Apparizioni

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Fatima

Fatima è un villaggio posto al centro del Portogallo, a circa 125 km a nord di Lisbona. Il 13 maggio 1917 Maria Santissima appare presentandosi come Madonna del Santo Rosario e come Cuore Immacolato di Maria a tre ragazzini: Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto, rispettivamente di dieci, nove e sette anni.

Apparizioni a Fatima

Le loro famiglie, dedite al lavoro dei campi, sono umili ma non miserabili. La Madonna appare complessivamente sei volte fino a ottobre e sempre alla stessa data: il 13 di ogni mese. Prima di queste apparizioni, i ragazzi avevano già ricevuto apparizioni preparatorie da parte di un Angelo. Essi vedranno poi, oltre alla Madonna, anche altre presenze celesti e una visione dell'Inferno. I veggenti ricevono da Maria Santissima messaggi e "segreti" d'importanza mondiale. La Vergine chiede preghiere e penitenza per la conversione dei peccatori e in particolare per la Russia. Il suo messaggio fu di grande attualità e strettamente connesso agli eventi storici e politici del tempo e le sue profezie, una a una, si realizzarono.

Queste apparizioni hanno dato impulso a un grande movimento spirituale da parte di masse di fedeli sempre più numerosi. Una grande impres-sione suscita lo strepitoso miracolo dell'eclissi solare, vista il 13 ottobre da molte persone. Dopo un approfondito esame da parte del vescovo J. Correia de Silva, il 13 ottobre 1930 le apparizioni di Fatima sono riconosciute come autentico fenomeno soprannaturale.

Nel corso degli anni successivi alle apparizioni, sono stati costruiti una basilica e alcuni conventi. Fatima è divenuta uno dei più famosi e importanti santuari del mondo. Suor Lucia del Cuore Immacolato di Maria scrisse I Ricordi (tra. il 1935 e il 1941), che uniti ai voluminosi protocolli delle inchieste ecclesiastiche e degli interrogatori ai piccoli veggenti formano una testimonianza voluminosa e dettagliata degli avvenimenti. Nel 1991 si calcola che fossero presenti a Fatima circa due milioni di pellegrini.

Apparizioni preliminari prima del 1917

Lucia nasce il 30 marzo 1907, è la più piccola dei sette figli di Maria Rosa e di Antonio. Nell'anno 1916 Lucia, aiutata da tre amiche, porta al pascolo il gregge della famiglia sul Monte Cabaco nella proprietà che si chiama Chousa Velha. Come scrive la stessa Lucia: "Lì passammo la giornata, anche se aveva smesso di piovere ed era apparso un sole bello e splendente. Facemmo lo spuntino e recitammo il Rosario [...]. Si stava giocando da qualche momento ed ecco che un forte vento scuote gli alberi e ci fa alzare gli occhi per vedere cosa succedeva, perché il giorno era sereno. Vediamo allora sopra l'uliveto venire verso di noi quella figura di cui ho già parlato. Giacinto e Francesco non l'avevano mai vista e io non gliene avevo mai parlato. A mano a mano che si avvicinava, riuscivamo a scorgerne le fattezze: un giovane di 14 o 15 anni, più bianco che se fosse stato di neve, e il sole lo rendeva trasparente come se fosse di cristallo e di una grande bellezza. Arrivato vicino a noi ci disse: "Non abbiate paura sono l'Angelo della pace. Pregate con me". E inginocchiatosi per terra, curvò la fronte fino al suolo e ci fece ripetere queste parole: Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo! Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano". Passò un bel po' di tempo e un giorno di estate, che eravamo andati a fare la siesta a casa, stavamo giocando in cima a un pozzo, che i miei avevano in fondo al giardino e che si chiamava Arneiro. Improvvisamente, vediamo vicino a noi la stessa figura, o Angelo come mi pare che doveva essere, e dice: "Che fate? Pregate! I cuori di Gesù e di Maria hanno sopra di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all'Altissimo preghiere e sacrifici".

