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La Chiesa Annunziata dei Catalani.
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La chiesa Annunziata dei
Catalani è una chiesa normanna a tre navate, eretta tra il 1150 e il
1200 sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Nettuno. La sua
architettura costituisce un notevole esempio di apporto di stili
diversi su un impianto tardo bizantino tipico, per esempio, delle
costruzioni dell'ordine dei monaci basiliani. La denominazione
chiesa dei catalani è rimasta all'edificio da quando, nel XVI
secolo, il |
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senato
messinese lo assegno alla potente consorteria dei mercanti catalani
che ne fece la propria sede e pose sul portale lo stemma della
Catalogna. Il dislivello tra la sede stradale e il piano dove sorge
l'edificio è dovuto all'ammassarsi delle macerie |
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causate dal terremoto del
1908 spianate per la ricostruzione. |
La Chiesa S.Maria
Alemanna.
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Sorge nella via che
prende il suo nome, eretta in epoca Sveva nei primi decenni del XIII
secolo, quando i Cavalieri Teutonici per concessione di Federico II
di Svevia e per volere del loro gran maestro Hermann Von Salza
ebbero la facoltà di costruire un loro Gran |
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Priorato, con ospedali e
chiese allo scopo di avere una base sicura per le loro imprese in
Terra Santa. I Cavalieri furono operanti a Messina fino all'inizio
del XV secolo. La chiesa fu gravemente danneggiata dal terremoto del
1783 che ne abbatté la facciata e le prime campate. Fu ricostruita e
riparata ma subì ulteriori danni col terremoto del 1908, nuovamente
restaurata con interventi in cemento armato. Ha una pianta
basilicale con tre navate e tre absidi sopraelevate. |
Don Giovanni D'Austria.
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Sulla piazza retrostante
la chiesa dei Catalani, sorge il monumento a Don Giovanni D'Austria.
Figlio naturale di Carlo V imperatore di Spagna e comandante della
flotta cristiana che sconfisse i Turchi a Lepanto nel 1571, la
statua fu eseguita nel 1573 dallo scultore Andrea Calamech su
commissione del senato messinese. Don Giovanni mostra in mano la
pergamena consegnatoli da papa Pio V in virtù della quale veniva
designato come comandante della flotta cristiana. Poggia il piede
sulla testa di un nemico, e porta sul petto l'insegna del Toson
d'oro concessa da XV secolo ai trenta cavalieri più valorosi
dell'impero. Nel basamento vi sono quattro riquadri riquadri bronzei
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raffiguranti le fasi
della battaglia, Messina e il suo porto. Su ciascun lato del
basamento si legge un distico in latino di
Francesco Maurolico che
fornì alla flotta i piani nautici per il viaggio verso Lepanto. |
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