vegas…dapprima al mitico Sands Hotel e poi all’MGM Hotel sono rimaste indimenticabili. I settanta, discograficamente parlando, lo vedono ancora attivo sino al 1975…. per poi diradarsi lentamente. La morte del figlio nella seconda metà degli 80 lo mina profondamente nello spirito e nel fisico e gli fa perdere quell’entusiasmo verso la vita che sempre lo aveva caratterizzato . Vale la pena di segnalare il concerto tenuto a Londra nel 1983….una sorta di testamento musicale veramente ad alti livelli : una sorta di concerto della vita (probabilmente era già consapevole del suo imminente ritiro). Dopo una abortita riunione col Rat Pack (originariamente fondato nel 1960 e composto come nucleo primario da lui,  Sammy Davis Jr e Frank Sinatra) le sue apparizioni live si diradano.  Gli ultimi anni lo vedono in autoisolamento a Beverly Hills…sino alla sua morte ufficialmente sopraggiunta per complicazioni respiratorie il 25-12-1995. Con lui spariva una voce incredibile (calda e coinvolgente), un crooner unico e irripetibile….ma sopratutto un grandissimo professionista, serio e rispettoso  verso il proprio pubblico: pubblico che lo ha sempre amato e mai dimenticherà.

Difficile recensire questo suo nuovo cd  : contiene veramente un ottimo distillato della sua produzione. Troviamo That’s amore, il cui ritornello, anche grazie a numerosi spot pubblicitari, è conosciuto in tutto il mondo. In essa si puo’ notare l’amore che Dean ha sempre nutrito verso l’Italia , e verso Napoli (che figura spessissimo nelle sue canzon) .  Memories are made of this invece rappresenta il suo primo nr.1 in America.  Inoltre, Everybody loves somebody…che profuma di Natale  e bellezza quanto White Christmas e che rappresenta forse uno dei suoi piu’ celebri hit. Una curiosità : tutte  e tre le canzoni rientrano nel repertorio di Ray Gelato, che le ha fatte sue a base di swing , jazz e tanta maestria ( bellissime versioni che vi consiglio). Il resto del cd è un susseguirsi  di tutti i successi di Dean (Sway, Mambo Italiano,  Innamorata, Houston) …alcuni famosissimi ed altri meno conosciuti, ma dotati sempre di una forte carica interpretativa. Questo cd non dirà assolutamente di nuovo per chi come me ha buona parte della sterminata produzione di Dean, ma avrà il non piccolo pregio di far conoscere ed apprezzare questo artista a chi non lo ha mai potuto fare, mentre era ancora in attività, e sicuramente farà innamorare il compratore al primo ascolto. Imperdibile per chi ama la musica che non tramonterà mai.

Guardate la foto di Dean nella Island pic.

(nov.2004)

 

Testo di That's amore e curiosità :

-raggiunse la 2 posizione nella classifica americana di Bilboard nel 1953
– Dal film “Occhio alla palla” ( "the Caddy" ) interpretato da : Dean Martin , Jerry Lewis, and Donna Reed
– Parole e musica  di : Harry Warren and Jack Brooks
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(In Napoli where love is King, when boy meets girl, here's what they say)

When the moon hits your eye like a big-a pizza pie
That's amore
When the world seems to shine like you've had too much wine
That's amore

Bells'll ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling
And you'll sing "Vita bella"
Hearts'll play tippi-tippi-tay, tippi-tippi-tay
Like a gay tarantella

When the stars make you drool just  like pasta fazool
That's amore
When you dance down the street with a cloud at your feet, you're in love
When you walk in a dream but you know you're not dreamin', signore
'scusa me, but you see, back in old Napoli, that's amore

(When the moon hits your eye like a big-a pizza pie, that's amore)
That's amore
(When the world seems to shine like you've had too much wine, that's amore)
That's amore

Bells will ring

ting-a-ling-a-ling

ting-a-ling-a-ling

And you'll sing "Vita bella"

Vita bell-vita bella

Hearts will play

tippi-tippi-tay, tippi-tippi-tay

Like a gay tarantella

Lucky fella

When the stars make you drool just like pasta fazool
That's amore (that's amore)
When you dance down the street with a cloud at your feet, you're in love
When you walk in a dream but you know you're not dreaming, signore
'scusa me, but you see, back in old Napoli, that's amore

Amore
That's amore


 

 

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