Passò ancora parecchio tempo e andammo a pascolare il gregge in una proprietà dei miei genitori situata sul pendio del monte un po' sopra Valinhos. È un uliveto chiamato Pregueira [...]. Appena arrivati ci mettemmo in ginocchio con la faccia a terra e cominciammo a ripetere la preghiera dell'Angelo [...] quando vediamo che sopra di noi brilla una luce sconosciuta. Ci alziamo per vedere che cosa stava succedendo e vediamo l'Angelo che aveva nelle mano sinistra un calice, sopra il quale stava sospesa un'ostia, dalla quale cadevano alcune gocce di sangue dentro al calice. L'Angelo lascia sospeso il calice per aria, si inginocchia vicino a noi e ci fa ripetere per tre volte: "Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, vi adoro e vi offro il preziosissimo Corpo, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori". Poi alzò, prese nelle mani il calice e l'ostia. Diede a me l'ostia e il calice lo divise tra Giacinta e Francesco, dicendo nello stesso tempo: "prendete e bevete il corpo e il sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio". E prostrandosi nuovamente in terra, ripeté con noi altre tre volte la medesima preghiera e poi scomparve".

Prima apparizione

(13 maggio)

Dopo la santa Messa domenicale i ragazzi portano a pascolare il gregge alla Cova da Iria, al Cabaco, poi diventato famoso per le apparizioni dell'Angelo. Dopo aver consumato un breve pasto e aver recitato il Rosario, iniziano a giocare. Verso le ore 12, un sfolgorio strano percorre l'atmosfera nel cielo sereno, i ragazzi credono che sia un lampo e perciò, prevedendo una tempesta, raccolgono il gregge e lo spingono verso casa. Passando vicini ad alcuni cespugli di lecci, in particolare vicino a uno alto un metro, sono abbagliati da una luce bianca chiarissima al cui centro vedono la figura di una Signora bellissima che li chiama. È la Madonna. La veste della Madre di Dio ha il candore della neve, dalle mani congiunte all'altezza del petto le pende una graziosa corona del rosario, terminante con una croce d'oro.
La Madonna reca impressi sul volto i segni di una profonda tristezza. Con un gesto amichevole trattiene i ragazzi e inizia loro a parlare.
Questo primo incontro è riportato chiaramente da Lucia nei suoi Ricordi: "Non abbiate timore! Non voglio farvi del male!" "Da dove venite?" le domandai "Io sono del Cielo!". "E cosa volete da me?" "Sono venuta da voi per pregarvi di ritornare io questo luogo sempre alla stessa data, ogni 13 del mese, e alla stessa ora. Allora vi dirò chi sono e cosa voglio. Ritornerò una settima volta ancora" "Verrò anch'io in cielo?" "Sì" "E Giacinta?". "Anche!". "E Francesco?" "Anche ma deve recitare ancora molti Rosari".
Mi ricordai di domandarle di due ragazze morte da poco tempo che erano state mie amiche: "Maria di Neves è già in cielo?" (Maria aveva 16 anni). "Sì".
"E Amelia?" (Amelia aveva 18 o 20 anni, non ricordo bene). "Aspetterà la fine del mondo in Purgatorio".
"Volete offrirvi a Dio per esercitare le pratiche di riparazione, espiare per tutti i peccati con i quali Egli viene offeso e per la conversione dei peccatori?" "Sì lo vogliamo!" "Voi dovrete soffrire molto, ma la Grazia di Dio sarà la vostra forza!".
Appena terminò di pronunciare queste parole Maria Santissima. aprì le mani e ci trasmise una luce fortissima, come un riflesso, che fuoriuscì dalle sue mani che sentimmo penetrare e ardere nel nostro petto fino alla più profonda delle profondità della nostra anima. Allora cademmo in ginocchio e recitammo interiormente la preghiera Trinitaria. Poi la Vergine ci esortò alla recita frequente del santo Rosario per la pace del mondo e la fine della guerra. Dette queste ultime parole, la Madonna iniziò lentamente a salire in direzione delle infinità celesti. La luce che la circondava le segnava la via nel firmamento del cielo". Lucia scrive ancora nei suoi Ricordi che i ragazzi non ebbero nemmeno per un attimo timore di quell'apparizione, ma solo di un probabile temporale. Solo più tardi capirono che i lampi erano solo un riflesso della luce che circondava la Santa Vergine; da allora impararono che quando quella luce si mostrava era prossima l'apparizione della nostra amata Signora.

