Amanita phalloides
Amanita ovoidea var. proxima
Amanita pantherina
Amanita verna
Boletus queletii var. lateritius

Cantharellus lilacinopruinatus
Helvella acetabulum
Lactarius chrysorrheus
Lactarius tesquorum
Lactarius vinosus
Russula messapica

 

 


Un fungo *non* commestibile !

Lactarius tesquorum Malençon

Il nome della specie deriva dal latino "loca tesqua" che vuol dire landa desertica in riferimento al suo habitat di crescita. Questo fungo, infatti, viene trovato nella nostra macchia mediterranea, sotto cisto. Localmente molto ricercato e consumato, esso mostra una spiccata somiglianza macroscopica col Lactarius torminosus, che cresce sotto betulla, e col Lactarius mairei che cresce sotto latifoglia.

Cappello: 3-9 cm., sodo, piano convesso, piano-depresso ma non profondamente, poco carnoso e con margine regolare o appena gibboso. Fortemente villoso al margine: più evidente nel fungo giovane, meno evidente nel vecchio. La peluria è lunga fino a 4-5 mm. Colore da crema pallido - carnicino a crema - giallognolo coon sfumature rosate al centro; non presenta zonature. Cuticola di aspetto bambagioso - lanoso, piuttosto appiccicosa fino al punto da trattenere le foglioline secche di cisto cadute sopra.

Lamelle: adnate - subdecorrenti, a volte biforcute in prossimità del gambo, colore da crema pallido a crema giallognolo con sfumature rosate, mediamente fitte. Presenza di lamellule. Si sporcano di fulvo-ocraceo nei punti lesionati.
Gambo: piuttosto corto rispetto al diametro del cappello, pruinoso e leggermente feltrato nella parte superiore. Colore da pallido a subconcolore al cappello, chiaro nella parte inferiore e più scuro nella parte superiore dove evidenzia una zona rosata. Cilindrico, ricurvo, rastremato in alto ed attenuato in basso,cavo nel fungo adulto. Talvolta presenta verso la base piccoli scrobicoli concolori.
Carne: biancastra con macchie umide rosate più o meno presenti. Al taglio vira leggermente al grigio - rosa pallido. Di aspetto spongioso, ma abbastanza compatta e poco cedevole. Sapore acre, odore fungino gradevole, un poco fruttato.
Latice: poco abbondante, bianco immutabile.
Spore: 7-9 x 5-7 µ, ellissoidi - rotondeggianti, crestate

Habitat: Esclusivamente in macchia mediterranea sotto cisto in autunno ed inverno.
Commestibilità: Viene considerato dalla letteratura non commestibile a causa del sapore acre e di una sua sospetta tossicità. Nel Salento è uno dei funghi più conosciuto (nome volgare marieddhu), molto ricercato e regolarmente consumato. Tanto apprezzato da ritrovarlo regolarmente in vendita ad un prezzo che non si discosta di molto da quello dei porcini.


HOME