Seconda apparizione

(13 giugno)

È la festa di sant'Antonio, il patrono della parrocchia di Fatima. Dopo la santa Messa i ragazzi accompagnati da una quarantina di persone, che avevano udito delle apparizioni, si dirigono sul luogo di grazia. Così Lucia descrive questa apparizione: "Dopo aver recitato il Rosario con Giacinta e Francesco ed altre persone presenti, vedemmo di nuovo il riflesso della luce che si avvicinava e subito dopo, la Madonna sopra l'elce, tutto come nel mese di Maggio.
"Che cosa desiderate da me?" Le domandai. "Io vorrei che voi il 13 del prossimo mese ritornaste in questo luogo, che tutti i giorni recitiate il santo Rosario. Vi dirò poi più precisamente cosa desidero da voi". "Vi prego per la guarigione di un malato". "Se si converte sarà guarito in quest'anno". "Io vorrei pregarvi di prenderci con voi nel Cielo". "Sì, verrò presto a prendere Giacinta e Francesco. Ma tu dovrai restare quaggiù più a lungo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la praticherà prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio e come fiori saranno collocate da me dinanzi al suo trono".

Terza apparizione

(13 luglio)

Di questa apparizione Lucia così scrive: "Poco tempo dopo che noi giungemmo sul luogo e avevamo recitato il santo Rosario insieme con una moltitudine di fedeli, vedemmo i soliti strali luminosi e presto comparve la nostra amata Signora...".
L'essenziale del messaggio di questa apparizione è la comunicazione delle prime due parti conosciute del famoso segreto. Dopo che la Madonna ha trasmesso loro la visione dell'Inferno così dice: "Avete visto dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò molte anime si salve-ranno e vi sarà PACE.
La guerra sta per finire; ma se gli uomini non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI ne incomincerà un'altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte. Quello è il grande segno di Dio per indicare la fine del mondo a causa dei delitti dell'umanità, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre. Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire; varie nazioni saranno annientate. Infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia. Se questa si convertirà, una pausa di pace sarà concessa al mondo. Il Portogallo si manterrà sempre nell'ambito della dottrina della fede [...]. Non dite questo a nessuno, solo a Francesco però potete dirlo".
I puntini di sospensione omettono la terza parte del segreto Fatima qui di seguito riportato: poi Maria Santissima, secondo quanto Lucia scrive, conclude così il messaggio: "Quando recitate il santo Rosario dite dopo ogni singola contemplazione: "O mio Gesù, perdona i nostri peccati; conservaci dinanzi al fuoco dell'Inferno, guida tutte le anime in Cielo, in particolare quelle che più abbisognano della tua misericordia". Dopo una pausa di silenzio, le chiesi: "Desiderate ancora qualcosa da me?". "No! Oggi non voglio più nulla da te". Poi come sempre la Madonna disparve nell'infinità del firmamento celeste verso oriente".
Oltre duemila persone hanno assistito all'apparizione. Sono presenti anche alcuni parenti dei ragazzi. Pochi giorni dopo l'apparizione, la madre di Lucia porta la ragazza dal parroco che si mostra piuttosto scettico riguardo le manifestazioni soprannaturali mariane, sollevando dubbi sulla possibilità ingannatrice del demonio e decidendo di attendere gli sviluppi successivi della insolita vicenda prima di esprimersi.

Il segreto di Fatima

Nel passaggio dal secondo al terzo millennio il Papa Giovanni Paolo II ha deciso di rendere pubblico il testo della terza parte del "segreto di Fatima", rivelato il 13 Luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima:

Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti" un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre".
Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fossero di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.

Quarta apparizione

(19 agosto)

Quindicimila persone confluirono sul luogo dell'apparizione il 13 agosto, nella data preannunciata tuttavia non videro la Madonna e nemmeno i veggenti, ma scorsero solamente un fulmine e furono uditi due tuoni. Quando tutti rivolsero lo sguardo verso il cielo, poterono osservare con meraviglia che le nuvole irradiavano i colori luminosi dell'arcobaleno.
Quella mattina del 13 agosto il sindaco di Villa Nova di Ourem aveva sequestrato i tre veggenti per riconsegnarli ai genitori solo tre giorni dopo. Tempo prima aveva già tentato di strappar loro di bocca il segreto e di terrorizzarli con tutti i mezzi più violenti.
La quarta apparizione quindi non avviene nello stesso luogo ma il giorno 19 agosto. Lucia e Francesco sono con il gregge sul pascolo quando vedono lampeggiare due volte, poi appare la Madonna. Maria Santissima raccomanda ai ragazzi di pregare per i peccatori che vanno all'Inferno perché costoro non hanno nessuno che pensa a loro. Inoltre predice un miracolo e alcune guarigioni per rinforzare la fede dei fedeli. Poi scompare come sempre verso oriente.

Quinta apparizione

(13 settembre)

Dai Ricordi di Lucia così leggiamo:
"Quando l'ora si avvicinò, io Giacinta e Francesco passammo tra molte persone che ci stringevano, tutti volevano sapere qualcosa, avevano domande da porre, grazie da chiedere alla Madonna. Tutti chiedevano a noi di intercedere presso Maria Santissima per loro. Chi non riusciva ad arrivare a noi, a causa della folla enorme che ci stringeva e si inginocchiava ai nostri piedi, gridava a più non posso per farsi sentire. Queste scene mi riportavano alle vicende meravigliose del Nuovo Testamento quando Gesù percorreva le moltitudini della Palestina. "Come stringe questo popolo e quanto chiede a tre poveri ragazzi che hanno la grazia di parlare con Maria. Cosa farebbe se avesse di fronte di nuovo Gesù Cristo?".
Tali erano i pensieri che mi attraversavano la mente mentre cercavamo di farci spazio tra la moltitudine di fedeli. Infine riuscimmo a giungere sul luogo di grazia in Cova da Iria, quindi presso i lecci iniziammo a pregare con la massa dei fedeli e a recitare il santo Rosario. Dopo poco notammo il solito bagliore e il lampo, allora rivedemmo la nostra amata Signora sui lecci che così disse:
"Recitate sempre il Rosario per chiedere la fine della guerra. A ottobre verrà anche nostro Signore, la nostra amata Signora dei dolori e del carmelo, san Giuseppe con il Bambino Gesù, per benedire il mondo. Dio è contento delle vostre espiazioni, portate il cilicio solo durante il giorno. Egli non vuole che lo facciate anche mentre dormite.
Sono stata implorata da molti per esaudire numerose guarigioni, in particolare quelle di un malato e di un sordomuto.
Alcuni li guarirò, altri no. A ottobre inoltre opererò il miracolo in modo che tutti credano". Dopo aver pronunciato queste parole si allontanò nell'infinità".
In questo giorno molta gente vide librare in aria e verso oriente una sfera luminosa all'orizzonte. Una nuvola bianca avvolge i ragazzi e contemporaneamente sono visti cadere sulla Terra dei piccoli fioc-chi come fiori bianchi che si sciolgono al suolo.

Sesta apparizione

(13 ottobre)

È un giorno piovoso. I grandi quotidiani di Lisbona hanno pubblicato la notizia che la Vergine compirà un miracolo. La notizia attira a Cova da Iria più di cinquantamila persone, tutti sono genuflessi in riverente attesa.
"Uscimmo di casa abbastanza presto, tenendo conto dei ritardi dell'andata. Il popolo era presente in massa. La pioggia torrenziale. Mia madre, temendo che quello fosse l'ultimo giorno della mia vita, con il cuore a pezzi per l'incertezza di quello che sarebbe successo, volle accompagnarmi. Durante il cammino, le scene del mese passato, più numerose e commoventi. Nemmeno il fango dei sentieri impediva a quella gente d'inginocchiarsi nell'atteggiamento più umile e supplichevole. Arrivati alla Cova da Iria vicino all'elce, spinta da un movimento interiore, chiesi al popolo di chiudere gli ombrelli per recitare il Rosario. Poco dopo vedemmo il riflesso della luce e subito la Madonna sull'elce. "Che cosa volete da me?" Voglio dirti che si faccia una cappella in mio onore, che sono la Madonna del Rosario, che si continui sempre a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle loro case". "Io avevo molte cose da chiedervi: se guarivate alcuni ammalati, se convertivate alcuni peccatori". Alcuni sì, altri no. È necessario che si correggano, che domandino perdono dei loro peccati. E assumendo un aspetto triste: "Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso". E aprendo le mani le fece riflettere sul sole e, mentre si elevava, continuava il riflesso della sua luce a proiettarsi sul sole. Ecco, eccellenza reverendissima, il motivo per cui gridai di guardare verso il sole. Il mio scopo non era richiamare da quella parte l'attenzione del popolo, perché non mi rendevo conto della sua presenza. Lo feci solo perché trasportata da un movimento interiore che a ciò mi spinse".
Scomparsa la visione i ragazzi vedono intorno al sole altre visioni indistinte. Improvvisamente la sfera solare prende a roteare in un moto vertiginoso; è il prodigio annunciato dalla Madonna alcuni mesi prima. In questo moto vertiginoso il sole proietta sulle persone i colori dell'arcobaleno in tutte le direzioni.

Dai "Ricordi" di Lucia: "Venerabilissimo Signor vescovo. Vostra Eccellenza saprà bene, come alcuni anni fa Dio ha rivelato questo segno, che gli astronomi volevano denominare con il nome "aurora boreale". Io non so, ma penso solo che se si fosse esaminato attentamente, allora si sarebbe riconosciuto che sia per la forma e sia per le sembianze in nessun caso avrebbe potuto essere un'aurora boreale. Come invece avevo saputo, questo era un segno di Dio per mostrare che la spada della sua giustizia era pronta a cadere sulle nazioni colpevoli. Allora ho iniziato energicamente a preparare le comunioni espiatrici il primo sabato di ogni mese e le preghiere per la consacrazione della Russia. Lo scopo non era solo quello di chiedere la misericordia di Dio per il mondo intero, bensì in particolar modo per l'Europa.
Dio mi ha concesso nella sua infinita misericordia di farmi percepire come sarà tremenda la prossima guerra e quanta gente scenderà nell'Inferno; Vostra Eccellenza conosce già così bene queste cose, poiché io La informo di ogni cosa. Io dico sempre che le preghiere e le pratiche espiatrici in Portogallo non hanno ancora raggiunto l'armonia della giustizia divina perché queste non sono accompagnate dal miglioramento interiore delle persone e dal vero pentimento. Speriamo che Giacinta sia accolta in Paradiso e possa esserci di aiuto. Come ho scritto già nella prefazione al libro Giacinta, che le ho inviato, ella aveva avuto già la visione di alcune cose che le erano state rivelate in segreto. Così come le visioni dell'Inferno, la prossima guerra, la miscredenza degli uomini, le infermità ecc.

Nel 1925 Lucia entrò in un convento delle dorotee, ma si trasferì nel 1948 nel Carmelo di Coimbra. Con l'arrivo del nuovo vescovo, da Silva, nell'agosto del 1920, la commissione ecclesiastica d'indagine passò dall'atteggiamento di riserva a una posizione più aperta. Nel 1930 le indagini furono concluse, da Silva con la lettera pastorale del 13 ottobre 1930, poté dichiarare, le apparizioni degne di fede e ne riconobbe il culto pubblico.
Poi tutto l'episcopato portoghese produsse prove ancor più convincenti a favore dell'autenticità so-prannaturale dei fatti. Per volontà del vescovo di Leiria, Lucia scrisse nel 1935 la prima parte dei suoi Ricordi dove il punto centrale è Giacinta, per la quale era già stato introdotto il processo di beatificazione. Poi, sempre per volontà del vescovo, nel 1941 la veggente completò una nuova edizione del libro su Giacinta spiegandone diversi punti molto importanti.

Il terzo segreto doveva essere reso pubblico nel 1960. Fu inviato al vescovo di Leiria nel 1943 in busta sigillata da Lucia per volontà della SS. Vergine. Egli doveva recapitarlo al Santo Padre.

La Grande Promessa

Il 10 Dicembre 1925, la Santissima Vergine apparve a Lucia e, al suo fianco, sospesa su una nuvola luminosa, Gesù Bambino. La Santissima Vergine mise la mano sulla spalla di Lucia e, mentre lo faceva, le mostro un Cuore circondato di spine che aveva nell'altra mano. Allo stesso tempo, Gesù Bambino disse: "Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre, che è coperto di spine, che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, senza che vi sia chi faccia un atto di riparazione per toglierle".
In seguito, la Santissima Vergine disse: "Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine, che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi affiggono, con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi, e dì che tutti quelli che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno una corona del Rosario e mi faranno quindici minuti di compagnia meditando sui quindici misteri del Rosario, con l'intenzione di offrirmi riparazione, Io prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla loro salvezza".

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